sabato 22 marzo 2014

POTERE: un'analisi sulla nostra società.

Paulu Leone Cugusi Biancu

I RAPPORTI DI POTERE

Soggetti e Società, Complessità Organizzativa e Sistema.

Nonostante i suoi 30 anni leggere il libro "Potere e Complessità Sociale" di Niklas Luhmann, mi ha dato lo stimolo per presentare alcuni spunti d'analisi al fine di valutare l'attuale momento storico-politico:
Niklas Luhmann
NOI SARDI ci confrontiamo con questi temi  che hanno un impatto forte sull'idea di  "NATZIONE SARDA"

Assistiamo, nostro malgrado, al rapporto molto conflittuale (mio punto di vista) STATO/RAS, dove la maggioranza alla Regione dimostra una gestione amatoriale di fronte allo Stato, ma la Casta pluridecennale del Parlamento, di fronte all'Europa, non decide quasi niente perché totalmente non adeguata.....

Ma anche i tecnocrati Europei di Bruxelles sono inconsistenti di fronte al potere delle Agenzie di Rating americane, dimostrando di non saper affrontare la CRISI

La domanda é: PERCHE'succede questo ?

Riguardo alle situazioni descritte uso la "Metafora della Matrioska" , dove ogni crisi si  sdoppia in un altra - più piccola.
Ciò lo si deve al fatto che le varie crisi hanno comune origine; basta osservare le caratteristiche del rapporto di potere che le contraddistingue e che ne rende difficile la soluzione.

Per spiegare il perché delle crisi uso le categorie di Luhmann, sottolineando come nel Rapporto di Potere  la volontà  del subordinato non ha bisogno di venir sostituita dalla volontà di chi sta più in alto, ma ha solo bisogno di venir motivata adeguatamente senza ricorrere a alcuna violenza e/o coercizione; ......... Precisando e rafforzando meglio tale concetto.....si può affermare che ogni ricorso alla coercizione e/o violenza  segna non già il successo del Potere ma il suo smacco.



  • Le Crisi di oggi sono variabili dipendenti del Rapporto di Potere, basato sulla comunicazione (canale privilegiato), che fa arrivare la motivazione specifica fino all'ultimo gradino della scala sociale. 
  • Nella relazione di Potere, la Matrioska da cui il Potere emana ha un impatto tanto più forte e efficace sui subordinati se ottiene l'obbedienza spontanea  e la contemporanea rinuncia a altre possibili alternative.
  • Si determina una scala di obbedienza di segno discendente: quanto più il potere della finanza e delle banche convince chi sta in posizione inferiore a obbedire spontaneamente, questi convinceranno a loro volta gli altri livelli, posizionati immediatamente dopo, allo stesso tipo di obbedienza. 
  • Oggi, i Sistemi Politici - detti impropriamente democratici - sono sistemi funzionali (non ideologici) che hanno un'unica funzione: Produrre Potere.
  • Ogni Sistema Politico - nell'istante in cui produce Potere - legittima sé stesso assumendo il ruolo di "variabile indipendente" ; le procedure che lo legittimano (all'interno del Sistema Politico) sono delineate come funzioni, in modo da considerarle "variabili dipendenti" del sistema politico osservato.
  • Le Funzioni descritte con date procedure, delimitano il raggio/campo d'azione di ogni singola funzione ma anche i ruoli particolari di ogni soggetto; ogni singolo soggetto ha un margine di libertà, più/meno ampio a seconda della funzione, per soddisfare il singolo che la esercita, all'interno di regole codificate. 

  • Nessun Sistema Sociale Moderno  potrebbe stabilizzarsi per lunghi periodi se l'esercizio della forza (al suo interno) non avesse un ruolo marginale rispetto al flusso complessivo dei Rapporti di potere. 
    Vediamo cosa succede nella pratica.

    Il Sistema Elettorale e la Competizione fra partiti  sono 2  elementi di un sottosistema sociale più ampio, quello politico, che attribuisce ai partiti un grado molto elevato di Autonomia (il cui livello é comprensibile analizzando i casi negativi portati all'onore della cronaca) e di Indeterminatezza strutturale, con cui  si rideterminano le aspettative degli iscritti, creando le leadership  e riducendo la complessità generale degli interessi e la domanda politica che viene dall'esterno.
    • "Il Principio Elettorale" basato sui principi della generalità del suffragio, della eguaglianza del voto e della sua segretezza  é funzionale alla elezione politica di ALCUNI che, da quel momento, fanno e si comportano come vogliono, quasi senza impedimento.
    • Il Principio elettorale quindi, condizionato dall'Autonomia  e dall'Indeterminatezza strutturale, non ha la Funzione di affermare la volontà popolare e, tantomeno, di scegliere i migliori e/o i più competenti.
    • L'ELETTORE é inserito nel contesto d'una procedura particolare, che determina i limiti di competenza.
    • Solo "Classi di Elettori" ampie possono superare questi limiti .
    La LOGICA SISTEMICA delle nostre società complesse non viene spiegata dai vecchi paradigmi, frutto di altri tipi di organizzazione sociale, di una diversa struttura produttiva e di valutazioni di tipo meccanicistico, quando si analizzano dall'interno la relazione capitale/lavoro e il concetto di produttività/ora.

    Tale logica sociale, per Niklas LUHMANNnon è l'affermazione della democrazia secondo la nozione classica ma la Logica Sistemica dell'Economia del Consenso, da valutare come Obiettivo funzionale e come Gestione di un "consenso supposto e non di uno effettivo", fondato su convinzioni comuni dei cittadini che, quando diventano Elettori, rinunciano alle loro convinzioni, limitando le proprie competenze e accettando nuove procedure stabilite dal Partito e/o Movimento.

    Per andare oltre, si deve analizzare l'ormai introvabile fattore TEMPO, dipendente da vari motivi.
    Le odierne SOCIETA' COMPLESSE ci guidano condizionano con mille problemi: scadenze, impegni di pagamento, presenza a varie manifestazioni per avere visibilità, che non sono parte della libera scelta (se mai é esistita) dei singoli ma comportamenti dovuti, che definisco come "dei quasi obblighi". 
    • Fare altre scelte, leggittime o allettanti, é diventato quasi impossibile.
    • Se si vuol creare una SOCIETA' diversa in Sardegna, diventa indispensabile riappropriarsi del Tempo, semplificando tutte le nostre Strutture Sociali....
    POTERE: 2°parte di "Soggetti e Società, Complessità Organizzativa e Sistema. 

    L' INFLAZIONE DEL POTERE La prima parte dell'analisi sul Potere si é soffermata sul FATTORE TEMPO, di cui abbiamo esplicitato le caratteristiche seguenti: Le odierne SOCIETA' COMPLESSE ci guidano/ci condizionano con mille problemi: scadenze, impegni di pagamento, presenza alle più varie manifestazioni per avere visibilità, non fan parte della libera scelta dei singoli ma sono comportamenti dovuti, "dei quasi obblighi". Fare altre scelte, legittime o appartenenti agli interessi dei singoli, é diventato quasi impossibile. Per creare una nuova SOCIETA' SARDA, basata su altri obiettivi, dobbiamo riappropriarci del TEMPO. 

    PER capire come e dove cambiare si deve fare una sintesi sul funzionamento delle ISTITUZIONI POLITICHE. 

     Il periodo che viviamo si può definire "TARDO CAPITALISMO" o principio d'un CAPITALISMO FINANZIARIO che si dipana in maniera autonoma rispetto alle istituzioni Politiche, le sovrasta e le condiziona. 

    Le ISTITUZIONI sono una conseguenza diretta della "complessità funzionale" delle società moderne. 

    I SISTEMI POLITICI, come quelli occidentali che si limitano a garantire la propria stabilità, sono carenti in relazione alla capacità di prevenire certi disturbi potenziali della moderna complessità sociale, perché incapaci d' esprimere una Pianificazione Politica a 360° gradi. 

    BISOGNA ALLORA CHIEDERSI: 
    Che rapporti esistono e quali sono i legami tra "IL PROBLEMA della DEMOCRAZIA" e le "TEORIE" che sovrintendono l'organizzazione di qualunque complessità sistemica del CAPITALISMO FINANZIARIO ? 

    Si può osservare negli STATI MODERNI, quelli detti Stati di Diritto, che il dissenso Politico é sempre attivabile istituzionalmente ma SI SCONTRA: con LIMITI di compatibilità posti dalle regole dello sviluppo capitalistico-finanziario; con il FORMALISMO rappresentativo (che ha perso decisionalità ma non il denaro) che é funzionale allo Status. 

