giovedì 19 febbraio 2015

La crisi creata dai bankster e dalla finanza mondiale ha trovato la via d'uscita al problema disoccupazione e della vecchiaia impossibile per il taglio delle pensioni, mentre in Svezia si taglia la Sanità per gli ultra75enni in Lituania si detta la linea Mengeliana del futuro europeo dei suoi ignari cittadini, si parte dal caldeggiare la compassione per i malati terminali per passare ai non "produttivi vecchi e magari giovani incollocabili" in una società iperliberista che mette al primo posto la competitività estrema, anteponendosi  alla socialità, alla solidarietà e alla democrazia.

Sa Defenza 

L'eutanasia potrebbe essere un'opzione per il povero, dice il ministro della sanità Lituano...

Michael Cook



Il nuovo ministro della Sanità lituano, Rimantė Šalaševičiūtė

L'eutanasia potrebbe essere necessaria per i poveri malati che non possono accedere alle cure palliative, ha suggerito il nuovo ministro della Salute lituano. Rimantė Šalaševičiūtė ha prestato giuramento all'inizio di questo mese (ndt luglio 014),e già sostiene una discussione aperta sulla legalizzazione dell'eutanasia.

Senza fare alcuna proposta concreta, ha detto ai media locali che la "Lituania non è uno stato sociale per cure palliative a disposizione di tutti e che l'eutanasia potrebbe essere un'opzione per le persone che non vogliono a tormentare i parenti con lo spettacolo della loro sofferenza."

Il ministro ha esposto anche l'idea dell'eutanasia per i bambini . Ha notato che questa opzione è stata approvata per i bambini belgi, dopo un lungo dibattito pubblico. E' una scelta che potrebbe essere opportuna anche in Lituania dopo il dibattito pubblico.

La signora Šalaševičiūtė dovrà affrontare una dura battaglia nella sua campagna per introdurre i lituani all'eutanasia. Molti medici e la Chiesa cattolica si oppongono. Il Dr Andrius Narbekovas ,  è sia un prete che  medico, e membro della commissione bioetica del Ministero della Sanità, ha detto ai media:

"Il Ministero della Sanità dovrebbe proteggere la salute e la vita, invece di cercare modi per procurare la morte. Inutile dire che si tratta di una strada... vantaggiosa e conveniente ... Ma una società democratica dovrebbe capire che dobbiamo prenderci cura dei malati, non ucciderli. "



mercoledì 18 febbraio 2015

SARDINYA CAGLIARI: La lotta della Grecia è la nostra lotta facciamo la nostra parte!

CAGLIARI: Giovedì 19.02.2015 a partire dalle ore 17.00
Presidio di solidarietà in Via Garibaldi di fronte al Consolato greco

SARDINYA ΚΑΛΙΑΡΙ: Η ΚΑΤΑΠΟΛΕΜΗΣΗ ΤΗΣ ΕΛΛΆΔΑ ΚΑΙ «ΚΑΤΑΠΟΛΕΜΗΣΗ ΜΑΣ κάνουμε το μέρος μας!


Il ricatto della BCE al nuovo governo greco è un ricatto contro tutti noi. Il momento è ora, per fare in tutta Europa come hanno fatto i greci: alzare la testa e non avere paura.

Siamo tutte/i in gioco: La lotta della Grecia è la nostra lotta, facciamo la nostra parte

I promotori, nell’indire questa manifestazione pensano sia irrisoria la manovra del governatore della banca centrale europea di immettere sul mercato la somma di 720 miliardi di euro da parte della BCE. Si giudica ipocrita il comportamento di chi da un lato si dice amico e perfino fan di Tsipras e di Syriza e dall’altro saluta festante la manovra del governatore della banca europea, noi pensiamo che questa manovra riuscirà a chi fa il mestiere di speculatore di arricchirsi di più e a favorire ,  la perpetuazione dell'austerity e con essa l'abbattimento ulteriore delle condizioni di vita delle masse popolari . 

Il debito pubblico appositamente creato per mettere in ginocchio i paesi del'America latina e dell'Africa dall'impero americano e da quello europeo è stato lo strumento principale usato per imporre alla nazione aggredita politiche di tagli, di rinuncia alla difesa dei beni pubblici, di concessioni alle multinazionali per lo sfruttamento brutale del territorio, di privatizzazioni, condannando le popolazioni alla miseria e nei casi più gravi alla fame. 

Ora è la volta dell'Europa . Naturalmente le oligarchie politico-finanziarie iniziano con particolare avidità dalle vecchie periferie :IrlandaPortogallo, Spagna,  Italia, Grecia denominate con dispregio calcolato : PIIGS . Ed intanto si prepara la trappola per il resto del continente...

Chiariamo subito. Non è sul debito il vero scontro tra i PIIGS e la Troica ma è sulle "riforme" . La BCE ha elargito alle istituzioni finanziarie 4.000 miliardi di euro in pochi anni e può benissimo annullare parte del debito allo scopo di rilanciare un'economia asfittica che alla lunga non conviene neanche all'imperatrice Germania

Ma in questo caso la Troica, molto abile nel provocare ondate speculative , perderebbe il suo potere di ricatto per raggiungere i suoi veri obiettivi che coltiva fin dalle sue origini : le"riforme" necessarie al raggiungimento del potere assoluto delle multinazionali che dovrebbe compiersi definitivamente con accordi internazionali tipo: il TTIP , con le RDIE ,con TISA.

Il trionfo elettorale di Syriza segna una crepa nella rete politico-monetaria dell'Austerity e va salutato con grande partecipazione da chi ha sempre lottato contro l'austerity e i governi servili che la imponevano a tutto un popolo . 

La Grecia con Tsipras potrebbe costituire un esempio per tutta l'Europa mediterranea e ciò è fonte di grande preoccupazione per Berlino e per la Troica.

Il timore non è solo una possibile procedura di cancellazione di una parte del debito che venga richiesta dai Piigs ma anche e sopratutto il blocco delle "riforme" che potrebbe essere preteso non certo dai maggiordomi del potere ma da grandi manifestazioni di massa . 

Già oggi molte piazze europee hanno voluto dimostrare la loro solidarietà ad un programma politico che seppure ambiguo e in certi punti per nulla convincente ha avuto l'indubbio merito di smuovere grandi masse , di restituire dignità ad un popolo e di ridare fiducia a quanti in Europa hanno visto passo dopo passo perdere diritti conquistati lungo decenni di lotta

Beni pubblici svenduti, servizi esternalizzati, Atene non deve essere lasciata sola.  

