domenica 10 maggio 2015

LA DOMANDA POSTA DAGLI USA A YEVTUSHENKO NEL 1961: I RUSSI VOGLIONO LA GUERRA? E OGGI, GLI USA VOGLIONO LA GUERRA?

La situazione politica generale nel mondo versa in cattive condizioni , poiché essa non è  più vera e propria espressione della volontà dei popoli sovrani, ma di piccole élite, di interessi particolari, delle  grandi corporation e della grande finanza...    Vedi la politica italiota da Monti in poi, sono etero-diretti dall'estero, dai burocrati della UE, BCE e dall'alta finanza americana... Il saggio che riportiamo è motivo di riflessione politica per i paesi ancora sovrani che dovrebbero porvi ragionamento serio e profondo per attivare le giuste decisioni politiche.
Sa Defenza

LA DOMANDA POSTA DAGLI USA A YEVTUSHENKO NEL 1961: I RUSSI VOGLIONO LA GUERRA? E OGGI, GLI USA VOGLIONO LA GUERRA?







Zinoviev Club Timofey Sergeytsev
sputniknews


Questa domanda è stata ripetutamente posta a Yevtushenko negli Stati Uniti nell'autunno del 1961. In risposta è stata scritta una famosa canzone che è stata quasi bandita come pacifista. Un anno dopo scoppiò la crisi dei missili cubani.
I russi risposero a questa domanda con i fatti nel 1962. Ci ritirammo tatticamente. Lontano dal peccato. Questa domanda oggi viene posta all'Occidente, quasi allo stesso modo. Non la eviteremo. La ferita aperta dell'Ucraina ha messo in evidenza l'anatomia delle nostre relazioni con l'Occidente. I fatti sono chiari. Qui non sono richieste intuizioni. La difesa dell'evidente di fronte alle menzogne è importante, ma viene in secondo piano. Il nocciolo della questione è all'interno di queste relazioni. La questione principale non è l'economia, non sono le sanzioni. Il problema principale è questione di guerra o pace.
Il problema di guerra o pace non può essere risolto con motivi particolari. Nè la cultura, né l'economia, né la morale, né la religione, né il diritto né le questioni umanitarie hanno sufficiente coerenza, complessità e totalità se considerate come motivi. Si potrebbe dire il contrario. Il dilemma tra guerra e pace non si può risolvere sulla base dei cosiddetti "valori" (tutti sopracitati). La guerra e la pace non hanno prezzo.

Si può illustrare quanto detto con un semplice esempio. Quando il coro di propagandisti filo-occidentali ha cominciato a cantare armoniosamente che Leningrado non andava difesa perché il prezzo sarebbe stato troppo alto, non si può sostenere che una simile affermazione fosse stata immorale, o diciamo in contrasto con la fede, se quest'ultimi fossero intesi come valori e non come basi della vita. Infatti i valori sono solo valori e si rappresentano come un caso particolare di accettazione (non accettazione) e valutazione. Ma proprio questa fede e morale sono comprese oggi.

I bambini di Leningrado durante l'assedio nazista.












































La coerenza (totalità) di base per affrontare la questione della guerra o della pace è la politica. Non c'è niente di particolarmente nuovo.


La dialettica tra guerra e pace riguarda tutti, nonostante il mito liberista cerchi di dimostrare che la stessa questione sia privata, come tutte le altre nella società (il punto di vista liberale). Gli antichi greci chiamavano una persona disinteressata alla politica "idiotikos", vale a dire idiota. "Idiotikos" significa anche proprietario, proprietà. Ovvero interessato della sua proprietà…quindi la condizione tecnica della soluzione del dilemma tra guerra e pace è la cultura politica.

Il critico del liberalismo Schmitt riteneva che la politica fosse complessiva, dunque la guerra era un punto estremo della politica e la guerra, secondo Schmitt, era un affare pubblico, generale e di vita. Lasciando da parte il dibattito dei liberali pro e contro Schmitt, notiamo che nella nostra situazione è abbastanza il contrario, perché di fronte ad una più rigorosa logica, siamo già immersi in questa materia, nella questione della guerra. Quindi dobbiamo pensare politicamente, complessivamente e in modo sistematico. I valori non ci aiuteranno, vi si può sempre rinunciare attraverso il loro rapporto con il prezzo. Si tratta della nostra esistenza.

Schmitt considerava al limite della realtà la distinzione politica tra amico e nemico. Amici e nemici sono avversari, al limite sono solo parti in conflitto. Possiamo aggiungere: la politica è il coinvolgimento nei propri affari del maggior numero di sostenitori, ovvero amici. La distrazione dal nostro affare comune con gli amici è dei nemici. Con i nemici non si può avere in comune l'economia. Vedi la storia delle sanzioni.

Ma qualcosa è accaduto nella politica dal momento in cui sembrava ovvio che gli avversari avrebbero combattuto. Oggi la guerra nel suo insieme sistemico (quindi la politica) si organizza con una terza forza, che crea "nemici" e "amici" a piacimento. La stessa forza stabilisce la qualifica di "amico" o "nemico" per chiunque. Anche se si utilizza tale status, è una menzogna deliberata. La principale esperienza di alienazione del vantaggio dall'alto per la parte della "terza" forza "neutrale" dietro gli "amici" e "nemici" nel XX secolo lo hanno ricevuto gli Stati Uniti durante le due guerre mondiali. Questa esperienza ha plasmato la loro politica. Proprio la partecipazione degli Stati Uniti in queste battaglie è stata minima in relazione ai "principali" e "veri" nemici. Subito dopo la sconfitta della Germania nazista, gli Stati Uniti in modo efficace "sono passati" sul suo lato. In seguito gli Stati Uniti hanno perfezionato questa tecnica, sfuggendo efficacemente dal ruolo di amico, quindi cosa più importante, dal ruolo di nemico dell'Urss e poi della Russia.

Costringere a combattere gli altri è possibile per una superpotenza solo in pace. Senza entrare nei dettagli della formazione di questo concetto da Hobbes a Nietzsche fino a Zinoviev, faremo a meno che la superpotenza sottometta molti Stati ad uno senza il loro coinvolgimento nel suo insieme, né politico o giuridico. La pace degli Stati (altro non è) è considerata dal sovrano di questo ordine come campo di applicazione del proprio diritto illimitato di resistergli, alla superpotenza assicurano "sicurezza", la cessazione della "guerra di tutti contro tutti." Cioè, il concetto del Leviatano non è applicato agli individui-persone, ma ai soggetti-Stato. E' per l'interpretazione dello Stato come individuo in questo ordine è richiesto il noto principio di "integrità territoriale".

© AFP 2015/ SERBIAN TV
Un fotogramma televisivo che illustra il bombardamento NATO del 4 aprile 1999 a Novi Sad.


Nella realtà storica gli Stati sono anche divisibili (cioè non indivisibili). Ma nella realtà della storia con la moltitudine di tutte le guerre e nonostante la guerra sia forse l'essenza della storia, non esiste una "guerra di tutti contro tutti". Tutto è sempre molto preciso. Per quanto si faccia la guerra ed una superpotenza sovrana sia coinvolta, si usa la formula della guerra contro "il nemico di tutti", "il male mondiale" è il terrorismo e sono i terroristi, in generale, "i criminali mondiali" (Paesi canaglia). Prendono questi epiteti tutti quegli Stati che non riconoscono la "legge" istituita per volontà del sovrano del mondo, il super Leviatano.

Naturalmente non si parla in nessun codice di diritto internazionale di tale ordine mondiale. In termini rigorosi, il diritto internazionale come legge è rimasto fermo al 19° secolo ed è stato completamente sepolto dalle guerre mondiali del XX secolo. Allora si chiamava "Concerto europeo", ovvero il consenso di molti Stati della civiltà europea sulle regole della guerra. Oggi non ci sono queste regole e non è richiesto il consenso di nessuno. L'ultimo atto del diritto internazionale è stato il processo di Norimberga. Oggi, niente di tutto questo è possibile, almeno non ancora. Al posto della realtà del diritto internazionale esistono (dopo aver conquistato il loro posto) le organizzazioni internazionali, che svolgono il ruolo della superpotenza sovrana.

