mercoledì 11 dicembre 2013

L’ex ministro Guarino scrive a Rehn "Niente lezioni da chi è complice della violazione dei Trattati"


L’ex ministro Guarino scrive a Rehn
"Niente lezioni da chi è complice della violazione dei Trattati"
Ex Ministro Guarino


Gentile Commissario, ho letto nei trascorsi giorni su Repubblica e sulla Stampa, quotidiani le cui informazioni sono da ritenersi attendibili, frasi a Lei attribuite. Ieri Lei si è incontrato con il presidente del Consiglio italiano. Sull’esito delle conversazioni non si leggono notizie precise. Lo si deve all’accumularsi di nuovi problemi e alla scarsa chiarezza formale che da qualche tempo caratterizza i rapporti tra l’Ue e gli stati membri. Mi pongo una domanda. Le è stato attribuito un preannuncio di quanto l’Unione potrebbe fare. E’ legittimo? E’ corretto? E’ utile? Ritengo di no.

L’anticipazione di provvedimenti non ancora formalizzati genera turbamenti nei rapporti tra il governo dello stato membro e i cittadini, mina la fiducia nei confronti dello stato, influisce sulle decisioni dei mercati. E’ un costume che si è diffuso nei rapporti tra Ue e stati membri. Genera confusione. Nella situazione grave in cui versano parecchi degli stati senza deroga, l’Eurozona e la stessa Unione, attenersi al Trattato in vigore, e solo al Trattato, è indispensabile. E’ dovere della Commissione europea rispettare il Trattato e farlo rispettare. E’ diritto dello stato membro esigerne la scrupolosa attuazione.
Se non erro, Lei ha assunto funzioni di Commissario europeo il 22 novembre 2004. E’ probabile, e lo darei addirittura per certo, che nell’assumere l’Ufficio, Lei non sia stato informato che negli anni dal 1996 al 1.1.1999, gli organi competenti dell’Unione, con una operazione illecita, nella sostanza truffaldina, a partire dalla data prescritta per il lancio dell’euro (1.1.1999), avevano sostituito la disciplina giuridica posta dal Trattato sull’Unione (Maastricht) a base della nuova moneta, l’euro, con una diversa, anzi opposta, quella del reg. 1466/97. Sintetizzo, in un modo che spero risulti sufficientemente chiaro, la differenza tra le due discipline. Il Tue, con una clausola giuridicamente qualificabile come “essenziale”, vincolava il sistema a un obiettivo preciso, quello di realizzare uno sviluppo “sostenibile, armonioso, non inflazionistico e che rispetti l’ambiente”, che garantisse anche “un elevato livello di occupazione e di protezione sociale” (art. 2 Tue). La crescita era la controprestazione dell’Unione a fronte della rinuncia all’esercizio della propria sovranità cui gli stati si assoggettavano con l’adesione all’euro. Il compito di realizzare l’obiettivo è stato affidato dal Tue (Maastricht) agli stati membri. Vi avrebbero provveduto, nell’interesse proprio e insieme dell’Unione, avvalendosi di due specifici poteri.
Avrebbero perseguito ciascuno una propria “politica economica”, il cui oggetto si sarebbe esteso a tutti gli aspetti della convivenza, anche quelli economici, non dipendenti dalla disciplina della moneta. L’Unione si sarebbe limitata a coordinare gli stati con direttive di massima. Distintamente veniva garantito agli stati, nel settore specifico della moneta, un secondo potere, quello di indebitarsi entro limiti indicati che avrebbero evitato che la crescita assumesse carattere inflazionistico. Al regolamento 1466/97, hanno fatto seguito due regolamenti, il n. 1055/2005 e il n. 1175/2011. Entrambi si sono collocati nel solco del primo, aggravandone la disciplina. Le date mi fanno ipotizzare che Lei abbia concorso alla deliberazione sia della proposta, che della adozione del secondo come del terzo regolamento, assumendone la corresponsabilità. Negli stessi anni in cui i regolamenti del 2005 e del 2011 si aggiungevano al primo, al Tue (Maastricht) subentravano i Trattati di Amsterdam e di Lisbona, quest’ultimo in vigore dal 1° dicembre 2009. Il secondo e il terzo Trattato riproducono testualmente, per la parte che interessa, le disposizioni del Tue.
Non le sembra assurdo che, nonostante l’entrata in vigore dei nuovi Trattati, la Commissione, di cui Lei fa parte ormai da dieci anni con responsabilità crescenti, abbia persistito nell’applicare i regolamenti orientati in una direzione del tutto opposta? Poiché al 1.1.1999 la condizione di un bilancio in pareggio era presente solo in qualcuno dei paesi membri, forse soltanto in uno, doveva essere chiaro che per tutti gli altri il risultato del pareggio avrebbe potuto essere realizzato solo se fosse stato ammesso l’impiego degli strumenti indispensabili. In concreto i poteri attribuiti dal Tue agli stati.
Olli Rehn
L’obbligo generalizzato del pareggio del bilancio li aveva invece soppressi. Era prevedibile che dai tre regolamenti sarebbe derivata non crescita, ma depressione. I dati statistici, univoci e impietosi, lo confermano. Nelle classifiche delle economie che sono cresciute meno fino al decennio dal 1990 al 2000 non era presente nessuno degli stati Ue. Nel decennio posteriore al vincolo della parità del bilancio, dal 2000 al 2010, nella graduatoria dei 35 peggiori, figurano l’Italia al terzo posto, la Germania al decimo, la Francia al quattordicesimo, più altri 10 paesi euro. Si deduce che il fattore depressivo che attanaglia l’Eurozona e più in generale l’Unione deve essersi prodotto tra il 1999 e il 2000. Se ne trova uno solo, il vincolo del pareggio del bilancio, imposto con regola generale agli stati dell’euro. E’ questo il fattore comune della quindicennale depressione dei paesi europei. Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti. Una depressione generalizzata e progressiva, disoccupazione, imprese costrette a cessare l’attività, caduta della domanda, deperimento del territorio e dei beni culturali e ambientali, senso di impotenza, inefficienza delle istituzioni, spazi crescenti di corruzione e di illiceità. E tanto altro.
Sono persuaso che i titolari degli organi che hanno realizzato l’operazione surrettizia di sostituzione della disciplina del regolamento a quella dettata per l’euro dal Tue (Maastricht) non fossero consapevoli delle conseguenze che si sarebbero prodotte. Di queste una è tra tutte la più grave e nello stesso tempo la più ignorata. Con l’eliminazione di ogni potere degli stati in materia monetaria ed economica i regolamenti hanno eliminato le condizioni della “democrazia” la cui base è costituita dal potere periodico di voto con il quale i cittadini influiscono sugli indirizzi che il governo adotterà, ai cui effetti gli stessi cittadini saranno assoggettati. Non si può influire sui governi se i governi sono stati privati della titolarità di qualsiasi potere. I governanti dei paesi membri che accedessero alla applicazione del regime instaurato con i regolamenti, in sostituzione di quelli contemplati dai Trattati debitamente ratificati, potrebbero, loro malgrado, trovarsi coinvolti in processi nazionali per attentato alla Costituzione. La responsabilità si estenderebbe ai Commissari europei.

