venerdì 7 marzo 2014

Krugman: La Bassa Inflazione in Europa è Deleteria come la Deflazione

Krugman: La Bassa Inflazione in Europa è Deleteria come la Deflazione
vocidallestero


Paul Krugman sul New York Times commenta un importante articolo di Moghadam, Teja, e Berkmen, pubblicato sul blog IMF direct  del FMI (ancora!), secondo il quale anche se  la deflazione tecnica in Europa non è ancora arrivata ovunque, gli stessi effetti tremendi si stanno producendo anche con inflazione bassa e vicino allo zero, e sono molto peggiori della sindrome Giapponese. Per Krugman le élite europee sono così attaccate a questo progetto che non lo molleranno facilmente, e quindi l'euro potrebbe anche durare, ma sarebbe un disastro continuato. 

di Paul Krugman
Su segnalazione del sempre prezioso Mark Thoma, il blog del FMI - sì, il FMI è diventato in effetti un “econblogger” - ha un pezzo formidabile sul problema della bassa inflazione in Europa. E' l'antidoto perfetto alle voci dell'inerzia che insistono sul fatto che non c'è nessun problema, perché ancora non vediamo una deflazione effettiva.


Parte dell'analisi del FMI riguarda la dinamica del debito. Non la mettono esattamente così, ma io direi in sostanza che per avere deflazione da debito – in cui il calo dei prezzi dovuto a un'economia debole aumenta l'onere reale del debito, che deprime ulteriormente l'economia, e così via – non c'è bisogno di avere una deflazione letterale. Il processo inizia non appena l'inflazione è inferiore a quella attesa quando sono stati decisi i tassi di interesse. E' anche degno di nota il fatto che i tassi di inflazione nei paesi fortemente indebitati sono tutti ben al di sotto della media dell'eurozona (pdf), con unvera deflazione in Grecia e una quasi deflazione nel resto dei paesi. Così la spirale di deflazione da debito è in realtà già ben avviata.

Oltre a ciò, il problema con la bassa inflazione è che aggrava il problema posto dai due zeri - l'impossibilità di tagliare i tassi d'interesse sotto lo zero e la grande difficoltà di tagliare salari nominali.

La politica della BCE è vincolata dai tassi pari a zero? Potreste dire che non lo è, dal momento che avrebbe potuto tagliare un po' di più di quanto non abbia fatto, ma non lo ha fatto. Direi, però, che se i tassi di interesse nominali fossero molto più elevati - diciamo, al 4 per cento - ma la situazione macro dell'euro nel suo complesso fosse quella che è, con l'inflazione chiaramente al di sotto dell'obiettivo e la disoccupazione molto alta, la BCE non avrebbe (come di dovere) affatto esitato a tagliare sostanzialmente i tassi. E' solo il fatto che lo zero è già così prossimo che fa del taglio dei tassi un grosso problema, come se fosse l'ammissione che la situazione sta diventando pericolosa (come in realtà è).


Nello stesso tempo, lo zero sui salari è ormai estremamente significativo. Il problema fondamentale qui è che la Spagna (e altri debitori) deve ridurre i suoi salari relativi nei confronti della Germania, invertendo la rapida crescita dei suoi salari negli anni della bolla. L'argomento che alcuni di noi stanno portando avanti da lungo tempo è che sarebbe enormemente più semplice se questo aggiustamento avvenisse tramite l'aumento dei salari tedeschi, piuttosto che col crollo dei salari spagnoli - anche a causa della dinamica del debito, ma anche per il fatto cruciale che è molto difficile tagliare i salari nominali.
Cosa andresti cercare se volessi verificare che la rigidità verso il basso dei salari nominali è un vincolo serio? Un picco a zero nella distribuzione della variazione dei salari1. E' abbastanza sicuro.

Per 
esprimersi con termini tecniciSissignore. Questa è una prova evidente che l'inflazione troppo bassa è di già un problema enorme per l'Europa.

Il punto è che non c'è una linea rossa a inflazione zero
eppure l'inflazione troppo bassa è un problema molto grave, soprattutto data la situazione europea, anche se il numero è positivo.

Così, quando si viene messi in guardia sulla potenziale "Giapponesizzazione" dell'Europa, siamo già oltre. L'Europa sta già sperimentando tutti i problemi associati alla deflazione, anche se finora è solo un'inflazione bassa; e i costi umani e sociali sono, ovviamente, molto peggiori di quanto il Giappone abbia mai sperimentato.

Questo non porta 
necessariamente a una rottura dell'euro: pessimisti su quel fronte, me compreso, non valutano a sufficienza la forza dell'impegno delle élite europee sul progettoL'euro potrebbe anche sopravvivere – ed essere un disastro continuato.

