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sabato 17 gennaio 2026

La DEI in US sta perdendo potenza: succederà anche in Italia?

Shata Diallo, PhD

Head of Social Impact Strategy, Programs & Research @Fondazione Libellula | DE&I Advocate | Ph.D in Organizational Psychology and DE&I | TEDx Speaker


Dagli Stati Uniti arriva una brutta notizia sulla DE&I al giorno. Ormai uno tsunami. È un’ondata di scetticismo, disillusione e tagli netti alle politiche di Diversity, Equity e Inclusion (DEI). Mentre rifletto e ascolto Shaboozey (che mi piace tantissimo e mi fa molta simpatia, perchè è un incredibile artista country nero) penso che qui in Italia una domanda sorge spontanea: se negli Stati Uniti la DEI sta perdendo terreno, accadrà anche in Italia?

Cosa sta succedendo in US e perché

Negli Stati Uniti molte aziende stanno rivedendo o eliminando i programmi DEI. Un esempio su tutti? Hollywood. Dopo le promesse fatte nel 2020 all’apice dei movimenti Black Lives Matter, l’industria dell’intrattenimento aveva dichiarato guerra al razzismo sistemico. Molte di quelle promesse, inizialmente cariche di aspettative, si sono rivelate nel tempo iniziative di facciata, incapaci di tradursi in un cambiamento reale e duraturo. Nonostante l’entusiasmo iniziale la DEI è scivolata progressivamente in secondo piano per una serie di motivi strutturali: i tagli ai budget hanno privato i programmi di risorse fondamentali per continuare a operare. 

Una storia sotto falsa bandiera


CARLOS SÁNCHEZ

È così che si scrive la storia, attraverso l'infamia, attraverso i titoli. Spesso è completamente falsa, a volte solo in parte.


Lo shock pandemico

Questa settimana ricorre il quinto anniversario in Spagna dello stato di emergenza dichiarato da Pedro Sánchez. Ero una persona molto diversa allora, forse più ingenua. Ricordo con perfetta chiarezza quel 14 marzo, quando sentii il presidente Sánchez, con la sua retorica melliflua, sospendere praticamente tutto il Titolo I della Costituzione spagnola con un colpo di penna. Devo ammettere che provo una certa vergogna per essere stato ingannato, ma la verità è che le parole di Sánchez, in quel momento, mi portarono un sollievo temporaneo, mettendo momentaneamente a tacere il rumore circostante. Tuttavia, mi sono sempre considerato uno scettico, un osso duro. Nel 2008, quando mi capitò tra le mani *The Shock Doctrine* di Naomi Klein , mi convinsi che leggerlo mi avrebbe dato una certa capacità di anticipazione nel caso in cui avessi mai dovuto vivere una situazione simile a quelle descritte nel libro. Confidavo di riuscire a distinguere uno shock sotto falsa bandiera quando me lo trovavo proprio davanti, davanti agli occhi. Eppure, ancora una volta, sono stato ingannato.