giovedì 24 novembre 2016

MENTRE SI MANIFESTA CONTRO LE BASI AL POLIGONO DI CAPO FRASCA. LO STATO ITALIANO CON LA SUA MARINA , DALL'ALTRO CAPO DELL'ISOLA SPERIMENTA NUOVI MISSILI AL POLIGONO DI QUIRRA

Vaturu Erriu Onnis
sadefenza 


Le urla dei giovani e anziani che si sono ritrovati a Capo Frasca per contestare l'uso improprio della terra sarda con i poligoni per addestrare alla morte sono vane , sono come  urla nel deserto , lo stato italiota finge di ascoltare i comitati sardi contro le servitù militari eppoi mentre manifestano davanti a un poligono , scatta la provocazione in altri , come a Capo Teulada e al Salto di Quirra dove la nave della Marina Militare scarica il suo carico di morte con una salva di missili Aster 30 , un nuovo missile nato dalla collaborazione del programma italo francese FREMM (Fregata Europea Multi Missione).

A nulla valgono tutti i morti di questi anni passati e quelli che verranno per impedire allo stato italiota e alla NATO di smetterla dall'usare la nostra terra e patria come poligono a tutto campo , il Comitato sardo Gettiamo le Basi da anni denuncia gli abusi cui sono sottoposte le popolazioni sarde con questi continui bombardamenti , con le nano polveri prodotte da queste sperimentazioni, che la dottoressa Gatti ha trovato anche nei tessuti più profondi dei testicoli e nel cervello umano, per non parlare delle centinaia di aborti spontanei e dei feti bimbi mai nati perché malformati, sono state spese molte parole e il tribunale di Lanusei solo pochi giorni fa celebrava il processo a:
"otto imputati, accusati di omissione dolosa di cautele contro infortuni e disastri" nel sito di Quirra.

Commissioni parlamentari d'inchiesta si sono succedute , nella visita ai vari poligoni , ma vanamente, poiché promesse di chiusure si sono sperticate nel tempo senza alcun risultato. Come per esempio riportiamo parte nel paragrafo successivo:


"Quarta Commissione Parlamentare d’Inchiesta"
“L’assenza di certezze scientifiche non deve servire da pretesto agli Stati per ritardare l’adozione di misure” ONU, Protocollo di Rio.
“L’interesse nazionale cede di fronte al superiore interesse pubblico costituito dalla tutela della salute (…)” che ha “il valore dell’assolutezza, ciò significa che va protetta contro ogni iniziativa ostile da chiunque provenga e con la conseguenza che ha anche una valenza incondizionata. Tale tutela comprende le ipotesi in cui i rilievi scientifici non hanno raggiunto una chiara prova di nocività (..) occorre applicare il principio di minimizzazione che costituisce il corollario del principio di precauzione” (TAR Sardegna, sentenza di sospensiva all’installazione dei radar, 6/10/2011)." serenoregis.org
E' NECESSARIO L'IMPEGNO DI TUTTI I PATRIOTI DI TUTTI I SARDI PER DIRE BASTA A QUESTI SCEMPI DEI POLIGONI MILITARI IN SARDINYA E FAR CHIUDERE UNA VOLTA PER SEMPRE QUESTI LUOGHI DI MORTE E PERDIZIONE.


MANIFESTADA DE CAPO FRASCA 23 11 2016 dal sito di Sardigna Natzione Indipendentzia
In un giorno feriale riuscire a portare tanta gente a Capo Frasca è simbolo della maturità di un movimento che può fare passi da gigante e cambiare l'agenda politica sarda aspirando ad una trasformazione dell'esistente. da A Foras

“corteo in movimento verso #capofrasca23n https://t.co/93X0YIkpR8



Poligono di Quirra, la ricerca che fa paura: ci sono troppi aborti spontanei

Troppi bambini mai nati nel poligono. I numeri, freddi: su 477 gravidanze, 78 sono state interrotte da un aborto spontaneo.

Con un'incidenza molto superiore alla media regionale.

Il 27 per cento in più, stando ai rapporti Istat. Il commento, secco: «Dati allarmanti». A rendere preoccupante il quadro è il campione analizzato: le cifre sono riportate in un studio condotto sui dipendenti civili e militari della base di Quirra-Perdasdefogu, riversato nella tesi di laurea di una studentessa di Medicina, all'Università di Cagliari.

