venerdì 1 maggio 2026

Giudici sordi allo strazio dei bimbi reclusi

Catherine Birmingham, cacciata dalla casa famiglia dove i giudici hanno costretto i suoi figli

di FRANCESCO BORGONOVO 

Respinto in Appello il ricorso per l’allontanamento di Catherine dalla struttura dove si trovano i tre figli. L’avvocato dei Trevallion: «Spetta al tribunale rivalutare l’ordinanza». Audio choc: uno dei piccoli urla disperato di notte, poi arriva la mamma e si calma.

L’urlo disperato dei bimbi del bosco non riesce a commuovere i giudici Per Nathan e Catherine Trevallion è un supplizio senza fine. 

Da novembre i loro figli sono stati prelevati e portati in una casa protetta a Vasto. All’inizio di marzo mamma Catherine è stata allontanata da quella struttura. 

Pochi giorni dopo, i suoi legali hanno presentato l’ennesimo ricorso, ma ieri la Corte d’Appello dell’Aquila lo ha respinto. 

Certo, l’avvocato Danila Solinas dà di questo atto una lettura non totalmente negativa. Sostiene che in realtà la Corte non ha «in alcun modo avallato l’ordinanza di marzo che ha cacciato Catherine dalla casa protetta». Secondo Solinas , i giudici dell’Appello dicono qualcosa di diverso, non entrano nel merito, la questione è tecnica. Dicono che quell’ordinanza non ha modificato lo status dei minori, che già si trovavano nella struttura, ma ha semplicemente spostato l’attenzione sulla madre che era stata allontanata.

Nel provvedimento da cui tutto ha avuto inizio, però, la presenza della mamma nella struttura non era neppure stata formalmente autorizzata, quindi di fatto non c’è una modifica sostanziale di un diritto del minore». Per queste ragioni, continua Solinas, la Corte d’appello «rinvia nuovamente al tribunale per i minorenni, dicendo però una cosa importante. E cioè che deve essere il tribunale per i minorenni a dover valutare- nella pienezza del contraddittorio delle partile circostanze sopravvenute che i genitori dei minori hanno sottoposto alla sua attenzione.

Circostanze che possono essere idonee a comportare una rivisitazione delle decisioni in precedenza assunte». In buona sostanza, spiega Solinas , in Appello si fa notare che «tutte le circostanze sopravvenute, che effettivamente la Corte non poteva attenzionare, sono meritevoli di una rivisitazione da parte del tribunale dei minori, che si ostina in quell’ordine di allontanamento». 

Il nodo del problema è esattamente questo: finora le istituzioni e i vari professionisti coinvolti hanno accuratamente evitato di considerare tutti i cambiamenti a cui, ovviamente dietroil ricatto dellasottrazione dei figli, i genitori si sono sottoposti. Anzi, la psichiatra e la psicologa indicate dal tribunale nella perizia consegnata qualche giorno fa richiedono ulteriori segni di sottomissione. Scrivono, ad esempio, che Nathan e Catherine dovrebbero lasciare la loro casa al limitare del bosco per trasferirsi nella abitazione messa a loro disposizione dal Comune, inattesa un domani di ricongiungersi coni figli. 

Peccato che non si dica mai quando tale ricongiungimento dovrebbe avvenire: si continua semplicemente a imporre alla famiglia prove su prove, a sostenere - sulla base di valutazioni decisamente contestabili - che mamma e papà non siano adatti a crescere i loro tre bambini. «Intorno alla vicenda della cosiddettafamiglia nel bosco”», ha detto ieri Alessandra De Febis, garante per l’Infanzia e l’adolescenza della Regione Abruzzo, «si è creato un clima di odio contro le istituzioni che certamente non aiuta la coppia a contestualizzare correttamente quanto sta accadendo. La violazione della privacy a cui i tre minori Trevallion sono costantemente sottoposti è inaccettabile e preoccupante», ha aggiunto il garante. 

A suo dire, «la perizia, o meglio, la bozza di consulenza, al netto della valutazione tecnica che spetta alla competenza medica, torna a sottolineare la non preclusione al recupero della responsabilità genitoriale. La coppia va sostenuta, non aizzata contro le istituzioni». In realtà nessuno aizza i genitori contro le istituzioni. Semplicemente ci si chiede quali siano i criteri di valutazione utilizzati.  

E ci mancherebbe solo che la perizia chiesta dal tribunale precludesse il recupero della capacità genitoriale: quella capacità i Trevallion l’hanno sempre avuta. Anche la tanto bistrattata Catherine. A dimostrarlo è un audio pubblicato ieri dal Centro (e ripreso anche dal nostro giornale) che rivela dettagli atroci su un fatto avvenuto qualche tempo fa, a cui avevamo già fatto cenno. 

Una notte, quando Catherine era ancora nella casa protetta, uno dei bambini ha cominciato a urlare e piangere disperato. Le grida che si odono nella registrazione (ascoltabile sui nostri profili Facebook e Instagram) sono agghiaccianti.Si sente però anche l’intervento della madre, che con ferma dolcezza calma il piccolo. Un genitore incapace non sarebbe in grado di fare una cosa del genere. Ma le autorità fanno finta di non vedere, e così le esperte nominate dal tribunale.  

«Registro che la sofferenza dei bambini si allunga, e questo mi addolora», dice Tonino Cantelmi, l’esperto che segue la famiglia. Il quale, dall’alto della sua competenza, ha smontato il lavoro delle colleghe abruzzesi. «Nella perizia si dichiara con nettezza che Nathan e Catherine non hannoalcuna patologia psichiatrica», dice Cantelmi . 

«Poi, senza sottoporli a nessun test specifico per la capacità genitoriale e sopravvalutando, ed è un grave errore, i test grafici e le relazioni del servizio sociale e della casa famiglia, si afferma la inadeguatezza genitoriale dei coniugi. Inoltre, si trascura ogni voce dissonante, compresa quella della neuropsichiatria dell’Asl di Vasto » . Di nuovo, siamo al cuore della faccenda. Fiordi studiosi hanno ribadito che tenendo i bambini lontani dai genitori li si danneggia, e che la famiglia andrebbe riunita.

 Lo dicono professori famosi, medici titolati. Ma niente: le istituzioni abruzzesi insistono sulla separazione. Chiedono silenzio e sottomissione, e forse solo dopo l’ennesima prova di fede provvederanno a riavvicinare (nei tempi e modi a loro graditi) figli e genitori. Per capire quanto si sbaglino basta ascoltare le grida strazianti del povero bambino che cerca la mamma da cui qualcuno si ostina a tenerlo lontano.

Nessun commento:

► Potrebbe interessare anche: