martedì 5 giugno 2018




Abusi sessuali rituali e parabiosi eterocronica: la faccia sporca della corsa per l’eternità.

Sara Gamberoni
archeologiamisterica
SA DEFENZA 








Avvertenza: Il seguente articolo tratta argomenti cruenti e non è adatto alle persone più sensibili.





Tra le tante cose di cui si può scrivere, e su cui si potrebbe indagare, ce n’è una che abbiamo l’urgenza di portare alla luce. Una che si insinua viscida nel torbido terreno su cui poggia il potere mondiale. E che, lungi dall’essere l’innaturale deviazione di menti disturbate, costituisce una prassi presente nella maniera più consistente proprio ai livelli più alti della società. Parliamo degli abusi sui minori, e più precisamente di SRA, un acronimo che sta per Sexual Ritual Abuse. Cannibalismo, sesso, sangue bevuto in coppe fatte con i teschi umani. Non è una macabra fantasia. E’ quanto di più reale e più raccapricciante possa capitare ai nostri bambini. E lo conosceremo attraverso le parole di chi l’ha vissuto, e di chi lo ha ordinato sin dai tempi più remoti della nostra vita su questa terra. Se non abbiamo lo stomaco di farlo per noi stessi, dobbiamo farlo per i nostri bambini.





La contessa Dracula ricercava l’eterna giovinezza.




La contessa Erzsébet Bàthory.




Conoscete Erzsébet Bàthory? Forse è meglio nota come la contessa Dracula. Ma con il famoso conte non ha nulla in comune, se non il luogo, la Transilvania, e le sanguinose pratiche. La sua storia, però, è ampiamente documentata.


Il 30 dicembre del 1610, il conte Gyoergy Thurzò si recò per ordine del re d’Ungheria Mattia II al castello di Cachtice, in Slovacchia. Era lì che viveva la contessa Erszèbet, nella terra che apparteneva alla propria famiglia da generazioni


Il nonno era Stefano I Bàthory, principe di Transilvania, ed effimero re di Polonia fra il 1575 e il 1586, e la sua famiglia vantava la presenza di numerosi eroi di guerra, ed alcuni prelati.


I suoi genitori, i conti Anna e George Bàthory, la promisero in matrimonio a 11 anni di età ad un cugino, il conte Ferenc Nàdasdy, che la sposò nel 1575 nonostante lo scandalo da cui la contessina, rimasta incinta di un servo, fu travolta all’età di 15 anni.




Ferenc Nàdasdy, Il Cavaliere Nero.




Il servo venne castrato ed ucciso, e dopo aver partorito in segreto, il conte Ferenc ed Erszebét si sposarono. Ferenc, data l’importanza della famiglia della moglie, prese il cognome di lei. Ma passerà alla memoria postera con l’epiteto di Cavaliere Nero di Ungheria, per via della sua fama di guerriero fiero ed inclemente.


Il conte Ferenc Nàdasdy, Cavaliere Nero d’Ungheria.


Rimase invincibile per anni, finchè nel 1604 perse la vita in una campagna contro gli Ottomani, ma le cause della morte rimasero misteriose, e a corte vi era il sospetto che il re di Ungheria mattia II vi fosse coinvolto.




Mattia II Asburgo, Re d’Ungheria.




Da sempre la corona Ungherese mirava ad impossessarsi del territorio di Cachtice, ed i Bàthory erano sempre stati un ostacolo, con la loro potenza, e la loro efferatezza.


Ma ora che il Cavaliere Nero era morto, nel castello rimaneva solo una vedova di 44 anni, e per il trono di Ungheria sembrava il momento perfetto per approfittare della sua debolezza, e mettere le mani su quel feudo tanto appetibile.


Ma non era cosa facile: la contessa aveva preso velocemente in mano le redini della sua contea, e si era alleata con il nipote Gabor I Bàthory, principe di Transilvania, per combattere a fianco


dei tedeschi, contro Mattia II.




Gabor I Bàthory.




Ma il pretesto non tardò ad arrivare: sulla contessa, dalla morte del marito, iniziarono a circolare voci di stregoneria. E ciò convinse il re di Ungheria a ordinare la spedizione di Gyoergy Thurzò per confermare le voci che erano giunte a corte, e processare la contessa.


Erano già anni che la crudeltà della contessa era nota, da molto prima che il marito morisse; All’età di 13 anni aveva sedato una rivolta della sua servitù ordinando di tagliare a tutti il naso e le orecchie. E il marito non era certamente da meno. I due si consigliavano epistolarmente sulle torture più adeguate per mantenere l’ordine della schiavitù.


Oltretutto da qualche tempo nella zona si era notata la scomparsa di numerose bambine e giovani dal villaggio; Una in particolare era la figlia di una famiglia in vista. E questo fu l’errore che le costò la prigione.


Quando il conte giunse a Cachtice, venne ricevuto senza alcun imbarazzo dalla contessa all’interno del castello, dove ovunque giacevano fanciulle nude e agonizzanti insieme ai cadaveri dissanguati di altre decine di giovani.





La contessa venne imprigionata, mentre il conte Thurzò si faceva carico del suo feudo in attesa del processo. Questo ebbe inizio due anni dopo, a Bytca, in Slovacchia, e gli atti sono conservati nell’Archivio Nazionale di Ungheria.




Il conte Thurzò.




Vennero chiamati a deporre i suoi collaboratori più stretti -le dame di compagnia e l’amministratore del castello -che raccontarono una storia agghiacciante:


La contessa aveva ordinato loro di reclutare svariate giovani fanciulle per offrire loro impieghi nel castello, come cameriere o dame di compagnia, a seconda dell’estrazione sociale.


Una volta rinchiuse nel castello venivano torturate nelle maniere più abiette, e il loro sangue usato per la contessa stessa, che vi faceva lunghi bagni.


La fattucchiera del castello le aveva detto che bagnarsi con il sangue di bambine avesse il potere di mantenerla bella come in gioventù.





Perchè ne stiamo parlando?


Perchè non si tratta solo di passato.


Due conti sulla carta del formaggio.





Anche oggi gli abusi sui minori sono una vera epidemia. I dati sono allarmanti: il consiglio dell’UE ha stimato che in Europa un bambino su 5 sia vittima di abusi, e, secondo i dati del il Telefono Azzurro, le vittime di abusi sessuali sono calcolate essere tra il 10 e il 20% dei minori. Questi dati sono largamente sottostimati, dal momento che la maggior parte non denuncia mai.








Ma ancora peggio, specie se si tratta di personalità influenti, quando i bambini denunciano non vengono creduti.


Niente di più facile che portare qualche esempio.


Negli anni ’80 e ’90 del ‘900 c’è stato un vero e proprio boom di abusi rituali satanici in tutti i paesi anglofoni, in molti casi culminato in arresti.
















Un esempio Irlandese risale a pochi anni or sono.





Nel 2007, una giuria alla corte di Dublino ha stabilito all’unanimità che una neonata trovata accoltellata a morte tre decenni prima era la figlia di Cynthia Owen (poi ‘Sindy Murphy’). La nonna è stata accusata di aver ucciso la bambina. Ma non è stato certo facile ottenere una condanna per Cynthia.




Cynthia Owen.




Il ministro della Giustizia aveva in precedenza respinto la richiesta da Cynthia Owen di riesumare il corpo. All’inchiesta era stato vietato assegnare la colpevolezza a causa della legge coroner del 1962, e quindi il verdetto rimase aperto. Inoltre, la giuria aveva considerato che il livello delle prove non fosse “al di là di ogni ragionevole dubbio” .


La signora Owen ha anche fatto affermazioni riguardo ad un secondo bambino nato morto sepolto nel giardino di famiglia, ma la polizia ha detto di non aver trovato altri resti umani. I genitori della Owen, nel frattempo, hanno negato le accuse di abuso, e lo stesso hanno fatto i suoi fratelli maggiori.




Cynthia da bambina.




Durante il processo, la Owen ha fornito il suo resoconto sugli incesti, gli abusi organizzati e gli abusi rituali satanici orchestrati dai suoi genitori, che coinvolgevano almeno altri nove uomini.


Cynthia ha affermato che suo fratello Michael, e la sorella, Teresa, sono stati abusati, cosa negata da suo fratello maggiore e dal padre. Uno dei presunti abusatori era il fratello maggiore di Cynthia Owen, Peter Murphy Junior, e anche il padre, Peter Murphy anziano, era un presunto molestatore.


Il suo racconto è stato sostenuto dal suo psicologo.


Poi ad un certo punto la situazione è precipitata: Suo fratello, Martin si suicidò nel 1995 dopo aver rivelato che era stato sodomizzato nella sua casa di famiglia. Un altro fratello, Michael, è stato trovato morto nel 2002, e anche la sorella Teresa si è suicidata poco dopo la scoperta del suo corpo nel 2005.




Cynthia al processo.




La dettagliata lettera lasciata da Theresa prima di suicidarsi, lunga 37 pagine, ha corroborato il racconto di Cynthia.


Anche un amico di Theresa ha testimoniato al processo, affermando che Teresa aveva parlato a lungo degli abusi sessuali subiti durante l’infanzia. E dopo la sua morte, si è scoperto che Teresa era la figlia di sua sorella maggiore, Margaret Murphy.


A seguito delle conclusioni della Corte e del medico legale, Cynthia Owen poi ha sollevato questioni sulla modalità di smaltimento del corpo di sua figlia e sul fallimento della polizia nell’indagine sull’omicidio. In particolare, ha evidenziato il fatto che i campioni di sangue e di tessuti non fossero stati mantenuti, che la borsa e gli asciugamani trovati a fianco del bambino ucciso fossero scomparsi, così come i rapporti della prima inchiesta sull’omicidio. La scena era stata evidentemente manomessa per insabbiare il caso.




La Owen e i fratellini.




Se non bastasse, tra questi casi è possibile assistere alla testimonianza di Theresa (nome fittizio) catturata da Ian Leslie nel programma australiano “60 minutes” del 1990, dal titolo “the devil made me do it, disponibile al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=ws2GDT0Xr78.




Theresa.




L’orrore che questa ragazza ha subito, anche in questo caso da parte della nonna paterna che doveva prendersi cura di lei dopo la separazione dei suoi genitori, è irripetibile. La ragazza racconta -e i suoi abusi sono stati confermati dai medici- di avere all’attivo un numero incredibile di aborti all’età di undici anni, aborti che le sono stati procurati dalla nonna e da medici appartenenti alla setta, con l’intento di mangiare i feti durante rituali satanici organizzati in enormi ville, da parte degli esponenti dell’altissima società locale. Lei stessa è stata forzata a mangiare i propri bambini. Solo una dei suoi figli è sopravvissuta, partorita all’età di 11 anni.





La cosa più triste è che tali indicibili orrori ancora una volta hanno incontrato, ed incontrano tutt’ora, lo scetticismo generale, e ancor peggio, quello delle forze di polizia. Questo nonostante non sia insolito udire di efferati crimini interspecifici. Ma quando questo assume elementi rituali, si stenta a credere che tutto ciò possa essere reale, e si accusano le vittime, molto spesso bambini, di essere degli psicopatici bugiardi patologici.





La testimonianza di Theresa è tornata alla ribalta di recente, e anche la sua testimonianza -benché sia è stata provata dalle cartelle cliniche e corroborata dallo psichiatra forense (circostanze che hanno portato all’arresto della nonna paterna)- viene oggi screditata pubblicamente dai media per insabbiare uno dei peggiori scandali di cui la politica mondiale abbia memoria: un’enorme rete di pedofili e abusatori rituali in cui sono coinvolte personalità estremamente importanti, che esercitano la loro influenza non solo sui media, ma sull’intera politica mondiale.


Se non l’avete mai sentita nominare, siamo qui per questo.


#pizzagate.





Proprio in questi ultimi tempi la facciata sfarzosa del mondo della politica e dello Showbiz, la facciata umile e caritatevole delle organizzazioni di volontariato, la facciata pia delle religioni, stanno tutte crepando davanti ai nostri occhi, e stanno emergendo realtà tanto impensabili e raccapriccianti quanto diffuse come una grande rete che unisce tutte le frange più alte della nostra società, culminando in quell’orribile fenomeno insabbiato da tutti i mass e i social media, chiamato Pizzagate.
















Per entrare nel dettaglio dell’accaduto, ci appoggiamo al sito http://www.pizzagate.com, su cui si trovano le informazioni più aggiornate.


Ecco alcuni dei personaggi coinvolti:




John Podesta.




Partiamo da John Podesta.


Costui è stato presidente della campagna di Hillary Clinton,ed èil fratello di Tony Podesta, con il quale è co-fondatore del Podesta Group.


La sua somiglianza sua e di suo fratello Tony ai sospetti rapitori ritratti nell’identikit della polizia relativo al caso della scomparsa della piccola Madelaine McCann è sconcertante.







Madeline McCann.




E’ organizzatore di eventi di raccolta fondi per il Partito Democratico, che si tengono il più delle volte in un locale chiamato Comet Ping Pong.


Esiste un video amatoriale girato all’interno del locale in cui si sente distintamente la sua voce mentre sevizia un bambino, che urlando chiama il suo abusatore John. (https://www.youtube.com/watch?v=52PDYH_HTV8)





Possiede strani pezzi d’arte, tra le quali alcune sono dell’artista serba Biljana Djurdjevic, che spesso coinvolgono i bambini e gli abusi rituali.




I quadri della Durdevich.John con uno dei suoi quadri, dove due uomini pasteggiano con un cadavere.




Ma passiamo adesso al fratello, Tony Podesta.




Tony Podesta.




Con il fratello John Podesta è co-fondatore del Podesta Group. Come il fratello colleziona opere d’arte infami e provocatorie che ritraggono bambini in situazioni strane, oltre che omicidi.


Quella con cui è ritratto nella foto sopra è la rappresentazione di uno degli omicidi di Jeffrey Dahmer, il mostro di Milwakee, che amava conservare memorie fotografiche delle sue vittime, decapitate, mutilate e sistemate in posizioni innaturali.





E’ un lobbista potente, ed è amico di James Alefantis, proprietario del Comet Ping Pong. Hanno l’abitudine di festeggiare compleanni insieme.
















Parliamo di lui, quindi. James Alefantis.




James Alefantis.




Come abbiamo detto è il proprietario del Comet Ping Pong, un locale sulle cui pareti si possono ammirare dipinti di questo genere:





Posta messaggi dai contenuti suggestivi sui i social media con il nome di Jimmycomet.


Se ci soffermiamo sulla foto che segue:





Notiamo l’hashtag #chickenlovers. Per definizione, un chickenlover è un omosessuale maschio adulto sessualmente attratti da maschi minorenni.





Questa definizione è confermata da numerose fonti antecedenti Pizzagate, come ad esempio il libro di Ian O’Donnell a partire dal 2007, pagina 16.


E non si tratta purtroppo di una cosa strana. In america esiste addirittura un’associazione riconosciuta di questi pederasti:la NAMBLA, di cui fanno parte molti personaggi di spicco, tra cui il poeta della Beat Generation Allen Ginsberg, padrino dell’attriceWinona Rider.












Hanno anche una rivista ufficiale, e quel che è peggio, legale.





Quest’associazione lotta per equiparare i diritti dei pederasti a quelli di tutti gli altri orientamenti sessuali,





Ma anzichè essere “un’innoquo forum” -come l’ha definita l’attore Johnny Depp- dove in cui i pederasti parlano aertamente dei loro sentimenti, senza però combinare nulla di male, ha invece mietuto svariate vittime, come il piccolo Jeffrey Curly, ucciso da due membri della NAMBLA. Costoro hanno dichiarato che grazie all’associazione hanno potuto accettare la propria sessualità.





Tornando ad Alefantis, anche i suoi amici e contatti sui social media postano contenuti altrettanto infamemente suggestivi.





Il fratello di Jeffrey B. Smith (“werkinonmahnightcheese”,”lavorando per la mia notte di formaggio”, frase di cui più avanti vedremo il significato), ha fatto riferimento al suo amico come “il mio pedo preferito”.


E questo non è certo il loro unico riferimento a pedofilia.


James Alefantis è considerato uno dei “50 individui più potenti” di Washington DC.


E poi c’è Hillary Clinton,




Hillary Clinton.




E’ stata candidata alle presidenziali del Partito nazionale democratico nel 2016, ed è la moglie di Bill Clinton.


E’ nota per aver agevolato il traffico di minori, almeno una volta, nel caso di Laura Silsby.





La Silsby è l’ex direttrice del rifugio dei bambini New Life, ed è stata catturata mentre cercava di rapire 33 bambini haitiani, la maggior parte dei quali avevano una famiglia. Seguendo la scia di messaggi di posta elettronica Wikileaks,il blogger PleadingtheYiff ha scoperto che Huma Abedin stava “costantemente inoltrando mail a Hillary Clinton” sull’organizzazione di Laura Silsby.


Dalle email della Clinton emersero anche i tentativi di proteggere Laura Silsby dai processi, contattando un avvocato per difendere dieci persone arrestate per coinvolgimento nella rete del traffico di bambini.


E ‘stato anche rivelato che l’avvocato che ha rappresentato la Silsby era stato condannato per traffico di bambini e pedofilia.





Hillary è la co-fondatrice della Clinton Foundation, che offre favori

politici ai donatori ed è teatro di una serie di pratiche commerciali

sospette.


Anche lei è assidua frequentatrice della compagnia dei fratelli Podesta e del Comet Ping Pong di James Alefantis. Quest’immagine mostra un post su twitter di Alefantis in cui condivide una lettera inviatagli dalla Clinton in persona.





Presenta tutti i sintomi del Kuru,





la malattia neurodegenerativa che colpisce i cannibali. La malattia, il cui nome significa “tremore“, è la controparte umana della sindrome della mucca pazza, che colpiva gli animali a causa della presenza di carne di mucca nei mangimi, e si presenta con tremore degli arti (che può essere confuso con il morbo di Parkinson), svenimenti improvvisi, incapacità di controllo della minzione ( che obbliga i malati a munirsi di catetere) e scoppi improvvisi di riso.





James Alefantis ha una così solida connessione con Hillary e la sua campagna presidenziale grazie al suo fidanzato, David Brock, il capo di Media Matters, che è stato un importante strumento del Partito Democratico.




Brock e Alefantis.




Brock è anche il fondatore di Correct the Record, un Super PAC ( Political action committee, un comitato di raccolta fondi per sostenere od ostacolare candidati, referendum od iniziative legislative) che ha sostenuto la campagna della Clinton.





Ma com’è cominciato tutto?


Il Pedogate è stato coperto per decenni, infatti qualcosa di molto simile è già accaduto -ed è già stato insabbiato- anche ai vertici del governo britannico, quando Margareth Tatcher era in carica, oltre che in Belgio ed in altri paesi.








Invece, per quanto riguarda l’indagine Pizzagate, questa ha avuto inizio con i documenti trapelati dal sito Wikileaks, che ha mostrato la presenza di simboli e parole in codice dei pedofili -catalogate nei documenti dell’ FBI- nelle conversazioni tra i personaggi sopra citati, e negli ambienti da loro frequentati.