1 NdT: "Studi recenti basati su micro-dati si sono incentrati sulle distribuzioni delle variazioni dei salari nominali per stimare la rigidità al ribasso degli stessi. Un picco a zero di questa distribuzione evidenzia una rigidità nominale, in quanto suggerisce che numerose imprese sono state incapaci di diminuire i salari nominali e che quindi li hanno mantenuti invariati. (http://www.bancaditalia.it/eurosistema/comest/pubBCE/mb/2009/febbraio/mb200902/articoli_02_09.pdf)

giovedì 6 marzo 2014

Maelstrom: Il solito papocchio all’italiana sull’introduzione del reato di “tortura”

Squallido compromesso sull’introduzione del reato di “tortura”
Come si temeva lo “squallido compromesso” c’è stato (vedi precedente post qui  e  qui  )e il disegno di legge (ddl) approvato poche ore fa al Senato, praticamente all’unanimità, con 231 sì e tre astenuti, se non ci saranno modifiche sostanziali nel passaggio alla Camera, sarà il solito papocchio rappresentativo delle miserie fascistoidi della classe dirigente del paese.
Difatti il testo del ddl approvato al Senato così recita: «chiunque con violenze o minacce gravi, ovvero mediante trattamenti inumani o degradanti la dignità umana, cagiona acute sofferenze fisiche o psichiche ad una persona privata della libertà personale o affidata alla sua custodia o autorità o potestà o cura o assistenza ovvero che si trovi in una condizione di minorata difesa, è punito con la reclusione da 3 a 10 anni».
È quel “chiunque” che toglie o attenua la specificità di questo reato che può essere effettuato soltanto dalle forze dell’ordine. Così è stato concepito, all’interno degli organismi internazionali di difesa dei diritti umani, come deterrente verso le forze di polizia che hanno in loro potere persone tratte in arresto.
Con questa dicitura viene spazzata via quella specificità che ricompare solo come aggravante se a commettere il reato di “tortura” è un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni e la pena andrà dai 5 ai 12 anni (invece che da 3 a 10 anni vedi sopra) e si punisce il pubblico ufficiale quando istigaa commettere la tortura, con pena prevista dai 6 mesi ai tre anni.
Attenzione a questa parola “istiga”. Nel testo originario era scritto che “chiunque istighi…”, ma qui si sono affrettati a togliere il “chiunque” e inserire i “pubblico ufficiale”. Vi siete chiesti perché? Se rimaneva così generico, la grandissima parte degli operatori dei media, dei parlamentari e dei personaggi politici avrebbero potuto subire l’incriminazione, soprattutto durante le campagne elettorali, tanto sono aggressivi, bellicosi e razzisti i loro toni nell’esortare a imporre punizioni esemplari, a massacrare qualsiasi poveraccio.
Se non fosse chiaro voglio ribadirlo: si tratta di un favore mafioso fatto dalla classe dirigente nei confronti delle forze dell’ordine.
Amnesty International Italia e Antigone hanno espresso disappunto per la definizione di tortura contenuta nel testo in discussione alla Commissione Giustizia del Senato, in quanto difforme dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura.«Se questa definizione fosse introdotta nella legislazione penale, un singolo atto di tortura non sarebbe sufficiente a punire i torturatori» – hanno dichiarato le due associazioni.

è chiara la differenza abissale tra il testo misero del Senato e quello dell’ONU che riportiamo: testo approvato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1984 ed entrato in vigore il 26 giugno 1987:

«qualsiasi atto mediante il quale sono intenzionalmente inflitti ad una persona dolore o sofferenze forti, fisiche o mentali al fine di segnatamente ottenere da essa o da una terza persona informazioni o confessioni, di punirla per un atto che essa o una terza persona ha commesso o è sospettata di aver commesso, di intimorirla o di far pressione su di lei o di intimidire od esercitare pressioni su una terza persona, o per qualunque altro motivo basato su una qualsiasi forma di discriminazione, qualora tale dolore o tali sofferenze siano inflitti da un funzionario pubblico o da qualsiasi altra persona che agisca a titolo ufficiale, o sotto sua istigazione, oppure con il suo consenso espresso o tacito».

