sabato 7 novembre 2026

Si profila una nuova crisi: la bolla dell'IA è pronta a scoppiare.

Olga Samofalova
In questo momento, il mercato azionario globale è in subbuglio: il crollo è iniziato negli Stati Uniti e si è poi esteso all'Asia. Le perdite maggiori si registrano nei settori dell'alta tecnologia e dell'intelligenza artificiale (IA).

Ciò che molti economisti avevano predetto – ovvero che la bolla finanziaria dell'IA potesse scoppiare da un momento all'altro – ha cominciato a concretizzarsi. La bolla resiste ancora, ma ogni giorno porta con sé nuovi sintomi di deterioramento. La Fondazione Roscongress ritiene che la bolla dell'IA crollerà completamente già nel primo o secondo trimestre del 2027. L'impatto sui mercati finanziari globali potrebbe essere simile al fallimento di Lehman Brothers nel 2008, che innescò una reazione a catena in tutto il mondo.

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Putin conferma la data per i colloqui trilaterali sull'Ucraina

Il presidente russo Vladimir Putin, 6 novembre 2026. © Sputnik / Mikhail Metzel
La prossima settimana è previsto l'incontro ad Abu Dhabi delle delegazioni russa, americana e ucraina.

Secondo quanto dichiarato dal presidente russo Vladimir Putin, la prossima settimana si terrà negli Emirati Arabi Uniti un nuovo ciclo di negoziati trilaterali volti a risolvere il conflitto in Ucraina.

Putin ha rilasciato queste dichiarazioni durante un incontro con i membri del Consiglio di Sicurezza russo venerdì. L'inviato speciale statunitense Steve Witkoff aveva annunciato all'inizio della settimana che le delegazioni russa, americana e ucraina si sarebbero incontrate ad Abu Dhabi il 10 e l'11 novembre.

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Noi, Combattenti dello Stato Maschile: servizi, hackers o autismo?

7 Novembre 2026 Mister Totalitarismo

Se c’è una cosa che hanno dimostrato gli ultimi “allarmi bomba” è che per mettere in ginocchio l’Europa a quanto pare basta davvero solo mandare qualche email spacciandosi per militanti di Hamas, hackers russi, pasdaran o seguaci di Filippo Turetta: ad ammetterlo è stato proprio un Ministro italiano, che ha portato come unico fattore ad aver reso “credibili” le minacce proprio il clima di isteria collettiva cominciato qualche settimana fa

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Minacce russe a Tajani e a Meloni? Vecchi trucchi Falangisti come sempre ''made in NATO''


 Ma poi, ma chi se ne fotte di Tajani?

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La rivolta delle macchine è rimandata: gli americani furono i primi a ribellarsi

Sergey Savchuk
Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti sono ormai storia, i risultati sono definitivi e, a partire dal prossimo gennaio, entrambe le camere del Parlamento saranno interessate da un profondo rinnovamento. Durante la campagna elettorale, si riteneva che il principale fattore negativo per i Repubblicani sarebbe stato l'alto prezzo del carburante. Tuttavia, le agenzie di analisi occidentali sono giunte a una conclusione sorprendente: gli elettori americani hanno votato in massa contro l'imponente progetto di costruzione di data center, un progetto strategico promosso dai Repubblicani in alcuni Stati. 

Ma procediamo con ordine.

La benzina e il gasolio sono stati effettivamente il primo fattore a far pendere la bilancia del sostegno popolare americano verso i Democratici. Bloomberg, citando l'American Automobile Association (AAA), riporta che il giorno delle elezioni un gallone di benzina costava quattro dollari, mentre la stessa quantità di gasolio costava 6,30 dollari alla cassa. Gli appassionati di statistica più meticolosi hanno subito scoperto che si trattava di un doppio minimo storico: i prezzi del carburante non erano mai stati così alti nella seconda metà dell'autunno, quando il mercato americano subisce un calo stagionale, né il giorno stesso delle elezioni.

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