Per fare qualche esempio, questa è la facciata del Comet Ping Pong di James Alefantis,che insieme a quest’ultimo è proprietario dell’intero complesso di edifici, tra cui Besta Pizza, tre porte più avanti.





Qui al Comet Ping Pong suonano band come gli Heavy Breathing,





dei quali esiste un video della serata al Comet Ping Pong in cui il cantante, Majestic Ape, durante un discorso in cui elogiava i piaceri della vita, in risposta ad un uomo del pubblico che urla di citare anche i bambini piccoli (little boys) dichiara: “Tutti abbiamo le nostre preferenze!”.


Un’altra band che vi ha suonato è Sex Stains (“macchie di sesso”), nel cui video “Land of La La”, titolo di per se ambiguo che riporta alla mente le canzoni dei bambini, compare lo stesso simbolo pedofilo.





Diamo ora uno sguardo all’uso di “cheese pizza” (“pizza al formaggio”) come una parola in codice usata dai pedofili molto prima che #pizzagate diventasse virale.


Definizione di Urban Dictionary:





E’importante notare che la data della pubblicazione è il 7 giugno 2010, che risale a molto prima che Wikileaks iniziasse a pubblicare le e-mail sospette, che esamineremo più avanti.


Ma perchè non guardare anche la definizione della parola Ping Pong sullo stesso dizionario.





E se tutto questo non bastasse, vediamo i manifesti di una delle associazioni di cui Hillary Clinton fa parte.





Ma è ora il momento di dare uno sguardo alle e-mail in questione:





I fratelli Podesta sono anche buoni amici con il pedofilo dichiarato ed ex deputato repubblicano Dennis Hastert.











Qui sopra, leggiamo che John Podesta ha ricevuto una mail in cui il mittente dice è ora che Hastert (che chiama affettuosamente Denny) si dilegui in una sconosciuta isola giapponese, e questo solo un mese dopo che la notizia della pedofilia di Hastert è esplosa (fonte: New York Times). E’ stata proprio l’associazione con questo pedofilo a indirizzare i ricercatori Pizzagate su John Podesta.





Sempre lui, John Podesta, ha ricevuto un’email da Tam Luzzatto in cui si dice che i bambini, di 11, 9 e 7 anni, saranno “in piscina per un ulteriore intrattenimento”, e si ribadisce che i bambini “saranno sicuramente in quella piscina”.


Dovrebbe andare da sé che menzionare bambini piccoli in una vasca calda come fonte primaria di intrattenimento non sia una conversazione normale da intrattenere per degli adulti.





In quest’altra email, a Podesta viene detto che ha lasciato dietro un fazzoletto bianco e nero “con una mappa che sembra pizza-correlata”. Questo dovrebbe essere un’indicazione evidente che stiamo diretti verso l’uso criptico della parola ‘pizza’. Inoltre, se apriamo wikipedia alla voce Hanky code (Handkerchief code, codice del fazzoletto), scopriamo quanto segue:


“Il codice Hanky (noto anche come codice del fazzoletto o codice delle bandane colorate, in inglese handkerchief code, hanky code o flagging) è un sistema di segnalamento, impiegato di solito da uomini gay in cerca di sesso occasionale o praticanti di BDSM negli Stati Uniti d’America, Canada ed Europa, per indicare le loro preferenze sessuali attraverso il colore del fazzoletto e la posizione in cui viene indossato.


Il codice Hanky è stato ampiamente utilizzato dal 1970[1] da uomini gay e bisessuali, e cresciuto da lì a tutti i generi e gli orientamenti. Indossare un fazzoletto sul lato sinistro del corpo indica che il soggetto è attivo (soggetto considerato attivo nella pratica contraddistinta dal colore del fazzoletto), mentre indossarlo sul lato destro del corpo indica che il soggetto è passivo (soggetto considerato passivo nella pratica contraddistinta dal colore del fazzoletto). I fazzoletti, o bandane, possono essere indossati nella tasca anteriore o posteriore dei pantaloni, legato intorno al collo (con il nodo posizionato sul lato destro o sinistro) o in altre parti del corpo.


I codici variano ampiamente a seconda delle aree, ma vi è un consenso generale sui colori per le pratiche più comuni, in particolare quelli con un legame tra il colore e la pratica, come il giallo per l’urofilia; marrone per la coprofilia e nero per il sadomasochismo.”


Inoltre la parola Map, oltre ad essere acronimo di Minor Attracted Person, pare significhi sperma.





In ultimo luogo portiamo l’esempio della mail (Wikileaks Email ID 56492), Tony Podesta ha inviato John Podesta una e-mail dal titolo “La scorsa notte è stato divertente.”


L’e-mail riporta “ancora nella camera di tortura”.


Non finisce qui, ci sono svariati altri personaggi coinvolti in queste attività; una persona di spicco in questo circolo è Marina Abramovich, un’artista performer serba, con la quale emerge il lato rituale, e forse il più turpe di tutta la faccenda.


I suoi riti sono menzionati nelle e-mail di John Podesta.







Innoque feste di questi personaggi. Questa torta rappresenta la Abramovich.









Tanti personaggi dello showbiz vi prendono parte.













Jimmycomet ha postato su twitter questa sua foto.





Il rituale dello Spirit Cooking, del noto satanista Aleister Crowley, consiste nel mescolare sangue con qualche altro ingrediente fisiologico e farne una “vernice” con cui scrivere sul muro scritte come: “Mescola latte fresco di donna con sperma fresco”, “Urina fresca del mattino spruzzata sugli incubi notturni”, o anche “con un coltello affilato taglia in profondità il tuo dito medio e mangia il dolore”, e così via.
















Ed e proprio su questa ritualità che ci dobbiamo concentrare per dare un senso a quanto abbiamo fino ad ora visto, e grazie a questo per smettere di respingere questa realtà perché ci appare troppo surreale e dolorosa, ma perché possiamo aprire gli occhi su quello che sta succedendo ora, e che purtroppo è successo dalla notte dei nostri tempi. E’ proprio nelle parti più incredibili, quelle che hanno fatto in modo che le vittime non venissero credute, che si cela il senso di tutto questo orrore, orrore di cui questo Pizzagate non è che la punta dell’Iceberg.





Le origini dei rituali SRA: Geografia della letteratura satanica.


Il freelance Chris Everard ci ha messo del suo per conoscere ed esporre questa ritualità: ha compiuto un viaggio in India, presso il popolo Aghori, per dare prove concrete al caso insabbiato di RSA dei bambini di Hampstead.





Alla fine del 2014, questi due fratellini inglesi hanno raccontato di essere stati ripetutamente violentati nella loro scuola da un culto di cui faceva il padre biologico, all’insaputa della madre. Durante questi rituali i bambini hanno riferito di essere stati forzati a bere sangue da coppe fatte con i crani di altri bambini.


La loro testimonianza, tanto per cambiare, non è stata creduta dalla polizia.


I bambini sono stati sequestrati dalle autorità, allontanati dalla madre e rinchiusi contro la loro volontà. Di loro non si sa più nulla. Si sa però che al padre biologico e alla maestra che i bambini avevano denunciato è stato dato diritto di visita. Questi bimbi, che avevano trovato il coraggio di denunciare nonostante fossero stati minacciati di omicidio nel caso in cui avessero detto qualcosa, hanno infine -dopo ripetute violenze psicologiche- ritrattato parti del loro accuse, ma non quelle riguardanti l’uso di teschi, né quelle sul cannibalismo .


Per questo Everard ha deciso di indagare sui rituali satanici delle sette degli aristocratici. Tra questi c’erano quelli del già citato Aleister Crowley (l’inventore dello Spirit Cooking di Marina Abramovich) il satanista dei VIP, e di Anton LaVey, suo successore, che dagli anni ’30, hanno intrattenuto vari membri dell’aristocrazia dell’occulto.

























Nelle ultime tre foto vediamo rispettivamente la (povera) figlia di Aleister Crowley, l’attrice Jane Mansfield con Anton LaVey, ed Anton LaVey con il musicista Sammy Davis Junior.


Tornando ai rituali, questi prevedevano, tra le altre cose, una forma estrema di ‘yoga ‘, che è praticata in India da parte della tribù Aghori.




Yoga Aghori.




Le tecniche di questi Aghori sono anche descritte in un libro da uno dei successori di Crowley, che sostiene che ‘mangiare carne ed escrementi umani, bere sangue umano e avere il pasto servito nel cranio di una persona il cui cadavere è stato purificato sopra una pira funebre è un percorso necessario per perdere tutte le inibizioni, e seguire il sentiero verso ‘il lato notturno dell’Eden’.


Presso gli Aghori tali scempi hanno luogo ancora oggi , e Chris Everard vi ha preso parte, fornendo la documentazione fotografica.























Anche il fotografo irlandese Darragh Mason ha passato molto tempo con questa tribù, e ha riferito che gli Aghori sono noti a tutta la popolazione per la singolare usanza di tirare fuori i corpi dal Gange, dove per tradizione vengono inumati, e mangiarli.

















Dopo averne mangiato la carne, i teschi e le altre ossa umane vengono poi utilizzate per scopi rituali. Questo perchè essi credono che il potere venga dai morti, ed hanno anche cercato di convincere Mason a bere l’acqua del Gange da un teschio umano, mentre appena due metri a monte stavano cremando corpi.


Il fiume, pieno di cadaveri, sta collaborando a diffondere le malattie.


Ma non sono solo gli Aghori a perpetrare queste aberrazioni, infatti Mason dice che molta gente insospettabile è attratta dall’ estremo stile di vita della setta.