I lavoratori europei non devono farsi abbacinare dai sacerdoti dell'austerity e devono invece occupare in massa le piazze e radicalizzare le lotte . 
La sconfitta di Syriza, un cedimento del programma elettorale sarebbe un disastro politico che riguarderebbe non solo la Grecia ma tutta l'Europa...e senza una grande partecipazione popolare-crediamo- sarebbe inevitabile.

CAGLIARI: Giovedì prossimo 19.02.2015 a partire dalle ore 17.00 

Presidio di solidarietà in Via Garibaldi di fronte al Consolato greco



per adesioni:
Salvatore  3472723955   salang@alice.it

Antonello 3477584275 antonelloboassa@gmail.com
La BAYER appare povera al fisco.
Giuste tasse per le multinazionali!



La compagnia chimica e farmaceutica BAYER sposta sistematicamente i profitti in paesi a tassazione ridotta. In questo modo, la multinazionale riduce il suo carico fiscale a spese dei contribuenti in Germania, Stati Uniti e Francia.

La BAYER, nella sola Olanda, ha 15 compagnie sussidiarie. Ma questo ha poco a che vedere con i sentimenti patriottici del suo amministratore delegato, Marijn Dekkers. La vera ragione è che l'Olanda promuove aggressivamente la sua offerta di risparmio sui profitti commerciali. L'uso di proprietà intellettuale e di marchi d'affari, per esempio nelle cosiddette "patent boxes", è tassato solo al 5%. Quindi le sussidiarie della BAYER in Germania o nel Regno Unito, possono portare le spese per la licenza dell'aspirina, in detrazione fiscale, mentre queste stesse spese fanno poca differenza sui profitti in Olanda. Il paese va bene anche per ospitare una banca interna della Compagnia che presta soldi alle varie divisioni per fare investimenti. L'interesse sui crediti riduce le tasse in Germania, ma non riduce i profitti a Mijdrecht, dove ha sede la BAYER WORLD INVESTMENTS B.V.

Nel 2012 la BAYER ha trasferito azioni per un valore di 1,4 miliardi di euro dagli Stati Uniti alla BAYER WORLD INVESTMENTS in Olanda. La sussidiaria BAYER GLOBAL INVESTMENTS ha ricevuto 536 milioni di euro dalle divisioni francesi e la BAYER CAPITAL CORPORATION ha concesso prestiti per 1,3 miliardi di dollari in Olanda.

La BAYER usa anche il Belgio per evadere le tasse, perché il paese consente gli interessi sulle azioni. Nel 2011 la Compagnia ha raddoppiato i fondi della sua sussidiaria ad Antwerp, portandoli a 8 miliardi di euro e ha poi trasferito quasi completamente un profitto di 254,8 milioni di euro in Germania. In Belgio ha dovuto lasciare solo 10,8 milioni di euro equivalente alla quota di tasse del 4,3 per cento. In Lussemburgo la BAYER approfitta delle concessioni sulle assicurazioni. In questo paese hanno la sede le sue due compagnie di assicurazioni, INDURISK RUECKVERSICHERUNG AG e PANDIAS RE AG.


Il trucco è quello di fare i profitti dove non vengono tassati e le perdite dove il fisco è minaccioso. Il Capo del settore Strategie e Portafoglio della BAYER, Werner Baumann, chiama questa tattica "variazione nella distribuzione geografica dei risultati". Baumann è il capo del dipartimento Progetto Fiscale Globale. Gli impiegati di questo dipartimento lavorano, tra le altre cose, sulla "pianificazione fiscale" e sui "prezzi di trasferimento", cioè calcolano i prezzi per gli scambi, tra compagnie interne, di marchi, licenze e prodotti finiti.
La fuga dalle tasse è molto dannosa per la società. Lo si può vedere nella città tedesca di Leverkusen, dove è situato il quartier generale della BAYER. Sebbene la BAYER sia la compagnia tedesca di maggior valore, Leverkusen ha problemi economici da due decenni. Alcuni anni la municipalità è stata costretta a introdurre bilanci di emergenza perché la BAYER paga pochissime tasse e in certi anni come il 1999, il 2001, il 2003 e il 2004 niente del tutto

L'ultima notizia catastrofica per Leverkusen è del maggio 2014 ed è collegata all'acquisizione, da parte della BAYER, della MERCK's per i prodotti da scaffale in libera vendita. Annunciando l'acquisto, la Compagnia ha dichiarato: "La BAYER si aspetta notevoli riduzioni fiscali a un anno dal completamento dell'affare". Nella sola Leverkusen si perderanno decine di milioni di tasse. Quest'anno la municipalità incasserà soltanto 60 milioni di euro dalle tasse sul commercio di tutte le compagnie. Per fare un confronto, nel 1990 la sola BAYER pagò oltre il doppio di quella cifra.


La riforma tedesca del 2001 del regime fiscale per le multinazionali, ha giocato un ruolo significativo nella riduzione delle tasse pagate dalle multinazionali tedesche. Da allora e per anni, la BAYER non ha pagato tasse sul commercio né sui profitti. Tra il 1997 e il 2000 la Compagnia ha pagato circa un miliardo di euro all'anno di tasse. Nel 2009 la cifra era scesa a 511 milioni e a 411 milioni nel 2010. La "legge d'oro" che ha reso possibile tutto questo è stata presentata da Heribert Zitzelsberger, ex capo del dipartimento fiscale della BAYER, spedito dalla Compagnia al Ministero delle Finanze della Germania


La Coalizione contro i pericoli derivanti dalla BAYER (CBG GERMANIA) chiede la fine di questa distruttiva corsa all'eversione fiscale. Jan Pehrke del Consiglio della Coalizione afferma: "Il fatto che la BAYER, contribuisca poco o nulla al finanziamento della comunità è inaccettabile. La compagnia continua a non assumersi le sue responsabilità verso il pubblico, a spese del contribuente che deve saldare il conto pagando più tasse e imposte. E' ora di fare qualcosa perché le grandi compagnie si accollino la loro parte del peso fiscale!". La Coalizione sta monitorando la BAYER dal 1978


lunedì 16 febbraio 2015

SARDINYA: Terna ci riprova. Tirrenia si prepara. 

I monopòli di Stato giocano a Monòpoli

Paolo Maninchedda
sardegnaeliberta


Ieri la Rai ha intonato il coretto al laboratorio tecnologico di Terna a Codrongianos, sinfonia vocale appena attenuata dall’intelligenza di Paolo Mastino che almeno ha detto ai telespettatori che le batterie di Codrongianos non sono rose senza spine.

Riepiloghiamo alcuni temi.

