Pavel Durov è accusato dalle autorità russe di favorire il terrorismo e di essere, mediante Telegram, uno strumento dell’intelligence ucraina e occidentale. Cosa c’è di vero in tutto questo? Diciamo, buona parte delle accuse. E in questo approfondimento vedremo il perché. Ma partiamo dall’inizio: chi è Pavel Durov?
Pavel Durov è un imprenditore tecnologico russo, noto per essere, insieme al fratello Nikolai, il fondatore del social network VKontakte (spesso abbreviato in VK), il più popolare in Russia, e successivamente di Telegram, una delle piattaforme di messaggistica più utilizzate al mondo.
Nato nel 1984 a Leningrado (oggi San Pietroburgo), Durov è spesso paragonato a Mark Zuckerberg per il suo ruolo di pioniere dei social network in Russia, ed è noto per il suo impegno teorico a favore della libertà di espressione e della privacy degli utenti, tanto da lasciare la Russia nel 2014 a seguito di pressioni politiche.
Sebbene Pavel Durov, oggi esclusivo proprietario di Telegram, si presenti come un difensore della libertà di parola e della privacy digitale, abbiamo più volte evidenziato le contraddizioni che lo riguardano, nonché la poca trasparenza di Telegram, la sua bassa qualità nella sicurezza, la raccolta e vendita di dati a terzi, e la vicinanza di Durov a sezioni atlantiche, sioniste e nazifasciste dell'intelligence statunitense (Elon Musk).
L'Email di Ian Osborne a Epstein e l'Incontro di San Pietroburgo del Dicembre 2011
Nel dicembre 2011, la Russia fu scossa da imponenti proteste di piazza contro il governo di Vladimir Putin. Le elezioni parlamentari di quel periodo furono accusate di brogli e spinsero migliaia di persone a scendere in strada a Mosca e in altre città. In questo clima di tensione, i social network, e in particolare VKontakte, giocarono un ruolo cruciale nell'organizzazione delle manifestazioni, oggi sappiamo infiltrate da agenti dell’atlantismo e da spie straniere.
Pavel Durov, all'epoca 27enne fondatore e CEO di VKontakte, si trovò così al centro dell'attenzione delle autorità russe. La procura aprì un'inchiesta per il ruolo della piattaforma nelle proteste, intimandogli di chiudere le pagine dell'opposizione. Fu in questo contesto che Ian Osborne, personaggio estremamente influente nel mondo delle Big Tech occidentali, inviò un'email a Jeffrey Epstein, nella quale informava di un imminente viaggio a San Pietroburgo insieme a Daniel Ek, CEO di Spotify, per incontrare Durov.
Il messaggio, inviato all'indirizzo personale di Epstein, era corredato da due allegati: un report del Wall Street Journal e uno dell'AFP (Agence France-Presse); e in entrambi gli articoli si poneva particolare attenzione sulle pressioni subite da Durov da parte delle autorità russe e sul ruolo centrale di VKontakte nell’organizzazione delle proteste di piazza.
Nell'email, Osborne presentava Durov a Epstein come "un giovane coraggioso e straordinario": una descrizione significativa, che suggeriva come Osborne vedesse in Durov non solo un imprenditore di successo, ma anche una figura con una chiara e potenziale dimensione politica e ideologica, capace di favorire un "cambiamento" in Russia (in altre parole, un "coraggioso" oppositore di Vladimir Putin).
Perché Durov?
La messa a fuoco su Pavel Durov da parte dei più importanti faccendieri del mondo occidentale è importante per diversi motivi che sono oggi – come vedremo - tremendamente attuali:
Il tempismo: Osborne informa Epstein di un viaggio che coinvolgeva due figure di primo piano della tecnologia globale (Ek e Durov), in un momento di forte tensione geopolitica globale, in quella che oggi sappiamo essere un tentativo di rivoluzione colorata in Russia.
La scelta dei compagni di viaggio: La presenza di Daniel Ek, CEO di Spotify, suggerisce che l'incontro avesse anche finalità commerciali o di investimento. Spotify era già all'epoca un “player” globale nello streaming musicale, e un possibile interesse per il mercato russo o per collaborazioni con VKontakte potrebbe essere stato sul tavolo.