Il rigorismo che perpetua il golpe dell’euro 


Anche nelle condizioni di progressiva e generalizzata depressione, nella conformazione determinata dalla surrettizia applicazione dei regolamenti, i titolari di responsabilità nell’Unione e negli stati membri restano assoggettati alle condotte imposte, senza potersene discostare. Col tempo si formano usi applicativi. Ma il dato formale è decisivo. Se vige una fonte di rango superiore è a questa che bisogna attenersi. E’ un dovere assoluto, specie nel caso in cui l’applicazione corretta dei Trattati sia l’unico mezzo per uscire dalla gabbia in cui si è rinchiusi, per tornare al regime di libertà umana, di progresso e di democrazia in funzione del quale i Trattati sono stati stipulati. L’autore delle singole condotte, in caso di violazione dei Trattati, ne assume interamente la responsabilità. Secondo le notizie pubblicate, Lei avrebbe fatto riferimento a un tetto del 3 per cento nell’indebitamento, alla necessità di rispettare annualmente l’equilibrio del bilancio, all’obbligo di introdurre misure “strutturali”. Nessuno di questi adempimenti è previsto dal Trattato di Lisbona in vigore dal 1° dicembre 2009. L’art. 126 Tfue, nel n. 2, lett. a), secondo alinea, dispone che si può andare oltre il 3 per cento nell’indebitamento se il superamento “sia solo eccezionale o temporaneo”. L’“eccezionalità” e la connessa temporaneità sussistono quando il superamento sia dovuto a “eventi al di fuori del controllo dello stato membro”.

Nel nostro caso l’evento è identificabile nell’obbligo del pareggio del bilancio imposto a tutti gli stati membri, al quale è stato aggiunto l’obbligo di attenersi al programma approvato dalla Commissione distintamente per ciascuno stato. Nell’art. 126 Tfue non si rinviene una qualsiasi clausola che, in modo diretto o indiretto, possa addursi a sostegno della pretesa di impartire istruzioni specifiche agli stati. E quanto alle strutture, nell’art. 126 Tfue non ve ne è alcun cenno, né diretto né indiretto. E’ disposto Lei ad assumersi la responsabilità di comportamenti illeciti cui si connettono gravi responsabilità? Una esposizione completa del quadro istituzionale europeo è contenuta nel “Saggio di verità sull’Europa e sull’euro”, inserito nel mio sito e riprodotto per intero, per sua autonoma iniziativa, sul Foglio, quotidiano che ospita oggi questa mia. La mia lunga esperienza accademica, professionale, politica, mi induce a suggerirle di assoggettare le considerazioni che le ho esposto e le conclusioni del saggio a un critica severa. Sono a disposizione, sua e dei suoi uffici, per qualsiasi delucidazione. La mia responsabilità è diversa, ma forse non inferiore alla sua. Se venisse dimostrato che le riflessioni e le conclusioni che ne traggo sono erronee per incompletezza o per inesattezza dei dati statistici o documentali o per illogicità nell’argomentazione, ne darei pubblicamente atto, in modo immediato. E’ la sanzione massima che può imporsi a un antico e, se posso permettermi di aggiungere, rispettato accademico. Mi auguro di avere occasione di conoscerla di persona. Con cordialità e auguri di buon lavoro!
di Giuseppe Guarino

*Giurista, classe 1922, uno dei primi professori ordinari di Diritto pubblico alla Sapienza di Roma, poi anche ministro delle Finanze (1987) e dell’Industria (1992-’93). Il suo saggio “No euro” è disponibile, a puntate, qui.


PRO FRAIGARE SA DOMO DE CUMONE E S'ALTERNATIVA A SU SISTEMA ITALIANISTA

PRO FRAIGARE SA DOMO DE CUMONE E S'ALTERNATIVA A SU SISTEMA ITALIANISTA 

BUSTIANU CUMPOSTU


su 13-12-2013 a  is cincu e mesu de meria, a su Teatro Massimo, in Via E Demagistris 12 a

Casteddu


 SEIS TOTUS CUMBIDAUS A DDU ESSIRI
PRO COMO ABERIMUS S'ARREGIONU, A PUSTIS E A COITU SI BI SUNT SAS CUNDITZIONES CUMINGIAMUS SU FRAIGU

 Chie este interessadu abojet chenapura a casteddu a sa presentada de su libru “L’indipendenza della Sardegna. Per cambiare e governare il presente” Chenapura 13 de Nadale a sas 17.30 in su foyer de su Teatro Massimo in Casteddu.


Sunt presentes sa maioria de sos partidos e movimentos de su sovranismu, de s'indipendentismu e in prus artigianos, cummerciantes e zonafranchistas.