Non è vero che il sistema elettrico della Sardegna sarebbe in equilibrio col solo santuario elettrico di Codrongianos attivo. 

Ossia non è vero che il sistema si reggerebbe se le centrali di Porto Torres, Ottana e Portovesme chiudessero.

Terna punta a negare l’essenzialità alle centrali sarde. L’essenzialità si traduce in soldi, cioè in produzione incentivata. 

Perché è nata l’essenzialità? Per due motivi, uno tecnico e uno sociale. Il primo è legato all’equilibrio della rete, il secondo è legato al sostegno in aree svantaggiate (per esempio non raggiunte dal gas) del sistema industriale.

Da chi viene pagata l’essenzialità? Dai cittadini, che la pagano in bolletta. Non da Terna, dunque, ma dai cittadini italiani.


La bolletta ha una composizione abbastanza semplice: per l’80% di oneri di sistema e il 20 di prezzo dell’energia

Nell’80% in cui ci sono tasse, accise e corbellerie varie, c’è anche l’essenzialità. Ma la parte da leone la fanno le quote destinate a remunerare chi, al tempo dei diversi conti energia, ha fatto impianti fotovoltaici ecc. L’incidenza dell’essenzialità sulla bolletta degli italiani è niente rispetto allo svantaggio dell’unica regione d’Europa senza gas

Ma che fa Terna? Per bocca del suo AD dice che la fine dell’essenzialità sarda vale 200 milioni di euro, che sembrano (e sono) tanti, ma rapportati all’intera anagrafe dei cittadini italiani si traduce in incrementi minimi. 

Viceversa, togliere 200 milioni di euro dall’economia della Sardegna è una mazzata mortale. Ma vi è di più: i cittadini italiani vedrebbero diminuire di qualche euro la loro bolletta per il risparmio sull’essenzialità sarda, ma i sardi non vedrebbero diminuire di niente la loro bolletta rispetto al ristoro del solare fatto in Italia e in Sardegna dai grandi gruppi padroni del sole di cui non mancano esempi, a suo tempo da alcuni celebrati, anche in Sardegna.

Qual è la posizione della Regione? La Regione dice che il tema dell’energia è legata da un lato alle famiglie e dall’altro alle industrie.  È chiaro che se si spengono le centrali prima che si sia avviato un processo di riconversione industriale verso produzioni innovative, è molto più difficile avviare il processo.



Non è un segreto che la Regione sta cercando di far decollare una nuova chimica. È noto che la Regione sta cercando di indurre Eni e Novamont a completare gli investimenti a Porto Torres sulla chimica verde; sta cercando di capire quali condizioni di contesto possano garantire nuovi investimenti a Ottana per far ripartire una chimica diversa, più redditizia e meno impattante; sta cercando di favorire il rapporto tra energia e industria nel Sulcis per riaprire le fabbriche o aprirne di nuove e di più stabili. 


Nel mezzo di questo sforzo titanico, che non si fa per decreto ma dialetticamente e per persuasione, Terna fa la splendida e dice: «Io ho le batterie, ho il monopolio delle reti e di voi non me ne importa nulla». Terna è il nuovo Marchese del Grillo, solo un po’ più educato.

È chiaro che il tema dell’energia è un tema strategico per noi sardi, più che per altri, perché siamo un isola. È chiaro che se avessimo un atteggiamento diverso, più riformista e meno attaccato a ‘su connotu’ noi dovremmo capire che dobbiamo rapidamente riorganizzarci, come presenza pubblica, nel settore dell’acqua, dell’energia e dei rifiuti

Dovremmo diventare più grandi, meglio organizzati, capaci di non farci divorare da grandi gruppi che si stanno aggregando proprio per essere irresistibili. 
Ma è altrettanto chiaro che per realizzare grandi disegni occorre un consenso che è superiore a quello politico e che oggi non c’è in Sardegna, per tanti motivi che non è il caso di analizzare ora. Ma la direzione, almeno per quelli che hanno il senso dello Stato (Sardo), deve essere chiara e in questa direzione Terna è chiaramente un avversario.



Un altro avversario è Tirrenia-Moby. Il quadro che sta emergendo dalla fusione Moby-Tirrenia è stato oggetto di una lunga conversazione fra me e l’assessore dei trasporti. 

Il quadro è terrificante e reso terrificante dal perimetro normativo tipicamente italiano. 
In sintesi, le rotte più propriamente turistiche, quelle del nord-Sardegna, oggi nei mesi estivi sono contributate dallo Stato, grazie alla convezione con la Tirrenia, ma non regolate rispetto alle tariffe. In poche parole, lo Stato dà 76 milioni di euro alla Tirrenia, ma la Tirrenia nei mesi estivi non ha obblighi rispetto alle tariffe. 
Perché? Perché, si diceva all’epoca, la tariffa sarebbe stata comunque calmierata dal mercato. 
Oggi il mercato non c’è più, di fatto, perché si è di fronte a un monopolista che non ha obblighi sulle tariffe. Questo è il quadro terribile sui trasporti che abbiamo ereditato. E adesso bisogna aprire un confronto che è certamente politico, ma è soprattutto legale, cioè non rapido.


domenica 15 febbraio 2015

Scienziati prove alla mano dichiarano: Alieni inseminano di vita la Terra...
tradusiu imprentau
de Sa Defenza
scienziati UK affermano che, la microscopica sfera catturata nella stratosfera, emette germe di vita...







Scienziati del Regno Unito sono un po sconcertati da una piccola sfera, l'oggetto circolare che hanno esaminato,  è microscopico, non più grande del diametro di un capello umano.

La University of Buckingham dell'UK riferisce che il piccolo mondo di metallo è stato scoperto da Milton Wainwright, un astrobiologo, nella polvere raccolta da un palloncino nella stratosfera della Terra, che ha volato alto sopra la superficie del nostro pianeta.

