lunedì 25 luglio 2022
L'archeologia è sotto attacco
L'identificazione del sesso dei resti antichi deve finire, insistono gli accademici svegliati. Se faranno a modo loro, sarà un disastro scientifico
Ian Miles Cheong è un commentatore politico e culturale. Il suo lavoro è stato presentato in The Rebel, Penthouse, Human Events e The Post Millennial.
@stillgray@CultureWarRoom
Gli antropologi possono dire molto dai resti scheletrici umani. Anche quando le caratteristiche che potrebbero indicare la costituzione biologica di una persona sono scomparse da tempo, coloro che hanno anni di istruzione ed esperienza possono dipingere un'immagine relativamente vivida del defunto.
sabato 2 luglio 2016
La Nuova Archeologia Teorica
Sulle orme della Fisica Teorica
Il TAG (Theoretical Archaeology Group) è stato fondato in Gran Bretagna nel 1979 con l'obiettivo di promuovere il dibattito e la discussione delle questioni in archeologia teorica a livello internazionale: è definito come un luogo di esplorazione per la ricerca archeologica e innovativa.
Il TAG è gestito e guidato da un Comitato Nazionale, che si riunisce ogni anno e comprende un rappresentante di ciascuno dei dipartimenti universitari che hanno ospitato una conferenza TAG .
Nel 2015 la conferenza si è tenuta nell’Università di Bredford: dal sito dell’università si leggono gli argomenti che sono stati oggetto del dibattito dal 14/12 fino al 16/12; riporto l’elenco 1:
1) Lunedì 14 Dicembre:
- Artista e Archeologo;
- Le risorse archeologiche non sono finite e sono rinnovabili;
- Agende politiche e sponsorizzazioni in archeologia;
- Ripensare il concetto di spazio negli insediamenti;
2) Martedì 15 Dicembre:
- I pozzi e la diversità della pratica archeologica;
- Canticchiando con Crossfire - a corto di copertura;
- La diversità di età: dove sono i giovani in archeologia?
- Mobilità, monumentalità e la memoria in società del passato;
- Differenziazione sociale, personalità e la disuguaglianza nelle società preistoriche;
- La salute mentale in archeologia;
- Racconti tirannici? Fiction come metodo archeologico;
3) Mercoledì 16 Dicembre:
- Eterarchie o gerarchie? approcci critici alla diversità di organizzazione sociale;
- Sfumando i confini: prospettive interdisciplinari di archeologia;
- L'alloggiamento della forza lavoro
- Archivi come oggetti archeologici
- Ripensare la carta archeologica
- Advances in arte preistorica
- l'archeologia della filosofia elementare e principi umorali
- sulla necessità di una pluralità agente nella comprensione dei processi di formazione dell'identità e cosmologie nelle comunità preistoriche
Nello stesso anno, dal 3 al 6 Luglio, si è svolta la quarta conferenza internazionale sulla Fisica Teorica, a Mosca; riporto il breve elenco della conferenza:
- Fondamenti della meccanica quantistica
- Quantum Entanglement
- Teoria Quantistica compresi informazione quantistica (Quantum Computer, Crittografia Quantistica, Teletrasporto di Quantum Uniti)
- Classical e Quantum gravitazione, cosmologia e astrofisica
- Fisica Generale
- Materia Condensata
- Ottica e Spettroscopia
- Fisica Nucleare
- Fisica Matematica
Da una rapida lettura dei programmi emerge l’impostazione differente delle due conferenze: la seconda (quella di Mosca) è proiettata verso l’ignoto (basta leggere la parola “teletrasporto” per capire di cosa si stia parlando), mentre la prima (il TAG) è incentrata su argomenti con scarso interesse per l’ignoto (basta leggere le parole “agende politiche” e “sponsorizzazione” per capire di cosa si stia parlando).
Da una conferenza come quella di Archeologia Teorica del TAG, ci si sarebbe aspettato un programma del genere:
- Puma Punku: analisi sulle reali possibilità degli Aymara di realizzare l’opera
- Gobekli Tepe: nuove ipotesi sulla realizzazione
- Allineamenti dei siti piramidali di Messico, Egitto e Cina: analisi sulle probabilità di coincidenza
- Magalitismo planetario: una teoria che spieghi il fenomeno in modo lineare ed esaustivo
- OOPart: dal meccanismo di Antikitera alla colonna di Ashoka, evoluzione delle spiegazioni ammissibili
- Malta: analisi sulle possibili spiegazioni ai binari incassati nella roccia
- I miti del diluvio: ipotesi sull’evento planetario possibile
Gli argomenti sopra elencati, sono solo una piccola parte del mondo poco esplorato della ricerca sulle origini della civiltà umana, eppure nella conferenza internazionale più importante sull’archeologia teorica, non vi è traccia di ricerca sulla materia “ignota”. L’impressione è che si preferisca navigare in acque tranquille e note, piuttosto che esplorare nuove mete.
Seguendo le orme della fisica teorica, invece, possiamo capire quale sia il metodo di ricerca per arrivare a trovare soluzioni che superino la nostra immaginazione e la capacità media della nostra mente di comprendere.
Il confronto appare subito difficile, perché la fisica teorica è oggi in pieno sviluppo ed in continuo fermento, tanto che in tutto il mondo si susseguono conferenze internazionali su tanti argomenti, a differenza dell’archeologia teorica che riesce a riunirsi una volta l’anno a livello internazionale e propone una serie di argomenti a mio avviso poco utili per approfondire i punti controversi della teoria classica sulle origini della civiltà umana.
Per brevità, facciamo riferimento ad una serie di conferenze in programma per il solo mese di Marzo 2016 riassunte sul sito conference-service.com2 nell’ambito della Fisica teorica:
Come si nota, l’interesse per gli argomenti che spingono la mente a superare se stessa, sono predominanti.
Ma come si è arrivati ad adottare questo metodo di ricerca così innovativo ed efficace?
Esempio 1: “IPSE DIXIT”
Nel celebre scritto “Il dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo”, Galileo Galilei osò mettere in discussione il sistema aristotelico che dominava la storia del pensiero occidentale da decine di secoli e che ostruiva la strada alla rivoluzione scientifica in atto, facendosi scudo col principio di autorità (“Ipse dixit !”).
Legato al caso Galilei c’era la necessità di dover abbattere il sistema geocentrico aristotelico-tolemaico che vedeva la Terra al centro dell’Universo; analizziamo brevemente il caso:
Immagine 1 dal sito: http://images.slideplayer.it/3/976161/slides/slide_3.jpg
1) SISTEMI PRE-COPERNICANI: l'idea che la rotazione degli astri potesse essere apparente e dovuta al moto della Terra, era già stata avanzata nell'antichità da vari filosofi, secoli prima di Cristo; i primi furono i pitagorici, ma il tentativo più autorevole fu fatto da Eraclide Pontico (385-322 a.C.) e successivamente da Aristarco di Samo.
Aristotele e Tolomeo, presero in considerazione la teoria dell’eliocentrismo ma non la ritennero accettabile, sulla base di considerazioni che, per le conoscenze scientifiche del tempo, erano difficilmente confutabili.
2) SISTEMA COPERNICANO: il polacco Niccolò Copernico (1473-1543) introdusse una nuova concezione del sistema cosmologico, passando da quello aristotelico-tolemaico geocentrico, a quello eliocentrico; lo scienziato definito “rivoluzionario prudente” acconsentì alla pubblicazione delle sue teorie, espresse nel "De Revolutionibus" (1543), solo in punto di morte.
“Le caute teorie di Copernico, le osservazioni pratiche e il nuovo metodo d'indagine del Galilei, la nascente cultura scientifica generata da una straordinaria rivoluzione in questi termini, portarono a un radicale cambiamento nel tessuto connettivo culturale europeo tra XVI e XVII secolo, mutamenti che hanno indicato e tracciato profondamente la via per la definizione del mondo e della scienza moderni.”(Andrea Cozza)
3) TEMPO SPRECATO: a conti fatti, da Eraclide a Galileo, l’umanità ha sprecato circa 2000 anni di storia assumendo il sistema Tolemaico-Aristotelico come “summa teoria” di interpretazione dell’universo e del moto dell’universo. Proviamo solo ad immaginare se la rivoluzione scientifica di Galilei fosse avvenuta già in antica Grecia: oggi, probabilmente, la nostra civiltà avrebbe 2000 anni di evoluzione scientifica e tecnologica in più.
Questo importantissimo precedente storico, non può non farci riflettere sul fatto che la vera analisi scientifica non deve aggrapparsi ad una teoria in modo morboso. Lo scienziato deve essere pronto a sposare una nuova teoria se questa è capace di spiegare meglio e con meno contraddizioni il fenomeno studiato.
