<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4395420074814187943</id><updated>2012-01-31T01:00:05.635+01:00</updated><category term='eliseo spiga copertina libro'/><category term='u'/><category term='http://associazione-aut-aut.noblogs.org/gallery/572/bandiere_palestina.jpg'/><category term='il malifesto.it'/><title type='text'>Sa Defenza</title><subtitle type='html'>Sa Defenza.."Se un popolo non conquista la sua indipendenza politica non può essere soggetto della sua storia, ma resterà ai margini della storia di quella nazione che lo avrà vinto e dominato." (Antonio Simon Mossa) 

Il coraggio appartiene a quelli che agiscono per ciò che è bene e giusto, nel momento in cui è necessario, senza calcolare le conseguenze in cui incorrono. (Marc Levy)</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://sadefenza.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenza.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>724</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4395420074814187943.post-918447993263783931</id><published>2012-01-31T01:00:00.000+01:00</published><updated>2012-01-31T01:00:05.638+01:00</updated><title type='text'>SARDEGNA, PATTUMIERA DELLA NATO E DEL COMPLESSO MILITARE-INDUSTRIALE</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;DI CARLA GOFFI E RIA VERJAUW&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://mondialisation.ca/"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;Mondialisation.ca&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;img alt="" height="375" src="http://www.michelcollon.info/local/cache-vignettes/L500xH375/6135891130_cc317-6d508.jpg" style="height: 375px; margin: 5px; width: 500px;" vspace="5" width="500" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Il suo paesaggio da cartolina attira i turisti più fortunati. Le stelle del &lt;i&gt;jet set&lt;/i&gt; vengono a bagnare gli yacht lungo le sue coste paradisiache. Ma la Sardegna nasconde una realtà davvero triste.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Sui bordi incantati del Mediterraneo,dietro la cortina invisibile delle radiazioni nucleari emesse dopol’utilizzo di armi all'uranio, c'è un immenso paesaggio desolato, pienodi segreti maligni. Piantiamo lo scenario. È in Sardegna. Un territoriodella superficie pari a 35.000 ettari è stato affittato alleinstallazioni militari.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Sull'isola si trovano poligoni di tiro(Perdasdefogu), tratti di mare per le esercitazioni (capo Teulada),poligoni per le esercitazioni aeree (capo Frasca), aeroporti militari(Decimomannu) e depositi di carburante (nel cuore di Cagliari,alimentati da una conduttura che attraversa la città), senza contare levarie caserme e sedi di comando militare (Aeronautica, Marina). Sitratta di infrastrutture delle forze armate italiane e della NATO. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Alcunecifre: il poligono di Salto di Quirra - Perdasdefogu (Sardegnaorientale) di 12.700 ettari e il poligono di Teulada di 7.200 ettarisono i due poligoni italiani più estesi, mentre il poligono NATO diCapo Frasca (costa occidentale) è pari a 1.400 ettari.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;A questi sidevono aggiungere l'ex base NATO sull’isola della Maddalena, per sempreinquinata. Durante le esercitazioni militari, viene vietata lanavigazione e la pesca su una superficie marina superiore ai 20.000chilometri quadrati, una superficie quasi uguale a quella dellaSardegna.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Che cosa si scopre? La valle diQuirra, una delle zone più belle e ancora selvagge della Sardegna, èstata trasformata in una cassaforte di veleni a cielo aperto.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Nel corsodegli anni si è messo il coperchio sulla pentola delle "polveri diguerra" che ha decimato un numero di abitanti e di militari chevivevano e lavoravano nel poligono e nei villaggi limitrofi. Ma adesso,grazie a un Procuratore, Domenico Fiordalisi, che è determinato a darevoce alle lamentele delle numerose vittime, la verità comincia a venirealla superficie. I "segreti" vengono alla fine portati alla luce dellagiustizia.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Con l'accusa di "&lt;i&gt;disastro ambientale&lt;/i&gt;",tre generali che sono stati al comando del poligono di Quirra, duetecnici e un ricercatore universitario sono accusati dal procuratoreche sta indagando, da parecchi mesi, sui decessi per cancro di parecchiabitanti della zona di Quirra e sulle delle malformazioni dei neonati edel bestiame. Ci possiamo aspettare altri capi di accusa, visto ildisastro ambientale e umano che, da anni, colpisce la Sardegna.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Tutto è iniziato nel 1956, quando ilgoverno italiano decise di installare, nel bel mezzo di una zona diincomparabile bellezza - dove nascono le viti, il mirto, gli aranci eche termina con una spiaggia ancora risparmiata dalle costruzioni -, unpoligono di tiro, un centro di sperimentazione per i missili, un teatroper gli "&lt;i&gt;war games&lt;/i&gt;" a grandezza naturale e per la distruzione acielo aperto di armi obsolete delle ultime guerre.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Il poligono èaffittato anche ad aziende di armamenti private, alla NATO e a varieserciti di tutto il mondo, particolarmente a Israele. Durante glianni, gli abitanti affermano di avere visto misteriosi camion,provenienti dall’”&lt;i&gt;estero&lt;/i&gt;", che sono entrati nel poligono e quihanno scaricato armamenti dismessi che hanno fatto poi esplodere acielo aperto. Durante gli anni, le guardie forestali hanno potutoconstatare le malattie dei pastori e del bestiame, le pecore chesaltavano in aria sulle bombe ancora funzionanti, sparse ovunque neicampi e sulla spiaggia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Le più importanti aziende di armamenti(Aérospatial, Orlikon-contraves, Finmeccanica) ancora prendono inaffitto questo spazio naturale per eseguire le loro sperimentazioni alprezzo di un milione di euro al giorno, somma che viene versatadirettamente allo stato italiano. Alla Sardegna restano i tumori e ibambini malformati. Quando si parla di 28 bambini che sono al momentomalati e di 36 militari deceduti nella base, le autorità militarinegano sempre la realtà, facendo sfoggio delle ricerche eseguite dalleuniversità che hanno rilasciato i certificati di "&lt;i&gt;correttezza ambientale&lt;/i&gt;".&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Questi certificati non hanno convintoil Procuratore inquirente. Vista la gravità della situazione, hapronunciato all'inizio dello scorso mese di novembre un’ipotesi diimputazione per falso in atto pubblico nei confronti delle personeresponsabili di queste ricerche e al comandante della base che li ha "&lt;i&gt;gestiti&lt;/i&gt;".Altri scienziati italiani “indipendenti” si sono messi a disposizioneper eseguire proprie analisi sul posto.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;È già stata rinvenuta,nell'acqua e nel terreno, una grande quantità di torio, di tungsteno,di cesio, di arsenico, metalli pesanti che, con le parole di unoscienziato torinese, possono comparire solo grazie a una combustione atemperatura davvero elevata, come quella provocata dall'esplosione diarmi all’uranio impoverito. Lo stesso scienziato ha rilevato tracce diuranio nelle ossa di un agnello morto per una malformazione genetica.Si stanno aspettando i risultati di analisi simili effettuate suicadaveri riesumati di pastori deceduti per tumore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;A mano a mano che l'inchiesta avanza,le lingue si sciolgono. Alcuni veterinari hanno affermato, nel lororapporto, che circa il 60% dei pastori che vive e custodisce ilbestiame in prossimità o all’interno del poligono ha contratto varitipi di tumore. Un militare, ora in pensione, ha testimoniato di fronteagli inquirenti che, nel corso degli anni, ha fatto esplodere circa 800kg di esplosivi al giorno dopo aver scavato buche di 30 metri didiametro.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Queste esplosioni rilasciavano nell'atmosfera nuvole nere ebianche che arrivavano fino ai villaggi vicini, spinte dal vento chesoffia senza sosta. In queste buche andava a depositarsi l'acquapiovana che serviva per abbeverare il bestiame e che poi penetravanelle falde acquifere sotterranee.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Ha anche affermato che le esplosioniper distruggere gli armamenti si ripetevano per una ventina di giornial mese, e questo per parecchi mesi consecutivi. Durante le esplosioni,lui e un suo collega dovevano rifugiarsi dentro ai camion. Questocollega è morto di tumore alcuni anni dopo. La stessa procedura haavuto luogo a Capo Frasca (un campo per le esercitazioni ubicato più asud). Si ritiene che ci sia un numero assai maggiore di militari e dilavoratori civili che sono deceduti a causa di tumori.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;In base alle testimonianze, il Procuratore sta sempre più prendendo in considerazione l’ipotesi che la falda freatica che alimenta l’impianto dell’acqua potabile dei villaggi e delle città nei dintorni sia stata probabilmente contaminata. Un altro ex militare ha affermato che, tra il 1986 e il 2004, sono stati lanciati circa 1180 missili Milan (con l’ogiva al torio). Ogni giorno nuove testimonianze riportano notizie sempre più inquietanti che rendono manifesto un disastro dalle conseguenze probabilmente irreparabili da un punto di vista umano, e ancor più ambientale: per i geologi sarebbe impossibile ripristinare il terreno allo stato originario. Ma i militari e il Ministero italiano della Difesa continuano a negare. La salute delle persone costa cara, mentre gli armamenti portano invece soldi!&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Tutte queste constatazioni dovrebbero essere collocate in una cornice più vasta, quella della militarizzazione del Mediterraneo da parte della NATO per fini strategici, dell'interesse finanziario del complesso militare-industriale, del deficit di democrazia (segreto di stato), del disprezzo delle popolazioni locali, del controllo della popolazione civile e più precisamente dei migranti, della corruzione, del disprezzo per l'ambiente naturale, della mancanza di una visione politica a lungo termine, della legge del profitto, dei preparativi attuali per le guerre future e per il mantenimento delle guerre attuali (Afghanistan). Argomenti che i movimenti per la pace non smettono di trattare… fino a quando?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;**********************************************&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;center&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Fonte: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.mondialisation.ca/index.php?context=va&amp;amp;aid=28904"&gt;&lt;span style="color: #333399; font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Sardaigne, poubelle de l’Otan et du complexe militaro-industriel&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;27.01.2012&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Traduzione per &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.comedonchisciotte.org/site/"&gt;&lt;span style="color: #333399; font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;&lt;u&gt;www.comedonchisciotte.org&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt; a cura di SUPERVICE&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4395420074814187943-918447993263783931?l=sadefenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenza.blogspot.com/feeds/918447993263783931/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4395420074814187943&amp;postID=918447993263783931' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/918447993263783931'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/918447993263783931'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenza.blogspot.com/2012/01/sardegna-pattumiera-della-nato-e-del.html' title='SARDEGNA, PATTUMIERA DELLA NATO E DEL COMPLESSO MILITARE-INDUSTRIALE'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4395420074814187943.post-2792335625971788120</id><published>2012-01-30T21:28:00.001+01:00</published><updated>2012-01-30T21:41:25.584+01:00</updated><title type='text'>Gli USA inizieranno la terza guerra mondiale attaccando Iran</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/b3NWLFmZfGA" width="420"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b style="color: red;"&gt;Michel Chossudovsky&lt;/b&gt;, direttore di "Canadian Centre for Research on Globalization"Michel Chossudovsky, Professore di Economia all'Università di Ottawa. Chossudovsky, autore del bestseller internazionale «The Globalisation of Poverty», membro della Commissione economica delle Nazioni Unite per l'America latina ed i Caraibi (ECLAC) é di vari altri organismi di ricerca, è uno dei rari intellettuali che sa raccogliere con cognizione di causa le nuove sfide tecnologiche dell'establishment militare USA-NATO.Il Centro per la Ricerca sulla Globalizzazione (CRG) è indipendente un gruppo di ricerca, di scrittori, studiosi, giornalisti e attivisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La CRG ha sede a Montreal. È un'organizzazione senza scopo di lucro registrata in provincia di Quebec, Canada.Oltre al sito web di Global Research, il Centro è coinvolto nella pubblicazione di libri, il sostegno a progetti umanitari, nonché attività divulgative educative, compresa l'organizzazione di conferenze e lezioni. Il Centro funge anche da un think tank sulla cruciali questioni internazionali e geopolitica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La pagina web Global Research pubblica articoli su www.globalresearch.ca notizie, commenti, ricerche e analisi di sfondo su una vasta gamma di questioni, concentrandosi su questioni sociali, processi economici, strategici e ambientali.Il sito Global Research è stato stabilito in 9 settembre 2001, due giorni prima dei tragici eventi dell'11 settembre. Appena pochi giorni dopo, Global Research era diventato una fonte di notizie importante sul Nuovo Ordine Mondiale e "guerra al terrorismo" di Washington.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.globalresearch.ca/&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4395420074814187943-2792335625971788120?l=sadefenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenza.blogspot.com/feeds/2792335625971788120/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4395420074814187943&amp;postID=2792335625971788120' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/2792335625971788120'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/2792335625971788120'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenza.blogspot.com/2012/01/gli-usa-inizieranno-la-terza-guerra.html' title='Gli USA inizieranno la terza guerra mondiale attaccando Iran'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/b3NWLFmZfGA/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4395420074814187943.post-4218512064612617554</id><published>2012-01-30T18:39:00.002+01:00</published><updated>2012-01-30T18:41:12.274+01:00</updated><title type='text'>Un cervellone dell’Air Force USA ricerca un ‘Social Radar’ per ‘guardare dentro i cuori e le menti’</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Noah Shachtman&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.wired.com/dangerroom/2012/01/social-radar-sees-minds/"&gt;&amp;nbsp;http://www.wired.com/dangerroom&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tradotto da &amp;nbsp;Curzio Bettio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli importanti scienziati della Air Force degli Stati Uniti di solito spendono il loro tempo cercando di capire come costruire satelliti migliori o produrre jet che possano volare ad una velocità folle. Questo rende il dr. Mark Maybury, attualmente direttore delle ricerche, un caso un po' isolato. Costui vorrebbe costruire un apparato di sensori per scrutare attentamente all’interno dell’animo delle persone - e prevedere i conflitti prima che si scatenino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maybury ha battezzato questo suo allucinante progetto “Social Radar”. E il confronto con i sensori tradizionali non è casuale, egli rivela a “Danger Room”.&lt;br /&gt;Maybury, che funge da capo consulente scientifico dei vertici dell’Air Force, afferma:&lt;br /&gt;“L’Air Force e la Marina degli Stati Uniti, in questo e in altri paesi, hanno una storia di sviluppo di sonar per vedere attraverso l’acqua, radar per vedere attraverso l’aria, e IR [raggi infrarossi] per vedere nel buio della notte. Bene, ora vogliamo anche vedere all’interno dei cuori e delle menti delle persone. Ma il “Radar Sociale” non sarà l’unico sistema sensorio a scoprire le ansie segrete. Saranno più sensori virtuali, combinando una vasta gamma di tecnologie e discipline, che verranno impiegati per misurare il polso di una società e valutare la sua salute futura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo fa parte di un più ampio sforzo da parte del Pentagono per dominare gli elementi sociali e culturali dei conflitti - uno sforzo che perfino molti al ministero della Difesa credono sia profondamente incrinato.&lt;br /&gt;Primo passo: il mio Twitter fornisce già indicazioni su emozioni e turbamenti.”&lt;br /&gt;Maybury continua, usando l’acronimo militare ISR per “ricognizione e sorveglianza di intelligence”:&lt;br /&gt;“ Noi dovremmo fornire ISR, visto che gli elettori ci chiedono 'Cara Air Force, non darci solo le previsioni del tempo, forniscici anche previsioni sui movimenti del nemico.' E questo, cosa comporta? Questo interessa il comportamento umano. E così abbiamo bisogno di capire ciò che motiva gli individui, qual è il loro comportamento.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maybury, vestito nel suo abito preferito - un blazer doppio petto nero e occhiali rettangolari, argentei - ha discusso il suo progetto “Social Radar” all’interno di una intervista della durata di circa 90 minuti nel suo ufficio del Pentagono, il suo accento originario del Massachusetts diventava sempre più duro all’infittirsi della discussione.&lt;br /&gt;Specialista di intelligenza artificiale e di elaborazione del linguaggio, ha collaborato con l’esercito, all’interno ed esternamente, dalla metà degli anni ‘80. Ma come gli agenti della contro-rivolta sono stati meno impegnati in Iraq e Afghanistan, Maybury è stato attratto sempre più in ciò che egli chiama la “sfera umana” di combattimento.&lt;br /&gt;Nelle ultime settimane, il Pentagono potrebbe avere attribuito una minor importanza alla contro-insurrezione nella sua riorganizzazione della strategia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la necessità di individuare per tempo potenziali focolai di disordini - e di capire come le azioni usamericane potrebbero avere un impatto su quelle popolazioni recalcitranti - chiaramente non sta svanendo. Le forze speciali statunitensi stanno ancora addestrando eserciti stranieri (e stanno esercitando pressioni sulla gente di quei paesi).&lt;br /&gt;Le “Shadow Wars”, i conflitti nell’ombra continuano - dallo Yemen al Pakistan al Messico. E la partita a scacchi geopolitica con la Cina richiederà una conoscenza approfondita di tutti i pezzi sulla scacchiera.&lt;br /&gt;Nella sua originale pubblicazione del 2010 sull’argomento, per conto della “Mitre Corporation” finanziata dal governo, Maybury &amp;nbsp;ha indicato come “Social Radar” classificherà gli individui, mediante tecnologie biometriche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Utilizzando la sociometria, verranno classificati con esattezza i gruppi. [La sociometria è la misurazione-rilevazione delle relazioni esistenti in un gruppo dato o in una comunità.]&lt;br /&gt;Maybury scrive che le “timeline” (nuove forme di “diario” del profilo individuale) su Facebook, i sondaggi politici, le informazioni dai droni spia, i rapporti degli operatori umanitari, perfino gli allarmi di malattie infettive dovrebbero essere riversati su “Social Radar”, aiutando il sistema a tenere sotto controllo tutto, dai livelli di monossido di carbonio ai tassi di alfabetizzazione, ai prezzi al consumo.&lt;br /&gt;E, “proprio come un sistema radar necessita di superare interferenze, mimetizzazioni, aggiramenti ed altre occlusioni, così anche Social Radar deve superare gli accessi negati, la censura, e i raggiri”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-wOfn5_lC3dE/TybVzWxrbkI/AAAAAAAABN8/7REl7VNg5z8/s1600/socialradar-660x517.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="311" src="http://4.bp.blogspot.com/-wOfn5_lC3dE/TybVzWxrbkI/AAAAAAAABN8/7REl7VNg5z8/s400/socialradar-660x517.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Legenda&lt;br /&gt;“Social Radar”: a)Strategic Communication: comunicazione strategica&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; b)Counter Insurgency: contro-insurrezione&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;c)Humanitarian Relief: soccorso umanitario&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &lt;br /&gt;Sources: Fonti&lt;br /&gt;Newspapers, Radio, TV: giornali, radio, TV&lt;br /&gt;Polls: sondaggi&lt;br /&gt;Surveillance: sorveglianza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Geography: geografia&lt;br /&gt;Demography: demografia &amp;nbsp;(scienza che studia quantitativamente i fenomeni che&lt;br /&gt;concernono lo stato e il movimento della popolazione)&lt;br /&gt;Econometrics: econometria (branca della statistica che si occupa dell’analisi dei fenomeni economici; in alternativa, può considerarsi un settore dell’economia dedicato alla verifica sperimentale di modelli formulati in ambito teorico)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tools: [cassetta degli] attrezzi&lt;br /&gt;A. &amp;nbsp; &amp;nbsp;Sampling/Calibration: Campionamento/Taratura&lt;br /&gt;B. &amp;nbsp; &amp;nbsp;Topic Detect/Track: Ricerca/Rilevamento degli argomenti&lt;br /&gt;C. &amp;nbsp; &amp;nbsp;Author attribution: Attribuzione all’autore&lt;br /&gt;D. &amp;nbsp; &amp;nbsp;Conversation Analysis: Analisi dei discorsi sull’argomento&lt;br /&gt;E. &amp;nbsp; &amp;nbsp;Sentiment Analysis: Analisi dei sentimenti e delle opinioni&lt;br /&gt;F. &amp;nbsp; &amp;nbsp;Summarization: Sintesi&lt;br /&gt;G. &amp;nbsp; &amp;nbsp;Modeling: Creazione del modello&lt;br /&gt;H. &amp;nbsp; &amp;nbsp;Geotemporal Visualization: Rendere visibile geotemporalmente l’immagine mentale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul modello riportato: Topics: argomenti; Words: informazioni ; Groups: gruppi sociali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Methods: metodi&lt;br /&gt;1. &amp;nbsp; &amp;nbsp;Media Analysis: Analisi dei mezzi di informazione di massa&lt;br /&gt;2. &amp;nbsp; &amp;nbsp;Detect and Track Signatures: Ricerca e rilevamento delle firme e di indicazioni su autori&lt;br /&gt;3. &amp;nbsp; &amp;nbsp;Social Indicator Analytics: Analitiche di indicatori sociali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il grafico minuto riportato indica l’andamento dell’attività dell’Aum Shinri Kyo, una setta apocalittica giapponese, che ha compiuto attentati con gas nervini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Missions: missioni&lt;br /&gt;Military: militari; Religious: religiose; Political: politiche; Economic: economiche;&lt;br /&gt;Health: sanitarie&lt;br /&gt;Collaborative Analysis/Assessment : Analisi/Valutazione d’insieme, in collaborazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto sembra di un’ambizione quasi ridicola. E Maybury conviene che l’idea può sembrare una “metafora organizzativa” più che un particolare programma. Ma, insiste Maybury, i mattoni della costruzione sono già stati posizionati.&lt;br /&gt;Nella sua pubblicazione originale, Maybury osserva che vi sono in corso operazioni presso la “Mitre Corporation” che potrebbero contribuire a dare realtà al “ Social Radar”.&lt;br /&gt;Per esempio, esiste il progetto “Forum e analisi critica sull’infiltrazione dei blog” (FABTAC), che analizza discussioni on-line “per attività ed operazioni di intelligence.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esiste l’“Exploring Soft Power in Weblogistan”, che ha sviluppato “strumenti fondamentali di elaborazione del linguaggio Farsi e Dari per permettere l’analisi di documenti voluminosi dal contenuto socio-mediologico” [Ufficialmente il Farsi è il Persiano parlato in Iran e il Dari è il Persiano parlato in Afghanistan.]&lt;br /&gt;Ancora più importante, lo specialista in analisi del linguaggio ribadisce che stanno arrivando nuovi strumenti online per effettuare la cosiddetta “sentiment analysis” – l’individuazione se un aggiornamento di un particolare status emotivo sia positivo o negativo.&lt;br /&gt;Analizzare tali sentimenti in forma aggregata, vedere se le persone sono generalmente contente, e associare questi sentimenti con specifiche aree geografiche, così Maybury ritiene che si abbia l’avvio di un “Social Radar”. Ha anche sviluppato un modello dimostrativo (mock-up) di un piano di “radar sociale”, completo di una “mappa del fervore” per la ricerca della relativa felicità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il direttore delle ricerche scientifiche dell’Air Force USA non è isolato in questo tentativo.&lt;br /&gt;In tre anni, il Pentagono ha speso più di 125 milioni dollari su decine di progetti destinati a quantificare meglio, costruire modelli (sistemi HSCB), in buona sostanza per prevedere la dimensione umana, sociale, culturale, comportamentale dei conflitti .&lt;br /&gt;Diversi di questi sistemi “HSCB” sono attualmente in uso nelle unità militari statunitensi in tutto il mondo. Per esempio,l’“Integrated Crisis Early Warning System” (ICEWS), un sistema integrato di pronto allarme di crisi della DARPA, la Defense Advanced Research Projects Agency, l’Agenzia per i progetti di ricerca avanzata per la difesa., è stato esteso a sei dei comandi territoriali del ministero della Difesa, che coprono 175 paesi diversi.&lt;br /&gt;Eppure, all’interno del Pentagono, ci sono profonde divisioni sulla efficacia del programma.&lt;br /&gt;“I sostenitori del progetto hanno raccolto prove per dimostrare la validità della loro ricerca,” viene fatto osservare in una recente revisione interna dei progetti HCSB, “mentre i critici hanno evidenziato carenze nel metodo di raccogliere e conservare i dati, per cui viene sovradimensionata l’accuratezza delle previsioni ICEWS.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Generali in pensione di alto profilo e ufficiali al vertice dei comandi militari hanno respinto come senza speranza l’idea che si possano efficacemente configurare modelli delle società umane, o che il comportamento umano possa davvero essere previsto.&lt;br /&gt;“Costoro stanno fumando qualcosa che non fa loro bene”, così si è espresso in modo canzonatorio il tenente generale in pensione Paul Van Riper alla rivista Science, quando ha avuto inizio questo sforzo progettuale.&lt;br /&gt;“Noi facciamo di meglio che valutare preventivamente gli individui, ma non di molto”, ha ammesso un revisionista sul libro paga del Pentagono.&lt;br /&gt;Maybury è pronto a respingere le critiche, e ribadisce: “ Proprio come nessuno poteva immaginare di vedere nel buio della notte o di scrutare attraverso l’acqua, ora nessuno riesce ad immaginare di vedere al fondo degli atteggiamenti. E, a mio avviso, questo rappresenta per il futuro sicuramente una realtà.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E “Social Radar” è solo il punto più avanzato degli sforzi della Air Force in questa area di ricerche. Il servizio sta incrementando la sua conoscenza delle lingue straniere.&lt;br /&gt;Maybury vuole i suoi sensori più tradizionali per arrivare meglio ad analizzare il comportamento umano: “Se ho un radar combinato con una telecamera, combinata questa con un sistema a raggi infrarossi, forse posso rivelare che tipo di azione un essere umano sta eseguendo”.&lt;br /&gt;L’Air Force Research Lab, il laboratorio ricerche dell’Aeronautica Militare, sta finanziando uno studio al professore di psicologia alla San Francisco State University, David Matsumoto, (ex allenatore della squadra olimpionica di judo degli Stati Uniti), di trovare “marcatori universali di situazioni ingannevoli e menzognere”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E in una relazione sui “contributi” dell’Air Force alle ricerche sui sistemi HCSB, Maybury elenca fra gli altri anche “Metropolitan Area Persistent Sensing”, un sistema di controlli costanti delle aree metropolitane, un sistema per spiare integralmente le città, e i programmi “armi non letali ad energia diretta”, e “micro-munizioni per limitare i danni collaterali”. Ha accompagnato le parole con una serie di foto dell’arma già presente nell’arsenale di armi presuntivamente non letali dell’Air Force. Si tratta di una pistola a raggi che spara fasci invisibili di microonde che fanno sentire le persone come se fossero fatte saltare su un forno a riverbero.&lt;br /&gt;Maybury ammette che queste armi non sono, strettamente parlando, parte del programma di ricerche del ministero della Difesa per comprendere meglio gli aspetti umani dei conflitti. Ma in una e-mail afferma: “La salvaguardia della vita umana è un premio quando si sta tentando di apportare sostegno, stabilità e sicurezza alle popolazioni locali, senza ingenerare motivi di lagnanza.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse un “Social Radar” pienamente funzionante sarà in grado di valutare l’impatto di una tale arma sulla fedeltà e obbedienza delle persone. Ma vale la pena notare che, nel 2010, quando le armi a raggio di calore sono state inviate in Afghanistan per i test, i comandanti le hanno rispedite a casa senza sparare un colpo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: http://www.wired.com/dangerroom/2012/01/social-radar-sees-minds/&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4395420074814187943-4218512064612617554?l=sadefenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenza.blogspot.com/feeds/4218512064612617554/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4395420074814187943&amp;postID=4218512064612617554' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/4218512064612617554'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/4218512064612617554'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenza.blogspot.com/2012/01/un-cervellone-dellair-force-usa-ricerca.html' title='Un cervellone dell’Air Force USA ricerca un ‘Social Radar’ per ‘guardare dentro i cuori e le menti’'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-wOfn5_lC3dE/TybVzWxrbkI/AAAAAAAABN8/7REl7VNg5z8/s72-c/socialradar-660x517.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4395420074814187943.post-6989234739868704172</id><published>2012-01-29T14:19:00.000+01:00</published><updated>2012-01-29T14:19:02.627+01:00</updated><title type='text'>LA TRUFFA DA 489 MILIARDI DI EURO DI DRAGHI</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;DI &lt;b&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;MIKE WHITNEY&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.counterpunch.org/2012/01/27/draghis-489-billion-euro-fakery/"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;Counterpunch&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img alt="http://blog.panorama.it/economia/files/2011/12/mario-draghi.jpg" height="240" src="http://blog.panorama.it/economia/files/2011/12/mario-draghi.jpg" width="400" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;La nuova struttura per i prestiti delpresidente della BCE Mario Draghi – le Operazioni di Rifinanziamento ALungo Termine - ha aiutato ad allontanare il sistema finanziario daun’altra catastrofe del genere Lehman, ma non ha risolto i problemifondamentali che hanno creato la crisi (squilibri di conto, flussi dicapitale). Il LTRO permette alle banche dell’UE di scambiarecollaterali inaffidabili per ottenere prestiti illimitati a tre anni altasso dell’1 per cento. La quasi metà di trilione di euro presa inprestito perpetua l’idea che le banche siano solvibili,fondamentalmente perché l’enorme quantità di &lt;i&gt;asset&lt;/i&gt; a rischio che erano nei bilanci delle banche è stata trasferita al rendiconto patrimoniale della BCE. (La Fed ha realizzato un'operazione simile (&lt;i&gt;QE1&lt;/i&gt;)quando acquistò 1,25 trilioni di dollari di titoli appoggiati sulleipoteche dalle banche statunitensi nel 2009.) Quindi, in questo momentoil sistema bancario dell’UE è inondato di liquidità e il tasso che lebanche pagano per prendere in prestito è calato di parecchio. Tutto aposto, giusto?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;No. Anche sei tassi per i prestiti interbancari hanno toccato il minimo da diecimesi (questo lunedì), le banche stanno ancora parcheggiando i soldipresi a prestito presso la BCE. Venerdì scorso, i depositi &lt;i&gt;overnight&lt;/i&gt;alla BCE hanno fissato il nuovo record di 528 miliardi di euro, chesono 39 miliardi in più rispetto ai 489 miliardi che le banche hannopreso in prestito grazie al LTRO. Come è possibile? Ciò significa che isoldi non vengono prestati ai consumatori e alle aziende come avevapredetto Draghi, ma vengono accumulati dalle banche per poter rinnovarei propri debiti e continuare a fare &lt;i&gt;deleveraging&lt;/i&gt; per riuscire a ottenere i nuovi requisiti di capitale corrispondenti al 9 per cento.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Si tratta di uno specchietto per le allodole. Draghi sta solo iper-pagando &lt;i&gt;asset&lt;/i&gt;che hanno perso gran parte del valore. Perché dovrebbe essere una cosapositiva? Pensate a quale potrebbe essere la reazione se la &lt;i&gt;Fed&lt;/i&gt;dovesse avviare un programma simile per contrastare gli effetti dellabolla immobiliare. Diciamo, il direttore della Fed Bernanke ha lanciatouna struttura che sborserebbe la differenza di valore a ogniproprietario che ha perso soldi sul suo mutuo dal 2006 in poi. Pensateche ciò potrebbe ridurre il numero di famiglie angosciate e di casesgomberate?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Si, potrebbe. Ma la "gente comune" nonottiene benefici del genere. Si aspetta solo di fallire. Tutti i regalivanno a coloro che hanno già parecchi soldi. Questo è il LTRO. La BCEsta fornendo tonnellate di denaro a poco prezzo ai suoi amici sucollaterali che non valgono i soldi che sta prestando. Èfondamentalmente quindi, un sussidio (fregatura). E la BCE sta tentandodi nascondere quello che fa, asserendo che il mercato di finanziamentoper le banche non sta funzionando come dovrebbe. O, con le parole delsignor Draghi, [le preoccupazioni sul mercato delle obbligazionigovernative] ha "&lt;i&gt;portato a severi disturbi nel normale funzionamento dei mercati finanziari&lt;/i&gt;".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Avete mai sentito una simile idiozia?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Quando i &lt;i&gt;banksters&lt;/i&gt; gonfiano unabolla creditizia gigantesca che scoppia e annienta 8 trilioni didollari di valore delle proprietà, nessuno dice che "&lt;i&gt;il mercato non ha funzionato nel modo giusto&lt;/i&gt;", perché siamo solo noi ad aver perso. Ma ogni qualvolta i banchieri sono in pericolo, arrivano le scuse.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;"&lt;i&gt;Oh no, questo non può succedere&lt;/i&gt;", si lamentano. "&lt;i&gt;Il mercato non ha funzionato nel modo corretto&lt;/i&gt;."Ma è una cosa priva di senso. Non c'è niente sbagliato nel mercato,stiamo parlando solo di acquirenti e venditori, non di qualcheintricato meccanismo che richiede specialisti con le cartelle piene diappunti e il camice bianco. Il problema è che nessuno sta comprando lestronzate che le banche vogliono vendere, perché questa rumenta haperso gran parte del valore nell'ultimo anno. Di questo si tratta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Ecco come funziona il sistema: lebanche non riescono a guadagnare soldi da Joe Blow e dal suo compensoche versa ogni settimana quando gli arriva la busta paga. Oggi lebanche si stanno rifinanziando grazie a enormi quantità di soldi sottoforma di fondi che devono poi parcheggiare a breve termine, mentrecercano di capire come possono investirle. E quindi le banche emettonoprestiti a breve termine abbinando i collaterali che hanno nei propribilanci. Il mercato &lt;i&gt;repo&lt;/i&gt; – quello di cui stiamo parlando – è solo un enorme e sregolato banco dei pegni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Il problema che nasce inevitabilmente è che le persone che hanno tanti soldi (i &lt;i&gt;manager&lt;/i&gt;dei fondi) diventano più riluttanti nel trattare con le banche quandocomprendono che ci sia qualche dubbio sul valore reale dei collateraliofferti dalle banche. Quindi queste saranno costrette a sborsare ancorapiù collaterali per ottenere la stessa quantità di denaro. Èl’equivalente di un &lt;i&gt;haircut&lt;/i&gt;, e ciò significa che le banchestanno perdendo sempre più soldi da ogni transazione. Allo stesso tempoè sempre più difficile per le banche reperire fondi con l’emissione diazioni o vendendo obbligazioni. Perché? Perché da questo momento inpoi, tutti sanno che le banche sono sedute su un’enorme e fetentecastello di immondizia finanziaria che nessuno toccherebbe con un palolungo tre metri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Ma ciò significa che il mercato non funziona correttamente?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;No, in effetti il mercato stafunzionando a meraviglia. Gli investitori stanno facendo quello chefanno da sempre. Stanno separando il grano dal loglio, niente di più,niente di meno. È Draghi che sta distorcendo il mercato, pompandocentinaia di miliardi di euro in una bolla obbligazionaria che èscoppiata già da tempo. Avete dato ultimamente uno sguardo alla Grecia?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Facciamo un esempio che ci potrebbeessere di aiuto: diciamo che abbiamo bisogno di 500 dollari per pagarela rata del mutuo per l’auto. Decidiamo di andare a frugare in cantinaper trovare qualcosa da poter vendere su &lt;i&gt;Craig’s List&lt;/i&gt; perreperire questi soldi. Nel frattempo, troviamo un vecchio calcetto contre gambe che è stato ben macchiato nel corso di una Oktoberfest dialcuni fa anni e mettiamo l’annuncio per 500 dollari. Poi ci sediamo,ci apriamo una bella birra fredda e aspettiamo che le chiamate arrivinocopiose.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Ma il telefono non suona mai, e alloradobbiamo chiamare la concessionaria dell’auto che ci sta stressando peril pagamento mancante e dirgli, "&lt;i&gt;Mi dispiace, ma non è colpa mia. Il mercato non sta funzionando correttamente!&lt;/i&gt;"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Quanta tregua pensate che vi darà il rivenditore?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Il fatto che nessuno voglia il vostrotavolo da calcino non è un segnale che il mercato non sta funzionando.La stessa regola si applica anche alle fetenti obbligazioni dellebanche. Nessuno le vuole perché sono immondizia; tutto qui. Inoltre,c'è sempre un prezzo per gli &lt;i&gt;asset&lt;/i&gt; finanziari; (anche perl'immondizia) è solo una questione di quanto la gente sia disposta apagare. In questo caso, le offerte per le obbligazioni sovrane sonocosì basse che molte delle banche dell’UE andrebbero in malora se levendessero e riportassero le perdite a bilancio. Ecco perché lorostanno contando su Draghi perché le salvi. E lui le ha salvate. Ma cosasarebbe successo se le banche avessero dovuto ristrutturare il propriodebito, di modo che i contribuenti dell’eurozona non avessero dovutopompare altri trilioni in questo regime di istituzioni zombie cheun’altra volta saranno considerate troppo grandi per fallire?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Ma la gigantesca operazione direflazione di Draghi è solo uno dei tanti problemi del LTRO. Un altro èdato dal fatto che lo stock di collaterali delle banche stacostantemente diminuendo, e ciò renderà sempre più difficile alla BCEprestare alle banche in difficoltà a febbraio quando la fase 2 (stimatain 400 miliardi di euro) verrà abbandonata.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Ma, davvero? Ciò vorrebbe dire che lebanche non hanno né soldi né collaterali decenti, e che il modernosistema bancario è solo un gioco delle tre carte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Effettivamente, è un gioco delle trecarte. Vedete, le banche stanno prendendo in prestito mucchi di denarocon lo stesso collaterale più e più volte. Viene definitareipotecazione e, in alcuni casi, è perfettamente legale. Ma nasce unproblema nei cicli di &lt;i&gt;deleveraging&lt;/i&gt; quando il valore degli &lt;i&gt;asset&lt;/i&gt; finanziari in cassaforte non corrisponde a quello presente in bilancio. E poi...? Come indicato dal blog del &lt;i&gt;Financial Times&lt;/i&gt;, FT Alphaville: "Le banche possono facilmente esaurire i collaterali, e, in presenza di questo contesto, fallire (Dexia!)." (“&lt;i&gt;Death sanitised through credit&lt;/i&gt;", FT Alphaville)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Tutto questo fa sorgere dei dubbi sull'efficacia dell’imminente Fase 2 dell’&lt;i&gt;LTRO&lt;/i&gt;. Ci sono, dopo tutto, limiti anche per il grado di fetecchie che la BCE possa accettare per concedere prestiti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Ci sono anche altri problemi con l’&lt;i&gt;LTRO&lt;/i&gt;, come il fatto che stia poggiando su di sé tutto il sistema, sostituendo lo stato con le banche. Come è riuscito a farlo?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Fornendo alle banche garanzieimplicite sul loro debito, mentre le obbligazioni sovrane hanno persoil sostegno generalizzato della BCE, portando così il debito statale allivello di un’obbligazione &lt;i&gt;junk&lt;/i&gt;. Ciò è avvenuto perché Draghiha segnalato al mercato che la BCE AGIRÀ da prestatore di ultimaistanza per le banche, ma non per gli stati membri. Quindi, irendimenti sulle obbligazioni governative sono saliti, mentre quellisui debiti bancari sono calati. Ovviamente, ciò ha messo pressione suibilanci statali proprio quando i &lt;i&gt;deficit&lt;/i&gt; continuano a esplodere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Chiedetevi questo: in che razza dimondo idiota viviamo quando gli istituti privati che agiscono perprofitto (come le banche) possono prendere soldi in prestito a un tassopiù conveniente rispetto agli stati? Lo stato assume decine di migliaiadi lavoratori, fornisce programmi per lo stato sociale, per la polizia,per l’istruzione, la disoccupazione, per la salute e i servizi allapersona, la sicurezza, eccetera, e opera nell’interesse del pubblico, einvece – sotto il regime di Draghi – i banchieri senza scrupoli possonoprendersi dalle banche centrali risorse illimitate a un tassopreferenziale. Me lo spiegate?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Chiaramente, questo è ciò che accadequando le nazioni rinunciano al potere di stampare la propria valuta.Perdono la capacità di controllare il proprio destino. E tutto questocrea una falla che consente alle élite finanziarie di penetrare e diafferrare le leve del controllo politico-economico, quello che ora staavvenendo. La grande finanza ha preso possesso dell'Europa e stafacendo esattamente quello che la grande finanza fa ovunque, ovvero stasmantellando sistematicamente le istituzioni che offrono curesanitarie, le pensioni e la sicurezza lavorativa a milioni dilavoratori comuni, riducendo grosse fette della popolazione a unamiseria nera e abbietta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Non è questa la tattica? Non è ciò che il losco Maestro Italiano ha davvero in mente?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Un'ultima cosa: il &lt;i&gt;LTRO &lt;/i&gt;non haun meccanismo di trasmissione. In altre parole, non c’è modo diconvogliare la liquidità che si sta formando nel sistema bancario nellavera economia. Si è piazzata lì, come è successo con i trilioni didollari di riserve del sistema bancario statunitense.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Quindi il prodigo regalo da 500miliardi di euro di Draghi non verrà investito in edilizia residenzialeo per costruire nuove fabbriche o per sviluppare nuovi farmaci oveicoli più efficienti dal punto di vista energetico. Infatti, nonverranno assolutamente allocati in una qualsiasi attività di formazionesociale. Invece, verrà utilizzata allo stesso modo in cui le banchestatunitensi usarono i 700 miliardi di dollari del TARP o i 1,25trilioni di dollari dal primo giro di &lt;i&gt;QE&lt;/i&gt;; turbo-addebitando &lt;i&gt;asset&lt;/i&gt;rischiosi e mandando le azioni nella stratosfera per un anno o due. Equesto renderà gli ombrosi compari investitori di Draghi davvero feliciperché potranno rastrellare profitti record dalle azioni, mentre ilresto dell'Europa languirà in una mini-Depressione prolungata.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;**********************************************&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Fonte: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.counterpunch.org/2012/01/27/draghis-489-billion-euro-fakery/"&gt;&lt;span style="color: #333399; font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Draghi’s 489 Billion Euro Fakery&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;26.01.2012&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Traduzione per &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.comedonchisciotte.org/site/"&gt;&lt;span style="color: #333399; font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;&lt;u&gt;www.comedonchisciotte.org&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt; a cura di SUPERVICE&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4395420074814187943-6989234739868704172?l=sadefenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenza.blogspot.com/feeds/6989234739868704172/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4395420074814187943&amp;postID=6989234739868704172' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/6989234739868704172'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/6989234739868704172'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenza.blogspot.com/2012/01/la-truffa-da-489-miliardi-di-euro-di.html' title='LA TRUFFA DA 489 MILIARDI DI EURO DI DRAGHI'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4395420074814187943.post-6120405770803355461</id><published>2012-01-28T20:48:00.004+01:00</published><updated>2012-01-28T22:04:58.530+01:00</updated><title type='text'>La Triplice Intesa Eurasiatica: Toccate l'Iran e sentirete la Russia e la Cina</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-beFs3GQWoSY/TyRKbD9qrOI/AAAAAAAABNs/reEdy7HvPps/s1600/28896.jpeg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="256" src="http://4.bp.blogspot.com/-beFs3GQWoSY/TyRKbD9qrOI/AAAAAAAABNs/reEdy7HvPps/s400/28896.jpeg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="color: red;"&gt;&lt;b&gt;by  Mahdi Darius  Nazemroaya&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.strategic-culture.org/"&gt;&lt;b&gt;http://www.strategic-culture.org&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Nonostante le aree didifferenza e la rivalità tra Mosca e Teheran,&amp;nbsp; i legami russo-iranianisi rafforzano. Sia la Russia che l’Iran hanno molto in comune. Sonoentrambi grandi esportatori di energia, hanno interessi profondamenteradicati nel Caucaso meridionale, si oppongono allo scudo missilisticodella NATO e desidera tenere alla larga gli Stati Uniti e l’Unioneeuropea dal controllo dei corridoi energetici nel bacino del MarCaspio. Mosca e Teheran condividono anche molti alleati, dall’Armenia,Tagikistan e Bielorussia a Siria e Venezuela. Ma sopra ogni cosa,entrambe le repubbliche sono anche i due principali obiettivigeo-strategici di Washington.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;img border="0" height="296" src="http://www.globalresearch.ca/articlePictures/ahmadinejad-medvedev.jpg" style="height: 294px; width: 396px;" width="450" /&gt;&amp;nbsp; &lt;img border="0" height="300" src="http://www.globalresearch.ca/articlePictures/Outin-Ahmadinejad.jpg" width="400" /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img border="0" height="302" src="http://www.globalresearch.ca/articlePictures/Iranian%20Russian%20FMs.jpg" style="height: 343px; width: 518px;" width="527" /&gt;&amp;nbsp; &lt;img border="0" height="344" src="http://www.globalresearch.ca/articlePictures/ahmadinejad-medvedev-june09.jpg" width="268" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;b&gt;La Triplice Intesa Eurasiatica e il valore dell’Iran per la Russia e la Cina&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Conl’inclusione dei cinesi, la Federazione Russa e l’Iran sono ampiamenteconsiderati alleati e partner. Insieme la Federazione della Russia, laRepubblica Popolare cinese e la Repubblica islamica dell’Iran formanouna barriera contro gli Stati Uniti. I tre lo formano questo unatriplice alleanza, il nucleo di una coalizione eurasiatica che resisteall’invasione di Washington dell’Eurasia e alla ricerca degli USAall’egemonia globale. I cinesi affrontano soprattutto l’invasione degliStati Uniti nell’est asiatico e nel Pacifico, gli iraniani affrontanosoprattutto l’invasione degli Stati Uniti nell’Asia sud-occidentale, ei russi l’invasione degli Stati Uniti dell’Europa orientale. Tutti etre gli stati devono affrontare l’invasione degli Stati Uniti in Asiacentrale e sono diffidenti nei confronti della presenza militare USA eNATO in Afghanistan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Iran può essere caratterizzato come unperno&amp;nbsp; geo-strategico. L’intera equazione geo-politica in Eurasiacambierà in base all’orbita politico dell’Iran. Se l’Iran dovesseallearsi con gli Stati Uniti e diventare ostile a Pechino e Mosca,potrebbe seriamente destabilizzare la Russia e la Cina e devastareentrambe le nazioni. Ciò sarebbe dovuto ai suoi legamietnico-culturali, linguistici, economici, religiosi e geo-politici dalCaucaso all’Asia centrale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Iran potrebbe anche diventare ilpiù grande canale per l’influenza e l’espansione degli Stati Uniti nelCaucaso e in Asia centrale, perché l’Iran è la porta verso il ventremolle meridionale della Russia (o “estero vicino”) nel Caucaso enell’Asia centrale. In tale scenario, la Russia come corridoioenergetico verrebbe effettivamente sconvolta e sfidata, mentre&amp;nbsp;Washington sbloccherebbe il potenziale iraniano come corridoioenergetico primario per il Mar Caspio e sostenitore delle pipelineiraniane. Parte del successo della Russia come via di transitodell’energia è dovuta agli sforzi statunitensi d’indebolire l’Iran,impedendo il transito dell’energia attraverso il territorio iraniano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sel’Iran cambiasse campo, anche l’economia e la sicurezza nazionalecinesi sarebbe tenute in ostaggio per due motivi. La sicurezzaenergetica cinese sarebbe minacciata direttamente per via del fatto chele riserve energetiche iraniane non sarebbero più sicure e sarebberosoggette agli interessi geopolitici degli USA. Inoltre, l’Asia centralepotrebbe anche ri-orientare la sua orbita se Washington dovesse aprireun canale diretto al mare aperto attraverso l’Iran.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così, sia laRussia che la Cina vogliono una alleanza strategica con l’Iran, comemezzo per parare l’invasione&amp;nbsp; geo-politica di Washington. La “FortezzaEurasia” sarebbe vulnerabile senza l’Iran. Questo è il motivo per cuiné la Russia né la Cina potrebbero mai accettare una guerra control’Iran.&amp;nbsp; Se Washington dovesse trasformare l’Iran in un cliente, allorala Russia e la Cina sarebbero in pericolo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;b&gt;Fraintendere&amp;nbsp; il sostegno di Cina e Russia alle sanzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;C’èun grande fraintendimento sul passato sostegno russo e cinese allesanzioni ONU contro l’Iran. Anche se Pechino e Mosca permisero che lesanzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite passasserocontro il loro alleato iraniano, lo hanno fatto per motivi strategicivolti a mantenere l’Iran al di fuori dell’orbita di Washington. Inrealtà, per gli Stati Uniti sarebbe assai meglio cooptare Teheran comepartner satellitare o minore, che correre rischi inutili e azzardati diuna vera e propria guerra contro gli iraniani. Il sostegno russo ecinese alle passate sanzioni hanno consentito che una più ampiafrattura emergesse tra l’Iran e Washington. A questo proposito, larealpolitik è all’opera. Mentre le tensioni irano-statunitensiaumentano, le relazioni dell’Iran con la Russia e la Cina diventano piùstrette e l’Iran consolida sempre più il suo campo con Mosca e Pechino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Russiae Cina non avrebbero mai sostenuto delle sanzioni paralizzanti oqualsiasi forma di embargo economico, che potessero minacciare lasicurezza nazionale iraniana. Questo è il motivo per cui sia la Cinache la Russia hanno rifiutato di essere costrette da Washington aunirsi alle sue nuove sanzioni unilaterali del 2012. I russi hannoanche messo in guardia l’Unione europea dall’essere la pedina diWashington, perché sono autolesionistici nel giocare secondo gli schemidegli Stati Uniti. A questo proposito, la Russia ha commentato i pianiimpraticabili e praticamente inefficaci dell’UE per un embargopetrolifero contro l’Iran. Teheran ha anche fatto simili ammonimenti eha respinto l’embargo petrolifero dell’UE come una tattica psicologicache è destinata a fallire.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;b&gt;La cooperazione russo-iraniana nella sicurezza e nel coordinamento strategico&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Nell’agosto2011, il capo del Consiglio supremo di sicurezza nazionale dell’Iran,il segretario generale Saaed (Said) Jalili, e il capo del ConsiglioNazionale di Sicurezza della Federazione Russa, il segretario NikolajPlatonovich Patrushev, si incontravano a Teheran per parlare delprogramma energetico nucleare iraniano e della cooperazione bilaterale.La Russia ha voluto aiutare l’Iran ha respingere le nuove accuse concui Washington si stava preparando ad attaccare l’Iran. Poco dopoPatrushev e il suo team russo sono giunti a Teheran, il ministro degliesteri iraniano, Ali Akbar Salehi, sarebbe volato a Mosca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelsettembre 2011 sia Jalili che Patrushev si sarebbero incontrato dinuovo, ma questa volta in Russia. Jalili dovrebbe andare a Mosca e poiattraversare gli Urali per recarsi nella città russa di Ekaterinburg.L’incontro di Ekaterinburg tra i due ha avuto luogo a margine di unvertice sulla sicurezza internazionale, ed è stato importante, perché èstato annunciato che i vertici degli enti di sicurezza nazionale diMosca e Teheran si sarebbero d’ora in poi coordinati, organizzandoriunioni regolari, e un protocollo è stato firmato da entrambi asostegno di ciò. A Ekaterinburg, sia Jalili che Patrushev hanno anchetenuto riunioni con la loro controparte cinese, Meng Jianzhu. Ilrisultato della riunione sarebbe che Jalili e Jianzhu richiederebberomisure analoghe da adottare da parte dei consigli di sicurezzanazionale dell’Iran e della Cina. Cinesi e iraniani avrebbero ancheeffettuato degli appelli per l’istituzione di un consiglio di sicurezzasovranazionale all’interno del Consiglio della Shanghai CooperationOrganization, per affrontare le minacce comuni a Pechino, Teheran,Mosca e del resto dell’organizzazione eurasiatica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sempre nelsettembre 2011, Dmitrij Rogozin, l’inviato russo presso la NATO, haannunciato che avrebbe visitato Teheran nel prossimo futuro per parlaredel progetto dello scudo missilistico della NATO, a cui sia il Cremlinoche l’Iran si oppongono; e subito compariva un articolo che affermavache la Russia, Iran e Cina stamno progettando la creazione di uno scudomissilistico congiunto. Rogozin, che nell’agosto 2011 aveva avvertitoche la Siria e lo Yemen sarebbero stati attaccati per poter avviare ilconfronto con Teheran, avrebbe risposto agli articoli confutandopubblicamente i piani per la creazione di un programma per uno scudomissilistico congiunto sino-russo-iraniano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mese seguente,nell’ottobre del 2011, i ministeri degli affari esteri di Russia edell’Iran annunciavano che avrebbero ampliato i legami in tutti icampi. Poco dopo, nel novembre 2011, l’Iran e la Russia hanno firmatoun accordo di cooperazione e di partnership strategica tra i lororispettivi più importanti enti di sicurezza riguardanti economia,politica, sicurezza, intelligence e coordinamento. Questo era statoanticipato da un documento su cui russi e iraniani stavano lavorando datempo. L’accordo è stato firmato a Mosca dal segretario generale delConsiglio supremo di sicurezza dell’Iran, Ali Bagheri (Baqeri), e dalSottosegretario del Consiglio di Sicurezza Nazionale della Russia,Evgenij Lukjanov.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel novembre 2011, il capo del Comitato pergli affari internazionali della Duma russa, Konstantin Kosachev, avevaanche annunciato che la Russia deve fare tutto il possibile perimpedire un attacco al vicino Iran. Alla fine di novembre 2011 è statoanche annunciato, ancora una volta, che Dmitrij Rogozin avrebbesicuramente visitato sia Teheran che Pechino nel 2012. E’ statorivelato che Rogozin e un team di funzionari russi sarebbero andati inIran e in Cina per delle discussioni strategiche sulle strategiecollettive contro le minacce comuni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img border="0" height="321" src="http://www.globalresearch.ca/articlePictures/Patrushev-Jalili.jpg" style="height: 311px; width: 502px;" width="546" /&gt;&amp;nbsp; &lt;img border="0" height="293" src="http://www.globalresearch.ca/articlePictures/Russia%20Iran%20meeting.jpg" style="height: 311px; width: 403px;" width="384" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;b&gt;La Sicurezza Nazionale della Russia e quella dell’Iran sono legate&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Il 12 gennaio 2012, Nikolaj Patrushev ha detto ad &lt;i&gt;Interfax&lt;/i&gt;che temeva che una grande guerra stesse per esplodere e che Tel Avivstesse spingendo gli Stati Uniti ad attaccare l’Iran. Ha respinto lepretese che l’Iran stia fabbricando clandestinamente delle arminucleari e ha detto che per anni il mondo aveva sempre sentito dire adnauseam che l’Iran avrebbe avuto la bomba atomica la settimanaprossima. I suoi commenti sarebbero stati seguiti da un terribileavvertimento da Dmitrij Rogozin.