"E' una palla della grandezza, in termini di diametro, di un capello umano, si nota una espulsione filamentosa verso l'esterno dal centro, trasuda un materiale biologico appiccicoso", afferma Wainwright, vincitore del Premio Nobel. 
"La teoria è che sia stata inviata sulla Terra da qualche civiltà sconosciuta, al fine di continuare a inseminare la vita sul pianeta." ipotizza Wainwright.
"Quella che - è chiamata 'panspermia guidata' - in apparenza  ipotesi fantascientifica, probabilmente non viene presa sul serio da tutti gli scienziati, se non fosse per il fatto che è stata seriamente suggerita dal premio Nobel di fama mondiale per gli studi sul DNA , Francis Crick, passerebbe inosservata "ha detto Wainwright .
Panspermia è la teoria che dice che la vita si diffonde attraverso la galassia, e forse l'intero universo, una specie di  autostop su comete e meteoriti. E' la prima volta suggerisce F.Crick, un biologo molecolare, ha co-scoperto la struttura del DNA. In un articolo scientifico sulla panspermia, ha scritto:
Sembra improbabile che  organismi viventi extraterrestri possano raggiungere la Terra, sia come spore guidate dalla pressione della radiazione di un'altra stella che come organismi incorporati in un meteorite vivente. In alternativa a questi meccanismi ottocenteschi, abbiamo considerato direttamente la Panspermia, la teoria che gli organismi siano stati deliberatamente trasmessi alla Terra da esseri intelligenti di un altro pianeta. 
Concludiamo perciò, che è possibile, che la vita ha raggiunto la Terra in questo modo, ma che l'evidenza scientifica è inadeguata allo stato attuale da non poter dire nulla circa la sua probabilità. Richiamiamo all'attenzione il tipo di prove che possono gettare ulteriore luce sull'argomento.
Wainwright ha lanciato questi palloni nella stratosfera a quasi 17 miglia sopra la superficie della Terra. La scoperta di un piccolo segno di caduta dell'oggetto sferico atterrato sull'aerostato.
"Colpito il campionatore nella stratosfera, la microsfera ha fatto un cratere da impatto, la stessa cosa ha che causato un asteroide nell'impatto con la Terra,  un enorme cratere che ha fatto estinguere i dinosauri", ha detto Wainwright.
Naturalmente, Wainwright e il suo team hanno davanti a se una lunga strada da percorrere, prima che questa idea della inseminazione aliena  dallo spazio sia accettata dalla scienza moderna.
"A meno che, naturalmente, non siamo in grado di trovare i dettagli della civiltà che si suppone abbia inviato il pansperma, probabilmente è una teoria indimostrabile", ha ammesso Wainwright.

sabato 14 febbraio 2015

Mauro Pili deputato di UNIDOS : 
"Galsi riparte il progetto. I sardi risparmieranno il 40% dei costi energetici"


“Il metanodotto per portare in Sardegna il metano è un’occasione unica e irripetibile per far risparmiare ai sardi il 40% dei costi energetici. Ora che Algeria e Italia rilanciano il progetto la Sardegna deve essere protagonista. Le dichiarazioni di ieri dei ministri degli esteri italiano Gentiloni e algerino Ramtane Lamamra con le quali si riavvia di fatto il Galsi sono un’opportunità straordinaria per la Sardegna e la Regione deve essere in prima linea per sostenere questa strategia. 
Il fatto che i due governi algerino e italiano abbiano in maniera esplicita affermato la volontà di portare a compimento la diversificazione delle fonti energetiche con la realizzazione del metanodotto di connessione Algeria Sardegna Europa è un fatto nuovo e rilevante. Il contesto internazionale legato alla crisi Europa – Russia rende strategico ancor di più quel progetto che non a caso viene rilanciato dai due stati protagonisti: Algeria e Italia”.

Lo ha detto il deputato sardo Mauro Pili rivolgendo un’interpellanza al governo perché riferisca al parlamento i fatti nuovi che hanno portato a questa importante decisione di riavviare il progetto Galsi.


Pili, che da Presidente della Regione aveva fondato Galsi insieme al Governo Algerino e gli altri partner energetici, ha anche rivolto un appello alla Regione perché non perda questa occasione e riveda la decisione suicida di uscire dal Galsi.


E’ l’unico progetto europeo definito in ogni suo aspetto, ha le autorizzazioni, ed è l’unico progetto in grado di dare concretamente il metano alla Sardegna. Nessun altro progetto, tantomeno quello scellerato dei rigassificatori può consentire una distribuzione capillare del metano come il Galsi. Si tratta di un progetto in grado di cambiare la storia economica della Sardegna, a partire dall’investimento infrastrutturale per arrivare alla ricaduta economica del gas nella struttura produttiva e sociale dell’isola. E’ indubbio che tutto il sistema produttivo sardo verrebbe rilanciato in modo imponente così come le famiglie che avrebbero uno sgravio dei costi energetici tra il 30 e 40%”.



“Siamo ancora interessati al progetto (GALSI) e sosteniamo l'idea della diversificazione delle risorse energetiche" - aveva detto ieri il ministro degli Esteri Gentiloni durante una conferenza stampa tenuta insieme al suo omologo algerino – ribadendo che il Galsi rientra in "uno dei principali obiettivi della prossima riunione della commissione congiunta, che si terrà quest'anno a Roma, per individuare mezzi per promuovere questa cooperazione. "


“Oggi – ha detto Pili – il Galsi è più che mai strategico e occorre agire in tempi rapidi per evitare che l’Europa e l’Italia continuino ad essere sotto scacco del gas russo. La crisi internazionale tra Europa, Stati Uniti e Russia sulla Crimea e Ucraina apre nuovi scenari internazionali, fino a qualche settimana fa impensabili, che rendono decisivo nello scacchiere energetico internazionale il metanodotto Algeria-Sardegna-Europa. Si tratta di una svolta nella storia contemporanea e come tutti questi eventi, occorre riposizionare l’opera infrastrutturale energetica nel nuovo contesto. Davanti a questo scenario inedito il quale il progetto Galsi risulta essere una risposta immediata e urgente”.



“I numeri – sostiene Pili – parlano chiaro: l’Europa dipende per il 30% delle sue forniture dal gas russo. In Italia la dipendenza dal gas russo si attesta al 30%, la Germania con il 39% . L’aggravarsi della crisi Europa Russia sull’Ucraina è la conseguenza di un vuoto storico della politica europea nello sviluppare un piano energetico autonomo. L’Italia e l’Europa – scrive Pili nell’interpellanza parlamentare – oggi più che mai devono contrastare la dipendenza dalla Russia rivolgendosi a sud, nel bacino del Mediterraneo, dove il Galsi rappresenta l’opportunità progettuale più avanzata in quanto tutte le autorizzazioni sono definite e il progetto può partire immediatamente. Il metanodotto Algeria – Sardegna – Europa è un’opera strategica che potrebbe cambiare la storia economica e sociale della Sardegna collegandola per la prima volta alle grandi reti energetiche europee e rappresentando nel contempo una risposta decisiva alla crisi internazionale. Perdere questa occasione irripetibile significa isolare per sempre la nostra terra e rendere l’Europa sempre più dipendente dalla Russia. Per questa ragione la decisione del governo di riavviare questo progetto è un’iniziativa internazionale utile a posizionare sullo scacchiere energetico il Galsi come opera urgente e indifferibile”.


