lunedì 3 marzo 2014

Un processo sardo di produzione "biopolitica"

    Paulu Leone Cugusi Biancu


  • Le ELEZIONI NAZIONALI SARDE hanno avuto il loro esito.
  • Le ELEZIONI EUROPEE di maggio sono alle porte.
  • TRE MESI di tempo sono un periodo BREVE.
Tanti si pongono la domanda seguente: "data l'attuale Legge Elettorale (che, a meno di rivoluzioni nel Collegio unico Sicilia-Sardegna, l'attuale governo non farà) quale scelta per avere un sardo eletto?

Alcuni si son mossi e altri stanno per muoversi, anche se in ordine sparso, sulla scia di precedenti proposte di legge ma "IL MONDO POLITICO SARDO" fa ancora tanta fatica a capire che un rappresentante dell'intera Nazione Sarda lo si potrebbe avere solo sommando i Sardi che non sono andati a votare, da aggiungere a tutti gli altri che, alle Elezioni Nazionali Sarde, non hanno votato ne per CSX e ne per CDX.

Un POLO, BLOCCO, FRONTE s'avrebbe da fare ma prima bisognerebbe scegliere un potenziale Candidato.
  • E' pensabile ?
  • E' possibile ?
  • E' auspicabile ?
  • E' concretizzabile ?
Il BLOCCO, FRONTE, POLO dovrà essere l'Insieme (per scegliere il Potenziale Candidato) di coloro che esprimono visioni, strade e metodi non sempre coincidenti, ma anche e, pur sempre, interpretazioni di una stessa realtà.
Al momento, un tale INSIEME dovrebbe essere un "COGITANDO", cioè un fattore di una coalizione possibile a cui dare gambe immediatamente, in grado di reggere l'impatto e lo scontro politico con chi é contrario.

I vari PROTAGONISMI andrebbero banditi, i molti vari EGO che si sopra valutano lasciati per loro conto, in modo da operare con successo, facendo prevalere i punti concreti di programma che metta tutti d'accordo, senza le  divisioni ideologiche sui tempi di un percorso comune, non più attinenti al mondo in continua trasformazione.

Bisogna predisporre un'operazione per un risultato a termine: l'elezione di un rappresentante della Nazione Sarda al Parlamento europeo, espressione di tutti quei sardi che non accettano di essere un elemento di quell'Italia, che ha sempre dato dimostrazione di considerarci nient'altro che una appendice sgradevole della Penisola.

A mio parere manca, però, l'ELEMENTO essenziale ovvero la presenza " di un Sardo Elettore a 360 gradi", e cioè un prodotto "biopolitico" che si affaccia timidamente sulla scena, occupata ancora dai tanti "coiles".




Come si potrebbe descrivere un tale tipo di elettore ?

(a) - uno impegnato in processi di cooperazione continua per superare le varie micro-conflittualità presenti in ambito identitario, in modo da comporre quell'insieme ampio,che sviluppi un tessuto formale fra i vari movimenti e le diverse singolarità.

(b) - è COLUI CHE costruisce, nei processi di cooperazione, norme di comunicazione condivisa, sviluppando la capacità cognitiva dei più e moltiplicandola, in grado di produrre più conoscenza (da condividere in RETE).

(3) - egli dovrà essere uno che, attraverso i processi di cooperazione, stimolerà"SENTIDUS e valori che appartengono all'Insieme" per stabilire un impatto efficace, immediatamente politico ed economico........., che A. Manukyan, definisce "processo di produzione biopolitica".




note 
Il ricorso al concetto di "biopolitica" oggi sta conoscendo una notevole fortuna, soprattutto presso autori che si sforzano di pensare le nuove condizioni dell'agire politico nel contesto delle trasormazioni sociali e tecnologiche del nostro tempo. Anche se è al nome di Foucault che solitamente lo si lega, il temine non è propriamente foucaultiano. L'ambizione del presente volume, infatti, è proprio quella di illustrarne la storia e le applicazioni nei vari ambiti, dalle sue origini, agli sviluppi più recenti, attraversando circa un secolo di riflessioni. Con biopolitica Foucault indica i fenomeni che riguardano il governo dei viventi e le trasformazioni che fanno della vita la posta in gioco per la politica. L'entrata della vita nei calcoli del governo obbliga a ripensare i termini che definiscono la politicità dell'uomo, a elaborare categorie di analisi alternative rispetto a quelle classiche di sovranità e legge, ad analizzare i rapporti tra produzione dell'uomo e tecnologie del governo. Negli ultimi anni il tema della biopolitica si è aperto a numerosi sviluppi, qui esemplificati attraverso autori come Agamben, Rancière, Latour, Haraway, Robinow, Fere-Heller, Hardt-Negri, Esposito, che da diverse angolazioni continuano a mettere a tema il rapporto che stringe la vita e il potere.ombrecorte.
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