    Il MODELLO così detto "rappresentativo" può (a lungo andare) manifestare dei rischi di evoluzione del Potere e, perciò, bisognerebbe valutare: Il definitivo tramonto del vecchio "Laissez faire" liberista e la separazione tra Società Civile e Stato, in un quadro più generale di "Welfare" quotidiano. L'autonomia e l'indifferenza sociale di apparati tecno-burocratici dello Stato (Equitalia é l'esempio) verso gli interessi singoli e nei confronti dei bisogni socialmente emergenti e delle carenze da lavoro. 

    La manipolabilità della Opinione Pubblica da parte di POTENTI AGENZIE (pubbliche e/o artatamente private) per: 
    (a) - produrre consenso, 
    (b) - garantire la lealtà di massa, 
    (c) - neutralizzare il dissenso. 

     La perdita di efficacia garantista delle Procedure Legali e delle Tutele Giuridiche dei diritti soggettivi, ormai piegate a garantire: non la libertà dei Soggetti di fronte al Potere, ma la Libertà del Potere dalle interferenze del SISTEMA POLITICO dello STATO, che non esprime più la generalità dei cittadini. 

    La tendenziale subordinazione del Sistema dei Partiti (attraverso gli eletti) alla logica di stabilizzazione conservatrice delle BUROCRAZIE AMMINISTRATIVE (basta osservare i loro stipendi per capire la loro importanza di "ultimi decisori") con la progressiva omologazione dei "programmi e delle forme organizzative dei partiti". Infine, la vittoria per K.O del Capitalismo Finanziario (controllore), con la sparizione dell'Istituto Classico di ogni Democrazia : la Divisione del Potere.




    Note:

    Luhmann, Niklas, Sistemi sociali. Fondamenti di una teoria generale.

    Sistemi sociali. Fondamenti di una teoria generale è l'opera di Niklas Luhmann che dalla metà degli scorsi anni Ottanta ha suscitato un intenso dibattito tra sociologi e filosofi politici e del diritto. Rappresenta il contributo forse più denso e originale apparso in Europa in ordine ad una radicale trasformazione della sociologia.Molto opportunamente la casa editrice Il Mulino, che già lo aveva pubblicato nel 1990 con la cura e traduzione di Alberto Febbrajo, che firma anche l'introduzione, lo ha ripubblicato a distanza di 11 anni. Il pensiero di Luhmann, scomparso nel 1998, dopo aver speso una folgorante carriera di studioso dei sistemi sociali e del diritto e aver insegnato Sociologia nell'Università di Bielefeld, ha influenzato i successivi studi di teoria sociale e di filosofia politica proprio per il carattere puro della sua ricerca, vòlta a scoprire i fondamenti e le condizioni di possibilità e pensabilità della scienza sociologica nel XXI secolo.

    Il punto di partenza della teoria luhmaniana è lo stato di crisi della dottrina che, dopo Weber e Parsons, cioè lungo il XX secolo, ha inesorabilmente perso i propri paradigmi o, nella migliore delle ipotesi, li ha convertiti in un pensiero debole o settoriale che risente dell'ecceso di specialismo; d'altra parte, questione importante nell'indagine del concetto di sistema sociale, proprio questa crisi ha aperto in altre discipline, la filosofia politica, la teoria del diritto e la stessa antropologia, un'orizzonte di contaminazione sociologica, convertitasi in alcuni casi in scuola di pensiero – ad esempio le teorie radicali dell'operaismo italiano alla metà degli anni '60, o le teorie politiche "postmoderne" - incentivando la permeabilità e multidisciplinarietà della scienza politica. D'altra parte, come Luhmann afferma nella Prefazione, la sociologia ha dovuto acquisire dalle scienze strutturate e tecnicamente più avanzate, quali matematica e genetica, biologia e informatica, il quadro di riferimento della sua attività, vòlta più all'individuazione di modelli funzionali che a descrizioni fenomenologiche, a indagini strutturali più che a risposte critiche ai problemi posti dalle società complesse, in primo luogo occidentali.
    Il punto di partenza della teoria di Luhmann è condensato nella ricerca di una global theory, una teoria "universale" (pag.59), capace di dar conto non del singolo evento sul piano della composizione articolata di ciò che, anche dopo Parsons, continua a chiamarsi società, bensì dei fondamenti della disciplina. Questi, a partire dalla crisi degli opposti paradigmi ontologico-soggettivistici e critico-analitici, non risultano infatti avere una validità generale. Si tratta dunque di "valicare una soglia" (pag.60), quella improntata alla storia del pensiero, che dall'antichità greca ha mutato almeno tre volte paradigma. Dall'ipotesi tutto/parti, nella descrizione dei raggruppamenti sociali e umani, alle teorie gerarchiche medievali, al concetto di forma che si afferma nel XVII secolo, alla scoperta della differenza tra sistema e ambiente, la teoria sociologica è in effetti riducibile ad una successione di fondamenti, che hanno però lasciato ai margini il dato più evidente e complicato dell'imprevedibilità dei sistemi sociali. Per questo l'importanza dell'opera di Luhmann è stata messa in evidenza anzitutto dai suoi critici, siano essi fautori di una sociologia poststrutturale - per cui l'elemento oscuro e ignoto del legame sociale può sempre essere spiegato in termini di elementi discreti - , o sostenitori della critica sociale di derivazione marxista che, al pari dei filosofi dell'agire comunciativo (Habermas in primo luogo), tendono ad ontologizzare (e soggettivizzare) il concetto di sistema.
    Considerando l'essenziale e innovativo lavoro di Maturana e Varela in biologia, descritto soprattutto in Erkennen: "Die Organisation und Verkörperung von Wirklichkeit" (1982),Principles of biological authonomy, e da entrambi in L'albero della conoscenza (1987), Luhmann giunge invece alla definizione di sistema come entità autoreferenziale, in una ipotesi non dialettica basata sulla differenza tra sistema e ambiente. E di qui giunge al "passaggio, dalla teoria incentrata sul binomio sistema/ambiente alla teoria dei sistemi autoreferenziali" (pag.713). Non è il sistema in sé o l'ambiente in sé a costituire l'orizzonte di svolgimento della teoria, bensì la considerazione dell'insieme differenziale. Il dato che fonda qualsiasi sistema non è quindi la "cosa in sé", l'ente o il soggetto (non esiste un sistema senza un ambiente), bensì la loro relazione, che si riproduce in sottosistemi e ambienti relativi, in un’ incessante attività autoproduttiva. Lo sconvolgimento delle tradizionali categorie sociologiche è il frutto dell'approccio linguistico-funzionalistico, che deve esser considerato come il punto di svolta di ogni indagine sulla complessità delle civiltà e dei sistemi sociali pluridifferenziati.
    La complessità è infatti l' altro fondamento di una teoria non ontologica, pensabile a partire dal carattere differenziale di ogni operazione dei sistemi, essendo essa "informazione che manca al sistema per poter cogliere e descrivere compiutamente il proprio ambiente"(pag.99). E' importante il fatto che l'autopoiesi e in genere le operazioni sistemiche suppongono una desoggettivazione e che tutto si svolge nell'orizzonte di relazioni differenziali: gli elementi dinamici, le società, i loro confini e l'autoriferimento fondante ogni sistema. A differenza delle strutture, i sistemi autogenerano i propri confini ("self generated boundaries", pag.101) e sono indipendenti dall'osservazione altrui. Essi inoltre sono soggetti ad una costituzione multipla e alla compenetrabilità, cioè l'intreccio di relazioni intra ed extrasistemiche che denotano il rapporto con gli ambienti relativi, nonché quello dei singoli individui nella relazione sociale (la cosiddetta interpenetrazione).