EST DOVEROSU DE FRAIGARE SA DOMO DE CUMONE DE SOS SARDOS LIBEROS PRO CUNTRASTARE SU SISTEMA ITALIANU DE SU DISASTRU E SOS PARTIDOS SARDOS CHI LU SUSTENINT.


martedì 10 dicembre 2013

A FORAS EQUITALIA DE SA SARDINYA!! BASTA USURA! CONTRO IL GOVERNO DELLE BANCHE... BLOCCO SOCIALE!!

 A FORAS EQUITALIA DE SA SARDINYA!! 
BASTA USURA! CONTRO IL GOVERNO DELLE BANCHE... BLOCCO SOCIALE!!
A FORAS EQUITALIA DE SA SARDINYA!!

Vàturu Erriu Onnis Sayli 

In medas amigus cumpantzus e patriotas narant ca su movimentude is fruconis  no est de origini sarda e ddu cumprendu poita est aici; ma a si domandai: poita fiat sarda sa DC o su PCI o is Fascistas? 

Deu creu et biu ca seus agoa dde is tempus, nosus indipendentistas, c'est una specie de diametria de sfalzamentu temporali in su tempus noshtu cun sa realitat;

.. et  invecis de si prangi apitzus s'unu a s'atru, depeus essiri nosus prus lucidus e determinaus a no perdi in custu tempus, nisciunu in sa bia che su populu noshtu,  et a si oberri po inglobai su sentidu gherradori e no hddu lassai a is istrangius e no at abarrai agoa a su populu sardu;

..mi pranxit su coru at essiri ch'entza istantzia politica e de bisus de liberatzioni ca si lassant intrai istrangius a s'indi pigai chini est giai prontu a gherrai contra su stadu italiota,  e mi parit ca oj is gentis de Sardinya funt prus innantis de nosus. 

..tandu, chi sa cosa no est cument naraus, carus amigus criticus , a su matessi dd'as boleus biri in s'otica ca nc'est in Sardinya genti chi dda pentzat cuntra s'istadu italiota e nosus no dd'eus ancora intercetat? 


Est a si 'onai dde fai e meda dde prus chi no boleus abarrai agoa a su populu noshtu atru ca ciaciaras in libertat, est a si movi, e, dde pressi... oh patriotas!!!


La spontaneità sociale, attraversa la società civile in Sardinya.

I movimenti spontanei di persone stanche dell'apatia generale che si sente in questa aria da dittatura tributaria, si batte contro l'usura e si autorganizzano alla bell'e meglio;

si fanno dei sit in per strada , si coinvolgono i cittadini che con le loro auto si fermano volentieri a prendere il volantino offerto loro;

i commenti che vengono fatti dagli automobilisti che si fermano ad accettare il volantino sono di stima e solidarietà con i manifestanti mentre hanno parole pesanti e taglienti contro il governo del malaffare italiota. 

La protesta in mattinata qui a Cagliari si svolge con ordine e pacatezza, a parte qualche raro fischio e incazzo contro quei pochi automobilisti stupidi e maleducati che non capiscono l'importanza della protesta, che facevano si dileggiavano con il "ghigno" verso chi manifestava e volantinava pacificamente.

Da dire che la maggioranza degli automobilisti accettava di buon grado il volantino e come si diceva prima avevano parole riprovevoli verso i governanti.. 
Gli automobilisti si fermano e dialogano con i manifestanti che volantinano

La maggior parte delle persone fermate di fronte all'invito di muoversi per  cambiare acconsentivano sornioni , i dialoghi volgevano ad imprimere l'importanza  della liberazione dall'usura e per liberarsi dalle catene dello stato canaglia usuraio  italiota.

Sì la maggioranza dei fermati oltre a solidarizzare con NOI che volantinavamo  con brevi blocchi del traffico cittadino , a cui autisti del CTM a momenti aderivano stando fermi per pochi minuti con sincera solidarietà, hanno mostrato quanto ampia sia la voglia di bloccare questo fetido sistema usuraio sostenuto dai partiti e dalle elite private sia italiote che europee.

I movimento spontaneo , chiede che si ponga fine alle cartelle usuraie di Equitalia, che non si aggravi ulteriormente di tasse i già provati cittadini e lavoratori subordinati e autonomi, la si finisca con i privilegi  dei politici con stipendi da nababi, taglio degli stipende della dirigenza delle aziende autonome dello stato, blocco di tutte le cartelle abusuive, basta con l'usura sugli indebitati a motivo del lavoro o dei mutui per la casa.

CAMBIARE ROTTA SI PUO', FUORI DALL'EURO, DA QUESTA EUROPA DI USURAI E DI SERVI DELLE ELITE PRIVATE!

BASTA CON I POLITICANTI CAMERIERI DELL'USURA EUROPEA!



i brevi fermi del traffico presso l'Agenzia Entrate di Cagliari


BASTA CON L'USURA DI STATO CON DISEQUITALIA!!

MORATORIA ASSOLUTA, FUORI I PARASSITI ASSASSINI DALLA NOSTRA TERRA!

AGIRE OGGI PER NON MORIRE DOMANI!

SOSTENIAMO LA LOTTA ANTICOLONIALE!

W LA SARDINYA 

W IL POPOLO SARDO




venerdì 6 dicembre 2013

OGM, additivi, contaminanti e pesticidi. L'EFSA Europea quali interessi serve nella "sicurezza alimentare"?

Articolo di notevole importanza informativa, mettiamo a disposizione dei nostri lettori la traduzione che abbiamo fatto e la  pubblichiamo;

vista l'importanza che riveste l'essere attenti osservatori  dei comportamenti dell'agenzia europea di controllo sulla salute degli alimenti e le bevande EFSA;

una denuncia fatta da esperti nel campo giornalistico scientifico,  deve essere un albo notorio per far chiudere comportamenti promiscui di influenza delle lobby plurimiliardarie (Monsanto) agro-indiustriali legate alle multinazionali  sull'EFSA ; 

multinazionali che producono sia  OGM che agenti chimici teratogeni , mutageni oltre che cancerogeni, ed a molti altri surrogati che entrano nel ciclo alimentare.