A tal proposito, è d’obbligo riportare la seguente citazione di K. R. Popper:
« Sentivo che era questo il vero atteggiamento scientifico. Era completamente differente dall'atteggiamento dogmatico, che continuamente affermava di trovare "verificazioni" delle sue teorie preferite. Giunsi così, sul finire del 1919, alla conclusione che l'atteggiamento scientifico era l'atteggiamento critico, che non andava in cerca di verificazioni, bensì di controlli cruciali; controlli che avrebbero potuto confutare la teoria messa alla prova, pur non potendola mai confermare definitivamente. »
Esempio 2: “NON CAPISCO NULLA”
Il paradigma perfetto di “teoria rivoluzionaria” è dato, a mio avviso, dalla teoria della relatività generale di Einstein: agli inizi del ‘900, Einstein cambiò profondamente la teoria della relatività di stampo galileiano ed il concetto stesso di tempo e di spazio, portando la fisica oltre il limite allora immaginabile.
Basata su solide basi matematiche e fisiche, la teoria di Einstein non poteva all’epoca essere dimostrata, sperimentalmente, ed ha dovuto attendere decenni per ottenere la prima conferma sperimentale. Ancora oggi si parla infatti di teoria della relatività e non di legge della relatività, a dimostrazione del fatto che non è stata ancora del tutto dimostrata inequivocabilmente (l’ultima conferma nel 2016 sulle onde gravitazionali probabilmente rappresenterà la spinta per il salto da teoria a legge).
Eppure, grazie a questa teoria “visionaria”, la fisica ha potuto osare e lanciarsi oltre i propri limiti e soprattutto superare le barriere mentali imposte dagli scienziati meno aperti alle novità.
A tal proposito lo stesso Einstein diceva:“I grandi spiriti hanno sempre incontrato l'opposizione violenta delle menti mediocri.” Se Einstein non avesse seguito le sue intuizioni e non si fosse dedicato alla sua teoria, la nostra comprensione del cosmo sarebbe limitata e ancorata alle prove di laboratorio. La teoria invece è arrivata là dove i sensi ed il pragmatismo non possono arrivare: come spiegare ad un pragmatico che possiamo viaggiare indietro nel tempo? Come fargli capire che spazio e tempo sono legati e possono essere alterati, distorti?
Ecco, i limiti dell’uomo “da laboratorio” fortunatamente non hanno fermato la ricerca teorica ed hanno permesso alla fisica di oltrepassare i limiti della mente umana.
Qual è invece l’atteggiamento che hanno l’archeologia moderna, la storiografia ufficiale e l’egittologia quando si discute di origini della civiltà umana?
L’analogia con aristotelici e tolemaici è lampante e dà una risposta netta:
1) Ritrosia verso le teorie diverse da quella ufficiale ( “Mesopotamia culla della civiltà” ad esempio);
2) Derisione e scetticismo verso coloro che osano mettere in dubbio l’architettura storica classica;
3) Respingimento, talvolta occultamento delle prove storiche ed archeologiche che smentiscono la teoria ufficiale;
4) Autoreferenzialità e corporativismo;
Questo atteggiamento diffuso e spesso dominante negli ambienti accademici, è un ricorso storico: egittologi ed archeologi difendono i padri fondatori delle loro teorie affidandosi al principio di autorità, proprio come hanno fatto aristotelici e tolemaici per secoli e secoli prima di loro.
Costoro, preferiscono affidarsi ad una teoria apparentemente lineare e capace di spiegare tutto, anche se centinaia di reperti archeologici, opere megalitiche, testimonianze storiche restano fuori dal loro sistema, affidate a spiegazioni lacunose, semplicistiche e talvolta ridicole.
Ecco che diventa fondamentale ristrutturare un metodo di ricerca che dia spazio e risalto alle nuove teorie sulle origini della civiltà, una nuova archeologia teorica che non teme di esplorare ipotesi ardue, ma anche “bizzare”, “assurde”, “ridicole” purchè restino coerenti come una vera teoria deve essere.
Il mondo accademico contemporaneo è imbrigliato dal cosiddetto “metodo scientifico”: un procedimento che parte dall’osservazione per verificare la correttezza delle previsioni.
Davanti ad un fenomeno di cui non si conosce la causa, il metodo prevede 4 :
1) compiere osservazioni sistematiche;
2) formulare una domanda;
3) elaborare un’ipotesi che sia una possibile soluzione alla domanda;
4) trarre previsioni dall’ipotesi;
5) controllare la validità delle previsioni con ulteriori osservazioni o esperimenti.
Applichiamo ora il metodo ad esempio alla teoria della relatività generale, immedesimandoci nei panni di Einstein agli inizi del ‘900:
1) compiere osservazioni sistematiche: non era possibile fare osservazioni semplici a supporto della teoria
2) formulare una domanda: Einstein si domandò semplicemente cosa avrebbe visto attorno a se fosse riuscito a correre veloce quanto un raggio di luce,
3) elaborare un’ipotesi: Einstein partì dalla fisica classica per sviluppare la sua nuova teoria
4) trarre previsioni dall’ipotesi: le previsioni di Einstein furono semplicemente inconcepibili per l’epoca
5) controllare la validità delle previsioni con osservazioni ed esperimenti: dopo un secolo dalla formulazione della teoria, siamo ancora in cerca di conferme
Come si nota, un’applicazione rigorosa del metodo scientifico avrebbe tarpato le ali al pensiero di Einstein.
Ed in effetti la comunità scientifica dell’epoca non seppe cogliere la grandezza, la profondità e l’innovazione della teoria della relatività: il professore di fisica sperimentale Aimè Forster dell’Università di Berna così si espresse sul lavoro di Einstein “Sull’elettrodinamica dei corpi in movimenti”: “Non capisco neppure una parola di quello che c’è scritto”. Era opinione infatti del corpo docente che la relatività fosse stata “rifiutata in modo più o meno chiaro dalla maggior parte dei fisici contemporanei”.
Eppure, la prima conferma sperimentale delle intuizioni di Einstein avvenuta nel 1919, trasformò Einstein in una celebrità : si tratta della deviazione della luce per azione della forza di gravità. Il 6 novembre 1919 la Società Astronomica Reale e la Royal Society a Londra certificarono che le predizioni della relatività generale erano corrette.
Esempio 3: “PURA FANTASCIENZA”
Legato alla teoria della relatività generale vi è un altro esempio che dovrebbe essere insegnato nelle università di tutto il mondo, ovvero la storia della formulazione teorica dei cosiddetti buchi neri:
“L'esistenza dei buchi neri è una delle predizioni fondamentali della teoria della relatività generale formulata da Albert Einstein nel 1915. La prima soluzione delle equazioni di Einstein che descrive un buco nero fu trovata dall'astronomo tedesco Karl Schwarzschild sempre nel 1915 e per molto tempo si pensò che non avesse significato fisico. Nel 1939, invece, Robert Oppenheimer e Hartland Snyder mostrarono con calcoli teorici che una nube di gas, contraendosi a causa dell'attrazione gravitazionale, forma un buco nero. Solo negli anni Sessanta le osservazioni astronomiche e gli studi teorici mostrarono che la vita di una stella di massa sufficientemente grande può culminare in una esplosione e nel successivo collasso della sua parte più interna.”
Sia Schwarzschild che Oppenheime e Snyder hanno dovuto subire la derisione di diversi colleghi che all’epoca, miopi , reputavano la loro formulazione sull’esistenza dei buchi neri come “pura fantascienza”.
Applichiamo anche per questa teoria il metodo di ricerca sperimentale:
1) compiere osservazioni sistematiche: non era possibile fare osservazioni sui buchi neri
2) formulare una domanda: può un corpo celeste avere una gravità tanto grande da intrappolare anche la luce?,
3) elaborare un’ipotesi: il corpo celeste esiste e compare come una massa nera
4) trarre previsioni dall’ipotesi: quello che accade avvicinandosi ad un buco nero, trascende la comprensione della realtà così come vissuta dall’uomo
5) controllare la validità delle previsioni con osservazioni ed esperimenti: dopo circa 50 anni furono “avvistati” i primi buchi neri
Anche per questo esempio, il metodo classico non avrebbe permesso lo sviluppo della teoria.
Questo caso dimostra ancora che se la ricerca si lascia guidare da una teoria valida, anche quando sembra che giunga a risultati “fantascientifici”, è possibile portare la conoscenza umana verso altissimi livelli.
Oggi la fisica dello Spazio è lanciata verso l’infinito con una velocità sorprendente: osserva l’Universo con mezzi nuovi e ne scruta gli aspetti nascosti senza filtri cognitivi.