    Tra i fondamenti di una teoria sociologica che pone in primo piano l'autoproduzione, il rapporto al tempo svolge una funzione essenziale; esso distingue la teoria luhmanniana dalle precedenti acquisizioni della sociologia, da Durkeim a Weber. Se si vuole aspirare alla costituzione di una teoria universale la dinamicità dei sistemi deve essere ammessa, poiché solo attraverso i concetti di reversibilità e irreversibilità e la scelta per la seconda ipotesi sono comprensibili non solo i mutamenti temporali, ma l'intera prospettiva evolutiva, per lo più assente in un' analisi funzionalistica. Il tema del tempo determina il rapporto tra complessità e selezione, quest'ultima essendo il parametro in base a cui il sistema comunica e riduce ad azione la comunicazione. Ma il tempo è da presupporre anzitutto per il fatto che non può mai esserci corrispondenza tra sistema e ambiente (e anzi la non corrispondenza crea sia il sistema che l'ambiente); dunque anche il tempo è da considerare un differenziale.
    Il tempo può essere "gestito" dai sistemi, secondo alcune metafore produttive (velocità, prudentia) utili a temporalizzare la complessità. Questa opera incessante distingue i sistemi come strutture reversibili dai processi, che sono irreversibili. In questo contesto poi si chiarisce perché l'analisi funzionale (come analisi dei problemi) è la più appropriata a svelare la dinamica sistemica; infatti il metodo funzionale inserisce la prospettiva evolutiva (fatta di discontinuità più che di nessi causali) nella statica di tipo strutturalista e in tal modo l'intero approccio autopoietico al sistema conserva la caratteristica olistica delle precedenti teorie sistemiche, "combinandola però con la capacità di attuare un'elevata specificazione dei problemi...". (pag. 127). Nella loro differenza costitutiva con i sistemi psichici (le cui metafore risultano centrali nella sociologia tra il XVIII e il XX secolo), i sistemi sociali hanno in comune con i primi la coevoluzione, che rappresenta il fattore di senso di entrambi. Infatti il senso è "il prodotto comune dell' evoluzione" (pag.147), ed è la qualità che differenzia il sociale da altri sistemi (meccanici) e strutture.
    Il senso è il fattore che dà luogo alla riduzione della complessità e soprattutto all'autoriferimento, che consente la chiusura dei sistemi (ed è essenziale che Luhmann abbia dimostrato come alla chiusura autopoietica corrisponda un' estesa apertura verso l'"esterno" e che anzi solo sistemi chiusi complessi e autoreferenziali possono "aprirsi"). Infatti solo attraverso una comprensione dell'ambiente e del mondo nelle tre dimensioni materiale, temporale e sociale, è pensabile l'autonomia della dimensione sociale, a partire dalle metafore interno/esterno (materiale), reversibilità/irreversibilità (temporale) ego/alter (sociale). Ulteriore elemento di desoggettivazione, che differenzia Luhmann dalla tradizione metafisica, consiste nell'aver egli individuato uno schematismo e una procedura di ricombinazione, e non leggi di natura, alla base dei processi sociali; come delle generalizzazioni simboliche e non dei segni, alla base dei processi di autocostruzione del senso. Su questo punto di svolta è il caso di insistere, se, successivamente alla concezione luhmaniana e lungi dalla sua indicazione di metodo, consistente in un' integrazione delle varie prospettive teoriche, confliggono da un lato le tendenze a concepire le società e i sistemi politici come entificazioni, in una prospettiva sostanzialistica (siano esse teorie postweberiane, soggettivistiche o dell'agire comunicativo); dall'altro le tendenze analitiche oggettualizzanti e riduzioniste, che declinano la teoria sociale in termini di struttura e funzione.
    In questo senso il superamento dell'ipotesi di Talcott Parsons, che ha comunque costituìto a lungo il riferimento obbligato per l'autore di Potere e complessità sociale avviene reinterpretando il concetto di "doppia contingenza" (pag.205), da cui non può discendere alcuna azione sociale in senso specifico; per Parsons infatti il tipo specifico di agire che si incontra nella società è il frutto di un tacito consenso che crea un orientamento normativo, mentre Luhmann afferma che proprio dalla particolare situazione di una relazione cieca (black box) tra due o più attori sociali proviene l'agire, come dinamica di interrelazione, creazione e distruzione di legame. La critica alla soggettivazione delle categorie di ego e alter come poli della relazione sociale e quella della comunicazione, come situazione oggettiva in cui un mittente e un destinatario risultano personificati, si rivelano produttive al punto da affermare, contro tutte le rassicuranti teorie della società come bisogno di ordine e necessità di controllo, che dalla "cecità", quindi dall' indeterminatezza della situazione nell'incontro tra un ego e un alter e dall' opacità e inaffidabilità reciproca iniziale, si costruisce il sitema sociale, tramite concessioni di libertà. Il contrario del calcolo, dice Luhmann, per cui l'"interesse egoistico nasce solo in un secondo momento" (pag.215).

    I sistemi sono impenetrabili e ciò spinge all'azione. Essi sono creati nell'istabilità.
    "La teoria descrive una realtà che è sospesa nel vuoto, una costruzione che si fonda da sola…Non potendo fondare la stabilità dell'ordine sociale né sulla natura né su norme né su valori validi a priori, la teoria deve individuare nuovi riferimenti…"(pag.227). Questa novità è rintracciata nell'orizzonte comune di ricerca che Luhmann ha condiviso con Habermas nel dualismo comunicazione/azione e nelle rispettive motivazioni come fondamenti dei sistemi sociali. La critica a Weber si lega a quella a Parsons perché se una qualche intenzionalità a priori dell'agire è smentita dalla configurazione stessa del sistema, anche la modalità analitica dell'azione in quanto tale è revocata in dubbio, non essendo essa a creare i sistemi bensì, al contrario, i sistemi a produrre azione. Il passaggio decisivo ad un nuovo paradigma è costituito dal considerare la comunicazione come elaborazione della selezione; in tal caso si avranno tre termini più un quarto, oltremodo necessario, che delinea l'unità dei sistemi: comunicazione, informazione, aspettativa di successo e codifica.
    Si tratta di una teoria riflessiva della comunicazione che, considerata dal punto di vista evolutivo si basa sulla non credibilità delle informazioni. La diffrenza tra comunicazione e informazione non permette di concepire la prima come azione. Inoltre nello sviluppo della comunicazione si possono rintracciare epoche successive, contrassegnate dall'efficacia del linguaggio, dei mezzi di diffusione e dei mezzi di comunicazione. In effetti il tipo di azione specifica dei sistemi sociali proviene dal fatto che per essere osservato un sistema deve preservarsi come sistema d'azione e deve avere al suo interno processi di imputazione delle azioni. Le azioni devono costituire un'autodescrizione del sistema, devono prodursi riconoscimenti interni ed esterni ad esso e tramite l'azione si avvia quell'asimmetria temporale dei rapporti sociali che ne consente l'esistenza; la modalità di creazione dei sistemi è del tipo "order from noise"(pag.287). Diversamente da Habermas dunque la comunicazione non può essere intesa come fenomeno che realizza consenso e integrazione, perché se così fosse: "…minerebbe le sue stesse premesse e riuscirebbe a mantenersi solo riscuotendo un sufficiente numero di insuccessi…"(pag.291).
    La teoria, anche in questo punto, è teoria del differenziale, del dislivello, dell' inadeguatezza. La differenza fondante sitema/ambiente consente l'aumento e insieme la normalizzazione dell'improbabilità su cui i sistemi sociali sono basati. La differenza mette in gioco anche la questione dei confini nel processo di differenziazione tra sottosistemi e relativi ambienti. Nel concreto della formazione dei sistemi e, in coerenza con una teoria non metafisica della società, "i confini territoriali sono un caso particolare di confini di senso"(pag.326), e allo steso modo l'azione collettiva non è una "cosa in sé" ma una possibilità, vagliata nell'evoluzione sociale; in questo senso ogni centro politico è di per sé problematico, per non dire arbitrario, e mette al centro questioni di legittimazione che, nel momento in cui vengono discusse, sono il segno che la conquista di istituzioni formali, di per sé improbalbile, è stata "accettata dai sistemi"(pag.333). Come si può osservare è in questo senso che la teoria viene a confronto con le tendenze più recenti della filosofia politica e del diritto "comunicative", di cui c'è traccia ad esempio nel testo di Habermas Morale, diritto, politica, che riprende alcune tematiche di Luhmann sulla questione del principio normativo e della legitimazione del diritto stesso; esiti e motivi che rimangono centrali soprattutto in questi anni.
    Il sistema di globalizzazione delle esperienze e delle relazioni sociali mette in scena e propone una finzione di legittimità dei comportamenti collettivi, politici ed etici; nonché del diritto, soprattutto internazionale, stabilito dalle sovranità nazionali, calpestato e reso inoperoso dalle forze imperiali e spersonalizzanti. In questo senso il diritto come previsione dei sistemi sociali e i movimenti sociali come eventi autoriflessivi che coniugano teoria e prassi nell'azione, intesi come sistemi immunitari della società, si "conciliano nella figura della disubbidienza civile" (pag.614), ciò che rimane forse uno degli esiti più illuminanti e fecondi del pensiero di Luhmann. Egli infatti considera che proprio nell'opera di destabilizzazione condotta nei conflitti, come nei processi di comunicazione e in genere nelle azioni di rifiuto, considerato in termini sociali, si manifesta un effetto di immunizzazione dei sistemi stessi; essi, come i movimenti sociali (ma con una specificazione diversa su cui è necessario tornare) emanano in tal modo segnali di allarme "distruggendo per un istante la pretesa globale del sistema di essere complessità già ridotta e ordinata"(pag.578). In questo senso il sistema giuridico, considerato nel suo valore comunicativo, più che essere l'elemento ordinatore del sistema sociale è il suo sistema immunitario; funziona come anticipazione di possibili conflitti; esso, diversamente dall'idea giusnaturalista, non è comprensione dell' essenza dell'agire, bensì modalità di trattamento delle informazioni; previene la società alimentando conflitti. E' autonomo nell'uso dello schema lecito/illecito.
    In generale le pratiche conflittuali, di rifiuto sociale, come i processi di comunicazione, in quanto sistemi immunitari non sono sistemi cognitivi (perché bloccano l'autoosservazione) e, nel caso dei movimenti, compiono un'osservazione autoreferenziale. Luhmann illustra l'origine delle forme di conflitto in tre condizioni dei sistemi sociali 1) l'allentamento dei legami interni 2) la specializzazione 3) la cumulazione di effetti di rifiuto. Tale configurazione permette di individuare una storia del mutamento dei conflitti a partire dalle concezioni naturalistiche e individualizzanti per giungere a quella produttiva concezione autopoietica dei movimenti in cui il movimento sociale muove se stesso. I movimenti sono autoreferenzaili e autoriflessivi non separando teoria e prassi. Così diritto e movimenti sociali si conciliano nella pratica della disubbidienza che è questa unità, poiché consiste insieme in un'azione di rifiuto immunizzante e in una nuova produzione di legalità, spostando il suo limite e ridisegnando il suo orizzonte. Anzi, in questi giorni in cui l'attesa di una guerra imperiale e unilaterale che ridisegna violentemente l'ordine mondiale sta mutando la stessa percezione del diritto e della democrazia, si può dire, seguendo Luhmann fino ad un certo punto, che la disubbidienza è la vera legalità e la vera produzione di diritto, in quanto immunizzazione che garantisce, dall'interno del sistema, la sua tenuta; ma che, concepita e praticata fuori dal suo orizzonte liberale, assume il vero potenziale come pratica autoconsapevole di moltitudini in movimento.