La geopolitica: L'incontro che si sarebbe dovuto di lì a breve realizzare mescolava – indirettamente - enormi quantitativi di capitali, intelligence e politica, mostrando come la tecnologia fosse già al centro di dinamiche di potere internazionali; o almeno nelle intenzione di Epstein (come vedremo, i personaggi ‘legati’ a questi centri di potere agivano, praticamente, seguendo questo schema protocollare).
Il ruolo di Epstein: Osborne agiva da ponte tra Epstein, la Silicon Valley, e ogni tecnologia emergente di potenziale interesse, rappresentata in quel momento da Durov (Osborn, stando alle testimonianze dell’ambiente, vantava contatti con Bill Gates e David Cameron). Il fatto che Osborne sentì il bisogno di informare Epstein di questo viaggio e di condividere con lui articoli di stampa su Durov suggerisce che il finanziere pedofilo era considerato un confidente o addirittura un mentore nelle questioni di alto livello. Epstein non era solo un ‘amico’ di Osborne, ma qualcuno a cui Osborne riferiva o doveva riferire i suoi movimenti strategici. Durov, quindi, appare come il tassello di un'operazione più grande da dover sublimare, e la sua successiva fuga dalla Russia, e i recenti scandali, ne acuiscono le diffidenze dei più critici.
Durov, la Russia e la Tecnologia
L'incontro del dicembre 2011 avviene in un momento vitale per Durov. Le autorità russe chiedevano a VKontakte di consegnare i dati degli utenti che avevano partecipato alle proteste e di chiudere le pagine dell'opposizione, ma Pavel Durov – volto pubblico1 di VK - rifiutò, guadagnandosi la fama di difensore della libertà di espressione, ma attirando su di sé crescenti pressioni.
Nel 2014, dopo il rifiuto di conformarsi alle richieste delle autorità, Durov fu costretto a lasciare la Russia. Vendette le sue quote di VKontakte e si trasferì all'estero, portando con sé il progetto di una nuova piattaforma di messaggistica crittografata: Telegram.
Telegram è oggi una delle applicazioni di messaggistica più popolari al mondo, con centinaia di milioni di utenti, seppur – come vedremo – solo teoricamente impegnata nella crittografia e nella privacy, essendo, nei fatti, un mercato illecito per hacker e truffe vicino al governo della guerra e al Mossad.
Epstein, Durov e l’eugenetica
Epstein e Durov hanno molto in comune. In particolare, l’idea di avere il dovere di diffondere la propria genetica nel mondo, ergo di appartenere ad una razza superiore. In altre parole, l’eugenetica. Entrambi hanno condiviso il piano di fecondare il maggior numero di donne mediante inseminazione, con Epstein2 che prediligeva lo stupro delle bambine aventi appena il ciclo mestruale alla fecondazione assistita (differenza non da poco, certamente).
La vicenda di Pavel Durov, fondatore di Telegram, e della clinica moscovita “AltraVita” rappresenta, quindi, un caso emblematico dell'intersezione tra genetica, etica e tecnologia; e preme raccontarla ai nostri lettori per meglio chiarire quanto seguirà.
Circa quindici anni fa, quando era poco più che ventenne, Durov decise di donare il proprio sperma presso la struttura diretta dall'amico Sergey Yakovenko, specializzata in medicina riproduttiva. Yakovenko lo convinse che fornire materiale genetico di alta qualità fosse un vero e proprio dovere civico in un'epoca di declino della fertilità maschile. E da allora il suo campione, crioconservato e identificato come "Donatore n.6", è stato utilizzato per generare oltre cento bambini in almeno dodici paesi. In un'intervista al podcast di Lex Fridman e alla rivista “Le Point”, Durov ha confermato di non fare differenza tra i figli nati da relazioni e quelli nati da donazione, promettendo a tutti una parte della sua eredità, stimata intorno ai 17 miliardi di dollari, circa trent'anni dopo la sua morte.
Nell'estate del 2024, AltraVita ha lanciato una campagna pubblicitaria offrendo gratuitamente la procedura di fecondazione in vitro alle donne sotto i 37 anni, non sposate e in buona salute che desideravano utilizzare il materiale genetico di Durov, con i costi coperti direttamente dall'imprenditore. Un ex medico della clinica ha dichiarato che le candidate erano donne molto educate, sane e di bell'aspetto, attratte dall'idea di avere un figlio da un uomo ‘bello’ (seppur rifatto?) e di successo (grazie al fratello).