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 13 gennaio 2012, Rogozin,che il Cremlino annunciava sarebbe diventato viceprimo ministro russo,ha dichiarato che qualsiasi tentativo di intervento militare control’Iran sarebbe una minaccia alla sicurezza nazionale della Russia. Inaltre parole, un attacco a Teheran è un attacco a Mosca. Nel 2007,Vladimir Putin aveva sostanzialmente detto la stessa cosa, quando era aTeheran per un vertice sul Mar Caspio, provocando allarme presso GeorgeW. Bush Jr., avvertendo che la Terza Guerra Mondiale avrebbe potutoscoppiare per l’Iran. L’affermazione di Rogozin è semplicemente unadichiarazione di ciò che è stata la posizione della Russia per tuttoquesto tempo: se l’Iran dovesse cadere, la Russia sarebbe in pericolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Iranè un obiettivo dell’ostilità degli Stati Uniti, non solo per le suevaste riserve di energia e&amp;nbsp; risorse naturali, ma a causa di importanticonsiderazioni geo-strategiche che lo rendono un trampolino di lanciostrategico contro la Russia e la Cina. Le strade per Mosca e Pechinopassano per Teheran, così come la strada per Teheran passa per Damasco,Baghdad e Beirut. Né gli USA vogliono controllare il petrolio e il gasiraniani per mere ragioni economiche o di consumo. Washington vuolemettere la museruola alla Cina attraverso il controllo della sicurezzaenergetica cinese e vuole che le esportazioni energetiche iranianesiano scambiate in dollari USA, per assicurare l’uso continuo deldollaro nelle transazioni internazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, l’Iran hastipulato&amp;nbsp; accordi con partner commerciali come la Cina e l’India, incui le transazioni commerciali non avranno luogo con gli euro o idollari statunitensi. Nel gennaio 2012, sia russi che gli iranianihanno sostituito il dollaro con le loro monete nazionali,rispettivamente il rublo russo e il rial iraniano, nei loro scambibilaterali. Questo è un duro colpo economico e finanziario negli StatiUniti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img border="0" src="http://www.globalresearch.ca/articlePictures/Iranian%20and%20Russian%20Presidents.jpg" /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;img border="0" height="273" src="http://www.globalresearch.ca/articlePictures/Rogozin.jpg" width="482" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;b&gt;La Siria è al centro delle preoccupazioni sulla sicurezza nazionale dell’Iran e della Russia&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Russia,Cina e Iran supportano fermamente la Siria. L’assedio diplomatico edeconomico contro la Siria è legato alla posta geo-politica in gioco peril controllo dell’Eurasia. L’instabilità in Siria è legataall’obiettivo di combattere l’Iran e, infine, di trasformarlo in unpartner degli Stati Uniti contro Russia e Cina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cancellato o ritardato dispiegamento di migliaia di truppe statunitensi in Israele per &lt;i&gt;Austere&lt;/i&gt; &lt;i&gt;Challenge 2012&lt;/i&gt;,era volto a far aumentare la pressione contro la Siria. Sulla base diframmenti di un rapporto di Voce della Russia, i media russi hannoriferito erroneamente che &lt;i&gt;Austere Challenge 2012&lt;/i&gt; si sarebbetenuta nel Golfo Persico, venendo erroneamente ripresa dagli organi diinformazione di altre parti del mondo. Ciò ha contribuito ha mettere inevidenza il collegamento iraniano a spese di quelli siriano e libanese.Il dispiegamento delle truppe statunitensi era rivolto principalmentecontro la Siria, per isolare e contrastare l’Iran. Speculativamente, lacancellazione o il ritardo delle esercitazioni missilisticheisraelo-statunitensi comprendevano probabilmente attacchi con missili erazzi non solo dall’Iran, ma anche da Siria, Libano e Territoripalestinesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A parte i suoi porti navali in Siria, la Russia nonvuole vedere la Siria utilizzata per re-indirizzare i coordinatorienergetici del bacino del Caspio e del bacino del Mediterraneo. Se laSiria dovesse cadere, tali rotte verrebbero sincronizzati in modo dariflettere la nuova realtà geo-politica. A spese dell’Iran, l’energiadal Golfo Persico potrebbe anche essere dirottata verso il Mediterraneoattraverso Libano e Siria, nel Levante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img border="0" height="351" src="http://www.globalresearch.ca/articlePictures/Syrian%20Defence%20Minister%20visiting%20Russian%20warship.jpg" width="522" /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;img border="0" height="351" src="http://www.globalresearch.ca/articlePictures/Iran%20Syria.jpg" width="459" /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Mahdi Darius Nazemroaya&lt;/b&gt; è un sociologo e un autore pluripremiato. È ricercatore associato presso il &lt;b&gt;Centre for Research on Globalization&lt;/b&gt;(CRG), Montreal. È specializzato sul Medio Oriente e l'Asia centrale.E' stato collaboratore e ospite sul più vasto Medio Oriente in numerosiprogrammi e reti internazionali come Al Jazeera, Press TV, teleSUR&amp;nbsp;eRussia Today. Nazemroaya è stato anche testimone della "primaveraaraba" in azione nel Nord Africa. Mentre era in Libia durante lacampagna di bombardamenti della NATO, ha relazionato da Tripoli perdiversi media. Ha inviato dispacci dai punti chiave della Libia perGlobal Research ed è stato inviato speciale per il programmainvestigativo della &lt;b&gt;Flashpoints&lt;/b&gt;, trasmesso da Berkeley, California. I suoi scritti sono stati pubblicati in oltre dieci lingue.&amp;nbsp;Scrive anche per &lt;b&gt;Strategic Culture Foundation&lt;/b&gt; (SCF) a Mosca, Russia.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Traduzione di &lt;b&gt;Alessandro Lattanzio&lt;/b&gt; -&amp;nbsp;23 gennaio 2011:&lt;br /&gt;Testo originale in inglese -&amp;nbsp;&lt;b&gt;Strategic Culture Foundation&lt;/b&gt; - 22 gennaio 2011: &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;a href="http://the%20eurasian%20triple%20entente/pview/2012/01/22/eurasian-triple-entente-touch-iran-war-hear-russia-china.html"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;The Eurasian Triple Entente:&amp;nbsp;Touch Iran in a War, You Will Hear Russia and China.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Ripubblicazione è gradita con riferimento alla rivista on-line della &lt;b&gt;Strategic Culture Foundation&lt;/b&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ripubblicazione è gradita con riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4395420074814187943-6120405770803355461?l=sadefenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenza.blogspot.com/feeds/6120405770803355461/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4395420074814187943&amp;postID=6120405770803355461' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/6120405770803355461'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/6120405770803355461'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenza.blogspot.com/2012/01/la-triplice-intesa-eurasiatica-toccate.html' title='La Triplice Intesa Eurasiatica: Toccate l&apos;Iran e sentirete la Russia e la Cina'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-beFs3GQWoSY/TyRKbD9qrOI/AAAAAAAABNs/reEdy7HvPps/s72-c/28896.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4395420074814187943.post-8326253326398051676</id><published>2012-01-25T19:46:00.001+01:00</published><updated>2012-01-25T19:48:53.833+01:00</updated><title type='text'>L’arte della guerra : I moderni tagliatori di teste</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;br /&gt;by &lt;b style="color: red;"&gt;Manlio Dinucci&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&amp;amp;aid=28850"&gt;&amp;nbsp;globalresearch.ca&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div align="justify" class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;img border="0" src="http://www.globalresearch.ca/coverStoryPictures2/28850.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;Comedono emblematico della rinnovata «amicizia italo-libica», ad opera deinuovi governi dei due paesi, il premier Mario Monti ha riportato inLibia la testa di Domitilla, che qualcuno aveva rubato vent’anni fadecapitando un’antica statua. Di teste tagliate, Monti in effetti se neintende.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di ricevere l’investitura dal presidente Napolitano, hafatto parte per anni della banca statunitense Goldman Sachs, le cuispeculazioni (tra cui la truffa dei mutui subprime) hanno provocatotagli di posti di lavoro e di vite umane (con l’aumento dei prezzi deicereali).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come consulente, scrive Le Monde, egli aveva «l’incarico diapritore di porte, per sostenere gli interessi della Goldman Sachs neicorridoi del potere in Europa». Interessi non solo economici mapolitici: i padroni della banca fanno parte della onnipotente élitefinanziaria, organizzata quale governo ombra transnazionale, nelle cuistanze segrete si decidono non solo le grandi operazioni speculative,come l’attacco all’euro, ma anche quelle miranti a sostituire ungoverno con un altro più utile. È qui che è stato deciso di far caderepolicamente la testa di Berlusconi: un affarista molto utile per losmantellamento della cosa pubblica e le «liberalizzazioni», resosi peròinviso per i suoi accordi economici con la Libia di Gheddafi e laRussia di Putin.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Divenuto scomodo quando, come rivela il WashingtonPost, si è infuriato per la mossa della Francia di attaccare per primala Libia il 19 marzo, minacciando di togliere agli alleati l’uso dellebasi italiane. Richiamato dalla Clinton, è rientrato nei ranghi el’Italia, stracciato il trattato di non-aggressione con la Libia, hasvolto «con onore» il suo ruolo nella guerra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò non ha però salvatoBerlusconi: abbandonato e deriso dagli alleati, ha dovuto mettere luistesso la testa sotto la ghigliottina quando, con la regia del governoombra transnazionale, i «mercati» hanno minacciato di far crollare ilsuo impero economico. E in queste stesse stanze segrete è stato decisodi far cadere la testa di Gheddafi, materialmente, demolendo lo statoda lui costruito e assassinandolo.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Non a caso la guerra è iniziata conl’assalto ai fondi sovrani, almeno 170 miliardi di dollari che lo statolibico aveva investito all’estero, grazie ai proventi dell’exportpetrolifero che affluivano per la maggior parte nelle casse statali,lasciando ristretti margini alle compagnie straniere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fondi investitisempre più in Africa, per sviluppare gli organismi finanziaridell’Unione africana (la Banca di investimento, il Fondo monetario e laBanca centrale) e creare il dinaro d’oro in concorrenza al dollaro.Progetto smantellato con la guerra, decisa, prima che dai governiufficiali, dal governo ombra di cui fa parte la Goldman Sachs.&lt;br /&gt;Nellaquale oggi non ha più, formalmente, alcun incarico quel Mario Montiche, in veste di capo del governo italiano, è sbarcato a Tripoli,accompagnato dall’ammiraglio Di Paola, oggi ministro della difesa, che,come presidente del Comitato militare della Nato, ha svolto un ruolo diprimo piano nella guerra alla Libia. Hanno portato in dono la testa diDomitilla a un «governo» creato artificiosamente dalla Nato, con ilcompito di tagliare (materialmente) le teste di quanti vogliono unaLibia indipendente dal nuovo colonialismo.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Manlio  Dinucci is a frequent contributor to Global Research.&lt;/i&gt; &amp;nbsp;&lt;a href="http://www.globalresearch.ca/index.php?context=listByAuthor&amp;amp;authorFirst=Manlio&amp;amp;authorName=Dinucci"&gt;&lt;i&gt;Global Research Articles by Manlio  Dinucci&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4395420074814187943-8326253326398051676?l=sadefenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenza.blogspot.com/feeds/8326253326398051676/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4395420074814187943&amp;postID=8326253326398051676' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/8326253326398051676'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/8326253326398051676'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenza.blogspot.com/2012/01/larte-della-guerra-i-moderni-tagliatori.html' title='L’arte della guerra : I moderni tagliatori di teste'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4395420074814187943.post-2595342388106064874</id><published>2012-01-24T15:34:00.003+01:00</published><updated>2012-01-24T19:12:33.300+01:00</updated><title type='text'>Il cibo come merce</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial,sans-serif; font-size: 11px;"&gt;Per concessione di&lt;a href="http://www.blogger.com/goog_659457835"&gt;&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: red;"&gt;Resistenze&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial,sans-serif; font-size: 11px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial,sans-serif; font-size: 11px;"&gt;&lt;a href="http://www.resistenze.org/" style="color: #a97453; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 11px; text-align: center; text-decoration: none;" target="_blank"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial,sans-serif; font-size: 11px;"&gt;Fonte:&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial,sans-serif; font-size: 11px;"&gt;&lt;a href="http://monthlyreview.org/2012/01/01/food-as-a-commodity" style="font-family: Arial,sans-serif; font-size: 11px; text-align: center; text-decoration: none;" target="_blank"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: red;"&gt;http://monthlyreview.org/2012/01/01/food-as-a-commodity&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: red;"&gt;FRED MAGDOFF&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: red;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial,sans-serif; font-size: 11px;"&gt;&lt;a href="http://monthlyreview.org/2012/01/01/food-as-a-commodity" style="color: #a97453; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 11px; text-align: center; text-decoration: none;" target="_blank"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;Il cibo soddisfa uno dei bisogni umani basilari. L'accesso stabile a una dieta equilibrata è fondamentale sia per la crescita che lo sviluppo dei giovani, così come per la salute nel corso di tutta la vita. Anche se il cibo è in linea generale abbondante, la malnutrizione è ancora comune. La contraddizione tra la disponibilità di abbondanti scorte di cibo a livello mondiale e la malnutrizione e la fame diffusa, deriva principalmente dal considerare i prodotti alimentari alla stregua di qualsiasi merce.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;Per molti millenni dall'origine della nostra specie, gli esseri umani sono stati cacciatori e raccoglitori, un'esistenza che si potrebbe pensare fragile. Tuttavia, a giudicare da evidenze archeologiche, corroborate da esempi recenti, i cacciatori e raccoglitori in genere hanno seguito una dieta varia che ha fornito una nutrizione adeguata. Per esempio, gli studi nei decenni 1960 e '70 sui Kung dell'Africa meridionale, raccoglitori per letteralmente migliaia di anni, dimostrano che, nonostante mangiassero la carne che cacciavano, traevano circa i due terzi del loro nutrimento da una base vegetale - noci (per oltre un terzo del consumo calorico), frutta, radici e bacche - con un apporto di circa 2.400 calorie al giorno. I gruppi di cacciatori-raccoglitori erano egualitari e tutti partecipavano all'approvvigionamento del cibo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;L'agricoltura, che si è sviluppata tra i 7 e 10.000 anni fa, ha procurato le eccedenze alimentari che hanno consentito lo sviluppo delle città e l'affermazione delle civiltà e delle gerarchie connesse (agricoltori, artigiani, sacerdoti, re, guerrieri, scribi e altri funzionari). Ma il solo fatto che esistesse un surplus alimentare non implicava che le persone fossero meglio nutrite dei cacciatori-raccoglitori. Di fatto, si pensa che la dipendenza in particolare dai cereali per l'apporto calorico a scapito della grande varietà di alimenti disponibili nelle diete dei cacciatori-raccoglitori, abbia causato il detrimento della salute dei primi agricoltori - come indicato dalla riduzione della statura rispetto quella dei cacciatori-raccoglitori. In queste società agricole le eccedenze alimentari erano destinate principalmente alle classi produttive non agricole. Nella maggior parte delle società agricole pre-capitaliste vi erano molti più produttori rispetto alle classi non-produttive.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;In alcuni imperi antichi, i tributi assumevano la forma del cibo spedito a lunghe distanze dal luogo di produzione. Il Nord Africa, per esempio, era il granaio di Roma. Gran parte della storia cinese fu impegnata nella costruzione di infrastrutture per immagazzinare e fornire cibo lontano dalle coltivazioni. Tuttavia, in gran parte del mondo (inclusa l'Europa feudale) il cibo veniva prodotto dai contadini e consumato dalle loro famiglie oppure se ne appropriavano le aristocrazie terriere su una base locale. I mercati esistenti scambiavano sul baratto e il commercio di cibo avveniva in natura, senza diventare merce.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;La situazione è cambiata con il capitalismo o la produzione di merci generalizzata. L'accumulazione senza fine di profitti, forza motrice del sistema capitalista, avviene attraverso la produzione di beni o servizi da vendere a un prezzo superiore ai costi di produzione. La produzione a scopo di vendita e di profitto, invece che per l'uso, è una caratteristica distintiva del capitalismo e sostanzialmente tutti gli scambi di materie prime avvengono sui mercati. Durante le prime fasi del capitalismo, quando la maggior parte delle persone viveva ancora e lavorava sul territorio, una parte significativa del cibo era prodotta per essere consumata a livello locale nelle aree rurali e non esisteva come merce. Tuttavia, gli agricoltori nei pressi delle città in crescita e/o prossimi ai trasporti via acqua iniziarono a spedire cibo ai centri urbani in fase di industrializzazione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;La natura del cibo come merce divenne più pronunciata quando il capitalismo crebbe e conquistò la maggior parte delle società del mondo. Le potenze imperiali imposero ai contadini delle loro colonie l'economia monetaria, estraendo da loro denaro anziché tasse in natura. La necessità di ottenere denaro per pagare le tasse avviò il processo per trasformare una parte del cibo prodotto in merci.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;La fase industriale del capitalismo determinò la diminuzione delle popolazioni rurali in Europa, Nord America e Giappone. La gente era costretta ad abbandonare la terra e cercare lavoro nelle città, trasferendosi nei centri urbani in crescita industriale. (Molti emigrarono dall'Europa al Nord America, Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica e altrove.) Lo sviluppo di canali, ferrovie e reti stradali ha permesso il trasporto su lunghe distanze di prodotti alimentari. I progressi nel trasporto via mare hanno peraltro notevolmente ridotto i costi del commercio internazionale dei prodotti alimentari.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;Quasi tutte le colture e gli animali allevati utilizzando scala e approccio dell'agricoltura industriale sono venduti come merci indistinte. Gli agricoltori vendono i loro raccolti agli acquirenti, che rivendono i prodotti grezzi da lavorare o che essi stessi trasformano in semilavorati, rivenduti poi alle industrie di trasformazione finale/confezionatrici, le quali vendono ai grossisti, che poi vendono ai rivenditori e che finalmente vendono il cibo al dettaglio. Quindi, gli agricoltori che producono la maggior parte del cibo per i paesi ricchi risultano del tutto separati dal pubblico che acquista i loro prodotti, non solo fisicamente, ma anche attraverso la lunga catena di intermediari tra aziende agricole e la tavola del consumatore. La meccanizzazione agricola ha aumentato la produttività del lavoro e affermato un minor numero di aziende agricole di più grandi dimensioni. Con l'applicazione dei metodi industriali per aumentare i raccolti e gli allevamenti, il settore che rifornisce l'agricoltura è cresciuto notevolmente, concentrandosi altamente, con relativamente poche aziende che producono e vendono macchine agricole, fertilizzanti, pesticidi e sementi. Il sistema alimentare industrializzato ha visto anche la concentrazione e la centralizzazione della produzione e del crescente potere dei monopoli. Per esempio, le grandi aziende delle "proteine" (animali) ora contrattano con gli agricoltori per la produzione di pollame e maiali in strutture di grandi dimensioni in brutali condizioni di sovraffollamento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;In effetti l'agricoltura, il miglioramento reale delle colture e degli animali, è solo una parte del sistema alimentare. La natura di merce di tutte le parti del settore agro-alimentare - forniture per la produzione, l'acquisto e la trasformazione dei prodotti agricoli, la vendita all'ingrosso e al dettaglio - implica che molti beni siano prodotti e venduti. L'agricoltura stessa è stata ridotta a una componente di un sistema più grande del business agro-alimentare, con molti piccoli agricoltori che negli Stati Uniti diventano sempre più di frequente, subappaltatori delle grandi società. Il settore delle forniture per l'agricoltura è stato uno degli ultimi settori dell'economia a passare attraverso la concentrazione della proprietà, portando a un numero ridotto di produttori di macchine agricole, aziende "agro-chimiche" (fertilizzanti e pesticidi) e aziende sementiere. Pochi colossi sono in grado di esercitare un potere quasi di monopolio. Uno degli sviluppi più recenti nel settore delle forniture per l'agricoltura è stata la creazione degli organismi transgenici (geneticamente modificati, o OGM). Il consolidamento del settore è stato stimolato dal maggior controllo esercitato sui prezzi (e sugli agricoltori), e oggi circa il 40% dell'intero mercato mondiale delle sementi è controllato da tre aziende: Monsanto, DuPont e Syngenta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;A livello globale c'è ancora una parte significativa di alimenti prodotti in piccole proprietà per uso personale o mercati locali in America Latina, Africa e Asia. Tuttavia, negli Stati Uniti, Europa occidentale e in Australia (e ora in Brasile, e anche più recentemente, in Argentina, Paraguay e Bolivia) le colture sono sempre più spesso impiantate in grandi fattorie altamente meccanizzate per la vendita sia nazionale che internazionale. La maggior parte di questi paesi promuovono attivamente la produzione su larga scala per l'esportazione, sia per ottenere valuta estera sia per aiutare la loro bilancia internazionale dei pagamenti.&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify" style="color: red; font-size: 18px; font-weight: bold;"&gt;&lt;b&gt;Implicazioni&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;Esiste una serie di importanti implicazioni sulla natura di merce della produzione, della trasformazione e del consumo alimentare. Nelle economie capitalistiche, come è noto, quasi tutte le imprese hanno lo scopo di produrre beni per la vendita, sia che il "prodotto" costituisca una necessità imprescindibile come il cibo e l'assistenza sanitaria, sia che costituisca un lusso, come un jet privato o una casa enorme. In misura sempre crescente gli elementi della natura, comprese le forniture di acqua e i geni della vita, vengono attratti sotto il controllo del privato con l'obiettivo di fare profitti, piuttosto che soddisfare i bisogni delle persone.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;Tuttavia, emerge una contraddizione fondamentale quando ogni bisogno basilare dell'uomo viene prodotto e venduto come merce, si tratti di cibo, di assistenza sanitaria, di acqua potabile o di un'abitazione. Il capitalismo produce naturalmente una stratificazione di ricchezza che comprende i disoccupati, i lavoratori poveri, una classe più abbiente, una classe media e un gruppo relativamente ristretto di individui molto ricchi. Gli strati bassi della società sono assolutamente essenziali per il buon funzionamento del sistema. Includono i membri di quello che Marx chiamava l'esercito di riserva, che consente un facile accesso al lavoro quando l'economia si espande e aiuta a mantenere i salari bassi, perché i lavoratori sono consapevoli che possono essere facilmente rimpiazzati (&lt;/span&gt;&lt;span style="color: red; font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://lnx.resistenze.org/serendipity/plugins/serendipity_event_fckeditor/fckeditor/editor/#a01" style="font-family: Georgia,Times,Georgia,serif; font-size: 16px; text-align: justify; text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;1&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;). Anche in un paese ricco come gli Stati Uniti, i numerosi disoccupati e i lavoratori a bassa retribuzione non possono permettersi il prezzo di tutto ciò di cui avrebbero bisogno per vivere: affitto, elettricità, trasporti (un irrazionale modello di sviluppo coniugato all'inadeguatezza dei mezzi pubblici, significa che l'auto diventa spesso necessaria per andare al lavoro), vestiti, cure mediche, cibo, ecc…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;&lt;img align="right" alt="" hspace="10" src="http://www.fns.usda.gov/snap/images/snap.gif" vspace="10" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;Dato che la povertà negli Stati Uniti non è miseria assoluta, i poveri a volte hanno delle opzioni: possono acquistare prodotti alimentari con un più o meno alto valore nutrizionale, saltare i pasti, ottenere buoni pasto (ora denominati SNAP, Supplemental Nutrition Assistance Program), o ricevere assistenza alimentare da enti di beneficenza. I poveri hanno in genere poco denaro per il cibo, dopo aver pagato l'affitto e le bollette. Nell'estate del 2011, circa 46 milioni di persone hanno ricevuto assistenza alimentare attraverso i programmi federali. Eppure, nonostante l'abbondanza di cibo, un reddito pro capite medio elevato e varie forme di assistenza, circa 50 milioni di persone negli Stati Uniti sono considerate a rischio di "sicurezza alimentare". Di questi, oltre 12 milioni di adulti e 5 milioni di bambini hanno un livello "molto basso" di sicurezza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;In alcune parti del Sud del mondo, naturalmente, le condizioni sono ben peggiori. La natura di merce degli alimenti determina livelli di prezzi superiori ai pochi mezzi di sussistenza di molte persone, determinando una mancanza di una nutrizione adeguata. Le Nazioni Unite stimano che ci sono quasi un miliardo di persone nel mondo che soffrono di malnutrizione. Ciò comporta gravi problemi di salute o la morte per milioni di persone. La privazione del cibo, anche se non determina una seria malnutrizione, costituisce una condizione molto grave. Quindi, il senso di ingiustizia associato all'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e alla disparità di accesso al cibo è stato un fattore determinante nelle rivolte nel mondo arabo nel corso dell'ultimo anno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;Poiché i prodotti alimentari sono merci e l'intero sistema è imperniato sull'accrescimento delle vendite per accumulare maggiori profitti, attorno al cibo fiorisce una massiccia industria pubblicitaria, soprattutto nel settore più redditizio degli alimenti trasformati. I cibi ad alto tasso calorico, ma a basso valore nutrizionale, come i cereali zuccherati per la colazione, sono sollecitati per i bambini. E poiché questi alimenti sofisticati sono relativamente poco costosi e disponibili nei supermercati economici in cui mancano spesso cibi di qualità superiore, come frutta e verdura, la natura di merce del cibo diventa parte integrante della spiegazione dell'aumento dell'obesità, soprattutto tra i poveri.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;Le colture alimentari possono avere usi diversi dal consumo umano. Possono essere trasformati in una varietà di forme: pane (focacce, tortillas), patatine, piatti surgelati pronti, pasta, gelati, ecc.. Il grano è comunemente elaborato per ottenere amido per uso industriale e zuccheri (ad alto contenuto di fruttosio). Una percentuale relativamente alta di mais e soia coltivata negli Stati Uniti è destinata all'alimentazione del pollame, dei maiali e delle vacche da carne e da latte (che, da un punto di vista ambientale, dovrebbero mangiare erba e foraggi). E sulla spinta di ridurre la dipendenza dalle importazioni di petrolio e di avere una fonte apparentemente più "verde" di combustibili liquidi, mais, soia, colza, canna da zucchero, olio di palma e di jatropha vengono coltivati per produrre etanolo o biodiesel (le colture non alimentari sono aumentate solo per produrre biocarburanti).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;&lt;img align="left" alt="" hspace="10" src="http://static.blogo.it/ecoblog/biocarburanti.jpg" vspace="10" /&gt;Negli Stati Uniti e in Europa, incentivi e aiuti statali incoraggiano la produzione delle colture alimentari e non alimentari, da utilizzare come materie prime per la produzione di biocarburanti. Questo spiega in buona parte i mercati ristretti e i prezzi alti del mais e delle oleaginose. Un rapporto della FAO dice: "Generando una nuova domanda di prodotti alimentari che possono garantire i paesi poveri e le popolazioni contro l'insicurezza alimentare, i biocarburanti industriali evidenziano la tensione tra una domanda potenzialmente illimitata (in questo caso per l'energia) e i vincoli di un mondo con risorse limitate." (&lt;/span&gt;&lt;span style="color: red; font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://lnx.resistenze.org/serendipity/plugins/serendipity_event_fckeditor/fckeditor/editor/#a02" style="font-family: Georgia,Times,Georgia,serif; font-size: 16px; text-align: justify; text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;2&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;) E' stata la ricerca di un altro mercato per il mais che ha indotto Dwayne Andreas, amministratore delegato della Archer Daniels Midland (ADM), azienda acquirente di grano per la trasformazione in cereali da foraggio conglomerato, a cercare influenza tra i politici e a finanziare generosamente entrambi i partiti, democratico e repubblicano. ADM è stato il principale sostenitore dell'industria di trasformazione del mais in etanolo e può ben essere considerato il fautore del regolamento che consente di mescolare una certa percentuale di etanolo con la benzina (in fase crescente dal 10 al 15 per cento).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;La natura di merce degli alimenti limita il suo accesso ai poveri. Pressioni del mercato e incentivi contribuiscono all'interscambiabilità delle colture alimentari chiave che possono essere utilizzate anche per gli animali o la produzione di combustibile, favoriscono la possibilità di impiantare colture per uso strettamente industriale invece che alimentare, se il prezzo è giusto, ed enormi accaparramenti e speculazioni sui prodotti agricoli (vedi sotto). La terra può essere utilizzata per coltivazioni con finalità diverse: il cibo per le persone, le colture alimentari che sono anche potenzialmente nutrizionali per gli animali e le materie prime industriali (cotone, jatrohpa, mais per fare lo zucchero o altri prodotti strettamente per gli animali). I prezzi di mercato orientano la produzione degli agricoltori. Quando i prezzi dell'etanolo aumentano, più terra va in mais per l'etanolo. Se aumentano i prezzi del cotone, una porzione maggiore di terra invece che coltivata a mais e soia, sarebbe coltivata a cotone. I prezzi di mercato guidano anche l'utilizzo finale di colture che hanno usi molteplici. Per esempio, i semi di soia possono diventare olio vegetale per uso umano, mangime per gli animali o essere convertiti in combustibile biodiesel. La necessità di nutrire gli affamati non entra nel calcolo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;Quando un paese povero (cosiddetto "in via di sviluppo") tenta di risolvere il suo problema alimentare soprattutto incoraggiando gli agricoltori a produrre di più, i raccolti abbondanti tendono a deprimere i prezzi, favorendo in tal modo l'accesso al cibo per i più poveri. Tuttavia, i prezzi bassi possono essere problematici per gli agricoltori, molti dei quali sono essi stessi poveri. Questo è successo recentemente in Zambia, dove "la produzione di massa può far crollare i prezzi. Gli agricoltori più piccoli, che sono i meno produttivi, soffrono doppiamente producendo poco e venendo pagati una miseria per il raccolto." (&lt;/span&gt;&lt;span style="color: red; font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://lnx.resistenze.org/serendipity/plugins/serendipity_event_fckeditor/fckeditor/editor/#a03" style="font-family: Georgia,Times,Georgia,serif; font-size: 16px; text-align: justify; text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;3&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;) Così, i raccolti straordinari nell'agricoltura capitalista tendono a favorire i grandi agricoltori, specialmente quelli che utilizzano le tecnologie più avanzate, come l'irrigazione e i fertilizzanti, che contribuiscono a produrre a rendimenti elevati. Tuttavia, i prezzi bassi che ne derivano possono costringere un gran numero di piccoli agricoltori nella più profonda povertà, perché molto meno capaci di proteggere i loro raccolti dai capricci della natura e privi delle risorse finanziarie per affrontare le intemperie.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;&lt;img align="right" alt="" height="245" hspace="10" src="http://www.alternativasostenibile.it/archivio/2011/11/22/images/biocarburante.jpg" vspace="10" width="380" /&gt;È stata aggiunta una nuova dimensione al fenomeno del cibo come merce: l'ennesimo furto della terra, con capitali privati e fondi sovrani per l'acquisto o la locazione di terreni in Africa, Asia e America Latina per produrre cibo e biocarburanti per i mercati dei paesi d'origine degli investitori. (&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://lnx.resistenze.org/serendipity/plugins/serendipity_event_fckeditor/fckeditor/editor/#a04" style="color: red; font-family: Georgia,Times,Georgia,serif; font-size: 16px; text-align: justify; text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;4&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;) Come per il cibo, il fattore di base per la sua produzione, il terreno, diventa una merce, buona sia per la speculazione che per andare al miglior offerente. In molti paesi del Sud del mondo, i sistemi tradizionali di godimento della terra vengono messi da parte quando un terreno è acquistato o affittato a lungo termine da parte del capitale privato o da fondi sovrani. Lo scopo è far soldi o produrre cibo o carburante (jatropha o altre colture per combustibile) per i mercati "interni". Ciò comporta una ancor più rapida "deruralizzazione" poiché sempre più agricoltori sono spinti fuori dalle terre verso i quartieri poveri delle città che non hanno nulla da offrir loro. Si stima che circa 20 milioni di ettari (50 milioni di acri) sono stati venduti o sono in affitto a lungo termine verso nazioni e capitali stranieri. "In Africa lo chiamano furto di terra o nuovo colonialismo. Nazioni fameliche di assicurarsi il loro approvvigionamento alimentare - comprese Arabia Saudita, Emirati, Corea del Sud (il terzo importatore più grande al mondo di mais), Cina, India ed Egitto - sono in prima linea in una corsa frenetica per divorare i terreni agricoli di tutto il mondo, ma soprattutto nell'Africa, assetata com'è di liquidità." (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://lnx.resistenze.org/serendipity/plugins/serendipity_event_fckeditor/fckeditor/editor/#a05" style="color: red; font-family: Georgia,Times,Georgia,serif; font-size: 16px; text-align: justify; text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;5&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;"L'uso conveniente" di ogni merce è quello di ottenere il miglior prezzo, senza considerare le conseguenze sociali, ecologiche o umanitarie. Un piccolo esempio delle contraddizioni che nascono da quest'assioma è evidente nella crescita nel Nord America di un mercato per la quinoa, un cereale coltivato nelle Ande che è particolarmente nutriente grazie al suo equilibrio di aminoacidi. Gli agricoltori traggono benefici dall'aumento dei prezzi delle colture, ma allo stesso tempo, questo cibo tradizionale e nutriente sta diventando troppo costoso per le popolazioni locali. (&lt;/span&gt;&lt;span style="color: red; font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://lnx.resistenze.org/serendipity/plugins/serendipity_event_fckeditor/fckeditor/editor/#a06" style="font-family: Georgia,Times,Georgia,serif; font-size: 16px; text-align: justify; text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;6&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;Un'altra implicazione della natura di merce del cibo è che è sempre più soggetto alle variazioni dei prezzi speculativi. Le materie prime come i metalli e le colture alimentari sono diventati un obiettivo primario degli speculatori che preferiscono scommettere sulle variazioni di prezzo di prodotti tangibili, piuttosto che affidarsi completamente agli "strumenti finanziari". Il Chicago Board of Trade (CBOT, di proprietà del Chicago Mercantile Exchange), aperto nel 1848, è la più antica borsa merci. Durante la maggior parte della sua storia, il CBOT e le altre borse merci sono state utilizzate principalmente dagli operatori del settore: agricoltori, acquirenti e trasformatori di alimenti. Era un modo sano per proteggere l'azienda dalle intemperie del tempo e dalla concorrenza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;Ma con la finanziarizzazione dell'economia tutto è diventato un facile bersaglio per la speculazione, per cui il cibo e gli altri prodotti agricoli (così come altre materie prime) sono diventate oggetto di nuove scommesse. Con il cosiddetto "Commodity Futures Modernization Act", i mercati delle materie prime sono stati liberalizzati nel 2000 e sono stati sviluppati prodotti finanziari "strutturati" per consentire vari tipi di speculazione. Oltre alle&amp;nbsp;&lt;b&gt;scommesse&lt;/b&gt;sui singoli prodotti, i commodity index funds&amp;nbsp;&lt;b&gt;(fondi di investimento&amp;nbsp;&lt;/b&gt;in derivati legati a diverse merci, introdotti da Goldman Sachs) hanno iniziato a monitorare i prezzi delle materie prime. La quantità di denaro in questi fondi è aumentata da 13 miliardi di dollari nel 2003 a 317 miliardi di dollari nel 2008. Come manager di hedge fund statunitensi, Masters Mike ha spiegato: "Gli speculatori oggi hanno circa il 70% degli interessi aperti sui mercati delle&amp;nbsp;&lt;b&gt;materie prime&lt;/b&gt;. Dieci anni fa, controllavano all'incirca il 30% del mercato." (&lt;/span&gt;&lt;span style="color: red; font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://lnx.resistenze.org/serendipity/plugins/serendipity_event_fckeditor/fckeditor/editor/#a07" style="font-family: Georgia,Times,Georgia,serif; font-size: 16px; text-align: justify; text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;7&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;) Con così tanto denaro che scorre nei mercati dei&amp;nbsp;&lt;b&gt;beni alimentari&lt;/b&gt;, i prezzi sono guidati dagli aumenti speculativi. Questo, naturalmente, non significa che i prezzi delle materie prime siano destinati solo a salire, poiché oscillano secondo le condizioni economiche, i livelli delle scorte alimentari nel mondo, i raccolti, le voci e le mode. Ma la speculazione fa salire e scendere i prezzi in maggior misura e più velocemente, contribuendo di conseguenza alla fame per molti, a volte milioni, quando i prezzi sono a picco, e alla rovina dei piccoli produttori, quando i prezzi crollano.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;Quando il cibo, una necessità fondamentale per la salute umana e la sopravvivenza, attualmente prodotto in quantità sufficiente per sfamare tutti nel mondo in base a una dieta nutriente, è una merce, i risultati sono di norma la fame, la malnutrizione, le morti premature e le carestie, quando scarsi approvvigionamenti determinano prezzi eccezionalmente elevati. Vi sono esempi di agricoltori e di metodi alternativi organizzati dal pubblico di produrre cibo per le persone al posto del mercato, come ad esempio le Community Supported Agriculture (CSA), aziende in cui le persone acquistano (spesso su una scala mobile in base alle capacità di pagare) una quota della&lt;b&gt;produzione&lt;/b&gt;&amp;nbsp;durante la crescita, durante la stagione. Questi tipi di accordi tra gli agricoltori e il pubblico sono incoraggianti perché dimostrano un approccio alternativo al cibo. Tuttavia, l'unico modo per garantire che il cibo raggiunga tutte le persone in qualità e quantità sufficiente è di sviluppare un nuovo sistema che consideri l'alimentazione un diritto umano e non lo consideri una merce. Solo allora saremo in grado di soddisfare il motto: "&lt;i&gt;&lt;b&gt;Cibo per le persone, non per il profitto&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;."&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Note&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;1. Per una discussione sull'esercito riserva vedere Fred Magdoff e Harry Magdoff,&amp;nbsp;&lt;i&gt;Disposable Workers: Today’s Reserve Army of Labor&lt;/i&gt;,Monthly Review 55, no. 11 (2004): 18-35.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;2. Gruppo ad alto livello di esperti sulla Sicurezza Alimentare e sulla Nutrizione,&amp;nbsp;&lt;i&gt;Price volatility and food security&lt;/i&gt;, Comitato sulla sicurezza alimentare mondiale, Roma, luglio 2011, http://fao.org.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;3. Samuel Fromartz,&amp;nbsp;&lt;i&gt;The Production Conundrum&lt;/i&gt;, The Nation, 3 ottobre 2011, 20-22.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;4. Grain,&amp;nbsp;&lt;i&gt;The New Farm Owners: Corporate Investors and the Control of Overseas Farmland&lt;/i&gt;, in Fred Magdoff e Brian Tokar, eds,&amp;nbsp;&lt;i&gt;Agriculture and Food in Crisis: Conflict, Resistance, and Renewal&amp;nbsp;&lt;/i&gt;(New York: Monthly Review Press, 2010) .&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;5. Margareta Pagano,&amp;nbsp;&lt;i&gt;Land Grab: La Race for the World Farmland&lt;/i&gt;, The Independent, 3 maggio 2009, http://independent.co.uk.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;6. Simon Romero e Sarah Shahriari,&amp;nbsp;&lt;i&gt;Quinoa’s Global Success Creates a Quandary at Home&lt;/i&gt;, The New York Times, 19 marzo 2011, http://nytimes.com.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 16px;"&gt;7. Deborah Doane,&amp;nbsp;&lt;i&gt;As food speculators make money, the world’s poorest suffer&lt;/i&gt;, CNN Opinion, 22 giugno 2011, http://cnn.com.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4395420074814187943-2595342388106064874?l=sadefenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenza.blogspot.com/feeds/2595342388106064874/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4395420074814187943&amp;postID=2595342388106064874' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/2595342388106064874'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/2595342388106064874'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenza.blogspot.com/2012/01/il-cibo-come-merce.html' title='Il cibo come merce'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4395420074814187943.post-8135871431484728235</id><published>2012-01-22T16:24:00.001+01:00</published><updated>2012-01-22T16:28:28.815+01:00</updated><title type='text'>Cosa succede tra Israele e gli Stati Uniti?</title><content type='html'>&lt;h2&gt;&lt;cufon alt="Uniti?" class="cufon cufon-canvas" style="height: 28.8px; width: 72px;"&gt;&lt;cufontext&gt;&lt;/cufontext&gt;&lt;/cufon&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div class="post-content"&gt;&lt;div style="color: red;"&gt;&lt;b&gt;Dan Segre&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://blog.ilgiornale.it/dansegre/2012/01/20/cosa-sta-succedendo-tra-israele-e-gli-stati-uniti/"&gt;ilgiornale&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.esserecomunisti.it/wp-content/uploads/602-408-20120102_195255_D1382430.jpg"&gt;&lt;img alt="" class="alignright size-medium wp-image-38668" height="270" src="http://www.esserecomunisti.it/wp-content/uploads/602-408-20120102_195255_D1382430-300x203.jpg" title="602-408-20120102_195255_D1382430" width="400" /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://blog.ilgiornale.it/dansegre/2012/01/20/cosa-sta-succedendo-tra-israele-e-gli-stati-uniti/"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Lamanovra congiunta israelo americana denominata “Sfida austera 12″doveva essere la più importante nella storia delle relazioni militarifra i due paesi. Era stata programmata da oltre un anno e mezzo. Dovevaportare in Israele 9000 militari statunitensi, in gran partespecialisti di armi anti missili. All’inizio della settimana scorsa erastata confermata, poi, senza alcun avviso, il 15 gennaio scorso é statacancellata (e ipoteticamente rinviata alla primavera futura).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che si tratti di una nuova e grave crisi di rapporti fra i duealleati non c’é dubbio. Ma cosa l’ha prodotta? Una spiegazione di unportavoce del governo – il costo della manovra era troppo elevato perIsraele – ha fatto ridere la stampa. Il costo era stato calcolato eapprovato un anno e mezzo fa e gran parte delle spese sono state fattecon l’arrivo dei militari americani in Israele. &lt;br /&gt;Una ipotesi é che la Casa Bianca si sia arrabbiata per ladichiarazione fatta dal vice premier israeliano, Yaalom, ex generale eresponsabile degli affari iraniani alla TV. Yaalom aveva detto chementre il Congresso (repubblicano) aveva approvato sanzioni control’Iran la Casa Bianca esitava, mentre una azione militare eraindispensabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo altre fonti tre sono i punti di attrito. Il presidente Obamaé convinto che le nuove sanzioni porteranno l’Iran ad entrare innegoziati seri; se una azione militare sarà necessaria dovrà esserecondotta senza concorso israeliano; se porterà a reazioni Iranianecontro Israele, quest’ultimo non dovrà rispondere ma affidarsi alla“copertura” americana. Sui tre punti la posizione israeliana éassolutamente contraria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’ulteriore prova della tensione tra i due paesi è l’annuncio daparte di Israele della manovra di “evacuazione” della sua centralenucleare senza previa consultazione con gli americani. Il che é comedire che Israele si prepara alla guerra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine la richiesta di sospensione della manovra congiunta sarebbevenuta proprio da Israele che si rifiuta di impegnarsi a comunicare lesue intenzioni a Washington (come ha fatto per la distruzione dellabase nucleare siriana di Deir ez Zor il 6 settembre 2007). Con questamossa parrebbe dire alla Casa Bianca che la bomba iraniana rappresentaper lo stato ebraico un problema di vita o di morte. Se l’America e lealtre nazioni non agiranno in maniera decisiva contro l’Iran Israele siriterrà libero di farlo. Come non si sa. Ma quando, é probabile inmaggio o giugno, cioé in piena campagna elettorare di Obama. Su questotema il Capo di Stato maggiore americano, Generale Martin Dempsey chearriva oggi in Israele dovrà discutere con la dirigenza israeliana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le relazioni fra i due paesi sono comunque tese. L’anno prossimo nonsarà solo quello delle elezioni presidenziali americane ma ache dellelegislative israeliane. Decisive per Natanyahu il quale non dimenticache l’allora premier israeliano Begin ordinò l’attacco contro ilreattore atomico Oziraq presso Bagdad il 7 giugno 1981 vincendo suquesta scia le elezioni. L’attaco, condannato a livello internazionale,si rivelò a posteriori, un contributo significativo alla vittoriaamericana nelle due guerre d’Irak.&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span id="more-3436"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-3437" height="280" src="http://ilgraffionews.files.wordpress.com/2010/05/usa_israel_flag.gif?w=460&amp;amp;h=280" width="460" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4395420074814187943-8135871431484728235?l=sadefenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenza.blogspot.com/feeds/8135871431484728235/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4395420074814187943&amp;postID=8135871431484728235' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/8135871431484728235'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/8135871431484728235'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenza.blogspot.com/2012/01/cosa-succede-tra-israele-e-gli-stati.html' title='Cosa succede tra Israele e gli Stati Uniti?'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4395420074814187943.post-2672587505510726443</id><published>2012-01-20T21:16:00.000+01:00</published><updated>2012-01-20T21:16:00.735+01:00</updated><title type='text'>Cinque domande sulla crisi</title><content type='html'>&lt;a href="http://uninomade.org/"&gt;http://uninomade.org/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a cura di&lt;b&gt;&lt;span style="color: red;"&gt; SANDRO MEZZADRA e TONI NEGRI&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/MqOM_kkoXMs" width="420"&gt;&lt;/iframe&gt;L’approfondimento della crisi, con le sue devastanti conseguenzesociali, continua a spiazzare consolidati paradigmi interpretativi.&lt;span id="more-1182"&gt;&lt;/span&gt;Ne risultano non soltanto la bancarotta della scienza economicamainstream, ma anche inedite sfide&amp;nbsp;per quanti hanno continuato inquesti anni a praticare in forme originali la critica dell’economiapolitica.&amp;nbsp;In questione, sempre più chiaramente, ci sembra essereproprio il rapporto tra le categorie economiche e le categoriepolitiche. Per aprire la discussione all’interno del sito di UniNomadeabbiamo rivolto cinque domande ad Andrea Fumagalli, Christian Marazzi eCarlo Vercellone. Presentiamo di seguito le risposte di Andrea e diChristian, in forma di dialogo. Carlo ha svolto alcune riflessionisull’insieme dei temi da noi proposti: le si possono leggere inconclusione.&lt;br /&gt;&lt;h3 class="post-title entry-title"&gt;&lt;/h3&gt;&lt;div class="post-header"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="post-body entry-content" id="post-body-7044997377201259849"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://m.friendfeed-media.com/0afa42c4bdeba5ce0d9dfa19f7e2588af97d55ac" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="300" src="http://m.friendfeed-media.com/0afa42c4bdeba5ce0d9dfa19f7e2588af97d55ac" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: red;"&gt;&lt;b&gt;Pensate che davvero i mercati non abbiano una leadershiplatente, qualcuno che suggerisca le operazioni da fare? Questo fuori daogni teoria del complotto, ma semplicemente dentro l’analisi di ognimeccanismo di decisione, che prevede momenti di unificazione coscientee non semplicemente condensazioni di spontaneità.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;Andrea Fumagalli&lt;/i&gt;: le grandi società finanziarie hanno uncomportamento che possiamo definire da oligopolio collusivo. Il loroscopo è fare plusvalenze. In questa fase, le plusvalenze più elevatesono ricavabili dallo scambio dei derivati Cds, in particolare quellirelativi al rischio di default privato e pubblico. La natura collusivadell’oligopolio finanziario viene garantita dall’intermediazione svoltadalle società di rating. A partire dalla crisi dei sub-prime (fine2007), si è assistito ad un ulteriore processo di concentrazione neimercati finanziari. Ecco alcuni dati.&lt;br /&gt;Se il Pil del mondo intero nel 2010 è stato di 74 mila miliardi didollari, la finanza lo surclassa: il mercato obbligazionario mondialevale 95 mila miliardi di dollari, le borse di tutto il mondo 50 milamiliardi, i derivati 466 mila miliardi. Tutti insieme questi mercatimuovono un ammontare di ricchezza otto volte più grande di quellaprodotta in termini reali: industrie, agricoltura, servizi. Tutto ciò ènoto, ma ciò che spesso si dimentica è che tale processo, oltre aspostare il centro della valorizzazione e dell’accumulazionecapitalistica dalla produzione materiale a quella immateriale e dellosfruttamento dal solo lavoro manuale anche a quello cognitivo, ha datoorigine ad una nuova “accumulazione originaria” caratterizzata da unelevato grado di concentrazione. Per quanto riguarda il settorebancario, i dati della Federal Reserve ci dicono che dal 1980 al 2005si sono verificate circa 11.500 fusioni, circa una media di 440all’anno, riducendo in tal modo il numero delle banche a meno di 7.500.Al 2011, cinque Sim (Società di Intermediazione Mobiliare e divisionibancarie: J.P Morgan, Bank of America, Citybank, Goldman Sachs, HsbcUsa) e cinque banche (Deutsche Bank, Ubs, Credit Suisse,Citycorp-Merrill Linch, Bnp-Parisbas) hanno raggiunto il controllo dioltre il 90% del totale dei titoli derivati. Nel mercato azionario, lestrategie di fusione e acquisizione hanno ridotto in modo consistenteil numero delle società quotate. Ad oggi, le prime 10 società conmaggiore capitalizzazione di borsa, pari allo 0,12% delle 7.800 societàregistrate, detengono il 41% del valore totale, il 47% del totale deiricavi e il 55% delle plusvalenze registrate. In tale processo diconcentrazione, il ruolo principale è detenuto dagli investitoriistituzionali (termine con il quale si indicano tutti quegli operatorifinanziari – da Sim, a banche, a assicurazioni – che gestiscono perconto terzi gli investimenti finanziari: sono oggi coloro che neglianni ’30 Keynes definiva gli “speculatori di professione”). Oggi,sempre secondo i dati della Federal Reserve, gli investitoriistituzionali trattano titoli per un valore nominale pari a 39miliardi, il 68,4% del totale, con un incremento di 20 volte rispetto aventi anni fa. Inoltre, tale quota è aumentata nell’ultimo anno, graziealla diffusione dei titoli di debito sovrano.&lt;br /&gt;Non credo che ci sia qualcuno che consigli le strategie dei managerdelle grandi società finanziarie, men che meno qualcuno di “politico”.Come dirò più avanti, il potere economico-politico è nelle loro mani elo possono esercitare senza che ci sia qualche “suggeritore”. La molla,è come sempre nel capitalismo, il guadagno e la ricchezza, in presenzadi nessun comportamento “sopra le righe”. Il problema non è la sete diguadagno dei mercati finanziari, quanto piuttosto coloro che fungono davassalli e sudditi.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Christian Marazzi&lt;/i&gt;: la “leadership latente” c’è, eccome.Come ben sintetizzato da Andrea Fumagalli e da Carlo Vercellone, laleadership dei mercati si invera nella concentrazione fenomenale delcapitale industrial-finanziario venutasi a creare nel corso degliultimi anni sulla falsariga dello stop-and-go della finanziarizzazione.Banche di investimento, imprese multinazionali, &lt;i&gt;hedge funds&lt;/i&gt;,fondi istituzionali e fondi pensione ne rappresentano il cuore: sonoloro che “fanno il mercato”, che orientano le fasi speculative“normalizzando” quelle che Keynes chiamava le “convenzioni”, come laconvenzione latino-americana, quella internettiana, quella dei subprimee, poi, dei debiti sovrani. L’attacco all’euro è stato deciso nelfebbraio del 2010 a New York da un gruppo di fondi speculativi, tantoper fare un esempio recente. Luciano Gallino, nel suo &lt;i&gt;Finanzcapitalismo&lt;/i&gt;,ha addirittura quantificato “gli uomini che contano” nel mondo, se nonerro in 10 milioni. Dal punto di vista della piramide del potere, sonole lobby che contano, perché esse, oltre che ai livelli alti del G 20,del FMI, della UE e della BCE, agiscono dall’interno degliStati-nazione, articolando su scala locale quelle che sono le lineeguida del capitalismo finanziario. La cosa che a me sembra piùimportante, comunque, è la seguente: la “leadership latente” c’è, &lt;i&gt;ma non sempre&lt;/i&gt;. Il potere finanziario, certamente, crea il “&lt;i&gt;mood&lt;/i&gt;del mercato”, definisce per così dire l’andamento normale delle fase diaccumulazione, quella fase centrale della curva di Gauss durante laquale gli investitori si muovono mimeticamente, in gregge, secondo ilprincipio (appunto) delle convenzioni storicamente determinate. Manelle fasi di panico, nella coda della curva gaussiana, quando appaionoi &lt;i&gt;cigni neri&lt;/i&gt; di Thaleb, la leadership entra decisamente incrisi, viene stravolta dall’imprevisto e dall’imprevedibile. I cignineri non sono necessariamente le crisi finanziarie, quelle implicite ecicliche della teoria dell’instabilità finanziaria di Minski. Sono,piuttosto, quegli eventi sociali e politici che sfuggono a qualsiasimodellizzazione politico-finanziaria. Quando si instaura il panico,anche la leadership è spiazzata. Un aspetto sul quale, almeno per me,non c’è ancora sufficiente chiarezza teorica è l’origine delleconvenzioni. Ad esempio, io &lt;i&gt;non&lt;/i&gt; credo alla spontaneità nellaformazione delle convenzioni dei teorici della “finanzaautoreferenziale”, in particolare di André Orléan, che è tra coloro chemeglio ci hanno spiegato il funzionamento dei mercati finanziari. Credoche le convenzioni siano determinate scientemente, tenendo conto ditutta una serie di fattori strategici (oltre, ovviamente, alleopportunità di profitto), fra i quali gli squilibri macro-economici egeo-politici, le configurazioni monetarie (le differenze, ad esempio,tra una Fed e la BCE non sono bazzecole, così come il fatto che cisiano paesi in surplus e paesi in deficit), etc.&lt;br /&gt;&lt;div class="info"&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="news-ori-title" colspan="2" valign="middle"&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;   &lt;td class="news-ori-img"&gt;    &lt;a class="img" href="http://confindustrial.noblogs.org/zero2-immanuel-casto/" target="_blank" title="[Zero2] Immanuel Casto. 23 dicembre. MagazziniGenerali"&gt;&lt;img alt="[Zero2] Immanuel Casto. 23 dicembre. MagazziniGenerali" src="http://stliq.com/c/l/8/88/17557117_zero2-immanuel-casto-23-dicembre-0.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;a href="http://www.wallstreetitalia.com/article/1307604/caste/assenteismo-a-palazzo-chigi-uno-su-cinque-si-da-malato-o-in-ferie.aspx" rel="bookmark" title=""&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: red;"&gt;&lt;b&gt;Molti analisti politici pensano che i mercati abbianorovesciato sugli stati la loro capacità di centralizzazione, che quindil’azione degli stati non sia semplicemente un’azione sovrana maun’azione sovrana sovradeterminata da un coagulo di interessifinanziari. La fase successiva al 2008 di ri-finanziamento delle bancheda parte degli stati si sarebbe conclusa con un ulterioreassoggettamento dei poteri sovrani agli interessi dei mercati. Tuttoquesto come funziona, se funziona, nell’attuale crisi?&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;AF&lt;/i&gt;: Il fatto che la crisi dei sub-prime non abbia portatoal collasso dei mercati finanziari è dovuto al fatto che si èverificato il passaggio dall’indebitamento privato (causa della crisi2007) a quello pubblico (causa della crisi attuale), che si è assommatoa quello privato. I &lt;a href="http://www.bv.ipzs.it/bv-pdf/001/MOD-VP-10-01-038_1290_1.pdf"&gt;dati sul debito nazionale lordo e sue componenti&lt;/a&gt;(relativi alla sola Europa e da aggiornare)&amp;nbsp;mostrano che nel biennio2007-2009 il debito nazionale lordo (privato più pubblico) è aumentatoin due anni dal 382% del Pil al 443% (+8% annuo) contro un aumento del5% annuo nel periodo 1995-2007. L’indebitamento privato è aumentato inmedia dell’8% annuo, mentere quello pubblico di quasi il 14% l’anno,dopo essere calato nel decennio precedente. Riguardo il settoreprivato, l’indebitamento maggiore è in Irlanda, Olanda, Danimarca eGran Bretagna. Opposta è la situazione dell’indebitamento pubblico: ipaesi con minor debito privato (Italia, Grecia e Belgio) sono quellicon il maggior indebitamento pubblico. Poiché l’indebitamento pubblicoè inferiore, come quota del Pil, di quello privato, ne consegue cheGrecia, Italia e Belgio possono sopportare meglio il rischio di defaultdi quanto non lo possa fare ad esempio Gran Bretagna o Danimarca (equindi possono risultare più appetibili, in quanto galline in grado disfornare uova d’oro, senza l rischio di essere strangolati). Occorreinoltre ricordare che Gran Bretagna o Danimarca godono del diritto disignoraggio a differenza di Grecia e Italia. Caso particolare èl’Irlanda che ha un elevatissimo debito privato e ha visto quasi iltriplicamento del rapporto debito/Pil nel biennio 2008-09.