Analisi Difesa
L’annuncio con cui il 26 ottobre 2025 il presidente russo Vladimir Putin e il capo di Stato Maggiore generale Valerj Gerasimov hanno confermato il primo collaudo di lunga durata del missile a propulsione nucleare Burevestnik, dall’autonomia indefinita ma probabilmente misurabile in giorni o settimane, sta avendo un doppio effetto sul panorama strategico globale. Da un lato, nello specifico stesso dell’ordigno, dimostra che lo sviluppo di questa arma rivoluzionaria sta proseguendo e si sta avvicinando alla fase operativa, inserendo la variabile inedita di un ordigno volante in atmosfera, per giunta a bassa quota, per periodi lunghissimi e in grado quindi di rendere possibili attacchi a sorpresa dilatati nella dimensione del tempo, oltre che dello spazio.
Dall’altro lato, il Burevestnik si inserisce nel quadro della rincorsa fra Stati Uniti, Russia e Cina per il rinnovo dei rispettivi arsenali nucleari, tanto da essere stato seguito di pochi giorni da un collaudo del sottomarino-drone russo Poseidon, con testata nucleare accreditata di poter scatenare maremoti, e dall’annuncio del presidente americano Donald Trump relativo a una prossima ripresa di “test nucleari” da parte statunitense per rispondere agli avversari.