Informare per non cadere nella trappola delle lobby è di importanza vitale per tutti NOI e le future generazioni, prepararsi con la conoscenza dovuta per contrastare gli avvelenatori significa lottare per non morire.

Sa Defenza


di Colin Todhunter
globalresearch.ca

tradusiu de Sa defenza


Il nostro cibo nelle loro mani: Quali interessi

 serve  l'Autorità europea per la sicurezza 

alimentare ?

Secondo il sito web dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA)la valutazione dei rischi in materia di alimenti e mangimi è la chiave di volta dell'Unione europea (UE) . Il sito afferma che l'EFSA fornisce consulenza scientifica indipendente nonché una comunicazione chiara sui rischi esistenti ed emergenti e che si tratta di un'agenzia europea indipendente finanziata dal bilancio dell'UE. L'autorità opera separatamente dalla Commissione europea, dal Parlamento europeo e dagli Stati membri dell'UE.
Parole dal suono dolce,  più della metà dei 209 scienziati dirigenti nei  vari settori dell'agenzia hanno legami diretti o indiretti con le industrie che hanno lo scopo di regolamentare. Infatti, secondo una recente analisi indipendente effettuata da Corporate Europe Observatory (CEO) il giornalista freelance Stéphane Horel, osserva che  quasi il 60% degli esperti, i vari quadri esperti scientifici dell'EFSA hanno legami diretti o indiretti con le  industrie che dovrebbero poi regolamentare con l'agenzia.
Il rapporto "Unhappy Meal". Pone il problema dell'indipendenza dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare e individua le principali lacune nella politica di indipendenza dell'EFSA e trova che le nuove regole dell'EFSA per la valutazione dei propri esperti, attuate nel 2012, dopo diversi scandali e conflitti di interesse , non sono riusciti a migliorare la situazione.
Gli autori avvertono che questa situazione getta un grave dubbio sulla credibilità scientifica del fattore fondamentale nella sicurezza alimentare  dell'Unione Europea,  l'agenzia che rilascia valutazioni sui rischi in materia di salute pubblica cruciali come gli additivi alimentari, imballaggi, OGM , contaminanti e i pesticidi.
Secondo il rapporto, le nuove regole di valutazione dell'EFSA permette ai  suoi esperti  di avere molteplici interessi commerciali (contratti di consulenza, di finanziamento della ricerca, ecc), ciò nonostante, alla maggioranza di quadri e vice -dirigenti può essere concessa la piena adesione ai protocolli dell'EFSA.
Stéphane Horel giornalista controinformatore ha detto:
"Siamo rimasti scioccati dai risultati. Anche senza controllare  gli interessi non dichiarati, il numero di conflitti di interesse in questa agenzia è molto preoccupante. Esperti con conflitti di interesse dominano tutti i settori. Abbiamo scoperto che la maggior parte dei conflitti sono dovuti  da finanziamento della ricerca e contratti di consulenza privati, alcune istituzioni determinanti per gli scienziati (società scientifiche, riviste) sono anche bersaglio delle lobby del settore, e l'EFSA sembra ignorare tutto questo ".
 La relazione indica inoltre che l'EFSA ha omesso di attuare adeguatamente la propria nuova normativa in diversi casi  che non vi è alcuna differenza visibile tra i protocolli raccolti nel quadro della nuova politica e di quelli composti utilizzando la vecchia politica.
Martin Pigeon, ricercatore e attivista di CEO, ha dichiarato:
"Ci sono casi specifici, l'agenzia è stata avvertita anni fa, che c'erano problemi ... Ci auguriamo che questa relazione apra gli occhi sulla necessità di difendere l'integrità della ricerca pubblica dalle minacce poste sulla salute pubblica dalla influenza delle industrie".
Ulteriori preoccupazioni
Sulla scia di tale relazione ora arriva la notizia che la salute dei consumatori è a rischio (SANCO) la Commissione europea ha la possibilità di eleggere  tra i candidati come direttore del consiglio di amministrazione dell'EFSA il dirigente  della più grande industria alimentare UE Food Drink Europe  (2).
La signora Beate Kettlitz lavora in una posizione di leader nel gruppo di pressione, e rappresenta tutte le grandi aziende alimentari e di bevande europee. Inoltre, è il secondo anno di fila che la Commissione ha cercato di nominare rappresentanti di Food Drink Europe come membri del consiglio di amministrazione dell'EFSA.
Un anno fa, la Commissione europea ha nominato direttore esecutivo Mella Frewen di Food Drink Europe (ex lobbista Monsanto). La sua nomina è stata respinta dal Parlamento europeo e dagli Stati membri.
Il Consiglio di amministrazione dell'EFSA è fondamentale: è l'organo di governo dell'agenzia per il cibo. Ognuno che mangia cibo in Europa è influenzato dalle sue decisioni.
Martin Pigeon del CEO:
"Il fatto che la Commissione europea preseleziona un lobbista dell'industria alimentare, ancora una volta, per il consiglio di amministrazione dell'EFSA è un segnale incomprensibile per tutti gli interessati circa la protezione dei consumatori e dell'ambiente. Tale professionista a bordo dell'EFSA sarebbe, per definizione, una minaccia permanente per l'indipendenza della agenzia per la sicurezza alimentare dell'UE "
Sette seggi in consiglio di amministrazione dell'EFSA del rinnovo nel mese di giugno 2014. La Commissione europea ha pubblicato un elenco di 23 nomi, per lo più da agenzie per la sicurezza alimentare nazionali, istituti di ricerca e università all'esame del Parlamento UE e la decisione 'degli Stati membri. Ma quattro persone tra quelle in lizza hanno anche interessi nel settore alimentare:
  •  Jan Mousing,  in lizza per la posizione, è l'amministratore delegato della Knowledge Centre danese per l'agricoltura, una società privata si descrive come "il principale fornitore di conoscenze professionali per le professioni agricole" in  Danimarca ;
  • Piet Vanthemsche, che è anche lui in corsa per la posizione, detiene una posizione di leader in campo industriale agricolo nell'unione COPA e detiene la maggioranza di MRBB, un fondo di investimento agricolo che ha anche partecipazioni in aziende che vendono gli OGM.
  • Alan Reilly, Direttore esecutivo dell'Autorità per la sicurezza alimentare irlandese (amministrazione della sicurezza alimentare pubblica dell'Irlanda), è anche membro del Comitato Scientifico della European Food Information Council (EUFIC), una lobby alimentare con sede a Bruxelles, finanziata da alcuni degli il più grande cibo e bevande aziende private in Europa.
  • Milan Kovac, dal Ministero dell'Agricoltura slovacco, era un membro del consiglio di ILSI Europa fino al 2011. ILSI Europa, è un istituto di ricerca industriale supportata da tutte le più grandi multinazionali agroalimentari, è un attore centrale di influenza scientifica del settore agroalimentare su dell'EFSA.
La Commissione giustifica  queste nomine con una interpretazione ideale  l'industria del regolamento istitutivo dell'EFSA, in cui si afferma che quattro dei 14 membri del consiglio "deve avere una esperienza in associazioni che rappresentano i consumatori e altri interessi nella catena alimentare".
Nel loro recente comunicato stampa congiunto, CEO e  Testbiotech notano che in nessun luogo si è detto che l'industria alimentare dovrebbe essere coinvolta, infatti, è tutto il contrario: il punto 2.011 nelle regole di indipendenza dell'EFSA stabiliscono che "le persone impiegate dall'industria non sono autorizzate a diventare membri dell'EFSA nel Comitato scientifico, gruppi di esperti scientifici e gruppi di lavoro. "
Queste tendenze sono preoccupanti a dir poco. Lo scrittore e ricercatore William F Engdahl ha già accennato ad un 'cancro della corruzione' tra il settore biotech e dall'EFSA (3). 