La biologa russa Ancha Baranova, professoressa alla George Mason University, ha commentato l'iniziativa invitando Durov a pubblicare il proprio genoma completo, affinché le potenziali madri fossero consapevoli dei rischi legati a un possibile "effetto fondatore" e a futuri incesti tra discendenti che ignorano la loro parentela. Baranova ha avvertito che l'uso massiccio del DNA di un singolo donatore potrebbe scatenare una "bomba genetica a orologeria", aumentando la probabilità di disturbi e patologie recessive.
Durov, di tutta risposta, che oggi vive a Dubai e non ha (ufficialmente) ruoli gestionali nella clinica, ha giustificato pubblicamente le sue “donazioni” come un contributo necessario in un mondo afflitto dal deterioramento della qualità genetica maschile dovuto all'inquinamento da plastica, dichiarando di essere orgoglioso di aver fatto la sua parte per alleviare il problema3.
La clinica delle “meraviglie” (o degli orrori?)
La clinica moscovita “AltraVita4” (dal suggestivo nome italiano e simbolismo Taoista), specializzata in medicina riproduttiva e diretta da Sergey Yakovenko, amico di lunga data di Pavel Durov, presenta numerose contraddizioni che emergono dalla gestione del materiale genetico del fondatore di Telegram.
Innanzitutto, la struttura commercializza il suo sperma come un "prodotto di prima qualità" associato al nome e al volto di un miliardario di successo, con banner pubblicitari che riportano la scritta "Your number six" in riferimento al "Donatore n.6" e che espongono la foto di Durov insieme al logo di Telegram, trasformando quella che dovrebbe essere una donazione anonima in un'operazione di marketing di lusso che sfuma il confine tra scelta riproduttiva e consumo elitario. In secondo luogo, nonostante Durov giustifichi le sue donazioni come un "dovere civico" per combattere il declino della fertilità maschile per via dell'inquinamento ambientale, i rigidi criteri di selezione imposti dalla clinica (donne sotto i 37 anni, non sposate, in buona salute e, come dichiarato da un ex medico della clinica al Wall Street Journal, "ben educate" e "di bell'aspetto") contraddicono l'idea di un contributo aperto alla società, promuovendo di fatto una forma di selezione genetica e sociale. Infine, esiste una tensione costante tra le dichiarazioni pubbliche di Durov, che nega qualsiasi coinvolgimento finanziario o gestionale con AltraVita, e l'evidenza di un rapporto di profonda fiducia con Yakovenko, che lo convinse personalmente a donare quando era inizialmente scettico e che oggi vanta i "diritti esclusivi" sul suo biomateriale, rendendo la linea di demarcazione tra amicizia e affari quantomeno sfumata.
A tutto ciò si aggiunge il controverso programma di clonazione animale gestito da “Altragen”, azienda co-fondata dallo stesso Yakovenko, che nell'ottobre 2024 ha annunciato di aver clonato con successo una mucca "da record" di nome Zvezda con l'obiettivo dichiarato di attirare l'attenzione della comunità scientifica e del pubblico sulle prospettive della clonazione.
L'associazione di questo tipo di ricerca con una clinica di fertilità umana alimenta il dibattito etico, poiché i critici vedono in questo connubio un'ideologia di fondo che considera il genoma come qualcosa di "selezionabile" e "migliorabile", sollevando lo spettro di un potenziale declive verso pratiche di eugenetica, riducendo la distanza tra la scelta riproduttiva consapevole e la selezione pianificata.
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Il Legame con l'Occidente e la “setta” transnazionale delle Big Tech
Durov ha sempre mantenuto un profilo internazionale, vivendo tra vari paesi (attualmente risiede a Dubai), cercando investitori e partner in occidente; e la sua figura di "dissidente digitale" lo ha reso attraente per investitori che sostengono la “libertà di espressione” e l'innovazione tecnologica, ovviamente in senso anti-russo e filostatunitense.
