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venerdì 30 gennaio 2026

La Voce delle Voci: NISCEMI / LE GIGANTESCHE RESPONSABILITA’ USA. BEN OCCULTATE DA POLITICA & MEDIA

  

Inchieste 29 Gennaio 2026 di: Andrea Cinquegrani.

Tutte le aperture dei media sono dedicate in questi giorni alla tragedia di Niscemi, la storica perla siciliana colpita dal gigantesco evento franoso: “peggio del Vajont”, commentano oggi non pochi. Nel mare di notizie, però, viene letteralmente negata, censurata, oscurata – nel più perfetto stile di totale disinformazione messo in campo dal governo sfascista – la vera causa del disastro. Che ha un nome ben preciso: Stati Uniti. Per la precisione: il Sistema MUOS che da anni, indisturbato, sta massacrando l’area e producendo un progressivo e devastante dissesto ambientale e, soprattutto, idrogeologico.

L’OCCHIO DI LADY GIORGIA

Lady Giorgia Meloni ieri ha sorvolato l’intera area, mostrando tutto il suo disappunto nel vedere quel costone franoso. Ma nel suo svolazzo aereo le è sfuggito non un topolino, ma un vero mostro, a ridosso di Niscemi e grande quanto l’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino: il maxi insediamento ‘NAVAL RADIO TRANSMITTER FACILITY’, NRTF per i suo fans,  la super strategica base militare Usa che ospita il sistema ‘MUOS’ (‘MOBILE USER OBJECTIVE SYSTEM’) della US NAVY, situato proprio nell’area protetta della storica ‘Sugherata’ di Niscemi.

 Tradotto il soldoni: una vera ‘bomba’ a un passo da Niscemi, addirittura in un’area ambientalmente protetta. E tutto ad una cinquantina di chilometri dalla famigerata base Usa di Sigonella, tanto per completare il terrificante contesto…

Ai confini della realtà. Ma ben dentro i confini di un povero paese, il nostro, da decenni ridotto ad una colonia degli Usa, un territorio da utilizzare come base strategica, da usare come uno strapuntino, da massacrare e distruggere a proprio piacimento. E oggi una premier a capo di un governo NERO che si prostra e genuflette ogni giorno davanti al nuovo Imperatore del Globo, il capo della Casa Bianca Donald Trump.

Partiamo dalle news per poi riavvolgere il nastro e puntare alla vera sostanza dei fatti, a quel nocciolo duro che tutti vogliono accuratamente occultare.  

LE SOLITE LITANIE

E’ da giorni che il maltempo flagella il Sud Italia, con le tempeste e mareggiate del ciclone ‘Harry’. Disastri ovunque, Protezione civile super mobilitata, danni enormi. E fari puntati su una delle zone più a rischio, quella di Niscemi, già in passato caratterizzata da frane, in primis quella del 1997 che costrinse tanti cittadini a sfollare. Adesso Il governo garantisce soccorsi e stanzia subito 100 milioni, una cifra irrisoria, pari al costo di un grosso calciatore, niente più. Poi bazzecole e pinzellacchere, come la sospensione dei mutui e via elemosinando.

E la sinistra (sic) che fa? E’ solo capace di invocare il dirottamento dei fondi (13 miliardi di euro e passa) dall’inutile, dannoso, pericoloso, famigerato Ponte sullo Stretto invocato dal vicepremier e ministro delle Infrastrutture Salvini Matteo come priorità assoluta per il Paese, ma niente di più. Anche dal fronte dell’opposizione (sic, tutta una sceneggiata, stavolta tragica) niente, il silenzio più totale sulle vere responsabilità di quanto sta succedendo e firmate USA. Qualcuno ha solo detto una sillaba sui MOSTRI griffati NRTF e MUOS? Tutti allineati e coperti per tutelare gli interessi a stelle e strisce: anche sulla pelle dei nostri cittadini e del nostro martoriato territorio. E giù con le solite litanie della difesa del territorio, della prevenzione e via blaterando.

