giovedì 29 gennaio 2026

La Voce delle Voci: TRAGEDIA FERROVIARIA IN SPAGNA / ECCO I RETROSCENA

  

Misteri // 28 Gennaio 2026 di: Redazione

Ricorderete tutti il disastro ferroviario spagnolo del 18 gennaio scorso. E le non poche “anomalie” che lo hanno caratterizzato, come la Voce ha documentato nella sua cover story messa in rete il 21 gennaio scorso titolata  SPAGNA / DERAGLIANO I TRENI. PER FAR DERAGLIARE IL GOVERNO SOCIALISTA? E LE NOSTRE FS…

La redazione di SA DEFENZA in questi giorni ha svolto un gran lavoro di ricerca, realizzando una vera e propria maxi contro-inchiesta, una trentina di pagine bollenti corredate da foto, grafici, schemi, titoli di articoli della stampa spagnola ed estera, testimonianze inedite: insomma una vera “bomba” giornalistica che può essere molto utile per i lettori al fine di orientarsi nelle zone grigie della disinformazione di regime, del mainstream che tutto oscura, censura e depista.

I redattori di SA DEFENZA hanno confezionato per la Voce una sintesi di questo materiale immenso, che comunque potete trovare andando sul blog. La pubblichiamo qui a seguire.

Brevi note su SA DEFENZA. Il blog nasce quasi vent’anni fa, nel 2007, fondato e animato da Valter Erriu che tornato nella sua terra, la Sardegna, dopo aver lavorato per decenni sul ‘continente’, decide di raccontare, con un manipolo di coraggiosi aspiranti reporter, i grossi pericoli che corre la sua isola, al centro di interessi non poco opachi e storica base Usa per la sue sempre spericolate manovre.

Il blog, man mano, s’ingrossa, e comincia presto a ficcare il naso in vicende di potere, o meglio di poteri sporchi e spesso deviati. Fioccano le inchiesta ‘scomode’ sulla massoneria (in particolare la Loggia di Montecarlo e le logge britanniche), sui Servizi Segreti (nostrani e israeliani soprattutto), sui maxi business di Big Pharma fino a pandemia & vaccini, sulle mafie e i loro riciclaggi a 360 gradi, e via denunciando: come fa la Voce da oltre 40 anni.

E, come la Voce, ne hanno subite di tutti i colori, non solo querele temerarie ma soprattutto censure e attacchi hacker. Devastante l’ultimo – dell’anno scorso –  che ha praticamente raso al suolo il blog. Lo hanno rimesso in piedi, con sacrifici, passione e costi non indifferenti. Il prezzo per fare vero giornalismo, la contro-informazione.

Eccoci al pezzo sul più che anomalo disastro ferroviario.

 

Incidente ferroviario del 18 gennaio 2026: una tragedia tra anomalie tecniche e tensioni geopolitiche

 

  1. Racconto dell’incidente

Nel pomeriggio del 18 gennaio 2026, nella zona di Adamuz (Andalusia), un treno italiano Iryo ha deragliato in un tratto rettilineo della rete ad alta velocità spagnola. Il convoglio, dopo aver perso il controllo dei vagoni posteriori, ha invaso la corsia opposta ed ha colpito (con la coda) un altro treno in arrivo dalla parte opposta. Il macchinista, avendo notato per primo l’anomalia, ha immediatamente avvisato la centrale di controllo, ma ha compreso la gravità dello scontro solo in un secondo momento (la centrale non si era ‘accorta’ dello ‘scontro’ tra i due treni). Nei giorni seguenti, il 20 gennaio a Gelida (Barcellona) un treno regionale è stato danneggiato per il crollo di un muro, e il 22 gennaio a Cartagena un treno regionale ha urtato il braccio di una gru. Le autorità hanno attribuito questi ultimi due eventi al maltempo, ma la concentrazione temporale di incidenti (la cosiddetta “settimana nera”) ha suscitato interrogativi.

  1. Le cose che non tornano nell’incidente

Le indagini si sono concentrate su una presunta rottura di una saldatura del binario (“giunto”). Emergono però forti incongruenze:

  • Danno anomalo: Il “punto zero” del danno mostra un vuoto di circa 30 centimetri di acciaio volatilizzato. Una semplice saldatura difettosa interessa un’area molto più piccola.
  • Controlli preventivi: Nel tratto erano stati eseguiti numerosi controlli (un’auscultazione geometrica nell’ottobre 2025, un’ispezione visiva e ad ultrasuoni il 10 novembre, un controllo completo degli scambi il 7 gennaio 2026), tutti con esito positivo. Tuttavia, i rapporti dettagliati dell’ADIF sono classificati come “interni”.
  • Velocità ed errore umano: I treni viaggiavano a circa 200 km/h, sotto il limite di 250 km/h, escludendo categoricamente l’eccesso di velocità.
  • Sistemi di sicurezza silenti: I dati dei treni che avevano precedentemente percorso il tratto mostravano “lievi anomalie” crescenti nell’intensità, che però non superarono mai le soglie tecniche per attivare gli allarmi automatici.
  1. Le campagne mediatiche contro Óscar Puente e il PSOE

Prima e subito dopo l’incidente, è partita una campagna mediatica ossessiva, soprattutto sui social network, contro lo stato delle ferrovie spagnole, contro la “corruzione”, e successivamente contro il Ministro dei Trasporti Óscar Puente e il Partito Socialista, accusati di cattiva gestione. Questa campagna si basava addirittura su “foto” inviate da presunti “cugini” nella Guardia Civil o “amici” sul luogo, e affermava che gli “ingegneri” governativi avevano da tempo segnalato la pessima manutenzione. In realtà, si trattava di un comunicato sindacale che suggeriva una riduzione di velocità a 250 km/h su quel tratto, limite che era già rispettato. La cifra inventata di “30.000 deragliamenti” attribuita a Puente era parte di questa litania finalizzata solo ad enfatizzare l’ “emergenza corruzione”.

