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sabato 26 settembre 2026

Ecco a voi l'ennesima false flag contro la Spagna: Droni Russi, Traditori, Finti Hacker, Dis-Servizi, Treni, Gas e Becera Propaganda di Regime


Chris Barlati

La puzza di attentato torna a farsi insopportabile: minacce a Sánchez, pretesti assurdi di un attacco russo, falsità ripetute fino alla nausea, corruzione ed apatia delle forze di polizia e della (in)giustizia. Pochi, pochissimi se ne sono accorti, mentre la narrativa avanza indisturbata e nessun politico in Spagna trova ancora il coraggio di dire la verità. Ma veniamo al dunque.

1. Nell'assurda serie di notizie pubblicata da El Mundo si legge, con disarmante chiarezza, che la Spagna — paese dal maggior e unico commercio con Russia e Cina in Europa — sarebbe il bersaglio prediletto della Russia - e non solo per i suoi scandali di corruzione e per il suo commercio, diciamo, "discutibile" (ironia). Un controsenso lampante, che dimostra come anche la "corruzione" spagnola sia eterodiretta dagli Stati Uniti, proprio come ai tempi di Mani Pulite.

2. Sempre secondo la narrativa, rivelatasi una colossale bufala, si sostiene che la Spagna, per non aver voluto aumentare la spesa militare, sia il bersaglio preferito insieme al Regno Unito — mentre l'evidenza dimostra che infrastrutture strategiche da colpire non ve ne sono; e lo ribadisce, a ben vedere, la stessa serie di articoli. Dando la parola agli "esperti", infatti, costoro affermano che la Spagna non è l'obiettivo più in vista dei russi. E allora, perche' ''bombardare'' con questi allarmi? A pensar male, puzza da messaggino terrorista, o da preparazione per una false flag (che malpensanti che siamo).

3. Rubén Gisbert, attivista spagnolo, ha visto con chiarezza la preparazione di una false flag, sullo sfondo dell'ultimo accordo tra Algeria e Spagna in materia di gas. Lo stesso accordo spiega anche la false flag del caso Jabaroot, creata e ingigantita dall'estrema destra sionista e da sedicenti "esperti di intelligence" i quali, privi di competenze e di prove, avevano giudicato assolutamente credibile la ridicola rivelazione delle 70 mila spie, solo perché ''vincolata'' alla Russia (che poi non e' vero, ma tralasciamo...). Poco dopo, infatti, Jabaroot ha minacciato il governo di Madrid, sostenendo di possedere i dati Pegasus esfiltrati ai membri di Governo. 

La riprova che si trattava di pura menzogna, di un'operazione di scarsissimo livello intellettuale — e di un tentativo di discredito diretto alla Spagna, a vantaggio del Marocco e degli Stati Uniti — sta nel fatto che, secondo la stessa versione di Jabaroot, il re non aveva colpe: le aveva solo il suo braccio destro dei servizi segreti, che aveva persino spiato il monarca. Insomma, un falso fatto malissimo, come tutte le operazioni di delegittimazione nate in un'ambasciata israeliana o statunitense (accuse contro di me e di terrorismo contro i filopalestinesi di Bilbao). 

A tal proposito, consigliamo la lettura della nostra analisi sugli utili idioti.


4. La crisi di Ceuta, leggendo sempre la serie di articoli de El Mundo, si spiegherebbe anche con lo scaricamento di 900.000 barili di petrolio russo nel relativo porto. Nella pubblicazione, infatti, non si nasconde una sorte di irritazione per un simile gesto profano, arrivando a lodare gli storici nemici di Spagna, ovvero Francia e Regno Unito, che invece reprimono senza sosta e senza prove (Francia e Regno Unito, grandi finanziatori e alleati dell'estrema destra spagnola ''patriota'').


5. In questi giorni hanno anche "hackerato", parallelamente, le imprese Renfe e Adif con una IA ''simile'' ad Anthropic (un'ammissione che sono stati gli statunitensi, quindi?), esfiltrando un'enorme mole di dati. La coincidenza tra "minaccia russa", "attentato" e "attacco hacker" — quando infrastrutture critiche atlantiche non ve ne sono — smaschera con evidenza le false flag anti-spagnole: da Ceuta ai veri "disinformatori russi", dalle destabilizzazioni di finti gruppi hacker fino alla campagna dell'estrema destra trumpiana e sionista legata ad Anonymous, in realtà proiezione dei servizi inglesi e atlantici, che soffia sul conflitto e sull'aumento delle spese in armi. I traditori di Spagna, legati a doppio filo alla base di Trump in Italia, sono alla luce del sole.

Sull'incidente di Adamuz abbiamo già scritto, poiché sospettiamo si tratti di un sabotaggio; e anche sui "blackout" abbiamo dichiarato, e dimostrato, che il fattore esterno non è da escludere. Del resto, l'ammissione di Trump di possedere armi capaci di colpire dallo spazio, in grado persino di provocare disturbi elettrici — come egli stesso ha dichiarato a proposito del Venezuela — conferma ulteriormente che il governo socialista mente, e mente per timore: poiche' e' infiltrato e ostaggio di un gruppo di mercenari pronti a realizzare attentati in qualsiasi momento, protetti da determinati reparti traditori spagnoli d'intelligence

Sa Defenza ha sempre affermato che lo scopo di tutte queste false flag è distruggere la distensione tra Spagna, Cina e Russia, e che l'obiettivo ultimo è la chiusura del Mediterraneo, con una guerra tra Madrid e Rabat, in cui l'Italia della traditrice Giorgia Meloni — marionetta di Alfredo Mantovano e della politica della guerra — ha un ruolo prioritario.

A operarle sono, in realtà, traditori spagnoli annidati nei corpi di polizia corrotti, filtratori di professione, procure compiacenti e agenti dei servizi: tutti appartenenti alla setta Epstein, specializzati nel falsificare prove e direttamente legati all'Italia — base del trumpismo in Europa e dei programmi spia (disinstallate immediatamente Telegram).

Email di contatto:

jk9lmbm1p@mozmail.com

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