“Oggi – sostiene Pili - è possibile ancor di più coniugare il ruolo strategico del Galsi sia per eliminare il gravissimo limite energetico della Sardegna che soddisfare le esigenze strategiche energetiche dell’Europa e ridurre la dipendenza totale dai combustibili petroliferi. Con l’arrivo del metano in Sardegna si apre uno scenario concorrenziale a forte valenza ambientale considerato la rilevante riduzione delle emissioni in atmosfere rispetto al petrolio. Si tratta di ridurre notevolmente anche il costo dell’approvvigionamento energetico della Sardegna da sempre gravato dal monopolio petrolifero e dalla trasformazione unilaterale sul fronte elettrico”.


Per la Sardegna significa diventare baricentro nel Mediterraneo dello snodo energetico con il Magreb, assumendo un ruolo fondamentale anche alla luce della persistente crisi russa. Mentre tutta Europa va a metano la Sardegna è l’unica regione a non avere quell’approvvigionamento energetico. Tutto questo – prosegue Pili – ci mette in posizione di grande disparità economica e sociale”.


“ Il Galsi – aggiunge Pili - migliorerà la sicurezza di approvvigionamento del gas garantendo il transito di ulteriori 8 mld m³/a di gas naturale algerino verso il mercato italiano ed europeo, sarà in grado di soddisfare la domanda crescente di gas naturale nell'Unione Europea, costituirà una rotta alternativa a costi competitivi che approda al baricentro della domanda italiana ed europea”.


“La metanizzazione della Sardegna è strategica anche per abbattere la quasi totale dipendenza dal petrolio, che costituisce il 74.7% delle fonti di produzione energetica dell'Isola. La domanda potenziale di gas in Sardegna – conclude Pili - si attesta attorno ai 1/1.5 mld m³/annui. Un apporto energetico che sarà decisivo ai fini della sicurezza delle forniture così come per il costo dell'energia per la Sardegna”.




venerdì 13 febbraio 2015

OGM un Pericolo per la Salute. 

Gli alimenti geneticamente modificati ... Sono sicuri?


tradusiu et imprentau 
de Sa Defenza


L'American Academy of Environmental Medicine (AAEM) non la pensa così. L'Accademia ha riferito che "Diversi studi su animali indicano I gravi rischi per la salute connessi con alimenti geneticamente modificati", tra cui l'infertilità, problemi immunitari, accelerato invecchiamento, regolazione difettosa dell'insulina, e profondi cambiamenti nei principali organi e nel sistema gastrointestinale. L'AAEM ha chiesto ai medici di consigliare ai pazienti di evitare gli alimenti geneticamente modificati.


Prima che la FDA decidesse di permettere gli OGM nei prodotti alimentari senza etichettatura, gli scienziati della FDA hanno ripetutamente avvertito che gli alimenti geneticamente modificati possono far insorgere situazioni imprevedibili, difficili da rilevare effetti collaterali, tra cui allergie, tossine, nuove malattie, e problemi nutrizionali. Hanno esortato  a fare studi a lungo termine per verificarne la sicurezza, ma sono stati ignorati.


Da allora, i risultati includono:

Migliaia di pecore, bufali, capre  morte in India dopo aver pascolato tra le piante di cotone contaminate da Bt.
I topi che mangiano mais OGM per lungo tempo, si scopre che hanno avuto meno prole, e molto più piccoli.
Più della metà dei cuccioli dei ratti alimentati con soia OGM sono morti entro le tre settimane , ed erano di dimensioni minuscole. 

  • Le cellule dei testicoli nei topi e ratti alimentati con soia OGM mostrano un cambiamento significativo.
  • Con la terza generazione, la maggior parte dei criceti alimentati con soia OGM  sono divenuti sterili, incapaci di procreare.
  • I roditori alimentati con mais OGM e soia hanno mostrato risposte del sistema immunitario e segni di tossicità
  • Cotta, la soia OGM, contiene fino a 7 volte di più la quantità di un noto allergene 
  • Le allergie alla soia sono salite del 50% nel Regno Unito, subito dopo essere stata introdotta la soia OGM.
  • Il rivestimento dello stomaco di ratti alimentati con patate OGM ha mostrato una crescita eccessiva delle sue cellule, una condizione che può portare al cancro.
  • Gli studi hanno mostrato lesioni agli organi, alle cellule del fegato e del pancreas, i livelli degli enzimi alterati e modificati, ecc

A differenza, delle valutazioni  sulla sicurezza per i farmaci, non ci sono studi clinici sugli alimenti geneticamente modificati. L'esperimento, sulla alimentazione umana pubblicata, ha rivelato che il materiale genetico inserito nei trasferimenti dalla soia OGM nei batteri all'interno del nostro intestino continua a funzionare. Ciò significa che molto tempo dopo, che si smette di mangiare cibi geneticamente modificati, possiamo avere ancora dentro di noi  le proteine ​​transgeniche prodotte. 


Questo potrebbe significare:

  • Che, il gene antibiotico inserito nel maggior parte delle colture OGM, se dovesse trasferirsi, potrebbe creare malattie eccellenti, resistenti agli antibiotici
  • Che, il gene che crea la tossina Bt nel mais  OGM si può trasferire, e potrebbe trasformare l nostra flora batterica intestinale in fabbriche viventi di pesticidi.
Nessuno studio ha valutato la valenza del trasferimento di geni, di antibiotico o Bt-tossina, che è uno dei problemi principali. Le valutazioni sulla sicurezza degli OGM sono troppo superficiali per poter individuare la maggior parte dei potenziali rischi per la salute. 

Vedete la nostra ricerca sui Rischi per la salute e la brochure State of the Science il report per maggiori dettagli e informazioni.

Recenti studi sulla salute forniscono con sempre più evidenza i danni sulla salute da OGM, vedi i link seguenti:

GM Corn Damages Liver and Kidneys
Meat Raised on GM Feed is Different
Roundup Could Cause Birth Defects
Genetically Modified Soy Linked to Sterility




GIGI SANNA: INIZIA IL QUINTO CORSO DI EPIGRAFIA NURAGICA,  12 MARZO 2015 A ORISTANO...

di Gigi Sanna





QUINTO CORSO DI EPIGRAFIA NURAGICA

1. Programma delle lezioni


Prima lezione. .Giovedi 12 Marzo:

Corso introduttivo Ore 18: Conoscere gli alfabeti usati dai nuragici. L'egiziano, l'alfabeto consonantico protosinaitico.