Questo atteggiamento consente agli scienziati di non fermarsi nemmeno davanti agli ostacoli più ardui: modello standard, inflazione, teoria delle stringhe, materia oscura, energia oscura, etc. sono tutti sistemi di teorie che anelano a diventare leggi e tentano di spiegare l’inspiegabile, anche se oggi nessuna gode delle prove necessarie per emergere e prendere il posto ufficiale nella storia.
Ne è un esempio la teoria dei “Wormholes”, letteralmente “buco di verme”: nel 1935, i fisici Albert Einstein e Nathan Rosen usarono la teoria della relatività generale per proporre l’esistenza di “ponti” attraverso lo spazio-tempo. Questi percorsi, chiamati ponti Einstein-Rosen o wormholes, collegano due punti diversi dello spazio-tempo, teoricamente creando una “scorciatoia” che potrebbe ridurre il tempo di viaggio e la distanza.
La teoria dei Wormholes appare bizzarra, assurda, per alcuni ridicola: tutte caratteristiche necessarie per scavalcare i limiti della mente umana. Il mondo scientifico dei fisici ha però imparato ad avere rispetto per teorie matematicamente coerenti, anche se fantascientifiche; lo stesso non si può dire dell’archeologia.
Esempio 4: “DEVE ESISTERE”
Il fisico teorico del Cern John Ellis con queste semplici parole tenta di spiegare: “Immaginate un’infinita distesa di neve, un campo esteso lungo tutto lo spazio. Il campo di Higgs è come questo: questo è fatto di fiocchi di neve, allo stesso modo il campo di Higgs è composto di piccoli quanti. Noi li chiamiamo Bosoni di Higgs“.
Il bosone di Higgs spiega dunque come mai tutte le particelle elementari che compongono la materia abbiano una massa e interagiscono formando la materia, anziché schizzare via alla velocità della luce.
La conferma sperimentale della previsione teorica del bosone del 1964 ha richiesto quasi mezzo secolo e il lavoro di più di un migliaio di fisici, oltre alla costruzione del più grande e costoso strumento scientifico mai realizzato, l’acceleratore Large Hadron Collider (Lhc) del Cern (Centro Europeo Ricerche Nucleari) che si sviluppa in un tunnel sotterraneo lungo 27 chilometri. Il bosone di Higgs è stato osservato per la prima volta nel 2012, negli esperimenti Atlas e Cms dell’Lhc e la sua scoperta è stata ufficialmente confermata il 6 marzo del 2013 nel corso di una conferenza tenuta a La Thile da parte dei fisici del Cern.
Il premi Nobel, Peter Higgs ha quindi guidato “a tavolino” la ricerca sperimentale per 50 anni ed oltre: la sua teoria elaborata grazie all’ausilio di strumenti tecnici particolari (carta e penna), ha impegnato il mondo scientifico per mezzo secolo e lo ha costretto a costruire il più grande acceleratore di particelle del mondo (a tutti gli effetti il laboratorio più grande mai costruito dall’umanità).
Applichiamo anche per questa teoria il metodo di ricerca sperimentale:
1) compiere osservazioni sistematiche: non era possibile fare osservazioni sui bosoni
2) formulare una domanda: cosa trasforma un elemento quantico in un elemento dotato di massa?
3) elaborare un’ipotesi: nel campo di Higgs esiste una particella che stabilisce la massa
4) trarre previsioni dall’ipotesi: tutto ciò che esiste ed è osservabile dall’uomo è legato a questa particella
5) controllare la validità delle previsioni con osservazioni ed esperimenti: come per i buchi neri, è stato necessario mezzo secolo di ricerca
Si tratta ancora una volta della conferma che l’avanzamento nella comprensione dell’Universo, è guidati dalla teoria e poi confermato dalla sperimentazione, non viceversa.
E’ importante riflettere sul fatto che il LHC di Ginevra è un’opera colossale: è costruito all'interno di un tunnel sotterraneo lungo 27 km, a 100 m di profondità in media. L’immagine seguente rende meglio l’idea:
Uno sforzo economico da 3 Miliardi di Euro, per costruire in circa 10 anni (dal 1998 al 2008) la macchina più grande mai realizzata dall’uomo e tutto per dimostrare teorie scritte su pezzi di carta da fisici teorici.
Questo deve farci riflettere sull’importanza della fisica teorica.
Valutazione di una nuova teoria archeologica
Dai 4 esempi sopra descritti, si evince che la Fisica ha saputo superare il metodo scientifico di tipo sperimentale facendo leva sulla fisica teorica: disciplina capace di muoversi agilmente laddove il metodo scientifico rallenta, ovvero nell’infinitamente piccolo e nell’infinitamente grande.
La domanda ora è più che mai lecita: perché non applicare lo stesso metodo di ricerca anche all’archeologia sulle origini della civiltà umana?
La mia proposta parte da un esempio concreto di cui conosco i numeri in gioco: nel 2014 ho analizzato le probabilità di coincidenza sull’allineamento dei tre siti piramidali di Messico, Egitto e Cina, partendo dallo studio e dalle intuizioni di Fabio Garuti5 (lo studio è scaricabile gratuitamente al seguente link:https://www.academia.edu/7932573/Linsostenibile_leggerezza_delle_coincidenze_Messico_Egitto_e_Cina_REV3_10-09-2014_ e sono giunto alla conclusione che la probabilità che tre civiltà distinte, vissute in tre epoche distinte ed in tre continenti distinti, abbiano potuto costruire ciascuna un sito con n°3 piramidi disposte sul piano in modo molto simile, allineandoli lungo una linea planetaria, è pari alla probabilità di lanciare un dado a 6 facce ed ottenere per 6 volte consecutive lo stesso numero.
Lo studio suddetto soffre della mancanza di dati sui siti di Messico e Cina, ed in particolare:
1) Estensione territoriale del regno della civiltà che si ritiene abbia costruito il sito piramidale di Teotihuacan
2) Area occupata dal sito piramidale di Xian in Cina
3) Estensione territoriale del regno della civiltà che si ritiene abbia costruito il sito piramidale di Xian
Queste informazioni potrebbero essere oggetto di ricerca da parte di chi ne ha competenze e risorse, ma alla fine il risultato sulla probabilità di coincidenza non varierebbe di molto: è estremamente improbabile che tutto ciò sia accaduto per puro caso.
All’interno di un altro articolo sulle anomalie storiche sulla costruzione della Grande Piramide di Giza (scaricabile gratuitamente al seguente link: https://www.academia.edu/7969307/Lanomalia_della_settima_meraviglia_GIZA_contro_tutti_rev2_07_03_2014 ho formulato un’ipotesi sulla possibile spiegazione dell’allineamento: “le piramidi attribuite ai faraoni della III e della IV dinastia, potrebbero essere state costruite da un’altra civiltà precedente? Potrebbero i faraoni della III e IV dinastia, aver avuto il merito di rinvenire e portare alla luce da millenni di parziale sepoltura dovuta alla sabbia del deserto, le prime 7 piramidi di cui alla tabella 1? Potrebbero aver avuto il merito di aver restaurato soltanto tali opere, o in alcuni casi magari abbellito con rivestimenti in pietra calcarea, le prime 7 piramidi di cui alla tabella 1?”
Applichiamo anche per questa teoria il metodo di ricerca sperimentale:
1) compiere osservazioni sistematiche: osservazioni sull’allineamento e l’analogia di disposizione sul piano
2) formulare una domanda: potrebbero non essere stati gli Egizi a costruire la Grande Piramde?
3) elaborare un’ipotesi: vi è stata una o più grandi civiltà avanzate che hanno costruito le opere megalitiche più importanti che oggi ritroviamo sparse per il mondo
4) trarre previsioni dall’ipotesi: questa civiltà era avanzata e capace di dominare il pianeta a livello globale
5) controllare la validità delle previsioni con osservazioni ed esperimenti: ?
I primi 4 punti sono soddisfatti, mentre il punto 5 resta difficile da soddisfare perché esperimenti ed osservazioni sono complessi e differenti da come li concepisce la fisica.
Ed è questo il punto d’appoggio per l’immobilismo accademico: la gran parte degli archeologi non vuole sondare la veridicità di nuove teorie sulle origini della civiltà umana perché controllare la validità delle previsioni è molto difficile. Difficile come costruire il LHC di Ginevra? Non credo.
A differenza della fisica teorica, dove esiste un metodo matematico per accettare o rigettare una nuova teoria, per le nuove teorie sulle origini della civiltà manca un metodo di analisi scientifico ed universalmente accettato.
Questo vuoto metodologico, lascia il campo aperto alle più svariate speculazioni per tentare di spiegare in modo più soddisfacente le falle della teoria classica: ecco che pullulano soprattutto sul Web, le teorie sugli antichi astronauti, i giganti, gli Dei, gli Atlantidei, etc.
