domenica 10 marzo 2013

ZONA FRANCA INTEGRALE: E’ GIUSTO FARE UN 

PO’ DÌ CHIAREZZA 

(questo è quanto e successo dal 29.01.13 ad oggi)!!


Giuseppe Marini


Il Diritto sancito con il D lgs 75 del 1998, proclama la Regione Sardegna come Territorio Extradoganale Europeo.


Questo diritto i Sardi rischiavano di vederlo perso nel momento in cui si fosse messo in atto il Nuovo Regolamento Doganale Europeo nella data del 24 giugno 2013. Era infatti necessario ed indispensabile entro questa data, avere l’ATTIVAZIONE” fatta (adesione al diritto ad operare in regime di Zona Franca Integrale), per non rischiare di perderlo per sempre (chi è dentro ci resta e chi resta fuori non è detto che ci possa entrare.


Nel frattempo la Regione Sardegna seguiva un’altra strada, che avrebbe dato alla Sardegna la possibilità di operare in regime di vantaggio fiscale in alcune aree della Sardegna, con le cosidette “Zone Franche Territoriali o Urbane (aiuti di stato per aree disagiate).
Da circa un’anno e mezzo, un grande lavoro è stato svolto da diverse Associazioni Prò Zona Franca, con l’appoggio della Dott.ssa e dell’Avv. Scifo, che hanno portato il messaggio in giro per i comuni della Sardegna, arrivando all’ottenimento di oltre 280 Delibere di Consiglio Comunale a favore dell’ATTIVAZIONE del diritto a poter operare in tutta l’Isola in Regime di Zona Franca Integrale.


La Regione pur sapendo quanto era importante per i Sardi avere attivato questo diritto, preferiva invece seguire la sola strada delle Zone Franche Territoriali (aiuti di Stato sulla fiscalità). 


Vennero addirittura presentate delle diffide e denuncie al tribunale di Cagliari contro il Presidente Cappellacci, a firma dei Movimenti e della Dott.ssa Randaccio e dell’Avv.to Scifo, che avrebbero avuto Udienza Legale il 20 febbraio scorso.


Ma per i Sardi non era importante andare a vincere una causa in Tribunale, ma ottenere invece un diritto che ci spetta da 1948 e che ci è stato poi riconfermato dalla CEE nel 1998.
Per questo il 29 gennaio scorso, presentammo nell’Ufficio della Presidenza della Regione, una richiesta in cui si faceva presente al Presidente Cappellacci, quanto fosse urgente ed importante, mettersi sin da subito al lavoro per la procedura di ATTIVAZIONE del Diritto di operare in regime di Zona Franca Integrale. Chiedemmo anche un’incontro al Presidente che però ci venne negato.
Decidemmo quindi di non andare via dall’Ufficio della Presidenza e di proclamarne lo stato di occupazione, sino all’ottenimento di un tavolo tecnico.


Il Presidente mi ricevette la sera stessa a Villa Devoto. Ci accordammo per mollare il presidio in Regione e per l’apertura di un primo tavolo tecnico per l’indomani mattina. In quell’occasione il Presidente diede mandato con Delega alla Zona Franca all’Ass.re Alessandra Zedda.
Il 30 gennaio scorso, si ebbe quindi un primo tavolo tecnico alla presenza dell’Ass.re Zedda, della Dott.ssa Randaccio, dell’Avv. Scifo e di numerosi rappresentanti dei movimenti spontanei. Ne seguì poi un altro a distanza di circa una settimana e si trovò l’accordo per accettare di mandare avanti le pratiche necessarie per l’attivazione della Zona Franca Integrale.
Dopo alcuni giorni, ci venne comunicato che avremo potuto partecipare ad una conferenza stampa a Villa Devoto, per dare dimostrazione al Popolo Sardo della reale volontà della Regione a voler operare in regime di Zona Franca.


Alla conferenza vi parteciparono oltre al Presidente Cappellacci, anche altri esponenti di alcuni partiti politici e il Presidente dell’Autorità Portuale di Cagliari. Mentre invece a nessuno di noi e neppure alla Dott.ssa Randaccio e all’Avv. Scifo, non venne data alcuna possibilità di essere presenti. Restammo quindi nei pressi dell’ingresso di Villa Devoto. All’arrivo della polizia in tenuta anti-sommossa, andammo via, trasferendoci nella sede di Videolina e dell’Unione Sarda per mostrare la nostra preoccupazione per ciò che “forse” stava accadendo a Villa Devoto e per dire esattamente come stavano le cose.


