mercoledì 21 giugno 2017

Trump e l'inversione a U  torna la Guerra Fredda con Cuba 

Ron Paul




La nostalgia sembra essere molto popolare a Washington. Mentre i neocons e quelli della linea dura del Partito Democratico sono riusciti a riportare in auge la guerra fredda con la Russia, sembra che il presidente Trump sia determinato a un replay della Baia dei Porci!

A Miami Venerdì, il Presidente ha annunciato che stava sbattendo la porta su uno dei pochi successi in politica estera del Presidente Obama: facilitare l'uscita da 50 anni di sanzioni degli Stati Uniti contro Cuba. La nostalgia era così forte che Trump, nel suo discorso, ha anche annunciato che i partecipanti della CIA al disastroso tentativo di golpe del 1961 alla Baia dei Porci di Cuba erano in mezzo al pubblico! 

Il Presidente Trump ha detto che la sua nuova politica sarebbe, a dir poco, per un “cambio di regime” a Cuba. Non ci deve essere nessun allentamento delle sanzioni degli Stati Uniti contro Cuba, ha detto, “fino a quando tutti i prigionieri politici vengono liberati, le libertà di riunione e di espressione sono rispettate, tutti i partiti politici sono legalizzati, e le elezioni libere e sorvegliate a livello internazionale sono in agenda.

Sì, questo è lo stesso Donald Trump che ha dichiarato come Presidente eletto a Dicembre che il suo regime entrante avrebbe “perseguito una nuova politica estera che avrebbe finalmente imparato dagli errori del passato. Smetteremo di cercare di rovesciare i regimi e rovesciare i governi”.
Ora, con un altro dietro front che va a favore dei neocon, il Presidente Trump sta portando avanti un cambiamento di regime a Cuba con il pretesto delle violazioni dei diritti umani.

Il governo cubano non ha record di impeccabilità quando si tratta di diritti umani, ma,  dopo aver messo al dito questo governo isolano,  il Presidente Trump con noncuranza, solo poche settimane fa, aveva elogiato il peggiore se non l'unico stato al mondo che abusa dei diritti umani,  l'Arabia Saudita. Inoltre in quel paese, ha partecipato a una cerimonia bizzarra con al centro l'anti-estremismo globale in  casa , praticamente , degli sponsor mondiali dell'estremismo di stato!

Nel mentre che il Presidente Trump sconvolge tutte le riforme politiche con  Cuba avviate dal presidente Obama - l'Ambasciata degli Stati Uniti rimarrà aperta,  reintegrerà di nuovo le restrizioni sui viaggi a Cuba rendendo molto difficile per le aziende americane farci affari. Certamente i concorrenti stranieri di costruzioni e di viaggi saranno entusiasti di questa nuova politica, poiché metterà le imprese americane fuori dal mercato. Quanti americani rimarranno senza lavoro con questa sciocca trovata politica? 

C’è una grande ironia. Il Presidente Trump parla del brutto record sui diritti umani a Cuba e giustifica un ritorno delle sanzioni e sui divieti di viaggio. Mentre il governo degli Stati Uniti impedisce agli americani di viaggiare e spendere il proprio denaro dove vogliono che sono di per sé una violazione dei diritti umani fondamentali. Storicamente sono stati solo i regimi più totalitari a impedire ai loro cittadini di recarsi all’estero. Pensate alla Germania Est, l’Unione Sovietica, e alla Corea del Nord. Gli Stati Uniti non sono in guerra con Cuba. Non c’è alcun motivo per impedire agli americani di andare dove gli pare.

Sicuramente, un irrigidimento della politica degli Stati Uniti nei confronti di Cuba darà fiato a coloro che avevano avvertito che degli Stati Uniti non ci si potevano fidare di partner onesti.
I neocon tengono sempre sempre più Trump per l’orecchio, anche se è stato eletto con delle promesse di ignorare le loro richieste continue di guerra e di conflitti. Quanti altri rovesciamenti ci vorranno prima che i suoi sostenitori non lo riconoscano più come loro leader ?
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