Home

giovedì 12 febbraio 2026

NATO & C. / ECCO COME CRESCE “DSR”, LA SUPER BANCA ARMATA

  

LA VOCE DELLE VOCI: Inchieste/ 10 Febbraio 2026 di: Andrea Cinquegrani

Altro che negoziati di pace e voglia di dialogo con il mondo!

Da circa un anno sottotraccia, alla chetichella, una buona fetta dei paesi occidentali guidati dalla NATO griffata Mark Rutte ha deciso di metter su una SUPER BANCA ARMATA, un colosso capace di dotarsi subito d’una base da oltre 100 miliardi di dollari e di rastrellarne a breve altri 150.

Si chiama ‘DEFENCE, SECURITY AND RESELIENCE BANK’, DSR Bank per i suoi già tanti fans: solo sulla carta votata alla difesa, sicurezza e resilienza dei paesi aderenti, in realtà una gigantesca macchina da guerra per finanziare l’industria delle armi e preparare l’assalto alla Russia. Il suo assetto, cominciato nella primavera 2025, sarà messo a punto entro la fine di quest’anno.

Tutto all’insegna del privato, del rastrellamento di risorse in tutti i modi possibili e immaginabili per rafforzare a dismisura le industrie armate private e – caso mai – per dar vita ad un esercito mercenario privato. Il top dei top.


Veri crimini di guerra celebrati sotti i vessilli NATO, UE e di mezzo Occidente tanto democratico, tanto liberale, tanto assetato di pace e di dialogo. Ai confini della realtà.

COME NASCE LA DIRTY STORY

Ne siamo venuti a conoscenza per caso. Nei giorni scorsi, in rete, è rimbalzata una notizia in arrivo dal Canada che ci ha subito fatto drizzare le antenne.

Il 5 febbraio, infatti, la ‘TORONTO DOMINION BANK’, ha diramato una nota in cui comunica di aver appena entusiasticamente aderito al progetto DSR Bank. Così afferma, gonfiando il petto, il suo Ceo, Raimond Chun: “Mentre il Canada e i suoi alleati intensificano l’attenzione sul rafforzamento della difesa, della sicurezza e della resilienza, Toronto Dominion si impegna a sostenere la base finanziaria che contribuisce a promuovere questi progressi”.

Una vera chiamata alle armi finanziarie per gli istituti canadesi: visto che negli stessi giorni si sono aggregate al maxi progetto le altre tre banche principali della nazione: ossia ‘ROYAL BANK OF CANADA’, ‘ CIBC’ e ‘SCOTIABANK’.

A questo punto, riavvolgiamo il nastro e partiamo dall’inizio della dirty story.

Procedendo per ordine cronologico, tra i media nostrani la palma d’oro della prima notizia diffusa in rete spetta di diritto al blog ‘Corriere dei militari – Le news per i cittadini in divisa’ che con gran tempismo, addirittura il 3 marzo 2025, annuncia con squilli di tromba: “E’ nata la prima banca armata”, testuale.  “Annunciamo la nascita della vera Difesa Europea con fondi che superano i 100 miliardi di euro garantiti dalla Bce e da esponenti di rilievo del mondo politico e della finanza. Il progetto si prefigge di fornire tutti i fondi possibili per garantire all’industria delle armi un costante rifornimento di forniture militari per il nuovo modello di Difesa”.

Passiamo a luglio 2025, perché DSR Bank fa rombare i motori.  Si svolge infatti a Londra il summit di una task force capeggiata dagli attuali vertici britannici: il Cancelliere dello Scacchiere  Rachel Reeves e il Segretario della Difesa John Haley. Lorsignore/i danno il loro pieno sostegno al progetto DSRB. La circostanza che il Regno Unito svolga un ruolo cardine in tutta la faccenda non è di poco rilievo: tenuto conto di fatti & misfatti che stanno in questi giorni venendo alla luce con il caso Epstein, dove salta fuori che Downing Street è stato un vero covo di spie & superfaccendieri, tanto che a breve, secondo i bookmakers, il governo Starmer finirà KO.

Un altro meeting, sempre nella capitale britannica, a metà settembre. Stavolta ne dà notizia l’ANSA che batte la notizia: “Il Gruppo di Sviluppo della Banca per la Difesa, la Sicurezza e la Resilienza ha convocato una riunione di alto livello nella City di Londra con la partecipazione di rappresentanti di 37 paesi, tra cui i membri del G7, della Commissione europea, della Nato, del Parlamento europeo, di banche globali e agenzie di rating”. E poi: “DSRB è stata concepita per integrare l’iniziativa SAFE della Ue, offrendo una piattaforma multilaterale più ampia che coinvolge la Nato e i paesi dell’Indo-Pacifico, mobilitando capitali globali per rafforzare la capacità di bilancio necessaria a finanziare le spese per la difesa nazionale e gli investimenti a medio e lungo termine per la resilienza”.