Poi le ultimissime. Secondo non pochi esperti il vero problema non è quello di mettere pezze a colori su una situazione disperata, con un paese che frana giorno dopo giorno, ma di trasferirlo un po’ alla volta. E’ stato chiaro, nel corso della trasmissione ‘Cinque Minuti’ per RAI1, il presidente nazionale dei geologi, Roberto Troncarelli che tra l’altro ha sottolineato: “Non esistono soluzioni tecniche in grado di garantire una stabilizzazione definitiva del versante. Niscemi non va ricostruita nella area interessata, ma progressivamente delocalizzata perché il dissesto non è eliminabile e il rischio è destinato a riproporsi nel tempo”.

Nessun cenno al maxi insediamento a stelle e strisce. Tutto ok, quindi, col colosso che preme sul piccolo centro e lo ‘butta abbasso’, come si dice in gergo a Napoli. Il problema, perciò, non è di spostare (anzi vietare) quel colosso Usa che causa il gigantesco danno, ma di delocalizzare il piccolo e inutile centro abitato che ostacola i faraonici progetti militari del Padrone americano.

 Dal canto suo, la Procura di Gela indaga contro ignoti per “disastro colposo e danni”, causati proprio dalla frana. Sorgono spontanee due domande: contro ‘ignoti’? Forse gli americani, of course, sono ‘i soliti ignoti’… E poi: ‘disastro colposo’. Il maxi insediamento militare si è forse costruito da solo? O qualcuno lo ha scientificamente progettato in quel posto, geograficamente strategico, fregandosene altamente della popolazione di Niscemi? Ancora una volta, incredibile ma vero…

 I VERI, INTOCCABILI KILLER

Puntiamo adesso i riflettori sul MOSTRO che fa a pezzi il nostro territorio e decide sulle vite dei nostri abitanti, piccoli Davide contro un colossale Golia.

Diamo subito la parola, per chiarirci le idee, al Comando NAVIFOR, sana fonte Usa alla quale abbeverarsi. Così scrive testualmente in una nota a proposito delle antenne yankee dislocate a un tiro di schioppo da Niscemi: “Costituiscono la parte principale delle operazioni a supporto della nostra Marina, delle forze congiunte e alleate nelle aree del Mediterraneo, del Sud Asiatico, dell’Oceano Indiano e dell’Oceano Atlantico”.

E viene significativamente aggiunto sul ruolo del MUOS: “E’ strategicamente posizionato per fornire supporto strategico alle mission-critical delle forze statunitensi, della NATO e della colazione che operano nelle aree di responsabilità dello US Africa Comand (AFRICOM), dello US Central Comand (CENTCOM) e dello US European Comand (EUCOM)”.

Basilare e super strategico, quindi, per tutti le dirty operations che i killer della Casa Bianca progettano e attuano in mezzo mondo. Capito?

NRTF & MUOS DIRTY STORIES

Brevi note storiche e ‘militari’.

NRTF spunta 35 anni fa esatti, nel 1991, all’interno della riserva naturale ‘La Sugherata’, zona Olmo, una contrada di Niscemi. In un’area immensa, pari come detto all’aeroporto di Fiumicino, vengono man mano installate 40 antenne ad alta frequenza e una a bassa frequenza alta la bellezza di 250 metri.

Dopo appena 5 anni, nel 1997, la prima frana, in un territorio che fino a quel momento non ne aveva mai registrate, almeno a Niscemi. Un boato di notte, la gente terrorizzata per strada, la quasi certezza di un terremoto. L’allora sottosegretario della Protezione Civile, il vulcanologo Franco Barberi, parlò di “ordinaria mala amministrazione” e di “completo degrado di una zona sottoposta a vincolo geologico”.  Tutto ok, ma nessun riferimento alla super base americana.

La procura di Caltagirone aprì un’inchiesta, anche allora – come ora – per il rituale ‘”omicidio colposo”, 400 persone furono costrette ad abbandonare le proprie case, e agli sfollati venne elargito un contributo-elemosina da 600 mila lire per un anno. L’inchiesta della procura, naturalmente, si arenò nelle sabbie sicule.