L'incontro del 2011 suggerisce che Osborne stesse cercando di costruire un ponte tra Durov e il mondo occidentale degli investitori nonché delle élite tecnologiche: le Big Tech di quei folli esoteristi, come Peter Thiel, che dirigono la politica suprematista atlantica della guerra, attivi, oltretutto, nell’eugenetica (al pari di Bill Gates).
Osborne, con i suoi legami con DST Global (Yuri Milner) e con la Silicon Valley, era nella posizione ideale per presentare Durov a potenziali investitori, essendo tra l’altro lo stesso Epstein ‘intimo’ conoscitore di Bill Gates, il quale, in quel momento, deteneva il monopolio dei sistemi operativi per PC anche in Russia con Windows5.
Che la "relazione" tra Durov e l'occidente sia progredita con il tempo, malgrado le diffidenze, lo dimostra la sua interazione con il neonazista Elon Musk, altro personaggio molto inquietante che si è fatto trapiantare i capelli per una questione di immagine e che è stato coinvolto, come suo solito, in una serie di dichiarazioni poi smentite sulla preservazione del suo seme da poter essere utilizzato per colonizzare Marte6, e nell'implementazione della conoscenza umana nei robot Optimus tramite Neuralink7 (la credibilità di Musk, al riguardo, vale meno di zero). Non bisogna poi dimenticare che Grok, prima di diventare l'intelligenza artificiale del Pentagono, era a un passo dall'essere implementata in Telegram in cambio di 300 milioni di dollari, a dimostrazione dei tanti giri di Valzer tra Durov e le élite atlantiche antirusse.
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L’ “Epstein institute”
Giunti a questo punto, la domanda sorge spontanea: perché Osborne informa Epstein dell'incontro con Durov? Che ruolo poteva mai avere Epstein in tutta questa vicenda, lui che era ignorante come una capra, con evidenti problemi di alfabetizzazione (a stento riusciva a mettere insieme due parole senza errori) e che non brillava certo per acume, a giudicare dai contenuti delle sue email? Un ‘uomo’ (meglio “mostro”) che sembrava coltivare solo due ossessioni: la presunta "razza superiore ebraica" e la pedofilia. Diverse ipotesi sono possibili:
Osborne considerava Epstein un consulente di fiducia per le sue iniziative imprenditoriali, come dimostrano le email in cui gli sottopone dei documenti legali per la loro approvazione.
Nonostante non vi siano prove che Epstein abbia investito direttamente nelle imprese di Durov o in VKontakte, potrebbe aver svolto un ruolo di consulenza finanziaria o di "intelligence" per gli affari russi (o meglio, anti-russi). Considerando i "mercati" di ragazze e bambini di cui di fatto si occupava (trafficandoli a fini di prostituzione e ricatto), e considerando che godeva di contatti più che rinomati con oligarchi nemici di Putin, interessati a investire in genetica e in altre macabre operazioni, questa ipotesi non appare peregrina.
È noto che Epstein amasse circondarsi di persone influenti e costruire reti di relazioni. Essere informato di un incontro con una figura emergente come Durov poteva essere per Epstein un modo per ampliare la sua già vasta rete di contatti, visto le ‘passioni’ di Durov per la genetica.
Epstein era il fulcro di un sistema di potere che riguardava in primo piano le Big Tech statunitensi e la sperimentazione genetica, sia per ragioni di spionaggio militare che per potenziali futuri mercati (vi ricorda qualcosa la definizione di "super soldato"?). Il traffico sessuale che gestiva Epstein si basava, indubbiamente, anche sulla tecnologia, la quale permetteva: A) la selezione dei "prodotti" lavorati anche mentalmente (le schiave "addomesticate" tramite lavaggio del cervello e torture di cui ci ha parlato Paolo Ferraro proprio nel 2011); B) il controllo costante delle vittime oggetto di “Honey Trap”, e C) la "cancellazione" delle relative tracce e dei testimoni scomodi (i tanti suicidi delle vittime di abusi). E poi, siamo chiari: è dalla Seconda guerra mondiale che il traffico di bambini rappresenta un mercato di intelligence, che non può avvenire senza il favore dei servizi segreti e delle grandi marche tecnologiche (chi fornisce loro gli strumenti da "agente segreto"?); tanto più – come dimostrato negli ultimi anni – tenendo bene a mente che gli stessi vertici, sia atlantici sia sionisti, dell'ambiente “tech” e militare sono comprovati pedo-esoteristi affetti da ossessioni patologiche e manie di persecuzione, che si inseriscono addirittura nella vita di ragazze comuni per mero senso di onnipotenza e manipolazione (passare dal "gli orfani di guerra saranno futuri super soldati" a "mi faccio una schiava sessuale perennemente dedita ai miei desideri" è un attimo).