Uno degli obiettivi base è quello di agevolare tutti i paesi nel raggiungimento dello storico obiettivo stabilito in occasione del vertice NATO di giugno 2025: ogni Paese dovrà al più breve destinare il 5 per cento del PIL alle spese militari. Nella prospettiva di poterlo superare per fomentare ogni focolaio di guerra possibile, seguendo l’imperativo che da decenni – oggi più che mai – domina sovrano a Washington ed è pura legge alla Casa Bianca.

QUEL DEVELOPMENT GROUP

Diamo adesso un’occhiata ad un board molti significativo: ossia il ‘Development Group’ incaricato di coordinare azioni e iniziative finalizzate al decollo di DSRB. E’ composto  da un team internazionale di ex banchieri d’alto profilo, avvocati d’affari, finanzieri di rango, super esperti in investimenti per la difesa e nel settore della sicurezza.  Questo Dream Team ha sviluppato il progetto ed elaborato la bozza dello statuto DSRB.

Ecco le parole del suo Ceo, Rob Murray, ex alto ufficiale dell’esercito britannico ed ex responsabile innovazione della NATO: “Per troppo tempo abbiamo sottovalutato il ruolo del capitale nella difesa. Le banche che oggi si fanno avanti per sostenere il nostro progetto sanno che la deterrenza richiede potenza finanziaria, e questa nuova istituzione la garantirà”. E ancora: “La nostra DSRB multilaterale emetterà obbligazioni e garanzie di credito. Inoltre, l’unica opzione per risolvere la crisi della difesa deve includere gli Stati Uniti, perché l’Europa non ha da sola la capacità di raccogliere capitali né la capacità di competere con il colosso industriale-militare della Russia”.

Aggiunge il presidente del Development group, Kevin Reed: “Non si tratta solo di finanziare la difesa, si tratta di ridefinire la deterrenza nell’era moderna. Nel ventesimo secolo la deterrenza significava mobilitazione industriale. Nel ventunesimo significa  mobilitazione finanziaria. Le banche coinvolte nell’operazione, inoltre,  forniscono contributi di alto livello su strumenti di prestito sovrano, strutturazione del capitale, coinvolgimento degli investitori, consulenze sui rating, gestione del rischio, accesso ai mercati dei capitali di debito, garantendo che DSRB possa attrarre e mobilitare capitali in modo massiccio, rapido e sicuro”. Ma che volete di più dalla vita?

A questo punto vediamo quali sono le banche che si sono subito schierate in perfetto assetto di guerra, aderendo la progetto in un baleno; poi altre seguiranno certo, ammaliate da queste fantastiche idee.
 
BANCHE FINANZIANO LA SUPER BANCA (ARMATA)

Ecco quindi, in pole position, un pokerissimo di grossi istituti di credito a livello internazionale: JP Morgan-Chase, Commerzbank AG, ING Group N.V., RBC Capital Markets, Landesbank Baden Wurtemberg (LBBW).

Nel quasi totale silenzio mediatico, ovvia copertura di trame & dirty business made in NATO spacciati – in gergo meloniano –  come azioni preventive-difensive- legittime – vi consigliamo la lettura di un pezzo, vera mosca bianca nel deserto, appunto, informativo. Lo ha messo in rete, il 5 maggio 2025, ‘Valori-Notizie di finanza etica ed economia sostenibile’, DSR Bank: la nuova banca Nato che finanzia il riarmo.

 

Nella altrettanto  silenziosa bagarre di tali iniziative super guerrafondaie, vi ricordiamo che nell’altra quasi metà del mondo (pari al 40 per cento della popolazione mondiale), esiste ed opera da oltre un quindicennio una grande iniziativa per la cooperazione economica e commerciale a livello internazionale, quella dei BRICS, acronimo dei paesi fondatori (Brasile, Russia India, Cina, Sudafrica). Una decina d’anni fa è stato costituito un istituto di credito ad hoc, in grado di supportare le politiche di cooperazione: si tratta della ‘NEW DEVELOPMENT BANK’, presieduta, fin dall’inizio, da DILMA ROUSSEFF, ex presidente del Brasile e braccio destro dell’attuale capo di Stato carioca, Ignacio Lula da Silva.

La Voce ha scritto svariati pezzi sulle iniziative BRICS: basta andare alla casella CERCA e digitare la sigla per ritrovarne a iosa. Ecco l’ultimo: è di qualche giorno fa, per la precisione del 3 febbraio scorso,

CINA / DECOLLA IL SUPER YUAN, TRAMONTA L’ERA DEL DOLLARO

Un mondo spaccato letteralmente a metà, come una mela: BANCHE ARMATE e BANCHE PER LA COOPERAZIONE.

Ma all’Occidente e agli USA, uber alles, spetta il primato di Democrazia & Libertà…

Fonte originale: https://www.lavocedellevoci.it/2026/02/10/nato-c-ecco-come-cresce-dsr-la-super-banca-armata/ 

 

Nessun commento:

Posta un commento

grazie del tuo commento