    EPPUR SI MUOVE...


    Sa Defenza è sempre in prima linea nella denuncia delle scelte scellerate di governi ed UE sugli OGM, abbiamo tradotto e messo a disposizione decine di articoli sull'argomento, oggi finalmente vediamo che le sensibilità si esternano con la contestazione dello sporco lavoro fatto dall'EFSA.

    La denuncia delle multinazionali Monsanto e Bayer sono una costante della nostra iniziativa politica anti-OGM, vogliamo ricordare  il dr Brian John che  contesta le tesi di Anne Glover sugli OGM, la guerra segreta del cibo, avvelenato apposta per noi con  azodicarbonamide , i danni che la Monsanto ha fatto all'umanità sono incommensurabili, la dimostrazione che la celiachia, e più in generale l’intolleranza al glutine è un problema in crescita a livello mondiale, dovuto all'uso del diserbante ROUND-UP, continuando nella libreria di Sa Defenza nei nostri articoli troverete molto altro ancora.

    Siamo felici che finalmente "Eppur si muove.." nascono movimenti che si cimentano alla contestazione di questi cibi mortali e cancerogeni per la salute umana e animale.

    Sa Defenza


    Iniziativa No Ogm all'Efsa - La polizia provocatoriamente carica gli attivisti: una giovane ragazza colpita violentemente in faccia
    Iniziativa della Coalizione centri sociali dell'Emilia Romagna, Centri Sociali del Nord Est e Centri Sociali delle Marche all'Efsa questa mattina, occupati gli uffici con un corteo interno e conferenza stampa per denunciare come l'EFSA, l'Authority che dovrebbe garantire la sicurezza alimentare nel caso degli OGM garantisce soltanto, insieme alla Commissione Europea, una facile via di accesso alle multinazionali.
    Gli attivisti hanno dato vita ad una presenza attiva con megafoni ed interventi.
    Quando gli attivisti  stavano andandosene sono arrivati in maniera provocatoria guardie finanze, carabinieri e poliziotti che hanno circondato ed aggredito violentemente i manifestanti: una ragazza è stata ferita al volto, un poliziotto ha tirato fuori la pistola.
    Un aggressione in piena regola.
    Gli attivisti hanno continuato a manifestare, denunciando quel che era successo, restando in piazza.
    Alla faccia della città governata dal "nuovo" e cioè Pizzarotti e il Movimento 5 stelle .. ci sembra che tutto sia assolutamente vecchio e ricalchi le peggio pulsioni repressive contro chi, come in questo caso, protesta contro la barbarie degli OGM.
    L'iniziativa si conclude in tarda mattinata: una giornata importante per affermare un'opposizione concreta ai tentativi subdoli di introdurre gli OGM in Italia e in Europa.


    CRONACA
    12:52 Parma - la grande giornata di lotta contro l'EFSA e la questione OGM, si conconclude senza identificazioni su nessun attivista. Ma la battaglia No OGM è solo all' inizio.
    12:11 Parma- gli attivisti oggi hanno portato avanti un'azione di democrazia, dentro un clima di violenza e repressione.
    12:20 Parma - Gli attivisti restano sulla strada e continuano a dire "ad essere identificati deve essere chi aggredisce una giovane manifestante" non chi manifesta contro gli OGM
    12:15 Parma - Oggi all'Efsa, domani ovunque si tenti di imporre gli Ogm
    12:10 Parma - Una grande giornata di mobilitazione perchè gli Ogm non passino da nessuna parte, vogliamo "un Europa ogm free".
    12:00 Parma - Gli attivisti continuano a megafonare e denunciare il ruolo di Efsa nella promozione degli OGM e l'inaudita carica della polizia propria nella città della novità, del cosidetto "cambiamento"grillino.
    11:58 Parma - si cerca di allontanare i passanti, i cittadini, privati del diritto di restare, perché non ascoltino l'operazione verità declamata al megafono. 
    11:51 Parma, Italy - NO-gmo activists violently beaten by Police after initiative at EFSA

    11:48 Parma - le forze dell'ordine bloccano anche i passanti che non possono raggiungere gli attivisti. Nel frattempo viene raccontata al megafono la grave aggressione e il conseguente sequestro di persona. Responsabilità ai veri violenti!
    11:44 Parma - Le forze dell'ordine richiedono che ogni attivista passi da solo, dando nome e cognome. I manifestanti si siedono tutti per terra e iniziano a denunciare alla stampa l' accaduto con una conferenza.
    11:38 Parma - anche un'altra ragazza viene soccorsa per strada dagli infermieri a causa di forti colpi di manganello sulla testa.
    11:36 Parma - arriva l'autombulanza per soccorrere una ragazza ferita in volto durante la carica partita dalle spalle del gruppo di manifestanti, che stavano tornando dall'iniziativa No OGM
    11:23 Parma - attivisti vengono bloccati sul ponte dopo essere stati pestati. Il ricatto è di essere trasportati in questura per essere identificati.
    11:15 Parma - ad un attivista è stato spaccato con violenza un casco in testa, alcune ragazze hanno preso manganellate sul volto e alla schiena. Il corteo si dirige al Comune per rispondere a queste provocazioni e abusi di potere.
    11:10 Parma.- le forze dell'ordine seguono per tutte le strade pubblicamente gli attivisti per intimorirli.
    11:08 Parma -la polizia estrae una pistola tenta di chiudere i manifestanti nel cortile poi li insegue e parte una carica violenta su donne e uomini.
    10:41 Parma - negli interventi al megafono viene citato, tra gli altri, il caso Monsanto. Chi garantisce la nostra sicurezza? Non siete innocenti!
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    10:37 Parma - corteo interno alla sede EFSA. L'EFSA è un'agenzia europea che agisce contro il territorio per interessi meramente economici. Il personale tenta di ostacolare la manifestazione di chi si oppone agli OGM.
    10:24 Parma - Blitz degli attivisti No Ogm che occupano la sede dell' EFSA per porre la questione della valutazione della sicurezza alimentare e delle coltivazioni. No agli interessi delle multinazionali!


