lunedì 31 ottobre 2016

LE VERE RAGIONI DIETRO LO SGOMBERO DELLA GIUNGLA DI CALAIS

NON SONO QUELLE CHE TU PENSI

FONTE: THECANARY.CO
comedonchisciotte.net



Martedì 25 ottobre, è iniziato lo smantellamento del campo profughi “giungle di Calais”. La situazione di Calais è sintomatica della crisi più diffusamente, ovvero aziende ed individui che traggono profitto dalla miseria dei rifugiati.

Circa 9.100 persone, tra cui 865 bambini – il 78% dei quali senza partenti – vivevano in squallide condizioni vicino al Tunnel del Canale. Le ragioni per la demolizione del campo, dicono le autorità francesi, sono il gestire nella maniera migliore le richieste di asilo e il fornire migliori condizioni abitative. Il timing però coincide con l’inizio di un progetto per una struttura di grande importanza tra UE e Regno Unito.

Non tutto è come sembra.

La demolizione del campo è iniziata circa alle 2 di pomeriggio di martedì, con operai che si avvicinavano con mazze e scavatori alle baracche di legno. Circa 2.000 persone avevano abbandonato volontariamente il campo lunedì e altre centinaia li avevano seguiti il giorno successivo. Entro mezzogiorno del martedì altri 16 autobus carichi erano partiti con a bordo 656 persone. La polizia pensava che solo circa 200 persone avrebbero tentato di rimanere.

In mezzo a tutta la copertura mediatica, è andata persa una delle ragioni principali della demolizione.

In parte è a causa della costruzione del progetto ElecLink, un’operazione congiunta anglo-francese che connetterà le forniture elettriche delle due nazioni. La posizione di uno dei due campi profughi a Coquelles è proprio dove verrà costruita una sotto-stazione e tutta l’area attorno a Calais deve essere accessibile perché i lavori possano procedere.

Conflitto di interessi

Il piano ElecLink è un progetto congiunto tra STAR Capital e Groupe Eurotunnel. Balfour Beatty e Siemens hanno dei contratti in essere. L’obiettivo principale del progetto è connettere tutta l’Europa ad una sola linea di forniture energetiche.

Ci sono in ballo interessi personali. Lord Levene di Portsoken, un pari del Partito Conservatore britannico, ha afferamato che la “vera soluzione” alla “crisi dei rifugiati” era trovare il modo di impedire ad altri rifugiati di unirsi a quelli già presenti, offrendogli sicurezza nei loro paesi d’origine. “Molti di loro non vogliono venire in Gran Bretagna” ha detto, ma sembra che questi abbia interessi finanziari nel fatto che i rifugiati se ne stiano ad aspettare a Calais.

Come direttore di Groupe Eurotunnel, Levene ha supervisionato investimenti di sicurezza di 12 milioni di euro in tutto il 2014 e di 13 milioni di euro nei primi 6 mesi del 2015, come diretta conseguenza della Giungla di Calais. Per di più, il budget di controllo dei confini di UE Frontex è triplicato nel 2015 proprio grazie alla crisi dei rifugiati. Groupe Eurotunnel ne ha beneficiato direttamente, nell’ordine dei 50 milioni di investimenti.

Approfittare della crisi dei rifugiati

C’è un altro altro pari Tory che trae beneficio dalla situazione. Mitie, il cui CEO è la pari conservatrice baronessa McGregor-Smith, si occupa della sicurezza di Groupe Eurotunnel e ha siglato un contratto di 12 milioni di sterline nel 2014, per di più Mitie è il più grande appaltatore per i centri di detenzione per immigrati nel Regno Unito.

I prezzi delle azioni di Groupe Eurotunnel e Mitie non sono stati influenzati negativamente dalla crisi dei rifugiati: le azioni Mitie sono schizzate alle stelle dopo aver siglato il contratto per Calais.

Levene e la guerra in Medio Oriente

Levene ha interessi anche dall’altro lato della crisi dei rifugiati, in Siria. È in carica del Defence Reform Report annuale del governo britannico. Raccomanda che si prenda coscienza dell’importanza di “guerra cibernetica, collaborazione internazionale, intelligence, sorveglianza” e ancora meglio “altri servizi”.

Levene beneficia direttamente dall’aumentare della spesa militare. È vice direttore di Starr International, fornitore di servizi di sicurezza ed intelligence per governi. È anche direttore di General Dynamics UK Ltd.

Ad essa è stato garantito un contratto da 135 milioni di sterline il 6 marzo 2016 per un upgrade delle comunicazioni tattiche e dei sistemi informativi dell’esercito britannico. L’azienda fornisce soluzioni ingegneristiche e servizi di sviluppo per il deterrente nucleare UK Trident. Il governo USA ha anche co-garantito un contratto da 682 milioni di dollari per fornire bombe alla Turchia.

In cambio il governo turco probabilmente userà quelle bombe contro i combattenti curdi in Siria ed in patria: forze che persino l’occidente ammette essere tra le più efficaci nella lotta a Daesh. In altre parole, la General Dynamics contribuisce al proseguire della guerra in medio oriente.

Un sacco di soldi senza sforzo

Non sono solo politici ed aziende brit a trarre beneficio dalla guerra in Siria e dal protrarsi della crisi umanitaria.

In Grecia, un’azienda chiamata Group Bull ha siglato un contratto per 101 macchine per leggere impronte digitali per registrare i migranti. L’azienda che sta sopra a Bull è Atos – il più grande fornitore del comando di controllo aereo e dei servizi informativi della NATO (airC2IS) in Turchia. Questo sistema è stato creato per ottenere “l’efficiente ed efficace utilizzo dell’unione delle forze aeree messe a disposizione della NATO”. “A disposizione” come le bombe usate dall’occidente per fare a pezzi la Siria.

L’azienda francese Unisys, nel frattempo, ha ricevuto un contratto UE per implementarne i sistemi IT. Il direttore di Unisys Philippe Germond fa anche parte del CDA di Qosmos, attualmente indagata per aver fornito al governo di Assad software di sorveglianza. La Unisys ha anche un contratto in corso con il governo USA per i sistemi di difesa ClearPath che supporta la logistica dell’aviazione statunitense – ovvero le missioni in Siria.

Seguire i soldi

Per ora nel 2016, più di 325.000 rifugiati sono fuggiti in Europa, di questi 91.000 sono bambini. La maggioranza viene dalla Siria, dove il conflitto ha ucciso più di 400.000 civili da quando è iniziato nel 2011. Mentre la crisi continua, continua ad aumentare il numero di rifugiati.

Ben lontane dal preoccuparsi di come porre fine alla catastrofe umanitaria ai due lati della situazione, le aziende e i politici stanno semplicemente approfittando di questo caos. Solo un’altra prova che si possono fare un sacco di soldi con la miseria dei migranti.



Fonte: http://www.thecanary.co/

Link: http://www.thecanary.co/2016/10/25/real-reason-calais-jungle-clearance-isnt-may-think/

25.10.2016

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione FA RANCO
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