E quest'anno, Friends della Earth Europe (FoE) e GM Freeze ha pubblicato il proprio rapporto di ricerca che ha espresso gravi preoccupazioni relative alla salute rispetto all'uso eccessivo e senza controllo di glifosato (diserbante) in Europa (4). Preoccupazioni molto solide, considerando recenti ricerche relative agli effetti sulla salute (5). 
Nel 2011, la Hearth of Open Source ha detto che l'approvazione ufficiale del glifosato era stato avventato, problematico e profondamente sbagliata. Una rassegna completa dei dati esistenti rilasciato nel giugno 2011 da Hearth Open Source ha denunciato che le autorità di regolamentazione del settore in Europa conoscevano bene da anni i danni che procura  il glifosato, causa difetti genetici nei nascituri e negli embrioni di animali da laboratorio. Le domande che sono state quindi sollevate sul ruolo del potente agro-industria dei dati relativi alla sicurezza del prodotto e la influenza indebita, sulle autorità di regolamentazione, effettuate (6).

L'obiettivo delle potenti imprese private è quello di fare soldi, per massimizzare il profitto per gli azionisti. Eventuali requisiti di sicurezza sono preoccupazioni secondarie, o non sono neppure considerate preoccupazioni. Pertanto, ci aspettiamo che organismi come l'EFSA  occupino  queste preoccupazioni per conto  nostro e  resistano alle lobby alimentare e agro-alimentare nei loro tentativi di tradurre il loro massiccio peso finanziario in influenza politica, non da ultimo immettere proprio nel consiglio di amministrazione i loro quadri esperti » a questo siamo molto interessati che non avvenga, per il bene dei consumatori.
Sul suo sito web, l'EFSA afferma:
"Il cibo è essenziale per la vita. Siamo impegnati a garantire la sicurezza alimentare in Europa. "

Ci auguriamo che non sia solo uno slogan ma una pratica di vita vera e costante.    Sa Defenza
Mettersi in gioco, essere informati e resistere alla corruzione e l'acquisizione societaria d'Europa: Visita  http://corporateeurope.org/get-involved #
 Note

NELSON MANDELA NO NC'EST PRUS GHERRADORI MANNU DDE SA CAUSA AFRICANA AT BINTU SA TZERACHIA BIANCA!

OMINI MANNU DE IDEALIS E GHERRADORI PO SA LIBERTAT DE SU POPULU SUU CUNTRA IS MERIS BIANCUS, AT SEGAU SA TZERACHIA CHI PORTANT IN PITZUS DE SA SCHINA DE UNA CENTINAIAS DE ANNUS.
W MANDELA 
W SA GHERRA DE LIBERATZIONI DA IS OMINIS DE SA TZERACHIA!

SA DEFENZA



sabato 30 novembre 2013

Yahweh e Asherah coppia divina.

Asherah moglie di Dio

Yahweh è una divinità antica e potente, l'origine di tutto, oltre che il fulcro delle tre grandi religioni abramitiche. Chiamatelo pure Yahweh, Dio o Allah, ma è con il primo nome che era noto secoli e secoli prima che il Cristianesimo e l' Islam diventassero ciò che sono ora.

Nel corso dei millenni, Yahweh ha oscurato un'altra divinità che, nei tempi antichi, veniva messa alla pari del CreatoreAsherah, una divinità femminile della fertilità che in principio godeva delle stesse attenzioni riservate all' Unico Dio .

Francesca Stavrakopoulou, ricercatrice del dipartimento di Teologia e Religione all'università di Exeter, ha indagato la connessione tra Yahweh e Asherah, cercando di svelare i motivi per cui la divinità femminile sia scomparsa quasi completamente dalla narrazione biblica.