L'obiettivo politico degli USA è costringere la Russia a combattere con l'Ucraina. Sarebbe meglio un'invasione russa. Per questo scenario è stato fatto, se non tutto il possibile, almeno già molto. L'attacco dell'Ucraina alla Crimea è inoltre un'opzione, anche se più debole. Gli Stati Uniti devono stare al di sopra delle parti, evitando il ruolo di amico o nemico. Lo stesso dovrebbe fare l'Europa, i Paesi della UE. Il mondo di "sicurezza", "garantito" dagli Stati Uniti, può allora salire bruscamente nel valore. I criminali e gli emarginati saranno entrambe le parti. Ma in generale i russi. Perché in Europa, e ancora di più nel mondo intero (diciamo, per esempio in Malesia) in linea di principio non ci distinguono dagli ucraini. Ciò significherebbe che i violenti e rozzi russi combattono tra di loro. Quindi è necessario separarli ed isolarli. Hanno cresciuto i talebani ed ora saranno distrutti. Hanno messo al potere Saddam e poi lo hanno appeso. Hanno fatto nascere ISIS ed ora lo bombardano. Non piace? Ma voi, voi tutti (il Vecchio Mondo in generale, l'Europa occidentale e orientale e la Russia) siete capaci di fare solo la guerra, una non vi è bastata. Sotto di noi è meglio. Credeteci. Ma guardando all'Ucraina, non ci crediamo. Di sicuro non sarà meglio per noi. Molto probabilmente non esisteremo più in questo modo.

© FLICKR.COM/ US MARINE CORPS /




















Non dobbiamo combattere con l'Ucraina. Non perché ci vivono i nostri "fratelli" (questa motivazione non è mai stata presa in considerazione da nessuno), ma perché non ha alcun senso politico. Dall'Ucraina ci dipingono come "nemico", ma questo è un falso nemico, non reale, nonostante un comportamento piuttosto convincente. 

Tuttavia in questi vent'anni di trasformazione non abbiamo mai interferito. E' quasi impossibile risolvere qualcosa con la guerra, piuttosto il contrario, serve solo per completare ed eseguire il passaggio dell'Ucraina nell'orbita della superpotenza. Quindi non dobbiamo cedere. Quello che fa Putin. Arrivederci.

Ma se ci toccherà combattere, il nostro obiettivo politico può essere solo la necessità di conquistare una posizione di amico o nemico degli Stati Uniti e dell'Europa. Questo è il loro punto debole. E' difficile credere che gli Stati Uniti possano diventare un amico. Questo è improbabile. Ma non vogliono essere il nemico, entrambe le determinazioni privano il loro status di superpotenza sovrana. Poi tutto crollerà, sia il dollaro e la loro influenza in Europa (tra l'altro anche su di noi). Così che diventino il nemico. Sopravviveremo. Saremo più forti. Ma i Paesi europei, non tutti, possono essere gli amici di cui abbiamo bisogno. Tuttavia in tale veste serve ancora educarli. Ma è possibile, gli Stati Uniti non possono essere loro amico. Credo che qui ed ora discutere gli obbiettivi militari sia inadeguato. Tuttavia la stessa minaccia di una guerra (assolutamente reale e crescente) mette già innanzi proprio questo tipo di compito politico.

Finiamola con il delirio sul Mondo Russo. Non esiste nulla. Esistono la Russia, l'emigrazione, la diaspora, l'esilio. I russi sono un'unità politica. Dove non ci sono Stati di nazione politica russa non c'è Mondo Russo. Non ci sono russi, ma solo russofoni. In teoria questi Stati potrebbero essere diversi. Ecco la Bielorussia: è uno Stato di nazione politica russa? Allo stesso modo gli USA, il Regno Unito, l'Australia, il Canada e la Nuova Zelanda sono Stati di nazione politica anglosassone? Anche la Bielorussia non lo è? Che parte prenderà nella questione di guerra o pace? Che dire dell'Ucraina di oggi. La Novorossiya può diventare uno Stato, ma nella realtà politica è ancora lontana da quel punto. La questione dell'espansione della Russia è esattamente il problema della guerra o pace, la "democrazia" e "il diritto all'autodeterminazione" qui non aiuteranno.

Piantamola del mito"eurasiatico" come nuova "ideologia" per la Russia. Non solo perché non abbiamo praticamente bisogno dell' "ideologia", ce ne siamo appena sbarazzati, abbiamo bisogno di una politica, di obiettivi politici giusti e di comprensione da parte della popolazione.Non esiste alcuna "Eurasia" come Stato ed entità politica. Dovrebbe esserci (e già c'è) la politica della Russia nella regione asiatico-pacifica. Abbiamo bisogno di amici lì. Può nel loro numero entrare la Cina? È fattibile? E' necessario?

Pensiamo concretamente a risolvere il dilemma tra guerra e pace.

Il Prof. Alberto Bagnai: "Un bell'aggancio valutario euro-dollaro e il TTIP trasformerebbero gli Stati europei nei PIIGS dell'Unione transatlantica (il paese in deficit estero)"

Il Prof. Alberto Bagnai: "L'euro è precisamente il segno della nostra sudditanza culturale e politica agli Stati Uniti"


"Un bell'aggancio valutario euro-dollaro e il TTIP trasformerebbero gli Stati europei nei PIIGS dell'Unione transatlantica (il paese in deficit estero)"






Vi dicono (dal Pd e giornali servili principalmente) che l'euro sarebbe il momento più significativo di costruzione dell'identità "europea", nonché uno strumento essenziale per competere ad armi pari non solo con la Cina ma anche con gli Stati Uniti. Questo è ciò che si vuole imprimere nell'immaginario collettivo da coloro che continuano a voler difendere l'indifendibile, vale a dire un'unione monetaria fallita e fallimentare che ha sulla coscienza povertà diffusa, disoccupazione di massa e la perdita progressiva di diritti sociali acquisiti negli anni nel contienente.

Ebbene, scrive Alberto Bagnai sul suo blog Goofynomics in uno dei suoi ultimi articoli, l'argomento secondo cui “gli Stati Uniti ci invidierebbero l'euro, e per questo motivo tanti studiosi statunitensi lo criticherebbero, ha il valore degli studiosi che l'hanno proposto (quasi zero)”. Dopo la Seconda guerra mondiale, prosegue l'economista, l'Europa continentale era una tabula rasa, “semplicemente non c'era più, lacerata da guerre civili combattute prima, durante e in parte anche dopo il conflitto mondiale”. In questo contesto a dettare le regole furono i vincitori (gli Usa) che avevano a cuore alcune priorità: “ricostruire un mercato mondiale per quei beni che solo lui aveva ormai la capacità di produrre, e garantirsi un baluardo contro un sistema, quello sovietico, che, nel bene e nel male, si poneva come antagonista al suo modello di capitalismo. L'Europa, da ricostruire col piano Marshall, e da mantenere coesa col Movimento federalista europeo, risolveva entrambi questi problemi. E infatti gli Stati Uniti finanziarono l'uno e l'altro. Sapete, probabilmente, del piano Marshall, ma magari non sapete che il movimento federalista europeo era finanziato da una speciale "agenzia" del governo statunitense (prima di essere finanziato dalla Commissione)”.

Questo ha comportato un passaggio storico molto semplice: "essere americani, non europei". “Per capirlo meglio, considerate l'altro caposaldo del populismo europeista, quello secondo cui "L'Europa ci avrebbe dato la pace". Un'affermazione che si sbriciola di fronte all'evidenza del fatto che la pace sono state la basi NATO a darcela: l'Europa è, dalla Seconda guerra mondiale in poi, una allegra brigata di paesi sconfitti e militarmente occupati. Meglio questo della guerra, siamo d'accordo. Ma è questo, non è un'altra cosa”.


Dal post del Prof. Alberto Bagnai su Goofynomics


La costituzione economica europa, tutta articolata sul concetto di stabilità dei prezzi, viene fatta risalire al sacro orrore dei tedeschi per l'inflazione di Weimar che avrebbe portato al nazismo. Ma questo, si sa, è un falso storico (peraltro, costruito a tavolino dalla Bundesbank): al nazismo ci portò, e ci sta riportando, la deflazione, e ormai questa cosa, che raccontavo nel Tramonto dell'euro (quando già non era originale), dovrebbe essere di dominio pubblico. Senza disconoscere le radici europee dell'ordoliberismo (a proposito, vi saluta Lars Feld), va però chiarito che anche l'apparato ideologico di Maastricht è prima facie del tutto statunitense: l'impiego di regole fisse (monetarie e fiscali) è infatti il cavallo di battaglia del monetarismo statunitense anni '70 (Milton Friedman, per capirci), ed è a causa dell'egemonia culturale e geopolitica di quel monetarismo che fu relativamente facile far recepire l'approccio "regole fisse" in un progetto che però voleva qualificarsi come europeo. Peraltro, il dibattito fra regole fisse e regole flessibili all'inizio degli anni '80 oppose economisti statunitensi (come Barro, per capirci) a economisti europei (come Buiter). Le regole flessibili sono europee: le regole fisse sono yankee. Il Trattato di Maastricht è il momento più infimo di sudditanza culturale dell'Europa alla sua ex colonia (roba che in confronto il MacDonald a piazza di Spagna è le cinque giornate di Milano...).