&lt;br /&gt;Partendo da questa situazione, le politiche imposte a livelloeuropeo sono state finalizzate ad ottenere due obiettivi: a. creareliquidità a fondo perduto per il sistema finanziario, onde evitarel’effetto domino di fallimenti privati e: b. una volta fornita laliquidità grazie all’indebitamento pubblico, impedire che taleindebitamento superi una certa soglia critica, definita dalleaspettative dell’oligarchia finanziaria. La speculazione non ha colpitoi paesi a maggior rischio di default, come, ad esempio, gli Stati Uniti(che hanno visto il proprio rapporto debito/Pil passare dal 60% del2007 al 105 % di fine 2011, in presenza di un elevato debito privato epure di un elevato debito estero), Gran Bretagna e Danimarca, ma quelliche non possono godere del diritto di signoraggio e strategicamentemeno rilevanti all’interno del paradigma tecnologico e divalorizzazione dominante nell’ambito del bio-capitalismo cognitivoattuale.&lt;br /&gt;Il quadro descritto rinforza la dipendenza degli stati dalle logichefinanziarie gestite dall’oligarchia finanziaria. Non è una novità. E’dal 1994 che le istituzioni politico-monetarie (Stati, Banche Centrali)hanno realizzato che l’esistenza di una convenzione finanziaria è piùpotente di una qualsiasi strategia politica che non ne sia complice.All’epoca, 1994, fu la sollevazione del Chiapas a dare il via allaritirata dei fondi d’investimento dal Messico (ritenuti non piùcompletamente sicuri) verso i mercati finanziari dell’Asia orientale(Tailandia, in primis). Nonostante l’impegno congiunto della FederalReserve e della Banca mondiale, non fu possibile evitare lasvalutazione del pesos messicano e il rinvio della firma del Nafta (1gennaio 1994). Per la prima volta, si è compreso che la politicafinanziaria privata era più potente della politica monetaria pubblica(anche quella degli Usa). Da allora, le scelte di politiche monetariesono dipendenti dalla dinamica delle convenzioni finanziarie. Si èpersa così l’autonomia delle banche centrali, nel momento in cui taleautonomia veniva teorizzata dal pensiero neoliberista. Ciò ha portatoall’autonomia “politica” delle Banche centrali dagli stati nazioni indeclino, rafforzando in tal modo la dipendenza dai mercati finanziari.Nasce la governance finanziaria.&lt;br /&gt;Ciò che è nuovo oggi è che tale governance è in grado di sceglieredirettamente i leader politici da mettere ai governi. La governancefinanziaria si è trasformata in dittatura. Gli scienziati politici e igiuristi, forse, dovrebbero dire qualcosa, al riguardo.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;CM&lt;/i&gt;: sovranità sovradeterminata, come funziona? Col ricatto,se posso esprimermi in modo semplicistico. E’ un fatto che la crisi delsistema bancario-finanziario sia stata gestita dagli Stati coniniezioni di enormi quantità di liquidità e con la ripresa da partedelle banche centrali di un bel po’ di titoli tossici, che ora hanno inpancia e che noi tutti dovremo “validare” che il prelievo fiscale suiredditi. Nel frattempo, per liberarsi delle ingerenze politiche, lebanche beneficiarie degli aiuti pubblici hanno restituito buona partedei soldi ricevuti nella fase di crisi. E ora sono nella posizione didettar legge, anzi il loro potere si è addirittura accresciuto, tantoche le misure d’intervento della BCE sono sistematicamente a sostegnodel sistema bancario (a spese dei paesi-membri della UE), così come lapolitica di “quantitative easing” della Fed e della Bancad’Inghilterra. Semmai, il problema è che queste misure di creazione diliquidità non sembrano funzionare, tanto che si parla, in particolarecon riferimento all’Europa, di grande “trappola della liquidità”,quella situazione in cui l’iniezione di liquidità non ingenera ripresaa causa della sfiducia degli imprenditori e dei consumatori (e, anche,a causa degli alti tassi di interesse pretesi da loro dalle banchecommerciali). Insomma, la crisi non ha per niente risolto i problemiche hanno originato la crisi. Niente è stato fatto dal punto di vistadella ri-regolamentazione del sistema bancario (proprio perché la lobbybancaria mondiale è riuscita a vanificare qualsiasi velleità in talsenso), di conseguenza gli squilibri fondamentali che hanno portatoalla crisi continuano a scavare imperterriti. La sovranità commissaria,per così dire, è l’espressione di una situazione in cui tanto il poteredella finanza è enorme, ma altrettanto le misure di rilanciodell’economia sono impotenti. E’ la crisi che è commissariata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img alt="" class="alignleft" height="217" src="http://www.investireoggi.it/obbligazioni/wp-content/uploads/2011/11/bot-annuali.jpg" width="290" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="color: red;"&gt;&lt;b&gt;Nell’ultima fase molti commentatori sostengono che alcunigoverni, tra cui quello italiano e spagnolo, riescono a tener botta sulterreno della negoziazione del debito molto più efficacemente di quantoavvenisse in precedenza, e quindi a introdurre una dimensione politicatutt’altro che irrilevante nella gestione della crisi. Pensate chesiamo qui di fronte a una tendenza che può coinvolgere con successo igoverni europei, una volta eliminata l’Inghilterra dal mazzo? L’euroriesce a tenere insieme l’Unione europea oppure dobbiamo pensare aun’Europa che si mantiene come edificio gotico, rimodellando un ordinemonetario variato e variabile?&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;AF&lt;/i&gt;: A inizio dicembre il CEO della Deutsche Bank,Ackermann, ha dichiarato che il suo istituto avrebbe aumentatol’acquisto dei Btp italiani da 1 miliardo a 2,3 miliardi. Ricordo chela Deutsche Bank aveva indotto aspettative negative sui Btp italianiall’inizio del 2011 vendendo 7 degli 8 miliardi di Btp che aveva inportafoglio, scatenando la crisi italiana. La dichiarazione diAckermann è stato il segnale che la pressione speculativa sull’Italiasi poteva allentare. Ciò è avvenuto dopo l’insediamento di Monti.Situazione analoga si è verificata (in misura maggiore) in Spagna, dopole elezioni politiche con la netta vittoria del centro-destra (chedovrà dimostrarsi ora di essere così affidabile da non necessitare uncommissariamento, come invece è successo con Berlusconi in Italia).Inoltre è stata importante la decisione di Draghi di fornire prestitiillimitati al sistema bancario, al fine di favorire la capitalizzazionedelle banche. Tuttavia, l’instabilità non è diminuita e per quantoriguarda l’Italia lo &lt;i&gt;spread&lt;/i&gt; è ancora alto, ma credo, perragioni diverse, dai tempi di Berlusconi: in primo luogo, perché siaddensano tempi di recessione con una velocità maggiore del previstonon solo in Europa ma nel globo; in secondo luogo, perché bisogneràvedere che riforma del mercato del lavoro verrà fatta e rimane apertoil business della privatizzazione della sanità (le pensioni sono stategià sistemate). Ricordo (rozzamente) , che più libertà dilicenziamento, più privatizzazione della sanità e delle &lt;i&gt;public utilities &lt;/i&gt;siha, più il ruolo dei mercati finanziari come assicuratore socialeprivato aumenta e più i mercati finanziari si estendono. Personalmente,non credo – a differenza di Christian – che l’Euro imploderà, per duemotivi: 1. alla Germania non credo che convenga, a meno che lasituazione geo-politica internazionale non cambi repentinamente (stiamoa vedere che succede con l’Iran: gli Usa si ritirano da Baghdad peressere disponibili ad andare a Teheran? Oppure, chiederannol’intervento congiunto europeo, dopo le prove libiche, ma stavoltafondato magari sull’asse franco-tedesco?) 2. Non conviene neanche aigrandi mercati finanziari, perché fintanto che esiste il doppio livellodi governance – monetario e fiscale – vanno a nozze.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;CM&lt;/i&gt;: non mi sembra affatto che l’Italia o la Spagna stianoattraversando una fase di rafforzamento del potere di negoziazione deldebito. Anzi, il patetico asse Monti-Sarkozy mi sembra a dir poco inaffanno. La situazione debitoria sta infatti &lt;i&gt;peggiorando&lt;/i&gt;, ela rivendicazione degli eurobond o della Tobin tax non hanno alcunachance di successo. Sono convinto che sarà proprio l’Italia (e laSpagna) a far saltare Eurolandia come esito finale della “sindromegreca”, ossia della spirale recessione-aumento dei debiti-tagli allaspesa pubblica-recessione-nuova austerità. Siamo già entrati inrecessione, e siamo vicini alla depressione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="color: red;"&gt;&lt;b&gt;Gli Stati uniti non hanno mai amato l’Europa politica etantomeno l’euro. Talora ci è passato per la mente che un vecchioriflesso unilateralista abbia agito all’interno dei cosiddetti mercatifinanziari nell’attacco all’euro. E’ immaginabile, &lt;i&gt;mutatis mutandis&lt;/i&gt;, un revival imperialista, organizzato attorno alla difesa dell’egemonia del dollaro, nel disordine globale?&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;AF&lt;/i&gt;: no, non credo. Gli unici che avrebbero interesseall’implosione dell’euro sarebbero gli Usa, per sancire in modo nonsolo politico, ma anche economico-finanziario il rapporto bilateralecon la Cina: una sorta di “impero” bipolare. Ma gli Usa oggi nondispongono né della forza militare, né della forza politica, né dellaforza economica per sostenere politiche imperialistiche. Anche lorosono succubi della governance finanziaria globale. Negli ultimi mesi, ifondi cinesi sono aumentati di parecchio come quota degli scambitotali. Bisognerà monitorare le scelte finanziarie cinesi. Finora, ifondi cinesi sono ancora gestiti dalle 10 sorelle dei mercatifinanziari, ma fino a quando? Leggevo sul FT di qualche giorno fa chela Cina stia per legalizzare le vendite dei titoli finanziari alloscoperto, autorizzando la speculazione puramente finanziaria. A chepro? Per entrare in compartecipazione con il gotha dei mercatifinanziari o per cercare di controllarlo? Se così fosse, la leadershipdel dollaro rischia molto…..&lt;br /&gt;&lt;i&gt;CM&lt;/i&gt;: non è escluso, anzi, che nella fase iniziale dellacrisi dell’Euro ci sia stato lo zampino degli Stati Uniti attraverso legrandi banche d’investimento e gli &lt;i&gt;hedge funds&lt;/i&gt;. Infatti,demolire l’Euro era funzionale all’obiettivo di mettere in ombra ilproblema americano del deficit-debito pubblico enorme, come pure diquello commerciale. Quindi, demolire l’Euro significava eliminare unpotenziale concorrente e favorire la continuazione dell’afflusso dicapitali esterno negli onde permettere il finanziamento del debitostatunitense a tassi molto bassi. La strategia ha avuto un successosuperiore alle aspettative, e ora gli USA sono preoccupati delleconseguenze economiche e finanziarie della crisi di Eurolandia, chepotrebbe provocare una forte destabilizzazione del sistema bancariostatunitense, e anche delle conseguenze politiche, poiché la spaccaturadell’Euro potrebbe rendere la Germania e parte dell’Europa indipendentedagli Stati Uniti, rafforzando l’asse strategico con Russia e Cina. Unrevival imperialista attorno all’egemonia del dollaro non sembrapossibile, anche perché comunque il dollaro si sta già rafforzandoproprio in conseguenza della crisi di Eurolandia (fuga di capitalidall’Euro, appunto verso il dollaro).&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="" class="aligncenter" height="288" src="http://www.businessandleadership.com/fs/img/news/201107/rs-426x288/euros.jpeg" width="397" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: red;"&gt;&lt;b&gt;Posta l’evidenza dell’egemonia del capitale finanziario comemodo di produzione, nell’attuale crisi finanziaria gioca in qualchemodo (e in che modo) il rapporto tra finanza e produzione industriale,con riferimento ad esempio tanto alla Germania quanto alla Cina?&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;AF&lt;/i&gt;: Questa domanda richiederebbe tempo… Il rapporto trafinanza e produzione reale non è riferito alla produzione industriale,ma piuttosto alla produzione immateriale. Il punto nodale, dopo ilcrollo di Bretton Woods, è la definizione di unità di misura del valoredella produzione immateriale, ovvero del &lt;i&gt;general intellect&lt;/i&gt;.Al momento, esso è, in modo instabile, definito dalla valorizzazionefinanziaria, ma tale misura è, appunto, – strutturalmente – troppoinstabile perché possa essere considerata “fissa”. Qui entrano in giocole eccedenze della moltitudine di vita e di lavoro. Come gli zapatistinel 1994 hanno messo in crisi il Nafta, così oggi – potenzialmente – imovimenti – dalla cd. primavera araba a “occupy xxx” – possono incideresulla definizione di tale misura, che non è altro che la misura dellavita messa a valore, l’incommensurabile che cerca di farsi “misurabile”.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;CM&lt;/i&gt;: se la Germania non si piega ai diktat della finanzainternazionale è proprio perché il potere dell’industria non è statoancora annientato dalla finanza. In Germania è l’industria che comanda.In Cina vale lo stesso discorso, almeno per ora: la Cina ha avutol’intelligenza di auto-escludersi dalla finanza globale. Infatti non viè libertà di movimento dei capitali, uno straniero non può investirenella borsa di Shanghai, né un cinese può investire sulle piazzeeuropee o americane. Quindi, i rapporti della Cina col resto del mondosono economici, commerciali e politici, mentre quelli finanziari sonocontrollati e gestiti direttamente dal governo di Pechino. Il paradigmadel libero mercato (finanziario) non è ancora passato da quelle parti.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Carlo Vercellone&lt;/i&gt;: le vostre domande toccano alcuni punticruciali. La prima e l’ultima, in particolare configurano un vero eproprio programma di ricerca che richiederebbe quantomeno un seminarioad hoc. Provare a darvi una risposta un po’ strutturata per iscrittorichiederebbe maggior tempo per rifletterci su e riunire materialiempirici. Per il momento, mi limiterò dunque a tentare di fornire acaldo e in modo molto sintetico alcune piste di riflessione partendo,come filo conduttore, dalla questione relativa all’organizzazione deimercati.&lt;br /&gt;Il termine mercati finanziari, che sembra rinviare a una logicaanonima composta da una miriade di soggetti non coordinati tra loro, èa mio avviso errato, o perlomeno fortemente inesatto.&lt;br /&gt;L’organizzazione dei cosiddetti mercati finanziari, di cui unacomponente centrale sono le grandi multinazionali che operano nellasfera della produzione (alla faccia di ogni presunta dicotomia trasfera finanziaria e sfera produttiva), è infatti fortementeconcentrata, e questo sia per quanto riguarda le strutture proprietarieche, e soprattutto, le strutture di controllo. A questo proposito, unrecente e novatore articolo di tre ricercatori (Vitali, Glatfelder eBattiston) dell’istituto federale di tecnologia di Zurigo, “Le reseaude contrôle global des grandes entreprises” (“The Network of GlobalCorporate Control”), ha permesso di mettere in evidenza lacentralizzazione estrema del potere del capitale su scala globale.&lt;br /&gt;Secondo questa ricerca «&amp;nbsp;les multinationales (‘transnationalcorporations’ or TNCs) forment une structure de nœud-papillon géante,et qu’une grande part du contrôle est drainée vers un cœur tissé serréd’institutions financières. Ce cœur peut être vue comme une‘super-entité économique’ dont l’existence soulève de nouvelles etimportantes questions tant pour les chercheurs que pour les organesd’élaboration des politiques (policy makers) ».&lt;br /&gt;Piu precisamente, su una base-dati riguardante 43060 impresemultinazionali (IM), si stima che 147 IM possiedono attraverso un nodocomplesso di relazioni di proprietà il 40% del valore economico efinanziario delle suddette 43060 IM. Si constata inoltre cheall’interno di questo conglomerato di 147 IM, può essere identificatol’asse centrale del capitalismo globale costituito da 50 super-entitàrappresentate per l’essenziale (64% circa) da grandi istitutifinanziari americani e britannici. A notare la relativasottorappresentazione dei grandi gruppi della zona Euro (20% circa),anche se la Francia con AXA (in quarta posizione di questo top 50) e laGermania con Deutsche Bank (in dodicesima posizione) si trovano percosi dire al cuore del cuore. Altro punto importante, di questo gruppodei top 50 fa per il momento parte una sola grande IM cinese delsettore della petrol-chimica (situata in ultima posizione), anche sequesto dato sottovaluta certamente il modo in cui la Cina, comesappiamo, sta costruendo il proprio potere finanziario attraverso viepolitiche differenti da quelle d’una integrazione pura e semplice alcapitale globale.&lt;br /&gt;Notiamo anche che altri dati confermano questa estremaconcentrazione del potere economico e finanziario del capitale, come adesempio il fatto che i due terzi del mercato dei famosi CDS sonodetenuti da meno di dieci attori.&lt;br /&gt;Tenendo anche conto di questi dati, è possibile tentare di sviluppare qualche rapida ipotesi in risposta alle vostre domande.&lt;br /&gt;1) Il potere del capitale è dunque al tempo stesso centralizzato earticolato su una scala globale che poggia su una rete finanziariastrettamente interconnessa. In questo contesto, un numero ristretto digrandi gruppi finanziari e d’IM prende le principali decisioni cheriguardano la speculazione sui debiti sovrani, sulle materie prime, lacasa, la ristrutturazione e la localizzazione delle grandi impreseproduttive, l’orientamento delle politiche economiche. Si potrebbeparlare di una organizzazione di tipo oligopolistico (ma sempresolidale e pronta a ricostituirsi in capitale collettivo nei momentichiave) da cui partono gli impulsi strategici iniziali che, trovando illoro relais nella logica mimetica dei mercati, vengono in seguitoconvalidati (nella maggior parte dei casi) dagli altri operatorifinanziari dando luogo a un processo di autovalidazione delle“anticipazioni.”In questo senso, mi sembra possibile conciliare earticolare l’ipotesi di una leadership latente con la descrizioneclassica d’impronta keynesiana della “psicologia dei mercati” fondatasu comportamenti mimetici.&lt;br /&gt;2) Questa estrema interconnessione rende tuttavia il cuore stessodel capitale finanziario fortemente sensibile e vulnerabile al rischiosistemico e alla logica dell’indebitamento di cui si nutrel’accumulazione del capitale.&lt;br /&gt;3) Gli stati appaiono sempre più come dei semplici relais degliinteressi del capitale finanziario globalizzato. Tuttavia, secondo me,questa sudditanza dipende non solo da fattori economici oggettivi madalla mutazione antropologica del ceto politico e tecnocratico a guidadegli stati e delle principali istituzioni della politica economica emonetaria che li ha convertiti in veri e propri funzionari dellarendita del capitale. Questa situazione è tanto più vera in Europadove, per ragioni storiche che risalgono in gran parte alla specificadinamica della lotta di classe che l’ha attraversata durante la crisidel fordismo, si è assistito ad una vera e propriacostituzionalizzazione del potere della rendita che si è in particolareincarnato nello statuto della cosiddetta indipendenza della BCE.&lt;br /&gt;4) Il risultato è che nella zona euro gli stati si trovano privatidell’esistenza di un prestatore in ultima istanza e dipendono per illoro finanziamento dai mercati. In questo modo ha potuto instaurarsi ilgoverno della rendita attraverso il debito sovrano, un governo ormaiesplicito che detta le politiche economiche d’austerità ed’espropriazione delle istituzioni del Welfare. Tuttavia, anche inquesto caso (come per la crisi dei subprime), il debito da strumentoessenziale dell’accumulazione di capitale rischia di trasformarsi nelsuo principale limite. Un problema centrale da questo punto di vista èche in ragione della stessa assenza di questo ruolo classico di garantedella Banca Centrale, i titoli del debito pubblico perdono del lorocarattere sicuro di beni rifugio e diventano in un certo senso titolicome gli altri, il cui “valore di mercato” si svalorizza nei bilancidelle banche e delle istituzioni finanziarie.&lt;br /&gt;La logica predatoria e speculativa del capitale finanziarioglobalizzato e il panico dei mercati si possono così rinforzare l’unl’altro in una situazione secondo me senza via d’uscita, salvo unaradicale inversione di rotta della politica della BCE. Cosa che misembra altamente improbabile, come lo mostrano le ultime misure delleBCE che, ancora una volta ha inondato senza contropartite il sistemabancario di liquidità, rifiutandosi al tempo stesso di monetizzare sulmercato primario i bisogni di finanziamento degli stati. In questoscenario, la recessione che sarà inevitabilmente provocata dallepolitiche d’austerità, riaprendo la spirale del deficit edell’aggravamento del rapporto debito/pil, avrà ben presto ragionedelle effimere illusioni suscitate dal governo Monti, così come daquello spagnolo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4395420074814187943-2672587505510726443?l=sadefenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenza.blogspot.com/feeds/2672587505510726443/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4395420074814187943&amp;postID=2672587505510726443' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/2672587505510726443'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/2672587505510726443'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenza.blogspot.com/2012/01/cinque-domande-sulla-crisi.html' title='Cinque domande sulla crisi'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/MqOM_kkoXMs/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4395420074814187943.post-7569166000578084447</id><published>2012-01-19T15:26:00.001+01:00</published><updated>2012-01-19T15:30:23.005+01:00</updated><title type='text'>Battono i tamburi di guerra: provocare l’Iran perché “spari il primo colpo”?</title><content type='html'>&lt;div style="color: red;"&gt;&lt;b&gt;Michel Chossudovsky &lt;span class="trad"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="trad"&gt;Tradotto da &lt;i&gt;&lt;b&gt;Curzio Bettio&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="trad"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;          &lt;br /&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-size: 18px; font-style: italic; margin-left: 40px; margin-right: 40px;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;[Nota dell’autore: Dire “&lt;b&gt;No Alla Guerra Contro l’Iran”&lt;/b&gt;, Spargere la voce, Diffondere il presente articolo, Pubblicarlo su Facebook. &lt;br /&gt;Il nostro obiettivo di Global Research è quello di frenare il flusso didisinformazioni nei media, invertire la direzione verso la guerra eriportare la pace mondiale]&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="color: red; font-size: 18px; font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Introduzione&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;i&gt;Mentre la possibilità di una guerra conl’Iran è riconosciuta nei servizi giornalistici degli Stati Uniti, lesue implicazioni regionali e globali sono solo superficialmenteanalizzate.&lt;br /&gt;Pochissime persone in America sono consapevoli od informate su quantoconcerne la devastazione e la perdita di vite umane che si potrebberoverificare nel caso di un attacco contro l’Iran promosso dagli StatiUniti e da Israele. I media sono coinvolti in un processo intenzionaledi mimetizzazione e di distorsione.&lt;br /&gt;I preparativi di guerra secondo il paradigma “Global Strike”, tuttoaccentrato e coordinato dal Comando Strategico degli Stati Uniti(STRATCOM), non sono presenti sulle prime pagine dei giornali, dovepossiamo leggere invece notizie su questioni di interesse pubblicodecisamente insignificanti, come quelle su scenari criminali a livellolocale o le relazioni gossip dei tabloid sulle celebrità di Hollywood .&lt;br /&gt;La “Globalizzazione della Guerra”, che prevede il dispiegamentoegemonico di una formidabile forza militare USA-NATO in tutte leprincipali regioni del mondo, è irrilevante agli occhi dei mediaoccidentali. &lt;br /&gt;In un più ampio panorama, le implicazioni di questa guerra sonobanalizzate o sottaciute. Le persone sono portate a credere che laguerra faccia parte di un “mandato umanitario”, e che l’Iran, così comegli alleati dell’Iran, in particolare Cina e Russia, costituiscano unaimplacabile minaccia per la sicurezza globale e per la “democraziadell’Occidente”.&lt;br /&gt;Mentre vengono usati i sistemi d’arma più tecnologicamente avanzati, leguerre degli Stati Uniti non sono mai presentate come “operazioni dikilleraggio”, che determinano pesanti perdite civili. Mentrel’incidenza dei “danni collaterali” viene riconosciuta, le guerrecondotte dagli Stati Uniti sono annunciate come uno strumentoindiscutibile di “consolidamento della pace” e di “democratizzazione”.&lt;br /&gt;Questa idea contorta che fare la guerra è per “una giusta causa”, si varadicando nell’intima coscienza di milioni di persone. Un quadro del“bene contro il male” mette in ombra la comprensione delle cause edelle conseguenze devastanti della guerra.&lt;br /&gt;All’interno di questa mentalità, la realtà e i principi sono capovolti.La guerra diventa pace. La bugia diventa verità. Il mandato umanitariodel Pentagono e della NATO non può essere contestato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle parole del presidente Obama, “nessuna opzione può essere presa inconsiderazione che sia esterna alla nostra agenda, che prevede solo ilperseguimento dei cattivi soggetti.”&amp;nbsp; Predomina una dottrinainquisitoria simile a quella dell’Inquisizione spagnola. Alle personenon viene più concesso di pensare.&lt;br /&gt;L’Iran è un paese di quasi 80 milioni di persone. Esso costituisce unimportante e significativo potere militare ed economico regionale.Possiede il dieci per cento delle riserve mondiali di petrolio e digas, oltre cinque volte quelle degli Stati Uniti d’America.&lt;br /&gt;La conquista delle ricche risorse petrolifere iraniane è la forzatrainante che investe l’agenda militare usamericana. Il petrolio e ilgas dell’Iran sono il trofeo non dichiarato di una guerra a guidausamericana, che negli ultimi nove anni si trova sul tavolo diprogettazione operativa del Pentagono. &lt;br /&gt;Mentre gli Stati Uniti sono sul piede di guerra, l’Iran è stato - perpiù di dieci anni -&amp;nbsp; attivo nello sviluppare le sue capacità militari,nell’eventualità di un’aggressione promossa dagli Stati Uniti.&lt;br /&gt;Se dovessero scoppiare le ostilità tra l’Iran e l’Alleanza militareoccidentale, questo potrebbe innescare una guerra regionale, cheandrebbe ad estendersi dal Mediterraneo ai confini con la Cina, chepotenzialmente potrebbe condurre l’umanità nel dominio di uno scenarioda Terza Guerra Mondiale.&lt;br /&gt;Il governo russo, in una recente dichiarazione, ha avvertito gli StatiUniti e la NATO che “se l’Iran dovesse essere trascinato in qualsiasisituazione avversa dal punto di vista politico o militare, questocostituirà una diretta minaccia alla nostra sicurezza nazionale.” Inbuona sostanza, questo significa che la Russia si considera un alleatomilitare dell’Iran, e che la Russia agirà militarmente se l’Iranvenisse attaccato.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify" style="color: red; font-size: 18px; font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Dispiegamento militare&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;L’Iran è l’obiettivo dei piani di guerra USA-Israele-NATO. &lt;br /&gt;Sono stati messi in campo avanzati sistemi d’arma. Forze specialiusamericane e alleate ed agenti dei servizi segreti sono già sulterreno all’interno dell’Iran. Droni militari degli Stati Uniti sonoimpiegati in attività di spionaggio e di ricognizione.&lt;br /&gt;Armi nucleari tattiche B61 “bunker buster” (distruggi bunker) sonocandidate ad essere utilizzate contro l’Iran come rappresaglia per ilsuo presunto programma di armi nucleari. &lt;br /&gt;Ironia della sorte, nelle parole del ministro della Difesa usamericanoLeon Panetta, l’Iran non possiede un programma di armamenti nucleari.“Stanno cercando di sviluppare un’arma nucleare? No!”&lt;br /&gt;Il rischio di un conflitto armato tra una coalizione a guida StatiUniti-Israele e l’Iran è, secondo gli analisti militari israeliani,“pericolosamente vicino”. &lt;br /&gt;È avvenuto un massiccio dispiegamento di truppe che sono state inviatein Medio Oriente, per non parlare del riposizionamento delle truppeusamericane e alleate in precedenza di stanza in Afghanistan ed Iraq.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;br /&gt;Novemila soldati statunitensi sono stati inviati in Israele perpartecipare a quella che viene descritta dalla stampa israeliana comela più grande esercitazione bellica congiunta di difesa aerea dellastoria israeliana. Le manovre, indicate con “Austere Challenge 12”,sono previste avvenire entro le prossime settimane. Il loro scopodichiarato “è quello di testare i molteplici sistemi di difesa aereaisraeliani e statunitensi, in particolare il sistema&amp;nbsp; ‘Arrow(Freccia)’, che Israele nello specifico ha sviluppato con il concorsodegli Stati Uniti per intercettare i missili iraniani.”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;br /&gt;Rapporti suggeriscono anche un sostanziale aumento del numero diriservisti che vengono impegnati in Medio Oriente. Viene confermato chepersonale riservista dell’Air Force degli Stati Uniti è stato inviatopresso le basi militari in Asia sud-occidentale (Golfo Persico). &lt;br /&gt;Dal Minnesota oltre 120 avieri tra piloti, navigatori, meccanici, ecc.sono partiti per il Medio Oriente, l’8 gennaio. Dalle basi in NorthCarolina e Georgia, personale riservista “è in attesa di esseredislocato con le proprie unità nei prossimi mesi”. (Vedifayobserver.com,18 dicembre 2011)&lt;br /&gt;In Medio Oriente, sono state inviate anche unità della riserva dellaGuardia Costiera degli Stati Uniti (Riservisti della Guardia Costieradiretti in Medio Oriente military.com, 5 gennaio 2012). &lt;br /&gt;Da questi rapporti locali, tuttavia, è impossibile stabilire ilcomplessivo aumento di riservisti statunitensi dalle diverse divisionidelle forze armate degli Stati Uniti, che sono stati assegnati &lt;br /&gt;all’“operazione guerra all’Iran”.&lt;br /&gt;In Medio Oriente sono stati inviati anche riservisti dell’esercito della Gran Bretagna.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify" style="color: red; font-size: 18px; font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Truppe degli Stati Uniti verso Israele e il Golfo Persico&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;In buona sostanza, Israele è diventatol’avamposto militare degli Stati Uniti. Le strutture di comando degliStati Uniti e di Israele vengono integrati, con una strettaconcertazione tra il Pentagono e il Ministero della Difesa di Israele.&lt;br /&gt;Un gran numero di truppe degli Stati Uniti sarà di stanza in Israele,una volta che i piani di guerra sono stati completati. L’assunzione diquesto dispiegamento militare è l’allestimento scenico di un attaccoaereo congiunto USA-Israele contro l’Iran.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;br /&gt;L’escalation militare verso una guerra regionale fa parte dello scenario militare:&lt;br /&gt;“Questa settimana, migliaia di soldati degli Stati Uniti hanno iniziatoad arrivare in Israele. ... molti sarebbero rimasti fino alla finedell’anno come parte dell’integrazione in approntamento fra esercitodegli Stati Uniti ed esercito di Israele (US-IDF) in vista di unimpegno militare contro l’Iran e la sua possibile escalation in unconflitto regionale. &lt;br /&gt;Essi saranno affiancati da una portaerei statunitense. Gli aerei dacombattimento dai suoi ponti condurranno missioni in coordinazione conaerei dell’aviazione di Israele. &lt;br /&gt;I 9.000 militari statunitensi che confluiranno in Israele nelleprossime settimane sono per lo più aviatori, squadre di intercettazionemissilistica, marines, marinai, tecnici e funzionari dei servizisegreti.&lt;br /&gt;Anche Teheran sta camminando sul filo del rasoio. Vengono messe inscena manovre militari ogni pochi giorni per assicurare il popoloiraniano che i suoi dirigenti sono pienamente preparati a difendere ilpaese contro un attacco usamericano o israeliano contro il suoprogramma nucleare nazionale. Con questo stratagemma, le forze diterra, di mare e dell’aria dell’Iran sono mantenute costantementeall’erta bellica, pronte a contrastare qualsiasi attacco di sorpresa.&lt;br /&gt;Secondo il comunicaro ufficiale, le manovre congiunte USA-Israelemetteranno alla prova i sistemi multipli di difesa aerea israeliani estatunitensi contro razzi e missili in arrivo.” &lt;br /&gt;(DEBKAfile, 6 gennaio 2012)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo, il Pentagono ha inviato circa 15.000 soldati usamericaniin Kuwait. Questi fanno parte di due brigate di fanteria dell’esercitoe di un reggimento di elicotteri. Inoltre, di stanza nel mare Arabico,la Marina degli Stati Uniti sta utilizzando due portaerei con i lororispettivi gruppi di attacco, la Carl Vinson e la John Stennis. (Debka,13 gennaio 2012).&lt;br /&gt;I media occidentali hanno a malapena menzionato questi dispiegamenti ditruppe: “L’ultimo dispiegamento [delle truppe statunitensi in Kuwait],che è stato annunciato senza eccessiva enfasi al pubblico, aggiunge unnumero straordinario di truppe in linea con l’arsenale usamericano cheora sta circondando l’Iran letteralmente su tutti i fronti.”&lt;br /&gt;(Russia Today, gli Stati Uniti appostano 15.000 uomini di truppa in Kuwait, 13 gennaio 2012)&lt;br /&gt;Questo massiccio dispiegamento di truppe statunitensi in Israele enegli Stati del Golfo ha qualche attinenza col ritiro e ilriposizionamento delle truppe usamericane in precedenza di stanza inIraq? Le truppe appostate in Kuwait opereranno sotto l’egida delComando Centrale USA.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&amp;nbsp;&lt;img alt="" height="261" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/bf/HMS_Daring-1.jpg/800px-HMS_Daring-1.jpg" width="400" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="color: red; font-size: 12px; font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Un HMS della classe Daring&lt;/span&gt;, britannico&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="color: #8c5736; font-size: 12px; font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;img alt="" src="http://www.globalresearch.ca/articlePictures/carrierdegaulle1.jpg" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="color: red; font-size: 12px; font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Portaerei Charles de Gaulle&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="color: red; font-size: 18px; font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Giochi di guerra&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Stanno per essere condotte in contemporaneomanovre navali e di difesa missilistica USA-Israele. Nel frattempo,l’Iran ha annunciato che nel mese di febbraio condurrà i suoi giochi diguerra proprio nel Golfo Persico.&lt;br /&gt;Si sta mettendo in atto un imponente spiegamento di truppe e di strutture militari avanzate. &lt;br /&gt;La Marina Reale della Gran Bretagna ha inviato il suo vascello daguerra di concezione più avanzata, il Type 45 destroyer HMS Daring,“progettato in modo da non potere essere individuato dai radar”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo, anche la Repubblica islamica dell’Iran è sul piede diguerra. Le Forze Armate dell’Iran sono in una fase avanzata dipreparazione per difendere i confini del paese e per lanciare unarappresaglia in caso di un attacco condotto da Israele e gli StatiUniti. &lt;br /&gt;L’Iran ha completato un’esercitazione navale nei pressi dello Strettodi Hormuz della durata di 10 giorni nel mese di dicembre. Ora haannunciato che sta progettando nuove manovre navali, nome in codice “IlGrande Profeta”, il cui svolgimento è in programma a febbraio.&lt;br /&gt;I giochi di guerra di dicembre dell’Iran prevedevano i test di lanciodi due sistemi di missili a lungo raggio, tra cui il Qadar (un potentemissile mare-terra) e il Nour, un missile superficie-superficie.“Secondo fonti di stato iraniane, il Nour è un missile guidato econtrollato, avanzato per eludere i radar e cercare il bersaglio’.” &lt;br /&gt;(Vedere &lt;a href="http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&amp;amp;aid=28494" target="_new"&gt;The Pentagon to Send US Troops to Israel. Iran is the Unspoken Target, Global Research, January 4, 20122&lt;/a&gt;) &lt;br /&gt;“Inoltre, l’esercito iraniano ha riferito di numerosi altri test dilancio di missili a breve, a medio e lungo raggio .... le autoritàiraniane hanno comunicato di test di lancio del missile Mehrab a medioraggio, terra-aria, in grado di eludere i radar.” (Ibid)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;img alt="" height="197" src="http://www.a1social.com/wp-content/uploads/2012/01/iran_missile_test-300x169.jpg" width="350" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="color: red; font-size: 12px; font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Test missilistico iraniano&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;La domanda cruciale:il Pentagono, cercando di innescare deliberatamente uno scontromilitare nel Golfo Persico, è alla ricerca di ottenere un pretesto euna giustificazione per scatenare una guerra totale contro laRepubblica islamica dell’Iran?&lt;br /&gt;Gli strateghi militari statunitensi ammettono che la Marina degli StatiUniti si troverebbe in una posizione di svantaggio rispetto alle forzeiraniane nel corridoio stretto dello Stretto di Hormuz:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Nonostante la sua potenza e la forza di impatto, la geografia operaletteralmente contro il potere navale statunitense nello Stretto diHormuz e nel Golfo Persico. La relativa ristrettezza del Golfo Persicolo rende simile ad un canale, almeno in un contesto strategico emilitare. Metaforicamente parlando, le portaerei e le navi da guerradegli Stati Uniti sono confinate in acque anguste o sono chiuseall’interno di acque costiere del Golfo Persico. ... Anche lesimulazioni di guerra del Pentagono hanno dimostrato che una guerra nelGolfo Persico contro l’Iran si dimostrerebbe un disastro per gli StatiUniti e per il suo esercito.” &lt;br /&gt;(Mahdi Darius Nazemroaya, The Geo-Politics of the Strait of Hormuz:Could the U.S. Navy be defeated by Iran in the Persian Gulf?, GlobalResearch,&amp;nbsp; 8 gennaio 2012)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img alt="" height="640" src="http://www.globalresearch.ca/articlePictures/straightof%20hormuz.jpg" width="586" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="color: red; font-size: 18px; font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Scatenare un incidente, pretesto per la guerra: provocare l’Iran a “tirare il primo pugno”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;L’amministrazioneObama è disposta a sacrificare una o più navi della Quinta Flotta, conconseguenti perdite massicce tra i soldati e i marinai, al fine diraccogliere l’appoggio dell’opinione pubblica per una guerra control’Iran per motivi di legittima difesa?&lt;br /&gt;Come documentato da Richard Sanders, la strategia di provocare unincidente pretesto per la guerra è stata usata in tutta la storiamilitare degli Stati Uniti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Nel corso della storia, gli strateghi militari hanno usato varie formedi raggiro per ingannare i loro nemici. Poiché il sostegnodell’opinione pubblica è così cruciale per il processo di avviamento econduzione della guerra, anche la popolazione a casa è soggetta astratagemmi menzogneri. La creazione di falsi pretesti per giustificarel’entrata in guerra è un primo passo importante nella costruzionedell’appoggio pubblico per tali nefaste avventure. Forse la scusa piùcomune per la guerra è un attacco nemico apparentemente immotivato.Tali aggressioni, tuttavia, sono spesso fabbricate ad arte, istigate odeliberatamente si permette che avvengano. Esse vengono poi sfruttateper suscitare nella pubblica opinione solidarietà e vicinanza per levittime, sono indispensabili per demonizzare gli aggressori e costruireun sostegno di massa alla “rappresaglia” militare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;br /&gt;Come i bulli della scolaresca quando urlano aggressivi 'È lui che mi hacolpito per primo!', gli strateghi militari sanno che è irrilevante sel’avversario davvero 'ha tirato il primo pugno.' &lt;br /&gt;Fino a quando può sembrare che l’attacco sia stato provocato, ilbravaccio riceve licenza di 'rispondere' con la forza. Bulli epianificatori di guerra sono esperti nell’insultare, prendere in giro eminacciare i loro avversari. Se il nemico non può essere indotto a'sparare il primo colpo', è abbastanza facile mentire su quello che èveramente successo. A volte, questo è sufficiente per giustificare unpestaggio all’interno del cortile della scuola o una guerra genocida.&lt;br /&gt;Tale stratagemma fraudolento è stato probabilmente impiegato da ognipotenza militare nel corso della storia. Durante l’Impero romano, “lacausa per la guerra - casus belli - è stato spesso inventata pernascondere le vere ragioni per la guerra. Nel corso dei millenni, anchese le armi e le strategie di battaglia sono decisamente cambiate, lostratagemma ingannevole di usare incidenti pretesto per fomentare laguerra è rimasto straordinariamente coerente.”&lt;br /&gt;(Vedere How to Start a War: The American Use of War Pretext Incidents. Global research, 9 gennaio 2012)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pearl Harbor si distingue come il casus belli, il pretesto e lagiustificazione per l’ingresso dell’America nella Seconda guerramondiale. &lt;br /&gt;Il Presidente Roosevelt sapeva che Pearl Harbor sarebbe stato attaccatodal Giappone e non fece nulla per impedirlo. Ad una riunione del 25novembre 1941 del consiglio di guerra, “le osservazioni del ministrodella Guerra Henry Stimson esprimevano con franchezza l’opinionegenerale prevalente: ‘Il problema era come dovremmo manovrare [iGiapponesi] in modo da indurli a ... sparare il primo colpo, senzaprocurare un danno troppo grande a noi stessi’.”&lt;br /&gt;(Vedere Patrick Buchanan,&amp;nbsp; Did FDR Provoke Pearl Harbor? Global Research, 7 dicembre 2011).&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;img alt="" height="300" src="http://www.globalresearch.ca/coverStoryPictures2/28088.jpg" width="400" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="color: red; font-size: 12px; font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;i&gt;I Giapponesi possono attaccare nel fine settimana!&lt;br /&gt;Kurusu avverte senza mezzi termini. Uno specialista di questioni estere attacca la follia di Tokio.&lt;br /&gt;La nazione pronta alla battaglia.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Alla vigilia dell’attacco, gli Stati Uniti stavano battendo i tamburidi guerra, mentre tenevano nascosto il fatto che “l’amministrazione diF.D. Roosevelt sapeva, ma si guardava bene dall’intervenire”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span class="texte1"&gt; “Un incredibile e massiccia coperturavenne messa in pratica pochi giorni dopo l’attacco a Pearl Harbor, ...quando il Capo di Stato Maggiore ordinava la copertura sulla vicenda.‘Signori’, dichiarava ad una mezza dozzina di ufficiali, ‘questo deveandare con noi nella tomba’.”&lt;br /&gt;(John Toland, Infamy: Pearl Harbor and its Aftermath, Doubleday, 1982, p. 321).&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Secondo il professorFrancis Boyle, con riferimento alla prova di forza in corso nel GolfoPersico tra la Marina degli Stati Uniti e l’Iran: “Ancora una volta, misembra di assistere ad una situazione simile a quella del 1941, quandoF.D.Roosevelt ha sacrificato la Flotta del Pacifico e i suoi uomini aPearl Harbor, tranne le portaerei, con lo scopo di ottenere ilcoinvolgimento degli Stati Uniti nella Seconda Guerra Mondiale,nonostante il fervente desiderio del popolo usamericano e del Congressoa rimanerne fuori. Déjà vu, tutto come una volta. Ritorno al futuro.”&lt;br /&gt;(Francis Boyle, 13 gennaio 2011, comunicazione all’autore via e-mail)&lt;br /&gt;In contrasto con gli eventi del novembre 1941, il Congresso degli StatiUniti del 2012 è ampiamente favorevole ad una guerra contro l’Iran, eil popolo degli Stati Uniti è, come risultato della disinformazione deimedia, in gran parte inconsapevole delle implicazioni devastanti di unattacco USA-Israele.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="color: red; font-size: 18px; font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Giustificazioni tematiche: demonizzare il nemico&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;A prescinderedall’“incidente” in cui il nemico è istigato a “tirare il primo pugno”,vengono addotte “giustificazioni tematiche” per demonizzare il nemico egiustificare un casus belli. Armi di distruzione di massa (WMD) e ilcambio di regime nel caso dell’Iraq (2003), il sostegno ad Al Qaeda egli attentati terroristici dell’11 settembre nel caso dell’Afghanistan(2001), il “cambio di regime” e la “democratizzazione” come nei casidella Jugoslavia (1999) e della Libia (2011).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste, fra le altre, le giustificazioni tematiche per scatenare una guerra contro l’Iran:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;ol&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;li&gt;L’Iran è accusato di sviluppare un programma di armi nucleari&lt;/li&gt;&lt;li&gt;L’Iran è uno “Stato canaglia”, che sfida la “comunità internazionale” e costituisce una minaccia per il mondo occidentale&lt;/li&gt;&lt;li&gt;L’Iran vuole “cancellare Israele dalla carta geografica”&lt;/li&gt;&lt;li&gt;L’Iran è responsabile per il suo appoggio e la complicità negli attacchi terroristici dell’11 settembre&lt;/li&gt;&lt;li&gt;L’Iranè un paese autoritario e antidemocratico, quindi è giustificabile unintervento di “Impegno e Responsabilità alla Protezione” (R2P) al finedi instaurare la democrazia.&lt;/li&gt;&lt;/span&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div align="justify" style="color: red; font-size: 18px; font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Arabia Saudita e Stati del Golfo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;In caso di guerra conl’Iran, verrebbero coinvolti gli Stati membri della NATO, nonché ipartner della NATO del “Dialogo Mediterraneo”, tra cui i Cinque Statidel Consiglio di Cooperazione del Golfo, l’Arabia Saudita e laGiordania. &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;br /&gt;L’Arabia Saudita e gli Stati del Golfo sono in possesso di unformidabile arsenale di armi, di aerei da combattimento F-15, dimissili Patriot, di elicotteri Apache e di navi da guerra (made inUSA); che verrebbero utilizzati contro l’Iran per conto dellacoalizione guidata dagli Stati Uniti.&lt;br /&gt;(Vedere The Gulf&amp;nbsp; Military Balance in 2010: An Overview | Center for Strategic and International Studies)&lt;br /&gt;Gli Stati Uniti occupano più di 30 basi e strutture militari, tra cuiuna base navale in Bahrein, il quartier generale del Comando Centraledegli Stati Uniti (CENTCOM), con sede in Qatar, per non parlare dellesue installazioni militari in Pakistan, Turchia e Afghanistan (vedicartina geografica)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="color: #8c5736; font-size: 12px; font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;img alt="" src="http://rt.com/files/news/iran-military-power-conflict-565/click-enlarge.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img alt="" src="http://perrystreetpalace.files.wordpress.com/2011/12/usbasessurroundingiran1.jpg?w=500&amp;amp;h=459" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="color: red; font-size: 12px; font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;*۞ basi o strutture militare statunitensi che circondano l’ Iran&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Secondo leprospettive di Washington, la Royal Air Force dell’Arabia Saudita èdestinata ad agire su mandato dell’Aeronautica militare degli StatiUniti, operativamente secondo il principio della “interoperatività”. &lt;br /&gt;L’aviazione militare dell’Arabia Saudita è dotata di aerei dacombattimento i più tecnologicamente avanzati, tra cui (fra gli altri)gli Eurofighter Typhoon, i Tornado IDS, gli F-15 e F-15E Eagle.&lt;br /&gt;Nel mese di ottobre 2010, Washington ha annunciato la sua più grandevendita di armi nella storia degli Stati Uniti, un acquisto di 60,5miliardi dollari da parte dell’Arabia Saudita.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Queste armi, anche seacquistate dall’Arabia Saudita, sono di fatto parte di un arsenale diarmi gestito dagli USA, che deve essere utilizzato in strettocoordinamento e dopo consultazione con il Pentagono. &lt;br /&gt;Nel 2010 sono state negoziate massicce vendite di armi anche con gli Stati del Golfo.&lt;br /&gt;Si dovrebbe, comunque, sottolineare la riluttanza delle élite algoverno in Arabia e negli Stati del Golfo ad una partecipazione attivain una guerra regionale, che scatenerebbe inevitabilmente attacchiaerei di rappresaglia da parte dell’Iran.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="color: red; font-size: 18px; font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Escalation: verso un conflitto regionale più allargato&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Se dovessero esserelanciati attacchi aerei, l’Iran scatenerebbe ritorsioni con attacchimissilistici diretti contro Israele e contro le strutture militaristatunitensi presenti nel Golfo Persico, nell’Iraq e in Afghanistan.&lt;br /&gt;L’Iran possiede l’ S 300, un sistema avanzato russo di difesa aerea.Questo è dotato di risorse missilistiche di medio e lungo raggio: imissili Shahab 3 e Sejjil hanno un raggio di azione di circa 2.000 km,consentendo loro di colpire obiettivi in Israele. Il Ghadr 1 ha unraggio di intervento di 1.800 km. (Vedere Haaretz, 28 settembre 2009)&lt;br /&gt;La guerra con l’Iran non sarebbe limitata a bombardamenti aerei.Potrebbe avere un seguito in un conflitto di terra con la Turchia,paese che sta svolgendo un ruolo strategico militare per conto dellacoalizione guidata dagli Stati Uniti ed Israele.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;br /&gt;Le forze di terra della Turchia sono dell’ordine di 500.000 uomini.Quelle dell’Iran sono dello stesso ordine di grandezza: 465.000 forzeregolari. Le forze turche verrebbero impiegate nelle zone di confinecon l’Iran e con la Siria del Nord.&lt;br /&gt;Il personale iraniano dell’aviazione militare e della marina militaresi aggira rispettivamente sull’ordine di 52.000 e 28.000 uomini.(Vedere tabella sottostante)&lt;br /&gt;I Guardiani della Rivoluzione, che costituiscono in Iran una forza diélite, sono dell’ordine di 120.000 elementi. Inoltre, l’Iran ha unaforza significativa paramilitare costituita da diversi milioni diuomini e donne chiamati Basij.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;br /&gt;Quindi, la guerra potrebbe coinvolgere anche la Siria (che è un alleatodell’Iran), la Palestina, il Libano e la Giordania, con lapartecipazione delle fanterie siriane così come degli Hezbollah, checon efficacia hanno annullato Israele nella sua invasione del Libanodel 2006. &lt;br /&gt;Secondo recenti sviluppi, l’Iran ha accresciuto le sue forniture&amp;nbsp; militari alla Siria e in Libano.&lt;br /&gt;A sua volta, la Russia ha una base navale nel sud della Siria e accordidi cooperazione militare con la Siria e l’Iran comportano la presenzadi consiglieri militari russi.&lt;br /&gt;La Russia sta dispiegando navi da guerra fuori della sua base navale aTartus, compreso l’incrociatore portaerei lanciamissili AmmiraglioKuznetsov. “Il dispiegamento ... segue la mossa degli Stati Uniti difar stazionare la portaerei George H.W. Bush, affiancata da un gruppodi battaglia formato dai cacciatorpediniere lanciamissili Truxtun eMitscher” al largo delle coste siriane.&lt;br /&gt;(Vedere M. K. Badrakumar, Russia deploying warships in Syria - Indian Punchline, 21 novembre 2011)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: red; font-size: 12px; font-weight: bold; text-align: center;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;img alt="" height="280" src="http://defense-update.com/images/Syrian_Naval_Base_at_Tartus-hr.jpg" width="400" /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La base navale russa di Tartus, Siria&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;img alt="" src="http://www.globalresearch.ca/articlePictures/kuznetsov.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;L’incrociatore portaerei lanciamissili Ammiraglio Kuznetsov&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;img alt="" src="http://www.globalresearch.ca/articlePictures/kuznetsovbSu-33_takeoff.jpg" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="color: red; font-size: 12px; font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Un Su 33 decolla dall’incrociatore portaerei lanciamissili Ammiraglio Kuznetsov nel Mediterraneo orientale&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;La Risoluzione 1929del Consiglio di sicurezza dell’ONU (giugno 2010) aveva imposto unregime di sanzioni contro l’Iran, che conduceva a un blocco temporaneodella cooperazione militare tra l’Iran e la Russia, come pure con laCina. &lt;br /&gt;Recenti sviluppi indicano che la cooperazione militare ha di fattoripreso, in seguito al rifiuto esplicito del 31 dicembre 2011, sia daparte della Cina che della Russia, del regime di sanzioni economicheimposto in buona sostanza da Washington.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;br /&gt;In uno scenario di escalation militare, le truppe e/o le forze specialidell’Iran potrebbero attraversare il confine con l’Afghanistan e l’Iraq.&lt;br /&gt;Dai tre teatri di guerra esistenti: Afghanistan-Pakistan (Af-Pak),Iraq, Palestina, lo scatenare una guerra contro l’Iran porterebbe a unaguerra regionale integrata.&lt;br /&gt;L’intera regione Medio Oriente-Asia Centrale, che si estende dalMediterraneo orientale al confine occidentale della Cina conl’Afghanistan e il Pakistan, divamperebbe, dalla punta della PenisolaArabica fino al bacino del Mar Caspio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="color: red; font-size: 18px; font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Il Caucaso e l’ Asia Centrale: competizione fra Alleanze militari&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Quale sarebbe ilcoinvolgimento dei “partner” degli Stati Uniti nel Caucaso, inparticolare della Georgia e dell’Azerbaigian? (Vedere MichelChossudovsky, The Iran War Theater's "Northern Front": Azerbaijan andthe US Sponsored War on Iran, Global Research, 9 aprile 2007).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Azerbaigian, il governo ha recentemente preso le distanze daWashington, e ha rifiutato la sua partecipazione ad esercitazionimilitari congiunte con gli Stati Uniti.&lt;br /&gt;Si afferma che l’accordo strategico bilaterale USA-Azerbaigian abbia raggiunto un punto morto: &lt;br /&gt;“Il desiderio di Baku di non irritare Mosca sembrerebbe precludere ognipossibilità da parte dell’Azerbaigian di ospitare una strutturamilitare degli Stati Uniti .... &lt;br /&gt;(Azerbaijan: US Military Ties with Baku Are Stagnating - Experts | EurasiaNet.org, 25 aprile 2011).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per contro, il governo della Georgia sostiene direttamente lo sforzobellico degli Stati Uniti contro l’Iran. Secondo ultime informazioni,il Pentagono sta finanziando la costruzione di ospedali militari dacampo statunitensi in Georgia, da utilizzare nell’eventualità di unaguerra con l’Iran.&lt;br /&gt;( Readies for War On Iran: US Builds Military Hospitals in Georgia, Global Research, 10 gennaio 2012)&lt;br /&gt;“Si tratta di pronto-soccorsi da 20 posti letto... Questo fa parte diun progetto statunitense. Sta iniziando nel Golfo Persico una grandeguerra tra gli USA e l’Iran. Sono stati assegnati 5 miliardi di dollariper la costruzione di questi ospedali militari”,&amp;nbsp; così ha affermatoJavelidze in un’intervista rilasciata al giornale georgiano KvirisKronika (Notizie della settimana) ... La costruzione è prevalentementea carico delle tasche statunitensi. Inoltre, in Georgia si stannoalacremente costruendo aeroporti... (Ibid)&lt;br /&gt;Ciò che ci fa capire il progetto di questi ospedali militari è che ilPentagono ha già stabilito logistiche dettagliate relative altrasferimento di militari statunitensi feriti sul campo di battagliacon l’Iran ai vicini ospedali militari in Georgia. Queste preparazioniavanzate suggeriscono che i piani di guerra sono in una fase veramenteavanzata, e che sono già stati predisposti gli scenari relativi alleperdite militari.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="color: red; font-size: 18px; font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Le Alleanze militari: La Shanghai Cooperation Organization (SCO) e la CSTO&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Le Alleanze dicontrapposizione militare all’asse USA-NATO-Israele sono la ShanghaiCooperation Organization (SCO) [Organizzazione di Shanghai per laCooperazione] e la Collective Security Treaty Organization (CSTO)[Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La SCO comprende il Kazakistan, la Repubblica popolare di Cina, laRepubblica del Kirghizistan, la Federazione Russa, la Repubblica diTagikistan e la Repubblica dell’Uzbekistan. &lt;br /&gt;La CSTO include sette repubbliche ex sovietiche, tra cui Russia,Bielorussia, Armenia, Kazakistan, Kirghizistan, Uzbekistan eTagikistan. &lt;br /&gt;L’Iran ha lo status di osservatore nella SCO.&lt;br /&gt;L’Uzbekistan si è ritirato dall’accordo di cooperazione militare GUUAMpromosso dalla NATO. Nel 2005 ha formalmente sfrattato gli Stati Unitidalla base aerea del Karshi-Khanabad, conosciuta come K2 (U.S. EvictedFrom Air Base In Uzbekistan, Washington Post, 30 luglio 2005).&lt;br /&gt;Significativamente, nella Repubblica del Kirghizistan, il nuovo elettoPresidente Almazbek Atambayev (nel novembre 2011) ha dichiarato che haintenzione di chiudere la base militare statunitense di Manas, quandoscade il contratto di locazione.&amp;nbsp; (Kyrgyzstan Says United States’ ManasAir Base Will Close - NYTimes.com, 1 novembre 2011)&lt;br /&gt;Quello che questi sviluppi suggeriscono è che le ex repubblichesovietiche dell’Asia centrale hanno riaffermato il loro rapportoprivilegiato con Mosca, che a sua volta ha portato al consolidamentodel blocco militare SCO-CSTO.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;img alt="" height="305" src="http://www.globalresearch.ca/articlePictures/CSTO%20and%20SCO.png" width="400" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="color: red; font-size: 18px; font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Egemonia militare mondiale degli Stati Uniti. Russia e Cina&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;La partecipazione diRussia e Cina a fianco dell’Iran è già di fatto nella prospettiva diaccordi di cooperazione prevalentemente militare, confermato questo daltrasferimento di sistemi d’arma e di relativa tecnologia in favoredell’Iran, dalla presenza di consiglieri militari russi, dallaformazione del personale, sia in Iran che in Siria. Inoltre, l’Iran halo status di osservatore nella SCO. &lt;br /&gt;Russia e Cina sono pienamente consapevoli che una guerra contro l’Iranè un trampolino di lancio verso una guerra più allargata. Entrambi ipaesi sono presi di mira dagli Stati Uniti e della NATO. La Russia èminacciata sui suoi confini con l’Unione europea, con armi didistruzione di massa di USA-NATO puntate contro le principali cittàrusse. Fatta eccezione della sua frontiera settentrionale, la Cina ècircondata da basi militari statunitensi, dalla penisola coreana al MarCinese Meridionale.