La nostra preoccupazione, trovò reale giustificazione, nel momento in cui al TG di Videolina e nella Stampa poi, il Presidente mostra, firmava e spiegavo ciò che era stato fatto il giorno a Villa Devoto. Non si era ne parlato ne tantomeno fatto nulla per la messa in atto dell’ATTIVAZIONE per poter operare in Regime di Zona Franca INTEGRALE (prima della data del 24.06.13)!!


Preoccupati per questo disinteresse da parte della Regione, ci siamo recati dopo alcuni giorni nell’Ufficio dell’Assessore Zedda, con cui siamo riusciti a parlare e a capire, che non avevano ancora messo in atto nessuna procedura in tal senso. Decidemmo pertanto di occupare gli ufici dell’assessore, fino a quando quanto da noi richiesto e da loro promesso, non fosse stato veramente fatto come doveva.


E fu così che finalmente il giorno 12 FEBBRAIO 2013 (data storica per la Sardegna) il Presidente Cappellacci sottoscrisse ed inviò quanto necessario per comunicare a chi di dovere che la Regione Sardegna si era ATTIVATA per poter operare in Regime di Zona Franca Integrale.
Fatta l’ATTIVAZIONE, mancava solo la spedizione di tutta la documentazione necessaria per l’operatività del Regime di Zona Franca Integrale. 


Dopo alcuni incontri fra l’Ass.re Zedda, un consulente della Regione, la Dott.ssa Randaccio e l’Avv. Scifo, le carte risultavano essere sufficientemente complete per essere inviate alla CEE, al Ministero di competenza, alle Dogane e alle società di Energie e Petrolifere.
Il Presidente chiese di poter inviare il tutto dopo le elezioni del 24 e 25 febraio 2013, per evitare di essere strumentalizzato per questioni elettorali e che subito dopo avrebbe provveduto così come promesso. 


Incominciamo a sollecitare l’invio dei documenti dal 26 febbraio scorso, con ripetute telefonate ed incontri con l’assessore Zedda.
Ci venne promessa la data del giovedì 28.02.13 o del venerdì 01.03.13 per la definizione di tutto. Passò il giovedì 28 senza nulla di fatto e ci ritrovammo (rappresentanti dei vari movimenti con la dott.ssa Randaccio e l’Avv. Scifo davanti all’ingresso del Palazzo di viale Trento, per chiedere di essere ricevuti per poter testimoniare che il tutto sarebbe stato firmato dal Presidente ed inviato agli Organi Competenti. Salirono la Randaccio e Scifo nell’Ufficio dell’Ass.re Zedda, per un’ultimo incontro che sarebbe dovuto servire a chiudere la partita e fugare qualsiasi dubbio in merito.


Alle ore 19.00 di quel giorno, eravamo in tanti ad attendere che scendessero Scifo e la Randaccio, con copia di quanto si sarebbe dovuto spedire. Uscirono dalla porta principale e ci vennero incontro, con una faccia a dir poco triste e molto preoccupata e rivolgendosi a noi dissero: I documenti sono tutti apposto! Anche a detta dei loro consulenti il tutto è pronto per essere firmato e spedito a chi di dovere….. ma….. il Presidente ha detto che per ora non firma e non spedisce nulla…. non ci ha detto ne il motivo ne cosa intende fare.


La rabbia dei presenti era tanta e la delusione dei nostri amici consulenti la si leggeva in faccia. Decidemmo in quello stesso momento di andare nuovamente ad occupare la sede di Videolina e dell’Unione Sarda, per strappare un comunicato stampa per l’indomani. Riuscimmo quindi ad avere l’attenzione dei Media e a dare l’informazione sull’accaduto, mostrando tuta la nostra grande preoccupazione. Più tardi verso le 22.00 e fino alle 23.00, riuscimmo ad avere nuovamente l’attenzione e l’interessamento dell’Ass.re e del Presidente Cappellacci, che ci rassicuravano e garantivano di aver provveduto alla sottoscrizione e alla spedizione di quanto in precedenza promesso. Di questo ne prendevamo le prove, vedendo in rete i comunicati del Presidente Cappellacci che confermavano che tutto era stato fatto come stabilito.