"Forse lo conoscete come Yahweh, Allah o Dio. Ma su un solo punto concordano ebrei, musulmani e cristiani, i popoli delle tre grandi religioni abramitiche: c'è un solo Dio" dice Stavrakopoulou. "E' una figura solitaria, unica, creatore universale, non un Dio tra tanti...o forse è quello che ci piace credere. Dopo anni di ricerca specializzata nella storia e nella religione di Israele, sono giunta alla conclusione, che alcuni potrebbero giudicare scomoda, che Dio avesse una moglie".

Stavrakopoulou basa la sua teoria su testi antichi, amuleti e statuette scoperte prevalentemente nella città costiera di Ugarit, elementi che mostrerebbero che il culto di Asherah sia stato parecchio diffuso tra le popolazioni israelite del tempo.

La teoria di una divinità femminile adorata parallelamente a Yahweh non è nuova: già nel 1967 Raphael Patai, orientalista e antropologo propose l'idea di un "doppio culto" di Yahweh e Asherah. Secondo Patai, ricercatore di fama internazionale che ha lavorato per le Nazioni Unite come direttore di progetti di ricerca antropologica in Siria, Libano e Giordania, Asherah sarebbe stata la "regina dei cieli", come viene chiamata nel Libro di Geremia.

L'ipotesi che Dio potesse avere una moglie fu avanzata in passato da Patai e da altri ricercatori sulla base di un'iscrizione risalente all' VIII° secolo a.C., e di riferimenti all'interno della Bibbia stessa. "L'iscrizione era una richiesta di benedizione" dice Stavrakopoulou. "L'iscrizione chiede una benedizione da 'Yahweh e Asherah'. Era la prova che presentava Yahweh e Asherah come una coppia divina. E ora è stata ritrovata una manciata di altre iscrizioni, e tutte ci aiutano a rafforzare l'idea che il Dio della Bibbia avesse una moglie".

La Bibbia sembrerebbe confermare il culto di Ashera nel Libro dei Re, in cui si cita una statua di Asherah nel Tempio di Yahweh a Gerusalemme. A questa statua venivano offerti oggetti di tessuto prodotti dal personale femminile del Tempio. Il testo usa anche il termine "asherah" in due sensi, per riferirsi ad un oggetto religioso, o per definire il nome della divinità. "Molte traduzioni in inglese preferiscono tradurre 'Asherah' con 'Albero Consacrato'" dice Wright. "Questo sembra essere parzialmente dovuto ad un desiderio moderno, ispirato chiaramente dalla narrativa biblica, di nascondere Asherah dietro ad un velo ancora una volta".

"Asherah non è stata completamente cancellata dalla Bibbia dai suoi editori maschili" dice J. Edward Wright, presidente del The Arizona Center for Judaic Studies e del The Albright Institute for Archaeological Research. "Alcune sue tracce rimangono, e basandosi su queste tracce, sulle prove archeologiche e sui riferimenti a questa dea nei testi provenienti dai territori confinanti con Israele e il Regno di Giuda, possiamo ricostruire il suo ruolo nelle religioni del Levante meridionale".

Asherah non è una divinità che appartiene alle sole religioni abramitiche: nota anche come Ishtar e Astarte, era una divinità potente e celebrata in molte culture, dai Fenici ai Babilonesi, e le cui origini risalirebbero a ben oltre un millennio prima di Cristo. Le sue tracce si possono trovare in testi ugaritici risalenti a un periodo precedente al 1200 a.C., testi che la definiscono con il suo nome completo "Colei che cammina sul mare". Ricorda qualcosa, non vi pare?

"I riferimenti alla dea Asherah nel Vecchio Testamento sono rari, e sono stati pesantemente modificati dagli antichi autori che hanno unificato i testi sacri" aggiunge Aaron Brody, direttore del Bade Museum e professore associato alla Pacific School of Religion.

Brody è convinto del fatto che gli antichi israeliti fossero politeisti, "con solo una piccola minoranza che venerava solo Yahweh prima degli eventi storici del 586 a.C.". Anno in cui venne distrutto il Tempio di Gerusalemme, cosa che secondo Brody "portò ad una visione più universale del monoteismo: un solo dio non solo per il Regno di Giuda, ma anche per le altre nazioni d'Israele".

lunedì 25 novembre 2013

IL "CAPITALISMO PER CASO" DELLA NSA

IL "CAPITALISMO PER CASO" DELLA NSA
Di comidad 

Mentre in Italia il governo Letta annuncia una nuova ondata di privatizzazioni, il "capitalismo" statunitense continua tranquillamente a fondarsi sulle partecipazioni statali. I ministeri delle partecipazioni statali di marca USA sono addirittura due: il Pentagono e la National Security Agency.
I media oggi ci narrano dei colossi dell'informatica che si mettono in posa da accusatori contro gli eccessi spionistici della NSA, ma rimane il fatto che le fortune di Silicon Valley dipendono a tutt'oggi dai contratti delle agenzie governative, e della NSA in particolare. 

Le ricadute civili delle tecnologie sviluppate in ambito militare e spionistico generano un business che viene fatto gestire ad appositi prestanome, come i Steve Jobs o i Mark Zuckerberg, attorno ai quali sono costruite le fiabe dei "miliardari per caso", che avrebbero spiccato il volo da umili garage. I "miliardari per caso" sono personaggi della più generale fiaba del "capitalismo per caso", come appunto il modello "anarchico" di Silicon Valley. Di fatto la spesa annuale della NSA per Silicon Valley viene valutata ad un minimo di otto o dieci miliardi di dollari l'anno. C'è poi da considerare il fenomeno delle "revolving doors", per il quale i funzionari delle agenzie governative lasciano il loro posto statale per andare a percepire stipendi milionari nei colossi privati dell'high-tech. 