Corso introduttivo. Ore 19: Tre anni di ricerche. La documentazione epigrafica rinvenuta in Tharros e nel Sinis. Il lunghissimo cammino della scrittura nuragica. L'albero della scrittura e il nuragico.


Seconda lezione. Giovedi 19 marzo:

Corso introduttivo. Ore 18: Il cosiddetto 'protocananaico' e il cuneiforme ugaritico.

Corso monografico. Ore 19: Tre cartigli egiziani nella scogliera sotto Tharros. Gli scribi sardi, l'egiziano e il culto sincretistico solare di Imun RA -YHWH nel IV -III secolo a.C.


Terza lezione. Giovedì 26 marzo:

Corso introduttivo. Ore 18. Documenti nuragici in protocananaico e in cuneiforme di tipologia ugaritica.

Corso monografico. Ore 19. Due scritte in protocananaico accanto ai cartigli geroglifici. Scrivere con i numeri e con la geometria: le scritte spettacolari su pietra di Semestene, di Oschiri e di Bidda ' Pedra di Senis'.


Quarta lezione. Giovedì 2 Aprile:

Corso introduttivo. Ore 18: La scrittura a rebus delle scuole scribali nuragiche. La scrittura cosiddetta 'fenicia' e la scrittura greca.

Corso monografico. Ore 19: La scritta di Murru Mannu a Tharros. Il fantasioso codice di scrittura nuragico, il culto del Sole RA -YHWH e il calendario astronomico. La porta del sole e l'equinozio di primavera. Epigrafia, archeologia e archeoastronomia.


Quinta lezione. Giovedì 9 aprile:

Corso introduttivo. Ore 18: Documenti nuragici con scrittura di tipologia 'fenicia' in Sardegna. Il coccio di Orani e la Stele di Nora.

Corso monografico. Ore 19: La spettacolare scritta della cosiddetta Sala da ballo di San Giovanni del Sinis. Il sistema nuragico e il mix: simboli di scrittura romani e antichissimi simboli protosinaitici. Tori e serpenti. La cosiddetta 'griglia di Sassari' : requisiti e convenzioni. Il codice 'dinamico'.


Sesta lezione. Giovedì 16 aprile.

Corso introduttivo. Ore 18: La incredibile storia dei cocci di Orani e quella del documento in ugaritico trovato in Sa serra 'e sa fruca di Mogoro.

Corso monografico. Ore 19: Le scritte su pietra di Is Arutas. Il 'torello' della luce erede dei torelli della piccola statuaria in bronzo. L'immagine del toro, simbolo dominante di tutta la cultura religiosa dei nuragici. I Giganti taurini shardan divinizzati figli del dio YHW. I Giganti della Sardegna e il concetto di nuraghe.


Settima lezione. Giovedì 23 aprile.

Corso introduttivo. Ore 18: la scrittura etrusca e la scrittura romana. Il mix nella scrittura etrusca. Codice consonantico e codice vocalico.


Corso monografico. Ore 19: la scritta di Maimoni di Cabras. Il significato del toponimo Maimoni. Il ritornello sardo d'invocazione per MAYM-O. Il lessico semitico nella documentazione nuragica.


Ottava lezione. Giovedì 30 Aprile

Corso propedeutico. Ore 18: L'androgino nuragico e l'androgino etrusco. Y/H e TIN/UNI.

Corso monografico. Ore 19: Ancora su Maimoni. Tre 'teste' tauromorfe in 'variatio' per rendere gloria al 'Nul – 'ak -he'. Le scogliere tutte e le spiagge del Sinis per la lode del Signore.

Nona lezione. Giovedì 7 maggio.

Corso introduttivo. Ore 18: Pozzi nuragici e pozzi scritti del Sinis. Le vere ad incastro.


Corso monografico. Ore 19: 'Su carrabusu' di Sa rocca tunda. Coccinelle e scarabei 'scritti' in crittografia. Lo scarabeo di RA -YHWH. A proposito di 'falsi' e di 'falsari'.


Decima lezione. Giovedì 14 maggio.

Corso introduttivo. Ore 18. Ancora sui pozzi e sulle vere nuragiche. Tipologia esclusiva del Sinis?

Corso monografico. Ore 19. Oltre 250 documenti nuragici con scrittura lineare, 1600 segni alfabetici, centinaia e centinaia di pittogrammi e ideogrammi. Una scrittura per i monumenti, per la statuaria grande e piccola, per gli oggetti del culto. L'alfabeto nuragico aggiornato al 2015. La scrittura sui supporti deperibili che non vedremo mai. C'era una scrittura 'laica' oltre che religiosa?


Undicesima lezione. Giovedì 21 Maggio

Corso introduttivo. Ore 18: la chiesetta campestre di San Nicola di Trullas di Semestene.

Corso monografico. Ore 19: Scritte recentissime a rebus e scritte nuragiche ugualmente a rebus della chiesetta di San Nicola di Trullas. L' arco architettonico taurino nuragico e il nome di uno dei Giganti sardi. Un grande studioso e ricercatore del primo Novecento: Pietro Lutzu (pioniere della ricerca della scrittura nuragica) e la documentazione del nome semitico di YAZIZ figlio di ZAZA.


Dodicesima lezione. Giovedì 28 maggio.

Fine del corso monografico nell'aula conferenze. Gita (da organizzare assieme nei dettagli) d'istruzione dei corsisti a Semestene. Visita alla chiesetta di San Nicola di Trullas e visione diretta dei simboli pittografici, ideografici e lineari della scrittura nuragica



2. Ore di studio propedeutiche per le lezioni del corso

Le lezioni saranno anticipate da un'ora supplementare (dalle 18.00 alle 19.00) di lezione tenuta, così come nell'anno precedente, da un nostro assistente del Corso.

E' appena il caso di dire che dette lezioni propedeutiche sono molto importanti, soprattutto per i nuovi corsisti, in quanto in esse e con esse si offrono nozioni basilari (sugli alfabeti orientali, sui 'significanti' e i 'significati', sulle tecniche di scrittura, sulla natura dei supporti della scrittura, ecc.) senza le quali è difficile, anche a persone di media e di alta cultura, seguire proficuamente argomentazioni e illustrazioni su documenti antichissimi le quali spesso prescindono dalla spiegazione particolareggiata di aspetti su cui esse sono fondate.