[...]
L'euro è precisamente il segno della nostra sudditanza culturale e politica agli Stati Uniti: uno strumento costruito con logica statunitense per difendere interessi statunitensi di carattere economico e geopolitico. Sì, perché, come spiego ne l'Italia può farcela, in un mondo che si sta de-dollarizzando, e dove quindi il potere di signoraggio degli Stati Uniti ("stampo e compro") è progressivamente eroso, gli Stati Uniti intuiscono che non potranno continuare ad essere "l'acquirente mondiale di ultima istanza" (o, il che è lo stesso, a finanziare un deficit estero strutturale stampando dollari), e quindi, esattamente come dopo la Seconda guerra mondiale, noi europei gli serviamo come mercato di sbocco. Un bell'aggancio valutario euro-dollaro e il TTIP trasformerebbero gli Stati europei nei PIIGS dell'Unione transatlantica (il paese in deficit estero), con grande soddisfazione degli Stati Uniti, che di questa unione diventerebbero la Germania (il paese in surplus estero)! Saremmo noi a comprare, con un eurollaro sopravvalutato, la merce Usa, aiutando la nostra ex-colonia a correggere il proprio deficit estero, esattamente come, grazie all'euro, abbiamo aiutato "il malato d'Europa" (come abbiamo visto più volte). Inutile notare che gli Stati Uniti hanno, come la cronaca dimostra, strumenti di controllo sociale molto più efficaci dei nostri, e che qualora volessero, come la Germania, ad aggancio valutario effettuato, effettuare una sleale svalutazione competitiva dei propri salari, saprebbero come gestire il malcontento in casa propria!

[...]

La questione economica è più complessa. Avrete visto, credo, segni di scetticismo sempre più diffusi provenire da ambienti vicini alla finanza statunitense (da Michael Pettis a Patrick Chovanec a tanti altri). Lasciate perdere che questi argomenti per noi sono standard: per loro no (più precisamente: lo sono in ambito accademico, ma non in ambito operativo). Accompagnando a Pescara Philippe Weil, quest'ultimo mi faceva notare come si stia diffondendo negli ambienti che contano l'idea che quella dei Bund sia una bolla speculando contro la quale ci si mette in banca per il resto della propria esistenza: lo ha detto Bill Gross, che a quanto pare è uno che se ne intende. Il problema è il timing. Io l'ho detto troppo presto (e quindi ho sbagliato, è uno dei miei errori). Tuttavia, vi assicuro, a Wall Street l'idea che il sistema sia disfunzionale, il che lo rende potenziale fonte di grosse perdite per molti (e di grossissimi guadagni per pochi) si sta piano piano diffondendo. Il problema è solo capire quando i pochi che hanno i mezzi per guadagnare molto decideranno di passare all'attacco (come fece Soros nel 1992).



Insomma, e per concludere, nonostante in questo periodo la stanchezza mi induca al pessimismo, mi sento istintivamente vicino al commento di un altro lettore (non riesco a trovare il suo tweet, se ha interesse si dichiari lui): il fatto che gli Stati Uniti sentano il bisogno di ribadire così apertamente l'ovvio, ovvero che l'euro è cosa loro e che qui comandano loro, paradossalmente apre a qualche speranza. Le minacce sono sempre armi del minacciato, anche e soprattutto quando il minacciato è, in linea di principio, così potente da poterne tranquillamente fare a meno.


sabato 9 maggio 2015

L'iPhone potrebbe diventare un nuovo strumento per studi genetici... Apple dispone dei progetti del vostro DNA

Apple dispone  dei progetti del vostro DNA

L'iPhone potrebbe diventare un nuovo strumento per studi genetici...


Antonio Regalado 
technologyreview
trd Sa Defenza

Di tutte le voci che turbinano intorno alla società di maggior valore al mondo [la Apple],  può essere che  sia la prima a essere coinvolta nel rilasciare un kit per test sullo sputo (saliva) in un bicchiere di plastica.

Apple sta collaborando con ricercatori statunitensi per aiutarla a lanciare applicazioni che offrono ai possessori di iPhone la possibilità di ottenere il test del loro DNA, molti dei quali per la prima volta, in base alle persone che hanno familiarità con i loro piani.

Le applicazioni si basano sul ResearchKit, una piattaforma software che Apple ha introdotto a marzo in alcuni ospedali e in cui scienziati eseguono studi medici attraverso la raccolta dei dati dai sensori presenti su dispositivi
 iPhone o tramite indagini.

Le prime cinque applicazioni ResearchKit, tra cui uno chiamato mPower che traccia i sintomi del morbo di Parkinson, reclutati rapidamente migliaia di partecipanti in pochi giorni, a dimostrazione della portata della piattaforma di Apple .

"Apple ha lanciato ResearchKit e ha ottenuto una risposta fantastica. L'ovvio passo successivo è quello di raccogliere il DNA ", spiega Gholson Lione, un genetista del Cold Spring Harbor Laboratory, che non è direttamente coinvolto negli studi.

Spingono i possessori di iPhone a presentare campioni di DNA dei  dispositivi di Apple 
da inviare ai ricercatori, al centro di una battaglia, per l'allargamento delle informazioni genetiche. Università, le grandi aziende tecnologiche come Google (vedi " Google vuole memorizzare i Genoma "), laboratori di direct-to-consumer, e anche il governo degli Stati Uniti (vedi" Studio del DNA su un campione di un milione di persone ") tutti stanno cercando di accumulare mega-database di informazioni genetiche per scoprirne indizi e causa della malattia (vedi "Internet del DNA ").

Nei due studi iniziali previsti, Apple non ha intenzione di raccogliere direttamente o testare il DNA. Ciò sarà fatto da partner accademici. I dati sarebbero mantenuti da scienziati in un  cloud computing, ma alcuni risultati potrebbero apparire direttamente sull'iPhone dei fruitori. Infine, è  possibile scorrere i consumatori che potrebbero condividere "i miei geni" con la stessa facilità che hanno nel trovare la loro posizione.

Un portavoce di Apple ha rifiutato di commentare. Ma una persona a conoscenza dei piani e i fini dell'azienda , dice che sia quello di "consentire alla persona di mostrare e condividere" le informazioni del DNA con diversi destinatari, tra cui gli organizzatori di studi scientifici. Questa persona, come altre che sono a conoscenza della ricerca, ha parlato di condizione di segretezza e anonimato su insistenza della società.

Una di queste persone dice che gli studi di DNA-app potrebbero ancora essere annullate, mentre un altro ha detto che Apple vuole le applicazioni pronte per la conferenza degli sviluppatori di tutto il mondo "della società", che si terrà a giugno a San Francisco.

Dati Sofisticati

A partire dallo scorso anno, Apple ha cominciato a prendere misure per rendere i suoi dispositivi indispensabili per "la salute digitale". La sua ultima versione del sistema operativo iOS include un'applicazione chiamata sanità, che ha campi per più di 70 tipi di dati sulla salute, dal vostro peso a quanti milligrammi di manganese si deve mangiare (ma, non c'è ancora spazio per il genoma). Apple ha inoltre siglato una partnership con IBM per sviluppare applicazioni per la salute degli infermieri negli ospedali, nonché dati di medicina mineraria .

Ora Apple è strettamente coinvolta nella formazione di nuovi studi che raccoglieranno dati sul DNA. Uno, in programma presso la University od California, di San Francisco, che studierebbe le cause di nascita prematura, combinando test genetici con altri dati raccolti sui telefoni delle future mamme. Uno studio diverso sarebbe guidato da Mount Sinai Hospital di New York.

Atul Butte, leader dello studio UCSF e direttore di Institute for Computational Health Sciences, ha detto di non poter commentare la partecipazione di Apple. "I primi cinque [ResearchKit] studi sono stati grandi e sono li a mostrare quanto velocemente sia Apple nel reclutare. Io e molti altri stiamo  osservando i vari tipi di prove più sofisticate ", dice Butte. Notando che le cause genetiche di nascita prematura non sono ben compresi, e dice, "Non vedo l'ora che venga il giorno in cui possiamo ottenere dati più sofisticati da attività cliniche, e dati con il DNA ."

Per aderire a uno degli studi, una persona darebbe il suo consenso  per effettuare un test genetico -per esempio, restituendo un "sputo kit"- a un laboratorio riconosciuto da Apple. I primi  laboratori, si dice, siano i centri di sequenziamento genico avanzato,  gestite da UCSF Mount Sinai Hospital .

Gli studi sul DNA programmati sarebbero, 100 o poco meno, i geni di malattie di interesse medico (noto come un "panel gene"), non l'intero genoma di una persona. Questi test mirati, se fatti su larga scala, non costano che qualche centinaio di dollari ciascuno.

Come le applicazioni ResearchKit rilasciati finora, gli studi sarebbero approvati da Apple e da un comitato istituzionale di revisione, un tipo di organo di controllo che fornisce consulenza ai ricercatori coinvolti in studi di volontari.