&lt;br /&gt;Sia la Cina che la Russia sono percepite da Washington come una “minaccia globale”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;br /&gt;La Cina è stata il bersaglio di minacce velate lanciate dal presidente Obama e dalla Segretaria di Stato Hillary Clinton. &lt;br /&gt;Il&amp;nbsp; recente “National Defense Review”, come annunciato dal ministrodella Difesa Leon Panetta, prevede un bilancio della difesa allargato,al fine di contrastare la Russia e la Cina.&lt;br /&gt;Nell’ambito degli sviluppi della situazione, la Russia recentemente hanominato vice primo ministro Dmitrij Rogozin, che ha avvertitoWashington e Bruxelles che “Se qualcosa dovesse succedere all’Iran, sel’Iran dovesse essere trascinato in qualsiasi difficoltà politica omilitare, questo costituirebbe una diretta minaccia alla nostrasicurezza nazionale”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="color: red; font-size: 18px; font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Crescita vertiginosa della spesa per la difesa negli Stati Uniti: l’ideologia “Big Dog” del Pentagono&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;L’obiettivo di Washington è quello di stabilire il suo dominio militare sul mondo. &lt;br /&gt;Mentre la “guerra al terrorismo” e il contenimento degli “Staticanaglia” costituiscono ancora la giustificazione ufficiale e la forzamotrice degli Stati Uniti, Cina e Russia sono stato etichettate indocumenti dell’esercito e della Sicurezza Nazionale statunitensi comepotenziali nemici:&lt;br /&gt;“... Le forze armate degli USA ... stanno cercando di dissuadere lepotenze emergenti, come la Cina, dallo sfidare il dominio militaredegli Stati Uniti.” &lt;br /&gt;(Vedere Greg Jaffe, Rumsfeld details big military shift in new document, The Wall Street Journal, 11 marzo 2005) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In che modo Washington intende raggiungere il suo obiettivo di egemoniamilitare globale? Attraverso la crescita vertiginosa delle spese per ladifesa e con la continua crescita dell’industria statunitense degliarmamenti, che richiedono una pesante compressione di tutte lecategorie di spesa pubblica. &lt;br /&gt;Reso effettivo nel bel mezzo della più grave crisi economica dellastoria usamericana, l’aumento continuo delle spese per la difesaalimenta questa nuova corsa non dichiarata agli armamenti, incompetizione con la Cina e la Russia, con una massiccia quantità didollari di tasse incanalata verso gli appaltatori della difesa degliStati Uniti.&lt;br /&gt;“L’obiettivo dichiarato è quello di rendere il processo di sviluppo diavanzati sistemi d’arma così costoso, che nessun altra potenza almondo, come la Cina e la Russia, sarà in grado di competere o sfidareil “Big Dog” (il Cane Grosso), senza mettere a repentaglio la suaeconomia civile.”&lt;br /&gt;(Michel Chossudovsky, New Undeclared Arms Race:, Global Research, 17 marzo 2005)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa ideologia del “Big Dog”, un termine coniato dal Pentagono, è unaprecondizione per la “Globalizzazione della Guerra”. Si tratta di unprogramma diabolico per migliorare la macchina di morte usamericanaattraverso lo smantellamento dei programmi sociali e l’impoverimentodella gente negli Stati Uniti.&lt;br /&gt;“Al cuore di questa strategia sta la convinzione che gli Stati Unitidevono mantenere un vantaggio così grande nelle cruciali tecnologie[militari] che le potenze via via emergenti [Russia, Cina, Iran]concluderanno che sia troppo costoso per questi paesi anche il solopensare di tentare di rincorrere il ‘grande cane’. Questi paesirealizzeranno che non vale la pena sacrificare la loro crescitaeconomica”, così si esprimeva un consulente della difesa che era statoingaggiato per redigere sezioni del documento.&lt;br /&gt;(Greg Jaffe, Rumsfeld details big military shift in new document, The Wall Street Journal,11 marzo 2005)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" border="5" cellpadding="1" cellspacing="1" style="width: 500px;"&gt;    &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;            &lt;span style="color: red; font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La Repubblica Islamica di Iran:   risorse militari&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: red; font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;(&lt;i&gt;Dati del 2011&lt;/i&gt;)&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Popolazione totale: 77.891.220 &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;            &lt;div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Forza lavoro disponibile: 46.247.556 &lt;br /&gt;            &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Idonei al servizio militare: 39.556.497   &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;In età di servizio militare:   1.392.483 &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Militari in attività: 545.000 &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Attivi nella riserva: 650.000 &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Fanteria&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Carri armati: 1.793 &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Veicoli da combattimento corazzati   per trasporto truppe (APC/IFV): 1.560 &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Artiglieria trasportata: 1.575 &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Semoventi d’artiglieria: 865 &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Sistemi lancia missili: 200 &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Mortai: 5.000 &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Armi anticarro: 1.400&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Armi antiaeree: 1.701 &lt;br /&gt;            &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Veicoli logistici: 12.000 &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Forza aerea&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Aerei da combattimento: 1.030&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Elicotteri: 357&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Aeroporti in utilizzo: 319 &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Forza navale&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Navi da combattimento: 261 &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Naviglio di marina mercantile: 74 &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Porti e terminali importanti: 3 &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Portaerei: 0 &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Cacciatorpediniere: 3 &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Sottomarini: 19 &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Fregate: 5 &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Forza navale di pattuglia: 198 &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Caccia e posa mine: 7 &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Navi d’assalto trasporto anfibi: 26 &lt;br /&gt;            &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Fonti: &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.iraniandefence.com/iran-army/"&gt;&lt;span style="color: #333399; font-size: small;"&gt;Iran Army&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, &lt;span style="font-size: small;"&gt;www.iraniandefence.com&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.globalfirepower.com/country-military-strength-detail.asp?country_id=Iran"&gt;&lt;span style="color: #333399; font-size: small;"&gt;Iran Military Strength&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, &lt;span style="font-size: small;"&gt;www.globalfirepower.com&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;        &lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per concessione di&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.tlaxcala-int.org/" target="_blank"&gt;Tlaxcala&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Fonte: &lt;a href="http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&amp;amp;aid=28652" target="_blank"&gt;http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&amp;amp;aid=28652&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Data dell'articolo originale: 14/01/2012&lt;br /&gt;URL dell'articolo: &lt;a href="http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=6653"&gt;http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=6653&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4395420074814187943-7569166000578084447?l=sadefenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenza.blogspot.com/feeds/7569166000578084447/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4395420074814187943&amp;postID=7569166000578084447' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/7569166000578084447'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/7569166000578084447'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenza.blogspot.com/2012/01/battono-i-tamburi-di-guerra-provocare.html' title='Battono i tamburi di guerra: provocare l’Iran perché “spari il primo colpo”?'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4395420074814187943.post-8083928652889453434</id><published>2012-01-17T22:36:00.002+01:00</published><updated>2012-01-17T22:37:49.766+01:00</updated><title type='text'>Uscire dall'euro come alternativa: il caso dell'Argentina</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;table align="center" border="0" cellpadding="0" cellspacing="5" height="150"&gt; &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt; &lt;td align="center" valign="bottom"&gt;&lt;img border="0" height="150" src="http://www.tlaxcala-int.org/upload/aut_39.jpg" /&gt;  &lt;/td&gt; &lt;td align="center" valign="bottom"&gt;&lt;/td&gt; &lt;td align="center" valign="bottom"&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt;&lt;tr&gt; &lt;td align="center" colspan="3"&gt;&lt;a href="http://www.vnavarro.org/?p=6812"&gt;&lt;span class="auteur"&gt;   Vicenç Navarro     &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt;&lt;tr&gt; &lt;td align="center" colspan="3"&gt;&lt;span class="trad"&gt;  Tradotto da&amp;nbsp;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.tlaxcala-int.org/biographie.asp?ref_aut=1081&amp;amp;lg_pp=it"&gt;Alba Canelli&lt;/a&gt;  &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;         &lt;/td&gt; &lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;div style="font-size: 18px; font-style: italic; margin-left: 40px; margin-right: 40px;"&gt;Unateoria che è stata promossa da importanti ambienti finanziari, come ilFondo Monetario Internazionale (FMI), è quella sviluppata da due deisuoi economisti, Ken Rogoff e Carmen Reinhart, sorprendentementedefiniti in un recente articolo come "&lt;i&gt;nuovi guru dell' economia&lt;/i&gt;",i quali sostengono che le recessioni causate da crisi finanziariedevono essere risolte lentamente dopo molti anni di ripresa lenta edolorosa.  Nei loro scritti, questi autori sottolineano i termini &lt;i&gt;lenta&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;dolorosa&lt;/i&gt;. La promozione di questa teoria da parte del FMI e la sua accettazionenei mezzi di comunicazione finanziari ed economici neoliberali, sispiega nel fatto che, discolpa le politiche pubbliche responsabilidello scarso recupero delle economie europee e, più in particolare,quelle dei paesi sprezzantemente definiti come PIIGS (Portogallo,Irlanda, Italia, Grecia e Spagna), suini in inglese.&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 18px; font-style: italic; margin-left: 40px; margin-right: 40px;"&gt;&lt;img alt="" src="http://america24.com/data/photos/original/2469150.jpg" width="484" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Il problema di questa teoria è che facilmente si è dimostrata essere sbagliata.Cioè, ci sono prove per invalidano la sua tesi. Prendiamo, per esempio,quello che è successo in Argentina. Questo paese ha avuto un'enormecrisi finanziaria, dovuta in parte al fatto che il valore della suavaluta era fissato in euro (scusate, volevo dire in dollaro USA).Questa parità l'aveva portata ad avere un debito di 95.000 milioni didollari. Era il discepolo prediletto del Fondo MonetarioInternazionale, applicando le ricette di tale istituzione eraggiungendo un livello di debito impossibile da sostenere.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Quindi, contro il volere del FMI e con grande ostilità da parte diquesta istituzione, alla fine del 2001, il governo argentino ha decisodi abbandonare l'ancoraggio al dollaro e non pagare il debito al prezzofissato dal FMI. Il sistema finanziario argentino è crollato e tutte leprofezie predicevano che l'Argentina sarebbe entrata in recessione - alivelli di depressione - per molti, molti anni. Fin qui la teoria diRogoff e Reinhart.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;I dati, tuttavia, mostrano l'errore di quegli autori.  E' vero che l'economia argentina diminuì nella prima metà dell'anno.Ma recuperò ben presto, e in tre anni il livello di attività economicae la crescita erano già identiche a quelle del periodo pre-recessione. Parte della soluzione fu quella di recuperare la propria moneta e unapropria autonomia fiscale, garantita dalla propria Banca Centrale.Inoltre, non pagò il debito pubblico ai livelli richiesti, svalutandolo notevolmente. Tuttoquesto gli ha permesso di recuperare rapidamente, raggiungendo uno deilivelli di crescita economica più accentuati in America Latina, ildoppio del Brasile, per esempio.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Questa crescita ha avuto un impatto attraverso politiche pubblicheredistributive, per migliorare il benessere delle masse popolari.La povertà e la povertà estrema sono state ridotte di due terzi dal2002. La spesa pubblica sociale è triplicata nel periodo 2002-2010. Enel 2009, sviluppò un programma di trasferimenti pubblici all'infanzia,che ha riguardato 3,5 milioni di bambini, diventando il programma diriduzione della povertà infantile più ambizioso dell'America Latina. Ladisuguaglianza è diminuita. Nel 2001 i super-ricchi (il 5% del redditosuperiore) avevano un reddito 32 volte quello dei poveri (il 5% direddito inferiore). Nel 2010 era 17 volte.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;E' vero che l'inflazione era troppo elevata, anche per glistandard dell'America Latina. Un 20-25% all'anno. Bene, ora se i salariaumentano più dell'inflazione (come sta avvenendo) e la protezionesociale, continua a ridurre le disuguaglianze, l'impatto di taleinflazione è meno dannoso di quello che sembra. Inoltre,quest'inflazione può e deve essere abbassata, ma non può essere usataper negare le grandi conquiste dell'Argentina, il che spiega l'ampiosostegno popolare al proprio governo, ampiamente rieletto alle ultimeelezioni (&lt;i&gt;&lt;a href="http://www.cepr.net/index.php/publications/reports/the-argentine-success-story-and-its-implications"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;The Argentina Success Story and its implication&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. Center for Economic and Policy Research. 2011&lt;/i&gt;)&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Per valutare l'esperienza argentina dovrebbe essere confrontatacon ciò che sarebbe successo se non avesse cambiato le sue politiche.Come previsto da Reinhart e Rogoff, sarebbe stata per lungo tempo(dieci o quindici anni) in una ripresa lenta e dolorosa. Invece, harecuperato ed è cresciuta rapidamente, distribuendo in modo piùuniforme la ricchezza prodotta in questi anni.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;La Spagna non è l'Argentina.  Ma è importante studiare lapossibile rilevanza di quell'esperienza per la Spagna. Lasciare l'euronon sarebbe la mia prima proposta per uscire dalla crisi. Penso che sia meglio iniziare a trasformare l'architettura dell'UnioneEuropea e dell'Eurozona con la costituzione di una Banca Centrale (laBanca Centrale Europea non è una banca centrale, per paradossale chesembra: in realtà è una lobby della banca), un Dipartimento Tesoro edaltre misure, tra cui la democratizzazione delle istituzionidell'Unione Europea volta a costruire gli Stati Uniti d'Europa. Ma temoche il dominio neoliberista della struttura del governo dell'Eurozona edell'Unione Europea impedisce questo sviluppo, in questo caso lasituazione insostenibile attuale si perpetuerà (che è ciò che vuole ilcapitale finanziario).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&amp;nbsp;&lt;img alt="" height="286" src="http://images2.corriereobjects.it/gallery/Esteri/2012/01_Gennaio/ungheria/1/img_1/ung_13_672-458_resize.jpg?v=20120115133651" width="400" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="color: red; font-size: 12px; font-weight: bold;"&gt;Rivolta in Ungheria contro l'Unione Europea il 14 gennaio 2012&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Così, tutte le alternative devono essere considerate, compresal'uscita della Spagna (e di Grecia, Portogallo, Irlanda e anchedell'Italia, se lo si desidera) dall'euro. La sua permanenza nell'euro,senza fare riforme mirate, significherà la Grande Depressione permilioni di cittadini di questi paesi. Inoltre, la discussione di questapossibilità - di uscire dall'euro - faciliterebbe la mano della Spagnanei negoziati con il governo Merkel e Sarkozy, dal  momento che questa uscita è l'ultima cosa che vogliono tali governi, giacchè  significherebbe il crollo delle loro banche.Da ciò deriva l'urgenza di avviare il dibattito sull'uscita dall'eurodella Spagna, dal momento che l'assenza di questo dibattito staimpoverendo il nostro paese.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Per concessione di&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.vnavarro.org/" target="_blank"&gt;Vicenç Navarro&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Fonte: &lt;a href="http://www.vnavarro.org/wp-content/uploads/2012/01/salirse-del-euro-como-alternativa.pdf" target="_blank"&gt;http://www.vnavarro.org/wp-content/uploads/2012/01/salirse-del-euro-como-alternativa.pdf&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Data dell'articolo originale: 13/01/2012&lt;br /&gt;URL dell'articolo: &lt;a href="http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=6629"&gt;http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=6629&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4395420074814187943-8083928652889453434?l=sadefenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenza.blogspot.com/feeds/8083928652889453434/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4395420074814187943&amp;postID=8083928652889453434' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/8083928652889453434'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/8083928652889453434'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenza.blogspot.com/2012/01/uscire-dalleuro-come-alternativa-il.html' title='Uscire dall&apos;euro come alternativa: il caso dell&apos;Argentina'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4395420074814187943.post-6347816095622539400</id><published>2012-01-16T01:00:00.000+01:00</published><updated>2012-01-16T21:09:48.276+01:00</updated><title type='text'>Le Agenzie di rating bocciano la cura di ferro franco-tedesca</title><content type='html'>&lt;div id="titolo_articolo"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="overflow: auto; width: 100%;"&gt;&lt;img height="205" id="iltesto_img" src="http://www.ilmanifesto.it/typo3temp/pics/58e12563c1.jpg" style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 20px;" width="295" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="per_articolo" style="width: 290px;"&gt;&lt;div class="text_firma" style="border-bottom: 0px none; width: 100%;"&gt;&lt;span class="firma"&gt;Francesco Piccioni&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="display: block; margin-bottom: 10px; text-transform: uppercase;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="testo_blog" style="border-top: 1px solid rgb(170, 170, 170); display: block; width: 100%;"&gt;&lt;div style="display: block; margin-bottom: 10px; margin-top: 10px; text-transform: uppercase;"&gt;&lt;a href="http://www.ilmanifesto.it/"&gt;ilmanifesto&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="bottone3"&gt;&lt;a href="javascript:;"&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="sommarione"&gt;&lt;div&gt;&lt;div class="bodytext"&gt;Standards&amp;amp;Poor'sdopo il declassamento di 9 paesi europei ne spiega le ragioni:sbagliate le politiche mirate solo a ridurre il debito. I consumatorismetteranno di comprare. La zona euro ha il 40% di possibilità dientrare in recessione nel 2012.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="firma_print"&gt;&lt;b style="color: red;"&gt;Francesco Piccioni &lt;/b&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div class="bodytext"&gt;Ma non è che Standard&amp;amp;Poor's sia diventata improvvisamente marxista?  Non c'è pericolo, ovviamente, ma nel &lt;b&gt;mondo rovesciato&lt;/b&gt;in cui siamo abituati a vivere - qui in Italia - qualcuno potrebbepersino cominciare a pensarlo. Nella conferenza stampa di ieri,infatti, il direttore generale della potente quanto controversa agenziadi rating statunitense ha spiegato chiaramente che la raffica didowngrading contro ben 9 dei 17 paesi europei presi in esame ha inrealtà un obiettivo solo: l'idiozia delle politiche con cui l'Europa hafin qui affrontato la crisi finanziaria. Troppo &lt;b&gt;sbilanciate&lt;/b&gt; su un unico pilastro: il «rigore  nei conti pubblici», univocamente orientate alla riduzione del debito. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div class="bodytext"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div class="bodytext"&gt;&lt;br /&gt;Ma nessun asino - fondamentalmente ilavoratori dei vari paesi, chiamati a far sacrifici durissimi - puòdavvero assumere su di sé per così tanto tempo un carico tanto gravososenza, prima o poi, stramazzare. Ovvero smettere di consumare,comprare, vivere, curarsi, ecc. E se non c'è più chi compra nei paesi«ricchi» (saremmo noi, ma ce lo stiamo dimenticando), il circo globalerischia di smettere di girare. Insomma: senza &lt;b&gt;«crescita vera»&lt;/b&gt;(economica, in qualche misura anche sociale, di circolazione, di spesacomplessiva - pubblica e privata), non se ne viene fuori.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div class="bodytext"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div class="bodytext"&gt;Un attacco frontale alla linea seguita finqui dalla Germania, e subita con molti mugugni francesi e qualcheborborigmo reazionario in casa nostra, ma in più occasioni applauditacon modalità suicide dal gotha «democratico».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vediamo i dettagli. L'economia  della zona euro, secondo Moritz Kraemer, ha un &lt;b&gt;40% di possibilità &lt;/b&gt;dientrare in recessione quest'anno, con una contrazione stimata per oraall'1,5%. La «delusione» più recente è dipesa dalle scelte della BancaCentrale Europea (Bce) da cui S&amp;amp;P si attendeva un incremento degliacquisti - sul mercato secondario - dei titoli di stato dei paesi indifficoltà, come Spagna e Italia, soprattutto. In questo modo sarebbestato sostenuto &lt;b&gt;il valore di questi titoli&lt;/b&gt;, contenuti gli spread e anche  il valore patrimoniale di molte banche. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div class="bodytext"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div class="bodytext"&gt;&lt;br /&gt;Invece è avvenuto il contrario: la Bceha comprato di meno, su pressione dei membri tedeschi dell'istituo diFrancoforte, e i valori hanno ripreso a scendere in modo preoccupante. &lt;b&gt;L'Italia&lt;/b&gt;,una volta tanto, non è l'unico problema in città. Certo, la suasituazione non è buona - spiega S&amp;amp;P - ma con Monti la politicaitaliana «è profondamente cambiata» (sostituita, potremmo aggiungere).Tuttavia, quel che ha fatto fin qui «non è sufficiente a superare iventi contrari». &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div class="bodytext"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div class="bodytext"&gt;&lt;br /&gt;Venti terribili, che stanno travolgendoanche la più solida e orgogliosa Francia. La quale richia un altrotaglio del rating «se la sua economia dovesse peggiorare». Ma non c'èfretta: Spagna e Italia restano per ora al centro del mirino. E ilmotivo è semplice: sono i&lt;b&gt; due paesi più grandi&lt;/b&gt;, dopo l'«assecarolingio» e, se dovessero avere necessità di rifinanziamento deldebito pubblico, il «fondo salva-stati» fin qui creato (tra i 440 e i500 miliardi) sarebbe assolutamente insufficiente. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div class="bodytext"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div class="bodytext"&gt;&lt;br /&gt;In questo scenario appare quasisecondario che l'Istituto di finanza internazionale (Iif) - cherappresenta i debitori privati della Grecia - abbia sospeso i negoziatiper la ristrutturazione del debito di Atene, nonostante una riduzionenominale davvero inconsueta delle quotazioni dei titoli di stato daloro detenuti: il 50%. Qui &lt;b&gt;non si è  vista traccia&lt;/b&gt; diinterventi da parte della Bce, e S&amp;amp;P lo fa notare. Non perché siaspettasse un ruolo sostitutivo e improprio, ma per l'evidente assenzadi altri strumenti &lt;b&gt;«operativi»&lt;/b&gt; sul campo. Detto infatti del«fondo salva-stati» (di cui sembra pacifico doversi attendere a breveun abbassamento del rating, visto che solo quattro paesi finanziatorigodono della «tripla A»), non resta molto. E quindi «&lt;b&gt;la Bce&lt;/b&gt; può e deve fare di più».&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div class="bodytext"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div class="bodytext"&gt;La pressione evidente è per  traformarla rapidamente nel &lt;b&gt;«prestatore di ultima istanza»&lt;/b&gt;che i mercati pretendono ci sia, ma che la Germania non vuole essere.Nessun altro paese, infatti, ha in questo momento la forza e lacredibilità - non diciamo di sostituire - di affiancare Berlino inquesto ruolo. Tantomeno lo hanno le istituzioni sovranazionali europee,sul piano finanziario. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div class="bodytext"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div class="bodytext"&gt;&lt;br /&gt;È noto che la Merkel preferirebbe digran lunga un intervento del Fondo monetario internazionale (Fmi), chepermetterebbe di diluire la quota di &lt;b&gt;esposizione tedesca&lt;/b&gt; e noncambiare la natura (e lo Statuto) della Bce. Ma non è che ChristineLagarde, direttrice del Fmi, sia così disponibile (la composizione dicapitali del fondo coinvolge molti paesi extraeuropei, a partire dagli«emergenti», parecchio critici con la Ue).&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div class="bodytext"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div class="bodytext"&gt;In questo sommovimento, paradossalmente, chine esce rafforzato a livello continentale è proprio Mario Monti. Perlui S&amp;amp;P ha &lt;b&gt;parole di  miele&lt;/b&gt;. Anzi, minaccia che l'eventuale«opposizione di lobby e interessi particolari», tali da bloccare ilvaro di ulteriori «riforme», potrebbe presto far precipatareall'inferno il già scadente «rating» nazionale.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div class="bodytext"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div class="bodytext"&gt;&lt;br /&gt;Monti  naturalmente lo sa e &lt;b&gt;vuole accelerare&lt;/b&gt;.Fuori d'Italia si limita a suggerire un'«Europa più forte», masoprattutto una Bce più autonoma (da Berlino). Qui da noi, invece,pretende un via libera incondizionato a una &lt;b&gt;ristrutturazione delle relazioni industriali&lt;/b&gt;,oltre che degli assetti corporativi di molte professioni, tali dalasciare il lavoro senza alcuna difesa organizzata e autonomia sociale.È qui che le mosse di Monti non combaciano più di tanto con quellesperate anche da Standar&amp;amp;Poor's. Perchè uscendo dalle «formulazionidi principio», si deve scendere nei dettagli. E lì vengono fuoridiavoli di ogni dimensione. Tutti liberisti.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4395420074814187943-6347816095622539400?l=sadefenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenza.blogspot.com/feeds/6347816095622539400/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4395420074814187943&amp;postID=6347816095622539400' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/6347816095622539400'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/6347816095622539400'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenza.blogspot.com/2012/01/le-agenzie-di-rating-bocciano-la-cura.html' title='Le Agenzie di rating bocciano la cura di ferro franco-tedesca'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4395420074814187943.post-57896862970183937</id><published>2012-01-15T16:45:00.000+01:00</published><updated>2012-01-15T16:45:08.675+01:00</updated><title type='text'>SA DEFENZA</title><content type='html'>&lt;div data-referrer="pagelet_profile_photo" id="pagelet_profile_photo"&gt;&lt;div class="profileimage" id="profileimage"&gt;&lt;span&gt;&lt;img alt="sa defenza sotziali" class="logo img" height="273" id="profile_pic" src="http://profile.ak.fbcdn.net/hprofile-ak-snc4/50236_287144895710_3689_n.jpg" width="400" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4395420074814187943-57896862970183937?l=sadefenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenza.blogspot.com/feeds/57896862970183937/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4395420074814187943&amp;postID=57896862970183937' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/57896862970183937'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/57896862970183937'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenza.blogspot.com/2012/01/sa-defenza.html' title='SA DEFENZA'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4395420074814187943.post-3562830739633795095</id><published>2012-01-15T16:34:00.001+01:00</published><updated>2012-01-15T16:34:23.591+01:00</updated><title type='text'>Priorità e compiti dell’audit del debito pubblico in Europa al tempo della Troika</title><content type='html'>&lt;span class="sous_titre_pp"&gt;&lt;i&gt;Alcuniinsegnamenti utili dell'esperienza della commissione per una campagnaper un "audit" del debito pubblico greco, dopo un anno di lavoro&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;  &lt;br /&gt;&lt;table align="center" border="0" cellpadding="0" cellspacing="5" height="150"&gt; &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt; &lt;td align="center" valign="bottom"&gt;&lt;a href="http://www.tlaxcala-int.org/biographie.asp?ref_aut=1253&amp;amp;lg_pp=it"&gt;&lt;img border="0" height="150" src="http://www.tlaxcala-int.org/upload/aut_1253.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;  &lt;/td&gt; &lt;td align="center" valign="bottom"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;td align="center" valign="bottom"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt;&lt;tr&gt; &lt;td align="center" colspan="3"&gt;&lt;span class="auteur"&gt;  &lt;a href="http://www.tlaxcala-int.org/biographie.asp?ref_aut=1253&amp;amp;lg_pp=it"&gt;Giorgos Mitralias Γιώργος Μητραλιάς &lt;/a&gt;   &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.cadtm.org/Quelles-priorites-taches-et"&gt;http://www.cadtm.org/Quelles-priorites-taches-et&lt;/a&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt;&lt;tr&gt; &lt;td align="center" colspan="3"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Tradotto da  Titti Pierini&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;div style="font-size: 18px; font-style: italic; margin-left: 40px; margin-right: 40px;"&gt;&lt;b&gt;Nelmomento in cui la Campagna greca per l’audit del debito pubblicoraccoglie emuli un po’ in tutt’Europa, s’impone un primo bilancio dellasua attività per trarne utili insegnamenti per tutti. Poiché, infatti,la campagna greca ha compiuto i primi passi esattamente un anno fa, edè stata la prima a tentare quest’esperimento, finora completamenteinedito nel Nord planetario, è più che normale che si rifletta sullesue acquisizioni e i suoi dilemmi, i successi e i vicoli ciechi, perlanciare (finalmente!) la discussione non più sul debito stesso, mapiuttosto sulla portata politico-sociale e soprattutto movimentista edemancipatrice della lotta autonoma e “dal basso” per il suo “audit”.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Tenendo presente questo, si impone una prima constatazione di fondoa mo’ di avvertenza: pur essendo ricchissima di insegnamenti pratici eteorici, l’esperienza ecuadoriana d’audit (riuscita) del debitopubblico non si può ripetere nell’Europa della crisi ai tempi dellaTroika! Il motivo è molto semplice: tranne che in una situazioneveramente prerivoluzionaria, non vi sarebbe mai un presidente Correaeuropeo a sottoscrivere decreti che facilitano il compito di unaCommissione autonoma d’audit del debito. Inutile dire che nel caso diuna situazione del genere in Europa, questa questione tenderebbe aeclissarsi di fronte all’urgenza di altri compiti…&lt;br /&gt;Questa prima osservazione è ricca di insegnamenti molto pratici. Inprimo luogo, contribuisce parecchio a collocare con maggior precisionele ambizioni e la funzione delle campagne per l’audit del debitopubblico che stanno per nascere un po’ ovunque in Europa.L’impossibilità “oggettiva” di avere dei “Correa” europei si traduce inquella degli audit autonomi a penetrare nel segreto di Stato dei propridebiti, vale a dire di avere accesso a tutti i documenti indispensabiliper individuare la parte illegittima (e scandalosa) del debito stesso.Al tempo dei diktat della Troika sopranazionale, in cui la borghesiaviola allegramente la propria Costituzione e svuota pressoché di ognicontenuto democratico il proprio regime parlamentare (si veda il casogreco, che è ben lungi dal rappresentare un’eccezione alla regola),sarebbe illusorio ed anche ingenuo pensare che soltanto invocare idiritti democratici riuscirebbe a costringere i guardiani del tempiocapitalistico ad aprirne gli archivi per agevolare la realizzazione diun audit del (loro) debito pubblico…&lt;br /&gt;Tuttavia, le difficoltà degli audit europei non si riducono al soloostruzionismo attivo delle autorità dei paesi in questione. In realtà,è ormai la Santa Alleanza del Fondo Monetario Internazionale (FMI),della Banca Centrale Europea (BCE) e della Commissione Europea (CE),sostenuta dal complesso delle cancellerie europee, a vietare in tutti imodi, o perlomeno a rendere molto difficile, la realizzazione di unaudit integrale di un debito, perché la considerano – per la verità agiusto titolo – un vero e proprio crimine di lesa maestà, in questitempi gravidi di ogni pericolo! Evidente la conseguenza pratica:portare a termine un audit civico integrale e dettagliato del debitopubblico nell’Europa di oggi è praticamente quasi impossibile! È unaverità che va riconosciuta, spiegata e detta esplicitamente, perchéaltrimenti la dura realtà si vendicherebbe di illusioni infondate,suscitando ben presto lo scoraggiamento di militanti ed esperti inbuona fede nel momento in cui si rendessero conto che stavanoinseguendo una chimera…&lt;br /&gt;&lt;span class="texte1"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;img alt="" height="136" src="http://www.tlaxcala-int.org/upload/gal_4500.jpg" width="400" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="texte1"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attenzione, però: l’impossibilità oggettiva di condurre a termine unaudit civico integrale del debito nell’Europa attuale non significa inalcun modo che sia impossibile intraprendere e fare avanzare un audito, più ancora, tradurre in forte movimento di massa la “filosofia” diquest’audit del debito pubblico. Del resto, solo lo sviluppo di questoforte movimento di “quelli che stanno in basso” potrebbe, in compenso,creare rapporti di forza in grado di spezzare le resistenze di “quelliche stanno in alto” per condurre in porto gli audit del debito pubblico…&lt;br /&gt;Avviare – e fare avanzare il più oltre possibile – un audit deldebito significa in primo luogo porre pubblicamente il problema dellatrasparenza e della gestione democratica di questo stesso debito.Questo ha come conseguenza quasi immediata il fatto di desacralizzare edi demistificare il debito agli occhi dei cittadini che sono statieducati (da quelli in alto) a non impicciarsi di affari che spettanoagli “esperti” e ai governanti, a non esercitare il loro dirittodemocratico di controllare gli atti delle “autorità”. È un compito chele campagne dell’audit si devono assumere prioritariamente, se voglionoabituare la società all’idea: a) che non deve lasciar decidere altri alposto suo, e b) che deve prendere nelle sue mani il proprio destino.&lt;br /&gt;&lt;div align="justify" style="color: red; font-size: 18px; font-weight: bold;"&gt;L’audit di esclusiva spettanza degli esperti?&lt;/div&gt;La condizione sine qua non per mettere in moto e fare avanzarel’audit del debito pubblico con successo è che non sia, findall’inizio, questione unicamente di esperti, anche se di sinistra emolto radicali! Data, infatti, l’impossibilità che vi siacollaborazione da parte dei governanti e dello Stato, sono solamente lasocietà mobilitata e i cittadini “anonimi” nei ministeri, nei servizipubblici e i comuni, nelle imprese, nelle facoltà e negli uffici chepossono avvertire la Commissione e i suoi esperti dell’esistenza diprestiti e di debiti illegittimi e scandalosi, e che possono forniredocumenti ufficiosi e orientare l’audit in modo corretto. Insomma,senza la collaborazione o, meglio, la partecipazione attiva di questi“anonimi” con conoscenza diretta dei dossier degli scandali, l’audit onon esisterà o sarà condannato in partenza a cose generiche, senza mairiuscire ad entrare nel vivo del tema dei debiti illegittimi.&lt;br /&gt;Evidentemente, un simile approccio dell’audit deve tener contocostantemente del fatto che, prima o poi, vi sarà un intervento – ancheduro – dello Stato per bloccare l’indagine e far tacere le voci checontestano la legittimità del suo debito.. Questo significa: a)che nonsi alimentano illusioni sull’eventuale sbocco finale dell’audit; B) chesi preparano i militanti della campagna dell’audit, ma anche tutta lasocietà, in vista dell’intervento brutale di quelli che voglionobloccare l’indagine.&lt;br /&gt;Questo approcio realistico ha il merito di non limitare in partenzail campo di indagine al solo debito pubblico “ufficiale”. Dal momento,infatti, che si auspica e si incoraggia la partecipazione attiva deicittadini all’audit, ci si deve aspettare che questi e i loromovimenti, sindacati e altre reti sociali vengano a bussare all’usciodella Commissione (o campagna) d’audit per chiedere il suo aiuto e e ilsuo retroterra di conoscenze specifiche (know-how) per effettuare auditdi debiti di cui prima ignoravano l’esistenza! E, occorre ammetterlo, èsoprattutto l’audit di questi debiti che ha maggiori possibilità diapprodare a risultati concreti e politicamente utili, in quanto basatosull’insostituibile contributo di coloro che vi apportano la propriaconoscenza del campo e la ridda di documenti ottenuti con le lorobattaglie.&lt;br /&gt;Un’altra conseguenza pratica di questo “approccio realistico”dell’audit del debito pubblico all’epoca della Troika e dellarepressione feroce è che il tempo che questo audit ha a disposizionenon è illimitato, che è contato in partenza. In poche parole, vuol direche il lavoro di indagine non può allargarsi alla totalità del debitoin questione, ma che – fin dall’inizio – deve concentrarsi su alcunipochi debiti (due o tre) che appaiono i più scandalosi, perché l’auditottenga il più presto possibile risultati tangibili. Perché, bisognadirlo, la credibilità ottenuta agli inizi presso la società dallacampagna per l’audit del debito non è eterna, soprattutto in questitempi di crisi sistemica che logora in fretta il morale e il fisicodella gente. Allora, per rinnovare e conservare intatta questacredibilità, senza la quale non c’è campagna, contro il debito, abbiamorapidamente bisogno di risultati. Anche minimi, ma concreti…&lt;br /&gt;La conclusione salta agli occhi: non si può avere audit civico deldebito degno di questo nome senza che vi sia attiva e direttapartecipazione della società mobilitata, senza che vi si associno, suun piano di completa parità, i movimenti sociali, sindacati operai eassociazioni di cittadini di ogni genere che vogliono battersi controil debito e per il suo audit dal basso.&lt;br /&gt;Detto questo, la presenza dei lavoratori e dei cittadini mobilitatinelle campagne per l’audit del debito pubblico non può limitarsi alruolo “utilitario che gli abbiamo appena assegnato. Trovandosi ormai difronte a una crisi cataclismatica del capitalismo e del suo sistemapolitico che costringe, almeno – per cominciare – in alcuni paesi, unalarga maggioranza di cittadini a radicalizzarsi e a cercare soluzioniradicali, bisogna finalmente porsi il problema del fine vero dell’auditdel debito, vale a dire a cosa serve o, meglio, a che cosa deveservire. Allora, nelle attuali condizioni di crisi sistemica e di lottedi classe parossistiche, la nostra deve essere una risposta categorica:non sono i cittadini a doversi porre al servizio dell’audit, ma èl’audit a dover servire le lotte di resistenza e di emancipazione deicittadini! L’audit del debito non è un fine in sé. Ma solo unostrumento, un mezzo al servizio della lotta per l’emancipazione ddeilavoratori e di tutti i cittadini che subiscono l’oppressionecapitalistica.&lt;br /&gt;&lt;span class="texte1"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;img alt="" height="137" src="http://www.tlaxcala-int.org/upload/gal_4499.jpg" width="400" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="texte1"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify" style="color: red; font-size: 18px; font-weight: bold;"&gt;Generalizzare gli audit di coloro che stanno in basso!&lt;/div&gt;Eccoci dunque giunti a quella che deve essere la missione, laprincipale priorità, il compito, lo scopo finale ed anche la ragiond’essere di una campagna per l’audit del debito pubblico nell’Europadella fase della Troika: il concreto incoraggiamento della messa inmoto delle masse di cittadini in rivolta contro il sistema attraversola generalizzazione degli audit avviati da loro stessi, là dove vivono,lavorano, consumano, studiano, si curano, respirano, comunicano, siesprimono, si divertono e sviluppano la propria personalità!&lt;br /&gt;Allora, pur rispettando l’autonomia dei movimenti sociali che sono,in ultima analisi, i soli atti a scegliersi gli obiettivi e le forme dilotta, la parola d’ordine di un approccio del genere della lotta civicacontro il debito e per l’audit del debito non può non essere:Controlliamo noi stessi chi ci governa – Apriamo noi stessi i libricontabili – Prendiamo nelle nostre mani i nostri destini»!&lt;br /&gt;Ma – ci si chiederà – in che cosa consiste quest’incoraggiamentoattivo della mobilitazione delle masse di cittadini in rivolta, cuiabbiamo accennato? Che cosa deve fare, insomma, una campagna perl’audit del debito per trasformare la sua battaglia in termini dimobilitazione alla base della società? La risposta è evidente: la primacosa che deve fare è quella di rivolgersi direttamente alla società perspiegare con chiarezza e senza mezzi termini le sue intenzioni, ilperché, il come e l’obiettivo finale di ciò che intende fare. Vale adire, abituare i lavoratori e “coloro che stanno in basso” all’idea chesono in grado, che possono e devono (auto)organizzarsi per realizzare ipropri audit là dove abitano, lavorano, studiano e vivono. Niente dimeglio, allora, che un appello/manifesto ai cittadini che “legittimi” –spiegando, analizzando e dandogli un senso – il formarsi ovunque dicomitati civici di base intorno alla parola d’ordine «Controlliamo ilpotere, prendiamo in mano i nostri destini, apriamo i libri contabilidi coloro che ci governano»…&lt;br /&gt;Va da sé che questi comitati civici di base godano di una completaautonomia rispetto alla Commissione d’audit del debito pubblico, purassociandosi a questa nel quadro per la campagna generale. Quinaturalmente si pone – per l’ennesim a volta – la questionechiavedell’autonomia dei movimenti sociali, che continua ad essereproblematica per le formazioni della sinistra, di qualsiasi tendenza.Il dibattito su questo tema è, in pratica, vecchio quanto il movimentooperaio, né vorremmo riprendere qui gli argomenti di principio infavore dell’indipendenza dei movimenti sociali. Sarebbe, invece,interessante soffermarsi un po’ su una “novità”, su un ulterioreargomento proposto dalla più bruciante attualità: voler trattare imovimenti sociali come cinghie di trasmissione di scelte (politiche oaltre) decise altrove e non al loro interno, è oggi la strada più breveper arrivare ad isolarsi dalla frangia più avanzata della società,dalle sue avanguardie! Non dimostrare rispetto totale per l’autonomiadei movimenti di base vuol dire tagliarsi fuori in anticipo daimovimenti come quelli degli Indignados, degli Aganaktismeni o di OccupyWall Street, che affermano gelosamente la propria indipendenza e sicontraddistinguono per l’accentuata diffidenza verso il mondo politicotradizionale.&lt;br /&gt;Ma – si obietterà – che cosa resterebbe dei rapporti tra laCommissione d’audit con i suoi comitati civici di base se questifossero completamente indipendenti? Non è difficile rispondere:l’indipendenza non esclude assolutamente l’esistenza di rapporti, ancheforti, purché naturalmente essi si sviluppino spontaneamente e su unpiano di parità. Più in concreto, la Commissione d’audit del debito puòe deve conquistarsi la fiducia dei comitati civici di basedimostrandosi, semplicemente, utile per le loro lotte e i lorointerventi quotidiani. Come? Fornendo il proprio aiuto (eventualmenteanche materiale), i suoi consigli, i suoi contatti nazionali einternazionali, ma soprattutto la sua visione complessiva dellasituazione e delle sue prospettive in funzione delle esigenze dellalotta anticapitalistica.&lt;br /&gt;La Commissione d’audit del debito pubblico può inoltre, e deve,fungere da punto di riferimento (programmatico e politico) di fondo pertutti questi comitati civici di base. Deve metterli in rete,facilitarne il coordinamento, fornire loro la concreta possibilità dientrare in contatto con campagne e movimenti analoghi all’estero,facendoli approfittare delle esperienze di questi, organizzare per iloro militanti corsi di formazione teorica e pratica (ad esempio, cosaoccorre sapere per realizzare un audit…), ecc. ecc. Ecco, in pocheparole, in che cosa deve consistere il contributo tangibile di unaCommissione di audit a un movimento sociale con la stessa sensibilità.In sintesi: ecco come una Commissione del genere può acquistare lafiducia dei comitati di base e sviluppare rapporti solidali con questi,pur rispettandone scrupolosamente l’indipendenza e l’autonomia.&lt;br /&gt;È evidente che la messa in rete di tutti i comitati non può avvenirein un giorno, ma richiede un certo lasso di tempo. Ma questaprospettiva va dichiarata e spiegata fin dall’inizio, non solo perchécorrisponderebbe alla verità che non si ha alcun interesse anascondere, ma anche perché occorre che l’azione dei comitati di basedei cittadini si impregni quanto prima possibile di questo spiritotollerante e unitario, senza il quale non esiste movimento sociale ingrado di animare gli sfruttati, né di contestare l’onnipotenzacapitalista. Ma c’è di più. Nel caso di crisi sistemiche prolungateaccompagnate da acuti scontri di classe (come, ad esempio, nella Greciadi oggi), non vanno perse di vista la potenzialità della dinamicasviluppata dall’estensione e la messa in rete di comitati civici dibase di questo tipo. Nella misura in cui si impongano come fattoriindispensabili della gestione del quotidiano di larghi strati sociali,essi possono cominciare ad apparire – a giusto titolo, d’altra parte –come embrioni di un contro-potere nascente, di un contro-poterealternativo. Pur sembrando ancora ben remota, una simile prospettivanon ha più a che vedere con il “teatrino della politica”, se si tieneconto sia della gravità dell’attuale crisi sistemica, sia dellaradicalità della rivolta popolare che questa suscita in seno allenostre società. Allora, un congresso di tutti questi comitati civici dibase che svolgono ogni giorno il proprio controllo – ed eventualmenteil proprio diritto di veto – sulla gestione delle varie autoritàpubbliche e private, nazionali e locali, costituirebbe un enorme saltodi qualità nella lotta di “quelli che sono in basso” contro gli orrorineoliberisti!&lt;br /&gt;&lt;span class="texte1"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;img alt="" height="135" src="http://www.tlaxcala-int.org/upload/gal_4501.jpg" width="400" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="texte1"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò che vale per i comitati civici di base rispetto alla Commissioned’audit del debito vale anche per tutti i movimenti che si battono perl’annullamento del debito illegittimo. In Grecia, ad esempio,l’“Iniziativa delle donne contro il debito e le misure d’austerità”che, pur essendo completamente indipendente, mantiene rapporti distretta collaborazione con la campagna per l’audit del debito pubblico,è riuscita in pochi mesi non solo a sviluppare una solidaargomentazione spiegando e “legittimando” la specificità della lottadelle donne contro il debito e le sue ripercussioni («Nessuno lo faràal posto nostro»), ma anche a portare avanti alcune azioni esemplaridall’impatto sociale più che apprezzabile. Simili movimenti contro ildebito (ad esempio, movimenti contro il debito di giovani, digiornalisti, di artisti, di disoccupati, ecc.) possono benissimomettersi in rete tra loro e venire a ingrossare le file dellamobilitazione dei comitati civici di base. Il loro contributo sarebbeallora prezioso, dal momento che, per esempio, il movimento delledonne, vi apporterebbe la sensibilità femminista, cosa che costituisceil miglior baluardo contro il sessismo, come pure contro altre forme dirazzismo o di mancato rispetto del diritto alla diversità…&lt;br /&gt;&lt;div align="justify" style="color: red; font-size: 18px; font-weight: bold;"&gt;L’unione internazionale fa la forza&lt;/div&gt;Per l’estendersi della crisi, d’altronde, una campagna per l’auditdel debito portata avanti soltanto all’interno dei propri confininazionali è ormai ancor più difficilmente concepibile di ieri. Difronte a un avversario (di classe) soprannazionale unito, rodato,sperimentato, coordinato, ultra-armato, e soprattutto deciso a farlafinita per lungo tempo con la classe operaia, i lavoratori e tutti glioppressi, ogni tentativo di resistenza alla barbarie neoliberista chepretendesse di rinchiudersi entro i confini nazionali sarebbe inpartenza condannato all’insuccesso. Quest’affermazione, che già ierivaleva per tutti i movimenti sociali, oggi vale ancor più per qualsiasimovimento di radicale contestazione del debito, dal momento che ildebito stesso e le conseguenti politiche di drastica austerità sonocompletamente internazionalizzati. Oggi, però c’è più di questo arendere obbligata l’internazionalizzazione della lotta per l’audit deldebito pubblico. L’estensione della crisi del debito nell’intera Europae alla sua periferia araba ha comunque, una conseguenza positiva: fasorgere resistenze il cui punto culminante è la creazione di campagnedi audit del debito pubblico – rapidissimamente – in una dozzina dipaesi!&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="" height="171" src="http://www.tlaxcala-int.org/upload/gal_4570.jpg" width="200" /&gt; &lt;img alt="" height="200" src="http://www.tlaxcala-int.org/upload/gal_4567.jpg" width="200" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="color: red; font-size: 12px; font-weight: bold;"&gt;Egitto: annullare il debito della dittatura&lt;/div&gt;L’incontro, lo scambio di esperienze, la messa in rete, ilcoordinamento e soprattutto l’elaborazione programmatica e l’azionecomune di tutti questi movimenti e campagne europei (ma ancheextra-europei: bati pensare a quelle di Egitto e Tunisia) sono inquesto momento di un’urgenza assoluta e costituiscono un compitoprioritario per noi tutti.&lt;br /&gt;Come dicono così bene gli anglosassoni: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"&lt;/span&gt;&lt;i&gt;United we stand, divided we fall&lt;/i&gt; [L’unione fa la forza, divisi cadiamo]"…&lt;br /&gt;&lt;div align="center" style="color: red; font-size: 12px; font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;img alt="" height="300" src="http://www.tlaxcala-int.org/upload/gal_4878.jpg" width="400" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tunisi, 25/9/2011 : "Il popolo vuole l'annullamento del debito"&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;Concludendo, si potrebbe benissimo sostenere che la vera ragiond’essere di una campagna o di una commissione di audit del debitopubblico ai tempi della Troika e del Memorandum, sia quella dicontribuire a dinamizzare, radicalizzare e mettere in moto verso lapropria emancipazione una società ormai in rivolta contro i piani diausterità e il sistema che li genera. In che modo? Incoraggiando e, oveoccorra, aiutando direttamente l’autorganizzazione dei cittadini incollettivi di lotta contro il debito e l’austerità, perché essiprendano familiarità sia con il controllo da parte dei cittadini delleazioni di “quelli che stanno in alto”, sia con l’idea che sono in gradoloro di gestire direttamente la loro vita di ogni giorno. Perché,insomma, prendano nelle proprie mani le loro vite e il loro destino. Népiù, né meno…&lt;br /&gt;&lt;span class="texte1"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;img alt="" height="137" src="http://www.tlaxcala-int.org/upload/gal_4502.jpg" width="400" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="texte1"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4395420074814187943-3562830739633795095?l=sadefenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenza.blogspot.com/feeds/3562830739633795095/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4395420074814187943&amp;postID=3562830739633795095' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/3562830739633795095'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/3562830739633795095'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenza.blogspot.com/2012/01/priorita-e-compiti-dellaudit-del-debito.html' title='Priorità e compiti dell’audit del debito pubblico in Europa al tempo della Troika'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4395420074814187943.post-572456385192996481</id><published>2012-01-15T09:58:00.000+01:00</published><updated>2012-01-20T15:10:32.449+01:00</updated><title type='text'>i Romani arrivarono in Barbagia, scavi riscrivono storia della Sardegna... AMPSICORA INSINNIAT!</title><content type='html'>&lt;b&gt;La Sardinya è una natzione con una cultura una lingua un territorio, un popolo.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Osiamo pensare che avremo la nostra indipendentzia da l'Italia.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;L'Italia ci ha sfruttato sia come combattenti per la sua Patria che come piattaforma per la gestione militare del Mediterraneo, oltre a usarci sia biologicamente che territorialmente per la prova di nuove armi chimiche e nucleari, in contumacia con Israele,&amp;nbsp; hanno usato il nostro territorio per fare sperimentazione sulla nostra pelle.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Perdasdefogu e Quirra insegna.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Non siamo qui per far polemica astratta con nessuno,&amp;nbsp; ma ribadiamo che: da millenni noi sardi lottiamo per la nostra libertà.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;In ricordo di quegli straordinari avvenimenti che ebbero luogo su queste terre, i Cuglieritani (CUGLIERI) hanno posto un segno della memoria, affinchè il sacrificio di tantissimi sardi per la difesa della propria libertà non venga mai dimenticato.Sopra una pietra sta scritto così:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="color: red;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;AMPSICORA E HOSTO A SOS TREMIZA PATRIOTTAS SARDOS&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: red;"&gt;&lt;b&gt;CHI PRO S'INDIPENDENZIA 'E SA SARDINNIA IN OJOS SOS LUGORES DE SU MARE PO' NO ESSER ISCRAOS DE ROMA IN CUSTAS BADDES DE DOLORE HANT DERREMADU SU SAMBENE ISSORO CAMPU 'E CORRA 215a.C.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: red;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img border="0" height="279" src="http://web.tiscali.it/cuglieri/site/storia/images/stele01.jpg" width="222" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="testopic" size="1"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&amp;nbsp;(&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;u&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Ad Ampsicora e Josto,&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: red; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;u&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;ai tremila patriotti sardi che,&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: red; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;u&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;per l'indipendenza della Sardegna,&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: red; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;u&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;negli occhi i bagliori del mare,&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: red; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;u&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;per non essere schiavi di Roma,&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: red; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;u&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;in queste valli di dolore&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: red; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;u&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;hanno versato il loro sangue.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;u&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Campu 'e Corra 215 a. c. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;)&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cultura/Archeologia-i-Romani-arrivarono-in-Barbagia-scavi-riscrivono-storia-della-Sardegna_312818640129.html"&gt;&lt;b&gt;ADNKRONOS&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;I Romani conquistarono a pieno anche la Barbagia , si dice: ma non s'infrange il mito dell'indipendentismo sardo, Ampsicora e Jhosto, si sacrificarono per la nostra Patria, assieme ad altri tremila gherreros, gherra gherra a sos colonialistas, paxi paxi a is gherradores sardus!&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Questi presunti studi, che addicono a una presunta sottomissione dei barbaricini, nulla cambiano nella storia sarda, con i suoi martiri per la libertà AMPSICORA in primis, ma rafforzano l'intento attuale dei patrioti sardi di raggiungere al più presto la nostra libertà !!