Ma c'è anche il percorso inverso, come dimostra il caso di Max Kelly, il massimo dirigente per la sicurezza di Facebook, che nel giugno scorso è andato a lavorare proprio per la NSA. La vicenda ha fatto sorgere il legittimo sospetto che Kelly fosse già un agente NSA anche nelle vesti di dirigente di Facebook, e che oggi egli sia tornato alla casa madre per porsi sotto la protezione legale del governo e del segreto di Stato in caso di controversie legali. Ovviamente la notizia su Kelly non è stata ritenuta di tale importanza da essere ripresa dai media italiani, ed è stata sottovalutata dagli stessi media anglosassoni; eppure la vicenda di Kelly pone dubbi più che fondati sulla stessa genesi e funzione di Facebook. 

C'è chi ritiene che Facebook non possa interessare agenzie come la NSA o la CIA, data la scarsa qualità delle informazioni che vi circolano, cioè per lo più pettegolezzi. In realtà Facebook è in grado di ovviare a quello che per le agenzie spionistiche costituisce un difetto radicale di internet, cioè il trovarsi di fronte a miliardi di informazioni, senza però alcuna possibilità di classificazione e di individuazione dei target di ricerca. Al contrario, Facebook consente una mappatura a catena delle relazioni umane, e quindi di sapere su quale rete di persone concentrare di volta in volta lo spionaggio.

Quando si parla dello spionaggio della NSA, lo si considera unicamente dal punto di vista della violazione della privacy, senza coglierne le evidenti implicazioni per ciò che riguarda il mega-business dello spionaggio industriale all'ombra del pretesto dell'antiterrorismo. Vi sono oggi prove che lo spionaggio industriale della NSA abbia colpito una delle principali aziende brasiliane, la Petrobras; ma è difficile credere che si tratti di un caso isolato.

Sempre bravissimi ad interpretare la parte delle vittime, gli USA si danno da fare per elaborare legislazioni ad hoc per difendersi dallo spionaggio industriale, in particolare contro la minaccia dei cattivissimi Cinesi. Ovviamente queste leggi anti-spionaggio industriale potranno costituire un ulteriore pretesto ed un avallo legale per aumentare le attività spionistiche ai danni degli altri. 


Se davvero qualcuno avesse sviluppato nuove tecnologie nei garage, avrebbe avuto ben poche possibilità di non vedersi trafugate le sue invenzioni da parte della NSA. Forse è per l'impossibilità di soffermarsi su questi insignificanti dettagli che la trasposizione delle fiabe capitalistiche dei "miliardari per caso" in narrazioni cinematografiche ha prodotto storie prive di senso. 
I film sull'argomento non hanno soddisfatto del tutto la critica, e neppure le torme dei pur creduli fans; quelli convinti che a qualunque sfigato basti smanettare sul computer indossando felpa e t-shirt per partecipare alle opportunità di accesso all'olimpo capitalistico. Così è accaduto che abbia deluso quasi tutti il film biografico sul più mitico dei presunti maghi dell'high-tech, il defunto Steve Jobs. 

Nel caso di Zuckerberg neanche il diretto interessato si è dichiarato entusiasta del film che lo riguardava. Ma era inevitabile, poiché, quando la narrazione scende nel dettaglio, vengono alla luce crepe logiche insormontabili, che si cerca di reincollare con forzature sempre più grossolane, da cui diventa urgente prendere le distanze per non alimentare ulteriori scetticismi. 

Non è un caso che anche i film e le serie televisive sul terrorismo abbiano sofferto dei medesimi problemi, in quanto è nei dettagli narrativi che alla fine si scopre l'assunto fiabesco. La narrazione del capitalismo ha quindi assoluto bisogno di vaghezza, perciò è sempre bene che rimanga confinata nel limbo dei talk-show. In quanto ad auto-narrazione, il capitalismo non riesce mai a diventare adulto, perciò ha assoluto bisogno di infantilizzare anche il proprio pubblico.

domenica 24 novembre 2013

DONNA MARIA ROSARIA RANDACCIO PRESIDENTE!

DONNA MARIA RANDACCIO PRESIDENTE!
Vàturu Erriu Onnis Sayli 

Donna M. R. Randaccio

Le condizioni climatiche in Sardinya sono turbolente, le alluvioni dei giorni scorsi hanno deturpato il territorio , ed evidenziato le anomalie idrogeologiche, ma non solo, abbiamo visto anche le anomalie politiche che si sono susseguite in questa affranta terra di Sardinya. 

La storia che arriva da lontano, memore dei conflitti e delle imposizioni a partire dagli antichi romani, ove si dichiarano le nostre sconfitte... 
"Alla fine dei due anni di guerra –  furono uccisi 12 mila (sardi) nel 177 e 15 mila nel 176- nel tempio della Dea Mater Matuta a Roma fu posta dai vincitori questa lapide celebrativa, riportata da Livio: “Sotto il comando e gli auspici del console Tiberio Sempronio Gracco la legione e l’esercito del popolo romano sottomisero la Sardegna. In questa Provincia furono uccisi o catturati più di 80.000 nemici......... 
La storia dovrebbe insegnare alle classe dirigente politica sarda, le strade da percorrere per come amministrare e dare sviluppo economico al territorio senza essere servi di servi sempre proni e ben disposti a dare i servigi ai colonizzatori o padroni del tempo, oggi necessitiamo di tempo nuovo , tempus benidori, pro sa vittoria. 

La premessa iper-veloce sui fumi accecanti, da lacrime e sangue sulla storia sarda, sono citati per dire che abbiamo bisogno di una NUOVA classe dirigente che rispetti l'identità , la tradizione,  l'autonomia quella sprecata in questi ultimi sessant'anni, abbiamo bisogno di indipendenza politica economica e sociale.

I tempi dei politicanti sardo-italioti  sempre pronti a cogliere l'attimo degli eventi per essere servi "consoli romani" è giunto al capolinea, perciò scendete dal treno che finora vi ha cullato ed accomodatevi sulla panchina dell'oblio dell'inettitudine.