Il programma è stato ResearchKit guidato da Stephen Friend, una volta amministratore di una società farmaceutica, e ora il capo di Sage Bionetworks , un'organizzazione no-profit che sostiene la ricerca scientifica aperta [open scientific research]. La visione di amico per i dati "comuni" in cui i soggetti di studio sono partecipanti attivi nella ricerca scientifica è stata entusiasticamente abbracciata da Apple a partire dal 2013 . Amico, che Apple ha descritto come consulente di tecnologia medica, ha rifiutato la richiesta di un'intervista con un assistente.

Aziende della Silicon Valley sono intenti a utilizzare applicazioni e dispositivi mobili per invadere quello che un amico ha chiamato il "complesso medico-industriale." Il problema è che gli ospedali e gruppi di ricerca sono noti per i dati di accaparramento, in molti casi, perché sono giuridicamente tenuti a farlo dalla normativa sulla privacy statale e federale. Ma nessuna legge proibisce agli individui di condividere informazioni di se stessi. Quindi il motivo di "responsabilizzare i pazienti", come retorica vuole, è che se la gente raccoglie i propri dati, e sono dati di controllo di se stessi, che potrebbero trovare rapidamente un grande uso nelle applicazioni delle tecnologie di consumo, così come per la scienza.

Uno studio che potrebbe dare una forte incentivo allo studio con  iPhone  è il Resilience Projet , un impegno congiunto tra Sage e  Mount Sinai per scoprire il motivo per cui alcune persone godono di buona salute, nonostante i loro geni dicono il contrario, con gravi malattie ereditarie come la fibrosi cistica. Tale progetto ha già perlustrato dati del DNA precedentemente raccolti da più di 500.000 persone, e come l'anno scorso si sono individuati circa 20 casi insoliti . Ma il Resilience Projet  iniziava ad avere difficoltà nel contattare queste persone perché il loro DNA era stato raccolto in modo anonimo. Al contrario, l'assunzione di persone attraverso applicazioni per gli iPhone porterebbe ad un contatto facile e continuo.



Difficile da amministrare


Giocando in questo ruolo negli studi genetici, Apple dovrebbe aderire a piccolo numero  di aziende che cercano di entusiasmare le persone su ciò che potrebbero vedere nelle proprie informazioni genetiche. Tra queste  ci sono l'azienda di genealogia Ancestry.com, l'Open Human Project e 23andMe, una società di test-to-consumer, che ha raccolto i profili DNA di più di 900.000 persone che hanno acquistato i suoi kit a 99 dollari.

Questa è una delle più grandi banche dati del DNA, ma ci sono voluti nove anni di 23andMe con l'attenzione costante dei media, come l'aspetto su Oprah , per poter raggiungere quei numeri. In confronto, Apple ha venduto 60 milioni di iPhone nei soli primi tre mesi di quest'anno, contribuendo ad un totale di circa 750 milioni in tutto. Ciò significa che gli studi sul DNA sulla piattaforma ResearchKit potrebbe, in teoria, avere una portata rapida e immensa.


Ma i dati del DNA sono difficili da gestire, e in alcuni casi ciò che le persone possono pubblicare su di esso è regolato dalla Food & Drug Administration.

Uno studio lanciato quest'anno dalla University of Michigan, il geni for Good, utilizza una applicazione Facebook per reclutare soggetti per effettuare indagini dettagliate sul loro stato di salute e abitudini. In questo studio, ai partecipanti sarà inviato un kit e in seguito verranno contattati per accedere alle informazioni del DNA tramite un file che possono scaricare sul loro desktop.

Finora circa 4.200 persone hanno firmato per essere testati, dice Gonçalo Abecasis, il genetista che esegue la ricerca. Abecasis afferma che il progetto dice alla gente qualcosa dei loro antenati, ma non farà previsioni sulla loro salute. "C'è tensione per capire che cosa va bene, nel nostro studio di ricerca, e in quello che sarebbe stato bene in termini di assistenza sanitaria", spiega. "Si può immaginare che un sacco di persone hanno una buona idea di come interpretare il DNA ... ma ciò che è appropriato per indicarlo non è chiaro."

Un problema si pone, di fronte a Apple, e cioè se i consumatori sono ancora interessati al loro DNA. Finora, la maggior parte delle persone non hanno ancora visto alcuna utilità reale per i dati genetici, inoltre mancano sistemi comuni per interpretarli. "Fra 10 anni potrebbe essere incredibilmente sigificativo", dice Lyon, il genetista di Cold Spring Harbor. "Ma la domanda è, non hanno una "killer app" per interagire con i loro dati [DNA] il più rapidamente e facilmente possibile."

Alcune persone hanno idee. Immagina di poter scorrere tuoi geni in una farmacia durante la compilazione di una prescrizione, ottenendo un avviso immediato che prevede una reazione al farmaco. O forse un app potrebbe calcolare esattamente quanto siete strettamente legato a qualche altro. 
Ma Lyon è convinto che questo periodo della storia serva in gran parte ad aiutare i ricercatori. "Hanno bisogno di persone che donano il loro DNA," dice. "Un incentivo per farlo è quello di averlo sul proprio telefono dove possano giocarci assieme."

MARINE INCONTRA BARAK EX PRIMO MINISTRO ISRAELIANO, LA SVOLTA DI MARINE ... E LA CACCIATA DEL VECCHIO ...

MARINE INCONTRA BARAK EX PRIMO MINISTRO ISRAELIANO, LA SVOLTA DI MARINE ... E LA CACCIATA DEL VECCHIO...

L'incontro tra Marine Le Pen e Ehud Barak si è svolto a margine del gala del "Time"

PIERRE-ALAIN DEPAUW
medias-presse.info

trd Sa Defenza



Le Monde Juif.info ha riportato le informazioni comunicate dal settimanale Valeurs actuelles, sulla riunione segreta tenutasi il 21 aprile tra Marine Le Pen, presidente del FN, e l'ex primo ministro israeliano Ehud Barak ...

L'incontro di dieci minuti si è svolto in un appartato di una delle sale del Time Warner Center nella serata di gala offerta dalla rivista Time che aveva nominato Marine Le Pen come facente parte dei: "100 più influenti personaggi nel mondo."

La moglie di Ehud Barak parla francese, ed ha fatto da interprete. Tra le altre cose Ehud Barak ha detto al presidente di FN, " Sono molto felice di incontrarvi e mi congratulo per la vostra azione . "
Entrambi i personaggi politici, secondo Valeurs actuelles , si sono dati appuntamento " ... forse, con un viaggio di Marine Le Pen in Israele ".

Nel 2011, durante un pranzo presso le Nazioni Unite, Marine Le Pen aveva già avuto un colloquio con Ron Prosor, ambasciatore israeliano presso le Nazioni Unite. Successivamente, l'incontro era stato definito un " equivoco "della missione israeliana alle Nazioni Unite.



giovedì 7 maggio 2015

La CIA finanzia ISIS attraverso conti bancari svizzeri, ce lo rivela Special Ops...

La CIA finanzia ISIS attraverso conti bancari svizzeri, ce lo rivela Special Ops...

Dave Hodges
dcclothesline
trd Sa Defenza
ISIS: "Siamo qui e siamo finanziati dal governo USA attraverso le banche svizzere".


Vi siete mai chiesti perché il presidente Obama è così ben disposto a dar la caccia a ISIS in Siria rischiando la guerra con la  Russia, ma permette a un campo base ISIS di rimanere intatto a solo 8 miglia da El Paso? [8Milca15KM]

Sia questo articolo che la successiva intervista risponderanno alla domanda di cui sopra, mentre si dimostra come gli Stati Uniti stanno finanziando il nemico che [teoricamente] si dovrebbe annientare . Tutto è rivelato in questo "tell-all" una  interviste più importanti mai condotte su The Common Sense Show.
Scott Bennett era uno di quelli che contano "Who’s Who" nell'ambito del terrorismo internazionale e del PSYOPS  americano. [PSYOPS sono le operazioni occulte]

ISIS è finanziato dalla CIA , così dice Scott Bennett, che è un ufficiale della US Army Special Operations della (11th Psychological Operations Battalion, Civil Affairs-Psychological Operations Command), è  analista di guerra psicologica-antiterrorismo globale, già con i contractor della difesa Booz Allen Hamilton. Ha ricevuto l'incarico di una missione con mandato diretto Ufficiale, e un livello d'accesso Top Secret/Sensitive Compartmentalized Information (TS / SCI)  ha lavorato ai più alti livelli di anti-terrorismo internazionale a Washington DC e alla base aerea di MacDill  a Tampa, Florida. Ha sviluppato e gestito teorie psicologiche di guerra, i prodotti e le operazioni per la US Special Operations Command, del U.S. Central Command, del State Department Coordinator for Counterterrorism, e di altre agenzie governative.

