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giovedì 7 marzo 2013

ZONA FRANCA INTEGRALE - IL GRANDE BLUFF DELLA REGIONE


ZONA FRANCA INTEGRALE - IL GRANDE BLUFF DELLA REGIONE

CAGLIARI 07.03.13 Palazzo Regione Viale Trento ore 18.00

La Dott.ssa Randaccio e l'Avv. Scifo, sono saliti nell'ufficio dell'Assessore Zedda, per il tavolo tecnico definitivo riguardante le ultime formalità dell'iter necessario per la messa in funzione del Regime di Zona Franca Integrale. 

Sappiate innanzitutto che ho avuto conferma da parte dell'assessore Zedda, che seppure sul sito della Regione risultasse che la stessa aveva inviato quanto necessario alla CEE e al Ministero, in realtà non hanno mai spedito nulla. 

La risposta: Vi abbiamo detto che l'avevamo spedita per prendere tempo. Pertanto non basta solo inviare la comunicazione alla SARAS, ma serve anche inviare i documenti anche agli altri due enti.

BUGIE..... BUGIE....... BUGIE....... BUGIE....... BUGIE........ BUGIE. 

Strana coincidenza..... anche quella di aver nel frattempo dato ufficiale comunicazione ai Comuni aventi i siti Portuali, per l'approvazione di delibere di Giunta Comunale per le perimetrazioni di aree (fianco porto) da destinare a Zone Franche Portuali, vanificando la precedente attivazione già deliberata per la Zona Franca Integrale. 

Si fa presente che a Tortolì lunedì scorso c'è stata una manifestazione di numerosi partecipanti da tutta la Sardegna per contestare la riunione di Giunta ( che non si è svolta perchè ho parlato con l'Ass.re Zedda che l'ha stoppata chiamando il Sindaco). 

A questo punto la volontà della RAS non pare quella di voler arrivare alla conclusione dell'iter per la messa in funzione della Zona Franca Integrale, ma quella di insistere per le sole Zone Franche Portuali. 

Ci sentiamo pertanto offesi per le BALLE UFFICIALI dette dal Presidente Cappellacci e dall'Assessore Alessandra Zedda!! 

Il presidio alla SARAS è stato fatto per cercare di sollecitarle la messa in atto del nuovo prezzo dei carburanti scontato delle tasse non più dovute. 

Sarebbe bastato che la RAS gli avesse inviato una semplice comunicazione per avere all'indomani il prezzo diverso sulla colonnina dei distributori. 

E così sarebbe se veramente gli altri adempimenti fossero stati fatti con CEE e Ministero. 

INVECE CI HANNO DETTO SOLO UN SACCO DI PALLE!!!! 

E oggi alla conclusione dell'incontro in RAS l'Avv. Scifo e la Dott.ssa Randaccio ci hanno confermato le BUGIE dette dal Presidente e dall'Assessore con addirittura la possibilità che l'iter non possa avere esito finale prima dei tre mesi. 

Cari Amministratori dei miei stivali...... mi fate solo una gran pena...... poichè avete preso ancora una volta in giro il Popolo sardo che non siete assolutamente degni di rappresentare. 

VERGOGNA!!

Domani verrà pubblicato un'articolo sull'Unione sarda in riferimento al loro vergognoso e ignobile comportamento!!

QUESTI STANNO DIMOSTRANDO OGNI GIORNO SEMPRE DI PIU' CHE DELLA ZONA FRANCA INTEGRALE NON GLIENE INTERESSA UN PIFFERO!!



Giuseppe Marini (Movimento Terra Libera)










Zona franca, presidio alla Regione:
"Chiediamo agevolazioni sul carburante"

presidio a viale trento















Matteo Sau

I comitati chiedono l'attuazione immediata. L'azienda: rispettiamo le norme

Zona franca, presidio alla Saras

«Siamo in attesa di una risposta dal ministero delle Finanze sul quadro normativo per l'azzeramento delle tasse sul carburante». 

Giuseppe Marini, del movimento Terra libera, ha trascorso la giornata di ieri, con altre venti persone dei comitati per la zona franca, dentro la raffineria della Saras di Sarroch, in attesa di chiudere una partita che però è ancora bloccata: sarà il ministero competente a stabilire la quota di abbattimento di dazi, accise e iva. 

Motivo per cui dalla Saras fanno sapere che «l'azienda lavora e si impegna nel territorio nel pieno rispetto delle norme vigenti. Se dovesse concretizzarsi una modifica del quadro legislativo, Saras come sempre si adeguerà».

«Non ce ne andiamo finché non avremo certezze», ha detto Marini. La richiesta nei confronti della raffineria è arrivata dopo la comunicazione fatta dal presidente Cappellacci che «ha dato attuazione al decreto legislativo 75 sulla zona franca integrale». Una giornata lunga iniziata con una visita all'ufficio della Dogana «per verificare se avessero avuto comunicazione dalla Regione», ha detto il portavoce del movimento, «ma abbiamo scoperto che non era stato mandato nulla». 

Da segnalare anche la richiesta, protocollata da Marini alla presidenza della Regione, per «la riapertura dell'Agenzia sarda delle entrate e la chiusura immediata di Equitalia». I motivi addotti da Marini sulla necessità di questa azione stanno «nell'atteggiamento vessatorio da parte di Equitalia e nella possibilità di mantenere nell'Isola parte del gettito fiscale». La volontà espressa dal movimento Terra libera e dai comitati per la zona franca è «dare una speranza alle tante persone che soffrono e patiscono la crisi», ha sottolineato Marini, «la più importante è vedere la colonnina del distributore col prezzo abbassato». Il presidio all'interno della raffineria continua: «Non possiamo abbandonare fino a quando non arriveranno notizie positive da Roma».

Riprende la lotta per l'attuazione della zona franca integrale.


Dopo una notte in presidio da parte di quattro membri del Movimento Terra Libera dentro la raffineria della Saras, la protesta si sta spostando sotto il palazzo della Regione, in viale Trento, per un sit-in.

Si chiede l'azzeramento delle tasse sul carburante, come stabilito dal decreto legislativo 75 sulla zona franca integrale a cui la Regione ha dato attuazione il 12 febbraio scorso. Decine di cittadini e alcuni sindaci, da Dorgali a Tortolì, chiedono in intervento immediato. "Vogliamo vedere gli effetti della zona franca impressi nelle colonnine dei distributori- ha spiegato Giuseppe Marini del Movimento Terra Libera - ovvero i prezzi allineati a Livigno: 1,07 il gasolio e 1,15 la benzina, contro gli attuali 1,70 e 1,80".


Il pomo della discordia è la mancata comunicazione da parte della Regione. "Il 12 febbraio a seguito della nostra occupazione si è espressa a favore di questo diritto, sull'esempio di 280 Sindaci, ma poi tutto è fermo solo perché non arriva il documento con la comunicazione all'Ufficio della Dogana", ha aggiunto Marini. La Saras da parte sua ha fatto sapere che "da sempre lavora e si impegna nel territorio nel pieno rispetto del quadro normativo vigente. 

Qualora dovesse concretizzarsi una modifica del quadro legislativo, Saras, come sempre, si adeguerà alle nuove disposizioni di legge". "Per questo abbiamo abbandonato il presidio a Sarroch - ha precisato Marini - non è responsabilità della Saras ma della Regione, piuttosto che pensare solo al rimpasto in Giunta deve inviare subito la comunicazione e dare così attuazione immediata alla zona franca e agevolare i sardi martoriati dalla crisi".



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