Giudizio critico viene anche dagli avvocati:
L’Ucpi (Unione Camere Penali) dichiara che «Il testo approvato al Senato introduce la fattispecie come reato comune aggravato nel caso in cui sia commesso dal pubblico ufficiale. Questo è un grave errore ed una soluzione pasticciata, anche perché in questa maniera la condotta prevista finisce per sovrapporsi a quelle prese in considerazione da altri reati già esistenti, invece quel che doveva essere chiaramente e severamente sanzionato è proprio il fatto che la persona nelle mani dello Stato sia sottoposta a violenze fisiche o morali, questo per il particolare disvalore che tale fattispecie dimostra. L’auspicio dei penalisti è che la norma possa essere migliorata nel successivo passaggio parlamentare alla Camera e che tutto ciò avvenga con rapidità e senza compromessi».

 tort-2…cari signori che avete il potere economico, politico e militare… siete rimasti al livello di queste immagini… fate proprio schifo!!!

tort-3
nota:   Convenzione dell’ONU contro la tortura 

1. Ai fini della presente Convenzione, il termine «tortura» designa qualsiasi atto con il quale sono inflitti a una persona dolore o sofferenze acute, fisiche o psichiche, segnatamente al fine di ottenere da questa o da una terza persona informazioni o confessioni, di punirla per un atto che ella o una terza persona ha commesso o è sospettata di aver commesso, di intimidirla od esercitare pressioni su di lei o di intimidire od esercitare pressioni su una terza persona, o per qualunque altro motivo basato su una qualsiasi forma di discriminazione, qualora tale dolore o tali sofferenze siano inflitti da un funzionario pubblico o da qualsiasi altra persona che agisca a titolo ufficiale, o sotto sua istigazione, oppure con il suo consenso espresso o tacito. Tale termine non si estende al dolore o alle sofferenze derivanti unicamente da sanzioni legittime, ad esse inerenti o da esse provocate.

mercoledì 5 marzo 2014

DOLU MANNU EST MANCADU SU PATRIOTA GIANCARLO SABA, INDIPENDENTISTA DE SNI

DOLU MANNU EST MANCADU SU PATRIOTA GIANCARLO SABA, INDIPENDENTISTA DE SNI


Sa natzione est in dolu, ne mancat unu dae sa trintzea de sa dignidade e de sa soberania, de repente est mancadu su partiota Giancarlo Saba a sa tropa cumbatente pro liberare sa terra e sa gente sarda dae sas manos angenas chi la sunt derruende e umiliende. Giancarlo pessone mite, babu de famiglia dignu e doverosu, nos lassat trassidos pro dispedida primiitia e repente, nos est difitzile a pessare de non lu bidere prus cada die, iscampiadu in su bichinadu mannu de facebook a mantenere s'arregionu chin totu nois, a cumpartire chin nois cada cundierra, dende sa fortza de sighire a nois e a isse matessi. Cundolentzias sentidas da SNI totu, a sa famiglia e a totu sos chi l'aiant in istima. A nos bidere in s'ammentu patriota, amigu corale e omine de gabale.
SU INTERRU EST CHENABURA A SAS 15 IN GONNESA, VIA DEGLI ULIVI N. 6


E' CON GRAN DOLORE E LACRIME DI MESTIZIA, CHE VENIAMO A DIRVI DELLA SCOMPARSA DEL PATRIOTA 
 GIANCARLO SABA

UN UOMO , UN  PATRIOTA, UN'ANIMA, UN AMICO, UN FRATELLO E COMPAGNO,  SEMPRE PRESENTE E ATTIVO IN OGNI DOVE IN SARDINYA, A RIVENDICARE E LOTTARE PER I DIRITTI DEGLI OPPRESSI E LA LIBERTA' DEL SUO  POPOLO, IL POPOLO SARDO.

HO AVUTO IL PIACERE E L'ONORE DI CONOSCERLO,  DAL MIO PIU PROFONDO INTIMO E ANIMO GLI RIVOLGO UN  RISPETTOSO  OMAGGIO.

UOMO DEGNO DI LODE, UOMO DI GRANDE IDEALITA', DI GIUSTIZIA E DI LEALTA' ALLA PATRIA SARDA.

OGGI LO PIANGIAMO E GLI RENDIAMO GLORIA!

La BCE è irrilevante e l'euro è un fallimento

 La BCE è irrilevante e l'euro è un fallimento


pieria.co.
Frances Coppola

Sulla rivista online Pieira, Frances Coppola finalmente esce allo scoperto e dice quello che pensa DAVVERO sull'euro. I dati economici dell’eurozona sono terribili, il progetto dell’euro è stato un enorme errore, prima di tutto da un punto di vista storico e culturale. L’euro è “il più grande pericolo per la pace in Europa occidentale che io abbia mai visto in tutta la mia vita” ed è “tempo di relegarlo nella polvere della storia”. 




L'aggregato monetario M3 va particolarmente male.[....]

