venerdì 16 luglio 2010

SERGIO ATZENI
http://edicola.unionesarda.it
ASSEMBLEA COSTITUENTE COMITATO PER IL "SI" AL REFERENDUM
CONSULTIVO SUL NUCLEARE IN SARDEGNA

Serve un'altra data. La Regione risparmierebbe 12 milioni se il referendum contro il nucleare si svolgesse nella prossima primavera - insieme alle elezioni comunali - e non a novembre, come chiedono i promotori.

Lo ha detto Giandomenico Sabiu, capo di Gabinetto del presidente Ugo Cappellacci, ieri durante l'incontro con una delegazione di
Sardigna Natzione e del movimento “No Nuke UNA RISATA SARDONICA VI SEPPELLIRA' ", promotori del referendum consultivo.

I promotori, che pensavano inizialmente al mese di novembre, hanno richiesto dieci giorni di tempo per decidere la data da proporre, dovendo interpellare anche il “Comitato per il sì” costituito di recente e al quale hanno aderito associazioni, sindacati, partiti ed esponenti politici di tutti gli schieramenti.
Questo il quesito che si vuole proporre ai sardi: “Sei contrario all'installazione in Sardegna di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate o preesistenti?”

LA DECISIONE Naturalmente la decisione definitiva spetterà al governatore Ca
ppellacci che, a prescindere dalla richiesta dei promotori, in questa situazione di crisi preferirà quasi certamente una data che consentirebbe un risparmio notevole alle casse della Regione. L'accorpamento con le elezioni comunali, inoltre, sarebbe un'opportunità che potrebbe favorire il raggiungimento del quorum. Ecco perché è difficile che i promotori se la lascino sfuggire.

IL CONFRONTO «Il capo di Gabinetto del presidente - ha spiegato Bustianu Cumpostu, leader di Sardigna Natzione, « ci ha detto che l'eventuale referendum a novembre costerebbe 12 milioni in più, per questo sarebbe consigliabile rimandarlo alla prossima primavera e unirlo alle comunali. Abbiano chiesto dieci giorni di tempo per dare una risposta e avere il tempo di consultare anche il comitato per il sì». Accorpandolo con le comunali andrebbero alle urne circa 250 mila elettori, numero che rappresenta un quarto dell'elettorato sardo: «Si voterà anche in comuni importanti come Cagliari, Alghero e Olbia, penso che così il quorum potrebbe essere raggiunto più facilmente», ha sottolineato Cumpostu, «personalmente propenderei per avere il referendum subito, ma vogliamo prendere una decisione condivisa e il mio parere non deve essere un ostacolo».

L'APPELLO Nei prossimi giorni, quindi, gli esponenti di Sardigna Natzione e del movimento “No nuke” si riuniranno con gli aderenti al comitato contro il nucleare, per concordare tutti insieme la data da proporre per il referendum. «Qualunque sia la data in cui si andrà a votare», ha aggiunto Cumpostu, «mi aspetto che la gente risponda al quesito e sia sensibile al problema che non è solo ambientale, ma anche di sovranità. I sardi devono capire che il nucleare vincola tutte le future generazioni, perché per le scorie di terza categoria servono 200 mila anni per lo smaltimento. Noi non abbiamo neanche un bisogno energetico che giustifichi le centrali nucleari e non esiste neppure un risparmio finanziario nel costo dell'energia, se sommiamo l'alto costo di smaltimento e il costo dell'uranio». Abbiamo in Sardegna - ha concluso Cumpostu - una fonte energetica incredibile che è il carbone e non capisco perché non la si possa sfruttare nel modo migliore».

LA VICENDA Sardigna Natzione e "No Nuke", il 9 febbraio scorso, avevano consegnato 16.286 firme, autenticate e certificate elettoralmente, presso la Corte d'Appello di Cagliari per poter indire un referendum consultivo. L'Ufficio Regionale del Referendum ha poi dato il via libera allo stesso, giudicando positivamente la legittimità della richiesta.
Nel caso non si votasse nel mese di novembre, la legge prevede che la data venga fissata tra il primo gennaio e il 10 giugno del 2011: ecco perché è stato indicato come giorno più probabile quello legato alle amministrative di primavera.


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