L'autrice si chiama Elena Vacca e il bollino di autorevolezza arriva dalla firma del docente relatore: Pierluigi Cocco, storico medico del complesso militare tra Sarrabus e Ogliastra. L'allarme viene rilanciato da Gianbenedetto Melis, professore e guida della Ginecologia del Policlinico.

di Enrico Fresu


Il deputato sardo di UNIDOS Mauro Pili denuncia :  i giochi di guerra - ieri 23/11 -  a Capo Teulada - decine di elicotteri - navi - mezzi a terra e le industrie belliche ringraziano... 














EFFETTUATO IL PRIMO LANCIO DI UN MISSILE ASTER 30
DALLA CARLO BERGAMINI
flyorbitnews.com

aster 30La nave Bergamini della Marina Militare Italiana; Credits: CC
È stato effettuato ieri presso il poligono interforze di Salto di Quirra, in Sardegna, il primo lancio di un missile Aster 30 telemetrico.

Il test serve a dare all’arma la qualifica di sistema missilistico terra-aria di auto-difesa estesa (SAAM ESD, Surface to Air Anti Missile System Extended Self Defence). Il missile è stato lanciato dalla Nave Carlo Bergamini, la prima del programma italo-francese FREMM (Fregata Europea Multi Missione). È stata varata nel luglio 2011 presso il Cantiere Navale di Riva Trigoso, nei pressi di Genova, per poi essere completata al Cantiere Navale del Muggiano, situato a La Spezia.

Il sistema SAAM ESD permette di estendere automaticamente la difesa ad altre dieci unità entro 6,5 km di distanza dalla nave di scorta: una prerogativa utile in Marina, dove spesso di parla di gruppi navali impiegati nelle medesime operazioni. Il sistema SAAM ESD è dotato di un lanciatore verticale Sylver A50 che può ospitare fino a 16 missili tra Aster 15 e 30
Il sistema è sviluppato dalla sezione italiana di MBDA, consorzio europeo che vede la partecipazione di BAE Systems (37,5%), Airbus Group (37,5%) e Leonardo (25%) e si compone di un calcolatore AGIS (Assieme di Gestione Interfaccia Sistema) per le funzioni di comando e controllo, di un radar multifunzione attivo MFR-A (Multi Function Radar – Attivo) per le funzioni di ricerca, scoperta, tracciamento bersagli e guida missili e infine dal gruppo di due moduli di lancio verticale Sylver A-50.

«Il lancio è stato effettuato in piena aderenza alla pianificazione che abbiamo elaborato, tutte le fasi del lancio hanno rispecchiato fedelmente le attese» ha dichiarato il Capitano di Fregata Angelo Turco, dello Stato Maggiore Marina, responsabile della preparazione e dell’esecuzione del lancio presso il poligono: «Il successo del lancio conferma l’eccellente lavoro di squadra che durante questa complessa attività abbiamo svolto in perfetta sinergia con l’industria».

Il poligono sperimentale di addestramento interforze di Salto di Quirra si trova nel comune di Perdasdefogu, in provincia di Nuoro. È stato creato nel 1956 e viene utilizzato per i test di missili, razzi, velivoli, oltre per l’addestramento delle forze armate.

Il lancio effettuato ieri segna il ritorno al poligono di Salto di Quirra dopo quattro anni, un ritorno che, ha sottolineato la Marina militare, è stato suggellato da «uno dei più rilevanti lanci di tipo tecnico-sperimentale» effettuati nella struttura.

La sperimentazione proseguirà anche l’anno prossimo. Ad aprile 2017, informa la Marina militare italiana, verrà effettuato un lancio con il sistema missilistico SAAM ESD in modalità integrata con il sistema di combattimento di bordo (CMS, Combat Management System).

LANUSEI, I VELENI DI QUIRRA: IL GIUDICE CHIAMA IL MINISTERO DELLA DIFESA
Unione sarda






















Processo per i veleni di Quirra, il Ministero della Difesa responsabile civile
di Simone Loi

I Comuni di Villaputzu, Ulassai, Jerzu e Perdasdefogu non potranno essere citati come responsabili civili al processo per i presunti veleni di Quirra.

La prima eccezione presentata dai difensori degli otto imputati è stata respinta.

È stata invece giudicata fondata la questione della citazione come responsabile civile del Ministero della difesa.

Per gli otto imputati, accusati di omissione dolosa di cautele contro infortuni e disastri, il processo proseguirà mercoledì 14 dicembre.

Sotto accusa sono gli ufficiali Fabio Molteni, Alessio Cecchetti, Roberto Quattrociocchi, Valter Auloni, Carlo Landi, Paolo Ricci, Gianfranco Fois e Fulvio Francesco Ragazzon. Si alternarono al comando del Poligono dal 2002 al 2012.
 
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