3. Modalità d' iscrizione al Corso.

Il Corso è aperto a tutti coloro che intendano parteciparvi. Basta solo fare la domanda per posta normale, per posta elettronica o per telefono ad uno dei seguenti indirizzi:

Via S. Ignazio 25 Oristano

Posta elettronica: gsanna39@gmail.com

Telefono: 0783 301329




Nella domanda, inoltrata per via scritta (posta elettronica) o orale (per telefono), i partecipanti dovranno specificare:




1.Nome e cognome

2.Indirizzo della Città, via e numero.

3.Il numero di telefono (dell'abitazione e/o del cellulare)

4.L'indirizzo di posta elettronica (se in possesso)

5.Il titolo di studio (diploma di scuola media, diploma di ragioneria, laurea, ecc.)

6.La professione, l'attività o il lavoro svolto (insegnante, medico, artigiano, casalinga, studente ecc.)

7.L'eventuale partecipazione ai Corsi precedenti.


4. Costo del Corso

La partecipazione al Corso è gratuita. E' previsto solo, come nei precedenti quattro Corsi, un piccolo contributo (10/15 euro al massimo) per le spese necessarie all'avviamento e all'andamento dello stesso (locandine e manifesti per il bando di partecipazione, carta per eventuali dispense e per gli attestati, pulizia settimanale dei locali, contenitori per diapositive, pannelli illustrativi, ecc.).
E' appena il caso di specificare che non sono incluse nel contributo le spese per la suddetta gita d' istruzione del giorno 28 maggio in territorio di Semestene.
Per ovvi motivi di didattica, di agibilità dei locali e, soprattutto, di agevole operatività della nuova segreteria del Corso si fa presente che il numero di partecipanti non potrà essere superiore a 80 (ottanta).
Il termine di presentazione delle domande o dell'iscrizione per via orale è fissato per il giorno 5 del mese di Marzo.

Il direttore del Corso
(Gigi Sanna)

giovedì 12 febbraio 2015

UCRAINA IN GUERRA: Nessuna buona nuova da Minsk (Aggiornato in diretta)
sakeritalia


Dopo 13 ore di colloqui serrati che, secondo indiscrezioni, hanno conosciuto anche momenti di grande tensione, il “quartetto Normandia” (ovvero i rappresentanti di Russia, Germania, Francia e Ucraina Nazionalista) ha concluso i lavori del vertice di Minsk. L’unico commento è quello di Petro Poroshenko, che ha detto ai giornalisti: “per ora, nessuna buona notizia, ma resta la speranza”. 

Secondo il quotidiano britannico Telegraph esistono dissidi insanabili su quasi tutti i quattro pricipali punti in discussione: 
1) Poroshenko vuole il cessate il fuoco sulla linea di settembre, Putin lo chiede sulle posizioni attuali, con il riconoscimento delle conquiste novorusse; 
2) Poroshenko chiede il ritiro dei soldati Russi dall’Ucraina, Putin sostiene che non ve ne sono mai stati; 
3) Poroshenko vuole che l’intero controllo della frontiera Russo – Ucraina passi sotto il controllo ucraino. Putin chiede che resti almeno in parte sotto quello delle Repubbliche separatiste; 
4) Poroshenko promette di concedere “ampia autonomia” a Donetsk e Lugansk. 

La Russia pretende garanzie e la rimozione immediata del blocco finanziario. E’ possibile che non si riesca a raggiungere una intesa neanche sulla dichiarazione finale, il che trasformerebbe il vertice da un insuccesso ad un disastro addirittura controproducente.



Una coppia di mediatori non esattamente irresistibile

Gli osservatori più attenti avevano chiaramente previsto questo esito. Per come si sono messe le cose in Ucraina solo un plateale riconoscimento, da parte dei governi occidentali, del catastrofico errore commesso, può evitare un allargamento del conflitto. La dirigenza franco – tedesca si è palesemente accorta che le cose si sono spinte troppo oltre, e che ora il rischio di uno spaventoso conflitto in Europa è reale. Purtroppo le mezze rinunce a cui paiono disposti non sono più sufficienti. La volontà di soluzione negoziale del conflitto marcia sempre un passo indietro agli eventi.

Peraltro dietro il quartetto (più Lukashenko nei panni di gioviale cameriere) di Minsk si staglia l’ombra degli Stati Uniti, che hanno già deciso per la guerra e che hanno potere di veto: se si fosse trovato un accordo sgradito, il Dipartimento di Stato USA, che ormai ha un controllo totale della politica nell’Ucraina Nazionalista avrebbe potuto velocemente rimpiazzare Poroshenko con qualche servitore più diligente. Si tratta, comunque, di un problema che presumibilmente non si porrà, visto il fallimento dell’incontro.

Ovviamente prima dell’escalation totale ci saranno ulteriori passaggi. Ma i termini della questione sono ormai chiari: la crisi Ucraina si risolverà solo con un conflitto o con la rimozione di una delle dirigenze politiche che l’hanno scatenata. (Immagini: Colonel Cassad) (Marco Bordoni)

Aggiornamento! Alle 10.56 (ora di Minsk) è ripreso l’incontro. Vladimir Putin è tornato nella sala dei colloqui con gli altri membri del quartetto.

Aggiornamento! Alle 12.26 (ora di Minsk) le parti hanno annunciato di avere concordato un cessate il fuoco da mezzanotte del 15 febbraio, con ritiro dell’artiglieria dalla prima linea. L’accordo è il risultato minimo che ci si poteva attendere perché il vertice non venisse considerato un totale fallimento, ha gli stessi contenuti del protocollo di Minsk e non risolve nessuna delle questioni quadro affrontate durante il vertice.

mercoledì 11 febbraio 2015

IDA MAGLI : L'antropofago



Ida Magli
ItalianiLIberi


L’Italia vive ormai da anni fuori da qualsiasi norma democratica. Siamo giunti perfino all’assurdo che il Presidente della Repubblica è stato eletto da un Parlamento da lui stesso dichiarato illegittimo. Ma la responsabilità maggiore della situazione attuale è da attribuirsi alla politica fallimentare di Berlusconi, fallimentare per il suo partito che è praticamente diventato la ruota di scorta di Renzi, ma soprattutto per l’Italia dato che una democrazia dove non esiste opposizione diventa dittatura.

L’ormai famoso “patto del Nazareno”, invenzione berlusconiana sotto la quale poteva passare qualsiasi cosa dato che non era pubblica, è diventato immediatamente, appena proposto, la maggiore leccornia per scatenare l’istinto antropofago che, come spiega Jonathan Swift nelle sue satire, sonnecchia in ogni essere umano, ma che nella lotta politica assume le vesti visibili del principio su cui è basata la società del profitto e del diritto di appropriazione: il più bravo è colui che mangia di più. Per ogni consenso espresso da Berlusconi alle mosse di Renzi nel nome del fantomatico patto del Nazareno, l’antropofago Renzi si è mangiato un pezzetto di Berlusconi, fino a quando, con l’elezione di Mattarella, non è rimasto più nulla da mangiare. 