Citando le sue stesse parole: “C’è stato un signore americano che ha vissuto con il gruppo per qualche tempo. Sorprendentemente le persone sono veramente attratte da questo stile di vita. Soprattutto gli americani molto ricchi infatti prendono parte ai rituali che coinvolgono teschi umani. ”




Uomini occidentali prendono parte ai rituali Aghori.




Come facciamo a non ricordare a questo proposito la scabrosa faccenda in cui fu coinvolta la famiglia Bush, quando alcuni anni or sono è stato rivelato che il nonno di George W. aveva profanato la tomba e rubato il cranio del guerriero indiano Geronimo?
















Eppure tutti questi orrori – il cannibalismo, l’uso rituale del teschio umano come coppa per bere sangue, e la pedofilia – non sono che la continuazione ideale e pratica di un antico culto; uno dei più antichi del pianeta, se non il più antico in assoluto.


Le antiche origini delle coppe rituali.





Il mondo accademico è rimasto sconvolto quando una decina di anni fa si scoprì che l’Homo Antecessor, l’antenato di tutti noi Europei, era cannibale, e mangiava i propri simili, soprattutto giovani e bambini.








Dal 26,000 a.C al 19,500 a.C fiorì la civiltà Europea che ha eretto i grandi cerchi di pietra. Nel tempo, questi siti megalitici vennero occupati da un nuovo sacerdozio, una nuova classe dirigente che perpetrava una cultura del sacrifico umano molto simile a quella degli Aztechi, nell’America centrale.











Anche l’antica Bretagna è stata teatro di una cultura cannibale, che è stata oggetto di studio da parte degli scienziati Silvia M. Bello , Simon A. Parfitt & Chris B. Stringer, in occasione dei ritrovamenti delle tracce di resti umani nelle grotte di Gough (Somerset, Inghilterra).
















Tra questi resti in particolare vi era la presenza di coppe per bere ricavate da crani umani, e su quest’usanza si sono concentrate le ricerche degli autori sopra citati. Dallo studio pubblicato si apprende che gli antichi Britanni eseguivano l’elaborazione post-mortem di teste umane per farne delle tazze, e l’analisi dei resti umani dimostra inoltre la lavorazione dei corpi per il consumo del midollo osseo. La datazione al radiocarbonio ha collocato l’accaduto a circa 14,7 mila anni fa.





L’uso di teschi umani come coppe ha una vasta documentazione storica ed etnografica, estesa in ogni continente.





Se in Europa risale al Maddaleniano, è altrettanto presente in Asia da tempi antichissimi. Abbiamo visto l’esempio indiano degli Aghori, ma uno ancora più suggestivo è costituito dalla Kapala tibetana.
















Quest’opera d’arte macabra viene ricavata dai teschi umani ed utilizzata in vari rituali del Tantra Hindu e Vajarajana buddhista. Molti dei della cosmogonia Hindu e Vajarajana vengono rappresentati con una kapala -solitamente nella mano sinistra -piena di sangue umano.


La più famosa è certamente la dea Kali, ma era un’attributo tanto degli dei efferati come lei, quanto dei più benevoli, come Ganesa e Durgha.



















Erano gli dei, quindi, ad aver dato inizio a questo rituale.


Gli dei pagani, certo. Ma la religione cristiana si è poi differenziata così tanto?


Secondo la fede cristiana, le ossa simboleggiano la purezza ottenuta dalla liberazione dalla carne, simbolo di corruzione.


Le chiese sono sempre state dei veri e propri cimiteri, sovente decorati e costellati di teschi ed ossa umane in ogni dove lo sguardo potesse posarsi.



















Ancora oggi, se ci pensiamo, durante la comunione si simula il bere il sangue ed il mangiare la carne di Gesù Cristo, dopo averlo sacrificato.





Si fa questo credendo che la morte gli abbia donato la vita spirituale, liberandolo dal corpo. Il pasteggiare con il suo cadavere simboleggia anche in questo caso l’impossessarsi dell’essenza di Gesù Cristo.


E se oggi diamo per scontato che si tratti di un rituale dal significato completamente astratto, non lo era affatto quando il rituale è nato, e fino a qualche secolo fa era molto importante per i sacerdoti sottolineare il fatto che si trattasse di un atto reale.


La Cappella del Preziosissimo sangue della chiesa di santa Maria in Vado a Ferrara è stata teatro di uno di questi atti dimostrativi.





Il 1171 fu l’anno che l’ha resa ancora oggi un’importante meta di pellegrinaggio: ivi si narra che il prete fosse un uomo di poca fede, e non credesse realmente nella comunione. Così, per risvegliare la sua fede, Cristo fece il miracolo, e allo spezzarsi dell’ostia consacrata, gocce di sangue schizzarono fuori dall’ostia stessa, macchiando il muro della cappella, dove ancora oggi sono visibili.


Che si sia trattato di un trucco poco importa. Sortì l’effetto sperato: dimostrare che si stava realmente mangiando la carne e bevendo il sangue di Cristo.


Il Cristianesimo come il paganesimo.


Sembra che il confine tra bene e male, tra Gesù e Satana, si faccia sempre più sfuocato.


Dio e Diavolo.


Aleister Crowley ha detto. “Ero nella battaglia mortale del mio essere: Dio e Satana hanno combattuto per la mia anima quelle tre lunghe ore. Dio l’ha conquistata-ora ho solo un dubbio rimasto- quale dei due era Dio?”





Non lo sappiamo. Ne vogliamo parlare? Vogliamo rispondere a questa domanda esistenziale? Come mai Crowley diceva di seguire Dio, mentre Theresa riporta che i rituali di SRA di cui è stata vittima erano fatti per compiacere Lucifero? Chi è Dio, e chi Lucifero?


Sarebbe impossibile rispondere a tutto questo senza leggere la Bibbia.





La Bibbia è una raccolta di testi il cui scopo era documentare l’alleanza tra il popolo ebraico ed il loro signore, un personaggio che si autodefiniva “Yahvé degli eserciti”.


Questo dio della guerra dell’antico testamento, che è diventato il Dio unico della cristianità, è il protagonista assoluto della storia biblica, dalla genesi fino all’apocalisse.


Se la religione cristiana è stata capace di creare una realtà spirituale tanto forte quanto confusa, fortunatamente la verità originaria descritta nella Bibbia -per quanto viziata da errori di traduzione ed omissioni creati ad arte per sostenere il dogma cristiano- è ancora rintracciabile. E non è sempre necessario servirsi delle traduzioni letterali di alcuni autori divenuti controversi per il solo aver osato usare le proprie conoscenze linguistiche per leggere quei libri astenendosi dai preconcetti religiosi. Molte cose sono ancora perfettamente leggibili nella bibbia che abbiamo a casa così com’è. E’ sempre buona norma leggerla, per dissipare i nostri dubbi.


Isaia 45,7, per cominciare, basterebbe già a rispondere al dilemma che ci ha lasciato Aleister Crowley. Non c’è tutta questa differenza tra dio e il diavolo a giudicare da questo versetto, che dice che Yahvè era il fautore tanto del bene quanto del male che subiva il popolo ebraico. Era lui stesso che in Ezechiele 20,25 si vantava di essere colui che “Fece sì che si contaminassero nelle loro offerte, facendo passare per il fuoco ogni loro primogenito, per atterrirli.” A cosa si riferiva?


Un esempio è quello riportato in Giudici 11.


Jefte, il comandante delle forze di Israele, si accinge a muovere guerra contro gli ammoniti, e per chiedere l’aiuto in battaglia di Yahvè, nei versetti 30 e 31 gli fa una proposta: “Se tu consegni nelle mie mani gli Ammoniti, chiunque uscirà per primo dalle porte di casa mia per venirmi incontro





Costui ha promesso a Yahvè che avrebbe bruciato viva per lui la prima persona che gli fosse venuta incontro.


Nei versetti successivi poi si legge che Jefte ottiene la vittoria sugli Ammoniti. Ma mentre ritorna a casa, la prima persona che vede venirgli incontro è la sua unica figlia. Disperato si straccia le vesti, ma non può venir meno al voto fatto a Yahvè. Quindi lascia la figlia libera di piangere per due mesi, ed infine.







Il sacrificio della figlia di Yefte.




E Yahvè lo lascia fare, perchè come tutti gli dei, tanto gli Elohim quanto i Theoi greci, le divinità romane, quanto quelle dei celti adorava il gusto de”il supplizio dei colpevoli”, come lo aveva definito il geografo e storico greco Strabone. In particolare amava l’odore che faceva.


Nella Bibbia , ad esempio in Numeri 28, Yahvè afferma ripetutamente che l’odore del grasso bruciato era per lui Nicoach, cioè rilassante.





Ma non è finita purtroppo.


Nel secondo libro dei Re viene narrato come il re di Moab, Mesha, trovandosi in grande difficoltà in un combattimento contro le tribù di Giuda e Israele, decide di immolare il proprio primogenito all’Eloha di Moab, Kamosh, ottenendo in cambio la salvezza.





Abbiamo già avuto modo di parlare dell’efferatezza dei celti. Anche nel loro caso, però, questa veniva compiuta solo in risposta ad un desiderio degli dei.


Sempre Strabone, nel libro “Sacrifici umani e omicidi rituali nell’antichità” descrive gli olocausti che i celti compivano per i loro dei:


“Realizzavano, con vimini e paglia, un colossale fantoccio di forma umana, entro il quale si ponevano uomini vivi, e all’intorno si accatastavano rami secchi. Un sacerdote gettava una torcia accesa in questa specie di rogo, ed il colosso veniva in breve avvolto dal fumo e dalle fiamme. I canti dei druidi, la musica dei bardi, le acclamazioni del popolo coprivano le urla delle vittime che mandavano al Cielo un appetitoso odore di carne arrostita, graditissimo agli dèi.”




