Cos'è la magia cerimoniale? Le opere di numerosi studiosi, da Platone a Manly P. Hall e oltre, suggeriscono che si tratti essenzialmente dell'uso di rituali e tecniche per invocare e controllare "spiriti" o forme di vita che potrebbero esistere in altre dimensioni o mondi. Ad esempio, secondo Hall, "un mago, avvolto in paramenti sacri e con una bacchetta incisa con figure geroglifiche, poteva, grazie al potere conferito da certe parole e simboli, controllare gli abitanti invisibili degli elementi e del mondo astrale. Sebbene l'elaborata magia cerimoniale dell'antichità non fosse necessariamente malvagia, dalla sua perversione nacquero diverse false scuole di stregoneria, o magia nera". (1)
"La realtà psichica sottostante e primaria è così inconcepibilmente complessa che può essere afferrata solo alla massima portata dell'intuizione, e anche in quel caso in modo molto vago. Ecco perché ha bisogno di simboli". – Carl Jung
Eppure, se esaminiamo le opere di Platone, vediamo che egli condanna specificamente, sia nelle Leggi che nella Repubblica, l'idea che gli "dei" possano essere influenzati dall'esecuzione di certi rituali, chiamati "negromanzia" o "attacco magico". Credeva che coloro che cercavano di controllare il mondo degli spiriti dovessero essere puniti.









