venerdì 29 luglio 2016


IL “PATTO“ CON LA SARDEGNA: SOGNO DI UN POMERIGGIO DI MEZZA ESTATE? 

Nando Buffoni
fondazionesardinia

I “doni” di Renzi alla Sardegna e gli interrogativi del professore bittese, già economista alla Banca mondiale.





Aspettavo questo evento con l'emozione che mi riportava ai tempi del Piano di Rinascita quando si discuteva quanto lo Stato ci avrebbe dato per risollevarci dall'arretratezza e come avremmo speso quello che allora era, o pareva, “un ben di Dio”.  Dibattiti, incontri Stato-Regione, programmi, promesse, legislazione ad hoc, aspettative… aspiravamo a raggiungere il Nord-Europa.

E’ andata come è andata: semus fininne imbetze in Tunisia/Sardigna bella, amada patria mia (come annotava uno scriba non rassegnato).

Ci eravamo fatti condizionare da scelte non nostre, o forse è il caso di dire che avevamo accondisceso a scelte la cui portata non avevamo, al meglio, ben compreso e che si sono rivelate drammatiche. La situazione attuale è che la Sardegna è stremata, sistemicamente incapace di recepire una spirale di crescita, sempre più lontana da Europa 2020 e che le tanto decantate Start Up, destinate a restare “nane”, come la quasi totalità delle aziende sarde. Quelle che sopravviveranno sono come i fiori del deserto: nascono in condizioni di estrema difficoltà e difficilmente si espandono.

C'è da sperare che si trovi qualche bravo economista che spieghi al Premier perché la Sardegna è cosi prostrata ed eviti di enfatizzare che “l’isola riparte” con quello +0,4 di Pil nel 2015 che trova una situazione drammatica nell'aumento della povertà assoluta e una disoccupazione giovanile straripante (parlare di Jobs Act in Sardegna e’ perlomeno ridicolo!).

A fronte di questa situazione, un fatto di potenziale portata storica (sbaglio?) come un Patto tra il Governo Centrale e il Governo Regionale, contenente, a quanto si legge, un “gruzzolo” interessante (si parla di 2,5-2,8 miliardi di Euro) viene firmato, alle ore 16 di un assolato pomeriggio di un venerdì di mezza estate, forse nel Palazzo della Provincia (ex) o forse nel Palazzo del Comune? Ripeto, alle ore 16 di venerdì 29 luglio, festa di Santa Marta di Betania, ebrea, discepola di Cristo.

E verrebbe a celebrare un evento così importante senza gonfaloni e fanfare, a un orario impossibile, un Premier che porta l’orchestra perfino per inaugurare un ponticello su un rivolo secco, quando tutti sono a fine pranzo o al mare e l’asfalto liquefatto brucia le piante dei piedi?
Non può essere. Non ho parole. Eppure sarebbe valsa la pena di saperne di più,. di renderci partecipi, o non ne valeva la pena?

Il mio vicino di campagna mi ha chiesto spiegazioni che non sono riuscito a fornire e che giro, con eguale interesse di conoscenza, agli attori di questo “Patto”. Mi ha detto: “ A me mi pari lu Pattu Ribentro’”, che non so bene che cosa ci entrasse.!
1.Qual’e’ la natura di questo Patto?
 2. Qual’e’ lo scopo?
 3. Quali sono i contenuti?
 4. Quali sono gli obblighi dei contraenti? Cioè: il governo Italiano a che cosa si impegna      e, similmente, a che cosa si impegna il governo regionale?
 5. Entro quanti anni verranno versati i soldi? Questo determinerà se gli importi sono             significativi.
 6. Si tratta di Fondi Aggiuntivi, come il Piano di Rinascita o di fondi già programmati?
 7. A quanto si legge, i fondi sarebbero gia stati destinati. Se così fosse, su che base e’          avvenuta l’assegnazione? Con quali criteri e priorità?
 8.Infine, i due firmatari, sono stati delegati specificamente dai rispettivi parlamenti e, gli      accordi, cioè il Patto, dovrà essere approvato dai parlamenti?

Spero che l’interesse del mio vicino e anche la mia curiosità trovi qualche risposta.


Sassari 28 luglio 2016.
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