Jack Lang, presidente dell'Istituto del mondo arabo, è sotto inchiesta per presunto "riciclaggio aggravato di frode fiscale"
Jack Lang, presidente dell'Istituto del mondo arabo francese, ha rassegnato le dimissioni dopo che i suoi precedenti contatti con il condannato per reati sessuali Jeffrey Epstein hanno innescato un'indagine per riciclaggio di denaro in patria, secondo quanto riportato da diversi organi di stampa.
La mossa segue l'annuncio fatto venerdì dai procuratori francesi di aver aperto un'indagine preliminare su Lang, un veterano politico francese che ha ricoperto la carica di ministro della cultura e dell'istruzione, e su sua figlia Caroline per presunto "riciclaggio aggravato di frode fiscale".
L'indagine è stata avviata dopo le rivelazioni dell'agenzia di stampa investigativa Mediapart su possibili legami finanziari con Epstein. I documenti non suggeriscono che Lang fosse coinvolto nei crimini sessuali del defunto finanziere.
Il nome di Lang è apparso centinaia di volte nei documenti del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti pubblicati a fine gennaio. Mediapart ha riferito che Caroline Lang era indicata come beneficiaria di 5 milioni di euro (6 milioni di dollari) nel testamento di Epstein. Entrambi hanno negato qualsiasi illecito.
Tuttavia, in una lettera citata da France Info, Lang ha dichiarato al ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot che il clima "tossico" di "attacchi personali" rischiava di danneggiare "questa magnifica istituzione", aggiungendo che voleva "confutare con calma" le accuse prima di una riunione straordinaria del consiglio di amministrazione.
Fondato nel 1980 dalla Francia insieme a 18 paesi arabi, l'Istituto del mondo arabo è un centro culturale con sede a Parigi che promuove la comprensione del mondo arabo attraverso mostre, dibattiti, programmi educativi e un museo.
Epstein è morto in un carcere di New York nel 2019, in attesa del processo per accuse federali di traffico sessuale che coinvolgeva minorenni. Sebbene la sua morte sia stata dichiarata suicidio, ha alimentato le speculazioni secondo cui il finanziere sarebbe stato assassinato per impedire la testimonianza su presunti crimini commessi da influenti personalità statunitensi.
La pubblicazione dei file Epstein ha anche innescato un rinnovato controllo su diverse personalità pubbliche, tra cui l'ex ambasciatore britannico a Washington Peter Mandelson, accusato di aver ricevuto pagamenti dal finanziatore. Lo scandalo Mandelson si è rivelato un duro colpo per il Primo Ministro britannico Keir Starmer, accusato di non aver adeguatamente esaminato l'ex inviato.

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