Un’altra data, quella del 2000: quando vengono abbattute una cinquantina di abitazioni, ma non viene varato alcun piano di messa in sicurezza. Le autorità (sic) politiche locali, regionali e nazionali, ovviamente, se ne fottono e non pensano minimante di disturbare il Padrone yankee: il quale, intanto, procede come un tank nella militarizzazione del territorio e nella messa a punto finale del Mostro-Muos.

E invece cosa fanno le nostre solerti autorità? Se la prendono contro i cittadini che protestano per la presenza della base Usa e man mano, nel corso degli anni, si organizzano, soprattutto attraverso il movimento NO MUOS, che promuove incontri, dibattiti, manifestazioni a cominciare dal 2012 e, soprattutto, chiede chiarezza: vuole che vengano resi pubblici i documenti, interpellati esperti indipendenti, invoca perizie tecniche affidabili. Insomma; che saltino fuori tutte le verità sulle frane e soprattutto sulla presenza militare Usa, di tutta evidenza collegata a quei drammatici fatti.

I governi di ‘casa nostra’ – è proprio il caso per quei territori siciliani – non solo ficcano la testa sotto la sabbia, non rispondono nel merito e se ne sbattono di inutili richieste: ma mettono sotto inchiesta – come al solito – chi osa protestare, con raffiche di denunce e minacce di procedimenti giudiziari, tanto per intimidire meglio! Per l’ennesima volta, incredibile ma vero.

Ancora alcune succose note.

COLOSSI ARMATI & LE 4 AREE PRESCELTE

L’Ufficio per il Programma della Comunicazione Satellitare della Marina Militare Usa e in particolare del Comitato esecutivo del programma (PEO) per i sistemi spaziali ubicato a San Diego, in California, è lo ‘sviluppatore’ di tutto il sofisticato sistema MUOS. Uno dei colossi dell’industria armata a stelle e strisce, ‘LOCHEED MARTIN’, è il ‘Prime Contractor’  del sistema ed è anche il progettista dei satelliti MUOS, il primo dei quali è stato lanciato in orbita il 24 febbraio 2012. Tra i subappaltatori eccellenti, da segnalare altri big del settore, in pole position BOEING e GENERAL DINAMICS.

Eccoci, infine, alle 4 località baciate dalla fortuna, le prescelte e quindi predilette dal Pentagono per i suoi progetti militari e di guerra a tutto campo, di cui l’Italia è fiera protagonista, in compagnia dell’Australia e, of course, degli stessi Usa.

AUSTRALIA – Ecco a voi l’‘AUSTRALIAN DEFENCE SATELLITE COMMUNICATION STATION’ che si trova per la precisione a Kojarena, appunto nel paese dei canguri;

ITALIA – Eccoci al ‘NAVAL RADIO TRANSMITTER FACILITY’ di Niscemi, ad una cinquantina di chilometri dalla ‘NAVAL AIR STATION’ di Sigonella;

STATI UNITI – Siamo ora al ‘NGAVAL SATCOM FACILITY’ localizzato a Chesapeake, nel sud est della Virginia;

STATI UNITI – Quindi il secondo sistema, stavolta ubicato – udite udite – nel paradiso delle Hawaii, per la precisione a Wahiawa, nell’isola di Oahn: lo hanno battezzato ‘NAVAL COMPUTER AND TELECOMMUNICATIONS AREA MASTER STATION PACIFIC’. Non brillano per brevità, ma ok.

Infine un consiglio. Per ulteriori dettagli di tipo tecnico-militare, nonché per una minuziosa cronologia delle vicende giudiziarie che hanno riguardato il MUOS solo sotto il profilo dell’inquinamento elettromagnetico (per le antenne) e mai sui danni prodotti a livello idrogeologico con smottamenti e frane continue, letteralmente spingendo il paese giù dal dirupo, vi consigliamo di andare su Wikipedia e digitare MUOS. Troverete non pochi particolari interessanti.

E vediamo se prima o poi, dentro all’attuale oscurità dei media, nei prossimi giorni fa capolino qualche contro-notizia sulle maxi responsabilità degli Stati Uniti…

Fonte originale: https://www.lavocedellevoci.it/2026/01/29/niscemi-le-gigantesche-responsabilita-usa-ben-occultate-da-politica-media/ 

 

 

 

 

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