Un metodo di valutazione potrebbe essere il seguente: assegnare il valore “1” quando riteniamo vera l’affermazione, mentre il valore “0” per il contrario, ed il valore “1/2” quando siamo in una situazione intermedia (“abbastanza”) per le colonne “Attendibilità”, “Verificabilità” ed “Inconfutabilità”.
Esplicitiamo le definizioni:
- Attendibile7: che merita di esser preso in considerazione, degno di essere creduto;
- Verificabile8: che può essere verificato, assoggettato a verifica
- Confutare9: ribattere un’affermazione, una ragione, ecc., dimostrandola erronea o infondata
Alla fine della rispettiva colonna si moltiplicano i risultati nelle righe e si hanno le due situazioni seguenti:
1) Valore della moltiplicazione > 0 (Attendibile; Verificabile, Inconfutabile)
2) Valore della moltiplicazione = 0 (Non Attendibile; Non Verificabile; Confutabile)
Per confrontare due teorie sullo stesso fenomeno, i valori nelle righe della stessa colonna vanno sommati.
In questo modo, la teorie che ottiene un valore più alto nella colonna “Attendibilità” sarà la più attendibile, e rispettivamente la più verificabile e la più inconfutabile se ottiene il risultato più alto nella altre colonne.
E’ un metodo molto semplice per “scremare” le teorie che non hanno delle basi solide e per le quali non è interessante continuare la ricerca.
Facciamo un esempio: c’è una teoria che spiega la costruzione della grande piramide di Giza con tecnologie antigravità (“levitazione acustica” per esempio) per lo spostamento ed il posizionamento dei blocchi di pietra calcarea e di granito.
Applichiamo la tabella di valutazione sopra descritta:
Il risultato è: non attendibile, non verificabile e confutabile.
Questo non significa che sia impossibile, ma soltanto che non è tra le teorie sulle quali investire tempo ed energie in modo prioritario.
Spostiamo ora l’attenzione su una teoria ufficiale:
Come si nota, anche la teoria ufficiale risulta sicuramente attendibile e verificabile, ma resta comunque confutabile. Ed il valore di attendibilità è piuttosto basso.
Utilizziamo ora il metodo di confronto: la teoria ufficiale risulta ovviamente molto più attendibile, verificabile ed inconfutabile. L’aspetto che fa riflettere è il valore “zero” che ottengono entrambe le teorie per quanto riguarda l’inconfutabilità.
In effetti, le possibilità di ricostruire la piramide con le tecnologie dell’età del bronzo, sono le stesse di ricostruirla con le tecnologie antigravità per pressione sonora (ad oggi siamo in grado di sollevare solo piccoli oggetti dell’ordine di peso di pochi grammi con la tecnica della “levitazione acustica”)6.
Nelle tabelle sopra illustrate, la riga n°5 non è stata compilata in quanto serve per abbassare il punteggio di una teoria quando raggiunge un valore tale da far ritenere la teoria valida e degna di approfondimento.
In quel caso è compito degli studiosi “attaccare” la teoria per verificarne la “forza”, inserendo il valore “-1” nelle caselle.
Facciamo un esempio con la teoria classica sopra esposta, quindi ricopiamo la tabella:
Come si nota, con semplici indizi deduttivi, si abbassano sensibilmente i valori di attendibilità, verificabilità ed inconfutabilità.
Siccome l’assegnazione dei valori è comunque soggetta ad opinabilità, otteniamo un giudizio sulla teoria che rispecchia l’onestà intellettuale e le conoscenze del compilatore.
Il metodo quindi si completa sottoponendo la valutazione a gruppi di studiosi e poi analizzando i dati complessivi anche con tecniche statistiche. Nella prima tornata di “valutazione preliminare” ciascuno studioso può aggiungere righe sia alla n°4 che alla n°5 indicando alla fine tra parentesi il suo nome e cognome.
L’organizzazione (potrebbe essere il comitato del TAG) riceve tutte le tabelle e ne compila una unica da ri-sottoporre alla compilazione definitiva degli studiosi che in questa occasione potranno solo inserire i valori di valutazione nelle caselle. Se una nuova teoria ottiene un punteggio superiore alla precedente, è giusto avviare un percorso che veda spostare più risorse per la ricerca sulla nuova teoria.
Questo metodo tabellare, consente inoltre di trattare facilmente i dati con un software e di ottenere importanti indicazioni, anche usando metodi di analisi statistici.
A mio avviso, con questo semplicissimo (e migliorabilissimo) metodo, è possibile uscire dalla stagnazione in cui versa la ricerca archeologica sulle origini della civiltà umana e avviare un nuovo periodo di prosperità per l’archeologia teorica e sperimentale.
Considerazioni finali
Non possiamo di certo pretendere che dal prossimo anno cambi il metodo di ricerca archeologica teorica sulle origini della civiltà umana; possiamo però sperare che tra gli studiosi accademici vi siano professori e ricercatori che hanno più a cuore la ricerca della verità, rispetto alla propria cattedra.
Capisco alcuni professori di discipline storiche particolari, come ad esempio l’Egittologia: nel loro caso, il ridimensionamento al quale sarebbe soggetta la civiltà Egizia se si scoprisse che non hanno costruito le piramidi della piana di Giza, rappresenta anche il loro ridimensionamento. Ma se si è convinti di essere dalla parte della verità storica, non si dovrebbe temere l’applicazione di un metodo di valutazione scientifico e rigoroso di altre teorie che aspirano a sostituire quella ufficiale.
E’ un percorso difficile e lungo: non dimentichiamo che anche il genio assoluto Einstein difronte alla novità di studio dell’infinitamente piccolo imposto dalla meccanica quantistica, ebbe un approccio da conservatore.
Ma se si riesce a rompere il circolo vizioso autoreferenziale nel quale è caduta l’archeologia teorica, allora si può avviare il cambiamento.
Quando gli egittologi più conservatori definiscono una nuova teoria sulle origini della civiltà come “assurda”, bisogna chiedere loro: “Assurda come quella teoria che vede il Sole al centro del sistema a la Terra che gli ruota intorno?”
Quando la definiscono “ridicola”, bisogna chiedere loro: “Ridicola come quella teoria che spiega come distorcere lo spazio ed il tempo?”
Quando la definiscono “bizzarra” e “impossibile”, bisogna chiedere loro: “Bizzarra e impossibile come quella teoria che prevede l’esistenza dei buchi neri?”
Se la loro risposta sarà affermativa a tutte le domande, allora forse la nuova teoria è sulla strada giusta.
https://unina.academia.edu/SimoneScottoDiCarlo
Nota 1: http://tag2015bradford.org/programme/
Nota 2: http://www.conference-service.com/conferences/high-energy-physics-and-accelerators.html
Nota 3: http://www.treccani.it/enciclopedia/buchi-neri_(Enciclopedia-dei-ragazzi)/
Nota 4: http://ebook.scuola.zanichelli.it/sadavabiologiablu/dalle-cellule-agli-organismi/section-6/il-metodo-scientifico-dall-osservazione-alla-teoria#3477
Nota 5: Dal libro “L’ombra di Orione sulla storia dell’umanità” di Fabio Garuti
Nota 6: http://www.focus.it/scienza/scienze/che-cose-la-levitazione-acustica
Nota 7: http://www.treccani.it/vocabolario/attendibile/
Nota 8: http://www.treccani.it/vocabolario/tag/verificabile/
Nota 9: http://www.treccani.it/vocabolario/tag/confutare/
sabato 8 giugno 2019
PELASGI: I problemi dell'archeologia e della lingua albanese
Riceviamo questo articolo via mail dall'Albania che pubblichiamo, una storia quella dei Pelasgi che viene attribuita totalmente ai greci, ma da quanto si evince dall'articolo in realtà si tratta di storia albanese , è un po come quel che accade qui in Sardinya tutto quello che trovano negli scavi o dentro i nuraghi (oltre ottomila torri) per gli archeologi è di origine punica o filistea, ma mai che dicano la verità , ovvero che quanto troviamo sia di epigrafo (stele di nora) che i vari cocci trovati che sono veri e propri documenti epigrafi e quant'altro scritto sulle pietre dei nuraghi si continua a negare che sia lingua antica di origine sarda... Sa Defenza
Queste persone di talento prima hanno innalzato un sistema pagano religioso con molti dei, guidati da Zeus-Signore pelasgi e altri dei dell'Olimpo. Scavato miniere per fondere poi il metallo che ha aperto nuove grandi strade all'umanità.
la grande invenzione dei Pelasgi erano le lettere e il primo alfabeto, con il quale ha scritto la loro lingua, dove le parole "acqua" e "DORA" scritte su stoviglie risalenti a 6 mila anni prima di Cristo, conservata oggi con la lingua albanese, che stabilisce il rapporto pelasgico-albanese. Tutti questi miracoli si trovano nella Cultura Pelasgi del Vinka-Turdas (Balcani centrali), che costituisce la prima rivoluzione agricola, tecnologica e culturale dell'antichità. Usa la scrittura e inizia la storia umana.