Anche se la BCE cerca di sembrare ottimista, "meno negativo" significa semplicemente "che scende più lentamente". Il fatto è che il credito in tutta l'Eurozona sta subendo una grave contrazione.
Questo non fa ben sperare. La crescita di M3 è rallentata nell'ultimo anno a causa dei rimborsi LTRO e ora è scandalosamente bassa, all’1,2%, anche se è un po’ meglio dell’1,0% di dicembre. Questa non è proprio deflazione, ma ci va pericolosamente vicina, e i dati M3 suggeriscono che la deflazione è probabile, qualsiasi cosa Draghi possa pensare.


La vera domanda per la BCE è se deflazione sarà di breve durata. Il suo obiettivo è la prospettiva di inflazione a medio termine, non le modifiche a breve. Questo post della Fed di NY suggerisce che la deflazione, se proprio dovesse accadere, avrebbe in realtà vita breve: le aspettative di inflazione sono “stabili”, e infatti a gennaiol’inflazione ha sorpreso in senso positivo, confermandosi stabile allo 0,8%, anche se molto inferiore all’obiettivo del 2%.  Ma i ricercatori della Fed di NY aggiungono che queste aspettative di inflazione stabile potrebbero essere dovute alla convinzione che la BCE dovrebbe allentare ulteriormente la politica monetaria. Quindi, in maniera perversa, le aspettative di inflazione stabile dovute alle anticipazioni di un allentamento della politica monetaria potrebbero indurre la BCE a non allentare affatto – un bell’esempio della Legge di Goodhart in azione.

Sembra che gli stessi modelli della BCE non indichino la deflazione come un rischio serio. Perciò, anche se la Commissione Europea apparentemente non è d’accordo, dubito che la BCE faccia del QE. A dirla tutta penso che la BCE non farà proprio nulla, eccetto forse abbandonare i suoi futili tentativi di sterilizzare l’acquisto di bond secondo il Securities Markets Programme (ora esaurito), e magari introdurre qualche misura per sostenere i prestiti bancari. Quando tutto quel che fai viene criticato dai falchi della Bundesbank, stare con le mani in mano sembra una buona scelta.

Ma in realtà non credo che sia importante quello che fa la BCE. Infatti penso che sia quasi irrilevante. E’ tempo che io esca allo scoperto e dica quello che penso DAVVERO riguardo al progetto dell’euro.


Ventitré anni fa, quando ero una giovane studentessa del MBA(Master in Business Administration), entrai in contrasto con il mio docente di macroeconomia riguardo alle virtù di una moneta unica. Questo avvenne durante il periodo dello sfortunato Exchange Rate Mechanism, del quale lui era un grande sostenitore e io un altrettanto grande detrattore. I fatti dell’anno successivo dimostrarono che avevo ragione. Ma lui era anche fermamente a favore di una moneta unica. L’avrebbe introdotta immediatamente: ”congelerei i tassi di cambio in questo momento”, diceva. Pensavo che avesse torto, e glielo dissi – da qui il nostro disaccordo. E anche adesso, a 14 anni dalla creazione della moneta unica, penso ancora che avesse torto.

La storia dell’Europa è lunga e macchiata di sangue. Non ha nulla a che vedere con gli Stati Uniti, che sono un paese giovane con una lingua comune, chiari confini  e una un'istituzione politica unica. Certo, gli USA hanno combattuto una guerra civile per ottenere l’attuale livello di unità politica, e ci sono ancora senza dubbio tensioni e ferite. Ma l’Europa – sempre che si debba considerarla una singola entità, cosa in sé problematica – ha combattuto CENTINAIA di guerre civili. Non abbiamo una sola lingua, ancora non siamo d’accordo su dove debbano situarsi i nostri confini e gli interessi nazionali prevalgono sempre sulla politica “europea”. Non si possono cancellare identità tribali e culturali che risalgono a migliaia di anni fa con un tratto di penna di alcuni politici.

Le mie obiezioni alla valuta comune, quindi, sono storiche e culturali, piuttosto che semplicemente economiche. Ho letto Mundell. Comprendo i benefici di una valuta comune, quando c'è convergenza delle economie. So che i fondatori del progetto dell’euro credevano che la disciplina imposta da una valuta unica avrebbe obbligato i Paesi europei a implementare le riforme che avrebbero portato, col tempo, alla necessaria convergenza economica. So che questo è ANCORA ciò che  i politici e gli eurocrati stanno cercando di ottenere con misure come il fiscal compact. Ma chiamatemi pure Cassandra: io penso che niente di tutto questo funzionerà.

