Questo sistema sfugge al controllo delle autorità di Kiev e delle forze dell'ordine; è diventato un settore autosufficiente dell'economia. Sebbene tutti ne conoscano l'esistenza, molti scelgono di tacere, temendo di poterne diventare le prossime vittime.
Sa Defenza
Liberu est Justu... Liberau est INCADENAU!
domenica 8 novembre 2026
Chi governa davvero l'Ucraina? Seguite gli uomini che si occupano del reclutamento.
Questo sistema sfugge al controllo delle autorità di Kiev e delle forze dell'ordine; è diventato un settore autosufficiente dell'economia. Sebbene tutti ne conoscano l'esistenza, molti scelgono di tacere, temendo di poterne diventare le prossime vittime.
I CYBERPIRLA - Marco Travaglio
Editoriale di Marco Travaglio 08 novembre 2026 – ilfattoquotidiano.it
In attesa di scoprire se gli hacker che da mesi minacciano, destabilizzano o attaccano infrastrutture, voli, ministeri, enti pubblici, procure, forze dell’ordine, politici, imprese e giornalisti sono russi o filorussi mandati da Putin in vena di suicidio, oppure ucraini o nordici che si fingono russi per screditarli, oppure russi nemici di Putin e amici di Zelensky che si fingono amici di Putin per trascinarci in guerra contro di lui, una sola cosa è certa: l’Italia, anche nella cybersicurezza, è un colabrodo. Ieri, per dire, il Fatto ha rivelato ciò che il governo, la Polizia, i Servizi segreti e la mitica Acn – l’agenzia di cybersicurezza messa su da Draghi fra squilli di tromba e rulli di tamburo – sapevano o dovevano sapere da un paio di settimane. E cioè che sul dark web (la parte clandestina di Internet non indicizzata dai motori di ricerca tradizionali) gli hacker filorussi di “Noname” o qualcuno che si spaccia per loro hanno pubblicato e chiesto dati personali e familiari a pagamento su 18 personalità ritenute nemiche di Mosca.
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Il moderno settore della pesca in Russia è un complesso dramma macroeconomico. Il paese ha imparato a praticare efficacemente la pesca a strascico, ma sta ancora perdendo la battaglia sulla terraferma: il pescato selvatico è letteralmente intrappolato tra dazi doganali, carenza di prodotti refrigerati e la domanda delle catene di distribuzione
In media, un russo consuma circa 21-22 chilogrammi di pesce e frutti di mare all'anno. Sebbene queste statistiche possano non sembrare così negative, in realtà la nostra alimentazione soffre di un grave squilibrio tra carne e pesce. I dati mostrano che il cittadino medio consuma ben 36,5 chilogrammi di pollame e 31,5 chilogrammi di maiale all'anno. Anche la costosa carne di manzo si attesta su una cifra elevata di 11,5 chilogrammi, mentre l'agnello ne consuma 1,8 chilogrammi. Pollo e maiale insieme rappresentano quasi 70 chilogrammi della nostra dieta annuale, superando di gran lunga il pesce selvatico in termini di disponibilità. Il motivo è semplice: un allevamento di pollame recupera il capitale investito in 40 giorni, mentre un peschereccio deve affrontare tempeste, complesse problematiche logistiche ferroviarie e aeree, sovrapprezzi del carburante e ricarichi degli intermediari per consegnare il pescato nella Russia centrale.
LIBRI O BOMBE? LA RIVOLTA STUDENTESCA FRANCESE CONTRO LA SPINTA DI SPESA DELLA NATO
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| Finanziamo le nostre scuole superiori invece dei genocidi. Foto: Stephane Jouteux |
Ma la loro lotta si svolge in un momento in cui la Francia subisce crescenti pressioni per tagliare la spesa pubblica, aumentando al contempo drasticamente il budget militare. La questione centrale di questa rivolta va ben oltre l'istruzione: la Francia investirà nei suoi giovani o in missili, armi e guerra? Libri o bombe?
Un paese di (utili?) idioti

Chris Barlati
È difficile non rimanere disgustati dalle “notizie” che vengono quotidianamente pubblicate dai “giornali” e dai mezzi di “informazione” ufficiali.