Epstein, quindi, non poteva non essere contattato da chi si occupava – come Ion Osborne – di trovare "giovani talenti" da portare dalla propria parte, a maggior ragione se parliamo di qualcuno come Pavel Durov, da sempre mera figura di secondo piano, cresciuto all'ombra del genio indiscusso del fratello maggiore; e poi, magro, senza capelli, e psicologicamente debole rispetto al gentil sesso (quante "ex" ha avuto?), e che ha cercato – e cerca - di presentarsi al mondo come bello, intelligente e attraente dopo innumerevoli interventi chirurgici e meriti informatici che non ha mai posseduto (sul suo arresto a Parigi, infatti, si sostiene che la sua ‘ragazza’ di allora fosse invero una spia del Mossad, e non escludiamo che il ‘vero’ Durov sia morto, essendo, chi come lui, una mera maschera di plastica per le innumerevoli operazioni, facilmente rimpiazzabile per la totale neutralità del viso).
Un profilo psicologico perfetto, in sintesi, quello di Durov, da far cadere nella trappola sessuale adeguata al momento adeguato, e che poteva fare al caso dei Rothschild, che aspettavano di buon grado la caduta di Putin con il finanziamento delle tante rivoluzioni colorate.
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Durov Oggi e il Silenzio sui File Epstein
A differenza di altre figure della tecnologia come Elon Musk o Bill Gates, Pavel Durov non è tra i nomi più citati nei file Epstein. La sua apparizione è limitata principalmente a questa email del dicembre 2011. Tuttavia, ci sono alcune considerazioni da fare:
Non ci sono prove che Durov abbia mai incontrato Epstein personalmente o che abbia avuto relazioni dirette con lui dopo il 2011;
La vera connessione è tra Durov e Osborne, e tra Osborne ed Epstein. Durov potrebbe non aver mai saputo che Osborne riferiva i suoi movimenti a Epstein.
Durov è noto per la sua riservatezza e per tenere la sua vita privata lontana dai riflettori, e non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche su questo episodio.
Conclusioni
L'episodio Durov è significativo perché mostra come l’ “Epstein institute” si estendesse ben oltre gli Stati Uniti e l'Europa, arrivando a toccare figure chiave della tecnologia in Russia in momenti di cruciale importanza geopolitica.
Osborne, con il suo viaggio a San Pietroburgo insieme a Daniel Ek, agiva da "esploratore" per conto di Epstein, tenendolo informato sugli sviluppi in una regione "calda" del mondo. A questo punto, solo uno sciocco potrebbe credere che le email inviate a Epstein fossero di mera cortesia. Se lo aggiornava ogni volta, inviando addirittura una email tramite Gmail (di Google), significa che Epstein era, molto probabilmente, il suo datore di lavoro, e non un semplice riferimento. Questo conferma il ruolo di Osborne come intermediario e informatore di Epstein, non solo su questioni finanziarie ma anche su dinamiche politiche e tecnologiche internazionali.
*Continua con la seconda parte...
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1Il fratello di Pavel è il genio dell’informatica, Nikolai Durov; Pavel era ed è solo il volto (rifatto) dell’impresa. Nikolai Durov, il fratello maggiore, è un matematico e programmatore di fama internazionale con un curriculum accademico stellare che include tre medaglie d'oro alle Olimpiadi Internazionali di Matematica (1996, 1997, 1998), un oro e tre argenti alle Olimpiadi di Informatica (1995-1998) e due vittorie consecutive al campionato mondiale di programmazione universitaria ACM ICPC (2000 e 2001) come membro della squadra dell'Università Statale di San Pietroburgo. Nikolai è l'architetto silenzioso e il "cervello tecnico" che ha scritto il codice originale per il social network VK, sviluppato il sofisticato protocollo di crittografia MTProto che garantisce la sicurezza di Telegram e ideato i fondamenti della blockchain TON. Pavel Durov, il fratello minore, è invece il volto pubblico delle loro iniziative, che si è formato in Filologia e Traduzione presso la stessa università, dove si è laureato con lode nel 2006 studiando anche l'italiano.