L’Euro si basa principalmente su pie illusioni. Bisogna dire che si è rivelata essere  un'istituzione più forte di quanto ci si potesse aspettare. Ma la convergenza politica richiesta da un’unione monetaria non c’è. Non esiste alcun senso di essere “sulla stessa barca”. Al contrario, c’è divergenza politica e sociale; un senso di superiorità in quei paesi che – per ora – se la stanno cavando, e una rabbia crescente nelle popolazioni di quei paesi che stanno applicando misure dolorose e dannose di austerità, al fine di creare l’illusione di una convergenza economica.

La convergenza economica è un sogno impossibile senza unione fiscale e politica. Non può essere ottenuta con la distruzione su larga scala dei paesi più deboli in nome delle “riforme strutturali”, mentre i paesi più forti beneficiano di un costo del denaro inferiore, di afflussi di capitali e dell'immigrazione di lavoratori specializzati. Tutto questo crea DIVERGENZA economica, non convergenza. La realtà è che i paesi più deboli dell’eurozona stanno divergendo dai paesi più forti. La disoccupazione è al 5% in Germania, 12,8% in Italia e 25% in Spagna. E per quel che riguarda la Grecia - se questo rapporto di The Lancet è attendibile, gli standard sanitari si stanno indirizzando verso quelli di un paese del terzo mondo. Perfino la Francia ormai è in declino, anche grazie a un governo incredibilmente incompetente. Come possiamo considerare tutto questo un progresso?

Nessun paese dell’eurozona è pronto a rinunciare alla sua sovranità nazionale per creare una vera unione fiscale, politica e monetaria. I politici appoggiano solo a parole l’idea di un’”unione più stretta”, ma quando sono al tavolo dei negoziati, la politica nazionale prevale sempre. Non riescono nemmeno a mettersi d’accordo su un’unione bancaria funzionante! Come diavolo può funzionare un’unione monetaria quando il sistema bancario è frammentato da stato a stato? E come potrà mai funzionare se non esiste alcuna struttura di condivisione dei rischi?

Che la BCE faccia o no il QE – o qualsiasi altra forma di politica monetaria accomodante – farà poca differenza. Il QE non può essere fatto in modo che possa aiutare davvero la periferia senza incorrere nella contestazione politica e legale della Germania: c’è già una causa contro il programma OMT della BCE che ha impedito agli spread di Spagna e Italia di andare fuori controllo. Se il QE fosse fatto in maniera più neutrale (per esempio, comprando un paniere di bond pesato sulle varie economie) peggiorerebbe la biforcazione del credito, facendo diventare i bund tedeschi perfino più scarsi. Ci sono altre cose che potrebbe fare la BCE, come un altro giro di LTRO per aiutare le banche disfunzionali dell’eurozona ANCORA una volta, o un aiuto alle PMI del tipo FLS, o perfino comprando pacchetti di obbligazioni di PMI. Potrebbe perfino provare a mettere tassi negativi sulle riserve. Ma sono soltanto interventi cosmetici.

La combinazione di una moneta comune con la politica a livello nazionale è disastrosa. Senza un’unione politica e fiscale più spinta, che includa anche un’adeguata unione bancaria, una condivisione dei debiti e dei rischi, i benefici di un’unione monetaria sono una chimera. I risultati saranno una deflazione dei debiti e una depressione senza fine.

Bé, non proprio senza fine, in realtà – è fin troppo facile prevedere come finirà. L’euro è il più grande pericolo per la pace in Europa occidentale che io abbia mai visto in tutta la mia vita.

Perciò, finiamola qui. Anziché aspettare uscite unilaterali e un collasso disordinato (probabilmente quando l’alleanza tra tedeschi e francesi si spaccherà, come succederà se la Francia entra in depressione), potremmo mettere subito in atto dei piani per la dissoluzione ordinata dell’euro e il ritorno alle valute nazionali. Dovremmo garantire concessioni sui debiti e aiuti internazionali simili al piano Marshall a quei paesi che sono stati colpiti di più dall’assurdo progetto dell’euro. E dovremmo decapitare le banche-idra che hanno risucchiato la vita dai paesi della periferia dell’eurozona.

L’euro è un esperimento fallito. Non dovremmo sprecare altre energie per cercare di farlo funzionare. E’ tempo di relegarlo alla polvere della storia.

lunedì 3 marzo 2014

Gli Stati Uniti hanno installato un governo neo-nazista in Ucraina

Abbiamo tradotto l'articolo, del Prof Michel Chossudovsky, per la mirabile analisi  molto dettagliata e interessante, la quale  mette bene in evidenza le responsabilità della situazione attuale della collusione tra i gruppi neonazisti ucraini e la potenza USA , la NATO e Bruxelles, impelagati a sostenere un governo golpista neonazista , atto molto pericoloso per la pace in Europa e di tutto il mondo; ove è possibile possa far scoccare la scintilla che infiammerà il mondo intero.