    I motivi della protesta a Efsa vedi il video:

    lunedì 17 marzo 2014

    Scrittura e lessico nuragici. I simboli monografici che accompagnano la voce NUR per notare la divinità YHWH (II)
    di Gigi Sanna 



    Fig. 1      
    Nel primo articolo (1) abbiamo visto la voce nuragica NL/NR nel suo significato più esteso di 'lux aeterna'  e non di semplice 'lux'. E' stata la presenza del serpente e talora la sua aggiunta alla parola stessa che ci ha consentito di puntualizzare meglio il  suo significato.
        Ma chi è questo 'serpente', di chi è o chi è la luce ciclica eterna? I 13 documenti da noi presentati offrono con estrema chiarezza che la 'lux aeterna' o NR è accompagnata o preceduta da un monogramma riportato con le seguenti tipologie (v. fig 1, seconda colonna) :

    1) Segno pittografico con schema a 'tanit' (2)
    2) Segno schematico a 'V' rovesciata
    3) Segno lunato con disegno a luna calante
    4) Segno ad 'E' diritta e orientata a destra oppure rovesciata
    5) Segno ideografico del tre (tre punti obliqui)
    6) Segno espresso da tre 'elementi' ripetuti
    7) Segno pittografico aspettuale (serpentella gravida)
    8) Segno monogramma -crittogramma  formato da più segni agglutinati (legati).

       Partiamo dalla considerazione che di alcuni di questi segni si sa con certezza il valore fonetico dal momento che essi si riscontrano nei normali repertori 'alfabetici' del cosiddetto protocananaico (3) e ovviamente nei documenti che riportano tale tipo di scrittura.  E' il caso dei segni 6 -7- 8,  ideografico il primo e schematici lineari gli altri due (v. fig. 1, prima colonna). L'uno si trova in una punta di freccia (v. figg. 2 -3) in bronzo con scrittura protocananaica, un documento  più volte pubblicato  da noi e da altri (4)nonché nella  nota iscrizione (v. fig 4) della coppa di Lachish (5). Stesso valore fonetico che si riscontra in un altro documento sardo nuragico andato smarrito e di provenienza incerta (6) raffigurante un tempietto fallico (v. fig. 5), Gli altri invece, sia pur con orientamento diverso, si riscontrano nel notissimo documento (v. fig.6) , con scrittura ugualmente protocananaica, di Izbet Sartah (7).


    Conoscendosi il valore fonetico del segno di Izbet Sartah si capisce dunque che sia il segno con i tre punti che è posto sopra il serpentello che scrive NR della barchetta dell'antiquarium arborense, sia il segno che segue NL nella lastra di Barisardo, vogliono indicare la voce 'hē' del semitico per rendere il pronome indicativo  Lui/Lei. L'ideogramma 'tre' quindi può sostituire la lettera alfabetica 'hē'. Di conseguenza anche il 'segno' del tre, reso attraverso tre singoli (segni 5 -10 -11) elementi ripetuti (ad es. tre serpenti, tre tori, tre quadrati, tre segni alfabetici, ecc.) renderà il valore fonetico dato dai tre punti.

       Ugualmente valore di 'hē' pronominale (Lui/Lei) ha il segno con schema a Tanit (segni 1 -13) che chiaramente ripete, con forma simile, l'antico segno protosinaitico con l'acrofonia di HLL (הלל) cioè dell'aspirata laringale. Detto segno in Sardegna, in omaggio al criterio della continua 'variatio' e quindi alla libertà nel riprodurlo, ha una vita lunga e si presenta con notevoli varianti formali (8), come si può notare dalla seguente tabella:

       Il segno a 'V' (segno 2) rovesciata non sembra aver riscontri nella documentazione protocananaica e nei repertori degli alfabeti semitici. Che esso abbia questo valore fonetico è dimostrato nella documentazione nuragica più volte, come si può vedere ad es. dall'androgino (9) raffigurato in un frammento fittile con scrittura pittografica sopra e lineare sotto. In quest'ultima (v. fig. 7) si nota la consonante tra la yod ad asta verticale e la waw (la lettura si esegue ruotando di 90 gradi la scritta a destra) cui seguiva  presumibilmente un'altra hē. Valore che si può vedere soprattutto dal ciondolo di Solarussa dove il segno si trova ancora dopo la yod (ad asta obliqua) ed è ripetuto per ben sei volte(10) rendendo sempre la voce YHH (v. fig. 8).


    Un discorso a parte, circa i segni astratti lineari, merita il segno in forma di 'C' (segno 4). Anch'esso, sempre con valore fonetico di 'hē', si trova ben  documentato nel nuragico, come si può vedere ad es. dalla scritta della pietra (fig. 9) di Santa Caterina di Pitinuri (11), dalla scritta della pietra (fig. 10) di Santa Maria Navarrese (12), da quella (fig. 11) del coccio di Pozzomaggiore (13), da quella della pietra (fig.12) di Terralba (14), dalla iscrizione (fig. 13) del Nuraghe di Aidu Entos  di Bortigali (15), dallo specimen (fig. 14) dei sigilli di Tzricotu di Cabras (16) e dalla scritta (fig. 15) della barchetta di Teti (17) . Detto segno almeno per ora  non trova riferimenti nella documentazione esterna siro - palestinese mentre ne ha in quella pitica (fig. 16) di Glozel (18).



    Del tutto particolari appaiono invece i segni n. 3 e 12.  Il primo risulta come composto da 4 segni  agglutinati e più precisamente da una 'yod', da una 'hē', da una 'waw' e da una seconda 'hē'. Questa è orientata diversamente anche perché forse organizzata in modo da rendere, contemporaneamente, il peduncolo della 'waw' (fig.17).   

    La scritta di Aidomaggiore con i suoi quattro segni che seguono alla voce 'NR' (19) e con il tetragramma YHWH, fanno intendere chiaramente che tutti gli altri vari segni monografici, anch'essi seguenti o precedenti la stessa voce, surrogano con la parola 'hē' (Lui/Lei), il nome intero della divinità. Nome anch'esso che si trova per intero varie volte attestato nella documentazione nuragica. Si vedano le trascrizioni delle scritte dei sigilli bronzei A3, A4, A5 di Tzricotudi Cabras e il sigillo fittile di S.Imbenia di Alghero, nonché il noto coccio di Orani, che si presenta però con la ultima 'hē'  preposta (v. fig. 20). 






         Infine ci resta il n. 12,  il segno' più complesso perché il più nascosto, quello con il quale i nuragici notavano molto spesso la divinità. Esso si ricava attraverso la convenzione dell' acrofonia. Infatti, se si osserva bene, il serpente disegnato nella pietra del Nuraghe Losa di Abbasanta (fig. 21)  non è un serpente ma una serpentella. Nel 'gramma' si trovano dunque con valore fonetico pittografico logografico la voce nachash (נחש), cioè serpente, e la consonante acrofonica di nachash che è la  'nun'; ma si trova  anche la  consonante acrofonica data dalla scrittura 'con' e più precisamente dall'aspetto dell'animale che risulta  gravida.

        Ora, in semitico 'gravida', 'incinta'  si dice HRH (הרה). Pertanto l'inizio consonantico della parola HRH consente dunque allo scriba, per la suddetta convenzione, di riportare anche la voce (il pronome) 'hê' e cioè 'Lui/Lei'. Ed ecco perché la scritta del masso non dice solo 'EL NACHASH אל נחש (dio serpente) ma dice  'EL NACHASH HE אל נחש ה(dio serpente lui). E cioè Lui (YHWH) è il dio serpente (20). Bisogna avvertire subito però che dal momento che la scrittura è palindroma, procedendo al contrario avremo  Hē NL (valore acrofonico del segno e non più pittografico) 'AK (valore pittografico  del segno e non più acrofonico). Quindi due letture e non una sola (21) con le quali, in maniera magistrale, lo scriba non solo 'disegna' con i due animali, ma anche 'scrive' 'egizianamente' attraverso di essi e le loro particolari forme (corno asimmetrico del toro e l'essere incinta della serpentella) dicendo che Lui (yhwh)è il dio serpente e che Lui è il toro della luce. Dice cioè , in sostanza, quello che abbiamo scoperto e affermato nel precedente articolo (22) parlando del toro e del serpente del Nuraghe Santa Barbara di Villanova Truschedu nonché  della scritta della 'Sala da ballo' di San Giovanni del Sinis. Che LUI/LEI (sole -luna) sono la luce eterna (NUR/NUL) o  l'occhio di Ra ugualmente taurino ed eterno.       

       Si scopre così che attraverso l'espediente acrofonico il nome (pronome) della divinità può essere reso nascostamente e a rebus con qualsiasi oggetto o con qualsiasi 'aspetto' reso da un oggetto, da un animale  o da una persona (o da una parte di essi) che inizi per la consonante 'hê'. 