Il fantoccio umano dei celti.




Quindi, nessuna differenza di gusti. E i bambini erano prediletti per queste scelleratezze.





Ma non solamente come carne alla griglia.


Ricorderemo il passo di Numeri 31,17-18, in cui Mosè impone al proprio esercito di uccidere tutti i madianiti, maschi e femmine, ma di mantenere in vita solo le “fanciulle” per i propri letti.




Spose bambine dello Yemen.




Il termine taph, però, come ci fa presente M.Biglino, non dev’essere tradotto come “fanciulle” o semplicemente con piccole donne, ma la definizione dei dizionari ebraici (Strong’s Hebrew Lexicon Online, Brown Driver Briggs, Etymological Dictionary of Biblical Hebrew) è più esplicita, traducendolo con “take quick little steps, little children” o ancora “totter, walk with uncertain steps”, quindi bambini piccoli, che procedono a piccoli passettini barcollanti e incerti per via della tenerissima età.





Per capire quanto tenera questa età fosse, ci rifacciamo al commentario esegetico al libro dei Numeri, Midrash Sifre, che sul versetto in questione riporta: “a una proselita che sia sotto l’età di tre anni è concesso di sposare un prete, perchè così è detto; ma tutte le bambine che non hanno conosciuto un uomo e non hanno avuto relazioni carnali, mantenetele in vita per voi (Nm 31,18)”.


Tre anni e un giorno era anche l’età che aveva Rebecca quando il trentasettenne Isacco la prese in moglie, come è scritto nel Sefer ha Zohar, il libro più importante della Cabala, e come confermato tra gli altri anche da Rashi di Troyes, definito “il più famoso esegeta di tutti i tempi”.





Anche in questo caso gli esempi si sprecano, e sono dolorosi da trascrivere.


Nel Talmud, Sanherdin 55b dice che una bambina di tre anni e un giorno è fidanzata attraverso il rapporto sessuale, e che se un Levita ha avuto rapporti sessuali con lei l’ha fatta legalmente sua.


Abodah Zarah 36b-37a riporta che una bambina di quell’età, essendo adatta ad avere rapporti sessuali, è impura a causa del flusso di sperma che provoca.


Ma non era vietato sposarne una anche più giovane di quell’età, come dice Rabbi Isaac Klein nel suo “A guide to Jewish Religious Practice”,





in cui scrive che a prescindere dall’età, una bambina era obbligata ad andare col marito scelto dai propri genitori anche contro la propria volontà. L’unico inconveniente è descritto con un candore a dir poco nauseante in Niddah 44b, Mishnah 5,4, che affermano che ‘una bambina di tre anni e un giorno è fidanzata attraverso il rapporto sessuale, e i saggi dicono che se essa è più giovane di quell’età, il rapporto con lei è come mettere un dito in un occhio’.


Quest’inqualificabile usanza ebraica di abusare delle bambine piccole era però sempre con tutta probabilità un retaggio degli Elohim stessi; questo sospetto è confermato da diversi passi biblici, a partire dallo stesso numeri 31,35, in cui Yahvè richiede che gli venga corrisposta la sua spettanza del bottino di guerra, tra il quale c’erano 32 bambine piccole. Non ci è dato sapere cosa ne abbia fatto, ma possiamo provare ad immaginarlo.





Se questo era il Dio della Bibbia, che dire, invece, di Lucifero?





Potrà sembrarci di conoscere bene questo personaggio. Ma non cadiamo nella facile trappola di identificalo con il Diavolo della cristianità.





Lucifero infatti non ha nulla a che vedere con tutto questo, e capirlo ci permetterà di dare un senso a questo orrore, e allo stesso modo di prenderne veramente atto, per il bene dei nostri bambini, e smettere di fare finta che tutto questo non esista, voltandoci dall’altra parte.


Il nome Lucifero significa “portatore di luce”, ed era inizialmente usato per indicare il primo personaggio che scese sulla terra e portò la luce all’umanità.





Costui è stato molto tempo dopo raggiunto da un secondo personaggio, tale biblico Jehova, che assunse il comando, e quindi Lucifero ne è divenuto l’avversario. ‘Satana’ in ebraico, ha in effetti proprio questo significato di ‘avversario e pubblico accusatore’, nel senso per lo più attinente all’ambito dei processi in tribunale. Ma dopo una lunga trafila di interpretazioni filosofiche dei passi biblici, il risultato è stato la visione cristiana che noi ben conosciamo, formata da angeli e demoni, di cui Lucifero\Satana è il capo.





Eppure la gran parte dei testi che noi conosciamo tramite la Bibbia -ed in particolar modo il libro della Genesi – non sono che una trasposizione posteriore in lingua semitica di racconti molto più antichi.
















E se sovrapponiamo questi ultimi, (ed in particolare l’Epopea di Ghilgamesh, Atrahasis e Enuma Elish), ai racconti biblici, riusciamo a riconoscere benissimo in questi personaggi le stesse peronalità, gli stessi attributi, le stesse gesta e le stesse diatribe famigliari degli Anunnaki sumeri, ed in particolar modo dei due fratellastri Enki ed Enlil.





I testi originali.


Secondo i testi cuneiformi mesopotamici Enki, il portatore della conoscenza, fu il primo a stabilirsi sulla terra.


Venne poi raggiunto dal fratellastro Enlil, un dio guerriero -come il Yahvé biblico- che assunse il comando.




Enlil









Yahvé.




Dell’ eterna diatriba tra Enlil, Enki e i loro discendenti, rimane traccia nella Bibbia, nonostante il dogma abbia cercato di cancellarne la presenza dipingendo Yahvè come Dio unico. Infatti tutti ci ricorderemo del falso dio Mardok, che Yahvè aveva in odio. Questi altri non era che Marduk, il figlio primogenito di Enki, nella mitologia mesopotamica. E che dire del falso dio Tammuz? Costui era il sumero Dummuzi, un altro figlio di Enki.


Il figlio primogenito di Enlil era invece Ninurta, che era sempre in lotta con Marduk riguardo a chi dovesse assumere il comando dopo i loro padri.





Nella bibbia, trascrizione di parte per così dire “enlilita” – in quanto il dio guerriero Yahvè combatte contro Mardok, esponente della la fazione avversaria- Enki è stato trasformato nel serpente che ha tentato Eva con l’albero della conoscenza del bene e del male.


Questo perché il serpente era il suo simbolo identificativo.




Enki nei sigilli cilindrici sumeri, rappresentato come serpente.









Rappresentazione di Adamo ed Eva con il serpente.




In origine fu Enki, con l’aiuto dell’ufficiale medica Ninmah, a creare tanto l’Adam (letteralmente: il primo uomo), quanto Eva, stanco di vedere L’Adam accoppiarsi con gli animali del giardino.







Atrahasis, la creazione dell’uomo.




Lo aveva fatto per trovare una soluzione all’ ammunitamento degli operai Igigi (termine grosso modo equivalente ad ‘Anunnaki’), che erano stanchi di scavare la terra per predisporla all’agricoltura e all’edificazione delle città.




Sigillo cilindrico che rappresenta L’Abzu (o Apsu). Un operaio scava, e alla sua destra Enki è rappresentato con i fiumi che sgorgano.




Avevano dovuto creare i grandi condotti idrici sotterranei nell’Apsu (Abisso), ovvero il mondo sotterraneo coperto da una coltre di terreno, per poter portare l’acqua sulla superficie del terreno, e incanalarla nei grandi canali che avevano scavato, come il Tigri e l’Eufrate.




Frammento di Atrahasis.




Questo era l’Inferno in origine, un mondo inferiore nel senso letterale, perché si trovava sotto la superficie della terra. Ed era questo il regno di Enki, nome cui significato è “signore della terra”, perchè fu il primo a stabilirvisi. Quando invece arrivò suo fratello Enlil (“signore del comando”), il suo nome divenne Ea -“signore dell’acqua”- perchè venne relegato nell’Apsu a governare le sorgenti sotterranee.


L’intera storia biblica di Noè è presente tanto nell’Epopea di Ghilgamesh, quanto nell’Atrahasis. Vediamola più nel dettaglio.








Ghilgamesh incontra utnapistim, il biblico Noè, e gli chiede come abbia avuto la vita eterna.




Nell’ Epopea di Ghilgamesh, Ghilgamesh trova Utanapisti (Noè) e gli chiede di raccontargli come abbia ricevuto la longevità propria solo degli dei.


E Utanapisti comincia a raccontare.




Frammento dell’Epica di Ghilgamesh, versione ninivita. Utanapisti racconta che tutto ha avuto inizio a Shuruppak, e dice chi è stato a volere il diluvio.




Non era la prima volta che Enlil decideva di sterminare il genere umano. Nel poema accadico Atrahasis si narrano uno per uno i tentativi precedenti, enumerandone sette.


La prima volta ha ordinato al suo sottoposto Namtara di spargere una grande epidemia che li uccidesse tutti, perchè il loro numero era diventato troppo grande, e il loro rumore non lo faceva dormire la notte.




Atrahasis, il clamore dell’umanità infastidisce Enlil.

Atrahasis chiede aiuto ad Enki




In preda al panico Atrahasis si rivolge a Enki, e gli chiede aiuto.


Enki non si tira indietro, ma gli dà subito consiglio di bruciare offerte sacrificali a Namtar, il signore delle piaghe e delle epidemie, così che si vergognasse di ciò che stava facendo al genere umano, colui che lavorava per garantire sempre a lui e agli altri Anunnaki le offerte. E il consiglio ha successo. Il genere umani ha avuto salva la vita.




Enki consiglia Atrahasis.