I Pelasgi hanno dato gli scrittori all'umanità e i primi studiosi: Omero ha scritto Iliade e l'Odissea, Esiodo Teogonia dei pelasgi, prima che le opere di letteratura europea, filosofi della razza pelasgia Anaksimandri, Ksenofani, Pitagora, ecc, guida l'umanità verso la conoscenza e la prosperità.
I pelasgi dei Balcani si trovano in Anatolia, nel Medio Oriente, nel Nord Africa, nel Mediterraneo Etruria, Sardegna e oltre. Ovunque hanno lasciato la loro lingua scritta. Pertanto, le antiche lingue dei Balcani, l'Anatolia e del Mediterraneo hanno un grande vicinanza con l'altro e con la lingua albanese, perché sono tutti derivati dall'antica lingua Pelasgi (L.Peza & Lpez: Lingue Antiche dei Balcani e l'Anatolia ..., TR 2018 ).
I Pelasgi hanno lasciato il ricco patrimonio con molti altri oggetti, come templi antichi, Dodona, costruito in onore dei loro dei Zeus, Hera, Acropoli di Atene, Apollonia ecc, Castelli con mura spesse di grosse pietre, posizionati uno sull'altro senza malta, "Pelasgie o mura ciclopiche", le prime Olimpiadi, ecc. Questi muri sono ovunque, dove vivevano pelasgi in città, il loro paese: Scutari, Lezha, Kruja, Dyrach, Berat, Apolloni, Ohrid, Pogradec, Vlore, Orik, Himara, Borsh, Xara, Butrint, Creta, Micene , Sparta, Troia, Siberia e oltre.
Molte guerre sono state fatte in queste antiche fortezze e molte storie e artefatti di combattimento sono conservati nel loro seno. L'aquila nera bicipite della bandiera albanese è l'antico simbolo dei pelasgi, simbolo di Zeus, perché l'aquila era una parabola di Zeus e di uccelli pelasgi, che lo accompagna e protegge in tutto il mondo. L'aquila è conservata in nero sulla bandiera albanese mentre veniva disegnata nell'originale ceramica di fusione su pietra nera. Il nome Albania deriva anche dai tempi più antichi dell'albanese e Zeus Pelasgi.
All'inizio del millennio scorso lo sviluppo della società pelasgica nata dai giovani: macedoni, Illiria, Epiro, Dardania, Tracia, Peonia, Dacia, erano i primi regni in Europa, parlavano e scrivevano in diversi dialetti, molto vicini tra di loro e Lingua albanese, Filippo II di Macedonia e Alessandro Magno, due tra i più gloriosi della storia albanese, ha portato l'impero macedone in India, dove ha sviluppato il linguaggio e la cultura pelasgi / Macedone / albanese.
Durante la sua permanenza nei Balcani sono cresciuti i regni Illirico, Macedone, Epiro, Tracia, Dacia ecc, nel Centro e Nord Europa e il mondo intorno al Mediterraneo erano ancora all'età della pietra le tribù disorganizzate e semibradi: galli, celti, germanii, Slavi, siberiani, mongoli, tibetani, arabi, berberi, ecc. (Fig.1). Questo dimostra la grande abilità dei popoli pelasgi.
Dopo la morte di Alessandro il Macedone dell'impero fu diviso tra i suoi generali e Cassandro divenne re di Macedonia, che si estende a nord di Pela, Tessaglia, Livadia, Attica, AKEJ, Peloponneso Morea, e le isole a sud. confine Macedonia con Illiria, Epiro, Dardania, Dakine, Paeoninë e la Tracia, il reddito parlando da dialetti della lingua pellazge.
Dopo feroci guerre con gli Illirici, macedoni, Epiroti in 167-146 aC, l'Impero romano conquistò i Balcani, che ha riorganizzato in tre province: italica, illirica, che include i Balcani e l'Oriente, che include l'Anatolia in India (figura 2 ). Poi si formò l'impero bizantino, con le ultime due province. Tutti i popoli dell'impero parlavano diversi dialetti molto vicini alla lingua albanese, perché tutti discendono dagli antichi Pelasgi (confermati nel nostro recente libro, lingue antiche dei Balcani e l'Anatolia ..).
Durante l'invasione romana nei Balcani, la prima tribù conosciuta e culturalmente sconosciuta fu menzionata per la prima volta dai Romani come "Greci". Le origini della tribù greca sono sconosciute, poiché nel paese di origine non hanno lasciato alcun documento culturale e nessuno di loro l'ha portato quando sono venuti nel nuovo paese. I greci non hanno avuto alcun ruolo nella storia balcanica e non hanno avuto alcun territorio. Nel 1832, dopo la ribellione degli Arvanitas del 1831, il regno greco, con un territorio molto piccolo, fu costruito per la prima volta nei Balcani. Tra il VI e il VI secolo gli slavi meridionali si trovavano nei Balcani.
Con il crollo di Costantinopoli nel 453, i turchi iniziarono a diffondersi nei Balcani. I popoli balcanici hanno fatto lunghe guerre per la libertà, ma le guerre albanesi sono famose, sotto la direzione di Skanderbeg. Lui con i combattenti albanesi ha difeso le terre albanesi e la civiltà occidentale, l'Europa non l'ha mai aiutato. Giustamente il 2018 è stato dichiarato anno di Skanderbeg con l'organizzazione di un convegno internazionale sul tema "Skanderbeg, il ruolo e l'epoca in cui ha vissuto e combattuto", ma gli storici non l'hanno imposto al ministero della cultura.
Nessun'altra persona al mondo ha una storia così lunga, gloriosa e affascinante e un così grande contributo al progresso dell'umanità come albanesi.
LA STORIA E LA MAGGIORANZA CULTURALE ALBANESE?
Nel corso del XIX secolo apparvero i primi dati sul patrimonio culturale albanese, che suscitarono grande interesse tra gli specialisti. Nel 1924 iniziarono gli scavi archeologici ad Apollonia, guidati da L. Rey, che pubblicò diversi volumi sulla grande civiltà illirica di Apollonia. Nel 1926 ha lavorato per Ugolini in Finiq e Butrint. I materiali archeologici epiroto / albanesi dei 4-5 secoli aC furono pubblicati in tre volumi.
Dopo la seconda guerra mondiale, gli scavi archeologici furono ampliati dagli archeologi locali. Lo stato ha aperto le rispettive istituzioni: il Museo archeologico-etnografico (1948, Tirana), il settore scientifico della ricerca archeologica, nel 1976 il Centro di studi archeologici e nel 1991 l'Istituto di Archeologia. I centri archeologici furono costruiti a Durazzo, Apollonia, Butrinto, Korça, ecc. Dopo il 1990, vari progetti sono stati intrapresi in collaborazione con archeologi stranieri: il progetto greco-albanese a Butrint, il progetto albanese-americano nella grotta di Konispol, Apolloni-Bylis, Korçë, il progetto albanese-francese ad Apollonia e Sovinj (Korça) , Progetto albanese-inglese a Butrint, ecc. La cosa brutta di questi progetti è che gli stranieri correvano e l'interpretazione dei materiali archeologici è stata fatta secondo il loro punto di vista, poiché non conoscono la storia degli albanesi, i membri albanesi hanno prestato servizio in ruoli non decisionali, più come braccia da lavoro che da studiosi.
Dopo gli anni '90, furono creati altri centri per assistere all'archeologia. Come affermato da S. Shpuza (Numero 21 marzo 2015) le istituzioni sono state sollecitate ad assistere l'archeologia con il Consiglio nazionale per l'archeologia (ASC), l'ASHA (Agenzia per i servizi archeologici), il DRKK (Dipartimento regionale della cultura nazionale), il dipartimento di archeologia dell'Università di Tirana ecc. Ma sfortunatamente la maggior parte del personale di questi centri non erano archeologi, ma partigiani, amici e militanti del partito politico. Da queste decisioni o conclusioni sull'archeologia, sono stati forniti dai militanti, senza basi scientifiche.