A questo punto iniziava un’altra settimana, in cui avremo dovuto solo avere la certezza di avere copia dei documenti inviati in mano, ma passavano i giorni senza che questo accadesse.
Succedeva invece che il giorno lunedì 4 marzo il comune di Tortolì, stava andando a fare una delibera di Giunta, in cui su richiesta dell’Assessore Zedda avrebbero dovuto perimetrale un’area vicino al Porto di Arbatax, da destinare alle attività extradoganali. In poche parole si stava continuando a mandare avanti la procedura della Zona Franca “NON INTEGRALE”!!
Mentre a Tortolì ci si preparava per fare una manifestazione per dissentire da questa decisione della Regione, io mi sentivo con l’Assessore Zedda e la invitavo a comunicare al Sindaco di Tortolì, che la riunione di Giunta Comunale non si sarebbe dovuta fare. Dopo circa mezzora l’Assessore mi telefonò, dandomi conferma dell’avvenuto accordo con il Sindaco per stoppare la cosa.
Questo fatto, ci portò ancora una volta a dubitare, della buona volontà della Regione a voler proseguire con la Zona Franca Integrale, anche perché non ci avevano fornito alcuna prova della reale trasmissione dei documenti che dicevano di aver inviato.
Il giorno mercoledì 06 marzo scorso, ci recammo presso gli Uffici delle Dogane di Cagliari, per avere conferma dell’avvenuta ricezione da parte loro dei documenti inviati dalla Regione. Ci rispose uno dei responsabili (Dott. Pani), dicendoci di non aver mai ricevuto nulla in merito. Decidemmo quindi di recarci personalmente alla sede della SARAS SpA per sentire se almeno a loro fosse giunto qualcosa. Ma dopo aver parlato con una responsabile, capimmo che pure li non era arrivato nulla. Decidemmo pertanto di non andare via dalla SARAS SpA, fino a quando, la Regione non ci avesse fornito le prove necessarie per dimostrare che aveva veramente fatto il suo dovere. Infatti la responsabile della SARAS SpA ci disse (e lo comunicò pure alla stampa), che appena gli fosse arrivato il documento necessario da parte del Presidente della Regione (NUOVO QUADRO NORMATIVO), lei avrebbe immediatamente cambiato (dopo la mezzanotte dello stesso giorno) i prezzi dei carburanti in uscita dalla raffineria con quelli nuovi esenti da dazi doganali, da accise e da IVA.


Come esempio da utilizzare per il Nuovo Quadro Normativo, avremmo potuto utilizzare quello della Regione Val d’Aosta o di Livigno (che sfioravano di poco il prezzo di un’euro al litro di Super e Diesel).
Mollammo immediatamente il presidio in SARAS e ci avviamo tutti verso il Palazzo della Regione in viale Trento per incontrare immediatamente l’Assessore Zedda, che ci aveva rassicurato di aver sentito il Presidente Cappellacci e che avrebbero immediatamente fatto quanto occorreva per essere spedito alla SARAS, prima dell’azzeramento della Giunta Regionale (rimpasto di Giunta in atto).
Ho dato comunicazione di quanto era in atto in rete e per telefono, in modo da farci trovare sotto il palazzo della Regione in quanti più possibile per essere ancor più convincenti. Di questo passaggio ne misi a conoscenza anche la Dott.ssa Randaccio che ci avrebbe raggiunti in viale Trento.


Nel frattempo ci giungeva notizia da più parti, in cui diverse persone appartenenti a diversi movimenti, davano ordine ai loro uomini di non raggiungerci e di tornare pure alle loro case.
All’arrivo in Viale Trento, ci presentammo all’ingresso e ci venne detto che l’Assessore non c’era. Ricevetti una telefonata da parte della Dott.ssa Randaccio che aveva appena sentito l’Assessore Zedda e che si erano dati appuntamento nel Palazzo per le ore 16.30.


Verso le 14.00 mi telefonò l’Assessore Zedda e mi confermò l’appuntamento delle 16.30 nel suo Assessorato alla presenza di Dott. Mariani, Scifo e Randaccio (considerandomi fra i presenti). Purtroppo il vero motivo della sua telefonata era dovuto a tutt’altro rispetto a quanto noi pensavamo di fare. Mi fece sapere che in realtà la settimana precedente (venerdì 01 notte) il Presidente non aveva ne firmato ne spedito nulla ne alla CEE, ne all’Ufficio delle Dogane, ne al Ministero Competente ma solo alle associazioni di categoria delle Società petrolifere ed energetiche. E come giustificazione per questa “balla Istituzionale” disse in maniera abbastanza imbarazzata, che l’avevano detta per prendere tempo (senza dire a che prò). Non era pertanto possibile inviare nulla alla SARAS per la richiesta di ribasso dei costi sui carburanti finche non fossero stati fatti prima gli altri adempimenti di dovere.