Per chiedere il suo aiuto Atrahasis parlava presso i canali di irrigazione, sperando che dai buchi delle sorgenti il suono delle sue suppliche raggiungesse l’orecchio di Ea nell’Apsu. Ea lo sentì, e chiese ad un suo messaggero di andare a chiedergli che cosa fosse successo.





Ma questi tentativi non fermarono i propositi di Ellil, che aveva facilmente a noia il genere umano. Dopo altri cinque prove di sterminio, fallite sempre per via di Enki, che trovava sempre il modo di accontentare le preghiere di Atrahasis\Utanapisti, eccoci meno di seicento anni dopo alla decisione di Enlil di portare un diluvio sul genere umano.





Enlil ordinò ai suoi figli di portare il diluvio, dal momento che erano stati loro a fare in modo che potessero continuare a fare rumore, essendosi fatti impietosire le volte precedenti dalle offerte di Atrahasis. Decise di obbligare anche Enki a non rivelare a nessuno quanto sta accadendo, e a non salvare nessuno.


Ma Enki trovò un modo ingegnoso per non rompere il patto. Si mise a parlare dietro alla palizzata della casa di Utanapistim, facendo finta di rivolgersi alla palizzata stessa.





Nella versione dell’Atrahasis si racconta che invece fece avere un sogno a Atrahasis con le istruzioni. In entrambe le versioni Utanapistim\Atrahasis chiese a Enki come fare a dare spiegazioni al resto del popolo sul perchè di questa sua singolare costruzione, l’Arca.





Ed Enki gli suggerì di dire che, essendoci una faida tra Enki ed Enlil, quest’ultimo aveva giurato di castigare la popolazione se Atrahasis fosse rimasto nella zona, per via della sua devozione ad Enki. Quindi stava partendo, per andare giù nelle terre del suo padrone, l’Apsu, così da fare in modo che Enlil ridesse prosperità al popolo di Shuruppak.




Atrahasis dice di andarsene per via dell’inimicizia tra Ellil ed Enki.




Ed ecco abbattersi il diluvio, tra l’orrore di tutti gli dèi, ed in particolar modo di Nintu\Ninmah, la dea che con Enki aveva creato il genere umano. L’unico ad essere finalmente contento fu proprio Enlil, che però si accorse che l’arca stava galleggiando sulle acque.


Furioso chiese agli altri dèi come mai non fossero periti tutti, e chi fosse stato a contravvenire al patto. E all’unanimità tutti quanti puntano il dito contro Enki. Chi altro poteva mai essere stato?




Enlil vede l’arca, Atrahasis.

Enlil vede l’arca, Epica di Ghilgamesh.

Gli dei danno la colpa ad Enki, che si discolpa dicendo che la pena era ingiusta. Atrahasis.Enki dice che tecnicamente non ha svelato il segreto a Utnaistim, perchè quest’ultimo ha avuto solo un sogno premonitore. Epica di Ghilgamesh.










Enki si discolpò, rimproverando Enlil per la decisione ingiusta. Secondo lui le persone dovevano essere punite per i loro errori, e non senza motivo. Se il problema fosse stata la sovrappopolazione -disse- sarebbe stato sufficiente ridurne il numero con carestie, piaghe o aggressioni di animali feroci, ma non era affatto giusto distruggere il lavoro di millenni.


Nel frattempo Atrahasis\Utanapisti si era adagiato con l’arca sul monte Ararat, e immaginando la furia di Enlil preparò subito un olocausto, con alcuni dei pochi animali superstiti, per placare le ire del dio. Come in precedenza aveva fatto le altre sei volte.


E quest’azione ottiene ancora una volta l’effetto sperato: gli dei si radunano “come mosche” intorno al sacrifico per via dell’odore appetitoso. Anche Enlil non fa eccezione, con grande sdegno degli altri dèi, per i quali non si meritava certo di favorire della grigliata, dopo quello che aveva fatto.




Frammento di Atrahasis, sacrificio.

Frammento di Atrahasis, anche Enlil sul monte a godersi il sacrificio, quando dovrebbe vergognarsi.

La stessa scena nell’epica di Ghilgamesh.

Biasimo su Enlil, Epica di Ghilgamesh.




Non sappiamo se Yahvè fosse Enlil o un altro dio minore. E’ chiaro che però appartenesse alla fazione di quest’ultimo, contrapposta a quella di Marduk e di suo padre Enki, il serpente, l’avversario per eccellenza. Ed è chiaro anche che tutti quanti amassero l’odore delle grigliate sacrificali. Per dirla con una frase celebre di Robert Green Ingersoll -che sembra ricalcare le parole di Strabone- la maggior parte degli dei era compiaciuta dal sacrificio, e l’odore di sangue innocente è sempre stato considerato un divino profumo.





Ma abbiamo altri testi di origine sumera da considerare; prendiamo quelli del sacerdote babilonese Beroso.





Anche egli, nel suo libro conosciuto con il nome de “le Antichità”, scrisse molto su Noè e sui diluvi.


Costui ricorda almeno cinque diluvi, di cui solo uno dice essere stato però quello universale. Queste affermazioni sono state confermate da svariati studiosi (come Bill Ryan e Walter Pitmann), che hanno trovato le prove relative a molti diluvi. Le tracce del più antico di questi sono state rinvenute in occasione dei grandiosi scavi archeologici di Ur negli anni ’30 del ‘900, il che dà credibilità ai suoi racconti.







I cinque diluvi di Beroso.







Ma ci dice di più. Grazie a lui sappiamo che il grande diluvio spazzò via una popolazione incredibilmente scellerata. Nonostante fosse molto avanzata dal punto di vista della tecnica, infatti, non aveva alcun freno morale, ma praticava volentieri l’incesto ed il cannibalismo, tanto da procurare aborti alle donne per fare dei feti ‘delicate vivande’.


Ma non solo: si mescolavano carnalmente con le madri, con le figlie, con le sorelle, coi maschi e coi bruti.


Suona familiare, vero?





Nello stesso libro, inoltre, abbiamo altri raccapriccianti dettagli sulle abitudini dei nostri avi in tutte le terre del mono antico, oltre ad un dato molto interessante.





Citiamo testualmente due note (con un lieve ammodernamento dal linguaggio cinquecentesco dei trovatori che ce lo hanno trascritto):


“e) Mangiavano: Tolomeo scrive che nel tempo suo gli Etiopi e gli Antropofagi mangiavano carne umana. E Plinio nel III [libro] narra che i Listrigoni e i Ciclopi in Italia facevano il medesino, e San Geronimo scrive che gli scozzesi usavano in cibo la carne dell’uomo nel suo tempo. Quid (dice egli) de cateris nationibus, cum ipse adolescentus in gallia viderim Scottos, gentem Britannicam, humanis vesci carnibus? [Che poi delle merci delle nazioni, quando era un giovane uomo in Citeriore Gallia, si vede il sistema degli scozzesi, un popolo britannico, a nutrirsi di carne del umana?] La quale efferità fu vietata da Dio, dicendo carnem cum sanguine non comedetis, e intendendo della umana, soggiunse. Quicunque enim essuderit humanum sanguinem sundetur sanguis illus. Perciocchè facevano vivande d’essa carne.
f) Aborti: Sconciature delle gravidanze: e forse procuravano quelli alle donne.”


Quindi, il divieto di cibarsi di sangue, -che ancora oggi viene frainteso dalla religione islamica, risultando nel consumo di carne Halal, e dai Testimoni di Geova, che rifiutano le trasfusioni di sangue- si riferiva invece al sangue umano, secondo gli antichi. Interessante, perché come abbiamo avuto modo di vedere, le evidenze archeologiche non fanno che confermare questi racconti di cannibalismo tra i nostri antecessori.


E da quanto abbiamo fin’ora appreso, una cosa appare chiara: Ea\Enki, l’Anunnaki amico dell’umanità, è davvero Lucifero.




Sigillo cilindrico sumero che rappresenta la scena dell’Epopea di Ghilgamesh in cui Enki (serpente) che dà a Ziusudra (Noè), che lo ascolta da dietro il parapetto, le istruzioni per costruire l’arca. Questa storia è stata tramandata nella bibbia cambiando i personaggi e dando il merito a Yahvè, leader del popolo ebraico. La storia invece è di molto precedente.




E’ lui il grande padre delle più grandi civiltà, è il suo il nome è riportato nei testi magici di rito Egizio che costituiscono le basi della magia tramandata fino ad oggi. Una base comune a tutte le sette che si differenziano tra loro per l’utilizzo che ne fanno, a seconda che venga usata per il bene della comunità (magia bianca), o per i propri scopi personali (magia nera). Lo stesso utilizzato anche da Aleister Crowley.







Giuliano Kremmerz, grande maestro iniziato della fratellanza benefica di Miriam, utilizzatrice del rito Egizio.

Aleister Crowley.







E questa conoscenza, secondo i testi sumeri tramandati da Beroso, è stata diffusa ai posteri tramite a Noè, il suo prediletto, che fu l’unico uomo a cui venne donato il privilegio della longevità. Si era ingraziato Enlil con il sacrificio sul monte Ararat, che gli aveva concesso straordinariamente di diventare come uno di loro, a patto che andasse a finire i suoi giorni lontano da Sumer.





Beroso ci dice che quella terra lontana era l’Italia, dove diede origine alla civiltà Etrusca.


Ivi veniva chiamato Iano, e al popolo etrusco dispensò tutte le sue conoscenze. Da lì mandò i suoi discendenti a ripopolare la terra, e a rifondare Sumer e le altre grandi civilizzazioni.








Tra queste civiltà c’era l’Egitto, terra di origine del rito Egizio. Una terra di incesti e sacrifici rituali fondata da Ptah, lo stesso Enki sumero.
