Mentre gli scavi archeologici in Albania si sviluppavano rapidamente, l'interpretazione del materiale archeologico rimase molto indietro, e spesso, avendo poca conoscenza, fu falsificata. Si nota che gli archeologi albanesi non conoscono la storia del paese, ma senza conoscere la storia il materiale archeologico rimane muto. Fornisce esempi per l'illustrazione. Nella pagina di archeologia albanese leggiamo:
"Durante l'era neolitica (7000-3000 aC), il territorio del nostro paese era molto abitato, come testimoniano dozzine di insediamenti scoperti che sono stati trovati in campi fertili, argini e grotte. Le loro abitazioni erano semplici capanne di fango. A Dunavec e Maliq sono state scoperte abitazioni su hunj (palafite) .... La vita degli abitanti del Neolitico, l'attività principale era l'agricoltura e l'allevamento, così come la preparazione e la produzione di terrecotte ". Di particolare valore, oggi, sono alcuni contenitori dipinti trovati a Dunavec, Cakran e Maliq I, che vengono importati dalle culture di Dimin in Tessaglia (Grecia). Sono la prima prova di scambio tra i territori del nostro paese con le civiltà più avanzate dell'Europa sud-orientale del Neolitico. "
La storia fornisce prove complete del fatto che nella Tessaglia la guarnigione neolitica è stata abitata dai Pelasgi, menzionano i loro insediamenti Sesklo e Dimini. Erodoto menziona anche che questi Pelasgi della Tessaglia furono i primi ad abitare l'Acropoli di Atene.
Inaccurati, ma importanti, dati scientifici sono negati alle interpretazioni dei nostri archeologi. I reperti archeologici di Dunavec e Maliq mostrano che durante il Neolitico queste regioni sono state abitate da Pelasgi, come in Tessaglia, con cui hanno avuto legami molto stretti sia nel commercio che in altre aree. L'interpretazione distorta del materiale archeologico dall'ignoranza dell'istologia porta la deliberata distorsione delle prove scientifiche dei Pelasgi, gli antenati degli Albanesi.
Di seguito nel Wikipedia albanese osserviamo altri falsi:
"Il fattore principale sono le prime relazioni con il mondo greco e in particolare il processo di urbanizzazione accelerato con l'istituzione di colonie greche sulle rive dell'Illiria. Così i coloni provenienti da Korkyra il 627a.c fondato Dyrrah, 588 a.c. fondato Apolonia e intorno alla prima metà del XIII secolo. VI è stabilito e Orikumi ".Questo è ciò che scrive l'archeologo albanese, che non conosce la storia del suo popolo e ignora l'indignazione, e quindi la storia degli albanesi del perdono per gli altri. Non sorprende, abbiamo notato che la tribù greca senza nome e non greca arrivò nei Balcani durante l'invasione romana, ma , sono definiti con il nome di "greci". Ma oltre a questo, i Romani, quando giunsero nei Balcani, fondarono i regni Illirico, Macedone, Rumeno, Dacia, Dardano, con i quali combatterono lunghe guerre. Non è possibile per un popolo che non era nei Balcani come greci durante il diciannovesimo secolo. 7-2 aC abbiano fondato città in Illiria e nell'Epiro. D'altra parte, i Corinzi erano Pelasgi, come evidenziato dall'iscrizione corinzia, che è in lingua pelasgica (vedi L.Peza Korinthasit Pashtriku org.). Anche i nomi delle città Dyrah o Epidamn, Apolloni, Sarand, Orik ecc. sono esplicati solo in lingua albanese. Pertanto, coloro che scrivono sopra da archeologhi-storico albanesi, dimostrano che non ha conoscenza della storia e la loro arretratezza, la storia degli albanesi la regalano agli altri.
Abbiamo visitato i forti di Scutari, Lezha, Durazzo, Berat, Apollonia, Borshi, Butrinto e ovunque le spie affermano che si tratta della fortezza illirica del "periodo ellenistico". Questa spiegazione non è in linea con la storia. Quasi tutti i nostri forti sono stati costruiti durante l'età del bronzo, poiché si è notato che nelle loro fondamenta ci sono grandi pietre rettangolari ben arrotondate, note come Pelasgico o Ciclope. Tali grandi pietre poste l'una sull'altra senza malta sono di bronzo e caratteristici della costruzione del bacino. I pesci pelagici furono poi fatti rivivere dagli illirici, ma le pareti illiriche furono lapidate, simili a stucchi. Queste fortezze mezzo demolite, durante il Medioevo, furono rianimate da Skanderbeg e utilizzate per la guerra contro i Turchi. Anche in questo caso la spiegazione distorta deriva dalla scarsa conoscenza della storia da parte di archeologi e storici albanesi e dalla loro intenzione di alienare questi monumenti come greci. Nessun segno di alcun "periodo ellenistico" è notato nella nostra storia.L'archeologo noto a molte pubblicazioni scientifiche Halil Shabani (foto sopra) del direttore culturale di Saranda, Panagiot Gunari, minoranza di origine greca , è richiesto sui siti archeologici greco / greco di siti archeologici illirici / epiroti. Quando non ha eseguito l'ordine di falsificare le carte, è stato licenziato, e al suo posto come esperto di archeologia hanno messo un economista della minoranza greca.
"Il motivo del mio licenziamento è il mio rifiuto di inserire schede e passaporti culturali non professionali e di entrare in conflitto con la ricerca scientifica", afferma l'archeologo Shabani. Secondo lui le carte, della direzione dei monumenti, secondo i suoi studi e altri specialisti è segnata ovunque l'affiliazione illiro-epirota. Ecco uno sguardo sull'impiego sbagliato di una minoranza greca nella municipalità di Saranda, anziché preservare la cultura albanese.
Questo è uno scandalo in tutto il paese, perché non è l'unico caso. Questo è stato fatto anche in altri luoghi a Durazzo, Butrinto, Orik, ecc., Fortificando l'idea che oggetti culturali illirici o epirotici siano manufatti greci. Questo ha portato alla conclusione errata che gli oggetti appartengono al "periodo ellenistico (greco)".
Questi falsi sono diretti dal Centro Albanese di Tirana, dove antiche iscrizioni illiriche e epirote e altri oggetti sono falsificate come fossero di origine greca.
Nel 2016 siamo stati invitati e ha prendere parte alla conferenza scientifica dell'Istituto di Linguistica di Tirana, dove abbiamo presentato la lezione "Continuiamo con i Pelasgi e la lingua illirica in lingua albanese", con molte interpretazioni delle iscrizioni pelasgiche e illiriche, legate alla lingua albanese. Senza alcuna revisione scientifica, la nostra relazione non è stata accettata ne pubblicata insieme ad altri documenti della conferenza, perché le iscrizioni pelasgiche e illiriche che avevamo analizzato secondo i linguisti dell'istituto sono in greco, anche se non vi è alcuna parola greca in esse, ma solo parole di lingua albanese. In questo centro le iscrizioni illiriche di Durazzo, Apollonia e dell'Epiro a Butrinto sono forgiate come se fossero in greco, sebbene ci siano solo parole di lingua albanese. Questo centro è stato istituito dall'accademia e la sua opera anti-albanese con iscrizioni, altri oggetti archeologici e la storia è divenuta in realtà Accademia ellenistica anti-albanese.
L'Accademia delle Scienze albanese in questo senso non è in ritardo. Il grande libro "La storia del popolo albanese" in 4 volumi, è considerato il capolavoro dell'Accademia delle scienze, ma non costituisce un'opera scientifica e distorce la storia degli albanesi. Gli autori del libro hanno ricevuto molte informazioni da altri autori ma non li citano nel testo. Questo costituisce un furto di copyright.
a storia albanese in questo libro, rivolto solo all'interno del territorio ridotto, gli albanesi che ha lasciato le grandi potenze dopo 1913. Il resto dei Balcani, come la Macedonia, Tracia, Dacia, Tessaglia, Peloponneso Morea ecc, abitati da albanesi e in arvanitas l'antichità non è trattata. In questo libro molto debole, pieno di falsi e furti, il calendario in pietra e bronzo della Civiltà Pelasgi, il più antico del mondo e ancestrale degli albanesi, è descritto molto brevemente e male. La parte pelasgica della storia degli albanesi è stata volutamente non trattata, dagli autori, le uniche persone rimaste senza origine.
Il libro parla anche della costruzione di colonie greche nel territorio illirico e nel nostro epiro e città
Butrinto, Apollonia, Oriku, Durazzo, ecc. trattate come edificate dai greci. Questa è una brutta falsificazione della storia, perché queste città potrebbero essere costruite solo da Illiri e Epifite, che nei secoli si sono succeduti. erano popoli organizzati e costituivano i loro regni, mentre i greci non erano ancora arrivati nei Balcani. Sebbene durante l'impero bizantino i Balcani fossero sotto il dominio illirico (fig.2), nel libro non si dice nulla.