&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima dei banditi, ad Orgosolo arrivarono i Romani. In Sardegna nuovericerche nell'aspro territorio della Barbagia rivelano una realta'finora impensabile: quelle zone non furono affatto refrattarie allacivilta' greco-romana. Inedite testimonianze archeologiche permettonoora di riscrivere intere pagine della storia dell'isola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla straordinaria scoperta dedica un ampio reportage l'ultimonumero della rivista ''Archeologia Viva'' (Giunti Editore). In Sardegnaqualcuno ancora non riesce a crederci, ma i dati archeologici parlanochiaro: i Romani riuscirono a penetrare nel cuore della Barbagia, piu'precisamente nell'insospettabile Supramonte di Orgosolo, dove nuovescoperte costringono a riscrivere un importante pezzo di storia. Inlocalita' Sirilo', un immenso altopiano calcareo a oltre mille metri dialtitudine, ore di cammino a piedi ancora oggi per raggiungere ilcentro di Orgosolo: qui, durante lo scavo di un villaggio nuragico sisono spalancate le porte per una nuova interpretazione di come andaronole cose al tempo dei Romani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalle fonti classiche sappiamo che i Greci e i Latiniconoscevano bene la Sardegna. Le testimonianze di Erodoto, DiodoroSiculo, Strabone e, soprattutto, Pausania raccontano di popolazionigreche in fuga da Troia guidate da condottieri che si rifugiarono suimonti dell'isola. Notizie riprese nel Novecento che hanno creato tra lepopolazioni della Barbagia il mito che nelle zone interne lacolonizzazione romana, iniziata nel 238 a.C. durante la seconda guerrapunica, sia stata respinta dalla forte resistenza degli stessibarbaricini, che non si sarebbero sottomessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la storia non e' esattamente questa, come spiega un lungoarticolo pubblicato su ''Archeologia Viva'', a firma di Maria AusiliaFadda, l'archeologa della Soprintendenza di Sassari e Nuoro che dadecenni conduce scavi in quelle che sono considerate le aree piu'impenetrabili della Sardegna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="actorName" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:35}" data-hovercard="/ajax/hovercard/user.php?id=1325604034" href="http://www.facebook.com/profile.php?id=1325604034"&gt;Oggianu Marco&lt;/a&gt;&amp;nbsp; &lt;span class="commentBody" data-jsid="text"&gt;&lt;div class="text_exposed_root text_exposed" id="id_4f13305927cf17521390111"&gt;i movimenti indipendentisti hannogià discusso a lungo su questo articolo e appurato che si tratta di unabufala.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="text_exposed_root text_exposed" id="id_4f13305927cf17521390111"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="text_exposed_root text_exposed" id="id_4f13305927cf17521390111"&gt;Militarmente i Romani in Barbagia ci entrarono ma vennerorespinti attraverso una lunga lotta di resistenza, da un nemico cheessi nemmeno riuscirono ne&lt;span class="text_exposed_hide"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt;mmenoa vedere (come gli americani in Vietnam).&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="text_exposed_root text_exposed" id="id_4f13305927cf17521390111"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="text_exposed_root text_exposed" id="id_4f13305927cf17521390111"&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt;Sul fatto che poi iBarbaricini oggi parlino una linuga neolatina, beh anche Attila parlavaLatino, anche tutti i Germani l parlavano, eppure Roma non riuscì mai aconquistarli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="color: red;"&gt;&lt;h2 class="uiHeaderTitle" tabindex="0"&gt;“De Bello Sardo”,&amp;nbsp; la nuova crociata dei falsi storici.&lt;/h2&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="clearfix"&gt;&lt;div class="mbs uiHeaderSubTitle lfloat fsm fwn fcg"&gt;pubblicata da &lt;a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=1325604034"&gt;Oggianu Marco&lt;/a&gt; il giorno venerdì 20 gennaio 2012 alle ore 13.08&lt;/div&gt;&lt;div class="mbs uiHeaderSubTitle lfloat fsm fwn fcg"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="mbs uiHeaderSubTitle lfloat fsm fwn fcg"&gt;&lt;span class="mls"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;LaProfessoressa Maria Ausilia Fadda, archeologa di tutto rispetto, sembraanche una persona molto umile e con le affermazioni sulle sue scoperte,che comunque sono interessantissime, ci va molto cauta. Prima ilvillaggio di Gremanu, presso Orune, poi i recentissimi scavi inlocalità Sirilo, presso Orgosolo, dimostrano che mentre Roma dominaval’intero mondo occidentale di allora, nella Sardegna centrale sisviluppava una civiltà parallela che, dopo aver respinto per secoliogni tentativo di invasione, con eventuale conseguente deportazionedegli abitanti e schiavitù, non disdegnava di importare presso le sueumili dimore prodotti da tutto il Mediterraneo. Arazzi, tappeti,anfore, pentole, monete, indumenti ricercati sia maschili chefemminili: una civiltà evoluta ed elevata, che disponeva di vie dicomunicazione e commerciava costantemente con la parte romanizzatadella Sardegna, ne conosceva lingua, abitudini, usanze, religione evizi. Insomma altro che Pellites o Mastrucati Latrones (ma Cicerone nonusava questo termine contro i Barbaricini, bensì contro i corrottifunzionari latini che abitavano Cagliari), gli abitanti delle CivitatesBarbariae erano un Popolo colto e raffinato, degni eredi sia dellaciviltà Nuragica, che di quella Sardo Punica o Cornense di Apmsicora.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;LaProfessoressa Fadda questo lo ribadisce, e si limita ad affermare chequello della Barbagia eternamente resistente, agreste, selvaggia, è unmito letterario. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Insommapotremmo riscrivere tranquillamente la storia ufficiale (ma esiste poiuna storia ufficiale della Sardegna? A scuola si impara questa storia?)parlando di Civitates Barbariae o nominandone i popoli uno per uno,come facevano gli stessi storici Romani: Balares, Ilienses, Jolaei,Giddhilithani, Uddhaddhadar, Corsi, Gallilensi, Nurrensi e via dicendo.Popoli rispettati, riconosciuti, quasi adorati da quelli che, sempresecondo la letteratura attuale, avrebbero dovuto esserne i nemici. UnaSardegna pacifica insomma, quella tardo imperiale, dove differenticulture convivevano, commerciavano e si accettavano l’un l’altra senzaproblemi. Il contrario del pocos, locos e malunidos tramandatoci dai“balentes” culturali e dalla letteratura burbera e triste ancora oggiin voga.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Sarà dall’incrocio diqueste differenti culture che, scomparso l’Impero Romano e sparitaBisanzio nasceranno i Giudicati. Le due e più Sardegne si amalgamano,si incrociano, come un tempo fecero sotto Amsicora, sotto differentiJudex e si alleano per respingere i Saraceni come precedentementeavevano fermato e respinto i Vandali. Il diritto Romano,l’organizzazione circolare Nuragica, le Ardie, veri e propri esercitilocali, si uniscono e creano un federazione multiculturale, comepotrebbe essere oggi quella Elvetica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Qualunquepopolo in qualunque parte del Mondo così interpreterebbe e tradurrebbele scoperte interessanti degli archeologi che hanno lavorato nelvillaggio Nuragico (e sottolineo Nuragico) di Sirilo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Nonin Sardegna, quella attuale intendo. Qui le scoperte di anfore escodelle non autoctone in territorio barbaricino diventano armi daguerra, armi politiche e persino culturali. Non aspettavano altroalcuni Sardi del Capo di Sotto per esprimere le loro frustrazioni e iloro complessi di inferiorità ribadendo che Sardi puri non neesistevano e che tutti si erano venduti, erano stati sconfitti, fattischiavi e dominati da Roma. Bastano i titoli di alcuni giornali percapire il tono: “A Orgosolo prima dei banditi arrivarono i Romani”oppure “Orgosolo Provincia di Roma”. E leggendo gli articoli più afondo ancora peggio: nelle pacate e prudenti affermazioni dellaProfessoressa Fadda i giornalisti vedono subito Legioni, guerresanguinose, poveri nani sardi barbuti vestiti di pelli in catene aRoma, donne sarde baffute e simili a scimmie che si gettano ai piedidei bei Centurioni di razza superiore pregandoli di sposarle.Ribadiscono un po’ quel che scrisse Massimo Pittau quando ancora non sidedicava alla civiltà Nuragica, e che poi smentì. Praticamenteaffermava che l’uso della lingua Latina in Barbagia venne diffuso dalledonne, le quali, morti i propri uomini in guerra, avevano cercato didimenticarli gettandosi letteralmente tra le braccia dei vincitori,Legionari o Centurioni, perché attratte dal fascino delle divise edalla loro bellezza “continentale”. I Romani essendo da tanto tempolontani da casa si accontentarono di quei mostri al femminile, gliinsegnarono il Latino e li ingravidarono in massa, quindi se neandarono, dando così origine a una generazione di Sardo-Latini che poisono i Barbaricini di oggi. La storiella di Pittau ora diventa verboper molti dalle parti dei bastioni, che lo ribadiscono ogni volta nelGennargentu affiori qualcosa di non agreste, rozzo, folklorico opellita. Sardi contro Sardi, senza alcunché di scientifico, senzaalcuna prova, solo leggende metropolitane di stampo brutalmentemaschilista e razzista che forse Pittau nella sua ingenuità giovanileprese da qualche vecchio ubriacone dalle parti di Sant’Avendrace, edelle quali si pentì immediatamente.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;NemmenoTacito, Tito Livio, Virgilio o Cesare sarebbero arrivati a tantonell’esaltazione del proprio Stato. Il De Bello Gallico, scritto daCesare per esaltare Roma e se stesso, più obiettivo del De Bello Sardo,scritto da Sardi per avvilire Sardinia e se stessi. Anzi chissà cosaavrebbero pensato gli antichi Romani leggendo questi articoli osentendo le affermazioni di alcuni dei presunti storici nostrani. Forselo stesso che pensano, ma non dicono, i politicanti italiani vedendoalcuni sfigati che arrivano da un’Isola adorarli, omaggiarli, chiedergrazia e se non la ottengono tornarsene a casa dopo aver pregato discusarli per il disturbo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;E’ laSardegna attuale, quella senza coscienza storica, culturale, morale,quella che si prostra da anni davanti a pescecani, sfruttatori,corrotti e corruttori, quella che si vergogna di se stessa e si senteinferiore, quella che permette speculazioni di ogni tipo per un tozzodi pane, quella che si fa avvelenare per due miseri stipendi. LaSardegna che si rifiuta di lottare e aspetta eserciti stranieri che laconquistino e la schiavizzino. E quando non ci sono se li inventa.Tacito e Livio avrebbero riso di questo, come risero e ironizzarono suicollaborazionisti che tradirono Amsicora. Mentre invece Amsicora, checombatté sino alla morte, lo esaltarono pur essendo nemico di Roma. Eridono oggi, i politicanti italiani, quando vedono i questuanti sardidavanti alla loro porta. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Mac’è di peggio in questa avvilente vicenda, e non sono le speculazioni“storiche” lette ultimamente, ma riguarda la Sovrintendenza. Scavi dipinnettas e ovili finanziati a Sirilo e Gremanu fanno da contraltareall’abbandono e al degrado in cui versa il sito di Cornus, sepolto daerbacce, rifiuti e in preda ai tombaroli, ai lavori cominciati e maiterminati al Nuraghe Nuraddeo di Suni, dove si stava tirando fuori latorre più alta della Sardegna, alla città mai scavata intorno alNuraghe Losa, o a quella tra il Nuraghe Santu Antine e il Nuraghe Boesnella Valle di Torralba, o alla stessa Barumini, o al NuragheBelveghile di Olbia, smantellato e sventrato per farci passare sopra unviadotto, o alle centinaia di siti ignorati in tutta la Sardegna chenon basterebbe una pagina per elencarli. Piccoli ovili di epoca romanae insignificanti chiesette di campagna illuminati a giorno anche lanotte, in modo che si vedano bene da ogni strada; i Nuraghi al buio, emeno si vedono meglio è, perché la nostra deve essere per forza storiadi vinti, sconfitti, schiavizzati, repressi e depressi. Contenta ladestra nazionalista italiana, che può così dimostrare che la Sardegna èparte e ha bisogno dell’Italia per sopravvivere. Contenta la Sinistrache può dipingere i Sardi come eterne vittime bisognose di assistenza,schiavi che solo una rivoluzione in Italia potrà emancipare, sempre cherinuncino alla loro sardità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;E’il De Bello Sardo, una guerra contro la storia e la cultura di unPopolo, per meglio controllarlo e dominarlo. E’ la guerra dei mercenaricorrotti delle città contro le Civitates Barbariae, che riprende semprepiù violenta. Sta a chi sente Sardo nello spirito salire ancora unavolta sulle montagne della propria coscienza e resistere, poiché iBalares, gli Ilienses, gli Jolaei, i Nurrensi e tutti gli altri sonoancora dentro di noi. Risvegliamoli e riportiamoli nelle decadute ecorrotte&amp;nbsp;città Romane, per dar vita a una Sardegna diversa, unaSardegna libera, indipendente e aperta al Mondo. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4395420074814187943-572456385192996481?l=sadefenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenza.blogspot.com/feeds/572456385192996481/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4395420074814187943&amp;postID=572456385192996481' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/572456385192996481'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/572456385192996481'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenza.blogspot.com/2012/01/i-romani-arrivarono-in-barbagia-scavi.html' title='i Romani arrivarono in Barbagia, scavi riscrivono storia della Sardegna... 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RISPONDE GERALD CELENTE</title><content type='html'>&lt;iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/j9RbbCkvOAg" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4395420074814187943-3225301101357135849?l=sadefenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenza.blogspot.com/feeds/3225301101357135849/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4395420074814187943&amp;postID=3225301101357135849' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/3225301101357135849'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/3225301101357135849'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenza.blogspot.com/2012/01/cosa-accadra-risponde-gerald-celente.html' title='COSA ACCADRA&apos; AL MONDO? 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Oggi i 33.000 residenti stanno scavandole macerie lasciate da Wall Street.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Sei decenni dopo che le forze guidatedagli Stati Uniti cacciarono i nazisti da Cassino, una nuovagenerazione sta lottando corpo a corpo con le conseguenze dei debitidella ricostruzione postbellica, prestiti cresciuti a causa delcontraccolpo dei derivati. Nel 2009 i costi sempre più alti costrinseroCassino, 130 chilometri a sud-est di Roma, a stipulare uno &lt;i&gt;swap&lt;/i&gt;sui tassi di interesse con J.P. Morgan Chase, che ha reso la cittàincapace di pagare l’asilo per 60 bambini e i servizi per i più poveri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Per Iris Volante, che presiede uncomitato per la finanza a Cassino, i banchieri che condividono laresponsabilità di aver diffuso i derivati dovrebbero perdere il postodi lavoro. Lei, come i manifestanti di &lt;i&gt;Occupy Wall Street&lt;/i&gt; di tutto il mondo, sta chiedendo una revisione del sistema finanziario per evitare che la storia si ripeta di nuovo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;"&lt;i&gt;Che caschi qualche testa, è il minimo che ci aspettiamo&lt;/i&gt;",ha detto la Volante, una ginecologa cinquantasettenne che sta lavorandoin città da più di un decennio, in un caffè di Cassino: “&lt;i&gt;Quandol'atteggiamento delle persone è quello di ingannare gli altri, civogliono regole nuove per impedire che tutto questo si ripeta&lt;/i&gt;"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Cassino, il cui palazzo comunale siaffaccia su un carro armato degli USA e altri relitti di guerra chesono collocati nella piazza centrale cittadina, sta progettando taglialla spesa per il suo asilo nido e potrebbe chiedere alle famiglie dipagare varie centinaia di euro al mese per ogni bambino dopo averesaurito le misure per la riduzione dei costi, ha detto Volante. Lacittà ha già ridotto il personale, passando da 450 a circa 250dipendenti, senza sostituire quelli che sono andati in pensione, hadetto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Anche se la banca con sede a New York guidata dal direttore esecutivo Jamie Dimon una divisione &lt;i&gt;retail&lt;/i&gt; in Italia, non ha esitato a vendere complessi &lt;i&gt;swap&lt;/i&gt;ai comuni nello scorso decennio. A Milano J.P. Morgan e i suoiimpiegati sono sotto processo, insieme alla Deutsche Bank diFrancoforte, alla tedesca Depfa Bank e alla svizzera UBS, perché sonoaccusate di aver imbrogliato le municipalità, facendole acquistare icontratti nel 2005. Le banche negano di aver agito scorrettamente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;In tutta Italia, le città che vedevano ridursi le entrate e salire le spese hanno comprato &lt;i&gt;swaps&lt;/i&gt; da J.P. Morgan, la più grande banca statunitense in &lt;i&gt;asset&lt;/i&gt;,e da altri istituti per tagliare i costi degli interessi a brevetermine, col rischio di pagare doverne pagare di più nel lungo periodo.Cassino acquistò un contratto da 28,7 di dollari dalla newyorkese BearStearns, rilevata da J.P. Morgan nel 2008. Il contratto mutava gliinteressi per il pagamento sul debito della città da un tasso fisso auno variabile. Questa percentuale, che era al minimo quando ilcontratto fu firmato nel 2003, salì alle stelle negli anni seguenti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Nel marzo di quest'anno, circa 300municipi, dalla punta dello stivale fino alle Alpi, stavano perdendo untotale di 912 milioni di euro su questi derivati, secondo i datipubblicati dalla Banca d’Italia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Brian Marchiony, un portavoce della J.P. Morgan di Londra, ha deciso di non rilasciare commenti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Dalle Alpi agli Appalachi&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Gli enti locali e i regolatori in Germania e negli Stati Uniti hanno citato in giudizio le banche, tra cui J.P. Morgan, per i contratti con i derivati.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Un anno fa la città tedesca di Pforzheim ha citato J.P. Morgan per 56 milioni di euro di perdite su uno &lt;i&gt;swap&lt;/i&gt; sui tassi di interesse. Un’udienza alla Corte Regionale di Francoforte è già stata fissata per il 16 gennaio. Marchiony non ha commentato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Negli Stati Uniti J.P. Morgan è stata indagata dal Dipartimento di Giustizia, dalla &lt;i&gt;Securities and Exchange Commission&lt;/i&gt;e dai procuratori generali in 25 stati per le sue manipolazioni nellestipule dei contratti di investimento. A luglio la banca ha accettatoun risarcimento di 228 milioni di dollari dopo essere stata accusata diaver cospirato per fare pagare un sovrapprezzo alla città a spese deicontribuenti, riconoscendo la propria responsabilità per la condottaillegale e anti-concorrenziale degli ex impiegati.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Nel 2009 J.P. Morgan fissò un accordo di 722 milioni di dollari con la SEC per porre fine a un’indagine sul suo ruolo nella vendita di derivati che contribuirono a far dichiarare il più grande fallimento municipale negli USA alla contea di Jefferson in Alabama. La banca pagò 75 milioni di dollari per penali e restituzioni,  e depennò 647 milioni che la contea ancora doveva.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Gli swap sui tassi di interesse&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Queste vendite si verificarono prima che Dimon diventasse CEO di J. P. Morgan nel 2006. Nel settembre 2008 la banca dichiarò di voler terminare la vendita di &lt;i&gt;swap&lt;/i&gt; sui tassi di interesse alle municipalità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;In tutto il mondo le banche hanno venduto 707,6 trilioni di derivati &lt;i&gt;over-the-counter&lt;/i&gt;fino al 30 giugno, circa il 18% in più dei 601 trilioni della fine del2010, secondo i dati pubblicati lo scorso mese dalla Banca per iRegolamenti Internazionali. Le controparti dovrebbero pagare 19,5trilioni di dollari per sostituire i contratti ai prezzi di mercato,secondo quando mostrato dai dati.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Gli &lt;i&gt;swap&lt;/i&gt; sui tassi di interesseformano più di tre quarti del totale, sempre secondo i dati della BIS.Il gruppo con sede a Basilea non ha fornito la percentuale acquistatadalle municipalità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Tra le banche statunitensi, J.P.Morgan è stato il maggior rivenditore globale di derivati sui tassi diinteresse nel terzo trimestre, secondo i dati dell'Ufficio delControllo delle Valute. La banca aveva un valore nominale di 75,4trilioni di derivati nella sussidiaria J.P. Morgan Chase Bank, di cuiil 77 per cento, 58,1 trilioni, erano contratti sui tassi di interesse.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Dimon, 55 anni, sta guidando negliStati Uniti il movimento contro le nuove regolamentazioni bancarie e ingiugno ha criticato il presidente della Federal Reserve, Ben S.Bernanke, per aver sovraccaricato gli istituti con troppe disposizioni.Queste regole, che devono essere supervisionate dalla Fed, hanno loscopo di evitare crisi finanziarie e abusi bancari nel futuro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;“&lt;i&gt;Le banche hanno fatto affari senza pensare al benessere degli altri e hanno creato un sacco di problemi finanziari a tante città&lt;/i&gt;",ha detto Carmelo Palombo, un ex funzionario di Cassino che ha aiuto arealizzare un nuovo accordo con J.P. Morgan. Questo accordo ha impeditoche la città perdesse altri soldi, ha detto Palombo, senza offrireulteriori dettagli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Un accordo segreto&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Una legge italiana del 2001 ha stabilito che gli enti locali possono acquistare &lt;i&gt;swap&lt;/i&gt;solamente se le operazioni vanno a migliorare le finanze municipali.Nella metà del 2008 l'Italia vietò ai governi locali di firmare nuovicontratti con i derivati, e nel marzo 2010 la commissione finanziariadel Senato italiano approvò un indirizzo per impedire alle città chenon sono capoluoghi di provincia e che hanno meno di 100.000 diutilizzare derivati. Queste disposizioni sono ancora pendenti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Cassino ha cercato di tenere segreti itermini dell’accordo, citando una clausola di riservatezza nel suoaccordo con J.P. Morgan. A settembre un tribunale amministrativo diLatina, in base a una legge sulla libertà d’informazione, ha datoragione a Bloomberg News che ha chiesto alla città di rendere pubblicii termini del contratto di &lt;i&gt;swap&lt;/i&gt; e dell’accordo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Il comune città ha riferito di voler eseguire la sentenza del tribunale, ha detto Enzo Salera, il capo dell’ufficio finanza di Cassino.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;A Milano i banchieri di Dimonaffermano di avere fatto tutto a norma e di aver seguito le regole checonsentono ai venditori degli &lt;i&gt;swap&lt;/i&gt; di non rivelare i dettagli,anche di quanto addebitano ai clienti. Il sovrapprezzo nascosto neicontratti dei derivati, per il Pubblico Ministero Alfredo Robledo, èciò che li rendi fraudolenti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Robledo ha detto che le banche hannoaddebitato 101 milioni di euro in commissioni nella vendita di alcuniderivati che avrebbero scaglionato i pagamenti del debito della città,pari a 1,7 miliardi, nel 2005 e in una successiva ristrutturazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;"&lt;i&gt;Ogni volta che ho venduto underivato a un'amministrazione pubblica, anche prima di arrivare aidettagli, la prima domanda che mi veniva posta era sempre, 'Come ciguadagna soldi la banca?&lt;/i&gt;'",ha detto il 21 settembre Antonia Creanza, un direttore esecutivo allaJ.P. Morgan di Londra, quando venne interrogata dalla sua avvocatessa: "&lt;i&gt;Iospiegavo che noi avremmo trattenuto una percentuale. Non c’è mai statoun consulente legale che mi detto, 'Guardi lei mi deve fornire ilmargine lordo'.&lt;/i&gt;"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Le banche cercano di guadagnare un margine lordo quando stipulano uno &lt;i&gt;swap&lt;/i&gt;con un cliente, modificando le condizioni a proprio vantaggio, Creanza,42 anni, un membro del gruppo della banca che si occupava dei tassi diinteresse all’epoca dell’accordo con Milano, ha testimoniato intribunale il 28 settembre.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Il margine lordo viene “fotografato” quando il contratto viene firmato, ha detto la Creanza. Quel valore viene poi gestito dai &lt;i&gt;trader&lt;/i&gt;durante la vita del contratto, e la dimensione varia quando l’accordosui derivati cambia di valore, ha detto. Il profitto finale per labanca non può essere noto se non alla scadenza, ha detto Creanza, cheha rifiutato di aggiungere altro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;“Asimmetria informativa”&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;La banca non riferì alla città diMilano quando le avrebbe addebitato, e il comune avrebbe potuto cercareofferte diversificate dalle altre banche o un consiglio indipendente,ha detto Creanza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Ha detto di aver guadagnato un bonusquell’anno, un pagamento che J.P. Morgan ha garantito non aver niente ache fare con la sua condotta quando la ditta la adescò da un istitutoconcorrente nel dicembre del 2004. Lei non ha riferito l’ammontare delbonus.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;La città di Milano sta chiedendo i danni nel processo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;“&lt;i&gt;C'è un'asimmetria informativa tra banche e gli enti locali, che hanno limiti tassativi, ancor di più per le proprie spese&lt;/i&gt;", ha detto recentemente in tribunale Letizia Moratti, 62 anni, il sindaco di Milano dal 2006 fino al maggio di quest’anno: “&lt;i&gt;C'era un conflitto evidente che le banche non hanno evidenziato&lt;/i&gt;."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;A Cassino, dove si trova un’anticastrada che collega Napoli e Roma, i residenti maledicono due eventispartiacque: la battaglia di cinque mesi nel 1944 che causò più di70.000 vittime e che trasformò la città in un paesaggio lunare, e ilgiorno del 2003 in cui il comune ha stipulato lo &lt;i&gt;swap&lt;/i&gt; di sette anni con Bear Stearns.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Il contratto, che regolava i pagamentiper circa 22 milioni di euro di debito, cambiò il tasso di interessedal 4,7% fisso a uno variabile, secondo un report del giugno 2009 dellaGuardia di Finanza. Il tasso variabile sul tasso interbancario“lettera” su Londra, il Libor, una scommessa "&lt;i&gt;estremamente rischiosa&lt;/i&gt;" dato che in quel momento si era a un minimo, disse quel mese la Finanza in un’audizione al Senato italiano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Il LIBOR sul dollaro a tre mesi era all’1 per cento nel giugno 2003 e nel gennaio 2006 aveva superato il 4,7 per cento, secondo i dati stilati dalla &lt;i&gt;British Bankers’ Association&lt;/i&gt;.Il dato salì fino al 5,7 per cento nel settembre del 2007 quando imercati di credito iniziarono a bloccarsi, per poi declinare fino a unnuovo minimo dello 0,25% nel dicembre 2009 dopo che fu deciso il tagliodei tassi di interesse.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Fondi esauriti&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Cassino ha iniziato a perdere soldisugli swap con il terzo pagamento semestrale, dovendo pagare duemilioni di euro quando il Libor iniziò a salire, secondo latestimonianza della Guardia di Finanza. Questi fondi dovevano esseredestinati alla pulizia e alla manutenzione stradale che il comuneincassava dalle tariffe per i posteggi e dai fondi regionali&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.tripadvisor.it/LocationPhotos-g194714-Cassino_Lazio.html"&gt;&lt;img alt="Foto di Cassino" src="http://media-cdn.tripadvisor.com/media/photo-s/01/14/74/0a/the-view-from-our-room.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Questa foto di &lt;a href="http://www.tripadvisor.it/Tourism-g194714-Cassino_Lazio-Vacations.html"&gt;Cassino&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;**********************************************&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;center&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/center&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Fonte: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.washingtonpost.com/business/battle-scarred-italian-town-now-defeated-by-debt/2012/01/02/gIQA421dhP_story.html"&gt;&lt;span style="color: #333399; font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Battle-scarred Italian town now defeated by debt&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;07.01.2012&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Traduzione per &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.comedonchisciotte.org/site/"&gt;&lt;span style="color: #333399; font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;&lt;u&gt;www.comedonchisciotte.org&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt; a cura di SUPERVICE&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4395420074814187943-947984229524896780?l=sadefenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenza.blogspot.com/feeds/947984229524896780/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4395420074814187943&amp;postID=947984229524896780' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/947984229524896780'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/947984229524896780'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenza.blogspot.com/2012/01/cassino-ferita-dalle-bombe-sconfitta.html' title='CASSINO FERITA DALLE BOMBE, SCONFITTA DAL DEBITO'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4395420074814187943.post-5963699323768843924</id><published>2012-01-13T15:51:00.001+01:00</published><updated>2012-01-13T15:51:19.831+01:00</updated><title type='text'>La crisi di Hormuz e l’irresponsabile guerra economica all’Iran</title><content type='html'>&lt;div class="entry"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-full wp-image-20247" height="233" src="http://www.medarabnews.com/wp-content/uploads/testate/FOTO3_2_American-Carrier.jpg" title="Portaerei USA nel Golfo" width="400" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.medarabnews.com/"&gt;&amp;nbsp;medarabnews&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un nuovo pericoloso conto alla rovescia– di cui le tensioni dello Stretto di Hormuz sono solo un sintomo – ècominciato nella crisi iraniana. A farlo scattare sono state le nuovesanzioni (le più dure mai decise da parte americana) approvate dalCongresso, e ratificate dal presidente Obama l’ultimo giorno dell’annoappena conclusosi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tale conto alla rovescia – salvo“incidenti” sempre possibili, vista la crescente tensione, chepotrebbero far sfociare anticipatamente la crisi in un conflitto armato– si concluderà presumibilmente negli ultimi mesi della campagnaelettorale americana. Il suo esito sarà una guerra con Teheran, oppureun ulteriore rinvio ai mesi successivi all’insediamento della prossimaamministrazione USA.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A quel punto un nuovo conto allarovescia avrà inizio, in un mortale circolo vizioso dal quale si usciràsolo quando un presidente americano deciderà di compiere una realeapertura diplomatica nei confronti di Teheran e di reinserire l’Irannella comunità internazionale, oppure nel momento in cui la Repubblicaislamica entrerà davvero in possesso di un’arma nucleare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le sanzioni appena approvate sono senzaprecedenti in quanto colpiscono qualsiasi paese che abbia transazionieconomiche con la Banca centrale iraniana, escludendolo dal sistemafinanziario americano, e dunque scoraggiano l’acquisto del petrolioiraniano a livello mondiale. A ciò potrebbe aggiungersi un embargopetrolifero da parte dell’Europa, che sarà deciso entro il 30 gennaio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche se tali misure, ed il possibileembargo europeo, entreranno a pieno regime solo fra alcuni mesi, lesanzioni approvate in precedenza stanno già colpendo duramentel’economia iraniana.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: red; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;LA SVOLTA AGGRESSIVA DI TEHERAN&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo scorso mese di dicembre, il direttore della Banca centrale iraniana, Mahmoud Bahmani, &lt;a href="http://www.insideiran.org/media-analysis/iran%E2%80%99s-chief-of-central-bank-sanctions-harsher-than-a-physical-war/" target="_blank"&gt;ha ammesso&lt;/a&gt;che le condizioni imposte dalle sanzioni sono più dure di una guerravera, aggiungendo che “dobbiamo essere pronti ad amministrare il paesecome se fossimo sotto assedio”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;All’indomani del nuovo provvedimentopunitivo adottato da Obama, la valuta iraniana (il rial) è crollatarispetto al dollaro. In Iran la gente sta perdendo fiducia nellapropria moneta, e cerca di cambiare i propri risparmi in valutestraniere o acquistando oro. Alcuni generi alimentari sono aumentatianche del 40% negli ultimi mesi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Siccome l’economia iraniana dipende peril 60% dagli introiti derivanti dalla vendita del petrolio, sanzioniche colpissero il settore petrolifero (come quelle appena adottate)infliggerebbero un ulteriore colpo durissimo alla fragile situazioneeconomica del paese.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Negli ultimi tre anni l’Iran ha subitouna campagna di assassini mirati ai danni dei suoi scienziati, attacchiinformatici e di altra natura alle sue installazioni nucleari,attentati nella regione del Sistan-Balochistan, e sanzioni sempre piùdure contro la sua economia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fino a poco tempo fa Teheran avevareagito semplicemente intensificando la propria propagandaantioccidentale, ma senza prendere alcuna misura concreta dirappresaglia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ultimamente, tuttavia, in poco più di un mese studenti iraniani &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.medarabnews.com/2011/12/03/iran-le-implicazioni-interne-dell%e2%80%99assalto-all%e2%80%99ambasciata-britannica/" target="_blank"&gt;hanno assalito l’ambasciata britannica&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;a Teheran, le forze armate iraniane hanno compiuto imponentiesercitazioni militari, e la leadership della Repubblica islamica haminacciato di chiudere lo Stretto di Hormuz.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A giudizio di numerosi analisti, questoatteggiamento di sfida segna una svolta nella posizione di Teheran. Igovernanti iraniani ormai considerano l’atteggiamento ostile degli USAe dell’Europa nei confronti dell’Iran come una politica che miradirettamente al cambio di regime, e cominciano a ritenere che unoscontro militare prima o poi sarà inevitabile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La minaccia di chiudere lo Stretto di Hormuz rientra in questo contesto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: red; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;CHIUDERE LO STRETTO DI HORMUZ: UNA MINACCIA REALE?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: red; text-align: justify;"&gt;&lt;img alt="http://www.libertiamo.it/wp-content/uploads/2012/01/hormuz.jpg" src="http://www.libertiamo.it/wp-content/uploads/2012/01/hormuz.jpg" /&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Circa il 20% delle forniturepetrolifere mondiali passa quotidianamente attraverso lo Stretto, ilche equivale a qualcosa come 17 milioni di barili al giorno. Lachiusura di questo passaggio di enorme importanza strategica farebbesalire alle stelle i prezzi del greggio rischiando di danneggiareseriamente la già traballante economia mondiale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La maniera più sicura per l’Iran dichiudere lo Stretto sarebbe quella di minare il canale, nel qual casooccorrerebbe almeno un mese agli Stati Uniti per localizzare erimuovere le mine – secondo gli esperti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tuttavia, gli analisti ritengonoimprobabile che un’operazione del genere da parte iraniana non vengascoperta e bloccata per tempo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In alternativa, l’Iran potrebbelanciare un attacco di sorpresa con razzi e missili da crociera, siacontro le petroliere che attraversano lo Stretto, sia contro le basiamericane situate sulla costa della penisola araba (a meno di 250 kmdalla costa iraniana). Un’azione del genere avrebbe un potenzialealtamente distruttivo, ma ovviamente scatenerebbe all’istante unaguerra contro l’Iran.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma, al di là delle modalità “tecniche”per chiudere lo Stretto, un simile tentativo da parte di Teheransarebbe “suicida” anche per ragioni economiche.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mentre meno del 25% delle importazionipetrolifere americane provengono ultimamente dal Golfo Persico (unaquantità che gli USA potrebbero rimpiazzare attingendo alle proprieriserve strategiche di petrolio), la Cina, che importa il propriogreggio soprattutto dall’Arabia Saudita e dallo stesso Iran, sarebbepesantemente danneggiata da un’eventuale chiusura dello Stretto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Teheran, dunque, nuocerebbe allapropria stessa economia, e si alienerebbe le simpatie del suoprincipale protettore all’ONU (insieme alla Russia).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una chiusura dello Stretto da parteiraniana si può dunque ragionevolmente escludere allo stato attuale,tuttavia una simile eventualità non può essere a priori scartata comepossibile “ultima risorsa” del regime di Teheran qualora esso sitrovasse davvero con le spalle al muro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fra l’altro, il semplice fatto che unasimile ipotesi esista fa sì che Teheran, mantenendo alta la tensionenella regione, sia in grado di far salire il prezzo del greggio (poichémolti paesi cercheranno di aumentare le proprie riserve strategiche dipetrolio per non essere colti impreparati qualora dovesse “accadere ilpeggio”). Ciò, a sua volta, da un lato permette a Teheran di aumentarei propri guadagni riducendo in parte gli effetti negativi dellesanzioni, e dall’altro continua a rappresentare una “spada di Damocle”sul collo dell’economia mondiale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: red; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;ESCALATION MILITARE REGIONALE&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A ciò si deve aggiungere la possibilitàdi “incidenti” non voluti: data l’elevata concentrazione militare nelleacque del Golfo – dove le forze armate iraniane (che hanno annunciatonuove massicce esercitazioni tra la fine di gennaio e l’inizio difebbraio) operano in prossimità della 5° flotta americana (di stanza inBahrein), e dove dovrebbe giungere prossimamente anche la piùsofisticata nave da guerra britannica unendosi alle forze del RegnoUnito già presenti nell’area – il rischio di possibili provocazioni ed“errori” dall’esito imprevedibile non va sottovalutato, visto cheepisodi del genere si sono già verificati in passato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutto ciò si inserisce in un contestodi crescente militarizzazione della regione: gli Stati Uniti hannostipulato contratti del valore di &lt;a href="http://www.reuters.com/article/2011/11/11/us-usa-uae-bombs-idUSTRE7AA0VT20111111" target="_blank"&gt;decine di miliardi di dollari&lt;/a&gt;con i paesi arabi del Golfo, per la fornitura di armi sofisticate comeaerei da guerra e bombe “bunker buster”, in grado di penetrare inprofondità nel terreno e di distruggere obiettivi fortificati – unamossa vista da Teheran come un’ulteriore manovra di accerchiamento aisuoi danni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Inoltre, migliaia di soldati americani stanno giungendo in Israele per quelle che dovranno essere le più imponenti &lt;a href="http://english.alarabiya.net/articles/2012/01/08/187141.html" target="_blank"&gt;esercitazioni militari congiunte&lt;/a&gt; mai compiute dai due paesi, da tenersi nella prossima primavera.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Secondo il sito di intelligenceisraeliano “Debka”, 9.000 soldati USA sarebbero già giunti nello Statoebraico. Le forze americane stabiliranno nuove postazioni di comando inIsraele, mentre le forze armate israeliane stabiliranno analoghepostazioni presso il quartier generale USA in Germania.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sebbene funzionari israeliani abbianodefinito simili operazioni come normale “routine”, non mancano glianalisti – e soprattutto gli osservatori iraniani – che ritengono chetali “esercitazioni” rappresentino un chiaro monito rivolto a Teheran,se non addirittura dei veri e propri preparativi difensivi in vista diun possibile attacco all’Iran.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: red; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;LA GUERRA DELLE SANZIONI: UNA SCOMMESSA PERICOLOSA PER L’ECONOMIA MONDIALE&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-NHK1RKyB8f0/TxBEEcVXNaI/AAAAAAAABMg/GPEBVR2zULQ/s1600/_56505658_barak.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="225" src="http://3.bp.blogspot.com/-NHK1RKyB8f0/TxBEEcVXNaI/AAAAAAAABMg/GPEBVR2zULQ/s400/_56505658_barak.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Ehud Barak&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Di pari passo con l’escalation militare si intensifica la guerra economica all’Iran.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In un’intervista alla CNN lo scorsomese di novembre, il ministro della difesa israeliano Ehud Barak avevaammonito che Israele avrebbe dovuto prendere una decisione rispetto aun possibile attacco all’Iran entro i prossimi sei mesi, perché glisforzi iraniani volti a “sparpagliare e fortificare” le installazioninucleari avrebbero presto reso del tutto inefficace un attacco militare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.medarabnews.com/2011/11/08/netanyahu-dalle-ritorsioni-contro-l%e2%80%99anp-alle-minacce-contro-l%e2%80%99iran/" target="_blank"&gt;minacce israeliane&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; e il recente &lt;a href="http://www.medarabnews.com/2011/11/16/dopo-il-rapporto-dell%e2%80%99aiea-%e2%80%93-i-crescenti-rischi-della-guerra-fredda-contro-l%e2%80%99iran/" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;rapporto dell’AIEA&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; sulla presunta deriva bellica del programma nucleare iraniano (che in realtà ha fornito prove &lt;a href="http://www.csmonitor.com/World/Middle-East/2011/1109/Iran-nuclear-report-Why-it-may-not-be-a-game-changer-after-all" target="_blank"&gt;traballanti e tutt’altro che decisive&lt;/a&gt;) hanno scatenato una nuova corsa alle sanzioni da parte di Washington, immediatamente imitata dall’Europa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Basti pensare che ancora all’inizio dinovembre funzionari americani avevano chiaramente affermato chel’ipotesi di colpire la Banca centrale iraniana non era fra quelleprese in considerazione. Neanche due mesi più tardi, questa ipotesi èdivenuta realtà, con buona pace di coloro che temono che ilprovvedimento possa rivelarsi un boomerang in grado di aggravare lacrisi economica mondiale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La decisione di colpire l’istitutobancario nazionale iraniano, e di conseguenza il settore petroliferodel paese, si basa infatti sua una scommessa alquanto pericolosa:sottrarre all’Iran i guadagni petroliferi che contribuiscono all’80%dei suoi introiti in valuta pregiata senza far schizzare a livelliesorbitanti il prezzo del petrolio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.businessweek.com/magazine/irans-economy-can-take-the-pressurefor-now-11302011.html" target="_blank"&gt;Nelle parole di Mark Dubowitz&lt;/a&gt;, direttore dell’americana Foundation for Defence of Democracies (un think-tank di area neocon che, &lt;a href="http://www.atimes.com/atimes/Middle_East/FJ09Ak01.html" target="_blank"&gt;secondo alcuni&lt;/a&gt;,rifletterebbe le idee del partito Likud del premier israelianoNetanyahu), si tratta di “colpire le vendite iraniane di petrolio senzaterrorizzare i mercati”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Impresa difficile, visto che l’Iran èil secondo maggior produttore dell’OPEC ed esporta oltre 2,5 milioni dibarili al giorno, 450.000 dei quali vengono acquistati dall’UnioneEuropea, la quale costituisce per l’Iran il secondo mercato dopo laCina.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il piano europeo di “imitare”Washington imponendo un proprio embargo petrolifero all’Iran (unadecisione definitiva in proposito dovrebbe essere presa il 30 gennaio)rischia di rivelarsi autolesionistico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Paesi come l’Italia, la Grecia e laSpagna (ovvero alcuni fra gli Stati europei maggiormente colpiti dallacrisi economica) dipendono pesantemente dal petrolio iraniano (ilnostro paese, in particolare, ricava dall’Iran il 13% delle sueimportazioni petrolifere).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Rinunciare al petrolio iranianocomporterebbe per questi paesi la ricerca di fonti alternative, con unprevedibile aumento dei costi che andrebbe a gravare sui loro fragilibilanci. Per l’Italia vi è un problema aggiuntivo dato dal fatto chel’ENI ha un considerevole credito nei confronti dell’Iran, che Teheranpaga in barili di petrolio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E’ per questa ragione che il premier italiano Mario Monti ha recentemente &lt;a href="http://www.bloomberg.com/news/2012-01-05/monti-says-any-iranian-oil-ban-should-be-gradual-exclude-sales-to-pay-eni.html" target="_blank"&gt;messo le mani avanti&lt;/a&gt;affermando che un embargo petrolifero è concepibile solo se saràgraduale ed escluderà il pagamento dei debiti iraniani pregressi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tuttavia, paesi europei come laGermania e la Francia (per la quale il petrolio iraniano copre appenail 3% delle proprie importazioni) chiedono l’applicazione di un embargoin tempi stretti, ovvero in appena tre mesi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: red; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;INCERTEZZE E DIFFICOLTA’ ECONOMICHE PER MOLTI&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="oneHalf gutter"&gt;    &lt;div class="story"&gt;     &lt;div id="storyEmbSlide"&gt;   &lt;div class="slideshow ssMain"&gt;    &lt;div class="nextPrevLayer"&gt;       &lt;div class="ssImg"&gt;         &lt;img alt="US Treasury Secretary Geithner listens to opening statements before giving his testimony about regulatory reform in Washington. US Treasury Secretary Tim Geithner calls on China to strengthen yuan" height="287" src="http://i.telegraph.co.uk/multimedia/archive/01802/geithner_1802265c.jpg" width="460" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: red; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;                                &lt;span style="font-size: small;"&gt;Tim Geithner&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: red; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Al di là del progetto europeo diembargo petrolifero, le sanzioni americane contro la Banca centraleiraniana rappresentano un problema per molti paesi non europei.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Cina e il Giappone – mete delviaggio del segretario al Tesoro americano Timothy Geithner, questasettimana, fra l’altro proprio per discutere della questione – sono imaggiori importatori di petrolio iraniano (acquistando rispettivamenteil 22 e il 14% delle esportazioni di Teheran).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vi è poi la Turchia, il cui commerciobilaterale con l’Iran è salito a 15 miliardi di dollari nei primi 11mesi del 2011, ed è rappresentato in gran parte dagli &lt;a href="http://www.hurriyetdailynews.com/iran-sanctions-bode-ill-for-turkeys-economy-.aspx?pageID=449&amp;amp;nID=10840&amp;amp;NewsCatID=427" target="_blank"&gt;acquisti energetici di Ankara&lt;/a&gt; (che coprono in particolare il 20% del fabbisogno turco di gas).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Altri importanti clienti di Teheran sono l’India e la Corea del Sud.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sebbene Obama, proprio al fine dievitare eccessive tensioni economiche a livello globale, sia riuscitoad “ammorbidire” il progetto di legge presentato dal Congresso, facendosì che le sanzioni più dure non vengano applicate prima di sei mesi edintroducendo delle deroghe per alcuni paesi, le nuove misure rischianodi creare incertezza sui mercati e di infiammare i prezzi petroliferi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se a ciò si aggiungono le summenzionatetensioni dello Stretto di Hormuz, appare chiaro che il sogno di fontienergetiche a buon mercato che faciliti la ripresa economica mondialesi allontana per tutti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sebbene l’Arabia Saudita (ostile aTeheran, e per la quale ancora una volta si prospettano affari d’oro)abbia promesso di coprire ogni eventuale maggior fabbisogno che dovesseessere determinato dalla crisi iraniana, la sua capacità disovrapproduzione (la cosiddetta “spare capacity”) semplicemente non èsufficiente, secondo molti analisti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E sebbene l’International Energy Agency (IEA) abbia perfino messo a punto un &lt;a href="http://www.dailystar.com.lb/News/Middle-East/2012/Jan-07/159106-west-readies-oil-plan-in-case-of-iran-crisis.ashx" target="_blank"&gt;piano di emergenza&lt;/a&gt;per rimpiazzare il petrolio proveniente dal Golfo nel caso di unachiusura dello Stretto di Hormuz, ricorrendo alle riserve strategichedei paesi che aderiscono all’organizzazione, questo semplicementesignifica – come già accennato sopra – che la corsa a rimpinguare taliriserve contribuirà a far salire i prezzi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In ogni caso gli analisti ritengono chel’Iran continuerà a vendere il suo petrolio malgrado le sanzioni, madovrà semplicemente spostare le sue esportazioni ancor di più verso ipaesi asiatici.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alcuni ritengono che difficilmente gliUSA sanzioneranno paesi come Cina e India. L’Iran, dal canto suo, stacercando di rimpiazzare il dollaro con le valute locali nelle suetransazioni con India, Cina e Giappone – e ultimamente ha adottato ilrublo in alcune sue transazioni con la Russia, la quale ha dichiaratodi non accettare le sanzioni unilaterali americane.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma questo non significa che Teheran nonsubirà grosse perdite. Per continuare a vendere, infatti, l’Iran dovràoffrire il suo petrolio a prezzi ribassati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.reuters.com/article/2012/01/06/us-iran-idUSTRE8041RA20120106" target="_blank"&gt;Recenti notizie&lt;/a&gt;indicano che Pechino avrebbe già tagliato di più del doppio le proprieimportazioni petrolifere dall’Iran per i mesi di gennaio e febbraio, estarebbe mercanteggiando uno sconto per continuare a fare affari conTeheran.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma se i paesi asiatici potranno fareaffari vantaggiosi con (e a scapito di) Teheran, gli indebitati edenergeticamente assetati paesi europei resteranno a bocca asciutta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: red; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;LA LOTTA IRANIANA PER SFUGGIRE ALLE SANZIONI: AHMADINEJAD IN AMERICA LATINA&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: red; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_body_spnDetail"&gt;&lt;img height="300" id="imgMain" src="http://previous.presstv.ir/photo/20110504/shamseddin20110504210057263.jpg" width="450" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: red; text-align: justify;"&gt;Ahmadinejad &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Teheran ha storicamente tentato diparare gli effetti più devastanti delle sanzioni rafforzando i proprirapporti economici con Pechino e Mosca, ma anche con i paesi limitrofi,dalla Siria, all’Iraq, alla Turchia, al Pakistan – e perfino con glistessi paesi arabi del Golfo, teoricamente sospettosi nei confronti diTeheran (se non apertamente ostili all’ingombrante vicino iraniano).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’Iran è ormai il secondo partnercommerciale di Baghdad dopo la Turchia. Gli scambi commerciali fra idue paesi, attestatisi intorno ai 6 miliardi di dollari nel 2010,dovrebbero toccare i 20 miliardi entro i prossimi quattro anni, secondoi desideri di Teheran.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma, se le cose vanno bene con l’Iraq,lo stesso non si può dire per i rapporti iraniani con gli altri paesivicini: il sanguinoso scontro che contrappone il regime di Damascoall’opposizione popolare rischia di far perdere a Teheran il suo piùfidato alleato regionale; i rapporti con Ankara, ottimi solo qualcheanno fa, rischiano di essere messi in discussione dalla stessa rivoltasiriana, dalle sanzioni, e dal dispiegamento del sistema radar NATO nelsudest della Turchia; gli stretti legami commerciali con gli EmiratiArabi Uniti sembrano essere definitivamente in crisi, alla luce dellarecente notizia del &lt;a href="http://www.medarabnews.com/2012/01/05/il-rischioso-braccio-di-ferro-commerciale-dell%e2%80%99iran/" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;blocco iraniano delle importazioni dagli Emirati&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, dopo l’allineamento di questi ultimi alle sanzioni di Washington.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E’ proprio nel contesto del crescenteisolamento regionale ed internazionale di Teheran che va letto ilviaggio del presidente iraniano Ahmadinejad, questa settimana, inAmerica Latina.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le tappe di tale viaggio includonoVenezuela, Nicaragua, Cuba ed Ecuador, cioè alcuni fra i paesisudamericani più ostili a Washington in quello che era un tempo il“giardino di casa” degli Stati Uniti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tuttavia, diversi analisti hanno fattoosservare che, al di là del valore propagandistico di tale viaggio, chepermette ad Ahmadinejad di presentarsi come uno dei leader di punta del“fronte anti-imperialista” mondiale, vi è poca sostanza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Malgrado gli ottimi rapporti diamicizia che legano questi paesi all’Iran, sotto il profilo economicole relazioni sono poco consistenti. I progetti annunciati da Teheran inAmerica Latina negli anni passati sono spesso scomparsi nel nulla. Masoprattutto, rispetto al tour compiuto dal presidente iraniano inSudamerica nel 2009, spicca l’assenza di Brasile e Argentina – ovverodelle due principali potenze economiche del continente – fra le tappedel viaggio odierno, cosa che segnala un raffreddamento dei rapporticon questi due paesi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In conclusione, al di là dello scopopropagandistico, l’obiettivo principale di Ahmadinejad in questoviaggio è, secondo molti, quello di cercare opzioni finanziarie pereludere le sanzioni USA, in particolare attraverso il sistema bancariovenezuelano dell’amico Hugo Chávez.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: red; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;L’ESCALATION PORTA ALLA GUERRA&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: red; text-align: justify;"&gt;&lt;a class="image" href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:Iraq,_Saddam_Hussein_%28222%29.jpg"&gt;&lt;img alt="Iraq, Saddam Hussein (222).jpg" height="291" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/f1/Iraq%2C_Saddam_Hussein_%28222%29.jpg/225px-Iraq%2C_Saddam_Hussein_%28222%29.jpg" width="225" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: red; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Sadam Hussein&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sia il viaggio sudamericano diAhmadinejad che l’atteggiamento aggressivo dell’Iran nel Golfo Persicoindicano che i governanti iraniani sono sempre più preoccupatidell’impatto che le sanzioni stanno avendo sul paese. Esse stannoriducendo enormemente la capacità iraniana di accedere ai mercatifinanziari globali, stanno facendo aumentare l’inflazione e ladisoccupazione, e stanno creando gravi carenze di alcuni generi diimportazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come hanno sottolineato anche alcuniosservatori occidentali, per l’Iran l’imposizione di sanzioni chemettono a repentaglio gli introiti petroliferi (ovvero la principalefonte di entrata dello Stato iraniano) equivale a un atto di guerra.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Geneive Abdo, esperta americana di affari iraniani, &lt;a href="http://globalpublicsquare.blogs.cnn.com/2012/01/03/abdo-iran-is-trying-to-save-face-not-wage-war/" target="_blank"&gt;ha scritto&lt;/a&gt;che i vertici iraniani si stanno preparando a un attacco militare chesecondo loro inevitabilmente colpirà il paese, forse ancor prima dellepresidenziali americane, coinvolgendo probabilmente la popolazioneoltre alle installazioni nucleari.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Allo stesso tempo, l’accresciutapressione economica e militare nei confronti del regime probabilmenteavrà l’effetto di ricompattare il fronte interno iraniano e servirà dautile pretesto per giustificare la repressione del dissenso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dunque, chi spera che l’inasprimentodella pressione nei confronti di Teheran porterà a un “ripensamento”del regime, o addirittura ad un suo crollo, probabilmente si illude,come ha dimostrato in passato il regime di Saddam Hussein,sopravvissuto a più di dieci anni di embargo durissimo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come ha scritto &lt;a href="http://globalpublicsquare.blogs.cnn.com/2011/12/28/without-renewed-diplomacy-iran-crisis-will-deepen/" target="_blank"&gt;Trita Parsi&lt;/a&gt;,un altro esperto iraniano-americano, l’imperativo di Teheran è quellodi rispondere alla pressione con la pressione, “all’escalation conl’escalation”. Assisteremo dunque ad ulteriori esercitazioni militarida parte iraniana, a possibili provocazioni, e forse ad “incidentiintenzionali” contro obiettivi strategici nella regione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Secondo Parsi, la logicadell’escalation adottata da tutti i governi coinvolti nella crisi liingolferà in una “dinamica del conflitto” di cui essi perderannoprogressivamente il controllo. Sarà piuttosto questa dinamica adominare i governi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’esito tragico potrebbe essere che,sebbene nessuna delle parti voglia realmente arrivare a una guerraaperta, la logica intimidatoria e l’assenza di un approccio diplomaticoporteranno prima o poi allo scontro.