E l’Asia, terra degli Aghori e della Kapala.


E la Britannia, patria del popolo celtico, dove notiamo le stesse pratiche e la stessa dicotomia divina.





Anche loro, i Keltoi, credevano infatti che il sangue sacrificale umano e l’uccisione simbolica di compassione (nota come cura, proprio come nella cristianità) erano offerte a Hu, dio del sole, che aveva portato armonia al pianeta e le stagioni al popolo. La parte negativa della personalità di questo Dio Sole è stata collegata in seguito a Satana. Mentre quella positiva è stata appiccicata al signore dell’ira giudaica dell’Antico Testamento, che è diventato il Dio del monoteismo biblico. Anche in questo caso notiamo le stesse personalità dei due fratelli Anunnaki, entrambi con i rispettivi epiteti di portatore di conoscenza e prosperità, e di dio guerriero.


A questo punto, viste le somiglianze, viene da chiedersi se anche Gesù non sia stato quindi forse un altra povera vittima sacrificale, usata per muovere a compassione un efferato dio nei confronti dell’umanità.





Ciascuno dia la propria risposta.
Tirando le somme…


Dunque se Ea\Enki, il personaggio che ha amato l’umanità, è Lucifero e Satana, dobbiamo dedurne che come tutti gli dei amasse i sacrifici umani, ed in particolar modo quelli di bambini.


E Beroso Babilonico ci viene in aiuto ancora una volta a questo proposito, perchè nel suo racconto in lingua greca della storia del diluvio, riporta che il dio che ha aiutato Noè a salvarsi dalla catastrofe fu Crono. E così sappiamo che il greco Crono era lo stesso Enki mesopotamico.


Ricordate la cosa per cui Crono è divenuto famoso?


Perchè mangiava i propri bambini.




Crono mangia i suoi figli.




Alla luce di ciò possiamo quindi affermare che tutto sommato, se i seguaci della magia nera credono di compiacere un’entità che, per quanto si sia dimostrata benevola con l’umanità, ama questo genere di scelleratezze, non importa che cerchiamo di riabilitare il suo nome. Possiamo lasciare ai nomi Satana e Lucifero la loro accezione negativa.


Ma, come diceva Crowley, ( e come abbiamo visto nella Bibbia) anche il Dio dell’altra fazione, Yahvè, aveva i medesimi gusti sanguinari.


Questo rende altre sì più interessante ciò che viene detto nel libro di Beroso riguardo al divieto biblico di cibarsi di sangue, interpretato come un divieto al cannibalismo da parte del dio dell’antico testamento.


Che senso poteva avere che un personaggio che amava i sacrifici umani, la pedofilia, l’incesto e il cannibalismo, vietasse tutto questo all’umanità? Perché questo dio si era arrabbiato con questo popolo, che altro non faceva che seguire le sue stesse usanze, tanto da ucciderlo col diluvio?


Forse, conoscendolo, la chiave del mistero non risiede tanto nella scelleratezza di tale costume, quanto nella sua sacralità. Il sangue era qualcosa di sacro, diceva Yahvè.





Sacro.


Se non sapremo mai con certezza come sono andate le cose, ci è però dato usare la logica per fare delle supposizioni, usando i dati in nostro possesso.


Yahvè, come l’Enlil sumero, non era certo “lento all’ira”, per citare una frase biblica. abbiamo innumerevoli esempi della sua collera, tanto nella bibbia quanto nei testi più antichi, ed il suo epiteto era quello di “dio guerriero”.


Ma c’era una cosa in particolare che lo faceva davvero infuriare.


Riguardiamo il suo comportamento in alcune emblematiche occasioni.


Una volta, per esempio, si era arrabbiato con il genere umano perché aveva osato sfidarlo, costruendo una torre altissima, capace di raggiungere i cieli.





Vari autori concordano con l’interpretare questa torre come una possibile rampa di lancio per raggiungere la casa degli dei nel cielo, cosa sempre negata all’umanità dai tempi di Ghilgames, (accordata solo all’Enoch biblico\ Emneduranki sumero e ad Adapa).


L’umanità venne punita confondendone la lingua, che precedentemente era unica, in una miriade di dialetti incomprensibili tra di loro. L’uomo aveva osato cercare di impossessarsi di qualcosa che spettava solo agli dei. E questo non era piaciuto affatto a Yahvè.




Monete di Byblos che sembrano raffigurare un razzo con rampa di lancio all’interno del tempio.










Ancora prima, proprio alla “genesi” dell’umanità, Enlil\Yahvè si era infuriato perchè il serpente, Enki, aveva donato alla prima coppia umana il frutto dell’albero della “conoscenza”.


Yahvé nella Genesi 3,22-23 dice: “Ecco l’uomo è diventato come uno di noi quanto alla conoscenza del bene e del male. Che ora egli non stenda la mano e non prenda anche dall’albero della vita, ne mangi e viva per sempre!”. Quindi, anche in questo caso, la punizione derivava dal fatto che l’uomo avesse cercato di diventare simile agli dèi. Probabilmente a livello riproduttivo. Infatti i già citati autori Sitchin e Biglino, esperti di lingue semitiche, concordano nel dire che la “conoscenza” fosse intesa in termini sessuali, e questa accezione permane anche nella lingua corrente, quando si dice: “conoscere in senso biblico” per alludere al sesso. Ed quest’ipotesi trova conferma nella frase che Yahvè disse ad Eva dopo che questa mangiò il frutto: “Adesso partorirai figli con dolore”.





Il peccato originale della cristianità, (che però nella Bibbia non esiste in quanto tale) consiste quindi nel fatto che Enlil volesse che questo essere, che era stato creato in seguito all’ammutinamento degli operai Anunnaki per lavorare al posto loro – incapace di riprodursi da solo in quanto ibrido- rimanesse tale, per controllarne l’espansione demografica a seconda del fabbisogno lavorativo. Enki invece gli donò la riproduzione, e dopo questo, Enlil, furioso, li cacciò dalla zona recintata in cui l’Adam era impiegato come lavoratore: l’Edin sumero, ed Eden Ebraico.






Fece questo per evitare che l’uomo attingesse anche all’albero della vita, e si appropriasse anche della longevità propria solo degli Elohim\Aninnaki; longevità che Enlil aveva dato suo malgrado solo a Utanapistim, per volere di Enki, Ninmah e gli altri dèi.









In un’altra occasione, nel racconto biblico del diluvio, Yahvè disse di essere arrabbiato perchè gli”angeli” si erano accorti che le figlie dell’uomo erano “belle” (anche se la parola ebraica significa “adatte”) e si erano riprodotti unendosi con loro. I figli nati da queste unioni miste erano chiamati Nefilim, ed erano uomini potenti e di alta statura.


Yahvè era contrario a questa commistione sessuale, e si adirò.


C’è una costante quindi che scaturisce l’ira di questo theòs: l’appropriarsi di ciò che era destinato agli dei, e che non voleva spartire con gli uomini. Questo era per antonomasia il significato di Sacro, in quanto “sacer” in latino, come il “kadosh” ebraico, significava proprio questo:”messo da parte, destinato a“. Non aveva nessuna accezione spirituale, ma delimitava ciò che era appannaggio esclusivo di questi personaggi, gli dei.





A rigore di logica, è quindi più probabile che questo individuo abbia vietato il cannibalismo all’uomo in quanto rituale che era destinato solo agli dei. In questo senso il sangue era sacro a Yahvè. E se davvero questo è stato uno dei motivi che lo ha portato al diluvio, ciò che gli era inviso fosse il fatto che si stessero divertendo troppo, e che facessero un gran baccano “dissacrando” anche senza remore qualcosa che voleva fosse solo per lui e quelli come lui. E questa sua ingordigia appare sempre lampante nella bibbia, nell’avidità con cui richiedeva tributi e bottini di guerra al suo popolo, tra cui purtroppo anche tante bambine piccole.



Perchè Satana?


Abbiamo finalmente capito che non c’era differenza tra gli dèi di ogni civiltà. Tutti quanti pretendevano le stesse cose. Tutti amavano i sacrifici umani, e la carne giovane era la più prelibata, un po’ come noi amiamo la carne di agnello più di quella di pecora. Chissà, forse era per questo che il povero Gesù veniva chiamato l’agnello di Dio: nel senso edibile della parola.





Perchè dunque, durante i rituali SRA si celebra Lucifero, e non Dio?


La risposta l’abbiamo in parte già data.


Se colui che per facilità chiameremo Dio non ha mai visto di buon occhio il fatto che l’umanità volesse essere come gli Elohim, per Lucifero le cose stavano molto diversamente. A questo personaggio, storicamente, a differenza degli Anunnaki Enliliti, non importava affatto che l’umanità cercasse di somigliare ai suoi creatori, e quindi probabilmente non gli dava alcun fastidio che favorissero loro stessi di ciò che era destinato a loro, come i sacrifici umani. Erano figli suoi. Era stato lui a crearli. Lui stesso nell’Eden aveva fatto in modo di donargli la conoscenza, e renderli atti alla riproduzione. Avrebbe anche volentieri dato loro la longevità, ma suo fratello Enlil era contrario, e li ha cacciati dal giardino per evitare tutto questo. E’ stato lui a salvare l’uomo dal diluvio che suo fratello aveva mandato.


Fu lui il primo a giungere sulla terra, lui era il primogenito, ma non figlio della sorella di suo padre, come invece era suo fratello Enlil, che aveva così avuto diritto alla primogenitura e al comando. Anche questa tradizione dinastica incentrata sull’incesto veniva seguita dagli Anunnaki, e imitata dai popoli umani loro sottoposti. E questo grave problema su chi fosse il primogenito legittimo tra i due alimenta il dubbio amletico esposto da Crowley, che non sapeva dire quale fosse il legittimo Dio.