Bennett presta servizio con il governo di GW Bush 2003-2008 , ed è stato un Social Science Research Fellow presso la Heritage Foundation

I suoi scritti e la sue conferenze cercano di aumentare la consapevolezza globale e la comprensione della moderna guerra psicologica, della comunità internazionale e dell'intelligence militare, e come grazie allo spettro della "sicurezza nazionale" son create ad arte le operazioni di spionaggio e sorveglianza globale.

Cosa non vorrebbero si  sapesse...

Scott Bennett, Domenica sera, 3 Maggio 2015,  era mio ospite su The Common Sense Show . Almeno avrebbe dovuto essere mio ospite fino a quando entrambi i server e la diretta streaming e i feed, che sono collocati 3.000 miglia di distanza l'uno dall'altro , sono stati attaccati e spenti da una "fonte sconosciuta". Per fortuna, potevamo sentirci per telefono, ma niente di più. Scott Bennett è un esperto di terrorismo e il momento in cui ci siamo addentrati ​​troppo in profondità nel tema, qualcuno ha staccato la spina del nostro provider via satellite, in più luoghi. Tuttavia, l'intervista è stata salvata nei nostri archivi ed è disponibile per l'ascolto. [...].

La rete ha attaccato la nostra intervista con Scott Bennett per denigrare la mia segnalazione su Jade Helm . Il 3 maggio, il mio sito web analytics ha rivelato che circa 20.000 lettori  hanno avuto un contatto con The Common Sense Visualizzando il sito web...  Grazie alla NPR i sedicenti sicari della verità ci aiutano loro malgrado a diffondere la verità attraverso la legge delle conseguenze non intenzionali.

Sintesi del Intervista

Nel corso dell'intervista, abbiamo parlato ampiamente di come gli attentati del 9/11 sono molto probabilmente un'operazione della CIA e il Mossad, si parla dell'edificio 7 del Pentagono ove sono andati distrutti registrazioni e documenti compromettenti sull'argomento trattato . Se i dati distrutti finanziari fossero stati resi pubblici , questo governo sarebbe finito in ginocchio a causa delle prove inoppugnabili della sua corruzione .
Abbiamo anche parlato di relazioni russo- americani  e la tragedia inutile del rinascere della guerra fredda. Bennett ha dichiarato che l'avidità delle Corporation e la voglia di egemonia del potere americano ci ha isolati dai nostri alleati, e i paesi dell'Europa ci stanno levando il loro appoggio;  Ad esempio  la Germania, è probabile che lasci la NATO e si allinei con la Russia.

 Bennett ha scritto molto sulle attività di spionaggio sulla comunità fatta dalla intelligence americana con il National Security Agency NSA e dalla Central Intelligence Agency CIArivelati dal materiale divulgato da Edward Snowden; A partire dal 2010, Bennett ha denunciato numerosi "whistle-blowing" contro militari, governativi, e Commissioni del Congresso, incluse: the Intelligence, the Armed Services, the Government Oversight and Reform, Homeland Security, the Judiciary, the Foreign Affairs, the Banking, and the Terrorism Committees

Ha scambiato informazioni con oltre un centinaio di rappresentanti federali, senatori, alti ufficiali militari e funzionari del Pentagono, e giornalisti circa gli abusi scandalosi del potere e gli inganni  contro il popolo americano la propria comunità militare e intelligence; la sua azione più significativa portata a conoscenza del pubblico  si verificato  quando ha presentato un'azione legale contro Booz Allen Hamilton e il Dipartimento della Difesa per il loro coinvolgimento in operazioni bancarie segrete di finanziamento dei terroristi attraverso istituti di credito  svizzero, una denuncia resa possibile  dall'aiuto datogli  da un informatore, Brad Birkenfeld, ha scoperchiato il gigantesco programma di finanziamento al terrorismo.

Sappiamo che ISIS ha avuto al suo "inizio" materiale militare USA volutamente abbandonate in Iraq. Bennett e io siamo concordi nell'affermare che le armi lasciate su un ex campo di battaglia è stato un atto senza alcun dubbio fatto con intenzione, per sfuggire ai rigidi protocolli militari contro tale pratica. Ancora una volta, si vede ISIS,  come una organizzazione terroristica ibrida, una creazione artificiale della CIA e del Mossad di un'operazione congiunta. In ultima analisi, dare la caccia a ISIS in territorio Siriano condurrà  all'intervento russo e alla Terza Guerra Mondiale. Ma prima, dobbiamo fare la guerra con ISIS alle nostre porte, che è solo a 8 miglia da El Paso . Questa sarà la quintessenza dei fals flag che mira a convincere la maggior parte degli americani ad accettare la legge marziale. Questo da considerarsi in parallelo con la lettera che ho ricevuto dai Texas Ranger, in cui sosteneva che i Rangers si stanno preparando ad un attacco di ISIS contro obiettivi in Texas .

Assicurazione sulla vita...

Le  informazioni possedute da Scott Bennett sono così sensibili che molte carriere e la  libertà di molti dipende da ciò che rivela, o tiene segreto, ecco perché in molti lo vorrebbero morto. Successivamente, Bennett cerca di prendere provvedimenti per garantirsi di rimanere in vita.

Bennett è fin troppo consapevole di ciò che è accaduto al giornalista Michael Hastings e dopo che lui a Michael Isikoff (NBC News) dopo avere iniziato a indagare sui report e il materiali fornito loro da Bennett in collegamento con  Edward SnowdenBrad Birkenfeld (CIA-NSA-Swiss Banks-Booz Allen Hamilton -Terrorist Finance). 
Il collegamento Birkenfeld e sistema bancario svizzero è significativo: Birkenfeld ha supervisionato il denaro messo nei conti bancari svizzeri che è stato poi redistribuito alle organizzazioni terroristiche di tutto il mondo. Ecco perché molti che lo vorrebbero morto. Molte persone sono stati assasinati per molto meno e Bennett ha adottato contro misure per salvasi e mantenersi in vita, emette il seguente avviso sul suo sito web .


WARNING: In caso di mia morte prematura, documenti e altri materiali verranno immediatamente rilasciati, i quali rivelano come ci siano altre persone, altre reti,  operazioni e conti finanziari riservati ad altre attività illegali di terrorismo estero e nazionale. Tutto il materiale è al  sicuro, le autorità del Congresso e i militari ne sono stati informati.

Conclusioni

Questa intervista mi ha spinto a pubblicare il mio avvertimento:

WARNING: Alla guida della nostra attuale amministrazione americana vi è un'impresa criminale. Hanno completamente rinnegato il loro giuramento. I funzionari amministrativi sono colpevoli di aver violato ogni precetto della Costituzione degli  Stati Uniti. Sono impegnati in massiccia opera di menzogna ai danni del popolo  americano, hanno sottratto i soldi dei contribuenti per arricchire i loro benefattori i bankster o le Corporation. Non esiteranno a installare una forma brutale di legge marziale, che farà perdere la vita a un numero incalcolabile di cittadini americani cittadini, si stanno addestrando proprio ora con l'esercitazione Jade Helm. Questi criminali in giacca e cravatta non ci penseranno due volte a mandare i nostri figli in guerra e a morire al fine di aumentare i beni dei bankster. Presenteranno questa prossima guerra come  "patriottica" , tuttavia, il patriottismo serve solo a nascondere il loro desiderio insaziabile di potere e ricchezza. Questa amministrazione non è al servizio dei bisogni della gente, noi siamo i loro sudditi e che presto diverranno loro schiavi. Scott Bennett ha solo scalfito la superficie di quanto si metterà male di quanto sta per arrivare qui nella terra dei liberi, l'ex casa dei coraggiosi. Piango lacrime amare per la scomparsa della mia nazione. Il Re è morto, lunga vita al Re.


L'intervista con Scott Bennett può essere ascoltata andando a questo link . Scorrere verso il basso fino alla data 3 maggio, e seguire le istruzioni. L'intervista è numerata con prima ora e seconda ora.

Se il lettore multimediale è aggiornato, si può anche ascoltare l'intervista attraverso i seguenti link:
Ascoltate Prima ora
Ascoltate Seconda ora
Dave Hodges è l'editor e Host di The  Common Sense Show.

Nota del redattore di Clothesline: Per coloro che non hanno mai sentito parlare di Scott Bennett, penso che sia importante notare che è stato un precedente fonte di controversie. Nel 2011 è stato accusato di possesso illegale di armi da fuoco  ecc...

mercoledì 6 maggio 2015

Ron Paul: USA FREEDOM Act - Solo una parola sulla libertà perduta

Ron Paul: USA FREEDOM Act - Solo una parola sulla libertà perduta

Ron Paul
trd Sa Defenza





Gli apologeti della National Security Agency (NSA) sull'arresto di David Coleman Headley ad esempio, rivendicano come necessaria la sorveglianza (leggasi spionaggio) di massa, senza alcun  mandato di cattura, dei "terroristi". 
Headley ha giocato un ruolo importante nell'attacco terroristico di Mumbai del 2008 dove son state uccise 166 persone.