Alle 16.30 arrivarono la Randaccio e Scifo e restammo tutti in attesa dell’arrivo dell’Assessore Zedda per dare inizio all’incontro in programma. L’assessore dopo aver sentito la mia personale rabbia nei loro confronti in riferimento a quanto mi disse poco prima al telefono, mi vietò di partecipare all’incontro e non volle che nessun’altro al di fuori di Scifo e della Randaccio potesse parteciparvi.


Restammo quindi in attesa che i loro lavori terminassero e dopo circa 2 ore l’Avv. Scifo e la Dott.ssa Randaccio uscirono dal palazzo e ci informarono degli ultimi sviluppi (di cui abbiamo pubblicato il video in rete). In sintesi, la Regione si sarebbe presa l’impegno di inviare immediatamente quanto necessario a chi di dovere (con un’arricchimento giuridico concordato con Randaccio e Scifo). La tempistica per avere le carte in regola e poter così comunicare alla SARAS SpA di ribassare i prezzi dei carburanti, non potrà avvenire prima di una risposta positiva da parte della CEE o allo scadere dei 180 giorni dall’avvenuta spedizione e ricezione.
A questo punto ci resta solo da sapere con certezza se e quando il tutto è stato o sarà inviato a chi di dovere.

Con questa relazione, penso di aver dato una panoramica abbastanza completa, per far capire come siano esattamente andate le cose. Mi chiedo pure se senza tutte queste prese di posizione con riunioni, incontri ed occupazioni, sammo riusciti ad arrivare ugualmente a questo punto?
Ciò che alla fine conta è che i Sardi siano riusciti a vedere riconosciuto (e con l’ATTIVAZIONE del 12.02.2013 c’è l’hanno) un diritto che rischiava di essere perso per sempre, con cui si potranno mettere le basi per un futuro glorioso per tutto il nostro popolo.
E’ vero, che molte delle suddette azioni/decisioni sono state prese in pochi e in tempi molto brevi, ma pur sempre immediatamente comunicate a tutti (non sempre si riesce ad organizzare incontri per poter poi agire di conseguenza e ci si trova pertanto a dover decidere in quello stesso momento, ma sempre per il bene di una causa che no n appartiene ad un solo movimento o associazione, ma a ciascun cittadino Sardo che ha a cuore il bene della Sardegna.
Penso quindi che sia ora giunto il momento di fare un grande confronto fra tutti coloro che hanno seguito la vicenda Zona Franca, per cercare di programmare insieme il metodo con cui si dovranno mettere le basi organizzative, per fare in modo che siano i Sardi i veri protagonisti di questa nuova pagina di storia.

Il Movimento TERRA LIBERA è un movimento politico/imprenditoriale, composto da rappresentanti dell’imprenditoria Sarda, che sono molto attenti alle attuali problematiche e che intendono dare alle Istituzioni quella spinta necessaria per velocizzare il processo di salvezza di una terra che sta morendo giorno dopo giorno.


 TERRA LIBERA esiste da circa 8 mesi e cresce giorno dopo giorno, occupandosi di temi e sponsorizzando progetti che possano dare risposte ai tanti Sardi che oggi si trovano con un grande vuoto davanti e con poche possibilità di ripresa. La Zona Franca Integrale è il perno principale del grande programma del Movimento TERRA LIBERA, senza il quale non ci sarebbe altra speranza di rilancio per l’economia Sarda.

Sarà in occasione dell’appuntamento del 15 marzo 2013 ad Arborea, a cui parteciperanno anche gli altri Movimenti, i Comitati e le Associazioni, che TERRA LIBERA si presenterà per una proposta unitaria di tutte le forze, che finora hanno lavorato per il bene dei Sardi e per la salvaguardia dei loro diritti fino ad oggi non riconosciuti.


Giuseppe Marini (Movimento TERRA LIBERA) Cagliari - sabato 09 marzo 2013
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