Sembra incredibile che Berlusconi non se ne sia ancora accorto e che Forza Italia, pur consapevole, almeno nella maggioranza dei suoi membri, degli errori della politica berlusconiana, non abbia avuto la forza per imporre un cambiamento, una strategia di vera opposizione. Oggi però questo cambiamento è indispensabile. Prima di tutto per cercare di riequilibrare la “dittatura Renzi”, della quale è inutile accusare Renzi: nell’astenia politica creata dal consenso berlusconiano e dalla passività dei cittadini, totalmente esclusi, con il termine “riforme”, perfino dall’informazione su ciò che viene deciso, la sicurezza autoritaria di Renzi ha assunto un particolare fascino: il fascino trasmesso dalla deviazione dal codice della normalità e della morale comune, quella che non permetterebbe di affermare: “Chiacchierate pure tanto io faccio quello che voglio”. È successo quindi che quanto più Renzi si rivela antropofago, tanto più piace alla massa dei cittadini, antropofagi repressi.

I mezzi consensi offerti da Berlusconi sono quanto di peggio si possa immaginare per un partito come Forza Italia ormai privo di identità e di scopi. Senza aggressività, senza combattere contro qualcuno o qualcosa, non si può vincere nessuna battaglia. Se Berlusconi è un uomo ormai domato, sono i politici all’interno di Forza Italia a dover imporre una linea di assoluta determinazione: contro la politica di Renzi che ha comportato la perdita della democrazia (il ricorso alle elezioni viene presentato come uno spauracchio); contro la politica dell’Ue che, attraverso la moneta unica e il peso del debito ha fatto perdere agli Stati la sovranità e l’autonomia di governo. Il ricatto della Bce nei confronti della Grecia ha parlato chiaro; spetta all’Italia, se è ancora una nazione, condannarlo.

Ida Magli
09 febbraio 2015       

martedì 10 febbraio 2015

SARDINYA COLONIA D'OLTRE MARE ITALIOTA, IMPERAUS E TRATAUS PEUS DE TZARACUS... (sfruttati e trattati peggio dei servi...)
Tesi e istanze conosciute dalla maggior parte delle genti in Sardinya, e non è sufficiente sapere quanto siano profonde e articolate le ingiustizie subite dal popolo sardo in questi centocinquanta anni di colonialismo. 
Possiamo leggere la successione delle cose promesse e ampiamente disattese, e le imposizioni dannose per il territorio e la salute dei sardi che invece ci hanno invece ampiamente imposto, grazie al governo coloniale italiota, 
Mario, ha ben esposto la sintesi nel post. 
NOI tutti ne soffriamo gli eventi, da fin troppo tempo.
Sa Defenza



Abbiamo cercato l'Autonomia, poi il Federalismo, siamo stati riconosciuti minoranza linguistica e nella scuola il sardo non esiste per i nostri figli, abbiamo ottenuto le zone franche ma non si applica il diritto, abbiamo continuato con le proposte di modifica dello Statuto e ci cancellano i poteri d'autogoverno acquisiti con la modifica del Titolo V della Costituzione, ancora abbiamo elaborato il Sovranismo e ci aumentano le basi militari ed i poligoni

Abbiamo vinto il referendum antinucleare e siamo in pericolo di diventare deposito radioattivo. 

Dopo le attuali risposte dello stato italiano colonialista e supercentralista non ci rimane che la secessione come abbandono di una cattività italiana e il ritorno in Europa come libero Stato indipendente di Sardegna: la Repubblica sarda

E' iniziata l'ultima traversata del deserto colonialista della Natzione sarda. 

I nostri giovani si preparino ad un lungo scontro: per altri scopi con altri mezzi per l'autodeterminazione dei sardi...
















ECCO COSA SCRIVEVA SU POPULU SARDU NELL'APRILE 1978 CONTRO LA PREVISTA CENTRALE ATOMICA CANDU IN SARDEGNA: IL TEMPO E' PASSATO INVANO? GIA' ALLORA SI PREVEDEVA IL DEPOSITO DELLE SCORIE.

La Sardegna è sempre stata considerata dai colonialisti una terra ideale per scaricarvi produzioni inquinanti e per effettuare sperimentazioni pericolose

Questo perché i nostri oppressori sembrano non considerare la Sardegna abitata, ignorano l'esistenza dei popolo e della nazione sarda. 

Al massimo possiamo essere tollerati, ed in tutti i casi destinati all'assimilazione forzata e al genocidio.

Questo luogo può essere ritenuto dallo Stato italiano più adatto della Sardegna per impiantarvi petrolchimiche, produzione d'alluminio, basi e poligoni militari, centrali atomiche per sommergibili nucleari e per la produzione di energia elettrica? Proprio nessuno.

La Sardegna è lontana, oltremare, selvaggia e disabitata.
La costruzione della centrale nucleare Candu, se avvenisse costituirebbe l'ultima e più pericolosa servitù della Sardegna.

L'apparato di protezione civile e militare di una centrale investe il territorio per un raggio minimo di ottanta chilometri. E un raggio di 80 chilometri significa praticamente tutta la Sardegna.

In caso di incidenti anche lievi si può arrivare al blocco dei prodotti agricoli per qualche settimana nel raggio di 80 chilometri e per qualche mese nel raggio di 10 chilometri. 

Si può arrivare all'isolamento o all'evacuazione forzata dei paesi e di città.
( Chernobyl ci ha dimostrato che il nucleare può far evacuare per sempre tutta la Sardegna NDR )

Ancora una volta è l'agricoltura della Sardegna che verrebbe colpita.
Le perdite radioattive si accumulano nel tempo nei prodotti dei l'agricoltura: chi comprerà più prodotti sardi?

La Sardegna è granitica, con grossi giacimenti argillosi, stabile ai terremoti: senz'altro verranno sotterrati da noi i residui pericolosi delle centrali, aumentando la servitù nucleare.

In Sardegna ci sono già dei poligoni militari attrezzati: sempre qui verranno sperimentate le armi nucleari «made in Italy» prodotte coi plutonio arricchito delle centrali.

Da queste poche righe, che svilupperemo in seguito, si capisce, con buona pace dei partiti autonomistici, che la servitù nucleare è probabilmente l'ultimo atto della «soluzione finale» per il popolo sardo.

Ma a mali estremi estremi rimedi.


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