        Per ribadire questo aspetto della scrittura impiegata dai nuragici vedremo più in là nel tempo uno straordinario quanto curioso  documento: un masso enorme che si trova in San Giovanni del Sinis (Tharros),  nel quale l'acrofonia che consente di rendere l'identità della  divinità nascosta è data da un curioso cappello o ornamento del capo. Particolare questo che, tra l'altro, consente di capire che, con ogni probabilità, detto ornamento o cappello si riscontra nei bronzetti (e nelle statue di Monte Prama) per lo stesso identico motivo e cioè fonetico e non solo semplicemente  'decorativo'.   

    Note e riferimenti bibliografici

    1) V. Sanna G., 2014, Scrittura e lessico nuragici. Il serpente e la lettura completadella voce NR. 'lux ateterna'; in Monte Prama Blog (4 marzo 2014).
    2) Sulla tipologia del segno (non solo in Sardegna) con i suoi 'marcatori' vedi di recente Atropa Belladonna, Le 'donnine' di Amun (e le altre): co-evoluzione del segno 'ankh e del segno a Tanit; in  Monte Prama Blog (2 marzo 2014)
    3) V. Amadasi M.G., 1999, Sulla formazione e la diffusione dell'alfabeto; in Scritture Mediterranee tra il IX e il VII secolo a.C., Atti del Seminario (a cura di Giovanna Bagnasco Gianni e Federica Cordano), Università degli Studidi Milano 23-24 febbraio 1998, pp. 27 – 51; Attardo E, 2007, Utilità della paleografia per lo studio e la datazione di iscrizioni semitiche in scrittura lineare. Parte I. Scritture del II Millennio a.C.; in Litterae  Caelestes  2 (1), Center for Medieval and Renaissance Studies. UC Los Angeles.
    4) Stella del mattino e della sera, 2010, Iscrizioni arcaiche vendensi; in gianfrancopintore Blogspot.com ( 25 Gigno): Sanna G., 2010, Una freccia quasi SaRDaN? O addirittura SaRDaN? In gianfrancopintore Blogspot.com (30 giugno).
    5) Sass B. 1988, The Genesis of the Alphabet and its Development in the Second Millennium B.C., (Agypten un Altes Testament 13), Wiesbaden, elenco dei testi pp. 12 - 45;  Amadasi M.G., 1999, Sulla formazione e la diffusione, ecc. cit. p.43. Nella coppa di Lachish i tre punti sono tracciati in modo pressoché identico a quello della barchetta dell'Antiquarium arborense di Oristano, mentre nella punta di freccia sono incisi, forse intenzionalmente, a 'triangolo'
    6) Sanna G., 2009,  La stele di Nora. Il Dio il Dono il Santo. The God, the Gift, the Saint (trad. di Aba losi), 3, p. 93.
    7) Kochavi M., 1977, An Ostracon of the Period of the Judges  from  Izbet Sartah, in Tel Aviv , 4 (1977), pp. 1 -13; Garbini G., 1997, I Filistei. Gli antagonisti di Israele, Rusconi, Milano, 1997, p. 248.
    8) Atropa Belladonna, 2014, Le 'donnine' di Amun (e le altre): co-evoluzione del segno 'ankh e del segno a Tanit; in Monte Prama Blog (2 marzo).
    9) Sanna G.,2010,  YHWH in immagine pittografica. Prima a Gerusalemme? No, in Sardegna e con scrittura Srdan; in gianfrancopintore blogspot.com (24 settembre). 
    10) Pilloni F., 2009), Due ciondoli che strizzano l'occhio al nuragico; in gianfranco pintore blogspot.com (17 giugno); Sanna G. 2009, La stele di Nora, cit. cap. 2. p. 54 fig.12. Il motivo della iterazione della voce yhh, una volta con i segni separati, una volta con le due 'he' legate e una volta con tutte le lettere legate (così da formare il noto motivo a 'zig-zag)   è dato dal fatto che si vogliono, da parte dello scriba, creare i numeri sacri completi della divinità, dall'uno al tre. Insomma, ci sarebbe scritto yh tre, yh due, yh uno Lui
    11) PSJ, 2010, Il bue Api di Santa Caterina di Pitinuri; in gianfrancopintore blogspot. Com (18 giugno).
    12) Sanna G., 2009, La stele di Nora. Il Dio il Dono il Santo, ecc. cit. p. 67.
    13) Sanna G. 2010, Il documento in ceramica di Pozzomaggiore; in Melis L., Shardana. Genesi degli Urim, PTM. Mogoro, pp. 153 - 168.
    14) Sanna G., 2012, Ed ecco finalmente la parola "Nuraghe". In una scritta a Terralba; in gianfrancopintore blogspot. com (4 luglio)
    15) Sanna G, 2009, No, caro Pittau, no, così non va; in gianfrancopintore blogspot.com (22 marzo).
    16) Sanna G., 2004, Sardōa grammata. 'Ag 'ab sa'an yhwh. Il dio unico del popolo nuragico, S'Alvure ed., Oristano 2004, 4, pp. 147 - 158; idem, 2007,  I segni del Lossia cacciatore. Le lettere ambigue di Apollo e l'alfabeto protogreco di Pito, S'Alvure ed. ΑΝΑΘΗΜΑΤΑ 3, p. 373.
    17) Sanna G, 2013, Auguri da Teti. Firmato: NuR Hê 'Ak Hê Aba Hê; in Monte Prama Blog ( 9 dicembre). 
    18) Sanna G, 2007, I segni del Lossia cacciatore, ecc, cit. p. ΑΝΑΘΗΜΑΤΑ 1, p. 291.
    19) Mocci P. , Scrittura antica. Storia nuragica 'Nuovo reperto vicino a Sedilo'; in L'Unione Sarda (5 maggio 2013); Sanna G., Caro Momo Zucca, cun mimi non fruchis| (III); in Monte Prama Blog (3 maggio 2013);
    20) Il V.T. fu purgato, come si sa, dalla componente sacerdotale nazionalistica ebraica anticananaica. In particolare vennero espunti quei passi dove l'androgino YHWH appariva con simbologie teriomorfe o astrali (soli-lunari). Sul dio degli ebrei 'serpente' tuttavia rimasero alcune tracce consistenti, come quelle relative albastone - serpente  di Aaronne che divora i bastoni-serpenti degli indovini egiziani ( Es 7.8-12) e al serpente di bronzo che curava dal veleno  dei serpenti che mordevano gli ebrei nel deserto ( Num 21: 4-8)
    21) Si ricordi che spesso la scrittura nuragica si manifesta doppia e anche palindroma, cioè 'torna indietro' rendendo più pregnante il significato della scritta. Si veda, più avanti, la lettura doppia (avanti - indietro) della scritta della pietra del Nuraghe Losa di Abbasanta. La stessa voce yh risulterebbe palindroma e cioè data anche dalla voce verbale hy. Il significato completo sarebbe yh hy (l'androgino che dà la vita).   
    22) V. nota 1.

    domenica 16 marzo 2014

    SAPELLI: Il clima da guerra fredda che si sta alzando in Europa, non può che avere pesantissime conseguenze sulla situazione economica.

    Attraverso la dirompente crisi dell’Ucraina, gli Usa ci stanno di fatto “consegnando” alla Germania. Lo denuncia l’economista Giulio Sapelli: l’improvvida offensiva di Washington e l’assenza totale di politica estera da parte dell’Ue finiranno per lasciare sul campo la sola Merkel, cioè il potenziale manifatturiero tedesco, a contatto diretto – tramite Kiev – con l’enorme disponibilità russa di energia e materie prime. Tutto questo mentre cresce l’allarme sulla deflazione, imposta alla Bce per favorire il “made in Germany” a scapito dei maggiori concorrenti, Italia in primis. «Il problema – afferma Sapelli – risiede nel fatto che Mario Draghi, nonostante il sostegno americano di cui gode, ha visto la Medusa ed è rimasto pietrificato. La Medusa è la Merkel, la quale è destinata ad assurgere a un ruolo da cancellierato d’accatto deflazionistico sempre più rilevante grazie all’iniziativa diplomatica ed economica di fatto assunta da lei e dal suo governo in occasione della crisi ucraina».

    Del resto, continua Sapelli su “Il Sussidiario”, il kombinat tedesco-russo energetico e manifatturiero «è congeniale per esercitare su Putin e Lavrov, Obama e Merkelgrande ministro degli esteri russo, un peso assai superiore a quello di ogni diplomazia europea e financo al peso della diplomazia dell’Ue». Secondo lo storico dell’economia, sarebbe bastato che «l’incredibile baronessa Ashton», referente di Bruxelles per la politica estera, «si fosse mossa alle prime increspature della crisi, assicurando a Putin e al suo blocco economico-militare di potere che l’Ue si sarebbe impegnata a conservare ai russi, in qualsivoglia situazione politica si fosse trovata l’Ucraina, l’utilizzazione della base di Sebastopoli in Crimea», che peraltro Mosca «conserva grazie a un affitto molto ingente, così come fa con quella nucleare in Kazakhstan».

