mercoledì 3 dicembre 2014

NOI e il rapporto con il "SITUAZIONISMO"

Paolo Leone Biancu


I Situazionisti ci illuminano ancora

Tutto quello che una volta era vissuto direttamente ora è diventato una rappresentazione… Il consumatore reale si è trasformato in un consumatore di illusioni” (Guy Debord, 1967).

I Situazionisti, un gruppo rivoluzionario internazionale, molto critico verso la società capitalista, già parlavano negli anni 50 della “Società dello Spettacolo”, la quale alienava le persone attraverso un ambiente sociale mediato e mercificato.

I media e le merci, secondo le idee dei Situazionisti, ottundevano il pubblico e controllavano il desiderio.


Mezzo secolo dopo, abbiamo creato i Nuovi Media e un campo d’azione più vasto, che rende valide le affermazioni dei Situazionisti.

Nel nuovo millennio digitale, sembra che i desideri non siano controllati, ma accettati fin quando possono venire associati a un prodotto esistente nel mercato, incanalati e stimolati dai media.


I Situazionisti percepirono che nel capitalismo le emozioni si trasformano in prodotti di mercato. Per recuperarle dobbiamo pagare.
Il mercato, pensavano, limitava le relazioni interpersonali, poi offriva un riflesso del reale senza autenticità, rendendoci affamati delle relazioni perdute.


Il bisogno di rapporti, oggi, trova espressione nei social network, che sembrano liberi e democratici.

Certo, molti servizi Internet sono gratuiti, ma considerando hardware, software, connessione Internet – più tempo e attenzione – il calcolo dei costi cambia.

In più, i Situazionisti osservarono che i soggetti sociali erano programmati per vivere una vita che di fatto fosse una rappresentazione della vita reale.
Attraverso la tecnologia, sono stati creati dei bisogni per poter vendere delle soluzioni.


E il mercato hi-tech non richiede più nemmeno molte merci, in quanto esiste digitalmente.

Pertanto, si può affermare che l’essere divenuti consumatori di illusioni è divenuto troppo evidente.

Possiamo concludere con questa affermazione di McLuhan





Una volta che consegnamo i nostri sensi e i nostri sistemi nervosi alle manipolazioni di coloro che cercano di trarre profitti prendendo in affitto i nostri occhi, le orecchie e i nervi, in realtà non abbiamo più diritti.” (McLuhan, Gli strumenti del comunicare, 1964).


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