Mentre son pochi coloro che sostengono sia ingiusto, assicurare alla giustizia  un personaggio come Headley;  il caso Headley non giustifica affatto la sorveglianza di massa che vorrebbero imporre. 
Per prima cosa, non esiste alcuna eccezione "terrorista" nel Quarto Emendamento. Dire, buon fine (la cattura dei terroristi) e giustificare un mezzo da aborrire (sorveglianza di massa) e concedere al governo un assegno in bianco per violare le nostre libertà.
Anche se il caso Headley in qualche modo giustifica rovesciare il quarto emendamento, questo, comunque non giustificherebbe affatto la sorveglianza di massa e la raccolta dei dati indiscriminata. Questo perché, secondo un'indagine di ProPublica , la sorveglianza della NSA ha svolto un ruolo significativo per individuare e arrestare Headley. Un ex funzionario dell'antiterrorismo quando ha sentito che la sorveglianza NSA è stato responsabile della cattura di Headley ha detto che "stava cercando di capire che ruolo abbia avuto la NSA in questo arresto."

Il caso Headley non è l'unica prova che il Patriot Act e altri sacrifici della nostra libertà nel post-9/11 non ha aumentato la nostra sicurezza. Ad esempio, l'affermazione della NSA che i suoi programmi di sorveglianza hanno sventato 54 attacchi terroristici è stata ampiamente screditata. Review Group, Anche il presidente dell'Intelligence e delle tecnologie di comunicazione ha scoperto che la sorveglianza di massa e la raccolta dei dati di massa afferma che "non è stato essenziale a prevenire gli attacchi."

Secondo il Congresso l'inchiesta congiunta di Attività di Intelligence, prima e gli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001 e la Commissione 9/11, i poteri concessi alla NSA dal Patriot Act, non avrebbero impedito gli attacchi di 9/11. Molti esperti di intelligence hanno sottolineato che, aumentando la dimensione del pagliaio le agenzie governative devono guardarvi attraverso, la sorveglianza di massa rende più difficile trovare l'ago di minacce legittime.
La sorveglianza di massa minaccia la nostra libertà, viola la Costituzione, e non fa nulla per proteggerci dal terrorismo, molti nel Congresso si aggrappano ancora alla finzione che l'unico modo per garantire la sicurezza sia quello di dare al governo poteri eccezionali di spionaggio virtualmente illimitati.
 Questi sostenitori dello stato di sorveglianza sono disperati e vogliono estendere le disposizioni del Patriot Act già impostate allo scadere della fine del mese. Sono particolarmente desiderosi di preservare la Sezione 215, che autorizza molte delle violazioni più eclatanti della nostra libertà, tra cui il programma "metadati" della NSA.

Tuttavia, le rivelazioni di Edward Snowden hanno galvanizzato l'opposizione alle violazioni continue della NSA delle nostre libertà. È per questo che il Congresso voterà presto sul "USA FREEDOM Act". Questo disegno di legge estende le leggi sulla sorveglianza in scadenza. Contiene inoltre alcune "riforme" che presumibilmente affrontano tutte le legittime preoccupazioni in materia di sorveglianza di massa.

Tuttavia, uno sguardo sui dettagli della USA FREEDOM act, la legge è in contrasto con i comunicati stampa dei suoi sostenitori, dimostra che l'atto lascia poteri di sorveglianza di massa del governo praticamente intatta.

La legge, USA FREEDOM Act, ha tanto a che fare con la libertà come il Patriot Act ha avuto a che fare con il patriottismo. Se il Congresso davvero voleva proteggere le nostre libertà avrebbe fatto passare la legge di abrogazione dello Stato di sorveglianza, e abrogato il Patriot Act. Il Congresso dovrebbe invertire anche la politica estera interventista che aumenta il rischio di terrorismo, che favorisce il risentimento e l'odio contro gli americani.

Quattordici anni dopo che il Patriot Act è stato convertito in legge, è chiaro che sacrificare la libertà non fa nulla per preservare la sicurezza. Invece di cercare di ingannare il popolo americano con false riforme , il Congresso dovrebbe abrogare tutte le leggi che violano il Quarto Emendamento, iniziando con il Patriot Act.

Fonte: Ron Paul Institute

lunedì 4 maggio 2015

Prima fa crollare l’Italia, poi se la compra. Ma chi è BlackRock?

Prima fa crollare l’Italia, poi se la compra. 
Ma chi è BlackRock?

libreidee.org


Faccio scoppiare l’Italia con la crisi dello spread, la costringo a svendere i gioielli di famiglia e quindi arrivo io, col portafogli in mano, pronto a rilevare a prezzi stracciati interi settori vitali dell’economia italiana, messa in ginocchio dalla manovra finanziaria. 

Secondo “Limes”, l’architetto supremo del complotto non è la Germania, ma il colossale fondo d’investimenti statunitense BlackRock, azionista rilevante della Deutsche Bank che nel 2011, annunciando la vendita dei titoli di Stato italiani, fece esplodere il divario tra Btp e Bund causando la “resa” di Berlusconi e l’avvento di Monti, l’emissario del grande business straniero. 


La rivista di Lucio Caracciolo, riassume Maria Grazia Bruzzone su “La Stampa”, ha messo a fuoco un po’ meglio le dimensioni, gli interessi e il vero potere del primo fondo d’investimenti mondiale, fattosi sotto con l’ascesa di Renzi a Palazzo Chigi, dopo che ormai il Pil italiano era stato letteralmente raso al suolo dai tecnocrati nostrani, in accordo con quelli di Bruxelles. 

Il “Moloch della finanza globale” vanta la gestione di 30.000 portafogli, per un totale di 4.650 miliardi di dollari: non ha rivali al mondo ed è una delle 4-5 “istituzioni” che ricorrono tra i maggiori azionisti delle banche americane.

Con la globalizzazione dell’economia, il valore complessivo delle attività finanziarie internazionali primarie è passato dal 50% al 350% del Pil mondiale, raggiungendo i 280.000 miliardi di dollari, di cui solo il 25% legato agli scambi di merci.


E il valore dei derivati negoziati fuori dalle Borse (“over the counter”) a fine giugno 2013 aveva toccato i 693.000 miliardi di dollari, in gran parte legati al mercato delle valute: al Forex si scambiano in media 1.900 miliardi di dollari al giorno. 

Tutto ha avuto inizio col neoliberismo promosso da Margaret Thatcher e Ronald Reagan: deregulation e meno vincoli per le megabanche, autorizzate a “giocare” con sempre nuovi prodotti finanziari come gli “hedge fund”, i fondi a rischio speculativi e le società di investimento spesso collegate alle banche, innanzitutto anglosassoni. 

Il colpo di grazia porta la firma di Bill Clinton, che negli anni ‘90 rende assoluta la deregolamentazione della finanza, abolendo il Glass-Steagal Act creato da Roosevelt negli anni ‘30 per limitare la speculazione alle sole banche d’affari e tenere il credito commerciale al riparo dalla “ruolette” finanziaria di Wall Street che aveva causato la Grande Crisi del 1929.

A estendere al resto del mondo l’immediata cancellazione dei vincoli di sicurezza provvide il Wto, egemonizzato dagli Usa, su impulso delle megabanche, dell’allora segretario al Tesoro Larry Summers e del suo vice Tim Geithner, futuro ministro di Obama


Questo il clima in cui cominciò l’ascesa di BlackRock, autonoma dal 1992 e basata a New York, pronta a inserirsi in banche e aziende acquistando azioni, obbligazioni, titoli pubblici e proprietà, per un totale di oltre 4.500 miliardi, cioè pari al Pil della Francia sommato a quello della Spagna

BlackRock comincia anche a far politica: entra nel capitale delle due maggiori agenzie di rating, “Standard & Poor’s” (5,44%) e “Moody’s” (6,6%), ottenendo la possibilità di influire sulla determinazione di titoli sovrani, azioni e obbligazioni private, incidendo così su prezzo e valore delle attività acquistate o vendute. 

Quindi opera anche nell’analisi del rischio, vendendo “soluzioni informatiche” per la gestione di dati economici e finanziari, ed elabora dati che «incorporano anche pesanti elementi politici».

Naturalmente sfrutta appieno la crisi del 2007: due anni dopo, lo stesso Geithner consulta proprio BlackWater per valutare gli asset tossici di Bear Stearns, Aig e Morgan Stanley. 