2Il “Progetto Lebensborn” di Epstein: creare una razza superiore “personalizzata” ingravidando venti minorenni alla volta, 24 Ottobre 2025, https://www.totalitarismo.blog/il-progetto-lebensborn-di-epstein-creare-una-razza-superiore- personalizzata-ingravidando-venti-minorenni-alla-volta/, Mister Totalitarismo
3Fonti: https://mumbaimirror.indiatimes.com/mumbai/billion-dollar-baby/articleshow/126337400.html ; https://nypost.com/2025/12/23/tech/russian-telegram-founder-pavel-durov-with-100-kids-already-offers-to-pay-ivf-costs-for-any-woman-under-37-who-wants-to-use-his-sperm/ ; https://news.qq.com/rain/a/20260125A02PI500 ; https://www.cna.com.tw/news/aopl/202512230181.aspx ; https://russiatoday.ru/russia/news/1577906-durov-chelovechestvo-genom
4Sito ufficiale della clinica: https://altravita-ivf.ru/ .
5Fino al 2011, la diffusione di Windows in Russia presentava percentuali diverse a seconda del settore. Negli uffici pubblici e nelle amministrazioni statali e municipali, Windows godeva di una predominanza molto forte, tanto da rappresentare una dipendenza critica che spinse il governo russo, già nel 2010, a varare un programma per transitare verso un software libero (incluso Linux). L'obiettivo era ridurre la dipendenza da software straniero (soprattutto proprietario come Microsoft) e contenere i costi delle licenze. Nel dicembre 2010, Vladimir Putin firmò un ordine che obbligava i dipartimenti federali coperti dal bilancio statale a passare a software libero/open source entro il 2015. L'ordine includeva 25 punti specifici: tra questi, il Ministero delle Comunicazioni doveva sviluppare pacchetti base per software libero per sistemi operativi, driver e applicazioni server, e i dipartimenti dovevano elaborare piani di transizione. Nel mercato dei server di tutte le organizzazioni russe, la quota di Windows era molto alta: secondo i dati IDC, si attestava al 79% nel 2010 e al 77,3% nel 2011 (con Linux in lieve crescita, intorno al 20-23%). Per quanto riguarda il totale della popolazione russa (PC privati, domestici e connessi a internet), non esistono statistiche nazionali unificate che sommassero tutti i segmenti, ma i dati disponibili indicano che Windows manteneva una posizione dominante: intorno all'85-90% complessivo, con Windows XP ancora maggioritario (circa 59% nel 2010 secondo StatCounter) e Windows 7 in forte ascesa (circa 31%).
Fonti:
http://tech.sina.com.cn/it/2010-12-28/08305035180.shtml ; https://www.april.org/it/print/webdo-vladimir-putin-ordonne-l-adoption-des-logiciels-libres ; https://www.cnews.ru/news/top/dolya_windows_server_v_rossii_sokrashchaetsya ; https://gs.statcounter.com/windows-version-market-share/desktop/russian-federation/2010 ;
6https://www.mirror.co.uk/3am/us-celebrity-news/elon-musks-extreme-breeding-rants-34743284 ; https://www.rollingstone.com/culture/culture-news/elon-musk-sperm-compound-texas-1235146555/ ; https://www.businessinsider.com/elon-musk-reportedly-offered-sperm-colonize-mars-maybe-impossible-2024-7
7https://www.thestreet.com/technology/elon-musk-says-the-human-brain-has-limits-chases-immortality-with-neuralink ; https://www.aicerts.ai/news/elon-musks-mind-to-robot-transfer-vision-fact-vs-roadmap/ ;
8https://www.bbc.com/news/articles/cevnmxyy4wjo ; https://www.theguardian.com/technology/2026/jan/30/elon-musk-epstein-files-island-visits ; https://www.nytimes.com/2026/01/30/us/elon-musk-epstein-emails.html; https://x.com/elonmusk/status/2017608461383831826 ; https://x.com/elonmusk/status/2017490775324655826 ; https://x.com/elonmusk/status/2017606707372016039
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