Certo, una scelta l’aveva fatta. Ha scelto il dio che poteva permettergli di diventare come uno di loro. Senza limiti.





Il risultato da conseguire nella magia era per l’appunto, secondo lui, il diventare liberi da ogni limite. Quel tipo di assenza di limiti che dona la sensazione di onnipotenza. La ricerca del potere e della vita eterna. Quella che avevano gli antichi dèi. Quella che avevano i leggendari vampiri, quando si nutrivano di sangue umano. Quella che voleva la contessa Erszebeth Bathory.


Lo stesso che viene ricercato nei rituali sanguinari della SRA, compiuti da persone che vogliono essere come dio, il che significa che anche loro vogliono avere ciò che era proprio di questi Anunnaki, l’eterna giovinezza ed il potere.


Ea\Lucifero ha fatto in modo di tramandare alla posterità la sapienza per potere ottenere tutto questo.





E proprio come tutti gli altri dei, vuole qualcosa in cambio. Si lascia comprare dai sacrifici.


I suoi seguaci praticano ancora questi antichissimi rituali. Nonostante non sappiano come possano funzionare, sanno che lo fanno.


In effetti pare che funzionino. Sono tutti ricchi e potenti. Qualcuno porta anche particolarmente bene i suoi anni. Basti guardare Marina Abramovich, che ha già 71 anni. E si vede che non si tratta solo di chirurgia plastica e photoshop.





Infatti Aleister Crowley diceva che la magia nera è una forma di magia totalmente non scientifica ed emozionale, ma che dà risultati, benché di una natura estremamente temporanea.





E aveva ragione, tranne che per un punto: la magia nera pare non sia affatto qualcosa di a-scientifico.


La scienza dei vampiri.





Premettiamo che nell’antico Egitto, il geroglifico per “magia”, come abbiamo già mostrato in un altro nostro articolo, era rappresentato come un Ka (il corredo genetico) sormontato da una doppia elica identica a quella del DNA.




Magia.




Gli Egizi non solo conoscevano il DNA, ma lo sapevano anche preservare tramite la tecnica dell’imbalsamazione, com’è stato provato dalle analisi del DNA delle mummie reali nel 2010. Questo ci suggerisce che per loro la “magia” avesse una valenza scientifica, tant’è che veniva operata dai Neter Ptah (lo stesso Ea\Enki sumero) e da suo figlio Thoth, che da lui aveva appreso la tecnica della “resurrezione” (in una forma che potremmo meglio definire clonazione) e l’aveva operata su Iside impiantandole il Ka di Osiride -dopo che Anubis ne aveva imbalsamato il cadavere- per far nascere Horus. Per questo motivo Iside viene ritratta sormontata da un Ka mentre allatta Horus.








Forse Giuliano Kremmerz si riferiva a queste conoscenze quando, per contro a quanto detto da Crowley, affermava che “la magia è la scienza”.







Frammento di “La Scienza dei Magi”.




E se i rituali magici non fossero in realtà che l’utilizzo di forze di cui ancora la scienza deve spiegare il funzionamento?


Possiamo fare di più che lasciare la domanda in sospeso. Perché nel numero 73 di Focus Extra è apparso uno strano articolo dal titolo “Vicini all’eternità. E ha messo un altro piccolo tassello per credere alla reale esistenza di questi rituali sanguinari di vampirismo sui bambini: certo che funzionano davvero, hanno delle basi scientifiche.





La corsa all’immortalità di Ghilgamesh, Alessandro Magno ed Erszebeth Bathory non si è mai arrestata, e non ha nemmeno cambiato faccia di molto. Come dice l’articolo si potrebbe arrivare tranquillamente al millesimo compleanno, ma questo solo se si riuscirà ad evitare l’insorgenza della vecchiaia, mantenendo il corpo come in gioventù. E l’obiettivo sembra non essere nemmeno lontano, perché le tecniche che stanno dando i maggiori risultati, oltre all’infusione di staminali, sono ‘pratiche che ricordano la leggenda di Dracula’.





Ci si riferisce alla “parabiosi eterocronica“, una tecnica che consiste nel collegare il sistema circolatorio di un individuo maturo con quello di uno molto giovane.


E l’idea è nata cercando di imitare ciò che accade in natura, e che funziona.


Durante la gravidanza infatti la madre, persona matura, entra in contatto con il sangue di un individuo estremamente giovane, il feto. Questa relazione ha un effetto ringiovanente, osservato tanto sugli animali quanto sulle donne: cuore e fegato si rigenerano se danneggiati, nel cervello aumenta la quantità di mielina, la sostanza che protegge i neuroni. Per questo la sclerosi multipla, malattia in cui la mielina è compromessa, migliora in gravidanza. Parte del beneficio è legato agli ormoni e parte alle cellule staminali del feto che entrano nel circolo materno e vanno a riparare danni e lesioni degli organi. I dati demografici infatti mostrano che stranamente le donne che hanno partorito in età non più giovanissima vivono più a lungo.





Per quanto riguarda la parabiosi eterocronica sono stati condotti esperimenti sui topi.


Nel 2014 le università di Stanford e Harvard hanno condotto due studi indipendenti in cui si è osservato che grazie al sangue giovane, negli animali anziani sono migliorate le funzioni mnemoniche e cognitive, la forza muscolare e la percezione degli odori.


Lo stesso effetto è stato ottenuto con infusioni di plasma (sangue senza le cellule).





La responsabile di tale effetto pare essere la proteina GDF11, che si trova in abbondanza negli esemplari giovani, ma diminuisce con l’età.





Per via di questi risultati in molti stanno già tentando la sperimentazione sull’uomo: a Stanford è stata fondata una Start Up (“Alkahest”) che sta già verificando se l’infusione di plasma di persone under 30 possa migliorare l’Alzehimer.


In Corea del Sud il Cha Hospital di Bundang Gu ha avviato una sperimentazione per capire se il sangue proveniente dal cordone ombelicale possa rinvigorire gli anziani.


C’è anche un terzo controverso studio che la company americana Ambrosia sta compiendo usando infusioni di plasma di ragazzi under 25, senza dimenticare di lucrare sulla ricerca: per partecipare alla sperimentazione chiedono 8.000 dollari.





Va da se che, se, come appare da questi esempi, l’efficacia del processo è legata in maniera direttamente proporzionale all’età del donatore, l’utilizzo di sangue di bambino sarebbe ancora l’ideale. Peccato pero che non sia legalmente fattibile, per adesso, salvo casi di consenso genitoriale, che sarebbero probabilmente insufficienti a soddisfare l’ingente richiesta. Ecco che si vede necessario il traffico di minori.





E ora abbiamo detto tutto. Abbiamo spiegato che questi riti esistono, sono sempre esistiti, e che hanno anche delle basi scientifiche; Non è infatti che un altro modo che l’umanità ha trovato per rincorrere la vita eterna. Ecco perchè questo non può piacere a Enlil\ Yahvè, ma viene fatto nel nome dell’entità che ha permesso all’uomo di diventare come un dio, Lucifero.


Per di più, il che significa che, funzionando, difficilmente questi riti scompariranno dalla faccia della terra. Ma anzi, saranno sempre in crescita, come la domanda di sangue fresco.


Che altro dire…vogliamo iniziare a proteggere i nostri bambini, Diavolo?





Sara Gamberoni


Credits:


http://pizzagate.com/


Zecharia Sitchin, tutte le opere


L’Epopea di Ghilgames, l’eroe che non voleva morire. Tradotto da Jean Bottèro


Focus Extra 73, pp 32-


https://enigmachannel.wordpress.com/2015/07/03/crowleys-cannibals-they-drink-from-skulls-eat-corpse-flesh/


https://enigmachannel.wordpress.com/2015/07/03/crowleys-cannibals-they-drink-from-skulls-eat-corpse-flesh/


http://archive.is/Awsjh


https://en.wikipedia.org/wiki/Kapala


https://wordpress.com/post/archeologiamisterica.wordpress.com/73


https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_satanic_ritual_abuse_allegations


https://www.forbes.com/sites/robertwood/2016/08/23/clinton-foundations-alleged-pay-to-play-or-its-private-benefits-which-hurts-hillary-more/#211e49484e5a


http://www.maurizioblondet.it/7326-2/


https://www.liberamenteservo.it/modules.php?name=News&file=print&sid=4741


Mauro Biglino, il Dio Alieno della Bibbia,


Mauro Biglino, Il falso testamento.


http://www.repubblica.it/2006/a/sezioni/scienza_e_tecnologia/evoluzione/antenati-cannibali/antenati-cannibali.html


National Geographic Storica, Gennaio 2017,p 8.


http://hail-the-gods.blogspot.it/2011/08/enki-lucifero-la-vera-origine-della.html


http://hampsteadcoverup.com/


http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Pedofilia-1-bimbo-su-5-vittima-abusi-2b01240d-6103-4b51-8f57-2e7e58076555.html


Giuliano Kremmerz, La Scienza dei magi.


http://www.azzurro.it/sites/default/files/Telefono%20Azzurro_dossier%20pedofilia%202016.pdf


http://www.repubblica.it/esteri/2015/07/28/foto/_hail_satan_la_statua_di_bafometto_inaugura_tempio_satanico_a_detroit-119992965/1/#1


Timothy J. Stephany, Enuma Elish and Atrahasis. The babylonian creation Epic.


Giovanni Nanni, Le antichità di Beroso et d’altri scrittori.


Aleister Crowley, Magick, theory and practice.







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