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4395420074814187943-5963699323768843924?l=sadefenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenza.blogspot.com/feeds/5963699323768843924/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4395420074814187943&amp;postID=5963699323768843924' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/5963699323768843924'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/5963699323768843924'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenza.blogspot.com/2012/01/la-crisi-di-hormuz-e-lirresponsabile.html' title='La crisi di Hormuz e l’irresponsabile guerra economica all’Iran'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-NHK1RKyB8f0/TxBEEcVXNaI/AAAAAAAABMg/GPEBVR2zULQ/s72-c/_56505658_barak.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4395420074814187943.post-6072335666933878483</id><published>2012-01-12T16:09:00.000+01:00</published><updated>2012-01-12T16:09:00.285+01:00</updated><title type='text'>Che cosa ne direste se “Occupassimo il Linguaggio”?</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;table align="center" border="0" cellpadding="0" cellspacing="5" height="150"&gt;	&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;	&lt;td align="center" valign="bottom"&gt;&lt;a href="http://www.tlaxcala-int.org/biographie.asp?ref_aut=2199&amp;amp;lg_pp=it"&gt;&lt;img border="0" height="150" src="http://www.tlaxcala-int.org/upload/aut_2199.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;		&lt;/td&gt;	&lt;td align="center" valign="bottom"&gt;&lt;/td&gt;	&lt;td align="center" valign="bottom"&gt;&lt;/td&gt;	&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;	&lt;td align="center" colspan="3"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="auteur"&gt;		H. Samy Alim			&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;	&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;	&lt;td align="center" colspan="3"&gt;&lt;span class="trad"&gt;		Tradotto da&amp;nbsp;&lt;b style="color: red;"&gt;Curzio Bettio		&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;									&lt;/td&gt;	&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;div style="font-size: 18px; font-style: italic; margin-left: 40px; margin-right: 40px;"&gt;&lt;i&gt;Quandolo scorso ottobre sono partito dall’aeroporto di San Francisco, abbiamosorvolato i porti che “Occupy Oakland” aveva contribuito a bloccare congli scioperi, e sono giunto in Germania, e qui ho incontrato i blocchistradali dei manifestanti di “Occupy Berlin”. Ma il movimento non soloha trasformato lo spazio pubblico, ha perfino trasformato il discorsopubblico.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="color: red; font-size: 18px; font-weight: bold;"&gt;&lt;i&gt;Occupy&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;È ormai quasi impossibile ascoltare questo termine e non pensare al movimento “Occupy”.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Anche un esperto autorevole come il lessicografo ed editorialista Ben Zimmer lo ha ammesso senza dubbio questa settimana: “&lt;b&gt;&lt;i&gt;occupy&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;”, ha affermato, è la favorita per essere scelta come “Word of the Year – &lt;i&gt;Parola dell’Anno&lt;/i&gt;” dalla American Dialect Society (&lt;i&gt;Società sugli idiomi e dialetti inglesi nel Nord-America&lt;/i&gt;).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Al momento, questo vocabolo è già riuscito a spostare i terminidel dibattito, portando frasi come “massimale del debito” e “crisi dibilancio” fuori dai centri dell’attenzione, e mettendo esattamente alcentro termini come “disuguaglianza” e “avidità”.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questo cambiamento di segno e senso ha reso più difficile perWashington continuare a promuovere le false ragioni del disastrofinanziario e delle conseguenti disuguaglianze che ha messo a nudo eche ha ulteriormente prodotto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per di più, si è chiaramente evidenziata l’ironia di un movimentosociale progressista, che sta usando il termine “occupare” perriformulare ciò che ora gli Usamericani pensano sulle questioni dellademocrazia e dell’uguaglianza.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dopo tutto, la regola vuole che siano le nazioni, gli eserciti ela polizia che “occupano”, di solito con la forza. E in questo, gliStati Uniti sono stati i leader indiscutibili.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Solo ora, dopo nove anni, il governo statunitense sta mettendofine alla sua palese ed illecita occupazione dell’Iraq, è ancoraasserragliato in Afghanistan e sta mantenendo in campo le sue truppe indecine di paesi nel mondo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E tutto questo non oscura per nulla il fatto che gli Stati Uniti,come noi li conosciamo, hanno avuto la loro origine da una occupazione- una violenza progressiva e devastante, un compiuto genocidio di tuttala popolazione dei nativi Americani su migliaia di miglia di territori.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: red; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img alt="" height="253" src="http://www.tlaxcala-int.org/upload/gal_4826.jpg" width="190" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="background-color: white; display: inline ! important; float: none; font-family: Georgia,Times,Georgia,serif; font-size: 12px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: bold; letter-spacing: normal; line-height: normal; orphans: 2; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;Dread Scott y Kyle Goen&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Eppure, in un lasso di tempo molto breve, questo movimento haradicalmente cambiato il modo in cui noi pensiamo all’“occupazione”.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;All’inizio di settembre, “occupare” indicava incursioni militariin corso. Ora significa protesta politica progressista. Il termine nonfa più riferimento principalmente alla forza del potere militare, bensìsignifica resistere all’ingiustizia, alla disuguaglianza e all’abuso dipotere.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non si tratta più semplicemente di occupare uno spazio, si tratta di trasformare quello spazio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In questo senso, “Occupy Wall Street” ha occupato il linguaggio,ha fatto proprio il verbo “occupare”. E, cosa importante, persone didiverse etnie, culture e idiomi hanno partecipato a questa occupazionelinguistica – che si è distinta dalla storia delle occupazioni forzate,in quanto costruita per ospitare tutti, non solo i più potenti eviolenti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Come Geoff Nunberg, da lungo tempo presidente del grupposull’appropriato uso dei termini per l’American Heritage Dictionary, ealtri studiosi hanno spiegato, il primo utilizzo di “occupy” in inglesecon riferimento a movimenti di protesta poteva essere fatto risalirenei media anglo-sassoni alle descrizioni di manifestazioni italianenegli anni ‘20, in cui i lavoratori “occupavano” le fabbriche fino aquando le loro richieste non venivano accolte.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questo è ben lontano da alcuni dei precedenti significati di“occupy”. Di fatto, The Oxford English Dictionary ci informa che“occupy” una volta significava “avere rapporti sessuali con...” Èpossibile immaginare cosa allora avrebbe comportato una frase come“Occupy Wall Street”.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nel mese di ottobre, Ben Zimmer, che è anche presidente delComitato sui neologismi dell’American Dialect Society, sottolineava ad“On the Media”, un programma radiofonico di NPR, la National PublicRadio, che il significato di “occupy” è cambiato radicalmente dal suoingresso nella lingua inglese nel XIV secolo:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;“Quasi sempre, il verbo è stato usato come verbo transitivo.Questo è un verbo oggettivo, che richiede un oggetto, … si occupa unposto o uno spazio. Ma poi il suo utilizzo si è trasformato in un gridodi battaglia, senza oggetto, solo per incitare a partecipare a quelleche ora vengono definite “Occupy protests”, manifestazioni di protestacon occupazione. Ora il verbo viene utilizzato come elemento chemodifica sostantivi – “Occupy protest”, protesta con occupazione,“Occupy&amp;nbsp;movement”, movimento di occupazione. Quindi questo è un terminemolto flessibile, che ora sta colmando molti ambiti grammaticali dellinguaggio.”&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Cosa potrebbe succedere se il significato di “occupy” venisse cambiato ancora una volta?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In particolare, se pensassimo a “Occupy Language” né più &amp;nbsp;né menoche al linguaggio di “Occupy movement”, e cominciassimo anche aconsiderare “Occupy Language” come un movimento in sé e per sé?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Che tipo di problemi potrebbe suscitare “Occupy Language”? Cosapotrebbe sembrare riprendersi il linguaggio dai suoi auto-proclamatisi“maestri e padroni”?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Potremmo iniziare ad esaminare queste questioni dal punto di vistadelle discriminazioni razziali, e trovare delle risposte in questoambito, su come promuovere l’equità e l’uguaglianza.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #8c5736; font-size: 12px; font-weight: bold; text-align: center;"&gt;&lt;span style="background-color: white; color: #8c5736; display: inline ! important; float: none; font-family: Georgia,Times,Georgia,serif; font-size: 12px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: bold; letter-spacing: normal; line-height: normal; orphans: 2; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px;"&gt;&lt;img alt="" height="246" src="http://www.tlaxcala-int.org/upload/gal_4825.jpg" width="190" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Orlando Arenas, Ernesto Yerena, Ricardo Lopez, Sandra Castro&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;"Decolonizziamo Wall Street&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Difendiamo la Terra Madre&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Wall Street sta su territorio algonchino&amp;nbsp;occupato!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Decolonizziamo il 99%"&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;“Occupy Language” potrebbe trarre ispirazione sia dal modo in cui“Occupy movement” ha rimodellato le definizioni di “occupare”, cosa checi insegna come le parole abbiano il significato che noi assegniamoloro al momento opportuno e che una lingua non è mai statica, sia dalmodo in cui movimenti indigeni hanno contestato l’uso di un certolinguaggio, il che ci insegna a tenere sempre ben presente che illinguaggio può fornire grande potere ed opprimere, unificare ed isolare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per cominciare, “Occupy Language” dovrebbe prima fare esercizio di introspezione. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In una recente intervista, Julian Padilla di &lt;a href="https://www.nycga.net/groups/people-of-color-working-group/home/"&gt;People of Color Working Group&lt;/a&gt; &lt;i&gt;[gruppo di lavoro creato all’interno del movimento “Occupy Wall Street” sulle problematiche che investono le persone di colore]&lt;/i&gt; ha invitato il movimento “Occupy” ad esaminare le sue scelte linguistiche: &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-left: 40px;"&gt;&lt;span style="font-size: 14px;"&gt;&lt;i&gt;“Occuparesignifica conquistare uno spazio, ed io ritengo che il gruppo dianti-capitalisti che hanno conquistato lo spazio di Wall Street abbiadimostrato le sue potenzialità, ma mi piacerebbe che il movimento diNew York cambiasse il suo nome in “decolonise Wall Street”,“decolonizziamo Wall Street”, così prendendo in considerazione lastoria, le voci alternative e critiche dei nativi, la gente di colore el’imperialismo ... Occupare uno spazio non è intrinsecamente cattivo,tutto dipende da chi lo fa, e come e perché. Quando i colonizzatoribianchi occupano la terra, non si limitano a dormirvi durante la notte,rubano e distruggono. Quando il popolo dei nativi ha occupato l’isoladi Alcatraz è stato (un atto di) protesta.”&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questa variazione linguistica può ricordare agli Usamericani chela maggioranza del “99 per cento” ha beneficiato dell’occupazione diterritori indigeni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;“Occupy Language” potrebbe anche sostenere la campagna per impedire ai media di usare la parola &amp;nbsp;&lt;a href="http://colorlines.com/droptheiword/"&gt;“illegale”&lt;/a&gt;&amp;nbsp;con riferimento agli immigrati “senza documenti”.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Secondo il punto di vista di questa campagna, nella lingua inglesevengono etichettati come illegali solo oggetti inanimati ed azioni;quindi l’uso di “illegali” con riferimento ad esseri umani èdisumanizzante.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il manuale di stile del &lt;i&gt;New York Times&lt;/i&gt; raccomandaattualmente agli scrittori di evitare termini come “immigratoclandestino” e “senza documenti”, ma non indica nulla sul termine“illegali”. Ecco che il caposervizio delle norme linguistiche di TheTimes, Philip B. Corbett, recentemente è intervenuto su questo,ribadendo che il termine “illegali” contiene in sé un “tono inutilmentepeggiorativo”, e che “è cosa saggia tenersene alla larga”.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un linguaggio peggiorativo, discriminatorio può avere conseguenze sulla vita reale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A questo riguardo, gli attivisti sono preoccupati per lacoincidenza della crescita nell’uso del termine “illegali” e il piccodi crimini d’odio razziale contro tutti i Latinoamericani. Per moltodifficile che sia in questo caso risultare provata la relazionecausa-effetto, l’Istituto Nazionale per i rapporti politici con iLatini riferisce che i rilevamenti statistici annuali condotti dall’FBIsui crimini motivati dall’odio di natura etnica e razziale mostrano chenel 2010 i “Latinos” costituiscono i due terzi delle vittime di reatiper odio a sfondo etnico.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quando “&lt;i&gt;qualcuno&lt;/i&gt;” ripetutamente viene descritto come “&lt;i&gt;qualcosa&lt;/i&gt;”, il linguaggio ha tranquillamente aperto la strada ad azioni violente.&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="color: #8c5736; font-size: 12px; font-weight: bold;"&gt;&amp;nbsp;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;img alt="" height="293" src="http://www.tlaxcala-int.org/upload/gal_4824.jpg" width="190" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br style="color: red;" /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Melanie Cervantes&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b style="color: red;"&gt;"Danno la colpa a me della crisi economica… e le banche di Wall Street non c’entrano per nulla?&lt;/b&gt;&lt;b style="color: red;"&gt;" &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sicuramente, “Occupy Language” dovrebbe preoccuparsi di più per leparole che usiamo, ma dovrebbe agire anche per l’eliminazione di unlinguaggio basato sul razzismo e la discriminazione. Rimanendonell’ambito giuridico, la CNN ha recentemente riferito che il Ministerodella Giustizia degli Stati Uniti asserisce che in Arizona iltristemente celebre Sceriffo Joe Arpaio, fra le altre ingiurie, hadiscriminato “i reclusi Latinoamericani che presentano evidenti limitinella lingua inglese, punendoli e negando loro i servizi essenziali.”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nell’ambito dell’istruzione, l’antropologa linguistica Ana CeliaDentella sottolinea che continua ad essere un problema l’ostilità versocoloro che parlano “inglese con un accento” (Asiatici, Latinoamericanie Afro-americani).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In materia di abitazione, l’“Alleanza Nazionale per un’abitazionedignitosa” ha da tempo riconosciuto che gli “accenti” giocano un ruolosignificativo nella discriminazione nel corso&amp;nbsp;di una assegnazionedell’alloggio. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sul mercato del lavoro, la discriminazione basata sul linguaggiosi interseca con questioni di discriminazione razziale, etnica, diclasse e di origine nazionale, che rendono più difficile per icandidati qualificati, però dotati di “accento”, ricevere pariopportunità.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Di fronte a tale diffusa discriminazione basata sul linguaggio,“Occupy Language” può diventare un movimento di critica linguisticaprogressista che metta in luce come il linguaggio venga utilizzato comemezzo di controllo sociale, politico ed economico.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Come “Occupy Language”, siamo in grado di fare chiarezza su quantole istituzioni dell’educazione, politiche e sociali usino il linguaggioper emarginare ulteriormente i gruppi oppressi; possiamo opporci eresistere a pratiche linguistiche colonizzatrici, che pongono alcunelingue su piani superiori rispetto ad altre; possiamo resistere aitentativi di definire le persone con termini radicati in stereotipinegativi, e cominciare a fornire una diversa connotazione al discorsopubblico sulle nostre comunità e sul ruolo centrale del linguaggionell’affrontare le questioni del razzismo e della discriminazione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Come ha dimostrato il movimento globale “Occupy”, le parole possono indurre all’azione intere nazioni - perfino il mondo intero.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;“Occupy Language”, come movimento, dovrebbe fare appello al poteredel linguaggio per trasformare il modo in cui noi ripensiamo alpassato, come ci comportiamo al presente, e come immaginiamo il futuro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="font-size: 14px; font-style: italic; margin-left: 10px; margin-right: 10px;"&gt;&lt;i&gt;Leillustrazioni presenti nel documento fanno parte di una collezione dimanifesti del movimento “Occupy”, dei quali si può prendere visione sulsito &lt;a href="http://occuprint.org/"&gt;Occuprint&lt;/a&gt;.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;Per concessione di&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.tlaxcala-int.org/" target="_blank"&gt;Tlaxcala&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Fonte: &lt;a href="http://opinionator.blogs.nytimes.com/2011/12/21/what-if-we-occupied-language/#h%5B%5D" target="_blank"&gt;http://opinionator.blogs.nytimes.com/2011/12/21/what-if-we-occupied-language/#h[]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Data dell'articolo originale: 21/12/2011&lt;br /&gt;URL dell'articolo: &lt;a href="http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=6577"&gt;http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=6577&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4395420074814187943-6072335666933878483?l=sadefenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenza.blogspot.com/feeds/6072335666933878483/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4395420074814187943&amp;postID=6072335666933878483' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/6072335666933878483'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/6072335666933878483'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenza.blogspot.com/2012/01/che-cosa-ne-direste-se-occupassimo-il.html' title='Che cosa ne direste se “Occupassimo il Linguaggio”?'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4395420074814187943.post-1416684704143231222</id><published>2012-01-10T16:19:00.002+01:00</published><updated>2012-01-10T16:20:56.251+01:00</updated><title type='text'>Ungheria: il laboratorio di Frankenstein</title><content type='html'>&lt;div class="itemIntroText"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva;"&gt;di &lt;b style="color: red;"&gt;Giulietto Chiesa&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.giuliettochiesa.it/articoli/item/2579-ungheria-il-laboratorio-di-frankenstein.html"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva;"&gt;&lt;b&gt;http://www.giuliettochiesa.it&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva;"&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.informarexresistere.fr/wp-content/uploads/2012/01/Orban_100529_AP.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-large wp-image-109546" height="393" src="http://ww2.informarexresistere.fr/wp-content/uploads/2012/01/Orban_100529_AP-400x394.jpg" title="Orban_100529_AP" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva;"&gt;Il 2 gennaio 2012 circa100 mila ungheresi sono scesi in piazza per protestare contro la nuovaCostituzione che è entrata in vigore proprio quel giorno. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva;"&gt;Come i "Ragazzi della ViaPaal" si sono avviati a una battaglia già perduta, e i cui effetti sifaranno sentire, drammaticamente, nei mesi a venire. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva;"&gt;È uno degli avampostisperimentali dove la crisi europea sta arroventandosi e nei quali non èal momento possibile immaginare esiti e sviluppi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="itemFullText"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva;"&gt;Un parlamento nelle mani del Premier &lt;b&gt;Viktor Orbán&lt;/b&gt;,e del suo partito personale, ha modificato radicalmente, avvalendosi diuna schiacciante maggioranza, la legge fondamentale dello Statoungherese. La nuova Costituzione aumenta il controllo del governo sullaCoste Costituzionale, rea di avere contestato il quasi completocontrollo sui mass media da parte del governo. Ma è solo uno deipassaggi più inquietanti della svolta impressa da Orbán. L'altroconsiste nell'introduzione di Dio nell'ordinamento giuridico ungherese,le cui leggi, in qualche modo, avranno dunque carattere divino perdecisione parlamentare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva;"&gt;Il23 dicembre 2011, con un altro colpo di mano, la maggioranzaparlamentare ha approvato una nuova legge elettorale che riduce ilnumero dei parlamentari, modifica i distretti, aumenta le firme daraccogliere per ogni candidato, consente per la prima volta il dirittodi voto agli ungheresi residenti all’estero: un insieme di misure(alcune delle quali ben note agli italiani, che le hanno giàsperimentate sulla propria pelle) che garantiranno la vittoria alpartito di Viktor Orbán, &lt;b&gt;Fidesz&lt;/b&gt;. Ma altriprovvedimenti sono già stati approvati, in connessione con questo"cambio di marcia" autoritario: da oggi i membri dell'ex partitocomunista ungherese (molti dei quali sono oggi parte del partitosocialista) potranno essere perseguiti retroattivamente per "criminicomunisti" commessi prima del 1989, anno della caduta del famoso"Muro". E, con somma gioia del partito di estrema destra Jobbik,alleato anch'esso di Orbán, viene modificato lo statuto degli ungheresiall'estero, rimettendo in discussione niente meno che il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Trattato_del_Trianon"&gt;Trattato del Trianon&lt;/a&gt;,successivo alla prima guerra mondiale, in cui l'Ungheria venne privatadi quasi i due terzi del suo antico territorio nazionale, per punizioneavendo partecipato al conflitto dalla parte delle potenze centrali.Questo significherà, in breve tempo, un aggravamento delle relazionitra l'Ungheria di Orbán e i paesi confinanti, dove sono rimaste, senzamai poter trovare pace, importanti minoranze ungheresi. In particolarein Romania e Serbia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva;"&gt;Finqui la questione riguarda rigurgiti di nazionalismo e pulsionixenofobe, revansciste, antilibertarie, antidemocratiche. Ma Orbán èqualcosa di più complicato. La sua maggioranza ha approvato anche unanuova legge che richiede una maggioranza dei due terzi per modificareil sistema fiscale esistente. Provvedimento che deve essere letto comeuna vera e propria sfida all'Unione Europea e alla sua Banca Centrale,perché conferisce al parlamento nazionale il potere di limitare lalegislazione europea, fino al punto da impedirne l'attuazione sulterritorio ungherese. A conferma di tutto ciò, Orbán ha approvato ilnuovo statuto della Banca Nazionale di Ungheria, che riducedrasticamente la sua indipendenza, ponendo la banca sotto il controllodiretto del governo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva;"&gt;Al doppio uppercut di Budapest ha fatto seguito la &lt;b&gt;rappresaglia&lt;/b&gt; dei potenti europei. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva;"&gt;IlFondo Monetario Internazionale e la Banca Centrale Europea, impegnatiin negoziati senza costrutto da mesi, hanno interrotto seccamente ognicontatto. È guerra aperta tra Unione Europea e Ungheria, che di essa èmembro a tutti gli effetti. È del tutto evidente che la delegazionedell'Unione Europea e quella del Fondo Monetario Internazionale hannoeseguito un ordine, il cui obiettivo è quello di creare le condizioniper costringere alle dimissioni Viktor Orbán. L'offensiva è scattata inmodo coordinato, concentrato sulle misure antidemocratiche introdotteda Orbán. Si sono pronunciati in tal senso la commissaria europea per idiritti umani, Viviane Reding; una risoluzione del Parlamento europeo adura condanna della svolta autoritaria del governo ungherese,dichiarata incompatibile con i principi dell'Unione; un’analoga presadi posizione del Consiglio d'Europa e un'altra della Organizzazione perla sicurezza e la cooperazione in Europa; un pronunciamento dellaCommissione di Venezia, quella che segue i mass media.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva;"&gt;Daoltre oceano sono giunte, puntuali, le reprimende del Dipartimento diStato Usa e del segretario generale dell'ONU. Dunque Viktor Orbán èstato proclamato &lt;i&gt;urbi et orbi&lt;/i&gt; peggiore nemico, perfino peggiore di Silvio Berlusconi, anche senza bunga bunga. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva;"&gt;L'ultimatumdel FMI è stato, per ora, l'acme. Dopo interverranno le agenzie dicredito, il mercato, per punire gli ungheresi che hanno portato alpotere il nemico. Le imponenti manifestazioni di massa, anch'esse senzaprecedenti dalla fine del regime socialista, indicano l'inizio di unarivolta interna, che potrebbe presto coniugarsi con la pressionedall'esterno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva;"&gt;Siamo dunque, con tutta evidenza, di fronte a un test inedito. &lt;b&gt;L'Ungheria sta per diventare un laboratorio sperimentale dove si produce un composto chimico esplosivo&lt;/b&gt;. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva;"&gt;Unodegli sbocchi possibili è un terzo colpo di stato legale, dopo quelliche hanno portato al potere Lucas Papademos in Grecia, e Mario Monti,in Italia. Si tratterebbe di vedere se, in questo caso, si troverà unuomo di Goldman Sachs anche per l'Ungheria. In caso si potrà chiedereconsiglio a George Soros, che è di quelle parti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva;"&gt;Manon è detto che finisca così. Per lo meno non subito. La miscela èdifficile da maneggiare per chiunque: un intervento dall'esterno infavore della "democrazia bancaria" europea, contro il governoautoritario, nazionalista, reazionario di Orbán (che rappresenta però,al tempo stesso, la sovranità nazionale, monetaria, dell'Ungheriaodierna e la maggioranza parlamentare espressa dalla popolazione),oppure la vittoria dell'autarchia nazionale, l'uscita dall'UnioneEuropea (e dall'Europa tout court), una politica indipendente delfiorino, la riapertura del contenzioso successivo al Trattato delTrianon, riaprendo il vaso di Pandora delle minoranze magiare che hannoabitato fuori dal territorio della repubblica ungherese.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva;"&gt;Inaltri termini: o dominio tecnocratico europeo o dominio reazionariointerno: ecco ciò che attende l'Ungheria. Non il "popolo" unghereseche, al momento attuale, è nettamente in maggioranza assolutafavorevole alla seconda ipotesi. L'opinione pubblica democratica(striata in diverse correnti, tra cui quelle variamente sostenute daBruxelles e dagli USA), rappresentata dai 100 mila che si sono riunitiattorno al palazzo dell'Opera, dovrà scegliere tra questi due mali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva;"&gt;Mail popolo ungherese non ha delegato nessuno (che non siano i suoieletti) a decidere per suo conto l'ordinamento del paese. Dunque"costruire una democrazia occidentale europea" contro la maggioranzadella gente potrebbe essere una decisione (sicuramente esterna,sicuramente simile a un golpe) esattamente speculare a quella impostadai sovietici dopo la loro vittoria nella seconda guerra mondiale.Sappiamo come finì, nel 1989. Non ci fu sangue nelle strade diBudapest, perché il regime si arrese. Queste due varianti che siannunciano, l'una contro l'altra, non sembrano così disposte arinunciare al bottino senza combattere. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4395420074814187943-1416684704143231222?l=sadefenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenza.blogspot.com/feeds/1416684704143231222/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4395420074814187943&amp;postID=1416684704143231222' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/1416684704143231222'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/1416684704143231222'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenza.blogspot.com/2012/01/ungheria-il-laboratorio-di-frankenstein.html' title='Ungheria: il laboratorio di Frankenstein'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4395420074814187943.post-8743977046036823622</id><published>2012-01-09T22:44:00.001+01:00</published><updated>2012-01-09T22:45:18.625+01:00</updated><title type='text'>amy ........... for ever</title><content type='html'>&lt;iframe width="540" height="340" src="http://www.youtube.com/embed/nMO5Ko_77Hk" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4395420074814187943-8743977046036823622?l=sadefenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenza.blogspot.com/feeds/8743977046036823622/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4395420074814187943&amp;postID=8743977046036823622' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/8743977046036823622'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/8743977046036823622'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenza.blogspot.com/2012/01/amy-for-ever.html' title='amy ........... for ever'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/nMO5Ko_77Hk/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4395420074814187943.post-7080543988988777120</id><published>2012-01-08T01:00:00.000+01:00</published><updated>2012-01-08T19:03:31.712+01:00</updated><title type='text'>Debito e democrazia : si sono rotti i legami?</title><content type='html'>&lt;table align="center" border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" style="width: 700px;"&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;table align="center" border="0" cellpadding="0" cellspacing="5" height="150"&gt; &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt; &lt;td align="center" valign="bottom"&gt;&lt;a href="http://www.tlaxcala-int.org/biographie.asp?ref_aut=2204&amp;amp;lg_pp=it"&gt;&lt;img border="0" height="150" src="http://www.tlaxcala-int.org/upload/aut_2204.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;  &lt;/td&gt; &lt;td align="center" valign="bottom"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;td align="center" valign="bottom"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt;&lt;tr&gt; &lt;td align="center" colspan="3"&gt;&lt;span class="auteur"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Michael Hudson   &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt;&lt;tr&gt; &lt;td align="center" colspan="3"&gt;&lt;span class="trad"&gt;  Tradotto da &lt;b&gt;Curzio Bettio  &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;    &lt;iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/-62dcDQLy80" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;     &lt;/td&gt; &lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-size: 18px; font-style: italic; margin-left: 40px; margin-right: 40px;"&gt;&lt;b&gt;Il Libro V della &lt;i&gt;Politica &lt;/i&gt;diAristotele descrive l’eterna transizione di oligarchie che si fannoaristocrazie ereditarie, che finiscono per essere rovesciate datiranni, o sviluppano rivalità interne quando alcune famiglie decidonodi “arruolare le moltitudini nel loro campo” e di introdurre lademocrazia, all’interno della quale emerge ancora una volta unaoligarchia, seguita da aristocrazia, e poi democrazia, e così via nelcorso della storia.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 18px; font-style: italic; margin-left: 40px; margin-right: 40px;"&gt;&lt;b&gt;Il debito è stata la principale dinamica che ha guidato questi cambiamenti, sempre con nuovi colpi di scena e trasformazioni.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://caparossa.noblogs.org/files/2011/11/the-goldman-sachs.jpg"&gt;&lt;img alt="The Goldman Sachs" class="size-medium wp-image-472" height="322" src="http://caparossa.noblogs.org/files/2011/11/the-goldman-sachs-300x242.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 18px; font-style: italic; margin-left: 40px; margin-right: 40px;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Si polarizza la ricchezza, creandosi una classe di creditori, ilcui governo oligarchico giunge alla fine quando nuovi leader (“tiranni”per Aristotele) ottengono l’appoggio popolare, cancellando i debiti eridistribuendo i patrimoni, o trasferendo nelle casse dello Stato lerendite patrimoniali. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fin dal Rinascimento, però, i banchieri hanno spostato il lorosostegno politico verso le democrazie. Questo non riflettevaconvinzioni politiche egualitarie o liberali in quanto tali, mapiuttosto un desiderio di maggiore sicurezza per i loro prestiti. ComeJames Steuart ha spiegato nel 1767, l’indebitamento finanziario dei rerimaneva un affare privato, ​​piuttosto che un debito veramentepubblico [1]. Quando i debiti dei sovrani divennnero vincolanti perl’intera nazione, i rappresentanti eletti hanno dovuto imporre tasseper pagare le spese per interessi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dando ai contribuenti voce nel governo, le democrazie olandesi ebritanniche hanno fornito ai creditori molte più assicurazioni dipagamento di quelle prodotte da re e principi, i cui debiti morivanocon loro. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma le recenti proteste contro il debito alzatesi dall’Islanda allaGrecia e alla Spagna suggeriscono che i creditori stanno spostando illoro sostegno lontano dalle democrazie. Costoro stanno esigendoausterità di bilancio e fiscali, e perfino svendite per privatizzazioni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Siamo in presenza di una trasformazione della finanzainternazionale con nuove caratteristiche da stato di guerra.L’obiettivo della finanza è lo stesso delle conquiste militari delpassato: appropriarsi di territori e risorse minerarie, quindiimpadronirsi di infrastrutture-“beni comuni”, e riscuotere tributi. Diconseguenza, le democrazie stanno chiedendo attraverso referendum lapossibilità di pagare i creditori con la dismissione del patrimoniopubblico e coll’aumento delle tasse, ingenerando così ladisoccupazione, la diminuzione dei salari e la depressione economica. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;L’alternativa è quella di svalutare i debiti o addiritturaannullarli, e di riaffermare il controllo delle leggi sul settorefinanziario.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="color: red; font-size: 18px; font-weight: bold;"&gt;I governanti del Vicino Oriente decidevano per decreto di fare tabula rasa dei debiti per preservare l’equilibrio economico&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Far pagare gli interessi sugli anticipi di beni o di denaro nonera in origine destinato a creare polarizzazioni nei sistemi economici.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;All’inizio del terzo millennio a.C. il debito veniva regolatosoprattutto da accordi contrattuali fra i templi e i palazzi (vale adire da &lt;i&gt;sacerdoti e regnanti&lt;/i&gt;) con i mercanti e gliimprenditori, che di solito lavoravano nell’ambito della burocraziareale: si presupponeva che l’interesse al 20 per cento (che doppiava ilcapitale in cinque anni) si approssimasse ad una giusta proporzione suirendimenti da traffici commerciali a lunga distanza, o da affitti diterra e di altre strutture pubbliche quali laboratori, navi e fabbrichedi birra.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quando questa procedura venne privatizzata mediante esattori realidi canoni di utenze e di affitti, la “divina regalità” pose sotto lasua protezione i debitori agrari. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le leggi di Hammurabi (ca. 1750 a.C.) cancellavano i loro debitiin tempi di inondazioni o siccità. Tutti i governanti della dinastiababilonese iniziavano il loro primo anno di insediamento sul tronoeliminando i debiti agrari e cancellando gli arretrati di pagamento,proclamando una sanatoria totale. Diritti sui servi, sui terreni o suiraccolti e altri impegni venivano restituiti ai debitori per“ristabilire l’ordine” in un ideale stato “originale” di equilibrio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questa pratica entrava in vigore nell’Anno Giubilare della Legge Mosaica, in Levitico 25.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La logica era abbastanza chiara. Le società antiche avevanobisogno di mettere in campo eserciti a difesa della propria terra, equesto richiedeva la liberazione dalla schiavitù dei cittadiniindebitati. Le leggi di Hammurabi proteggevano i conduttori di carri daguerra e altri combattenti dall’essere ridotti in schiavitù per debiti,e impedivano ai creditori di prendersi i raccolti degli affittuari diterreni reali, pubblici e demaniali, che dovevano fornire manodopera eservizio militare al palazzo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In Egitto, il faraone Bakenranef (c. 720-715 a.C., “Bocchoris” ingreco) proclamò un’amnistia dei debiti e abolì la schiavitù per debitodi fronte a una minaccia militare dall’Etiopia. Secondo Diodoro Siculo(I, 79, scrivendo nel 40-30 a.C.), il faraone aveva stabilito che se undebitore contestava il credito, il debito veniva annullato se ilcreditore non era in grado di sostenere le sue affermazioni con laproduzione di un contratto scritto. (Sembra che i creditori sianosempre stati inclini ad esagerare i saldi dovuti). Il faraone motivavache “i corpi dei cittadini dovevano appartenere allo Stato, al fine chequesto potesse avvalersi dei servizi che i cittadini gli dovevano, siain tempo di guerra che di pace. Sarebbe assurdo per un soldato ...essere trascinato in prigione dal suo creditore per un prestito nonpagato, e l’avidità di privati ​​cittadini avrebbe in questo modo messoa repentaglio la sicurezza di tutti.”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il fatto che i principali creditori nel Vicino Oriente fossero ilpalazzo, i templi e i loro esattori rendeva politicamente semplicecancellare i debiti. È sempre facile annullare i debiti nei confrontidi se stessi. Anche gli Imperatori romani bruciavano i registri fiscaliper evitare le crisi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma divenne molto più difficile cancellare i debiti dovuti acreditori privati, ​​quando la pratica di far pagare gli interessi sidiffuse verso ovest, presso coloro che ricoprivano il rango di capo nelbacino del Mediterraneo intorno al 750 a.C. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Invece di consentire alle famiglie di colmare le differenze traentrate ed uscite, il debito divenne la leva principaledell’espropriazione della terra, polarizzando le comunità traoligarchie di creditori e clienti indebitati. In Giuda, il profetaIsaia (5, 8-9) lanciava l’anatema contro i creditori: “aggiungete casaa casa e unite campo a campo, finchè agli altri non verrà lasciatospazio, e vivrete da soli sulla terra.”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il potere dei creditori e una crescita stabile raramente sonoandati di concerto. La maggior parte dei debiti personali in questoperiodo classico erano il prodotto di piccole somme di denaro prestatea individui che vivevano ai margini della sussistenza e che avevanopoche possibilità di sbarcare il lunario. La confisca dei terreni e deibeni - e la privazione della libertà personale – costringevano idebitori ad una condizione di schiavitù, che diveniva irreversibile. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dal VII secolo a.C., i “tiranni” (leader popolari) emersero perrovesciare le aristocrazie di Corinto e di altre ricche città dellaGrecia, ottenendo il sostegno con la cancellazione dei debiti. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;In modo meno tirannico, Solone fondava la democrazia ateniese nel 594 a.C., mettendo al bando la schiavitù per debiti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma le oligarchie riemersero e invocarono l’intervento di Roma,quando i re di Sparta Agide, &amp;nbsp;Cleomene, e il loro successore Nabiscercarono di cancellare i debiti verso la fine del III secolo a.C.Vennero uccisi ed i loro sostenitori cacciati. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;È stata una costante politica della storia fin dall’antichità, chegli interessi dei creditori si contrapponessero sia alla democraziapopolare che al potere dei re, quando costoro cercarono di limitare laconquista finanziaria della società - una conquista volta a sfruttareil pagamento dei crediti e degli interessi sul debito per incamerare lamaggior parte possibile della rendita economica. Quando i fratelliGracchi e i loro seguaci tentarono di riformare le leggi sul creditonel 133 a.C., la classe senatoria dominante reagì con violenza,uccidendoli e inaugurando un secolo di guerra sociale, risolte conl’ascesa di Augusto come imperatore nel 29 a.C.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="color: red; font-size: 18px; font-weight: bold;"&gt;L’oligarchia creditoria di Roma vince la Guerra sociale, rende schiave le popolazioni e da il via a secoli bui&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le faccende si fecero più sanguinose all’estero. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Aristotele non ha trattato della costituzione dell’Impero comeparte del suo schema politico, ma la conquista straniera è sempre stataun fattore importante nell’imposizione di debiti, e i debiti di guerrasono stati la causa principale del debito pubblico nei tempi moderni. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nell’antichità, è stata Roma ad imporre più ferocemente il debito,i creditori romani allungavano le mani ad affliggere l’Asia Minore, laprovincia romana più prospera. Quando arrivavano i pubblicani,“cavalieri” esattori, lo stato di diritto veniva completamentecancellato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mitridate del Ponto ha guidato tre rivolte popolari, e lepopolazioni locali della città di Efeso e di altre città sisollevarono, e si riporta che vennero uccisi 80.000 Romani nel 88 a.C. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;L’esercito romano reagì, e nel 84 a.C. Silla impose un tributo diguerra di 20.000 talenti. Gli oneri per interessi retroattivimoltiplicarono la somma di sei volte, al 70 a.C.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tra gli storici di riferimento di Roma, Livio, Plutarco e Diodorohanno imputato la caduta della Repubblica all’intransigenza creditoria,che poi condusse alla secolare guerra sociale segnata da omicidipolitici, dal 133 al 29 a.C. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Leader populisti cercarono di ottenere un seguito sostenendo lacancellazione dei debiti (ad esempio, la congiura di Catilina nel 63-62a.C.). Vennero massacrati. Con il II secolo d.C., circa un quarto dellapopolazione era ridotta in schiavitù. Dal V secolo, l’economia di Romacollassava, spossessata di denaro. Una esistenza di sussistenza indussela gente a ritornare alle campagne.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="color: red; font-size: 18px; font-weight: bold;"&gt;I creditori trovarono una ragione legalistica a sostegno della democrazia parlamentare&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quando i banchieri si risollevarono dopo il saccheggio di Bisanzio da parte dei Crociati (&lt;i&gt;quarta crociata – 1204&lt;/i&gt;)e immisero l’argento e l’oro a modificare il commercio dell’Europaoccidentale, l’opposizione cristiana all’imposizione di interessibancari veniva superata dalla associazione di prestigiosi istituti dicredito (i Cavalieri Templari e Ospitalieri avevano fornito creditodurante le Crociate) con i loro clienti più importanti – i re , inprimo luogo per fornire fondi alla Chiesa e sempre di più per fare laguerra. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tuttavia, i debiti reali diventavano inesigibili quando i re morivano. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;I Bardi e i Peruzzi finirono in bancarotta nel 1345, quandoEdoardo III ripudiò i suoi debiti di guerra. Famiglie di banchieripersero capitali sui prestiti concessi ai despoti Asburgo e Borbone chesedevano sul trono di Spagna, Austria e Francia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le cose cambiarono con la democrazia olandese, quando gli Olandesicercarono di conquistare ed assicurarsi la libertà dagli Asburgo diSpagna. Il fatto che il parlamento olandese potesse contrarre un debitopubblico consolidato per conto dello Stato abilitò i Paesi Bassi adaccendere prestiti per assumere al proprio servizio mercenari, inun’epoca in cui il denaro e il credito erano il nerbo della guerra.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Richard Ehrenberg nel suo libro “&lt;i&gt;Capitale e Finanza nell’età del Rinascimento&lt;/i&gt;” (1928) ha scritto che l’accesso al credito “rappresentava dunque l’arma più potente nella lotta per la loro libertà”:&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;“Chiunque forniva crediti a un principe sapeva che ilrimborso del debito dipendeva solo dalla capacità e dalla volontà deldebitore di pagare. Il caso era molto diverso per le città, che avevanopotere quanto i nobili, ma anche per le corporazioni, per leassociazioni di individui uniti da interessi comuni. Secondo una normageneralmente accettata, ogni singolo cittadino era responsabile per idebiti della città, sia con l’esposizione della sua persona che dellesue proprietà.” &lt;/i&gt;&lt;span class="texte1"&gt;[2]&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div&gt;L’obbiettivo &lt;i&gt;finanziario &lt;/i&gt;dei governi parlamentari eradunque quello di concedere crediti che non obbligassero personalmentesolo il principe, ma che fossero veramente pubblici e vincolanti,indipendentemente da chi occupasse il trono. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;È per questo che le prime due nazioni democratiche, i Paesi Bassie la Gran Bretagna dopo la sua rivoluzione del 1688, svilupparono i piùattivi mercati di capitali e procedettero nel cammino che le portò adiventare potenze militari dominanti. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;È ironico che sia stata la necessità di finanziare la guerra apromuovere la democrazia, formando una trinità simbiotica tra il “farela guerra”, il “credito” e la “democrazia parlamentare”, simbiosi che èdurata fino ai nostri giorni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A quel tempo “la posizione giuridica del Re &lt;i&gt;in quanto&lt;/i&gt;debitore era poco chiara, ed era del tutto aleatorio se i suoicreditori avessero qualche possibilità di risarcimento in caso didefault.” &lt;span class="texte1"&gt;[3]&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Più la Spagna, l’Austria e la Francia divennero dispotiche,maggiori difficoltà trovavano nel recepire finanziamenti per le loroavventure militari. Alla fine del XVIII secolo, l’Austria era statalasciata “senza credito, e di conseguenza senza molti &amp;nbsp;debiti”,era il paese meno degno di credito e peggio armato d’Europa, totalmentedipendente da sovvenzioni e dalle garanzie di prestito della GranBretagna nel corso delle guerre napoleoniche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 class="post-title entry-title"&gt;&lt;/h3&gt;&lt;div class="post-header"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="post-body entry-content" id="post-body-651228186180628213"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-_dFhsFb_RCY/TvzJp5TDjUI/AAAAAAAABTE/uHUCrDcfCdg/s1600/Fine-2012.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="255" rea="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-_dFhsFb_RCY/TvzJp5TDjUI/AAAAAAAABTE/uHUCrDcfCdg/s400/Fine-2012.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="color: red; font-size: 18px; font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;La finanza si conforma alla democrazia, ma poi preme per il sistema oligarchico&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mentre le riforme democratiche del XIX secolo riducevano il poteredelle aristocrazie fondiarie di controllare i parlamenti, i banchierisi muovevano con flessibilità, per raggiungere un rapporto simbioticocon quasi ogni forma di governo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;In Francia, i seguaci di Saint-Simon (&lt;i&gt;socialisti utopistici&lt;/i&gt;)promuovevano il concetto di “banca” come agente di fondi comuni diinvestimento, che concede credito in cambio di titoli azionari. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lo Stato tedesco strinse un’alleanza con le grandi banche e l’industria pesante. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Marx descrisse ottimisticamente su come il socialismo avrebbe preparato una finanza produttiva piuttosto che parassitaria. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Negli Stati Uniti, la regolamentazione dei servizi pubblici è andata di pari passo con la garanzia di profitti sicuri.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In Cina, Sun-Yat-Sen [&lt;i&gt;considerato il fondatore della Cinamoderna e uno dei più importanti rivoluzionari cinesi, tra i primi aproporre il rovesciamento dell’Impero Cinese e a considerare ilproblema della democrazia&lt;/i&gt;&lt;i&gt;, N.d.t.&lt;/i&gt;] ha scritto nel 1922:&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;“Ho intenzione di portare tutte le industrie nazionali dellaCina in un Grande Trust di proprietà del popolo cinese, anchefinanziate con capitali internazionali a reciproco vantaggio”&lt;/i&gt;.&lt;span class="texte1"&gt;[4]&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div&gt;La Prima guerra mondiale ha visto gli Stati Uniti sostituire laGran Bretagna tra i principali paesi creditori, e alla fine dellaSeconda guerra mondiale gli USA avevano accantonato circa l’80 percento dell’oro monetario del mondo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;I diplomatici usamericani determinarono le strutture del FondoMonetario Internazionale e della Banca Mondiale, secondo direttiveorientate al credito per finanziare gli scambi commerciali, procurandodipendenza economica soprattutto nei confronti degli Stati Uniti. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;I prestiti per finanziare il commercio e i deficit nella bilanciadei pagamenti sono stati oggetto di “situazioni condizionali” che hannospostato la pianificazione economica nelle mani di oligarchieclientelari e di dittatori militari. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tuttavia, la risposta democratica ai piani di austerità adatti aspremere interessi sul debito non è stata in grado di andare al di làdelle “proteste contro il FMI”, almeno fino a quando l’Argentina non harigettato i suoi debiti con l’estero.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un simile austerità tutta a favore dei creditori viene ora impostaall’Europa dalla Banca Centrale Europea (BCE) e dall’apparatoburocratico dell’Unione Europea. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;I governi apparentemente socialdemocratici si sono mossi tuttinella direzione del salvataggio delle banche, piuttosto che verso ilrilancio della crescita economica e dell’occupazione. Le perdite dovutea prestiti sbagliati e a speculazioni bancarie errate sono stateaddossate ai bilanci pubblici, mentre la spesa pubblica è stataridimensionata, e si è arrivati persino a vendere le infrastrutturedello Stato. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;La risposta dei contribuenti a cui sono stati accollati i debiti èstata quella di proteste popolari montanti, che hanno avuto il loroinizio in Islanda e in Lettonia nel gennaio 2009, e si sono diffusequest’autunno in Grecia e in Spagna, per manifestare contro il rifiutodei governi di tenere referendum su questi letali salvataggi dei detentori stranieri dei titoli di Stato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="color: red; font-size: 18px; font-weight: bold;"&gt;La pianificazione trasferita dai rappresentanti pubblici eletti ai banchieri&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tutte le economie sono pianificate. Tradizionalmente questa èsempre stata la funzione dei governi. Abbandonare questo ruolosull’onda dello slogan “mercati liberi!” pone la pianificazioneeconomica sulle mani dei banchieri. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tuttavia, la prerogativa della pianificazione della formazione edell’allocazione del credito risulta ancora più centralizzata rispettoa quando questa prerogativa era di competenza dei funzionari pubblicieletti. E, a peggiorare le cose, l’arco di tempo delle attività&amp;nbsp;finanziarie è a breve scadenza, “mordi e fuggi”, fattore che finisceper smontare la pianificazione. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Cercando il proprio tornaconto, le banche tendono a distruggere lestrutture dell’economia. Il surplus finisce per essere divorato dagliinteressi e da altri oneri finanziari, senza concedere entrate pernuovi investimenti di capitale o per la spesa sociale di base.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questo è il motivo per cui cedere il controllo politico allaclasse dei creditori raramente ha comportato una crescita economica eun aumento della qualità della vita. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;La tendenza per cui il debito cresce più rapidamente dellacapacità della popolazione di ripagarlo è stata una costantefondamentale in tutta la storia documentata. I debiti cresconoesponenzialmente, assorbendo l’avanzo di bilancio e riducendo la granparte della popolazione nella costrizione ai lavori forzati perrisarcire. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per ristabilire l’equilibrio economico, l’antico grido di sfogoper la cancellazione dei debiti ha sempre invocato ciò che durantel’Età del Bronzo nel Vicino Oriente si otteneva per decreto reale:l’annullamento dei debiti cresciuti esponenzialmente. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;In tempi più vicini al nostro, le democrazie hanno fatto valere ilpotere di uno Stato forte di tassare i profitti e i capitali dovutialla &lt;i&gt;rendita &lt;/i&gt;e, quando richiesto, di depennare i debiti. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questo si può fare più facilmente quando è lo Stato stesso acreare moneta e credito. Si può fare meno facilmente quando le banchetrasformano i loro profitti in potere politico. Quando si permette allebanche di auto-regolarsi, e di imporre veti sull’azione del governo,l’economia viene distorta per consentire ai creditori di abbandonarsiai giochi d’azzardo della speculazione e a vere e proprie frodi, comequelle che hanno marcato l’ultimo decennio. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;La caduta dell’Impero romano dimostra ciò che avviene quando leesigenze proterve dei creditori vanno fuori controllo. In questecondizioni, l’alternativa alla pianificazione e alla regolamentazionedel settore finanziario da parte governativa tutta a favore del creditospiana la strada al servaggio per debiti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="color: red; font-size: 18px; font-weight: bold;"&gt;Finanza contro governo; oligarchia contro democrazia &lt;/div&gt;&lt;div&gt;La democrazia comporta la subordinazione delle dinamiche delsistema finanziario al perseguimento dell’equilibrio e della crescitaeconomica, e la tassazione dei profitti da &lt;i&gt;rendita&lt;/i&gt; o il mantenimento dei monopoli dei servizi fondamentali nelle mani pubbliche. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il non tassare o il privatizzare le rendite dei patrimoni le rende“libere” di venire impegnate nelle banche, per essere capitalizzateancora più attraverso il prestito. Finanziata dalla speculazione suldebito, l’inflazione “asset-price” aumenta la ricchezza dei &lt;i&gt;redditieri &lt;/i&gt;mentre indebita il sistema economico in generale. [&lt;i&gt;L’inflazione“ asset-price” &amp;nbsp;è un fenomeno economico che indica un aumento delvalore degli asset, rispetto ai beni e servizi comuni. Asset tipicisono gli strumenti finanziari come titoli, azioni, e i loro derivati,beni patrimoniali e capitali.&lt;/i&gt;] &lt;/div&gt;&lt;div&gt;L’economia si contrae, precipitando a valore negativo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il settore finanziario ha conquistato un’influenza tale dautilizzare queste contingenze come un’opportunità per convincere igoverni che l’economia collasserà se non “&lt;i&gt;si salvano le banche&lt;/i&gt;”.In pratica questo significa consolidare il controllo delle banche sullapolitica, e questo controllo viene esercitato in modo da polarizzareulteriormente il sistema economico. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il modello di riferimento è quanto è successo nell’antica Roma,nel passaggio dalla democrazia all’oligarchia. In realtà, dandopriorità ai banchieri e lasciando che la pianificazione economica siadettata dall’Unione Europea, dalla Banca Centrale Europea e dal FondoMonetario Internazionale si concreta la minaccia di privare loStato-nazione del potere di coniare o stampare moneta e di riscuoterele tasse. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il conflitto che ne risulta sta contrapponendo gli interessi dellafinanza contro l’autodeterminazione dello Stato nazionale. L’idea diuna Banca centrale indipendente come “marchio distintivo didemocrazia” è un eufemismo della rinunzia delle decisioni politiche piùimportanti - la capacità di creare moneta e credito – in favore delsettore finanziario.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Invece di affidare le scelte politiche a referendum popolari, oggila principale causa dell’aumento del debito nazionale deriva dalsalvataggio delle banche organizzato dall’Unione Europea e dalla BCE. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;I debiti bancari privati, ​​addossati ai bilanci statali dell’Irlanda e Grecia, sono stati trasformati in tassazioni imposte aicontribuenti. Lo stesso vale per il bilancio degli Stati Uniti a cuisono stati ascritti 13 trilioni di dollari dal settembre 2008 (compresii 5,3 trilioni di mutui ipotecari tossici &amp;nbsp;dei giganti statunitensi deimutui ipotecari Fannie Mae e Freddie Mac ascritti al bilanciogovernativo, e i 2 trilioni di dollari di swap tossici della FederalReserve).