venerdì 27 marzo 2026

Trump proroga nuovamente la scadenza per la "distruzione degli impianti energetici" iraniani

Missili lanciati dall'Iran in risposta agli attacchi statunitensi e israeliani sono visibili nei cieli di Gerusalemme il 24 marzo 2026 © Mostafa Alkharouf / Anadolu via Getty Images
Il presidente degli Stati Uniti ha affermato che Teheran ha implorato più tempo e lui ha concesso la "richiesta".

Il presidente statunitense Donald Trump ha fatto marcia indietro sulla sua promessa di riprendere gli attacchi contro le infrastrutture energetiche della Repubblica islamica e ha prorogato la scadenza di altri 10 giorni, affermando che i colloqui con Teheran "stanno andando molto bene".

Sabato scorso Trump aveva inizialmente minacciato di "annientare" la rete elettrica iraniana se non avesse riaperto lo Stretto di Hormuz, di vitale importanza, alla navigazione internazionale. Dopo che Teheran aveva avvertito che avrebbe preso di mira le infrastrutture energetiche regionali per rappresaglia, lunedì Trump ha rinviato la sua minaccia di cinque giorni, citando "conversazioni molto produttive".

L’armistizio di Cassibile

L’armistizio di Cassibile Tra il 9 e 10 luglio 1943 gli anglo-americani sbarcarono in Sicilia, lungo la costa tra Agrigento e Siracusa. Circa due mesi più tardi, il 3 settembre 1943, alle 17:30 a Cassibile, un paesino nei pressi di Siracusa, in una tenda posta in un uliveto, il plenipotenziario italiano gen. Castellano firmò la resa senza condizioni dell’Italia agli anglo-americani. L’armistizio venne tenuto segreto per qualche giorno e dopo molti tentennamenti annunciato alla radio dal gen. Badoglio, la sera dell’8 settembre. 

Tra 9 luglio e 8 settembre si erano registrate le condizioni per l’uscita dell’Italia dalla guerra, ovvero la caduta di Mussolini esautorato dal Gran Consiglio il 25 luglio (e brevemente posto agli arresti), la sua sostituzione con il maresciallo Pietro Badoglio, lo scioglimento del partito fascista, la discesa in Italia e lo schieramento lungo tutta la penisola di diciassette divisioni tedesche e finalmente i timidi contatti tra il governo di Roma e gli inglesi attraverso l’ambasciata di Lisbona, a partire dal 4 agosto. 

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