Il cambiamento per questa natzione senza stato è alla portata di mano, a primavera ci saranno le elezioni in Sardinya, le truppe cammellate dei partiti italioti già si apprestano a elargire il solito verbo sacramentale dei trenta denari per la ricostruzione, l'accapparrazione dei voti per la loro perpetuazione in questo tempo di potere temporale. 

Eppur si muove........

Pare che questi conti stiano per essere travolti nell'immaginario collettivo sardo, impegnato a trovare la via d'uscita da questa narcosi decennale imposta dai servi sardo-italioti, fino ad ora.

Il fermento generale in tutti i territori  o "contades" è evidente, i movimenti vivi che rivendicano la ZF  Zona Franca , denuncia il bisogno della nostra terra di risorgere dalla tribolazione che ci è stata imposta finora dalle parti avverse alla nostra autodeterminazione; 

Nell'aria si sente un forte profumo di cambiamento nei sardi, che,  stanchi di aspettare il momento della riappropriazione del loro diritto ad amministrarsi senza dovere nulla a nessuno se non che al nostro popolo, finalmente si "atobiant" incontrano per costruire il loro futuro.

Donna Maria Rosaria, bella presenza di donna matura, ha le idee chiare,  ha conoscenza profonda delle leggi dello stato,  intendenza di finanza, sulla ZF ed extradoganalità, traccia la strada  di  attraversamento del deserto espiatorio,  purificazione di tutti i movimenti politici sardi, che vogliono assieme cambiare la storia passata; 

E' necessario, è dovuto alla nostra terra, che ogni uomo donna e giovine dio Sardinya, si impegni per la riuscita della tracciatura della nostra libertà e si prodighi per essa.

Intendiamo dire che tutti i movimenti oggi in essere in questa terra trovino l'accordo politico affinché alle prossime elezioni della RAS si dia la svolta necessaria al rilancio ed alla rinascita di questa martoriata e sfruttata terra.

Guardiamoci intorno e vediamo, cosa si muove ora per raggiungere questo intento?

A settembre si è svolta l'assemblea per la costituzione del Fronte Unitario Indipendentista, in campo già prima abbiamo il soggetto politico sostenuto dalla Murgia e da ProgReS, Sardegna Possibile, mancano altri soggetti, dove sono gli altri movimenti?

Vediamo se ci siamo, MERIS, gli Artigiani e le Partite Iva, i Zona Franca, Unidos, Soberania, 5° Moro, Fortza Paris, vari movimenti sociali locali, Movimento Pastori Sardi(?), SNI(?), laboratorio gallura, indipendentistas sardus, movimenti identitari, Sis.ma(?)... stanno lavorando per la costituzione di questo nuovo soggetto politico identitario?

Se si, crediamo che la situazione ponga le basi di partenza ad una nuova situazione  abbastanza larga, magari al suo interno ci si vedrebbero bene anche quei movimenti che pur attivi nella nostra terra, si sono posti ai margini e attendono il tempo per aggregarsi ad una situazione larga e seria  pronta a portare in Consiglio RAS i nostri rappresentanti che cambieranno il futuro della nostra natzione, ove si potrà intravedere la costituzione della nuova statualità sarda.

La questione sarda sta in termini contradditori; 
da una parte, movimenti, che come abbiamo appena detto si stanno incontrando per dare vita ad un nuovo soggetto politico in grado di poter competere con queste regole dure poste in campo dai servi italioti che non vogliono opposizioni in campo; 
essi, sperano che con la legge elettorale a sbarramento del 10% raggiungono il loro intento di fare  piazza pulita di qualsiasi intruso fuori dal sistema.

Restano fuori diversi soggetti che si definiscono indipendentisti, natzionalitari , sovranisti e federalisti; 

Certo, di bene alla nostra terra, visto la legge che è stata messa in campo per ostacolare una rinascita delle forze autoctone, non fa.

Però siamo curiosi di sapere cosa vogliono fare forze come iRS, Partito dei Sardi (Maninchedda e Sedda), Rosso Mori, Sardegna Libera, PSdAz...

Dai commenti sui vari giornali sardi e dalle cose che si intravedono su FB o internet pare che questi soggetti che si definiscono indipendentisti , sovranisti, e federalisti si stiano prostrando per essere accetti nel PD della Barracciu, un bel dire d'essere così o pomì per riverlarsi poi di essere solo alla rincorsa delle poltrone?  

NOI ci auguriamo che queste forze politiche storiche  abbiano un forte senso di responsabilità e ci pensino bene prima di affiancarsi o accodarsi a questo partito che ha fatto sempre l'interesse dell'Italia e non del nostro paese, ricordatevi dell'errore che fece Emilio Lussu padre del PsdAz, e della natzione sarda,  che si  fece , fagocitare dal PCI, non fate lo stesso errore VOI oggi.

Chiediamoci , dove si crede di andare, se prima si predica l'indipendenza per poi razzolare nel pollaio del PD?

Forte è colui che fa conto delle proprie forze e prova con altri della stessa idea ad osare.

Ecco perché vediamo  nella possibile candidatura di Donna Maria Rosaria Randaccio una vera alternativa, forte ed auspicabile per il governo della nostra terra!

Visto i termini della questione e gli ostacoli posti dal nostro avversario italiota, per non sottostare agli invasori e colonialisti  di antica memoria storica che abbiamo rammentato all'inizio, lanciamo un appello a tutti i movimenti sardi che si stanno già incontrando unitariamente di fare una  proposta di unità aperta a tutti da: Progetto Sardegna, al Fronte Unidu Indipendentista,  ed ai movimenti che ancora stanno navigando senza porto in cui attraccare , di unirsi e mettere da parte le differenze ideologiche , perché la nostra terra ha bisogno di VOI tutti, portare i nostri candidati dentro il Consiglio Regionale è oggi possibile solo se siamo uniti, perché la vittoria della nostra causa, sia alla portata di tutti i sardi liberi e della nostra amata terra!

PRO SU BENI DE SA SARDINYA DONNA MARIA ROSARIA RANDACCIO PRESIDENTI EST POSSIBILI!



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