Compiti che BlackRock esegue, «agendo alla stregua di una sorta di Iri privato». Nel 2009 fa anche un colpo grosso, acquistando Barclays Investment Group, col suo carico immenso di partecipazioni azionarie nelle principali multinazionali. 

Il colosso finanziario americano informa e «manipola i propri clienti, utilizzando tecniche e software non diversi da quelli impiegati da Google (di cui ha il 5,8%) o dalla Nsa per sondare gli umori della gente», scrive “Limes”. 

Si serve della piattaforma Aladdin, «con almeno 6.000 computer in 12 siti più o meno segreti, 4 dei quali di nuova concezione, ai quali si rapportano 20.000 investitori sparsi per il mondo». 

Il suo centro studi d’eccellenza, il “BlackRock Investment Institute”, esamina le variabili politico-strategiche: il maxi-fondo è interessato al profitto «ma anche alla stabilità, sicurezza e prosperità degli Stati Uniti». 

Il fondatore e leader, Larry Fink, è considerato «il più importante personaggio della finanza mondiale», eppure resta «virtualmente uno sconosciuto» a Manhattan, secondo “Vanity Fair”.
Proprio BlackRock, aggiunge “Limesè probabilmente il vero regista della crisi italiana del 2011, o meglio della capitolazione dell’Italia di fronte agli appetiti della grande finanza. 

Lo spread fra i Bund tedeschi e i nostri Btp iniziò a dilatarsi non appena il “Financial Times” rese noto che nei primi sei mesi di quell’anno Deutsche Bank aveva venduto l’88% dei titoli che possedeva, per 7 miliardi di euro. «Molti videro un attacco al nostro paese ispirato da Berlino e dai poteri forti di Francoforte», ma forse – secondo “Limes” – non era così. 

La rivista di Caracciolo rivela che il potente istituto di credito tedesco aveva allora un azionariato diffuso, il 48% del capitale sociale era detenuto fuori dalla Repubblica Federale, e il suo azionista più importante era proprio BlackRock con il 5,1%. 

Peraltro, aggiunge la Bruzzone sulla “Stampa”, oggi la “Roccia Nera” detiene in Deutsche Bank una quota ancor maggiore (il 6,62%) e ne è il maggior azionista, seguito da Paramount Service Holdings, basato alle Isole Vergini Britanniche.

«Si può escludere che il fondo non abbia avuto alcuna parte in una decisione tanto strategica come quella di dismettere in pochi mesi quasi tutti i titoli del debito sovrano di un paese dell’Ue?».
«Se attacco c’è stato non è detto che sia stato perpetrato dalle autorità politiche ed economiche della Germania: è un fatto che a picchiare più duramente contro i nostri titoli a partire dall’autunno 2011 siano proprio “Standard & Poor’s” e “Moody’s”». 

Un’ipotesi, quella di Limes, che getta nuova luce su tanta parte della narrazione di questi anni sulla Germania, l’Europa e i Piigs, a partire dalle polemiche di quell’agosto bollente, «con Merkel e Sarkozy fustigati da Giuliano Amato sul “Sole 24 Ore”», anche se Amato – ricorda la Bruzzone – in quel 2011 era fra l’altro “senior advisor” proprio di Deutsche Bank. 

«E chissà che senza la decisione di Deutsche Bank di vendere i titoli di Stato di Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna, la tempesta finanziaria non sarebbe iniziata». Un’ipotesi realistica, secondo la Bruzzone, che apre altri interrogativi: sugli intrecci fra potere finanziario e politico, sul “potere sovrano” degli Stati (anche della potente Germania) e sulla composizione azionaria di questi onnipotenti istituti

Banche, fondi, superfondi: di chi sono? Chi decide che cosa, al di là dei luoghi comuni ripetuti delle narrative ufficiali?

La fine della Deutsche Bank come motore sano dell’economia industriale tedesca risale all’epoca del crollo dell’Urss, quando l’attenzione della finanza angloamericana si concentra sull’Europa. 


E avviene a seguito di misteriosi omicidi, scrive la giornalista della “Stampa”, ricordando che Alfred Herrhausen, presidente della banca e consigliere fidato del cancelliere Kohl – un uomo che aveva in mente uno sviluppo della mission tradizionale e stilò addirittura un progetto di rinascita delle industrie ex comuniste, in Germania, Polonia e Russia, andandone persino parlarne a Wall Street – venne «improvvisamente freddato fuori dalla sua villa», a fine 1989. 
Si disse dalla Raf, o dalla Stasi, o da altri ancora. 

Stessa sorte toccò al suo successore, altro
economista che si era opposto alla svendita delle imprese ex comuniste elaborando piani industriali alternativi alla privatizzazione. Fu ucciso nel 1991 da un tiratore scelto.

Dopo di lui, alla sede londinese di Deutsche Bank arriva uno squadrone di ex banchieri della Merrill Lynch, compreso il capo, che diventa presidente, riorganizzando tutto in senso “moderno”. 


Anche lui però muore, a soli 47 anni, «in uno strano incidente del suo aereo privato». Va meglio al suo giovane braccio destro, Anshu Jain, un indiano con passaporto britannico, cresciuto professionalmente a New York, tutt’oggi presidente della banca diventata prima al mondo per quantità di derivati, spodestando Jp Morgan: la Deutsche Bank infatti è considerata fuori dalle righe “la banca più fallita del mondo”, «esposta per 55.000 miliardi, cioè 20 volte il Pil tedesco», a fronte di depositi per appena 522 miliardi. 

«Quanto è pericoloso il potere di mercato delle maggiori banche di investimento?». Se lo chiedeva due anni fa lo “Spiegel”, riportando un durissimo scontro fra Deutsche Bank e il ministro tedesco dell’economia, il super-massone Wolfgang Schaeuble.

Scriveva il settimanale: «Un pugno di società finanziarie domina il trading di valute, risorse naturali, prodotti a interesse. Migliaiaia di investitori comprano, vendono, scommettono. Ma le transazioni sono in mano a un club di istituti globali come Deutsche Bank, Jp Morgan, Goldman Sachs. Quattro banche maneggiano la metà delle transazioni di valuta: Deutsche Bank, Citigroup, Barclays e Ubs». 


Un’altra ragione che dovrebbe farci prestare attenzione alla “Roccia Nera”, aggiunge “Limes”, è che ha messo radici in molte realtà imprenditoriali nel nostro paese. Per “L’Espresso”, addirittura, «si sta comprando l’Italia». Se un altro colosso americano, State Street Corporations, ha acquistato la divisione “securities” di Deutsche Bank e nel 2010 ha comprato l’attività di “banca depositaria” di Intesa SanPaolo (custodia globale, controllo di
 regolarità delle operazioni, calcoli,amministrazione delle quote, servizi ausiliari, 
gestione dei cambi e prestito di titoli), è proprio BlackRock a far la parte del leone.


A fine 2011, il super-fondo americano aveva il 5,7% di Mediaset, il 3,9% di Unicredit, il 3,5% di Enel e del Banco Popolare, il 2,7% di Fiat e Telecom Italia, il 2,5% di Eni e Generali, il 2,2% di Finmeccanica, il 2,1% di Atlantia (che controlla Autostrade) e Terna, il 2% della Banca Popolare di Milano, Fonsai, Intesa San Paolo, Mediobanca e Ubi. E oggi Molte di queste quote sono cresciute e BlackRock è ormai il primo azionista di Unicredit (col 5,2%) e il secondo azionista di Intesa SanPaolo (5%). Stessa quota in Atlantia, mentre avrebbe ill 9,4% di Telecom. Ed ora anche Poste Vita...


«Presidi strategici, che permetteranno a BlackRock di posizionarsi al meglio in vista delle privatizzazioni prossime venture invocate da molti “per far scendere il debito», scrive “Limes”. E’ la nuova ondata in arrivo, dopo quella del 1992-93 a prezzi di saldo. «La crisi dei Piigs a che altro serve, se no?».
Chi è BlackRock? Il web rivela, più che altro, un labirinto. Secondo “Yahoo Finanza”, il maggiore azionista (21,7%) sarebbe Pnc, antica banca di Pittsburgh, quinta per dimensioni negli Usa ma poco nota. Azionisti numero uno e due sarebbero Norges Bank, cioè la banca centrale di Norvegia, e Wellington Management Co., altro fondo di investimenti, di Boston, con 2.100 investitori istituzionali in 50 paesi e asset per 869 miliardi di dollari. Poi ci sono State Street Corporation, Fmr-Fidelity e Vanguard Group, che a loro volta sono gli unici investitori istituzionali di Pnc. Sempre loro, i “magnifici quattro”, si ritrovano con varie quote fra gli azionisti delle principali megabanche: non solo Jp Morgan, Bank of America, Citigroup e Wells Fargo, ma anche le banche d’affari come Goldman Sachs, Morgan Stanley, Bank of Ny Mellon. A ricorrere nell’azionariato di questi istituti ci sono anche altre società e banche, ma i “magnifici quattro” non mancano mai.