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tutto ciò è stato dettato dai procuratori del mondo della finanza, definiti eufemisticamente &lt;i&gt;tecnocrati&lt;/i&gt;.Designati dai lobbisti creditori, il loro ruolo effettivo è dicalcolare quanta disoccupazione e depressione siano necessarie perspremere un attivo di bilancio per pagare i creditori di debiti, oraregistrati sui libri contabili dello Stato. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ciò che rende questo calcolo autolesionista è il fatto che lacontrazione economica – deflazione per debiti - rende il gravame deldebito ancora più non risarcibile.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Né le banche, né le autorità pubbliche (o, se è per questo,nemmeno accademici di chiara fama) hanno preso in considerazionel’effettiva capacità economica di pagare i debiti, ossia di pagaresenza avere una strozzatura dell’economia. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Attraverso i loro mezzi di informazione e i lorocentri-studi, hanno convinto le popolazioni che il modo per diventarericchi più rapidamente fosse quello di prendere in prestito denaro peracquistare immobili, azioni, obbligazioni e titoli di Stato, quandoquesti aumentavano di prezzo – essendo stati gonfiati dal creditobancario - e di revocare la tassazione progressiva della ricchezzaimposta nel secolo scorso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per definire la questione in modo diretto, il risultato è sfociatoin un sistema economico ciarpame. Lo scopo è quello di invalidare icontrolli e i contrappesi pubblici, spostando il potere dipianificazione nelle mani dell’alta finanza, con la convinzione chequesto si dimostra più efficiente della regolamentazione pubblica. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;La pianificazione e l’imposizione delle tasse da parte dei governi vengono accusate di tracciare “lastrada verso la schiavitù”, come se i “liberi mercati” controllati dabanchieri, ai quali vengono concessi margini di azione sconsiderata esprezzante, non fossero impostati su interessi particolari tali darisultare oligarchici e non democratici. &lt;br /&gt;&lt;img alt="http://www.stampalibera.com/wp-content/uploads/2011/11/draghi-mario5.jpg" height="320" src="http://www.stampalibera.com/wp-content/uploads/2011/11/draghi-mario5.jpg" width="320" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Ai governi si ingiunge di pagare debiti di salvataggio assunti nonper difendere i propri paesi in uno stato di guerra come nel passato,ma a beneficio degli strati più ricchi della popolazione chetrasferiscono le proprie perdite sui contribuenti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La mancata considerazione delle richieste degli elettori pone idebiti nazionali risultanti su un terreno instabile politicamente eanche legalmente. I debiti imposti per decreto da governi o da agenziefinanziarie straniere a fronte di una decisa opposizione popolarepossono essere solo di dimensioni ridotte, come quelli degli Asburgo edi altri despoti in epoche passate. In mancanza di una convalidapopolare, questi debiti possono decadere insieme al regime che li hacontratti. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;I nuovi governi dovrebbero agire democraticamente per subordinareil settore bancario e quello finanziario a porsi al serviziodell’economia, e non in modo contrario.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Intanto, dovrebbero imporre il pagamento delle imposte con lareintroduzione della tassazione progressiva dei patrimoni e dellerendite, spostando il carico fiscale sui &lt;i&gt;redditieri &lt;/i&gt;ricchi diproprietà. La ri-regolamentazione del settore bancario e lo stabilireun’opzione pubblica per il credito e i servizi bancari potrebberorinnovare il programma democratico e sociale che sembrava ben avviatoun secolo fa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L’Islanda e l’Argentina sono gli esempi più recenti, ma possiamoguardare indietro alla moratoria sui debiti di guerra interalleati e leriparazioni della Germania nel 1931 (*). &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sussiste un principio fondamentale, tanto matematico, quanto politico: i debiti che non possono essere ripagati, non lo saranno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="justify" style="font-style: italic; margin-left: 10px; margin-right: 10px;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;[1] James Steuart, Principles of Political Oeconomy (1767), p. 353.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="font-style: italic; margin-left: 10px; margin-right: 10px;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;[2] Richard Ehrenberg, Capital and Finance in the Age of the Renaissance (1928):44f., 33.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="font-style: italic; margin-left: 10px; margin-right: 10px;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;[3] Charles Wilson, England’s Apprenticeship: 1603-1763 (London: 1965):89.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="font-style: italic; margin-left: 10px; margin-right: 10px;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;[4] Sun Yat-Sen, The International Development of China (1922):231ff.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="font-style: italic; margin-left: 10px; margin-right: 10px;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;(*) &lt;i&gt;&lt;b&gt;I debiti interalleati e le riparazioni di guerra:&lt;/b&gt;Al termine della Prima guerra mondiale quasi tutti i paesi eranoindebitati e molti di essi erano allo stesso tempo debitori ecreditori. Gli Stati Uniti erano diventati il principale paesecreditore, ma anche la Gran Bretagna vantava grossi crediti. Ildebitore principale era la Francia, seguita dall’Italia e dal Belgio. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="font-style: italic; margin-left: 10px; margin-right: 10px;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;Ipaesi europei consideravano i debiti come una parte dello sforzocongiunto degli Alleati per vincere la guerra e suggerirono dapprima diannullarli e, poi, di ridefinirli o di collegarli al pagamento delleriparazioni dovute dai Tedeschi. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="font-style: italic; margin-left: 10px; margin-right: 10px;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;GliStati Uniti, invece, ritenevano i debiti solo una conseguenza dellafornitura di beni e servizi e pretesero che fossero interamenteonorati. Ma, con il tempo, si accorsero che ciò era impossibile, acausa dell’enormità del credito e furono obbligati a stipulare accordicon i paesi debitori. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="font-style: italic; margin-left: 10px; margin-right: 10px;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;Piùcomplessa fu la questione del pagamento delle indennità di guerra,dovute quasi tutte dalla Germania, che si dissero “riparazioni” persottolineare che si trattava di un risarcimento versato dai Tedeschiperché ritenuti responsabili della guerra. Il pagamento delleriparazioni contribuì ad accelerare l’inflazione tedesca e a farprecipitare il valore del marco. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="font-style: italic; margin-left: 10px; margin-right: 10px;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;Benpresto la Germania non fu più in grado di far fronte ai propri impegni,ma gli Alleati non vollero concedere una moratoria. Ciò indusse ariesaminare la questione delle riparazioni. e nel 1924 la Commissioneper le riparazioni approvò il cosiddetto “piano Dawes” (da Charles C.Dawes), che sostanzialmente riduceva l’ammontare delle annualità dovutedalla Germania, senza ritoccare il debito globale. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="font-style: italic; margin-left: 10px; margin-right: 10px;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;Dopodi allora i pagamenti furono regolari per alcuni anni, ma il meccanismos’inceppò nella prima metà del 1929, quando i prestiti statunitensifurono drasticamente ridotti, cosa che indusse molte banche estere aritirare i crediti a breve scadenza accordati ad imprese tedesche. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="font-style: italic; margin-left: 10px; margin-right: 10px;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;Uncomitato diretto dall’uomo d’affari statunitense Owen D. Young preparòun nuovo piano, che prevedeva sia una riduzione del debito complessivo,sia un ridimensionamento delle annualità da pagare. Il “piano Young”ebbe breve vita, poiché era ormai iniziata la grande crisi. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="font-size: 14px; font-style: italic; margin-left: 10px; margin-right: 10px;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Nelgiugno del 1931 il presidente statunitense Herbert Hoover propose unamoratoria dei debiti tedeschi, che in sostanza mise fine al pagamentodelle riparazioni e dei debiti interalleati. [N. d. t.]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Per concessione di&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.tlaxcala-int.org/" target="_blank"&gt;Tlaxcala&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Fonte: &lt;a href="http://michael-hudson.com/2011/12/democracy-and-debt/" target="_blank"&gt;http://michael-hudson.com/2011/12/democracy-and-debt/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Data dell'articolo originale: 02/12/2011&lt;br /&gt;URL dell'articolo: &lt;a href="http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=6559"&gt;http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=6559&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4395420074814187943-7080543988988777120?l=sadefenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenza.blogspot.com/feeds/7080543988988777120/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4395420074814187943&amp;postID=7080543988988777120' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/7080543988988777120'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/7080543988988777120'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenza.blogspot.com/2012/01/debito-e-democrazia-si-sono-rotti-i.html' title='Debito e democrazia : si sono rotti i legami?'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/-62dcDQLy80/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4395420074814187943.post-7706264013539983949</id><published>2012-01-07T00:00:00.000+01:00</published><updated>2012-01-07T15:08:09.655+01:00</updated><title type='text'>USA-ISRAELE: ESERCITAZIONI IN VISTA GUERRA IRAN</title><content type='html'>&lt;h4 id="post-title"&gt;Grandi manovre militari annunciate in Israele inrisposta alle esercitazioni iraniane nel Golfo Persico. Gli USApreparano la più grande esercitazione congiunta, che per ora restaun’intimidazione. Ma potrebbe diventare la prova per un attaccomilitare, da valutare con molta cautela.&lt;/h4&gt;&lt;div class="postcontent"&gt;&lt;div style="color: red;"&gt;&lt;b&gt;IKA DANO&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://nena-news.globalist.it/?p=16183"&gt;&lt;b&gt;http://nena-news.globalist.it/&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://nena-news.globalist.it/wp-content/uploads/2011/04/predator-drone.jpg"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-9216" height="245" src="http://nena-news.globalist.it/wp-content/uploads/2011/04/predator-drone-300x184.jpg" title="predator drone" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nena News – La stretta cooperazione militare tra gliStati Uniti ed Israele non è un mistero. Solo gli aiuti militariregalati al piccolo alleato mediorientale dall’amministrazioneamericana – escluse le altre forme di supporto economico diretto edindiretto – ammontano a 1.8 miliardi di dollari annui. A cui siaggiungono donazioni di armamenti, cooperazione nel campo della ricercatecnologica ed esercitazioni congiunte. Ora che la tensione per lerecenti manovre militari iraniane nello Stretto di Hormuz sale, e iltimore di un regime khomeiniano nuclearizzato si fa più forte, USA eStato ebraico si apprestano alla più grande esercitazione della storia,sobriamente sopprannominata “Austere Challenge 12”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le operazioni militari nello stretto di Hormuz, tra la Penisolaarabica e l’Iran, si sono appena concluse. Secondo l’agenzia stampairaniana Fars News, i dieci giorni di manovre nel Golfo Persico hannovisto la marina iraniana impegnata in test di missili a lunga e brevegittata, sia mare-terra, che terra-terra e terra-aria. la Repubblicaislamica starebbe migliorando anche il proprio sistema missilistico didifesa, testando missili anti-aerei “capaci di contrastare qualunqueeventuale attacco aereo contro le nostre navi”, ha dichiaratol’ammiraglio della Marina iraniana Mahmoud Moussavi alla stessaagenzia. L’Iran sarebbe pronto a riprendere le esercitazioni e bloccarelo Stretto -&amp;nbsp; canale di passaggio di quasi un terzo del commerciomondiale di petrolio – se l’Occidente dovesse davvero implementare lesanzioni con cui minaccia di punire i tentativi dello stato persiano dimunirsi di energia atomica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Se i Paesi occidentali sanzionano il petrolio iraniano – haannunciato esplicito il vicepresidente Mohammed-Reza Rahimi all’agenziastampa ufficiale iraniana IRNA – “l’Iran non permetterà neppure ad unasola goccia di petrolio di passare dallo Stretto di Hormuz”.&lt;br /&gt;Pronta la reazione della Gran Bretagna, che per voce del Segretarioalla Difesa Philip Hammond fa sapere che il Regno Unito è pronto adintervenire con la forza per impedire la chiusura del Golfo Persico altransito di petrolio. “La Marina Reale si opporrebbe ad ogni tentativodi bloccare la via commerciale chiave nel Golfo”, lo cita il quotidianobritannico Dailymail.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il braccio di ferro continua dopo l’ultimo pacchetto di sanzionipassato dal Congresso americano sabato 31 dicembre 2011, che prevedeuna riduzione dei ricavi petroliferi iraniani lasciando però alpresidente Barack Obama il potere di discernere quali penalitàapplicare. Una decisione da non prendere alla leggera di fronte alleminacce iraniane e all’importanza vitale del Golfo Persico per ilrifornimento energetico mondiale. Tanto che Washington avrebbe giàannunciato che il nuovo pacchetto di sanzioni “non modificherebbe lastrategia americana”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Strategia che fa perno sull’alleato israeliano. Il portale militareDefensenews annuncia che I comandi militari americano, europeo eisraeliano sono soliti condurre esercitazioni militari di routine.Parte di una strategia a lungo termine e dalla storica alleanza con lostato mediorientale, sarebbero state pianificate con largo anticipo. Enon avrebbero dunque nulla a che vedere con la minaccia iraniana. Maquesta volta l’operazione “Austere Challenge 12” si prospettamassiccia, definita da fonti militari israeliane come la più grandeoperazione congiunta israelo-americana. Il sitema anti-aereo Arrow,progettato e donato dagli Stati Uniti proprio per intercettare missiliiraniani, verrà testato , e sia la marina che l’aviazione militare sieserciteranno in operazioni anti-missile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto l’annuncio da parte dell’esercito israeliano secondo cui perla prima volta anche la città di Gerusalemme – nel cuore dellaPalestina storica, a metà tra Cisgiordania e Israele – potrebbe esserecentrata da missili nemici, crea il pretesto per ulteriori operazionimilitari, annunciate per la prossima primavera. Agence France Pressriporta alcuni dettagli: &amp;nbsp;il sistema di difesa anti-missile americanoAegis BMD – donato dagli Stati Uniti ad Israele – verrà integrato conle unità radar a raggi X stazionate da tre anni nel deserto del Negev.A questo si aggiungeranno test del sistema di difesa anti-aereaisraeliana Iron Dome, già utilizzato contro i missili Katjiushalanciati da Hezbollah dal Sud del Libano e da Hamas a Gaza.Intercettori Arrow a lunga portata e missili Patriot di produzioneamericana verrano altrettanto inclusi nelle operazioni. Se questo granmovimento militare sarà più di un’intimidazione all’indirizzo di unIran non facilmente disposto a cedere e conscio della sua posizione eforza geostrategica, è tutto da vedere. Nena News.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4395420074814187943-7706264013539983949?l=sadefenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenza.blogspot.com/feeds/7706264013539983949/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4395420074814187943&amp;postID=7706264013539983949' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/7706264013539983949'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/7706264013539983949'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenza.blogspot.com/2012/01/usa-israele-esercitazioni-in-vista.html' title='USA-ISRAELE: ESERCITAZIONI IN VISTA GUERRA IRAN'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4395420074814187943.post-6945666455916533154</id><published>2012-01-06T19:26:00.002+01:00</published><updated>2012-01-06T19:26:42.946+01:00</updated><title type='text'>La guerra lascia il segno sulle malformazioni congenite</title><content type='html'>&lt;div class="reader"&gt;&lt;span id="evid"&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/salute/12_gennaio_04/guerra-malformazioni-congenite-lombardini_ebd35154-2b0f-11e1-b7ec-2e901a360d49.shtml#" onmouseup="cercaStringa('LO STUDIOLa guerra lascia il segnosulle malformazioni congeniteDall’inizio delle operazioni belliche in Iraq, nel 2003,il tasso è aumentato di dieci volteMILANO - Nel 2010, quasi il 15 per cento dei bambini nati nell’Ospedale di Fallujah, in Iraq, presentava malformazioni congenite, un tasso dieci volte più alto di quello registrato nelle stesse famiglie tra il 1991 e il 2001. L’incremento, associato anche a un aumento dei casi di aborti involontari, si è cominciato a notare a partire dal 2003, anno in cui iniziò la guerra in Iraq. Un recente studio condotto da un gruppo di ricerca italiano, il New-weapons Committee, ha cercato di gettare luce sulle allarmanti osservazioni dei medici del General Hospital di Fallujah sulla salute della popolazione adulta e dei neonati in quella regione dell’Iraq. La ricerca ha documentato l’aumento dei difetti congeniti alla nascita, assieme ad una quantità molto sopra il normale di metalli pesanti nei capelli dei bambini malati e dei loro genitori.POSSIBILI CAUSE- I metalli pesanti sono tra innumerevoli fonti ambientali riconosciute o sospettate, insieme con fattori ereditari, di poter essere alla base di malformazioni come l’anencefalia, la spina bifida e difetti a carico del cuore e degli arti. Questi elementi possono rappresentare un grave rischio per la salute riproduttiva della popolazione e per i neonati, in particolare laddove avvenga un loro accumulo repentino, per qualsiasi causa, nell’ambiente. L’acqua potabile può fungere da veicolo di queste sostanze, che tuttavia possono anche essere introdotte nell’organismo con la respirazione o per contatto attraverso la pelle. I metalli non vengono allontanati dall’ambiente ma si accumulano nel tempo negli organismi viventi.LO STUDIO - Lo studio, che ha coinvolto 56 famiglie in cui sono avvenuti difetti e malformazioni neonatali e 11 famiglie sane di controllo, prevedeva il dosaggio dei metalli pesanti nei capelli dei neonati e dei loro genitori, e la compilazione di un questionario sulla storia riproduttiva delle famiglie coinvolte. «La ricerca ha coperto il periodo compreso dal settembre 2001 al novembre 2009» spiega Paola Manduca, genetista dell’Università di Genova che ha coordinato il lavoro. «In questo lasso di tempo si sono registrate 5.896 nascite delle quali 869 (14,7%) con difetti alla nascita, una quota significativamente maggiore della percentuale di neonati con difetti alla nascita normalmente riscontrata nella popolazione generale in Europa e USA, che si aggira intorno al 3%». Grazie all’uso dei questionari è stato escluso, inoltre, che le malformazioni e i disturbi ritrovati nella popolazione neonatale fossero da ascrivere a eventuali difetti genetici preesistenti nella famiglia considerata. «Ma il risultato notevole dello studio è aver rilevato quantità elevate di alcuni metalli pesanti potenzialmente pericolosi nei capelli di 32 neonati e 13 bambini tra 6 mesi e 7 anni con difetti alla nascita, nei capelli dei rispettivi genitori, così come in quelli dei controlli “sani”, segno che la contaminazione è diffusa in tutta la popolazione», aggiunge la ricercatrice italiana. Tra i metalli trovati in quantità elevata vi erano il vanadio, il cobalto, il piombo e l’uranio.I PRECEDENTI- Un precedente studio aveva rilevato la presenza di un’elevata quantità di metalli pesanti nelle ferite dovute alle cosiddette “armi senza frammenti” nella popolazione di Gaza sottoposta agli attacchi israeliani nel 2006 e 2009. Inoltre, negli ultimi sei anni si stanno accumulando report su un aumento di malformazioni alla nascita, tumori e patologie riproduttive e croniche nelle zone dell’Iraq più severamente colpite dalla guerra. Oltre a ciò, sono state rilevate sindromi simili nel personale militare e paramilitare di ritorno dalle missioni di guerra. «Solo recentemente l’Organizzazione mondiale della sanità ha iniziato un monitoraggio della situazione irachena» aggiunge l’esperta che conclude: «Tuttavia, considerando i dati finora in nostro possesso, è urgente una presa di coscienza condivisa su quali possano essere gli effetti a lungo termine dell’uso di determinate armi, come quelle senza frammenti, e delle bombe con metalli pesanti le cui conseguenze sulla popolazione sono, se non del tutto sconosciute, in gran parte sottostimate».Domenico Lombardini');"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;b style="color: red;"&gt;&lt;span class="author"&gt;Domenico Lombardini&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="reader"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="reader"&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/"&gt;&lt;span class="author"&gt;www.corriere.it/&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="reader"&gt;Dall’inizio delle operazioni belliche in Iraq, nel 2003, il tasso è aumentato di dieci volte.&lt;/div&gt;&lt;div class="reader"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;div class="thumb-dida box-img left foto-h-left" title=""&gt;&lt;img align="left" alt="" border="0" height="248" src="http://images2.corriereobjects.it/Media/Foto/2011/12/20/fuoco_b1--180x140.jpg?v=20120104104013" title="" width="320" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/b&gt;&amp;nbsp;Nel 2010, quasi il 15 per cento dei bambini nati nell’Ospedale diFallujah, in Iraq, presentava malformazioni congenite, un tasso diecivolte più alto di quello registrato nelle stesse famiglie tra il 1991 eil 2001. L’incremento, associato anche a un aumento dei casi di abortiinvolontari, si è cominciato a notare a partire dal 2003, anno in cuiiniziò la guerra in Iraq. Un recente studio condotto da un gruppo diricerca italiano, il New-weapons Committee, ha cercato di gettare lucesulle allarmanti osservazioni dei medici del General Hospital diFallujah sulla salute della popolazione adulta e dei neonati in quellaregione dell’Iraq. La ricerca ha documentato l’aumento dei difetticongeniti alla nascita, assieme ad una quantità molto sopra il normaledi metalli pesanti nei capelli dei bambini malati e dei loro genitori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;POSSIBILI CAUSE-&lt;/b&gt; I metalli pesanti sono tra innumerevoli fontiambientali riconosciute o sospettate, insieme con fattori ereditari, dipoter essere alla base di malformazioni come l’anencefalia, la spinabifida e difetti a carico del cuore e degli arti. Questi elementipossono rappresentare un grave rischio per la salute riproduttiva dellapopolazione e per i neonati, in particolare laddove avvenga un loroaccumulo repentino, per qualsiasi causa, nell’ambiente. L’acquapotabile può fungere da veicolo di queste sostanze, che tuttaviapossono anche essere introdotte nell’organismo con la respirazione oper contatto attraverso la pelle. I metalli non vengono allontanatidall’ambiente ma si accumulano nel tempo negli organismi viventi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;LO STUDIO &lt;/b&gt;- Lo studio, che ha coinvolto 56 famiglie in cui sonoavvenuti difetti e malformazioni neonatali e 11 famiglie sane dicontrollo, prevedeva il dosaggio dei metalli pesanti nei capelli deineonati e dei loro genitori, e la compilazione di un questionario sullastoria riproduttiva delle famiglie coinvolte. «La ricerca ha coperto ilperiodo compreso dal settembre 2001 al novembre 2009» spiega PaolaManduca, genetista dell’Università di Genova che ha coordinato illavoro. «In questo lasso di tempo si sono registrate 5.896 nascitedelle quali 869 (14,7%) con difetti alla nascita, una quotasignificativamente maggiore della percentuale di neonati con difettialla nascita normalmente riscontrata nella popolazione generale inEuropa e USA, che si aggira intorno al 3%». Grazie all’uso deiquestionari è stato escluso, inoltre, che le malformazioni e i disturbiritrovati nella popolazione neonatale fossero da ascrivere a eventualidifetti genetici preesistenti nella famiglia considerata. «Ma ilrisultato notevole dello studio è aver rilevato quantità elevate dialcuni metalli pesanti potenzialmente pericolosi nei capelli di 32neonati e 13 bambini tra 6 mesi e 7 anni con difetti alla nascita, neicapelli dei rispettivi genitori, così come in quelli dei controlli“sani”, segno che la contaminazione è diffusa in tutta la popolazione»,aggiunge la ricercatrice italiana. Tra i metalli trovati in quantitàelevata vi erano il vanadio, il cobalto, il piombo e l’uranio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;I PRECEDENTI- &lt;/b&gt;Un precedente studio aveva rilevato la presenza diun’elevata quantità di metalli pesanti nelle ferite dovute allecosiddette “armi senza frammenti” nella popolazione di Gaza sottopostaagli attacchi israeliani nel 2006 e 2009. Inoltre, negli ultimi seianni si stanno accumulando report su un aumento di malformazioni allanascita, tumori e patologie riproduttive e croniche nelle zonedell'Iraq più severamente colpite dalla guerra. Oltre a ciò, sono staterilevate sindromi simili nel personale militare e paramilitare diritorno dalle missioni di guerra. «Solo recentemente l’Organizzazionemondiale della sanità ha iniziato un monitoraggio della situazioneirachena» aggiunge l’esperta che conclude: «Tuttavia, considerando idati finora in nostro possesso, è urgente una presa di coscienzacondivisa su quali possano essere gli effetti a lungo termine dell'usodi determinate armi, come quelle senza frammenti, e delle bombe conmetalli pesanti le cui conseguenze sulla popolazione sono, se non deltutto sconosciute, in gran parte sottostimate». &lt;br /&gt;&lt;!-- google_ad_section_end --&gt;&amp;nbsp;&lt;span class="author"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4395420074814187943-6945666455916533154?l=sadefenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenza.blogspot.com/feeds/6945666455916533154/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4395420074814187943&amp;postID=6945666455916533154' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/6945666455916533154'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/6945666455916533154'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenza.blogspot.com/2012/01/la-guerra-lascia-il-segno-sulle.html' title='La guerra lascia il segno sulle malformazioni congenite'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4395420074814187943.post-159097775538281818</id><published>2012-01-05T23:27:00.001+01:00</published><updated>2012-01-25T19:27:14.801+01:00</updated><title type='text'>Unione Europea: Quattro autorizzazioni  OGM concesse la vigilia di Natale</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;a href="http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=it&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;prev=_t&amp;amp;rurl=translate.google.it&amp;amp;sl=auto&amp;amp;tl=it&amp;amp;twu=1&amp;amp;u=http://www.tlaxcala-int.org/biographie.asp%3Fref_aut%3D2201%26lg_pp%3Des&amp;amp;usg=ALkJrhic87R4pVleKDqIC-nTbnUWsakvww"&gt;&lt;img border="0" height="150" src="http://www.tlaxcala-int.org/upload/aut_2201.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;span class="auteur_date"&gt;da &lt;b&gt;&lt;a class="url fn spip_in" href="http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=it&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;prev=_t&amp;amp;rurl=translate.google.it&amp;amp;sl=auto&amp;amp;tl=it&amp;amp;twu=1&amp;amp;u=http://www.infogm.org/spip.php%3Fauteur13&amp;amp;usg=ALkJrhieQIOW8hHfRIAzd_LPyBkppAa0ow" style="color: red;"&gt;&lt;span class="vcard author"&gt;Eric Meunier&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.infogm.org/"&gt;infogm.org/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="auteur_date"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &lt;span class="google-src-text" style="direction: ltr; text-align: left;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="trad"&gt;Traduzione di &lt;span style="color: red;"&gt;Sa Defenza&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="trad"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;        &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;a href="http://archive.corporatewatch.org/genetics/familytree/syngenta.htm"&gt;&lt;img border="0" height="480" src="http://islandbreath.org/2006Year/16-farming/0616-20Syngenta2002.jpg" width="480" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 22 dicembre 2011, la Commissione Europea haautorizzato la vendita di quattro piante geneticamente modificate (GMP)transgenici: il mais GA21 MIR604 *, Bt11 e Bt11 * * * MIR604 MIR604GA21, tutti e tre di Syngenta, e cotone 281 - 24-236 * 3006-210-23, Dow &lt;span class="introduction"&gt;AgroSciences&lt;/span&gt;[ &lt;a class="spip_note" href="http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=it&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;prev=_t&amp;amp;rurl=translate.google.it&amp;amp;sl=auto&amp;amp;tl=it&amp;amp;twu=1&amp;amp;u=http://www.infogm.org/spip.php%3Farticle4971&amp;amp;usg=ALkJrhhArR7vtPvlHDHE5DE1Gvb-rRVAuw#nb1" id="nh1" rel="footnote" title="Comunicato stampa della Commissione europea del 22 dicembre 2011"&gt;1&lt;/a&gt; ].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi quattro OGM producono insetticidi e sono entrambi resistenti agli erbicidi [  &lt;a class="spip_note" href="http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=it&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;prev=_t&amp;amp;rurl=translate.google.it&amp;amp;sl=auto&amp;amp;tl=it&amp;amp;twu=1&amp;amp;u=http://www.infogm.org/spip.php%3Farticle4971&amp;amp;usg=ALkJrhhArR7vtPvlHDHE5DE1Gvb-rRVAuw#nb2" id="nh2" rel="footnote" title="Vedere un registro dettagliato dei record OGM depositata in (...)"&gt;2&lt;/a&gt; ].&amp;nbsp; Le&amp;nbsp; autorizzazioni date concernono alimentazone per umani e mangimi animali, per tre tipi di mais , importazione e trasformazione, ma non la cultura. Queste quattro decisioni della Commissione europea è dovuto alla mancanza di una maggioranza qualificata in Consiglio dei ministri dell'agricoltura che si è tenuta una settimana prima, il 15 dicembre 2011. A questo consiglio, la Francia si è astenuta sulle quattro proposte di autorizzazione da parte della Commissione Europea, come dichiarato dal Dipartimento di Agricoltura.Si noti che per questi casi, si applica la vecchia procedura&amp;nbsp; .&amp;nbsp; Così nel febbraio 2011, nessuna decisione è stata presa dal Comitato Permanente per la Catena Alimentare e la Salute degli Animali (CP CASA), i ministri avevano sollecitato e chiesto su queste quattro applicazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nuova procedura [ &lt;a class="spip_note" href="http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=it&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;prev=_t&amp;amp;rurl=translate.google.it&amp;amp;sl=auto&amp;amp;tl=it&amp;amp;twu=1&amp;amp;u=http://www.infogm.org/spip.php%3Farticle4971&amp;amp;usg=ALkJrhhArR7vtPvlHDHE5DE1Gvb-rRVAuw#nb3" id="nh3" rel="footnote" title="&amp;quot;OGM - Nuovo comitato nella UE: si cerca il&amp;quot; più &amp;quot;democratico&amp;quot;, P. (...)"&gt;3&lt;/a&gt;  ], entrata in vigore il 1 ° marzo 2011 concernente tutte le richieste di autorizzazione&amp;nbsp; commerciali presentate e depositate, non implica più il passaggio al Consiglio dei ministri.&amp;nbsp; Per quanto concerne il cotone, in Francia, l'Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare, Ambiente e Lavoro (Anses) ha presentato questa domanda, a contrariamente&amp;nbsp; al Consiglio superiore di Biotecnologie (HCB).&amp;nbsp; L'HCB non è stato inserito su questi dossier perché si stava creando in quel momento&amp;nbsp; il Ministero, aggiungendo che poiché tutti i "file" vengono inviati automaticamente per conoscere la sua opinione.&amp;nbsp; L'HCB avrebbe avuto il tempo di essere preso dalla sua parte, l'Anses ha reso un avviso finale (generalmente positivo) nei primi mesi del 2011 (dopo un primo nel 2005).&amp;nbsp; Anses ha sottolineato il suo parere, su Dow AgroSciences che non ha condotto uno studio di tossicità subcronica relativo ad un roditore!&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;span class="fbody" id="zoom"&gt;&lt;center&gt;&lt;img src="http://www.people.com.cn/mediafile/pic/20110706/26/8055799239759056338.jpg" /&gt;&lt;/center&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Una situazione simile è accaduta per i tre mais in argomento, dal momento che nessuno d'essi è stato oggetto di tale studio. In effetti, gli esperti europei e francesi ritenevano che l'aggiunta di studi di tossicologici fatti sul grano ad un singolo evento (Bt11, MIR604 e GA21) sia stato sufficiente.&amp;nbsp; Un paradosso, tuttavia, per il mais Bt11, poiché è stato oggetto di uno studio di tossicologia a motivo di una richiesta. Solo tre articoli pubblicati nella letteratura scientifica da parte di ricercatori permettono&amp;nbsp; agli esperti francesi di Anses di concludere dell'assenza di impatto tossicologico.Si noti che nessuno di questi documenti concerne&amp;nbsp; uno studio sui roditori, su polli, manzi, mucche, in contrasto con le linee guida dell'Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (AESA)! [ &lt;a class="spip_note" href="http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=it&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;prev=_t&amp;amp;rurl=translate.google.it&amp;amp;sl=auto&amp;amp;tl=it&amp;amp;twu=1&amp;amp;u=http://www.infogm.org/spip.php%3Farticle4971&amp;amp;usg=ALkJrhhArR7vtPvlHDHE5DE1Gvb-rRVAuw#nb4" id="nh4" rel="footnote" title="Opinione AFSSA del 10 giugno 2008, relativa al mais Bt11 MIR604 *, p5"&gt;4&lt;/a&gt; ].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parte della Commissione europea, ha fatto la scelta di permettere&amp;nbsp; queste quattro piante OGM, nonostante notizie non responsabili sulla scelta, in particolare&amp;nbsp; il dibattito in corso sul miele contenente polline di origine transgenica proposta della Commissione Europea contro gli Stati membri che a livello nazionale hanno scelto di vietare la coltivazione di colture OGM per motivi diversi da quelli della salute e dell'ambiente. Dopo cinque permessi rilasciati a metà estate 2010 e tre autorizzazioni all'ingresso per l'estate del 2011,&amp;nbsp;&amp;nbsp; una&amp;nbsp; ulteriore concessione periodica è arrivata dalla Commissione Europea che ha approvato altri quattro OGM: due giorni prima di Natale Anno nuovo!&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify" style="font-size: 14px; font-style: italic; margin-left: 10px; margin-right: 10px;"&gt;&lt;span style="font-size: 14px;"&gt;&lt;i&gt;[ &lt;a href="http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=it&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;prev=_t&amp;amp;rurl=translate.google.it&amp;amp;sl=auto&amp;amp;tl=it&amp;amp;twu=1&amp;amp;u=http://www.infogm.org/spip.php%3Farticle4971&amp;amp;usg=ALkJrhhArR7vtPvlHDHE5DE1Gvb-rRVAuw#nh1" id="nb1" title="Note 1"&gt;1&lt;/a&gt; ] &lt;a href="http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=it&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;prev=_t&amp;amp;rurl=translate.google.it&amp;amp;sl=auto&amp;amp;tl=it&amp;amp;twu=1&amp;amp;u=http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do%3Freference%3DMEX/11/1222%26format%3DHTML%26aged%3D0%26language%3DEN%26guiLanguage%3Den&amp;amp;usg=ALkJrhhkL-YCxG13p0LgpsJSmLK61yzZCQ"&gt;Comunicato stampa della Commissione europa del 22 dicembre 2011&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size: 14px;"&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="font-size: 14px; font-style: italic; margin-left: 10px; margin-right: 10px;"&gt;&lt;span style="font-size: 14px;"&gt;&lt;i&gt;[ &lt;a href="http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=it&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;prev=_t&amp;amp;rurl=translate.google.it&amp;amp;sl=auto&amp;amp;tl=it&amp;amp;twu=1&amp;amp;u=http://www.infogm.org/spip.php%3Farticle4971&amp;amp;usg=ALkJrhhArR7vtPvlHDHE5DE1Gvb-rRVAuw#nh2" id="nb2" title="Note 2"&gt;2&lt;/a&gt; ] Vedi i dettagli del report in &lt;a href="http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=it&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;prev=_t&amp;amp;rurl=translate.google.it&amp;amp;sl=auto&amp;amp;tl=it&amp;amp;twu=1&amp;amp;u=http://www.infogm.org/spip.php%3Frubrique445&amp;amp;usg=ALkJrhi-Fx4AuXgOfLDNEtvThRTwy66ChA"&gt;Les d'dossier di autorizzazione di OGM dans l'UE depone&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size: 14px;"&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="font-size: 14px; font-style: italic; margin-left: 10px; margin-right: 10px;"&gt;&amp;nbsp;&lt;span style="font-size: 14px;"&gt;&lt;i&gt;[ &lt;a href="http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=it&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;prev=_t&amp;amp;rurl=translate.google.it&amp;amp;sl=auto&amp;amp;tl=it&amp;amp;twu=1&amp;amp;u=http://www.infogm.org/spip.php%3Farticle4971&amp;amp;usg=ALkJrhhArR7vtPvlHDHE5DE1Gvb-rRVAuw#nh3" id="nb3" title="Note 3"&gt;3&lt;/a&gt; ] "OGM - Nouvelle l'UE comitologia: il cherche si 'plus' démocratique" P.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class="google-src-text" style="direction: ltr; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: 14px;"&gt;&lt;i&gt;Verrière, Inf'OGM n°109, avril 2011, &lt;a href="http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=it&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;prev=_t&amp;amp;rurl=translate.google.it&amp;amp;sl=auto&amp;amp;tl=it&amp;amp;twu=1&amp;amp;u=http://www.infogm.org/spip.php%3Farticle4743&amp;amp;usg=ALkJrhi1TgaHn1uFme_FIxTqXzx6PYPLZQ"&gt;http://www.infogm.org/spip.php?arti...&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size: 14px;"&gt;&lt;i&gt;Verrière, Inf'OGM n ° 109, avril 2011, &lt;a href="http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=it&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;prev=_t&amp;amp;rurl=translate.google.it&amp;amp;sl=auto&amp;amp;tl=it&amp;amp;twu=1&amp;amp;u=http://www.infogm.org/spip.php%3Farticle4743&amp;amp;usg=ALkJrhi1TgaHn1uFme_FIxTqXzx6PYPLZQ"&gt;http://www.infogm.org/spip.php?arti ...&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size: 14px;"&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="font-size: 14px; font-style: italic; margin-left: 10px; margin-right: 10px;"&gt;&amp;nbsp;&lt;span style="font-size: 14px;"&gt;&lt;i&gt;[ &lt;a href="http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=it&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;prev=_t&amp;amp;rurl=translate.google.it&amp;amp;sl=auto&amp;amp;tl=it&amp;amp;twu=1&amp;amp;u=http://www.infogm.org/spip.php%3Farticle4971&amp;amp;usg=ALkJrhhArR7vtPvlHDHE5DE1Gvb-rRVAuw#nh4" id="nb4" title="Note 4"&gt;4&lt;/a&gt; ] &lt;a href="http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=it&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;prev=_t&amp;amp;rurl=translate.google.it&amp;amp;sl=auto&amp;amp;tl=it&amp;amp;twu=1&amp;amp;u=http://www.infogm.org/spip.php%3Farticle3726&amp;amp;usg=ALkJrhhAyRb0MO5e_OkdnRatKkZ6570GpQ"&gt;Avis du 10 juin 2008 sur l'AFSSA le maïs Bt11 * MIR604, p5&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;img height="334" src="http://islandbreath.org/2006Year/16-farming/0616-20childofthecorn.jpg" width="480" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 14px;"&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4395420074814187943-159097775538281818?l=sadefenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenza.blogspot.com/feeds/159097775538281818/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4395420074814187943&amp;postID=159097775538281818' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/159097775538281818'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/159097775538281818'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenza.blogspot.com/2012/01/unione-europea-quattro-autorizzazioni.html' title='Unione Europea: Quattro autorizzazioni  OGM concesse la vigilia di Natale'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4395420074814187943.post-7049299623701140532</id><published>2012-01-03T19:17:00.002+01:00</published><updated>2012-01-03T19:17:26.410+01:00</updated><title type='text'>Trojan della polizia tedesca in Skype</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;table align="center" border="0" cellpadding="0" cellspacing="5" height="150"&gt; &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt; &lt;td align="center" valign="bottom"&gt;&lt;a href="http://www.tlaxcala-int.org/biographie.asp?ref_aut=2164&amp;amp;lg_pp=it"&gt;&lt;img border="0" height="150" src="http://www.tlaxcala-int.org/upload/aut_2164.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;  &lt;/td&gt; &lt;td align="center" valign="bottom"&gt;&lt;/td&gt; &lt;td align="center" valign="bottom"&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt;&lt;tr&gt; &lt;td align="center" colspan="3"&gt;&lt;span class="auteur"&gt;  &lt;b&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Erich Möchel&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Fonte: &lt;a href="http://fm4.orf.at/stories/1688934/" target="_blank"&gt;http://fm4.orf.at/stories/1688934/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="auteur"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt;&lt;tr&gt; &lt;td align="center" colspan="3"&gt;&lt;span class="trad"&gt;  Tradotto da &lt;b&gt;Alba Canelli  &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;         &lt;/td&gt; &lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;div style="font-size: 18px; font-style: italic; margin-left: 40px; margin-right: 40px;"&gt;Lospyware reso pubblico dalla Chaos Computer Club ha come obiettivoprincipale Skype, ma anche altri programmi per il trasferimento di daticriptati, come "https". Il Trojan è in grado di estrarre tutte lepassword. L'analisi che gli hacker del Chaos Computer Club (CCC) hannorealizzato del trojan della polizia tedesca "catturato" producerisultati che non sono poi così stupefacenti. Com’è successo con lapubblicazione da Wikileaks di documenti segreti statunitensi, ciò che èvenuto alla luce è qualcosa che si supponeva da molto tempo. Ciò che fala differenza è che ora è stato provato, accendendo i riflettori sulleautorità tedesche. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="color: red; font-size: 18px; font-weight: bold;"&gt;Wolfgang Schäuble, il suo promotore&lt;/div&gt;La legalizzazione di questo "strumento" fu promossa dall'ex ministrodegli Interni Wolfgang Schäuble, e dal presidente del Bundeskriminalamt(Polizia criminale federale), Jörg Ziercke, e promosso dal 2007 con isoliti argomenti.&lt;br /&gt;Uno di questi argomenti diceva che le autorità dovrebbero essere ingrado di agire sullo stesso terreno degli jihadisti, per impedire illoro reclutamento attraverso la rete. &lt;br /&gt;&lt;div align="justify" style="color: red; font-size: 18px; font-weight: bold;"&gt;Ingannare l'opinione pubblica&lt;/div&gt;&lt;img align="right" alt="" height="467" hspace="10" src="http://www.tlaxcala-int.org/upload/gal_4728.jpg" vspace="10" width="350" /&gt;Sottoil fuorviante termine di "registrazione online" furono stabiliteanalogie altrettanto ingannevoli e ridefinirono i principi tecniciquando non si adattavano al piano.&lt;br /&gt;Così, insistono nel continuare qualificando questo dannoso software delgoverno, come "software remoto forense", che è completamente falso. &lt;br /&gt;&lt;div align="justify" style="color: red; font-size: 18px; font-weight: bold;"&gt;Principi dell'analisi forense digitale&lt;/div&gt;Il principio di base di analisi forensi impone che i dati contenutinel supporto corrispondente debbano essere copiati bit a bit. Nétantomeno si può avviare il sistema operativo, in quanto ogni nuovoavvio modificherebbe il registro originale. Questo fatto da solobasterebbe a far sì che i dati possono non siano ammessi da untribunale.&lt;br /&gt;Ma nel caso del Trojan della polizia catturato dal CCC, questo installain remoto una serie di programmi sul sistema analizzato, in modo che ilsistema in questione subisca significative modifiche.&lt;br /&gt;&lt;div align="justify" style="color: red; font-size: 18px; font-weight: bold;"&gt;Il quadro giuridico&lt;/div&gt;Tecnicamente, il suo modo di operare è esattamente quello che lalegge proscrive come "sviluppo e diffusione di software dannoso" e"intrusione in un computer." Una decisione quadro del Consigliodell'Unione europea prevede per questi casi, una pena fino a cinqueanni di carcere.&lt;br /&gt;Tuttavia, sostenuta da buone ragioni, la legge tedesca prevede quialcune eccezioni. Un'eccezione è rappresentata, dalla modifica,sviluppo e uso di software dannoso che non abbia obiettivi criminali,in quanto questi sono di routine in ogni laboratorio di produzioneantivirus.&lt;br /&gt;Così, in questo modo è stata legittimata anche la produzione di "trojandi Stato", che dal punto di vista tecnico sono a malapena distinguibilida software pericolosi prodotti da criminali.&lt;br /&gt;&lt;div align="justify" style="color: red; font-size: 18px; font-weight: bold;"&gt;Trojan, downloader, backdoor&lt;/div&gt;Questo succede anche in questo caso. Questa è la solita combinazionedi Trojan, meccanismi di occultazione (Rootkit) e una Backdoor, più unprogramma di downloader un Keylogger.&lt;br /&gt;Ciò significa che in modo permanente si possono scaricare e installarenuovi componenti. Anche terze parti potrebbero farlo senza esserescoperti, dato che secondo il CCC i meccanismi di autenticazionefalliscono completamente.&lt;br /&gt;&lt;div align="justify" style="color: red; font-size: 18px; font-weight: bold;"&gt;La pratica criminale abituale&lt;/div&gt;Questa non è una congettura, è da molti anni la pratica abituale del crimine informatico.&lt;br /&gt;I creatori di bot net cercano così di prendere il controllo di computerche sono stati dirottati da altri. Per questo i meccanismi diautenticazione sono già parte del repertorio standard di qualsiasi"miglior" pacchetto di software dannoso a disposizione di altricriminali.&lt;br /&gt;&lt;div align="justify" style="color: red; font-size: 18px; font-weight: bold;"&gt;Soprattutto Skype&lt;/div&gt;Tutto questo insieme porta all’analisi forense delle più grandiassurdità e apre le porte (le porte posteriori e le porte) a tutti itipi di abuso. Perché si continua a spingere questa formula in diversistati della Repubblica Federale Tedesca?&lt;br /&gt;L'obiettivo sono le comunicazioni criptate in generale e in particolareSkype. La keylogger incorporata registra tutte le battiture cosìl'accesso ai servizi criptati HTTPS come la banca on-line, programmi dicrittografia come PGP, o anche Skype.&lt;br /&gt;&lt;div align="justify" style="color: red; font-size: 18px; font-weight: bold;"&gt;"Skype Capture Unit"&lt;/div&gt;Proprio su questo terreno, già nel 2008, l'azienda DigiTask si èevidenziata quando su Wikileaks apparve l'offerta che la magistraturapenale di Baviera aveva presentato. I documenti rivelano che laDigiTask offrì una specifica "Skype Capture Unit" al prezzo di 3.500euro mensili per posto di lavoro.&lt;br /&gt;Con essa si potrebbero ascoltare parallelamente dieci conversazionitelefoniche su Skype. Il Trojan inoltre faciliterebbe l'accesso aiservizi Skype come chat o invio di file, così come l'elenco deicontatti. &lt;br /&gt;&lt;div align="justify" style="color: red; font-size: 18px; font-weight: bold;"&gt;"Software di protezione specifico"&lt;/div&gt;La società DigiTask si è inoltre presentata in diverse mostre deisistemi di sorveglianza come produttore di "software per analisiforense a distanza".&lt;br /&gt;"DigiTask S.L. è un leader nazionale che fornisce soluzioni per lasicurezza e comunicazioni alle amministrazioni pubbliche", secondo ilsito web della società. ORF.at ha presentato domenica in DigiTask unarichiesta scritta d’informazioni dettagliate.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Per concessione di&amp;nbsp;&lt;a href="http://fm4.orf.at/" target="_blank"&gt;FM4.ORF.at&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Fonte: &lt;a href="http://fm4.orf.at/stories/1688934/" target="_blank"&gt;http://fm4.orf.at/stories/1688934/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Data dell'articolo originale: 13/12/2011&lt;br /&gt;URL dell'articolo: &lt;a href="http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=6430"&gt;http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=6430&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4395420074814187943-7049299623701140532?l=sadefenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenza.blogspot.com/feeds/7049299623701140532/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4395420074814187943&amp;postID=7049299623701140532' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/7049299623701140532'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/7049299623701140532'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenza.blogspot.com/2012/01/trojan-della-polizia-tedesca-in-skype.html' title='Trojan della polizia tedesca in Skype'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4395420074814187943.post-8256450212344922757</id><published>2012-01-02T21:21:00.002+01:00</published><updated>2012-01-03T19:05:00.235+01:00</updated><title type='text'>A FORAS DE S'ARROPA DE IS BANCHIERIS E MULTINATZIONALIS!! FUORI DA QUESTA EUROPA AL SERVIZIO DEI BANCHIERI E DELLE MULTINAZIONALI!</title><content type='html'>&lt;div aria-live="polite" class="fbPhotosPhotoCaption" id="fbPhotoSnowboxCaption" tabindex="0"&gt;&lt;br /&gt;A FORA DE CUSTA ARROPA DE IS BANCHIERIS E DE IS MULTINATZIONALIS ISFRUTADORIS DE IS OMINIS!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ESSIRI PATRIOTA EST LOTTAI PRO SA LIBERTADE DE SA TERRA NOSHTA E IS DERTUS DE IS POPULUS, SI DEPIT&amp;nbsp;ACCIUVAI IS ACCABADORIS: IS POLITICUS TZARACUS DE BILDEBERG E TRILATERAL!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div aria-live="polite" class="fbPhotosPhotoCaption" id="fbPhotoSnowboxCaption" tabindex="0"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div aria-live="polite" class="fbPhotosPhotoCaption" id="fbPhotoSnowboxCaption" tabindex="0"&gt;FUORI DA QUESTA EUROPA DEI BANCHIERI E DELLE MULTINAZIONALI DELLA SFRUTTAMENTO DELL'UOMO SULL'UOMO!&lt;/div&gt;&lt;div aria-live="polite" class="fbPhotosPhotoCaption" id="fbPhotoSnowboxCaption" tabindex="0"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div aria-live="polite" class="fbPhotosPhotoCaption" id="fbPhotoSnowboxCaption" tabindex="0"&gt;ESSERE PATRIOTI SIGNIFICA LOTTARE PER LA LIBERTA' DELLA TUA TERRA E DEI DIRITTI UMANI DEI POPOLI, E' NOSTRO DOVERE AFFONDARE COLORO CHE CI VOGLIONO FINIRE: I&amp;nbsp; POLITICI SERVI DI BILDEBERG E TRILATERAL!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;i politici ITALIOTI deviano l'attenzione, con la LORO finanziaria, su categorie di farmacisti e taxisti come fosse la soluzione di tutti i problemi , ma in verità, è solo una scusa per NON far INTENDERE nulla a noi tutti, la realtà è che la casta politica ha fatto un PUTSCH (golpe) instaurando la tecnocrazia con&amp;nbsp; Monti a capo&amp;nbsp; del governo fallimentare GOLDMAN SACHS; distraggono COSI' la nostra attenzione dal&amp;nbsp; VERO punto in questione da&amp;nbsp; indurci a pensare ad altro, mentre DOBBIAMO essere DETERMINATI ad ABBATTERLI e levarceli di torno come loro fanno con noi con le gabelle che ci pongono sulle nostre teste , attraverso le LORO leggi finanziarie ci depredano e ci affannano mentre loro la fanno da padroni senza essere disturbati da alcunchè questi putridi ladri e sfruttatori della buona volontà popolare!&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;Ecco cosa dobbiamo essere decisi a fare per canbiare la realtà che ci attanaglia: ABBATTERE LA CASTA POLITICA E ALLONTANARCI DALLA LORO CREATURA: L'EUROPA LA MALEFICA!! &lt;br /&gt;&amp;nbsp;cari amici compagni e patrioti se vogliamo darci da fare a cambiare la nostra storia, abbiamo di che da fare , se vogliamo veremante vincere.. :))&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div aria-live="polite" class="fbPhotosPhotoCaption" id="fbPhotoSnowboxCaption" tabindex="0"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div aria-live="polite" class="fbPhotosPhotoCaption" id="fbPhotoSnowboxCaption" tabindex="0"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_NtKuIytvQhk/Ss4e5rRBwfI/AAAAAAAABVM/o9Ly6-aP6u0/s1600-h/1144765939208_Bandiera_europea_al_vento.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5390279780224582130" src="http://4.bp.blogspot.com/_NtKuIytvQhk/Ss4e5rRBwfI/AAAAAAAABVM/o9Ly6-aP6u0/s400/1144765939208_Bandiera_europea_al_vento.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 287px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4395420074814187943-8256450212344922757?l=sadefenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenza.blogspot.com/feeds/8256450212344922757/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4395420074814187943&amp;postID=8256450212344922757' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/8256450212344922757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/8256450212344922757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenza.blogspot.com/2012/01/foras-de-sarropa-de-is-banchieris-e.html' title='A FORAS DE S&apos;ARROPA DE IS BANCHIERIS E MULTINATZIONALIS!! FUORI DA QUESTA EUROPA AL SERVIZIO DEI BANCHIERI E DELLE MULTINAZIONALI!'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_NtKuIytvQhk/Ss4e5rRBwfI/AAAAAAAABVM/o9Ly6-aP6u0/s72-c/1144765939208_Bandiera_europea_al_vento.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4395420074814187943.post-6448811182894482158</id><published>2012-01-02T15:16:00.000+01:00</published><updated>2012-01-02T15:16:21.761+01:00</updated><title type='text'>L'ANALFABETA POLITICO...</title><content type='html'>&lt;h6 class="uiStreamMessage" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:1}"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;img alt="Bertolt Brecht" height="400" src="http://enfatic.net/ft/hum0807.jpg" width="300" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;EUGEN BERTHOLD FRIEDRICH BRECHT&lt;/h6&gt;&lt;h6 class="uiStreamMessage" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:1}"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="messageBody" data-ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:3}"&gt;Il peggiore analfabeta &lt;br /&gt; è l'analfabeta politico.&lt;br /&gt; Egli non sente, non parla,&lt;br /&gt; nè s'importa degli avvenimenti politici.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span class="text_exposed_hide"&gt;...&lt;/span&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt; Egli non sa che il costo della vita,&lt;br /&gt; il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina,&lt;br /&gt; dell'affitto, delle scarpe e delle medicine&lt;br /&gt; dipendono dalle decisioni politiche.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; L'analfabeta politico è così somaro&lt;br /&gt; che si vanta e si gonfia il petto&lt;br /&gt; dicendo che odia la politica.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Non sa l'imbecille che dalla sua&lt;br /&gt; ignoranza politica nasce la prostituta,&lt;br /&gt; il bambino abbandonato,&lt;br /&gt; l'assaltante, il peggiore di tutti i banditi,&lt;br /&gt; che è il politico imbroglione,&lt;br /&gt; il mafioso corrotto,&lt;br /&gt; il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Bertolt Brecht&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4395420074814187943-6448811182894482158?l=sadefenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenza.blogspot.com/feeds/6448811182894482158/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4395420074814187943&amp;postID=6448811182894482158' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/6448811182894482158'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/6448811182894482158'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenza.blogspot.com/2012/01/lanalfabeta-politico.html' title='L&apos;ANALFABETA POLITICO...'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4395420074814187943.post-8383774943670812134</id><published>2012-01-01T21:42:00.002+01:00</published><updated>2012-01-01T21:43:56.472+01:00</updated><title type='text'>LIBERTADE PRO SA SARDINYA!!</title><content type='html'>&lt;img alt="" aria-busy="false" aria-describedby="fbPhotosSnowboxCaption" class="spotlight" src="http://a7.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash2/76530_158926610816284_112210038821275_255687_8326079_n.jpg" /&gt; &lt;br /&gt;&lt;div class="fbPhotosPhotoTagboxes tagContainer" id="fbPhotoSnowboxTagBoxes"&gt;&lt;div class="tagsWrapper"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4395420074814187943-8383774943670812134?l=sadefenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenza.blogspot.com/feeds/8383774943670812134/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4395420074814187943&amp;postID=8383774943670812134' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/8383774943670812134'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/8383774943670812134'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenza.blogspot.com/2012/01/libertade-pro-sa-sardinya.html' title='LIBERTADE PRO SA SARDINYA!!'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4395420074814187943.post-1231736298010139230</id><published>2011-12-31T15:57:00.002+01:00</published><updated>2011-12-31T15:57:48.741+01:00</updated><title type='text'>22 ragioni per le quali potremmo assistere nel 2012 al collasso economico dell’ Europa</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table align="center" border="0" cellpadding="0" cellspacing="5" height="150"&gt; &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt; &lt;td align="center" valign="bottom"&gt;&lt;img alt="http://1.bp.blogspot.com/-m3o6DA2ateA/TlUL9GZqhsI/AAAAAAAAAxA/xNqRR0WjAN8/s1600/euro-crisis.jpg" height="303" src="http://1.bp.blogspot.com/-m3o6DA2ateA/TlUL9GZqhsI/AAAAAAAAAxA/xNqRR0WjAN8/s400/euro-crisis.jpg" width="400" /&gt;&lt;/td&gt; &lt;td align="center" valign="bottom"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;td align="center" valign="bottom"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt;&lt;tr&gt; &lt;td align="center" colspan="3"&gt;&lt;span class="auteur"&gt;  &amp;gt;Michael X.   &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt;&lt;tr&gt; &lt;td align="center" colspan="3"&gt;&lt;span class="trad"&gt;  Tradotto daAnna Moffa  &lt;/span&gt;         &lt;/td&gt; &lt;/tr&gt;&lt;tr&gt; &lt;td align="center" colspan="3"&gt;&lt;span class="trad"&gt;  Editato da;&lt;b&gt;Curzio Bettio  &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;   &lt;/td&gt; &lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-size: 18px; font-style: italic; margin-left: 40px; margin-right: 40px;"&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Il2012 sarà l’anno in cui assisteremo al collasso economico dell’ Europa?Prima di licenziare il titolo di questo articolo come “allarmista”,leggete prima le informazioni elencate nel resto di questo articolo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Nel corso degli ultimi mesi, vi è stata unasorprendente perdita di fiducia nel sistema finanziario europeo. Inquesto momento, effettivamente nessuno vuole prestare denaro allenazioni europee in difficoltà finanziaria, e praticamente nessuno vuoleprestare denaro alle grandi banche europee.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Ricordate, una delle ragioni principali dellacrisi finanziaria del 2008 è stata la pesante stretta creditizia che siè verificata qui, negli Stati Uniti. Questa strozzatura creditizia chesta fiorendo ora in Europa è solo un elemento della “tempesta perfetta”che si sta rapidamente avvicinando mentre ci apprestiamo ad entrare nel2012. I segnali delle difficoltà sono ovunque.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;In tutta Europa, i governi stanno applicandomisure di austerità e riducendo drasticamente la spesa pubblica. Lebanche europee stanno sostanzialmente tagliando l’attività creditizia,mentre cercano di soddisfare nuove ricapitalizzazioni che vengono loroimposte.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Nel frattempo, in tutta Europa, i rendimentidei titoli di stato stanno andando alle stelle, dato che gliinvestitori non hanno più fiducia e chiedono rendimenti sempre piùelevati per investire nel debito europeo. È ormai chiaro che, se nonaccade un miracolo, non pochi paesi europei e un numero significativodi banche europee non saranno in grado di ottenere dal mercato ifinanziamenti di cui hanno bisogno nel 2012.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;L’unica cosa che potrebbe evitare un crollo finanziario completo e totale in Europa è un’&lt;b&gt;azione drammatica, di effetto,&lt;/b&gt; ma in questo momento i leader europei sono così impegnati a litigare tra loro che un piano coraggioso sembra fuori questione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Quelle che seguono sono le 22 ragioni per cui potremmo assistere nel 2012 al collasso economico dell’Europa....&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;b&gt;# 1&lt;/b&gt; La Germania potrebbesalvare il resto d’Europa, ma questo richiederebbe un impegnofinanziario senza precedenti, e il popolo tedesco non ha alcunapropensione a farlo. È stato stimato che il salvataggio in modobastevole delle altre nazioni dell’Unione europea in difficoltàfinanziaria costerebbe alla Germania &lt;a href="http://www.nytimes.com/2011/11/28/business/global/pressure-builds-in-europe.html?_r=2" target="_blank"&gt;il 7 per cento&lt;/a&gt;del PIL per diversi anni. Tale importo supererebbe di gran lunga leriparazioni incredibilmente pesanti che la Germania fu costretta apagare in conseguenza della Prima guerra mondiale&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Una serie di recenti indagini hannodimostrato che il popolo tedesco è fermamente contrario al salvataggiodel resto d’Europa. Per esempio, secondo un recente sondaggio, &lt;a href="http://www.handelsblatt.com/politik/deutschland/mehrheit-der-deutschen-lehnt-euro-bonds-ab/5886554.html" target="_blank"&gt;il 57 per cento&lt;/a&gt; del popolo tedesco è contro la creazione degli eurobond.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;A questo punto, i politici tedeschi sioppongono fermamente a qualsiasi misura che imporrebbe un onereeccessivo sui contribuenti tedeschi, quindi, a meno di cambiamenti,questo significa che l’Europa non troverà salvezza al suo interno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;b&gt;# 2&lt;/b&gt; Gli Stati Unitipotrebbero salvare l’Europa, ma l’amministrazione Obama sa che questosarebbe veramente duro da vendere al popolo statunitense nel corsodella vicina stagione elettorale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Ecco ciò che l’addetto stampa della Casa Bianca Jay Carney &lt;a href="http://www.businessinsider.com/wait--what-did-obama-really-say-about-bailing-out-europe-2011-11" target="_blank"&gt;ha dichiarato oggi&lt;/a&gt; circa la possibilità di un piano di salvataggio dell’Europa da parte degli Stati Uniti ....&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;i&gt;“È una cosa che devono risolvere e hannola capacità di risolvere da soli, sia per capacità finanziaria che pervolontà politica”&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Carney ha anche affermato chel’amministrazione Obama non ha intenzione di impegnare “risorseaggiuntive” per salvare l’Europa ....&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;i&gt;“Non crediamo in alcun modo che siano necessarie risorse aggiuntive dagli Stati Uniti e dai contribuenti americani.”&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;b&gt;# 3  In questo momento, le banche &lt;/b&gt;ditutta Europa stanno riducendo le speculazioni finanziarie con denaropreso a prestito, nel tentativo di soddisfare le nuove esigenze diricapitalizzazione entro il prossimo giugno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Secondo il noto giornalista finanziario &lt;a href="http://www.telegraph.co.uk/finance/comment/ambroseevans_pritchard/8830072/Europes-lost-decade-as-7-trillion-loan-crunch-looms.html" target="_blank"&gt;Ambrose Evans-Pritchard&lt;/a&gt;,le banche europee hanno bisogno di ridurre la quantità di prestiti neiloro bilanci per circa 7.000 miliardi di dollari, al fine di portarsisu livelli di sicurezza ....&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;i&gt;Le banche europee devono affrontare unacontrazione di 7.000 miliardi di dollari di prestito per portare i lorobilanci in linea con Stati Uniti e Giappone, con l’incubo diintrappolare l’Europa in una strozzatura creditizia e nella depressionecronica per un decennio.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Cosa significa questo?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Questo significa che le banche europee diventeranno molto, molto avare con i prestiti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Questo significa che in Europa sta perdiventare veramente difficile acquistare una casa o espandereun’attività produttiva, in buona sostanza che l’economia europea staper rallentare sensibilmente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;b&gt;# 4&lt;/b&gt; Le banche europee sonosovraccariche di “titoli tossici”, dei quali cercano disperatamente disbarazzarsi. Proprio come abbiamo già visto con le banche degli StatiUniti nel 2008, le grandi banche europee sono impegnate nel tentativodi scaricare montagne di titoli senza valore, comunque di un valorecontabile pari a migliaia di miliardi di euro, che praticamente nessunovuole comprare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;b&gt;# 5 In tutta Europa, da parte dei governi stanno ora per essere imposti programmi di austerità. &lt;/b&gt;Mai programmi di austerità governativi possono avere effetti economicimolto negativi. Per esempio, abbiamo già visto cosa ha dovuto subire laGrecia per causa dell’austerità imposta dal governo:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;100.000 aziende sono state costrette alla chiusura e un terzo della popolazione ora vive in povertà.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Ma ora i governi di tutta Europa hanno deciso che è l’austerità la strada da percorrere. Da un estratto di un recente articolo &lt;a href="http://www.economist.com/node/21540259" target="_blank"&gt;dell’Economist&lt;/a&gt; ....&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;i&gt;I piani di bilancio della Francia stannoper essere approvati, sono probabili ulteriori tagli, che però sarannorimandati a dopo le elezioni di primavera.&lt;/i&gt; &lt;i&gt;L’Italia deve ancora approvare un pacchetto di tagli più e più volte riesaminato.&lt;/i&gt; &lt;i&gt;Ilnuovo governo spagnolo ha promesso ulteriori tagli alla spesa,soprattutto alle spese regionali, al fine di raggiungere gli obiettividi deficit concordati con Bruxelles.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;b&gt;# 6&lt;/b&gt; L’ammontare del debitodovuto da alcune di queste nazioni europee è così grande che risultadifficile da comprendere. Per esempio, Grecia, Portogallo, Irlanda,Italia e Spagna, insieme devono al resto del mondo circa &lt;a href="http://www.cnbc.com/id/44482701" target="_blank"&gt;3.000 miliardi di euro.&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Quindi cosa potrà fare mai una massicciaausterità governativa&amp;nbsp; per nazioni travagliate come la Spagna, ilPortogallo, l’Irlanda e l’Italia? Ambrose Evans-Pritchard &lt;a href="http://www.telegraph.co.uk/finance/comment/ambroseevans_pritchard/8830072/Europes-lost-decade-as-7-trillion-loan-crunch-looms.html" target="_blank"&gt;è molto preoccupato&lt;/a&gt; di ciò che un ulteriore aumento della disoccupazione significherà per molti di questi paesi ....&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;i&gt;Ad oggi, il tasso di disoccupazione giovanile in Giappone si aggira sul 10%.&lt;/i&gt; &lt;i&gt;In Spagna è già al 46%,&amp;nbsp;in Grecia al 43%,&amp;nbsp;in Irlanda al 32%, e al 27% &amp;nbsp;in Italia.&lt;/i&gt; &lt;i&gt;Scopriremocol tempo cosa produrrà su queste società un minor finanziamentoderivato dal debito garantito dai loro titoli di stato.&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;b&gt;# 7&lt;/b&gt; L’Europa era in grado disalvare la Grecia e l’Irlanda, ma non c’è modo che l’Italia possaessere salvata, se richiederà un salvataggio definitivo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Purtroppo, mentre leggete questo, l’Italia ènel bel mezzo di una crisi finanziaria enorme. Il rendimento dei titolidi stato italiani a due anni è &lt;a href="http://www.bloomberg.com/apps/quote?ticker=GBTPGR2:IND" target="_blank"&gt;circa il doppio di&lt;/a&gt; quello che si è verificato per la maggior parte dell’estate. Non c’è modo che sia sostenibile.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Sarebbe difficile quantificare in modo più pesante quanto di questa crisi l’Italia rappresenta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Di seguito viene riportato come l’ex amministratore di fondi di investimento &lt;a href="http://brucekrasting.blogspot.com/2011/11/italy-next-week.html#ixzz1f2fcBdFR" target="_blank"&gt;Bruce Krasting&lt;/a&gt; ha recentemente descritto la situazione attuale ....&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;i&gt;A questo punto vi è zero possibilità chel’Italia possa rifinanziare una qualsiasi parte dei suoi 300 miliardidi dollari di debito in scadenza nel 2012.&lt;/i&gt; &lt;i&gt;Se c’è qualcuno al tavolo che pensa ancora che l’Italia possa tirare fuori un miracolo, si sbaglia.&lt;/i&gt; &lt;i&gt;Sono certo che i fantocci del sistema finanziario presso la BCE e la Banca centrale italiana lo capiscono.&lt;/i&gt; &lt;i&gt;Ripeto, per l’Italia c’è una possibilità pari a zero per una soluzione di mercato. &amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Krasting ritiene che, o l’Italia ottiene unagigantesca montagna di denaro da qualche parte, o farà “default” entrosei mesi, e questo significherà l’inizio di una depressione globale ....&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;i&gt;Penso che la storia dell’Italia si compendi nel “risolvere o rovinare”.&lt;/i&gt; &lt;i&gt;O si sistema questa situazione, o l’Italia farà default in meno di sei mesi. Effettivamente, non è che&lt;/i&gt; &lt;i&gt;l’opzionedi default sia nelle considerazioni dei responsabili politici. Sel’Italia non ce la fa, allora si sentirà un boato davvero tremendo.&lt;/i&gt; &lt;i&gt;Finirebbecol tirarsi dietro la maggior parte dei prestatori globali, un discretonumero di paesi seguirebbe l’Italia nel vortice.&lt;/i&gt; &lt;i&gt;A mio parere,un default dell’Italia causerà certamente una depressione globale, unadi quelle depressioni che potrà comportare molti anni per venirne fuori.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;b&gt;# 8&lt;/b&gt; Un default italiano può essere più vicino di quanto si possa pensare. Come &lt;a href="http://www.telegraph.co.uk/news/politics/8917077/Prepare-for-riots-in-euro-collapse-Foreign-Office-warns.html" target="_blank"&gt;il Telegraph&lt;/a&gt;ha recentemente riferito, solo per rifinanziare il debito esistente, ilgoverno italiano deve vendere più di 30 miliardi di euro di nuovititoli di stato entro la fine di gennaio ....&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;i&gt;Il nuovo governo in Italia dovrà venderepiù di 30 miliardi di euro di nuovi titoli di stato entro la fine digennaio, per rifinanziare i propri debiti.&lt;/i&gt; &lt;i&gt;Gli analisti diconoche nessuno garantisce che gli investitori compreranno tutte quelleobbligazioni, e questo potrebbe costringere l’Italia al default.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;i&gt;Ieri, il governo italiano ha comunicatoche nei colloqui con la Cancelliera tedesca Angela Merkel e con ilPresidente francese Nicolas Sarkozy, il Primo ministro Mario Montiavrebbe accettato il fatto che un crollo italiano “potrebbe significareinevitabilmente la fine dell’euro”.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;b&gt;# 9&lt;/b&gt; Paesi europei, non nelnovero dei “PIIGS”, stanno per affrontare un numero crescente didifficoltà. Per esempio, Standard &amp;amp; Poor’s ha recentementedeclassato la posizione creditizia del Belgio &lt;a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052970204630904577060354133948944.html?mod=googlenews_wsj" target="_blank"&gt;ad AA&lt;/a&gt; .&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;b&gt;# 10&lt;/b&gt; Attualmente,declassamenti del credito stanno presentandosi incontrollati in tuttaEuropa. Si sta assistendo ad un nuovo declassamento quasi ad ognisettimana. Alcune nazioni sono state declassate diverse volte. Peresempio, Fitch ha declassato la posizione creditizia del Portogallo &lt;a href="http://www.cnbc.com/id/45427198/" target="_blank"&gt;ancora&lt;/a&gt; una volta. A questo punto, si prevede che nel 2012 il PIL portoghese si ridurrà &lt;a href="http://www.cnbc.com/id/45427198/" target="_blank"&gt;di circa il 3 per cento&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;b&gt;# 11&lt;/b&gt; Il crollo finanziariodell’Ungheria non ha fatto molta notizia negli Stati Uniti, ma sarebbestato il caso. Moody's ha considerato la posizione creditizia deldebito ungherese &lt;a href="http://www.bloomberg.com/news/2011-11-24/hungary-s-credit-rating-cut-to-junk-by-moody-s-after-last-minute-imf-plea.html" target="_blank"&gt;a livello spazzatura&lt;/a&gt;, e l’Ungheria si è ora assoggettata ad una richiesta formale all’Unione europea e al Fondo Monetario Internazionale &lt;a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052970204531404577051872062430592.html"&gt;per il suo salvataggio&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;b&gt;# 12&lt;/b&gt; Anche la fiducia nel debito tedesco sembra vacillare. La scorsa settimana, la Germania ha dovuto incassare “&lt;a href="http://www.dailyfinance.com/2011/11/28/debt-crisis-german-bonds-have-worst-day-on-record/" target="_blank"&gt;una delle sue peggiori aste di bond&lt;/a&gt;”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;b&gt;# 13&lt;/b&gt; Le banche tedeschestanno cominciando a mostrare segni di debolezza. L’altro giorno,Moody's ha declassato l’indice di affidabilità &lt;a href="http://www.france24.com/en/20111116-moodys-downgrades-10-german-public-banks" target="_blank"&gt;di 10 grandi banche tedesche&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;b&gt;# 14&lt;/b&gt; Come &lt;a href="http://www.telegraph.co.uk/news/politics/8917077/Prepare-for-riots-in-euro-collapse-Foreign-Office-warns.html" target="_blank"&gt;il Telegraph ha&lt;/a&gt;recentemente riportato, il governo britannico sta ora predisponendopiani basati sul presupposto che un crollo dell’euro sia solo “unaquestione di tempo”....&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;i&gt;Mentre il governo italiano combatteva perottenere prestiti e la Spagna prendeva in considerazione la richiestadi un prestito internazionale, i&amp;nbsp; ministri britannici avvertivanoprivatamente che il crollo dell’euro, un tempo quasi impensabile, oggiè sempre più plausibile.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;i&gt;I diplomatici si stanno preparando adaiutare i Britannici all’estero a sopportare un collasso bancario epersino ad affrontare sommosse derivanti dalla crisi del debito.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;i&gt;Il Tesoro ha confermato all’inizio di questo mese che la pianificazione di emergenza per un collasso è in corso.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;i&gt;Un ministro importante ha ora rivelato ilgrado di preoccupazione del governo, dicendo che la Gran Bretagna stafacendo programmi sulla base della considerazione che un crollodell’euro sia ormai solo una questione di tempo.&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;b&gt;# 15&lt;/b&gt; Si presumeva chel’European Financial Stability Facility (EFSF), il Fondo salva Stati,avrebbe dovuto contribuire a portare una certa stabilità allasituazione, ma la verità è che l’EFSF è già un “brutto scherzo”. Èstato riferito che l’EFSF è già stato costretto ad acquistare unaquantità enorme &lt;a href="http://www.zerohedge.com/news/european-ponzi-goes-full-retard-efsf-found-monetize-itself" target="_blank"&gt;delle sue stesse obbligazioni&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;b&gt;# 16&lt;/b&gt; Purtroppo, sembra cheuna corsa agli sportelli delle banche sia già iniziata in Europa. Ilseguente estratto viene da un recente articolo su &lt;a href="http://www.economist.com/blogs/freeexchange/2011/11/euro-crisis-16" target="_blank"&gt;&amp;nbsp;The Economist&lt;/a&gt; ....&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;i&gt;“Stiamo iniziando ad essere testimoni disegni che le società di capitali stanno ritirando i loro depositi dallebanche in Spagna, Italia, Francia e Belgio”,&amp;nbsp;così ha scritto unanalista di&amp;nbsp; Citi Group in un recente documento.&lt;/i&gt; &lt;i&gt;“Questo è uno sviluppo preoccupante.”&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;b&gt;# 17&lt;/b&gt; La fiducia nelle banche europee è andata totalmente in frantumi e praticamente nessuno vuole prestare loro i soldi, al momento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Quello che segue è un breve sunto di un &lt;a href="http://www.cnbc.com/id/45417735" target="_blank"&gt;recente articolo CNBC&lt;/a&gt; ....&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;i&gt;I fondi del mercato monetario negli StatiUniti hanno drammaticamente chiuso le loro finestre per i prestiti allebanche europee.&lt;/i&gt; &lt;i&gt;Secondo l’Economist, Fitch stima che i fondidel mercato monetario statunitense in generale hanno ritirato il 42 percento del loro denaro dalle banche europee.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;i&gt;E per la Francia questa dimensione è ancora maggiore - il 69 per cento.&lt;/i&gt; &lt;i&gt;Anche i fondi monetari europei stanno entrando in azione.&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;b&gt;# 18&lt;/b&gt; Ci sono decine digrandi banche europee che sono in pericolo di fallimento. La realtà èche le banche europee più importanti sono &lt;a href="http://theeconomiccollapseblog.com/archives/3-2-1-global-debt-meltdown" target="_blank"&gt;indebitate fino al collo&lt;/a&gt;e sono massicciamente esposte al debito sovrano. Prima di crollare nel2008, il rapporto di indebitamento della Lehman Brothers era 31:1.Oggi, le grandi banche tedesche hanno un rapporto di indebitamento &lt;a href="http://finance.fortune.cnn.com/2011/06/20/europes-sickly-banks/?iid=HP_LN" target="_blank"&gt;32:1&lt;/a&gt;, e queste banche sono attualmente in possesso di una massiccia quantità di debito sovrano europeo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;b&gt;# 19&lt;/b&gt; Secondo &lt;a href="http://www.nytimes.com/2011/11/28/business/global/pressure-builds-in-europe.html?_r=2" target="_blank"&gt;il New York Times&lt;/a&gt;, l’economia dell’Unione europea è già destinata progressivamente aridursi l’anno prossimo, e questo non tiene nemmeno in conto ciò cheaccadrà in caso di un totale collasso finanziario.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;b&gt;# 20&lt;/b&gt; Sono già presentisegnali che l’economia europea sta seriamente rallentando. Gliordinativi industriali nell’Eurozona sono diminuiti del &lt;a href="http://www.economist.com/node/21540259" target="_blank"&gt;6,4 per cento&lt;/a&gt;nel mese di settembre. Questo è stato il più grande abbassamento che sisia verificato dal bel mezzo della crisi finanziaria nel 2008.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;b&gt;# 21&lt;/b&gt; Il panico e la paurasono ovunque in Europa, in questo momento. L’indice di fiducia deiconsumatori della Commissione europea è sceso &lt;a href="http://www.economist.com/node/21540259" target="_blank"&gt;per cinque mesi di fila&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;b&gt;# 22&lt;/b&gt; I leader europei sonodecisamente impegnati a darsi battaglia l’uno contro l’altro, e un veroconsenso su come risolvere i problemi attuali sembra lontano almomento. Ecco come &lt;a href="http://www.express.co.uk/posts/view/284656/Germans-try-to-kill-off-pound" target="_blank"&gt;l’Express&lt;/a&gt; recentemente ha descritto le tensioni crescenti tra i leader tedeschi e inglesi ....&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;i&gt;La Cancelliera&lt;/i&gt;&lt;i&gt; tedesca harespinto apertamente l’opposizione di David Cameron a una nuova tassafinanziaria da estendersi a tutta l’Europa, che avrebbe un impattodevastante sulla City di Londra, il centro commerciale e finanziariodella Gran Bretagna.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;i&gt;E si è rifiutata di farsi convincere dall’appello di Cameron, che la Banca centrale europea sostenga l’euro.&lt;/i&gt; &lt;i&gt;I mercati monetari si sono inabissati dopo il loro mancato accordo.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Cominciate a farvi un quadro della situazione?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Il sistema finanziario europeo si sta dibattendo in una massiccia quantità di &lt;a href="http://theeconomiccollapseblog.com/archives/trouble" target="_blank"&gt;difficoltà&lt;/a&gt;, e quando crollerà il mondo intero ne resterà scosso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Ma non siamo solo noi a dire questo. Come già detto in un precedente &lt;a href="http://theeconomiccollapseblog.com/archives/17-quotes-about-the-coming-global-financial-collapse-that-will-make-your-hair-stand-up" target="_blank"&gt;articolo&lt;/a&gt;,esiste un gran numero di economisti autorevoli in tutto il mondo cheora stanno sostenendo che l’Europa è sull’orlo del collasso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Per esempio, basta controllare quello che sta affermando Credit Suisse sulla situazione in Europa ....&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;&lt;i&gt;“Sembra che siano iniziati gli ultimigiorni dell’euro, come noi oggi lo conosciamo. Molto probabilmente,questo non vuol dire un crollo totale, ma significa che alcune cosestraordinarie quasi certamente dovranno accadere - probabilmente per lametà di gennaio - per impedire la chiusura progressiva di tutti imercati obbligazionari sovrani dell’Eurozona, potenzialmenteaccompagnata da crescenti corse agli sportelli bancari anche dellebanche più solide.”&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Molti leader europei stanno promuovendo un’integrazione molto più profonda, e un “&lt;a href="http://theeconomiccollapseblog.com/archives/the-coming-european-superstate-that-germany-plans-to-cram-down-the-throats-of-the-rest-of-europe" target="_blank"&gt;Superstato europeo&lt;/a&gt;”,come&amp;nbsp; risposta a questi problemi, ma ci vorrebbero anni per attuare inecessari drastici cambiamenti, e l’Europa non ha tutto questo&amp;nbsp;tempo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Se l’Europa sperimenterà un massiccio crolloeconomico e una prolungata depressione,&amp;nbsp;per tanta gente questo potràapparire “la fine del mondo”, ma le cose in conclusione sistabilizzeranno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;A questo punto, sembra che tante personestiano pensando che l’economia globale, dal suo stato attuale stiaentrando in uno stato di “Mad Max”, di catastrofe post-atomica, &amp;nbsp;nelgiro di poche settimane. Beh, questo non accadrà. Le turbolenze inarrivo in Europa saranno solo un’altra “ondata” del crollo economico incorso nel mondo occidentale. Seguiranno altre “ondate”!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Naturalmente, questa crisi del debito sovranopotrebbe essere del tutto allontanata se i paesi del mondo occidentalechiudessero le loro banche centrali e iniziassero ad emettere monetalibera dal debito.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;La verità è che non esiste alcun motivo percui una qualsiasi nazione sovrana sulla terra debba mai entrare indebito anche per un solo centesimo con qualcuno. Se una nazione èveramente sovrana, allora il governo ha il diritto di emettere tutto ildenaro libero dal debito che vuole. Sì, l’inflazione sarebbe sempre unpotenziale pericolo in un tale sistema (lo stesso che sotto la gestionedelle banche centrali), ma il denaro libero dal debito avrebbe ilsignificato che i problemi di debito pubblico sarebbero una cosa delpassato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Purtroppo, la maggior parte dei paesi delmondo opera in un sistema in cui si crea più debito pubblico quanta piùmoneta viene creata. Il risultato inevitabile di un tale sistema èquello al quale stiamo assistendo ora: quasi tutto il mondo occidentalesta annegando &lt;a href="http://theeconomiccollapseblog.com/archives/in-debt-up-to-our-eyeballs" target="_blank"&gt;nei debiti&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Ci sono alternative al nostro sistema attuale. Ma nessuno nel sistema mediatico di informazioni ne parla mai.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Così, invece di concentrarci sui modi davverocreativi per affrontare i nostri problemi attuali, ci apprestiamo tuttia sperimentare il dolore amaro del collasso economico in arrivo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="texte1"&gt;Le cose non dovevano andare in questo modo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per concessione di&amp;nbsp;&lt;a href="http://ilupidieinstein.blogspot.com/2011/11/22-ragioni-per-le-quali-potremmo.html" target="_blank"&gt;I lupi di Einstein&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Fonte: &lt;a href="http://theeconomiccollapseblog.com/archives/22-reasons-why-we-could-see-an-economic-collapse-in-europe-in-2012" target="_blank"&gt;http://theeconomiccollapseblog.com/archives/22-reasons-why-we-could-see-an-economic-collapse-in-europe-in-2012&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4395420074814187943-1231736298010139230?l=sadefenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenza.blogspot.com/feeds/1231736298010139230/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4395420074814187943&amp;postID=1231736298010139230' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/1231736298010139230'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/1231736298010139230'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenza.blogspot.com/2011/12/22-ragioni-per-le-quali-potremmo.html' title='22 ragioni per le quali potremmo assistere nel 2012 al collasso economico dell’ Europa'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-m3o6DA2ateA/TlUL9GZqhsI/AAAAAAAAAxA/xNqRR0WjAN8/s72-c/euro-crisis.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4395420074814187943.post-3592775618597120772</id><published>2011-12-30T16:06:00.000+01:00</published><updated>2011-12-30T16:13:45.846+01:00</updated><title type='text'>Un attacco di Israele contro l’Iran: militarmente, un suicidio!</title><content type='html'>&lt;table align="center" border="0" cellpadding="0" cellspacing="5" height="150"&gt; &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;/tr&gt;&lt;div id="swp-contB"&gt;&lt;div class="summary"&gt;&lt;a href="javascript:void(window.open('http://temi.repubblica.it/UserFiles/limes/Image/Carte/800_4_SeIsraeleAttacca_Pasdaran.jpg','','resizable=no,location=no,menubar=no,scrollbars=no,status=no,toolbar=no,fullscreen=no,dependent=no,width=820,height=556'))"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="javascript:void(window.open('http://temi.repubblica.it/UserFiles/limes/Image/Carte/800_4_SeIsraeleAttacca_Pasdaran.jpg','','resizable=no,location=no,menubar=no,scrollbars=no,status=no,toolbar=no,fullscreen=no,dependent=no,width=820,height=556'))"&gt;&lt;img alt="Israel versus Iran" height="335" src="http://temi.repubblica.it/UserFiles/limes/Image/Carte/500_4_SeIsraeleAttacca_Pasdaran.jpg" width="500" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="color: red;"&gt;&lt;b&gt;Ismail Salami&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;TRADUZIONE Curzio Bettio&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Visono forti congetture su come Israele sia obbligata a mettere in scenaun attacco contro i siti nucleari iraniani, una minaccia che il regimesionista ha spesso evocato e un’idea che, se tradotta in azione,porterà a conseguenze apocalittiche per l’entità sionista.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Secondo quanto riferito, il primo ministro israeliano BenjaminNetanyahu ha recentemente cercato di ottenere consensi all’interno delconsiglio dei ministri per un attacco militare contro i siti nuclearidella Repubblica islamica dell’Iran. In collaborazione con il ministrodella difesa Ehud Barak, Netanyahu è riuscito a strappare l’appoggioper un atto così sconsiderato agli scettici che si erano già opposti alanciare un attacco contro l’Iran. Tra coloro che è riuscito aconvincere troviamo il ministro degli Esteri israeliano AvigdorLieberman.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Ci sono ancora quelli all’interno del governo israeliano che sonocontrari a una tale mossa, compresi il ministro dell’Interno Eli Yishaidell’ ultra-ortodosso partito Shas, il ministro ai Servizi InformativiDan Meridor, il ministro per gli Affari Strategici e confidente diNetanyahu Moshe Yaalon, il ministro delle FinanzeYuval Steinitz, ilcomandante delle forze armate Benny Gantz , il direttore dell’agenziadi intelligence israeliana Tamir Pardo, il comandante dell’intelligencemilitare Aviv Kochavi, e il direttore dell’agenzia oer l’intelligencedomestica di Israele Yoram Cohen.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Tuttavia, il sostegno espresso dal ministro degli Esteriisraeliano Avigdor Lieberman è considerato un asso nella manica perNetanyahu, che gode anche il sostegno a piena gola di Washington.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;In uno show di prodezza militare e di un’apparente politica delrischio calcolato, mercoledì 2 novembre Israele ha sperimentato unmissile con possibilità di testata nucleare, fatto che non può essereconsiderato una mera coincidenza, considerando la minaccia lanciata daNetanyahu.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;“Oggi, dalla base Palmachim, Israele ha effettuato il test dilancio di un sistema di propulsione missilistico”, così recita uncomunicato del ministero della Difesa. “Questo era stato pianificato datempo dai responsabili della Difesa e tutto si è svolto secondoprogramma.”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Facendo eco ai suoi ormai impudenti vecchi commenti contro l’Iran,lunedì scorso Netanyahu affermava in una comunicazione parlamentare:“Un Iran nucleare rappresenterà una seria minaccia per il Medio Orientee per il mondo intero, e, naturalmente, una minaccia diretta e pesantesoprattutto per noi.”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Anche mercoledì, il Ministro degli Esteri israeliano ha accusatol’Iran di essere “la più grande, la più pericolosa minaccia perl’ordine mondiale attuale”, aggiungendo che Israele si aspetta che lacomunità internazionale “intensifichi gli sforzi per agire control’Iran.”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Moshe Yaalon, ministro per gli affari strategici di Israele,martedì così si pronunciava alla radio dell’esercito: “L’opzionemilitare (contro l’Iran) non è una minaccia a vuoto, ma Israele nondovrebbe fare i salti per condurla. Il tutto dovrebbe essere guidatodagli Stati Uniti, e solo come ultima risorsa.”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Sembra che nel consiglio dei ministri di Israele si sia costituitoun fronte unito contro l’Iran, ma per quanto si palesi l’intenzione adun attacco militare, esistono divergenze di opinione riguardo allaragionevolezza di un tale atto e le conseguenze che possono profilarsiall’orizzonte.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Sia come sia, uno dei principali fattori che rendono un tale attonon plausibile è che Israele è ben consapevole della competenzadell’Iran e della sua autosufficienza dal punto di vista militare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Da questo punto di vista, l’Iran è conosciuto come il paesemigliore della regione e uno dei migliori al mondo in termini diproduzione missilistica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;L’ottima produzione di missili a corto-, medio-, e lungo- raggio,Shahab (Meteor) e Sejjil (Baked Clay), Saqeb (Falling Stone) e Sayyad(Hunter), Fateh (Conqueror) e Zelzal (Temblor), Misaq (Covenant) eRa'ad (Thunder), Toufan (Storm) e Safar (Journey), testimonia questaaffermazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Il paese è finora riuscito a produrre oltre 50 tipi di missili adalta tecnologia, come parte della sua strategia deterrente permigliorare la sua forza militare, visto che è sempre stato esposto alleminacce da parte del regime sionista e di Washington.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;img align="right" alt="" height="278" hspace="10" src="http://www.tlaxcala-int.org/upload/gal_4603.jpg" vspace="10" width="400" /&gt;Ilrecente missile iraniano Qader (Potente), un risultato formidabile, unmissile da crociera che può essere lanciato dal mare, ha una potenzaaltamente distruttiva e può eliminare fregate, navi da guerra, cosìcome eventuali obiettivi costieri. Con raggio di azione di oltre 200chilometri, il missile può eludere tutti i sistemi radar più avanzati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Progettato sul modello del Nodong-1, Shahab (Meteora), III, unodei risultati missilistici più importanti del paese, è un missilebalistico a medio raggio destinato a colpire obiettivi all’interno diun raggio fino a 2000 chilometri. Generalmente considerato come unincubo per Israele, il missile è stato testato l’8 luglio 2008 ed èstato aggiornato da allora fino a conseguire uno standard impeccabile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Un alto comandante dell’Esercito dei Guardiani della RivoluzioneIslamica (IRGC), il generale di brigata Amir Ali Hajizadeh, hadichiarato che l’Iran già possiede il know-how per costruire missilicon gittata superiore ai 2.000 chilometri, ma dato che gli obiettivistatunitensi e israeliani sono alla portata degli attuali missili, ilpaese non vede la ragione per farlo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Hajizadeh ha affermato: “L’Iran ha missili con una portata fino a2.000 chilometri, che sono stati progettati per colpire le basi degliStati Uniti e del regime sionista (Israele) nella regione.”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Secondo il comandante iraniano, vista la distanza di 1.200chilometri tra Iran e Israele, l’Iran è già in grado di colpire ilregime sionista con i missili in suo possesso. Inutile dire che Sejjil(Argilla Cotta) e i missili Shahab si vanno a collocare tra i missilicapaci di colpire obiettivi entro un raggio di 2.000 chilometri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Con oltre 50 tipi di missili all’avanguardia a sua disposizione,l’Iran è sicuramente in grado di vibrare un colpo mortale a qualsiasiaggressore che si avventuri a violare il suo territorio. Tuttavia,l’Iran ha spesso ribadito che la sua potenza militare non rappresentauna minaccia per altri paesi e che la sua dottrina di difesa si basasulla deterrenza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Come dichiarato dal Leader della rivoluzione islamica AyatollahSeyyed Ali Khamenei, “l’obiettivo principale di produrre armi in Iran èla difesa del paese contro il bullismo dei nemici\", mentre inOccidente, “la ragione principale per la produzione di armi stanell’aumentare la ricchezza dei cartelli degli armamenti.”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Indipendentemente dalla potenza militare dell’Iran nel contrastareogni aggressione avventata, Israele deve fare un attimo di riflessione,dato che la povertà e i conflitti sociali stanno dilagando al suointerno e la gente ha già iniziato a stringere le mani alla gola di TelAviv.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Poco importa per quali ragioni l’idea di attaccare l’Iran si siaarticolata nelle menti degli Israeliani, o chi sia stato il primo apartorire questa idea imbecille.&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;b&gt;Ciò che importa è che un attacco israeliano non solosconvolgerà gli equilibri politici in Medio Oriente, ma verrannoinflitte perdite di proporzioni inconcepibili anche all’entitàsionista. Un attacco militare da parte di Israele contro l’Iranequivale ad un ultimo chiodo nella bara del sionismo.&lt;/b&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Fonte: &lt;a href="http://www.veteranstoday.com/2011/11/02/israel-attack-on-iran-tantamount-to-military-suicide/" target="_blank"&gt;http://www.veteranstoday.com/2011/11/02/israel-attack-on-iran-tantamount-to-military-suicide/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;URL dell'articolo: &lt;a href="http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=6153"&gt;http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=6153&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4395420074814187943-3592775618597120772?l=sadefenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenza.blogspot.com/feeds/3592775618597120772/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4395420074814187943&amp;postID=3592775618597120772' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/3592775618597120772'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/3592775618597120772'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenza.blogspot.com/2011/12/un-attacco-di-israele-contro-liran.html' title='Un attacco di Israele contro l’Iran: militarmente, un suicidio!'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4395420074814187943.post-8002406824809574733</id><published>2011-12-30T15:43:00.004+01:00</published><updated>2011-12-30T15:50:34.008+01:00</updated><title type='text'>Una famiglia su quattro è povera e disagiata</title><content type='html'>&lt;div id="titolo_articolo"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="overflow: auto; width: 100%;"&gt;&lt;img height="150" id="iltesto_img" src="http://www.ilmanifesto.it/typo3temp/pics/b0bef1859c.jpg" style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 20px;" width="295" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="per_articolo" style="width: 290px;"&gt;&lt;div style="color: red; display: block; margin-bottom: 10px; text-transform: uppercase;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="firma"&gt;Galapagos&lt;/span&gt; &amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="display: block; margin-bottom: 10px; text-transform: uppercase;"&gt;&lt;a href="http://www.ilmanifesto.it/"&gt;ilmanifesto&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="text_firma" style="border-bottom: 0px none; width: 100%;"&gt;&lt;div class="testo_blog" style="border-top: 1px solid rgb(170, 170, 170); display: block; width: 100%;"&gt;&lt;div style="display: block; margin-bottom: 10px; margin-top: 10px; text-transform: uppercase;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="bottone3"&gt;&lt;a href="javascript:;"&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="sommarione"&gt;&lt;div&gt;&lt;div class="bodytext"&gt;Sonoil 25 % secondo l'Istat gli italiani a rischio di precipitarenella&amp;nbsp;disperazione e nell'esclusione. E il dato aumenta per i giovanitra i 18 e i 24 anni. Sono percentuali nettamente superiori a quelledei maggiori paesi europei. Dall'Istituto di Statistica una fotografiadrammatica delle condizioni di reddito e dei livelli di vita delBelpaese&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="firma_print"&gt;Galapagos - 30.12.2011&lt;/div&gt;&lt;div class="bodytext"&gt;L'Istat ha scattato una nuova foto dell'Italia e,purtroppo, non è una bella foto, ma un immagine con poche luci e tanteombra: nel 2010 un italiano su quattro era a rischio di povertà o diesclusione sociale, e il pericolo aumenta soprattutto per i giovani trai 18 e i 24 anni. Si tratta di percentuali nettamente superiori aquelle dei maggiori paesi europei. In Francia, ad esempio, a rischio dipovertà o di esclusione sociale è «solo» il 19,3% della popolazione,mentre in Germania la percentuale è del 19,7%. Per quanto riguarda ilsolo rischio di povertà, per l'intera popolazione italiana è al 18,2%,mentre in Francia è al 13,5% e in Germania al 15,6%. Per la popolazionecon meno di 18 anni, il rischio sale al 24,7% in Italia, al 18,4% inFrancia e al 17,5% per i giovani tedeschi.&lt;/div&gt;&lt;div class="bodytext"&gt;L'indagine Istat su «Reddito e condizioni divita» è stata condotta nella seconda metà dello scorso anno rilevando iredditi netti familiari e numerosi indicatori delle condizionieconomiche delle famiglie. Oltre alla percentuale di persone a «rischiopovertà» - il 18,2% della popolazione, come già detto - l'Istat rilevaanche un 6,9% di persone che si trova in condizioni di «gravedeprivazione materiale», mentre il 10,2% vive in famigliecaratterizzate da una bassa intensità di lavoro. Cioè - come spiegal'Istat - in famiglie i cui componenti tra i 18 e i 59 anni lavoranomeno di un quinto del loro tempo.&lt;br /&gt;La deprivazione materiale, secondola convenzioni internazionale, è definita come «una situazione diinvolontaria incapacità sostenere spese per determinati beni o servizi»e vengono considerati nove fattori di deprivazione tra i quali gliarretrati nel pagamento di bollette, affitto, mutuo o altro tipo diprestito; o anche il non potersi permettere l'automobile o il telefonoo non riuscire ad andare in vacanza per almeno una settimana l'anno.Per «grave deprivazione materiale» si intende una situazione nellaquale in una famiglia sono presenti almeno quattro deprivazionisull'elenco di nove.&lt;br /&gt;Alcune percentuali indicano chiaramente in cosale famiglie italiane sono più deprivate; il 16% delle famiglieresidenti in Italia ha dichiarato di arrivare con molta difficoltà allafine del mese; l'8,9% si è trovato in arretrato con il pagamento dellebollette; l'11,2% con l'affitto o la rata del mutuo; l'11,5% lamenta dinon potere riscaldare adeguatamente l'abitazione. Sempre, ovviamente,per la mancanza di un reddito adeguato. Come al solito, è ilMezzogiorno a stare peggio: il 12,9% delle famiglie residenti al Sud ègravemente deprivato. Si tratta di una percentuale più che doppiarispetto a quella delle famiglie del Centri (5,6%) e più che triplarispetto al Nord (3,7%). Le tipologie familiari più esposte al rischiodi deprivazione materiale sono quelle con «un alto numero di componentie/o con baso numero di percettori di reddito». E a trovarsi piùfrequentemente in condizioni di disagio sono le famiglie monoreddito,come gli anziani soli e i monogenitori, e quelle con «tre o più figliminori».&lt;br /&gt;Le famiglie che hanno come entrata principale un reddito dalavoro autonomo registrano minori difficoltà rispetto a quelle chevivono sopratutto di redditi da lavoro dipendente. Quelle che vivonoprevalentemente di pensioni sono, a loro volta, più vulnerabili di chipercepisce redditi da lavoro.&lt;br /&gt;La presenza di familiari a carico, inparticolare di minori, è generalmente associata a una maggiorefrequenza di problemi economici. La tipologia familiare meno esposta adisagi è quella delle coppie senza figli: tra queste soltanto l'11,7%ha dichiarato di arrivare con molta difficoltà alla fine del mese,contro il 15,9% di quelle con figli. La situazione di maggiorevulnerabilità, come già accennato, riguarda le coppie con almeno trefigli: il 19,5% è stata in arretrato con le bollette, il 22,3% conl'affitto o il mutuo e il 18,6% con le rate per altri prestiti.&lt;br /&gt;Aproposito di reddito, dall'indagine Istat emerge che il 50% dellefamiglie ha percepito un reddito netto non superiore a 24.544 eurol'anno. Ovvero circa 2.050 ero al mese. Però nel Mezzogiorno il redditodiminuisce a meno di 20.600 euro l'anno, cioè circa 1.700 euro al mese.In Italia - come hanno mostrato altre indagini, prima fra tutte quelladi Bankitalia sulla distribuzione della ricchezza - c'è una fortissimasperequazione nella distribuzione. Per quanto riguarda la ricchezza -vale la pena ricordarlo - il 10% delle famiglie detiene circa il 47%dei patrimoni totali, mentre per quanto riguarda il reddito il 20% deipiù ricchi si spartisce il 37,2% dei redditi netti, mentre - sulversante opposto - al 20% più povero spetta solo l'8,2% del reddito. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4395420074814187943-8002406824809574733?l=sadefenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenza.blogspot.com/feeds/8002406824809574733/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4395420074814187943&amp;postID=8002406824809574733' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/8002406824809574733'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/8002406824809574733'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenza.blogspot.com/2011/12/una-famiglia-su-quattro-e-povera-e.html' title='Una famiglia su quattro è povera e disagiata'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4395420074814187943.post-2784244244786017887</id><published>2011-12-29T19:37:00.002+01:00</published><updated>2011-12-29T19:37:13.135+01:00</updated><title type='text'>Iran, la sottile linea rossa: venti di guerra per il 2012</title><content type='html'>&lt;div id="titolo_articolo"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="overflow: auto; width: 100%;"&gt;&lt;img height="138" id="iltesto_img" src="http://www.ilmanifesto.it/typo3temp/pics/5c24bc5ebd.jpg" style="float: left; margin-left: 0px; margin-right: 20px;" width="295" /&gt;&lt;div class="per_articolo" style="width: 290px;"&gt;&lt;div class="text_firma" style="border-bottom: 0px none; width: 100%;"&gt;&lt;span class="firma"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;div style="display: block; margin-bottom: 10px; text-transform: uppercase;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="testo_blog" style="border-top: 1px solid rgb(170, 170, 170); display: block; width: 100%;"&gt;&lt;div style="display: block; margin-bottom: 10px; margin-top: 10px; text-transform: uppercase;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="bottone3"&gt;&lt;a href="javascript:;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="sommarione"&gt;&lt;div style="color: red;"&gt;&lt;div class="bodytext"&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="bodytext"&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="bodytext"&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="bodytext"&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="bodytext"&gt;&lt;b&gt;Cresce la tensionefra Washington e&amp;nbsp;Tehran: il pericolo&amp;nbsp;di un prossimo attacco militareisraelo-americano contro l'Iran&amp;nbsp;incombe dopo le "intollerabili"&amp;nbsp;minaccedi chiusura dello stretto di Hormuz in caso di nuove sanzioni - chedall'Europa vengono confermate, nonostante le&amp;nbsp;ripercussioni che ciòavrebbe&amp;nbsp;sui nostri approvvigionamenti energetici&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div class="bodytext"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="firma_print"&gt;&lt;b style="color: #cc0000;"&gt;Maurizio Matteuzzi&lt;/b&gt; - &lt;/div&gt;&lt;div class="bodytext"&gt;&lt;a href="http://www.ilmanifesto.it/"&gt;ilmanifesto&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="bodytext"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="bodytext"&gt;Bloccare lo stretto di Hormuz per dove passa il40% del petrolio mondiale per l'Iran «è più facile che bere un bicchierd'acqua»; gli Stati uniti «non tollereranno che si chiuda lo stretto diHormuz».&lt;br /&gt;Tira una brutta aria, anche senza voler indulgere alcatastrofismo e prendere per oro colato le parole di ieri che pure nonsono di qualche scalmanato irresponsabile. La minaccia di chiudereHormuz viene dal capo della Marina iraniana, l'ammiraglio HabibollahSayyari, la minaccia di una risposta militare Usa (più appendiciisraeliana-europea) viene dal portavoce della quinta flotta, di stanzanel Bahrein.&lt;br /&gt;Se il 2011 è stato l'anno delle primavere arabe, il2012 sarà l'anno dell'Iran? Ci sono crescenti sintomi che dai ripetutiround di sanzioni anti-iraniane, dall'escalation delle parole e delleminacce, prima o poi qualcuno finirà per passare «la linea rossa». Eallora non si sa cosa potrà accadere. Perché l'Iran non è l'Iraq diSaddam o l'Afghanistan dei taleban e neanche la Libia di Gheddafi o laSiria di Assad.&lt;br /&gt;Un attacco militare che abbia l'Iran come obiettivo non si fermerà solo all'Iran, questo è sicuro.&lt;br /&gt;Perl'occidente - con la sua appendice israeliana - la linea rossa è ilprogramma nucleare iraniano che Tehran continua a giurare sia solo ascopi pacifici ma che altrove viene visto come diretto alla bomba. Perl'Iran la linea rossa, esplicitamente dichiarata martedì dalvice-presidente della repubblica Mohammad Reza Rahimi, sono nuovesanzioni - annunciate da Washington e auspicate anche, in Europa, daquel piromane di Sarkozy - che tocchino l'export del petrolio iraniano.&lt;br /&gt;Lostretto di Hormuz è quel braccio di mare che collega il golfo Persico -e i petro-stati arabi dell'Arabia saudita, Bahrain, Kuweit, Qatar,Emirati arabi uniti con l'oceano Indiano. Di lì, sulle grandipetroliere (13 al giorno di media), passano ogni giorno fra i 15 e i 17milioni di barili di greggio, fra il 33 e il 40% del petrolio che sicommercia per via marittima, di cui il 75% va verso l'assetato mercatoasiatico: Cina, Giappone, India, Corea del sud.&lt;br /&gt;Il blocco di quellavia d'acqua farebbe schizzare il prezzo del barile, che è già sottostress per via dei sommovimenti arabi, ben oltre i 100 dollari e passatoccati in questi giorni.&lt;br /&gt;Ma sono gli effetti «geo-politici» di una mossa del genere che spaventano.&lt;br /&gt;Unarisposta militare con obiettivo Iran come quella minacciata dalportavoce della quinta flotta Usa aprirebbe scenari sconosciuti. Masicuramente tremendi.&lt;br /&gt;Possibile che nel mezzo di una crisi economicaglobale peggiore di quella della Grande depressione, gli Usa e l'Europasiano pronti ad aprire un altro fronte di guerra? Possibile che unpaese come gli Usa già (e ancora) impelagato in un paio di guerre qualiquelle d'Iraq a Afghanistan; alle prese con summovimenti inquietanti edall'esito per nulla scontato nei paesi arabi (Tunisia, Egitto poi laLibia, ora la Siria) vada a cacciarsi in un'altra e ben peggioreavventura? Secondo la teoria classica il capitalismo in difficoltàrisponde con le guerre, anche perché in una crisi economica come quellache sta investendo tutto l'occidente, l'unica industria che «tira» èquella bellica (e gli Usa hanno un bilancio militare che è maggiore diquelli di tutti gli altri paesi del mondo messi insieme). Possibile,però, che fra la recessione, l'austerità, i tagli, l'indignazione,l'impoverimento delle grandi masse (il famoso 99%) ci sia qualcheirresponsabile che per una rielezione sia pronto a simili pazzie? EObama è sotto rielezione, Sarkozy (vedi attivismo sfrenato in Libia,legge sul genocidio armeno...) è sotto rielezione.&lt;br /&gt;Sembrerebbe impossibile. Ma non bisogna mai porre limiti alla pazzia del potere.&lt;br /&gt;L'Iranè stato fin dall'inizio il vero obiettivo delle rivolte arabe. Laprimavera araba, fiorita in Tunisia e in Egitto, è finita in Libia,quando le petro-monarchie del golfo Persico sono riuscite nell'intentodi smuovere le vecchie potenze occidentali per farle correre insoccorso prima che il vento della rivolta popolare, una volta travoltoGheddafi, arrivasse dritto fino a loro: in Qatar, Bahrain, Kuwait e, lamadre di tutti gli obbrobri, l'Arabia saudita.&lt;br /&gt;Ora l'obiettivo èl'Iran, senza neppure considerare che la minaccia militare esterna diUsa e Israele o delle petro-monarchie del golfo non faranno cheazzerare, anziché approfondire, le crepe che nell'establishmentiraniano si sono aperte in questi anni contro l'oltranzismo sciitadegli Ahmadinejad e dei Khamenei.&lt;br /&gt;L'obiettivo finale è l'Iran. Nonsolo di Israele, a cui Obama si è dato senza decenza dopo qualchefrivolo giro di valzer iniziale. Negli Stati uniti è in corso unaviolenta campagna di vecchi falchi neo-con o neo-lib per l'attaccomilitare contro l'Iran. Il direttore del Weekly Standard WilliamKristol solo poche settimane fa scriveva che il Congresso dovrebbeapprovare una risoluzione che autorizza Obama all'uso della forzacontro l'Iran considerandolo responsabile per gli attacchi contro letruppe americane in Iraq e Aghanistan e anche per il suo «programma perle armi nucleari». Responsabile di tutto. Ora c'è la minaccia dichiudere Hormuz, «facile come bere un bicchier d'acqua». Chi e quandopasserà «la linea rossa»?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4395420074814187943-2784244244786017887?l=sadefenza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sadefenza.blogspot.com/feeds/2784244244786017887/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4395420074814187943&amp;postID=2784244244786017887' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/2784244244786017887'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4395420074814187943/posts/default/2784244244786017887'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sadefenza.blogspot.com/2011/12/iran-la-sottile-linea-rossa-venti-di.html' title='Iran, la sottile linea rossa: venti di guerra per il 2012'/><author><name>sa defenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17278259506719410253</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://2.bp.blogspot.com/_d1ulvzMRFzI/SUgCJ1XIF4I/AAAAAAAAAaY/hwYkluIHvoc/S220/bandsayli.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4395420074814187943.post-8918518561312526321</id><published>2011-12-28T22:40:00.001+01:00</published><updated>2011-12-28T22:40:13.723+01:00</updated><title type='text'>EUROPA, CRISI ECONOMICA E SUICIDI: UNA CORRELAZIONE ORMAI DIMOSTRATA</title><content type='html'>&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.comedonchisciotte.org/site//modules.php?name=News&amp;amp;new_topic=2"&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;DI &lt;b style="color: red;"&gt;SERGI RAVENTOS&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.surysur.net/?q=node/18615"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;Sur y Sur&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="content"&gt;&lt;!-- prova prova --&gt;&lt;div class="node story" id="node-18615"&gt;&lt;div class="content"&gt;&lt;img alt="" class="foto_izquierda" height="250" src="http://www.surysur.net/sites/default/files/suicidios.jpg" width="320" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Le conseguenze della crisi - inparticolare per la disoccupazione – sulla salute sono state trattate inpiù di un'occasione da vari articoli apparsi sulla stampa e nelleriviste specializzate. Più specificamente si è parlato degli effettinegativi della disoccupazione sulla salute mentale, di cui ci sonosempre maggiori prove.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Tra gli altri, questi indicatori sono:l’aumento delle visite mediche relazionate a problemi di ansia, unelevato numero di casi di depressione, lìaumento dell'alcolismo e delladipendenza dalle droghe, un incremento di casi di violenza, aumento diconsumo di farmaci antidepressivi e ansiolitici, eccetera. Esiste unacorrelazione diretta tra la crisi economica, la disoccupazione e ilpeggioramento della salute mentale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Undato: la media delle persone conproblemi psicologici tra i disoccupati è del 34 per cento, mentre trale persone che hanno un impiego è del 16 per cento. Un'altraconstatazione è che quanto maggiore è la durata del periodo didisoccupazione, tanto maggiori le conseguenze negative sulla salutementale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Come illustrato da una recenteinchiesta, la qualità della vita dei cittadini del Regno della Spagnaha subito un peggioramento a causa del calo dei redditi degli introitieconomici e del peggioramento dello stato di salute. Esiste anche unacorrelazione tra servizi sociali e salute mentale. I servizi socialisono un buon fattore di protezioni per la salute mentale; il sussidiodi disoccupazione, in questo caso esercita un’azione per avere o menouna buona salute mentale nel periodo in cui non si ha un lavoro [1]. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Nei paesi con maggiore protezione sociale come è il caso della Svezia, il tasso dei suicidi non è correlato con la disoccupazione a differenza della Spagna, dove gli indici di suicidio e disoccupazione vanno in parallelo [2]. Ma tra i dati sul peggioramento della salute mentale nei periodi di crisi c’è n’è uno molto importante e che alcuni articoli pubblicati sulla stampa negli ultimi giorni [3] hanno evidenziato: l'aumento allarmante dei casi di suicidio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Il suicidio è una delle forme di morte più diffuse al mondo, e supera le vittime degli incidenti stradali, del terrorismo e della violenza maschilista, ma anche c’è un milione di persone che si suicida ogni anno secondo l'OMS (principalmente uomini), è un tipo di morte che da sempre è considerata tabù. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Una delle ragioni è l'effetto contagio analizzato molti anni fa in “Del contagio dei suicidi” di Paul Moreau di Tours (1875) e ne “Il contagio degli omicidi” di Paul Aubry (1896), un contagio che sarebbe provocato da determinate figure pubbliche influenti, da celebrità come le &lt;i&gt;rockstar&lt;/i&gt; o perfino da capi di sette che trascinano le moltitudini e che possono provocare qualche effetto tra i suoi seguaci.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: small;"&gt;Comunque, come già analizzato da alcuni autori, questa argomentazione sembra piuttosto fragile perché è "&lt;i&gt;assurdo attribuire al suicidio capacità di contagio più pericolose di quelle di qualsiasi altro tipo di violenza che viene esercitata sugli altri  e che, paradossalmente, riempie i mezzi di comunicazione&lt;/i&gt;" [4]. Questo tabù è stato evid
