venerdì 24 ottobre 2014

DEVASTAZIONE AMBIENTALE NELL'ARCIPELAGO DE LA MADDALENA NEL CUORE DI GUARDIA DEL MORO

SARDINYA MAURO PILI deputato di UNIDOS: RUSPE DI STATO NEL PARADISO DI SANTO STEFANO


de Mauro Pili

Pubblicate su facebook le immagini di un gravissima deturpazione paesaggistica nascosta a tutti

Dentro l’isola di Santo Stefano, un'oasi di protezione totale, le ruspe di Stato hanno devastato il promontorio di un'isola straordinaria. Le immagini sono eloquenti di quanto sia successo, non è dato sapersi quando, ma di recente, dentro il parco naturale di La Maddalena. Il Ministro della Difesa anche per coprire questo scempio e per evitare immagini indiscrete su quello che è avvenuto dentro la base di Guardia del Moro ha reiterato la servitù di Stato. Nessuno dice niente su una devastazione senza precedenti in un parco naturalistico nazionale. Le immagini che ho pubblicato sono un report vietato sulla distruzione ambientale in uno dei paradisi della Sardegna. Delle immagini pubblicate me ne assumo personalmente l'intera responsabilità, sotto ogni punto di vista. Ci sono fatti e atti che non possono essere tenuti coperti e nascosti. Questo è l'ennesimo atto di un attacco scriteriato dello Stato al nostro patrimonio ambientale che non può più essere tollerato. La Regione continua a giocare a nascondino. Se il Presidente della Regione vuole veramente contrastare l'utilizzo coloniale della Sardegna trasmetta queste immagini alla Procura della Repubblica, invii la Forestale a fare i rilievi di quanto è accaduto e chi ne sono i responsabili. Vi è un reato evidente di distruzione del patrimonio ambientale e naturalistico, un’aggressione allo straordinario paesaggio di quell'isola. Tacere significa essere complici”.

Lo ha appena dichiarato il deputato sardo di Unidos MAURO PILI denunciando l’ennesimo danno ambientale in aree militari in Sardegna e preannunciando una denuncia alla Procura della Repubblica e un’interrogazione parlamentare.

“Il disastro ambientale nell'isola di La Maddalena, in un'oasi protetta da tutte le convenzioni internazionali, è uno scempio senza precedenti e costituisce – sostiene Pili - un reato penale in base all’art.733 bis del codice penale (Distruzione o deterioramento di habitat all'interno di un sito protetto) e all’ art.734 c.p. (distruzione o deturpamento di bellezze naturali). Il sito oggetto della “distruzione e deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto”, “distruzione o deturpamento di bellezze naturali”, costituisce parte integrante della Legge 4 gennaio 1994, n.10 Istituzione del parco nazionale dell'arcipelago de La Maddalena nonché le aree marine circostanti per una distanza di almeno un chilometro dalla costa. E’ evidente che chiunque non intervenga su questo ennesimo misfatto sarà complice di questa situazione gravissima”.

“Le immagini esclusive che pubblico – ha detto Pili – sono la prova evidente di un reato. La risposta data dal Ministro della Difesa con l’apposizione del nuovo vincolo è la conferma di un tentativo ulteriore di tenere lontani tutti dal sito anche da monte. In realtà, però, quel che accade a Guardia del Moro è già stato documentato e le immagini sono la dimostrazione di come lo Stato opera dentro un’oasi come quella di Santo Stefano. Se qualsiasi cittadino di La Maddalena avesse solo messo in moto la ruspa in un’oasi naturalistica sarebbe finito nelle patrie galere, allo Stato tutto è consentito. Ma questi – ha concluso Pili - non sono tempi in cui il silenzio può essere tollerato”.

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