Oltre ai soliti BlackRock, Vanguard, in Barclays – megabanca britannica che risale al 1690 – è presente anche Qatar Holding, sussidiaria del fondo sovrano del Golfo, specializzata in investimenti strategici. La stessa holding qatariota è anche maggior azionista di Credit Suisse, seguita dall’Olayan Group dell’Arabia Saudita, che ha partecipazioni in svariate società di ogni genere, mentre nell’altra megabanca elvetica, Ubs, si ritrovano BlackRock, una sussidiaria di Jp Morgan, una banca di Singapore e la solita Banca di Norvegia. Barclays Investment Group compariva tra i grandi azionisti di BlackRock, e viceversa, ma prima della crisi del 2008: dopo, non più – almeno in apparenza. Su “Global Research”, Matthias Chang mostra come nel 2006 “octopus” Barclays fosse davvero una piovra con tentacoli ovunque: 



Bank of America, Wells Fargo, WachoviaJp Morgan, Bank of New York Mellon,Goldman Sachs, Merrill Lynch, Morgan Stanley, Lehman Brothers e Bear Sterns, senza contare un lungo elenco di multinazionali di ogni genere, americane ed europee, comprese le miniere, senza dimenticare i grandi contractor della difesa.

Dopo la crisi, che ha rimescolato le carte dell’élite finanziaria, il paesaggio cambia: Barclays Global Investors viene comprata nel 2009 da BlackRock. Il maxi-fondo, che nel 2006 aveva raggiunto il trilione di dollari in asset, dal 2010 al 2014 cresce ancora (fino ai 4.600 miliardi di dollari) insieme a Vanguard, presente in Deutsche Bank. Seguite i soldi, raccomanda il detective. 


Chi c’è dietro? «Attraverso il crescente indebitamento degli Stati – scrive la Bruzzone – megabanche e superfondi collegati, già azionisti di multinazionali, stanno entrando nel capitale di controllo di un numero crescente di banche, imprese strategiche, porti, aeroporti, centrali e reti energetiche. Solo per bilanciare l’espansione dei cinesi?». 

E’ un processo che va avanti da anni, «accelerato molto dalla “crisi” del 2007-8 e dalle politiche controproducenti come l’austerità, che sempre più si rivela una scelta politica». 

Tutto ciò è «evidentissimo nei paesi del Sud Europa, Grecia in testa, ma presente anche altrove e negli stessi Stati Uniti». Lo dicono blogger come Matt Taibbi ed economisti come Michael Hudson. Titolo del film: più che Germania contro Grecia, è la guerra delle banche verso il lavoro

Guerra che continua, dopo Thatcher e Reagan, nel mondo definitivamente globalizzato dai signori della finanza.



venerdì 1 maggio 2015

Jade Helm e il massacro americano...

Jade Helm e il massacro americano...

ZenGardner
Trd Sa Defenza

Anticipo le mie riflessioni con questo titolo provocatorio per una ragione. Ciò che viene perpetrata contro il popolo americano è praticamente una dissimulazione completa di tutto ciò che si suppone di più caro e che lo porterà alla distruzione definitiva. Un massacro nazionale delle infrastrutture, dei diritti di protezione personali, dei mezzi di sussistenza e della sicurezza alimentare, non è un gioco, ma è già in corso.

Lasciatemi annoverare i miei punti.

1. Jade Helm 15 è una esercitazione militare approvata dal governo americano e perpetrata sulla propria popolazione in completa violazione non solo del Posse Comitatus Act del 1878 , ma è un affronto complessivo ad ogni libertà civile sancita dalla Costituzione degli Stati Uniti e  di cui si suppone abbracci l'intento mantendone attiva la Dichiarazione dei Diritti .

2. Occupando il proprio territorio sovrano con l'esercito,  una nazione difende il suo popolo poiché il governo  è stato istituito un governo a tal fine, mentre oggi con queste esercitazioni può rivelarsi un nemico dichiarato.

3. La minaccia esterna precostituita 
è stata abilmente tradotta nel terrorismo , il che significa che chiunque sfida lo status quo, sia esso politico, economico o psico-spirituale, ne diviene automaticamente il nemico. I nemici non sono esterni, ma interni alla nazione,  è sempre stato così, e dichiarato apertamente dal primo cosiddetto Patriot Act. Il dissenso diviene illegale e così come qualsiasi pensiero concepito da un americano diviene un nemico dello Stato, con una litania di leggi, norme e regolamenti a loro disposizione, meccanismi messi in atto da tempo per la tutela dei diritti personali vengono cancellati, e per dirla in altro modo vengono eviscerati.

4. La dimensione enormemente grande di questa operazione è la grande quantità di materiale bellico messo in posizioni da poterlo distribuire in tutto il paese, indica che questa non è solo una esercitazione, ma un'occupazione militare nascosta, progettata per intimidire e acclimatarsi nella mentalità americana per vivere in condizioni di legge marziale virtuale, e nel mentre si intensificano i preparativi per condizioni sociali a venire sempre peggiori.

5. Le guerre infuriano  contro presunti terroristi all'estero, puntando sui cittadini di una nazione di tali misure draconiane da rendere assolutamente senza senso un governo indotto al "terrore" da un incidente procurato. Molti  sono morti per abusi medici e farmaceutici, altri morti per mano della polizia e anche gli scioperi ti fulminano, insieme a una serie di altre cause. Dov'è il coraggio e  la giustizia sui problemi reali?

6. Le dottrine intrinseche di libertà personale e di sovranità individuale vengono violati impunemente, un affronto ripugnante della dignità umana.

7. Ti fai la domanda: chi se ne accorge? Oltre a quelli che cadono vittime della presunta necessità di una tale esercitazione massiccia, quanti ignorano totalmente  ciò che sta anche accadendo?


E il potenziale esito di una tale manovra?

1. Tutto ciò potrebbe innescare l'operazione ed essere messa in atto  "dal vivo" come è accaduto più volte nella scena con tante operazioni sponsorizzate dal governo.

2. Una resistenza individuale, reale, o più plausibilmente determinata, potrebbe causare una reazione a catena di eventi che sarebbero devastanti.

3. Un tipico attacco false flag su queste forze governative eseguito da infiltrati sarebbe la facile giustificazione per una forte risposta armata, sia un incidente e una reazione solitaria, una messa in scena con un cecchino, una bomba piazzata su un veicolo militare, o qualcosa altro di molto peggio. Tali inneschi all'interno di un data scena o di nuove esercitazione hanno dimostrato di lavorare per tale tempo.

4. Problema-reazione-soluzione. Dal momento che hanno creato il problema di imporre il controllo militare e le sue intrusioni nelle libertà personali, la cosiddetta pratica o chiamata in altro modo, la reazione ci sarebbe senza dubbio. Una volta che la reazione si evince in qualunque parte dello stato, che siano reali o solo dei semplici segnali di insofferenza, per avere pieno successo, queste reazioni si prendono a giustificazione per la mobilitazione contro il popolo americano, progettato fin dall'inizio, entra in gioco. Sequestro di tutte le armi e possibili è chiaramente all'ordine del giorno come hanno praticato da anni nelle esercitazioni fatte a seguito di catastrofi naturali e innaturali. Metalli preziosi, grandi quantità di denaro, e cibo, accumulato, potrebbe essere sulla lista da sequestro preventivo assieme alle armi.


Conclusione

Questo operazione Jade Helm 15  non è una semplice esercitazione. Ma è il preludio che serve a  condizionare gli americani da un maggiore controllo, diminuiscono le libertà personali con uno stadio di sorveglianza in metastasi, e qualcosa di molto peggio nel prossimo futuro. Vien messo a nudo che molti cadranno e per questo motivo si ritirano per paura e obbedienza a falsi nuovi ordini, illegittimamente imposti dai controlli fascisti sostenuti con la forza bruta.
Il tempo  di revocare il consenso e la partecipazione a tale timore e riverenza dell'allarmismo, è ora. 
Prendi coscienza della realtà  che sta accadendo e valutalo per quello che è. 
E' l'allarme.
La nostra piena consapevolezza della natura di tali operazioni in atto e la trasmissione in lungo e in largo ci fa agire per respingerli con abbiamo già fatto tempo prima, e possiamo farlo di nuovo.
Lasciate che la vostra consapevolezza, l'indignazione e il rifiuto di accettare questo essere conosciuto sia in lungo che in largo non abbia il sopravvento su noi tutti.
E preparatevi. Non sono nulla di buono ed è tutto completamente messo in scena per motivi specifici. 
Non dare loro la risposta che vogliono.
Resta sempre acceso con la verità.
Spargete la voce, svincolatevi dai loro sistemi, e  mantenete la pace.
Amore, Zen


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