  1. Le minacce passate di Donald Trump alla Spagna

Il contesto dell’incidente è intriso di pesanti tensioni geopolitiche, alimentate da dichiarazioni pubbliche del Presidente USA Donald Trump:

  • a) 21 gennaio 2025 (Inauguration Day): Trump, in una conferenza stampa, “confuse” la Spagna definendola un paese BRICS e minacciò dazi del 100%.
  • b) 25 giugno 2025 (Summit NATO dell’Aia): Trump attaccò frontalmente la Spagna, unico paese a rifiutarsi di alzare la spesa NATO al 5% del PIL. Minacciò di raddoppiare i dazi pianificati: “Pagheranno, pagheranno più soldi in questo modo”; facendo addirittura allusione al realizzarsi di eventi catastrofici che potrebbero affossare l’economia spagnola. Alcuni commentatori hanno definito questo suo atteggiamento una “guerra politica contro Pedro Sánchez”.
  • c) 19-20 Gennaio 2026 (Forum di Davos): Il giorno dopo la tragedia ferroviaria, Trump a criticato nuovamente la Spagna, affermando: “Vogliono viaggiare gratis (free ride), ma poi dovranno ripagarcelo… E così finiranno per pagare molto di più”. L’uso ripetuto dell’espressione “free ride” (scroccone) è diventato un marchio delle sue minacce; nonché una battuta di cattivo gusto, visto il riferimento diretto ai “treni” (viaggi/ride) e l’affermazione “non so cosa stia succedendo con la Spagna” (ndr oppure “in Spagna”, dipendendo dalla formalità della traduzione).
  1. La disinformazione sospetta: giornali italiani più precisi di quelli spagnoli e le strane omissioni della stampa anglofona

La copertura mediatica è stata caotica e piena di errori, specialmente in Spagna. Giornali spagnoli hanno riportato erroneamente la data dell’incidente come 19 gennaio. Al contrario, la stampa italiana si è dimostrato più precisa e professionale, avanzando subito l’ipotesi tecnica della rottura della saldatura. Inoltre, Il Corriere della Sera ha pubblicato una testimonianza di un sopravvissuto che descriveva l’impatto “come una bomba”, un termine che non compare in alcuna testimonianza originale spagnola (dove si parla di “terremoto”). E’ bene precisare che, in riferimento a dichiarazioni poco affidabili, l’espressione “free ride” sulla stampa anglofona è stata sostituita alle volte con “free travel”; e che, apparentemente, non si menzione alcun utilizzo della parola “bomba” nemmeno in inglese.

  1. L’eccellenza della sicurezza ferroviaria spagnola

Nonostante la tragedia, i dati Eurostat (2018-2024) dipingono la rete spagnola come un modello di eccellenza mondiale:

  • Tra il 2018 e il 2024, la Spagna ha registrato 71 deragliamenti ma ZERO vittime (fino al 2024), un rapporto di letalità perfetto (0.00) che la pone ai vertici in Europa.
  • Nel 2024, con solo 18 decessi totali (principalmente per investimenti di persone non autorizzate), la Spagna ha un tasso di mortalità di 1,0 vittima ogni 1.000 km di binari, pari a paesi come Austria e Finlandia.
  • La Spagna possiede una delle reti ad alta velocità più estese e sicure del continente, frutto di ingenti investimenti infrastrutturali.

Anche in questo caso la stampa spagnola che attacca il governo si concentra su dati estrapolati senza contesto, e che non tengono conto della prevenzione, della relazione con la letalità e del contesto europeo.

  1. Le accuse all’estrema destra e il caso Alvise Pérez

La figura di Alvise Pérez, megafono del movimento anticorruzione che ruota attorno a Manos Limpias spagnola, associazione di estrema destra filosionista e ultra-atlantica, è centrale nella narrazione post-incidente. La costruzione del suo personaggio mediatico è paragonabile a quella di Zelensky, Tsipras, Matteo Renzi o Luigi Di Maio. Pérez, che riceve in esclusiva “soffiate” da ambienti dei servizi segreti ostili al governo Sánchez, aveva pubblicamente dichiarato, pochi mesi prima, di essere disposto a sabotare treni e aeroporti come atto di “difesa dei diritti fondamentali”, approfittando della sua immunità parlamentare europea.

  1. Conclusione: dal sospetto di sabotaggio all’eco dell’11 marzo 2004

La sequenza di eventi lascia aperta l’ipotesi di un sabotaggio. Le anomalie tecniche, i recenti malfunzionamenti dei sistemi informatici ferroviari (per cui si ipotizza un cyberattacco) e il contesto di minacce internazionali creano un quadro sospetto. Questo scenario rievoca l’attentato dell’11 marzo 2004 a Madrid, dove in seguito emersero ipotesi di coinvolgimento di apparati deviazionisti e anche di un interessamento israeliano. È significativo che nessun esponente dell’attuale estrema destra spagnola colleghi i due eventi o ricordi quelle vecchie ipotesi (di cui si erano fatti portatori), nonostante le evidenti similitudini: un grave attentato/incidente in un contesto di alta tensione politica, con la Spagna nel mirino di potenze estere. Oggi, al posto delle minacce genericamente “atlantiche” del 2004, ci sono le dichiarazioni esplicite e minacciose di Donald Trump. La combinazione di questi elementi rende la versione ufficiale di una semplice fatalità statisticamente improbabile e politicamente ingenua.

Fonte: https://www.lavocedellevoci.it/2026/01/28/tragedia-ferroviaria-in-spagna-ecco-i-retroscena/ 


 

 

 

 

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