Importante leggerlo e capire bene tutti gli intrecci per riconoscere le responsabilità politiche e le azioni militari che possono sorgere, in  previsione di un futuro da ricostruire nei dettagli, per il prossimo tribunale di Norimberga, se saremmo ancora al mondo. 


Vàturu Erriu Onnis Sayli 
per Sa Defenza

Gli Stati Uniti hanno installato un governo neo-nazista in Ucraina

Prof Michel Chossudovsky 
globalresearch.ca
tradotto da Sa Defenza

Secondo il New York Times, " Gli Stati Uniti e l'Unione Europea hanno abbracciato la rivoluzione qui come un altra fioritura della democrazia , un duro colpo per l'autoritarismo e cleptocrazia nello spazio ex sovietico. " ( dopo il trionfo iniziale, leader ucraini ci mettono la faccia  nella battaglia per la credibilità , NYTimes.com , 1 marzo 2014, enfasi aggiunta)

"Fioritura democratica, Rivoluzione" ? La triste realtà è il contrario. Che ci sia stato un colpo di Stato sponsorizzato da USA-UE-NATO in palese violazione del diritto internazionale, è palese.
La verità proibita è che l'Occidente ha progettato, attraverso una accurata e studiata messa in scena, l'operazione e la formazione in segreto di un regime di delega integrato da neo-nazisti.
Confermato dall'assistente del Segretario di Stato Victoria Nuland, organizzazioni chiave in Ucraina, tra cui il partito neo-nazista Svoboda sono stati generosamente sostenuti da Washington: "Abbiamo investito oltre 5 miliardi di dollari per aiutare l'Ucraina per raggiungere questi e altri obiettivi. ... Noi continueremo a promuovere l'Ucraina verso il futuro che merita. "
I media occidentali hanno "casualmente" evitato di analizzare la composizione e le basi ideologiche della coalizione di governoLa parola "neo-nazista" è un tabù. E 'stato escluso dal dizionario di media mainstream commento. Non apparirà nelle pagine del New York Times, il Washington Post e The IndependentI giornalisti sono stati istruiti a non usare il termine "neo-nazista" per designare Svoboda e il magma della destra.
Composizione del governo di coalizione
Non si tratta di un governo di transizione in cui gli elementi neo-nazisti integrano la frangia della coalizione, formalmente guidato dal partito Patria.
Il Consiglio dei Ministri non solo è integrato dalla Svoboda e dalla Destra (per non parlare di ex membri della defunta fascista UNA-UNSO), alle due principali parti neo-naziste sono state affidate  posizioni chiave che concedono loro "de facto" il controllo sulle forze armate, sulla Polizia e la sicurezza nazionale.
Mentre il partito Patria di Arseniy Yatsenyuk controlla la maggior parte dei portafogli; al leader di Svoboda, il partito Neo-Nazi, Oleh Tyahnybok non è stato concesso un importante incarico di governo (a quanto pare su richiesta dell'assistente del Segretario di Stato Victoria Nuland), i membri del Svoboda e della  destra, occupano posizioni chiave nel aree della Difesa, "Law Enforcement", l'istruzione e gli affari economici.