Persino il "Dizionario delle enciclopedie albanesi" in tre volumi, redatto da questa accademia, è un grave difetto e una falsificazione della nostra storia. In molte voci in questo dizionario, vari autori sono stati censurati e rimosso il trattamento delle parti pelasgiche della nostra cultura, le divinità pelasgiche, la prossimità della lingua albanese con la lingua pelasgica. Nei trattati di De Rada. Krispit ecc. nessuna parola è scritta sul loro grande contributo al riconoscimento della civiltà pelasgica e all'autenticazione della lingua albanese, che deriva dalla lingua pelagica. Anche le voci sull'archeologia del paese, nella maggior parte dei casi, sono state deformate, in contraddizione con la storia. Gli autori che trattano la civiltà pelasgica non sono coinvolti nel dizionario, causando gravi danni alla nostra cultura e scienza.
Due libri voluminosi sono stati pubblicati dall'Accademia di Atene sotto la direzione del capo musicista M.V. Sakellariou: "Epiro-4000 anni di storia e civiltà greca" e "Macedonia - 4000 anni di storia e civiltà greca" pieno di falsi, che sono alienati come regioni greche nel corso della storia. In questi libri è falsificata la storia di Epiro e Macedonia, due stati di lingua albanese nei tempi arcaici, come se fossero parte della Grecia, che in questo momento non esisteva. Solo il prof. Kristo Frasheri (foto a sx) ha compreso queste contraffazioni anti albanesi e si è opposto con forza alla stampa. Dove sono gli accademici, gli storici e gli archeologi albanesi? Dovrebbero tutti scrivere una recensione su questi libri, dove falsificano scientificamente la storia degli albanesi e pubblicarli in un libro speciale. Questo è il percorso scientifico che corrisponde ai nostri interessi nazionali. Il silenzio su queste falsificazioni indica un basso livello di conoscenza degli archeologi e degli storici albanesi, che beneficiano della Grecia.
Nel VI Colloquio Internazionale al Centro di Albanologia di Tirana il 20-23 maggio 2015, si riferiva l'archeologia e la storia del territorio albanese, che chiaramente distorto la storia del nostro popolo. Nella conferenza "L'Illyrie meridian et dans l'Epiro antiquité-VI", preparato dagli autori: Bjorn Forsen, Brikena Scutari Street, Kalle Kerhonen Edward Square, Rudenc Ruka e Esko Tikkala, apertamente falsificato la storia del popolo albanese. Questi autori lavorano al progetto internazionale congiunto "Durrachium hinterland Projekt", si sono dati il compito di falsificare la storia degli albanesi. Prove archeologiche tra Kavaja e la Roccia di Kavaja e quelle della valle di Erzeni, delle V e poi, gli autori includono nel "Periodo ellenistico (greco)" e il romano. Così gli Illiri sono negati, che in questo periodo avevano il loro regno e la loro cultura, mentre i Greci non erano nemmeno conosciuti nella storia in quel momento. Anche i romani sono venuti dopo.
Nello scrivere "nell'entroterra di Apollonia", gli autori JLDavis, M.Korkuti, L.Bejko, MLGalatri, S.Muçaj e SR Stocker (Illiria, n. 1-2, 2003-2004) ha riportato molti falsi sulla città maestosa illirica di Apollonia. Gli autori scrivono che il sistema di fortificazione "è stato sviluppato sotto l'influenza di influenza greca" e che "questi sono aiutati dalle trasformazioni sociali drammatiche, politiche ed economiche, che si verificano nel periodo compreso tra la colonizzazione greca e l'annessione romana dell'Illiria."
In un altro articolo "Lo scavo ellenico in un Agriturismo nella vicinanze di Apollonia" (autori Golody, S.Muçaj, S.Stocker, M.Thompson, J.Davidson e M.Korkuti), presentato al simposio Grenoble a Illiria e Epiro del 2002, in modo che la storia antica di Apollonia falsificati e realizzazione di parchi in questa città inclusi nel periodo ellenistico, che non è mai esistito nella storia e la contraffazione reato.
Molti secoli prima della conquista romana (167 aC), nei Balcani sono esistevano regni di Illiria, Epiro, Macedonia, Tracia, Dacia, tutto ha avuto origine con i Pelasgi, che ha parlavano diversi dialetti, molto vicini alla lingua albanese. Non esisteva alcun regno greco. Non c'è "spirito ellenistico" nella storia, è solo il lavoro fatto da falsari l'attribuire la storia degli albanesi ai greci. È mettere le mani sulla testa per la poca conoscenza della storia albanese da parte degli archeologi albanesi, che la forgiano con zelo. Nel "periodo ellenistico", i contraffattori contavano il tempo di Alessandro Magno, 336 p.e. fino alla conquista dell'Egitto da parte dei Romani, c. II del nostro vento. Tutti gli oggetti, la cultura e la lingua di questo tempo sono attribuiti ai greci, quando i greci non sono menzionati nella storia in questo periodo e Alessandro Magno non li ha mai conosciuti. Alexander le macedoni e Illiri, che gestiva, ha raccolto più di 100 città nel impero macedone, tra i quali Alessandria d'Egitto, dove ha costruito i più grandi biblioteche del periodo antico, che è stato bruciato in seguito dai Romani, la città Antiochia Siria, città di Pergamo in Asia Minore, ecc., Che sono state costruite sulla base dell'antica architettura pelagica, che sono attribuite inconsapevolmente ai greci. Questa è una grande falsificazione della storia, perché Alessandro Magno conquistava territori balcanici meridionali, che poi abitate da arvanitas, Illiri, macedoni, Epiroti, quando i Greci né conosciuto nella storia.
Nell'impero macedone e regni illirici sono stati sviluppati Epirote cultura macedone, illirica e Epiro e loro dialetti, nei pressi della lingua albanese. Intorno territori balcanici allungato tribù non organizzati e semibrado: gallico, celtica, germanica, slava, bene, sibriane, mongolo-turco, tibetano, sono tribù arabe del sud, berberi, ecc (Figura 1). Questi mostrano che la cultura e la lingua balcanica di origine pelasgica avevano raggiunto la più alta cultura del tempo.
Dopo la morte di Alessandro, l'impero macedone si divise tra i suoi generali, e Cassandra divenne re di Macedonia, tra cui Tessaglia, Livadia, Atika, Peloponneso, Morea. Il Regno di Macedonia in Occidente è delimitato dai regni di Illiria ed Epiro, mentre ad est con il regno di Tracia. In tutti questi regni hanno parlato il proprio dialetto, molto vicini l'uno all'altro e con loro originato dalla più antica lingua pelasgica. Nessun regno greco esisteva durante questo periodo.
Durante il Medioevo e l'occupazione ottomana è stata sollevata diverse vilayet (province) e gli albanesi sono stati concentrati in cinque di essi: Vilayet di Janina, Scutari, il Kosovo, Monastir e Salonicco. I greci si chiamavano ed erano conosciuti come Momaioi (romano, romanzo). Nessuno stato greco menziona la storia prima e durante questo periodo. Nel 1831 si verificò la rivolta di Arvanitas e nel 1932 fu dichiarato il regno di Grecia. Chameria e Macedonia entrarono a far parte della Grecia dopo il 1913 come dono delle grandi potenze.
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| Dichiarazione dell'autonomia Albanese 1914 |
Nella Teosofia di Esiodo, Deucalione e sua moglie Pirha furono incaricati da Zeus di navigare insieme al loro bestiame durante la grande alluvione di 9000 anni per salvare l'umanità. Le altre persone sono tutte annegate. Salparono verso il monte Argos nel Peloponneso e fuggirono dalla grande alluvione. Da Deucalione e Pirha nacque Helen, che a sua volta ebbe tre figli: Dorin, Ksuthin ed Eolin. Avevano, secondo la mitologia, alcuni ragazzi, tra cui Akain, Jonin, Macedon e altri.
Secondo la mitologia, questi furono seguiti da tribù pelasgiche, Dori, Eoli, Achei, Ioni, Macedoni ecc. Così, i greci, definendosi "inferno", rivendicano di essere il popolo europeo più antico e che appartengono a tutto il patrimonio culturale lasciato dai pelasgi. Ma tutto questo è stato copiato dall'antica mitologia pelasgica e non vi è alcuna nascita storica con i greci. D'ora in poi, i falsificatori compiono sforzi per negare la civiltà di Pelasgi e le origini pelasgiche della lingua albanese e di lasciare la gente greca libera di acquisire l'antica cultura pelagica / albanese.
Per questo motivo, tutti gli autori antichi di vari traduttori sono stati falsificati. Nelle opere di autori antichi, i Greci non sono mai menzionati, perché non sono stati presenti nel loro tempo, ma i falsificatori hanno falsificato i nomi in queste opere di grande valore storico. Dove è scritto "hellen", "akaj" ecc. i contraffattori hanno tradotto con "greco" e "Ellada" è stato falsificato con "Grecia". Quindi non fidarti delle traduzioni, stai guardando gli originali di autori antichi.
