- L'agenzia francese di disinformazione Viginum ha accusato la società israeliana di cybercriminalità BlackCore di aver interferito nelle elezioni municipali in Francia, a New York, in Scozia, in Angola e in Togo.
- BlackCore avrebbe preso di mira candidati politici filo-palestinesi, tra cui il sindaco di New York Zohran Mamdani e il primo ministro scozzese John Swinney.
- Il primo ministro francese Sébastien Lecornu ha formalmente richiesto chiarimenti a Israele in merito alle operazioni di BlackCore.
- BlackCore si descriveva come una "società d'élite nel settore dell'influenza, della sicurezza informatica e della tecnologia" prima di rimuovere la propria presenza online in seguito alle critiche dei media.
- Le accuse giungono in un contesto di deterioramento delle relazioni tra Francia e Israele a causa delle operazioni militari israeliane in Libano e a Gaza.
Un'inchiesta francese rivela una campagna informatica globale
Le autorità francesi hanno scoperto prove che una società informatica israeliana, sospettata di aver interferito nelle elezioni amministrative francesi di marzo, si è intromessa anche nelle votazioni di New York e della Scozia, operando contemporaneamente in due paesi africani, come annunciato giovedì dai funzionari.
Questa rivelazione segna una significativa escalation delle preoccupazioni internazionali in merito alle interferenze digitali straniere e solleva interrogativi sulla portata delle operazioni informatiche legate a Israele e dirette contro figure politiche filo-palestinesi in tutto il mondo.
Marc-Antoine Brillant, capo dell'agenzia governativa francese per il rilevamento della disinformazione Viginum, ha dichiarato in una conferenza stampa che le analisi tecniche hanno collegato BlackCore, con sede a Tel Aviv, a campagne di interferenza digitale in diversi continenti.
"Questo modus operandi non si è limitato alle elezioni comunali in Francia", ha affermato Brillant. "Sembra essere stato utilizzato anche per condurre operazioni di interferenza digitale all'estero in altri paesi o regioni, come Angola, Togo, le elezioni in Scozia e le elezioni comunali del 2025 a New York".
Elezioni e candidati mirati
L'indagine ha identificato account collegati a BlackCore che prendevano di mira John Swinney, primo ministro scozzese, il quale ha descritto la campagna israeliana a Gaza come una "catastrofe umanitaria causata dall'uomo" e ha suggerito che nell'enclave palestinese potrebbe essere in corso un genocidio.
Per quanto riguarda New York, Brillant non ha esplicitamente indicato i suoi obiettivi per le elezioni a sindaco del 2025, ma le elezioni furono vinte da Zohran Mamdani, un socialista autoproclamato e sostenitore di lunga data della Palestina, che divenne il primo sindaco musulmano eletto della città.
Il primo ministro francese Sébastien Lecornu ha confermato che Parigi ha chiesto a Israele chiarimenti in merito alle azioni di BlackCore e assistenza nell'identificazione dei mandanti delle campagne diffamatorie.
"Non dubito minimamente che se un gruppo privato francese, per di più proveniente dal territorio francese, si fosse reso responsabile di interferenze digitali straniere in Israele, avrebbe fatto lo stesso con il suo ambasciatore presente sul posto", ha dichiarato Lecornu.
Profilo aziendale e risposta
Prima di rimuovere il proprio sito web e la pagina LinkedIn in seguito alle richieste dei media, BlackCore si descriveva come "un'azienda d'élite specializzata in influenza, sicurezza informatica e tecnologia, creata per l'era moderna della guerra dell'informazione", che forniva a governi e campagne politiche "strategie all'avanguardia, strumenti avanzati e una solida sicurezza per plasmare le narrazioni".
L'azienda non ha risposto alle ripetute richieste di commento.
L'ambasciata israeliana a Parigi ha confermato che la Francia si è messa in contatto con Israele, dichiarando di essere in attesa di dettagli dall'inchiesta francese per poter condurre una propria indagine.
"Israele non ha ovviamente alcuna intenzione di interferire nel processo politico francese, né a livello nazionale né a livello comunale", ha dichiarato l'ambasciata in un comunicato.
Contesto più ampio di relazioni tese
La controversia si sviluppa sullo sfondo di relazioni franco-israeliane sempre più tese. Parigi ha condannato gli attacchi israeliani in Libano, ex territorio sotto mandato francese, che hanno causato un numero crescente di vittime civili.
La Francia ha inoltre impedito l'ingresso nel Paese al ministro della sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben-Gvir, dopo che questi aveva pubblicato un video in cui scherniva attivisti bendati e legati con fascette di plastica provenienti da una flottiglia umanitaria di Gaza, tra cui figuravano anche cittadini francesi.
Ross Colquhoun, responsabile del settore digitale del Partito Nazionale Scozzese (SNP), ha dichiarato a Reuters che durante le elezioni scozzesi di maggio, le piattaforme social del partito "sono state oggetto di un livello senza precedenti di reazioni negative e commenti provenienti da account che sembravano essere bot generati dall'intelligenza artificiale".
Nel frattempo, Brillant ha riconosciuto che l'indagine di Viginum "non ha permesso di identificare lo sponsor o gli sponsor, se effettivamente esistono, dietro questa interferenza digitale straniera".
importanza storica
Il caso BlackCore rappresenta uno dei casi documentati più completi di un'azienda informatica privata che avrebbe condotto operazioni di interferenza elettorale simultaneamente in diverse nazioni sovrane. Storicamente, l'ingerenza elettorale è stata associata ad attori statali, il che rende il coinvolgimento di un'azienda privata israeliana particolarmente rilevante.
Le accuse sottolineano inoltre come il conflitto israelo-palestinese sia diventato una linea di faglia centrale nella guerra dell'informazione digitale globale, con figure politiche filo-palestinesi che si ritrovano sempre più spesso bersaglio di sofisticate campagne informatiche.
Mentre la Francia preme su Israele per ottenere risposte e le altre nazioni colpite valutano le proprie reazioni, il caso solleva interrogativi fondamentali sulla responsabilità delle aziende private di cybersicurezza che operano oltre i confini internazionali e sull'adeguatezza dei quadri giuridici esistenti per affrontare tali interferenze.
Fonti: RT.com, Reuters.com, UNN.ua

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