    Il clima da guerra fredda che si sta alzando in Europa, continua Sapelli, non può che avere pesantissime conseguenze sulla situazione economica. «La paralisi di Mario Draghi è emblematica nel segnalare che il crescente potere della Merkel avrà conseguenze nefaste». Di fronte a questo, «c’è da rimanere stupefatti per la schizofrenia degli Usa», sorti agli avvertimenti dello stesso Kissinger, memore dei moniti lanciati da un intellettuale come Sergei Karaganov, «ossia la sindrome da accerchiamento della Russia postcomunuista». Oggi gli Stati Uniti «oscillano da un atteggiamento monocratico a un atteggiamento delegazionistico». Kerry, prosegue Sapelli, ha incontrato Lavrov a Roma per il vertice sulla Libia «nello stesso giorno in Sapellicui si svolgeva la riunione di Bruxelles sul caso ucraino, delegittimando di fatto l’Europa».



    Delegittimazione confermata anche «dallo sciagurato invio muscolare di aerei da combattimento nelle basi polacche, che hanno già i missili rivolti verso la Russia». Nel contempo, Washington dimostra anche «l’incapacità di tradurre i colloqui e le minacce in proposte concrete e realistiche». Una imperdonabile debolezza, che «apre la strada al negoziato tutto moneta e beni di scambio che la signora Merkel intrattiene». In concreto: «Se si pensa di risolvere la questione ucraina con gli 11 miliardi di euro promessi al nuovo governo ci si sbaglia di grosso». E attenzione: «Far tirare la cinghia agli europei di serie B, mentre di fa diplomazia facendo l’elemosina, non può che far incattivire la povera gente e quei settori della popolazione già stremati dalla costante, tenace e cieca distruzione del modello sociale europeo, che Frau Merkel e i suoi muti alleati da anni stanno perseguendo».

    lunedì 10 marzo 2014

    Scrittura e lessico nuragici. Il serpente e la lettura completa della voce NR, 'lux aeterna' (I).

    di Gigi Sanna
    monteprama

    L'acquisizione di una sempre maggiore documentazione sulla scrittura adoperata dai nuragici in un arco di tempo che dura per mille e cinquecento anni e forse più (1) e cioè dal XVI secolo a.C sino al  III secolo a.C., consente oggi una lettura sempre più precisa del lessico, perlopiù semitico (2), adoperato dagli scribi nuragici per rendere onore e gloria al loro unico dio yh (ma scritto anche y, h, yhh, yhw, yhwh, yhwh).
      Diversi documenti in bronzo, in pietra e in ceramica presentano una delle voci più comuni del paleosardo ovvero la parola biblica NR/NL, che significa propriamente 'lampada(3) ma che in nuragico ha il valore traslato di 'luce'  in generale. Quella che nella Bibbia comunemente viene chiamata 'aôr (אור).

       Il modo di presentarsi della parola NR, naturalmente, è quanto mai vario dal momento che i nuragici, così come gli egiziani, riportavano le parole non solo in sequenza consonantica ordinata (di ispirazione scrittoria protocananaica) ma anche servendosi a rebus degli stessi oggetti oppure dei monumenti che, per il loro particolare aspetto e la loro conformazione, riportano dei pittogrammi-logogrammi (disegni esprimenti parole), degli ideogrammi (numeri) e dei pittogrammi con valore acrofonico.  Talvolta però il valore della prima consonante è acrofonico (tende cioè a rendere la nasale iniziale presente nella parola)  e nello stesso tempo pittografico (tende cioè a rendere l'intera parola).6
      
    Quest'ultimo doppio 'valore' del primo segno viene ad essere confermato per due motivi: da una parte dalla pressoché costante pittograficità della lettera e dall'altra dal fatto che talvolta il serpente viene aggiunto alla stessa parola indicante la voce nur, cioè serpente nur
         Prendiamo la seguente tabella e vediamo dai documenti (presentati in appendice dal n. 1 al n. 13) come i nuragici scrivono la parola:



    Dal punto di vista della lettura si nota che 8 volte su tredici la lettura è da sinistra verso destra, 1 volta (Tharros) è da destra verso sinistra, 3 volte procede dall'alto verso il basso (Tharros, Barisardo e Terralba) e infine 1 volta dal basso verso l'alto (Nuraghe Losa).
      Dal punto di vista della scrittura, a parte la variante della liquida R/L (7 volte NR e 6 volte NL) si nota che nel documento dell'Antiquarium arborense il pittogramma 'serpente', eseguito con tecnica a puntinato, una volta precede la voce stessa NR e una seconda volta invece esso ingloba le due lettere, rendendole così unite per legatura. In ogni caso la lettura è sempre nachash + NR (serpente + luce).
       Ora, conoscendosi il valore simbolico del serpente che è quello di 'ciclicità eterna', di energia continuamente rinnovantesi, il significato sarà quello di 'aeterna lux' che si rinnova. Sembra allora evidente che anche laddove il serpente non sia esplicitato come voce a sé nella scrittura di NR la  manifesta pittograficità del segno tende a far capire che esso assume nella sequenza fonetica due valori e non uno solo: quello di pittogramma logogramma e quello di pittogramma con valore acrofonico. Insomma, in tutti i documenti ci troviamo di fronte ad una parola semplice (NR) ma che diventa doppia in virtù della pregnanza di significato della lettera iniziale. Quella luce è sempre 'aeterna' in quanto 'serpente'.
       E che le cose stiano proprio così lo fa capire, in particolar modo, il documento lapideo di Terralba laddove il serpente è (nascostamente) scritto per ben tre volte in quanto esso come significato tende ad estendesi a tutte e tre le voci presenti nella sequenza e cioè 'ag, hē (4) e nl  (v.fig. 14): nachash 'ag, nachash hē, nachash nl (serpente toro, serpente lui, serpente luce). Il significato allora sarà: luce eterna del toro eterno di lui eterno e non quello semplice di 'luce del toro lui'. Con i tre serpenti si rimarca l'immortalità della luce, del toro (il sole) e del dio che si manifesta attraverso la luce perenne dell'astro taurino (che incessantemente dà la vita).
       La stessa voce 'nuraghe' del monumento architettonico, costituita dai pittogrammi che lo compongono (v. fig. 15), solo pronunciata non esprime tutto il suo valore in quanto il cerchio superiore soli-lunare che rende la voce nur/nl, ha valore di serpente, di ciclicità del serpente 'uroboro'. Gli architetti scribi nuragici però, a mio parere, riescono ad esplicitare e a 'scrivere' meglio, in virtù di un elemento aggiuntivo (aggiuntivo come nel caso dei serpenti della barchetta arborense) nella costruzione, il 'dato' serpente, quello implicito nel cerchio superiore (la cosiddetta 'terrazza'): attraverso la scala elicoidale o a serpente (v. fig. 16). 

                  Fig.14                                                      Fig.15                                             Fig. 16

     Alla luce di queste considerazioni sembra lecito ritenere che sia il nuraghe con la scala sia il nuraghe senza di essa hanno sempre presente la voce NR/NL + serpente,  con la sola differenza che in alcuni casi essa è resa più esplicita e in altri non. In ciò sia la scrittura su supporto sia la scrittura 'con' monumentale non presentano differenza alcuna.Che lo si sottolinei o non, la luce è sempre eterna o serpente che dir si voglia.
      Ma il dato più spettacolare dell'esistenza del simbolo serpente nell'edificio templare si riscontra  laddove, a prima vista, esso sembra essere meno presente e meno manifesto. Si trova, se si osserva  con attenzione il tutto e non la sola parte, nella raffigurazione della luce del toro nel Nuraghe Santa Barbara di Villanova Truschedu. Qui lo scriba nuragico sembrerebbe proprio, con la riproduzione della perfetta figura luminosa della protome dell'animale, dare valore alla forza e alla potenza dell'astro solare. E' non è un caso che gli autori della scoperta luminosa interna della tholos nuragica ovvero il Gruppo Ricercatori Sardi (G.R.S.), affascinati dal singolo fenomeno oggettivo, abbiano intitolato il loro libro 'La luce del toro(5). Perchè evidentemente il dato empirico immediato, visibile nella stanza del nuraghe,  è l'unico che si tende a calcolare nella 'lettura' (fig. 17).