 Assistente Segretario di Stato Victoria Nuland insieme al leader Neo Nazi di Svoboda Oleh Tyahnybok 
Andriy parubiy.jpgAndriy Parubiy [a destra] co-fondatore del Partito Social-Nazionale neo-nazista di Ucraina (successivamente ridenominata Svoboda) è stato nominato Segretario della Sicurezza Nazionale  del Comitato Nazionale di Difesa (RNBOU) . (Рада національної безпеки і оборони України ) , una posizione chiave il Ministero degli Esteri, della Difesa, le Forze Armate, le Forze dell'Ordine, la sicurezza nazionale e intelligence. Il RNBOU è l'organo decisionale centrale. Mentre è formalmente guidato dal presidente, è gestito dal Segretariato, con uno staff di 180 persone, tra cui la difesa, l'intelligence e gli esperti della sicurezza nazionale.
Parubiy è stato uno dei principali leader dietro la rivoluzione arancione del 2004La sua organizzazione è stat finanziata dall'Occidente. Egli si riferisce ai media occidentali come il "Kommandant" del movimento EuroMaidan.  Andriy Parubiy insieme con il leader del partito di Oleh Tyahnybok è seguace ucraino di Stepan Bandera il nazista, che ha collaborato nell'assassino di massa degli ebrei e dei polacchi durante la Seconda Guerra Mondiale. Reuters / Gleb Garanich                               Marcia neo-nazista in onore di Stepan Bandera
A sua volta, Dmytro Yarosh, capo della delegazione Settore Proprio nel parlamento, è stato nominato vice segretario del Parubiy del RNBOU.
Yarosh era il leader delle Camicia Brune organizzazione paramilitare neo-nazista durante la "protesta" nel movimento EuroMaidan. Egli ha chiesto lo scioglimento del Partito delle Regioni e del Partito Comunista.
 Dmytro Yarosh discorso a Euromaidan
Il partito neo nazista controlla anche il processo giudiziario con la nomina di Oleh Makhnitsky del partito Svoboda alla carica di procuratore generale dell'Ucraina. Che tipo di giustizia prevarrà con un rinomato neo-nazista responsabile della Procura della Repubblica di Ucraina? 
Posizioni del Governo sono state assegnate agli ex membri dell'organizzazione frangia neo-nazista  Assemblea Nazionale Ucraina - Auto-Difesa Nazionale Ucraina  (UNA-UNSO):
"Tetyana Chernovol , descritta dalla stampa occidentale come un giornalista investigativo senza alcun riferimento  al suo passato coinvolgimento nel partito antisemita UNA-UNSO, è stata nominata presidente nella commissione anti-corruzione del governo. Dmytro Bulatov, noto per il suo presunto rapimento da parte della polizia , ha anche lui collegamenti con UNA-UNSO, ed è stato nominato Ministro della gioventù e dello sport.
Egor Sobolev , leader di un gruppo civico a Indipendenza Maidan e politicamente vicino ai Yatsenyuk, è stato nominato presidente del "Comitato di Lustrazione", accusato dell'epurazione dei seguaci del presidente Yanukovych  dal governo e dalla vita pubblica. (Vedi  Ukraine Transition Government: Neo-Nazis in Control of Armed Forces, National Security, Economy, Justice and Education,  Global Research, 2 Marzo 2014
Il "Comitato di Lustrazione" è quello di organizzare la caccia alle streghe contro gli avversari del nuovo regime neo-nazista. Gli obiettivi della campagna di lustrazione  o purificazione sono le persone in posizioni di autorità all'interno del servizio civile, i governi regionali e comunali, nell'istruzione, la ricerca, ecc.
Il termine lustrazione si riferisce alla "interdizione di massa" di persone associate con il precedente governo. Essa ha anche connotazioni razziali. Sarà con ogni probabilità sarà diretto contro i comunisti, i russi e i membri della comunità ebraica.
E 'importante riflettere sul fatto che l'Occidente, formalmente impegnata nei valori democratici, non solo ha guidato la abiura  di un presidente eletto, ma ha anche insediato un regime politico integrato da neo-nazisti.
Questo è un governo di prossimità che permette agli Stati Uniti, la NATO e l'UE di interferire negli affari interni dell'Ucraina e smantellare le sue relazioni bilaterali con la Federazione russa. Deve essere chiaro, tuttavia, che i neo-nazisti  infine dirigono il tiro: sotto un "regime di governo indiretto", prendono  ordini -  direttamente dal Dipartimento di Stato americano, dal Pentagono e dalla NATO-  in materia di politica estera e militare cruciale in questione, tra cui il dispiegamento di truppe dirette contro la  Federazione Russa .
Il mondo è a un bivio pericoloso: le strutture e la composizione di questo "governo delega" installato dall'Occidente non favoriscono il dialogo con il governo russo e i militari. 
Il RNBOU
Uno scenario di escalation militare che conduce al confronto tra la Russia e la NATO è una possibilità concreta. Il "Sicurezza Nazionale e Difesa Comitato Nazionale dell'Ucraina" (RNBOU),  è controllata da neo-nazisti e svolge un ruolo centrale negli affari militari. Nel confronto con Mosca, le decisioni prese dal RNBOU guidato da Parubiy neo-nazista e il suo vice la camicia  bruna Dmytro Yarosh in consultazione con Washington e Bruxelles, potrebbero avere conseguenze devastanti.


Tuttavia, è ovvio che "il sostegno" per la formazione di un governo neo-nazista non implica in alcun modo lo sviluppo di "tendenze fasciste" all'interno della Casa Bianca, Dipartimento di Stato e il Congresso degli Stati Uniti. "La fioritura della democrazia" in Ucraina, per usare le parole del New York Times è approvato da repubblicani e democratici

E 'un progetto bipartisan. Per non dimenticare, il senatore John McCain è un sostenitore e amico dei leader Neo Nazi di Svoboda Oleh Tyahnybok (immagine sopra a destra).

