mercoledì 13 novembre 2013

ITALIA NAZIONE IN GUERRA . NON SOLO 

NEOLIBERISMO . VERSO LA MILITARIZZAZIONE 

DELLA MENTE .

Antonello Boassa

Il governo non ha nessun diritto di commemorare Nassirija in quanto quelle morti per il governo sono semplicemente un buon affare perché costituiscono un pretesto per ulteriori spese militari , per nuove operazioni belliche e per poter appuntare sul petto una medaglia da esibire alla Comunità internazionale , acquisire prestigio e maggior potere di contrattazione .



Quel diritto appartiene a chi ha sempre pianto i morti di tutte le guerre a chi ha vissuto il 4 novembre come giorno di lutto per gli italiani deceduti in trincea o fucilati alla schiena in quanto "disertori" e per gli austriaci "nostri nemici" .


Perchè c'è un'Italia in guerra e un'Italia che vuole pace .


Il ministro della difesa Mauro , a suo tempo , era rimasto sconcertato perché gran parte degli italiani non avesse apprezzato l'acquisto degli F-35 e fosse rimasto basito quando si era venuto a sapere che per la Difesa si fosse speso una vagonata di miliardi (pare 26) . 

Il ministro deve aver giudicato immaturi ed ingenui quei suoi connazionali . Le armi e le guerre sono necessarie perché prevengono le guerre e perciò oltre che essere democratizzanti per i popoli incivili sono anche umanitarie perché salvano le popolazioni dall'eccidio di massa . 
Risulta evidente che , a sentire le parole del ministro, ci vorrebbe una maggiore collaborazione dei media per far capire ai giovani quanto sia nobilitante quella divisa che ti da il diritto di uccidere legalmente e di farti diventare un eroe se fai una strage . 


Si presume che sia necessaria perché l'Italia diventi una grande nazione una Riforma della scuola che permetta di già ai piccini un qualche esercizio di tipo militare perché possano aprire la mente all'arte militare in modo che da adulti siano profondamente motivati allo scontro con il Nemico .


Il premier italico non vuole essere da meno e per far capire a tutti che è un vero duro ha già rassicurato il Potente Alleato che nel 2014 l'Italia farà la sua parte in Afghanistan . 

Non solo . Dato che la Libia , a sentire il ministro Mauro , è un non-stato ( diciamolo pure anche per merito nostro ,grazie ai Tornado e agli Eurofighter), la marina italiana triplicherà la sua presenza per salvare , con navi da guerra ovviamente , i migranti che Tripoli non riuscirà a contenere . Non solo . 
L'Italia si addosserà il fardello di ricostituire l'esercito libico e di smantellare le milizie disobbedienti (operazione facile e di nessun rischio). Ed infine un servizio per il Paese e per l'Europa :bloccare ai confini meridionali ed orientali della Libia quella massa di disperati che da vaste aree dell'Africa si muovono aspirando all'Europa che nonostante la sua notoria generosità non ha nessuna voglia di accoglierli .


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