       In realtà il titolo sarebbe dovuto essere 'La luce serpente del toro' ovvero la luce ciclicamente eterna del sole. Ciclicità che viene cripticamente evidenziata dall'aspetto giovanile,da torello, dell'animale singolare o bue api (6) che ri-nasce  Infatti, è nel periodo a cavallo del 21 Dicembre e non in altri momenti che la luce del toro celeste entra nella finestrella dopo aver percorso ciclicamente, e cioè a serpente, il suo corso intero. Quindi il fenomeno non è solo luminoso taurino ma è anche e soprattutto ciclico astrale.  Nel Santa Barbara di Villanova Truschedu (fig.18) non c'è solo esaltata, attraverso l'espediente della finestrella e del suo orientamento, la potenza vitale dei raggi luminosi, ma anche l'eternità di essi, data la continua ripetitività del fenomeno. I simboli toro e serpente sono dunque compresenti, 'scrivendo' essi nel 'dies natalis', sia pur in modo diverso, quella stessa formula insita nel nuraghe stesso e che dava e dà ancora il nome alla costruzione e cioè NURAC.

    Fig. 17                                                                                                       Fig.18

    Quindi, grazie alla documentazione epigrafica e alla scrittura 'con' sia del monumento sia dell'evento solstiziale siamo oggi in grado di affermare che il 'nuraghe' va inteso come simbolo architettonico dell'immortalità e della potenza della luce assieme.
        Ma se si volesse un' ulteriore prova di ciò, ovvero di tale valore toro -serpente, ricordiamo (7) che la definizione di luce eterna viene ad essere stupendamente confermata, oltre che dalla scrittura (presenza pittografica del serpente) anche dall'evento, spettacolare come in Santa Barbara, della cosiddetta 'sala da ballo' (8) di San Giovanni del Sinis (Tharros). Infatti la voce NR si trova inserita nel singolare complesso scrittura - scultura - architettura della parete ad Est  della sala che fa sì che, attraverso l'accorgimento della testa raffigurata nello spigolo (metà viso da una parte e metà dall'altra)  si indichino le tre direzioni dei fenomeni ciclici dei solstizi e degli equinozi (figg.19, 20, 21 e 22). Il serpente della voce NR scritta al di sotto della lettera hē, allude quindi, ancora una volta, non alla sola acrofonia occorrente per la rendere la parola 'luce' ma anche alla continua ripetizione serpentiforme del fenomeno.  

         Fig. 19                                                                                                                          Fig. 20

    Fig. 21. La scritta intera della parete                                        Fig. 22. Le tre direzioni cicliche del sole

     Si comprende allora e non risulta più un puro accidente che nella barchetta nuragica dell'Antiquarium arborense siano state aggiunte da uno scriba altre due scritte con il serpente della luce. Si sa che due scritte uguali per contenuto, stante la rigorosa numerologia nuragica, non avrebbero valore. Esse vanno pertanto a sommarsi alla terza (formando così il numero sacro della divinità)  presente nel 'cerchio'  posto nella sommità del pennone (o albero 'toro') della barchetta e sormontato dalla colomba (v. fig. 23) 'viaggiatrice' (9) . Senza contare che non è ancora un caso ma sempre in ossequio alla divinità 'tre' che la luce serpente  o  lux  aeterna si trova scritta nelle tre parti della navicella: in alto, sulla fiancata e sul fondo (10).
       E si comprende ancora che la simbolica barca funeraria del sole, in origine con una sola scritta, denunciantecomunque l'esistenza del serpente, può accompagnare quindi, con maggior forza, in virtù della triplice iterazione della scritta, l'anima del defunto verso l'eternità del dio padre toro luminoso (continua).

    Fig. 23. Barchetta nuragica 

    DOCUMENTI NURAGICI  PRESENTANTI
    LA SCRITTA NR  SU SUPPORTO

    Fig. 1 (Sala da ballo di San Giovanni del Sinis )

     Fig.2. Coccio nuragico del Nuraghe Alvu di Pozzomaggiore

      Fig.3. Pietra scritta di Aidomaggiore

    Fig.4. Barchetta fittile di Teti



     Fig.5. Barchetta Antiquarium arborense (fondo)


     Fig.6. Barchetta Antiquarium arborense (fiancata)

       Fig. 7. Scritta di Su Nuraxi di Barumini

     Fig.8. Pietra scritta di Barisardo

    Fig.9. Pietra di Terralba

    Fig.10. Scritta della scogliera di San Giovanni del Sinis (Tharros). 

       Fig.11. Scritta di grande fusaiola del Nuraghe Palmavera di Alghero 

     Fig.12. Scritta in rilievo su di un masso nei pressi del Nuraghe Losa di Abbasanta

           Fig.13. Scritta del Nuraghe Pitzinnu di Abbasanta


    Note 

    1) Le ultime attestazioni, che potrebbero però spingersi ancora più avanti nel tempo,  della scrittura nuragica a rebus (di cui si dirà con un saggio apposito) sono offerte dalle monete sarde coniate durante la seconda guerra punica (219 - 201 a.C.). V. per ora la documentazione di riferimento in Forteleoni L., 1961. Le emissioni monetali della Sardegna punica, Gallizzi Sassari.
    2) Tra i documenti rinvenuti, compresi quelli del presente saggio, sono per ora pochi quelli che manifestano un lessico non semitico. Questo, di matrice indoeuropea ( e forse anche preindoeuropea), è perlopiù attestato attraverso appellativi, nomi di persona o di città. V. Sanna G., 2004, Sardōa grammata, 'ag 'ab sa'an yhwh. Il dio unico del popolo nuragico, S'Alvure Oristano 11, pp. 444 -450 ; Sanna G., 2009,  La stele di Nora. Il dio, il dono, il santo, The God, the Gift, the Saint ( trad. in lingua inglese di Aba Losi), PTM Mogoro, 3, pp. 73 - 106.   
    3) Es. 25: 37; Prv. 31:18. In senso met. di 'Dio' v. 2 Sam. 22,29.
    4) Si noti che nel documento la hê semilunata con orientamento a sinistra (con orientamento a destra nota invece  la yod) è manifestamente prolungata nella parte superiore onde fornire l'immagine del serpentello. Ragion per cui il detto segno risulta per nesso l'unione del pittogramma nachash hê.
    5) G.R.S ( Gruppo Ricerche Sardegna), 2011, Il Toro della luce, PTM ed. Mogoro. 
    6) Sanna G., 2011, La nascita del toro 'bambinello'.Nel nuraghe Santa Barbara di Villanova Truschedu il culto cananaico della potenza della luce di 'El YHWH ; in gianfrancopintore blogspot.com (27 dicembre).
    7) Sanna S., 2013, Il magnifico fenomeno del tramonto del sole nel solstizio d'inverno nella Sala da Ballo (sha'ar ha ba'aal) in San Giovanni del Sinis; in Monte Prama Blog (20 dicembre),
    8) Il toponimo  'Sala da ballo' sembra essere evidente corruzione italianizzante di sh'ar ha ba'al (porta di Ba'al). Facciamo presente che il luogo, di superficie rettangolare e quasi d'aspetto 'pavimentato', fornito di vere e proprie pareti a Est, a Sud ed a Ovest, era in origine una cava nuragica, sfruttata successivamente dai Punici e dai Romani. Essa si presenta con la parte a Sud a contatto diretto con il mare.    
    9) E' questa voce semitica e cioè הלך che dà l'acrofonia di hē (lui)'. E' davvero straordinaria la capacità degli scribi nuragici nel fornire fonetica con il disegno che tende a rispettare, sia pur nel chiaro simbolismo, il reale aspetto della barca, con l'anello del pennone e la colomba viaggiatrice posta al di sopra di esso. La colomba ovviamente serviva, una volta liberata, per recare dei messaggi, soprattutto quello dell'imminenza del ritorno a 'casa' dei naviganti. Dobbiamo precisare che prima  il valore fonetico di 'hē' lo ricavamo diversamente, non acrofonicamente, ma dal simbolismo 'femminile' della divinità (Sanna G., 2004, Sardȏa grammata, cit., 5, p. 207).
    10) Ricordiamo che anche la barchetta fittile di Teti presenta, evidentemente per lo stesso motivo numerologico, la scrittura sia in una delle fiancate sia nel fondo; scrittura che ovviamente si aggiungeva alla terza, presente una volta  nella parte superiore (detta parte, come si sa, non c'è pervenuta). V. Sanna G.,2009, Buon Natale da Teti: NuR Hē ’AK Hē ’ABa Hē ,in gianfrancopintore blogspot.com (17 Dicembre); idem, 2013, Auguri da Teti. Firmato: NuR Hē ’AK Hē ’ABa Hē (9 dicembre); Atropa Belladonna 2011, Le 3 vite della navicella fittile di Teti; in gianfrancopintore blogspot.com (29 aprile). 








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