Antonello Boassa
TRUMP HA SUPERATO MOLTE LINEE ROSSE IN PATRIA COME A LIVELLO INTERNAZIONALE MA VIENE TOLLERATO DAL CONGRESSO PERCHE' IL SUO PERCORSO, BENCHE' PUNTEGGIATO DA FOLLIE NARCISISTE, PERSEGUE UN PROCESSO COERENTE DI RILANCIO DI EGEMONIA IMPERIALE.INUTILE ANDARE ALLA RICERCA DEI TANTI VUOTI MENTALI. GROENLADIA, CANADA, VENEZUELA, EUROPA, IRAN SONO OBIETTIVI FINALIZZATI AD UN CONTROLLO GLOBALE CHE, A SUO DIRE, E' STATO OSCURATO DAI PRESIDENTI PRECEDENTI. RITORNARE AL 2.001 E RIPRENDERE LA MARCIA TRIONFALE.
Naturalmente necessita il ridimensionamento della potenza cinese, vero ostacolo all'egemonia, come già emerso dai fatti, ma anche dalle dichiarazioni nette di Pechino sulla non accettazione di un sistema globale a trazione unica. Credo che bisogna tenere a mente la progettualità statunitense e la resistenza cinese per schiarirsi le idee sul grande pasticcio del sud-ovest asiatico. Non a caso la Turchia ha fatto risuonare la sua voce contro la furia bellica di Israele, partner strategico(?) dell'impero.
2.500 marines pronti a sbarcare, tre portaerei, navi da guerra in gran numero, aviazione acquartierata nelle basi europee( decisivo il ruolo dell'Italia: cito tra le tante Aviano e Sigonella), africane, arabe. Eppure Israele non è d'accordo sullo sbarco. Israele che è stato il motore della guerra. In Libano dure lezioni da Hezbollah. Dieci elicotteri per trasportare gli uccisi e i feriti.
I generali americani avvertono del pericolo. La natura del territorio, missili con ottimo puntamento grazie al nuovo sistema satellitare cinese più avanzato del GPS americano, in grado di fornire una precisione al centimetro, centinaia di migliaia di combattenti, una popolazione oramai forgiata alla resistenza. Tra l'altro, pare che siano arrivati nello stato persiano 2.000 missili nordcoreani.
Anche ieri Donald si è vantato con Re Carlo che la guerra è vinta, che gli armamenti iraniani sono stati distrutti, che i pozzi stanno per esplodere. Donald dimentica che per l'Iran la vittoria è continuare ad esistere, a creare un danno materiale enorme come sta già succedendo non solo agli States ma a tutto il globo, ad avere carte da giocare supplementari come lo stretto e come i missili che possono distruggere definitivamente i despoti del Golfo, oltre che determinare disastri a Tel Aviv e dintorni. Senza trascurare i cavi internet sui fondali dello stretto che possono essere tranciati.
La guerra se non si farà ora , grazie anche agli sforzi diplomatici in gran parte sotto traccia del Pakistan, della Russia, della Cina...è solo rimandata. Gli States potrebbero modificare le loro ambizioni grazie a possibili mobilitazioni popolari e al disaccordo dei circoli finanziari più influenti. Ma Israele, con il suo vittimismo paranoico, è ossessionato dalla guerra contro tutti. Un nemico a tutti i costi. La terza mondiale potrebbe essere scatenata, più che dagli Stati Uniti, proprio dalla furia indomabile di Israele

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