Un processo sardo di produzione "biopolitica"

Un processo sardo di produzione "biopolitica"

    Paulu Leone Cugusi Biancu


  • Le ELEZIONI NAZIONALI SARDE hanno avuto il loro esito.
  • Le ELEZIONI EUROPEE di maggio sono alle porte.
  • TRE MESI di tempo sono un periodo BREVE.
Tanti si pongono la domanda seguente: "data l'attuale Legge Elettorale (che, a meno di rivoluzioni nel Collegio unico Sicilia-Sardegna, l'attuale governo non farà) quale scelta per avere un sardo eletto?

Alcuni si son mossi e altri stanno per muoversi, anche se in ordine sparso, sulla scia di precedenti proposte di legge ma "IL MONDO POLITICO SARDO" fa ancora tanta fatica a capire che un rappresentante dell'intera Nazione Sarda lo si potrebbe avere solo sommando i Sardi che non sono andati a votare, da aggiungere a tutti gli altri che, alle Elezioni Nazionali Sarde, non hanno votato ne per CSX e ne per CDX.

Un POLO, BLOCCO, FRONTE s'avrebbe da fare ma prima bisognerebbe scegliere un potenziale Candidato.
  • E' pensabile ?
  • E' possibile ?
  • E' auspicabile ?
  • E' concretizzabile ?
Il BLOCCO, FRONTE, POLO dovrà essere l'Insieme (per scegliere il Potenziale Candidato) di coloro che esprimono visioni, strade e metodi non sempre coincidenti, ma anche e, pur sempre, interpretazioni di una stessa realtà.
Al momento, un tale INSIEME dovrebbe essere un "COGITANDO", cioè un fattore di una coalizione possibile a cui dare gambe immediatamente, in grado di reggere l'impatto e lo scontro politico con chi é contrario.

I vari PROTAGONISMI andrebbero banditi, i molti vari EGO che si sopra valutano lasciati per loro conto, in modo da operare con successo, facendo prevalere i punti concreti di programma che metta tutti d'accordo, senza le  divisioni ideologiche sui tempi di un percorso comune, non più attinenti al mondo in continua trasformazione.

Bisogna predisporre un'operazione per un risultato a termine: l'elezione di un rappresentante della Nazione Sarda al Parlamento europeo, espressione di tutti quei sardi che non accettano di essere un elemento di quell'Italia, che ha sempre dato dimostrazione di considerarci nient'altro che una appendice sgradevole della Penisola.

A mio parere manca, però, l'ELEMENTO essenziale ovvero la presenza " di un Sardo Elettore a 360 gradi", e cioè un prodotto "biopolitico" che si affaccia timidamente sulla scena, occupata ancora dai tanti "coiles".




Come si potrebbe descrivere un tale tipo di elettore ?

(a) - uno impegnato in processi di cooperazione continua per superare le varie micro-conflittualità presenti in ambito identitario, in modo da comporre quell'insieme ampio,che sviluppi un tessuto formale fra i vari movimenti e le diverse singolarità.

(b) - è COLUI CHE costruisce, nei processi di cooperazione, norme di comunicazione condivisa, sviluppando la capacità cognitiva dei più e moltiplicandola, in grado di produrre più conoscenza (da condividere in RETE).

(3) - egli dovrà essere uno che, attraverso i processi di cooperazione, stimolerà"SENTIDUS e valori che appartengono all'Insieme" per stabilire un impatto efficace, immediatamente politico ed economico........., che A. Manukyan, definisce "processo di produzione biopolitica".




note 
Il ricorso al concetto di "biopolitica" oggi sta conoscendo una notevole fortuna, soprattutto presso autori che si sforzano di pensare le nuove condizioni dell'agire politico nel contesto delle trasormazioni sociali e tecnologiche del nostro tempo. Anche se è al nome di Foucault che solitamente lo si lega, il temine non è propriamente foucaultiano. L'ambizione del presente volume, infatti, è proprio quella di illustrarne la storia e le applicazioni nei vari ambiti, dalle sue origini, agli sviluppi più recenti, attraversando circa un secolo di riflessioni. Con biopolitica Foucault indica i fenomeni che riguardano il governo dei viventi e le trasformazioni che fanno della vita la posta in gioco per la politica. L'entrata della vita nei calcoli del governo obbliga a ripensare i termini che definiscono la politicità dell'uomo, a elaborare categorie di analisi alternative rispetto a quelle classiche di sovranità e legge, ad analizzare i rapporti tra produzione dell'uomo e tecnologie del governo. Negli ultimi anni il tema della biopolitica si è aperto a numerosi sviluppi, qui esemplificati attraverso autori come Agamben, Rancière, Latour, Haraway, Robinow, Fere-Heller, Hardt-Negri, Esposito, che da diverse angolazioni continuano a mettere a tema il rapporto che stringe la vita e il potere.ombrecorte.

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