Misha Glenny, che conosce i problemi dell'Europa sudorientale, è delineata nel suo libro The Balkans, Nationalism, War and the Great Power (1999, p.26):
"Anni fa il concetto di stato greco (che era il prodotto della politica delle grandi potenze) non esisteva, i greci non sapevano chi fossero. Anche l'antropologo Roger Just, molti dei greci del 19° secolo che avevano appena acquisito l'indipendenza dalla Turchia, non solo non si definivano Hellenici, non parlavano nemmeno il greco, ma parlavano albanese, Vlach e slavo. "Falsificatori della storia degli albanesi sono stati catturati dal nostro Centro Accademico Albanese, la maggior parte sono membri dormienti, con laurea, che non li giustifica. Anche quelli che si definiscono professionisti, piangono in TV e stampano contro la Civiltà Pelasgica e i suoi studiosi, ma non possono fare alcuna analisi / revisione scientifica. Incoraggiano studiosi appassionati, perché sostengono le origini pelasgiane di albanesi , ma falsificano il materiale illirico, epirotico e archeologico, alienandoli al greco. Le lingue illiriche, macedone, epirotica, non sono mai state studiate dai linguisti albanesi, sebbene siano pagati per lo studio della lingua albanese. Tutto ciò viene fatto per aiutare l'ellenismo a impadronirsi della storia e della cultura albanese e quindi dei loro territori.
Questi lavori anti albanesi sono condotti con studenti di storia e linguistica e con giovani dottori di ricerca che li preparano a servire l'ellenizzazione della storia albanese. Ho visto i dottorati, che non meritano di essere definiti tali, sull'influenza di greco, serbo, italiano ecc. per la formazione della lingua albanese e della lingua pelasgica / albanese, la più antica scritta al mondo, dicono derivi dalla loro.
Questi dipendente statale frequentemente picchiato stampa del seno nel televisore, cercando di ottenere l'origine pelasgi albanese, essendo çjerrur, gli Illiri erano analfabeti, e vengono cancellati dalla pertinenza macedone albanese, di Tracia e Daci, ecc. Specialisti sani in questi centri devono essere scossi, messi al servizio della scienza e degli albanesi, per non rischiare di chiudersi in un centro ellenistico che lascia gli albanesi senza patria.
Questa è storia e non c'è nazionalismo o odio etnico. Con i greci siamo vicini e amici, ci rispettiamo, abbiamo amici e buoni amici. Si tratta di una storia antica, in cui ciascuno studia e sviluppa la storia della propria gente.
Con questi falsari archeologi, che cercano di ottenere del nostro popolo e nazione lo storico trono krenatinë , ne è piena l'Accademia delle Scienze, il Centro Albanologico e la Facoltà di Storia e Filologia, che è tornato ad essere un ramo della Accademia di Atene. Portano alla rovina l'archeologia Albanese, che li ha portati ai più alti titoli scientifici, senza averne alcun merito, se non si conosce la storia del proprio paese e si copiano quei regimi esteri, contraffatti, che minano alle fondamenta della nostra storia e non si oppongono alla contraffazione della storia degli albanesi. Il nostro popolo paga archeologi e storici per studiare e sviluppare la storia della nostra gente, ma sono pagati da organizzazioni dubbie per alienare i nostri oggetti culturali greci e falsificare la storia della nostra gente?
I giovani studiosi di queste aree devono studiare a fondo la storia della nostra gente prima di pubblicare i loro studi e non far parte dei contraffattori. Le mappe dei parchi archeologici dovrebbero essere controllate le affiliazioni illiriche ed Epiro devono essere rimossi, il termine "periodo ellenistico" deve essere rimosso e gli autori devono essere ritenuti responsabili. Questo scandalo nell'archeologia albanese dovrebbe essere seguito anche dall'accusa albanese come crimine contro il popolo e la responsabilità di stare davanti alla legge.
Oggi, per lo studio della storia della nostra gente e della sua lingua, lavorano molti studiosi, che con il loro lavoro sono diventati esperti professionisti con profondi studi scientifici. I falsificatori con diplomi non qualificati parlavano in modo oltraggioso, ma non potevano contraddirli, con la loro conoscenza personale. Questi, Krispi, De Rada erano sacerdoti, Adamid era un medico, ma nelle loro opere hanno dimostrato che gli albanesi e la lingua albanese sono di origine pelasgica. Questa è la prima pietra nella nostra storia e lingua. Shlimani era un commerciante, Thomas Edison non era nel campo elettrico, ma ha lavorato con passione e per primo ha scoperto il Troy of Omar, il secondo a inventare la lampadina elettrica. W. John era un avvocato inglese che lavorava a Calcutta (India) e alla fine del XVIII secolo, vedendo la vicinanza tra il sanscrito e la lingua europea giunse alla conclusione della famiglia linguistica indoeuropea. Prof. Benesh era un dottore, ma la sua passione portò alla paleontologia e all'Università Charles di Praga era il capo del dipartimento di paleontologia quando ero studente in questa facoltà. Questi fatti servono a tutti per un equo apprezzamento degli scienziati e non delle barbe e dei diplomi che possiedono.
RISCHIO PER L'ALBANESE
Il pericolo che gli albanesi minacciano dai falsi della loro storia è troppo grande. È molto più grande delle invasioni straniere romane, turche e fasciste, che non potevano annullare il popolo albanese. Ma ora, il nemico invisibile, che riceve due o più salari, ha ovunque in mezzo a noi in archeologia, accademia, albanologia, ministero, governo, assemblea, comune, ecc. Tutti i produttori di fax mirano a lasciare gli albanesi senza storia, senza un eroe, nessun dio, per trasformarli in un popolo errante, che è venuto alla storia e se ne è andato senza lasciare traccia. Gli esempi che abbiamo sono vivi. Traci, Dori, Etruschi, Hitò, connessioni, ecc., Popoli che hanno fatto grandi storie ma sono rimasti come espressioni storiche.
Gli Arvaniti, gli zingari, gli ebrei, un tempo importanti popoli e territori, hanno perso la loro storia oggi, la loro lingua che non sanno scrivere, hanno perso la loro coscienza nazionale. Gli Arvaniti, che fecero la rivolta del 1821 con il finanziamento di Ali Pash Tepelena, dimenticarono la loro storia e i loro eroi. Con l'aiuto dei governi occidentali fu fondato nel 1832, il Regno di Grecia invece dell'Arvanite.La generazione che dimentica la storia danneggia gravemente il presente e distrugge il futuro della sua gente! In modo che non soffriamo il peggio, i perpetratori e i venditori non li lascino rubare e falsificare la storia della nostra gente. Per questo motivo, l'Accademia delle Scienze, l'Albanologia e alcuni altri centri che sono stati trasformati in forgiati centri ellenistici, archeologia, le antiche iscrizioni e la storia degli Albanesi devono essere temporaneamente chiusi e domani perdono anche la loro terra. Questa strada anti-albanese funge da divisione tra albanesi.
Il governo dovrebbe istituire il più presto possibile presso la Facoltà di Storia - Filologia di UT, il Centro di studi di lingue antiche e storia dei Balcani, dell'Anatolia e del Mediterraneo, dove studiare tutte le lingue antiche vicine alla lingua albanese e la storia degli albanesi. Quindi la nostra scienza servirà la cultura della sua gente e contribuirà al progresso della linguistica e dell'istologia mondiale.
ENCICLOPEDIA BRITANICA: (XI Edizione, 1910-1911, vol.26, p.65) "Il nome Pelasgi, menzionato dagli scrittori greci, mostra un popolo preistorico le cui tracce si ritiene esistano nelle province greche. La loro città (i Pelasgi) si chiama Larissa, è stata ricca, e loro (Pelasgi) sono famosi albanesi. "
G. SERGI (Le origini e la diffusione del tronco mediterraneo, Roma, 1896 - traduzione inglese 1901): "Infine, il carattere del vecchio muro dell'Acropoli di Atene (che è lavoro dei pelasgi) è lo stesso di quello di tutte le opere costruite dall'Asia Minore e in Spagna (pagina 65) ".
Ecco anche un video della professoressa Efthimiou che parla sulla presenza albanese nel paese oggi chiamata Grecia.
https://www.youtube.com/watch?v=iVI6zw4jW3Y
Norbert Jokl: "La lingua albanese funge da fibra che mantiene vivo il tronco e unisce i rami con le radici.
Discendendo lungo questa fibra verso le meraviglie della storia, i fili possono essere seguiti!
C'è uno strumento attraverso il quale il ricercatore è in grado di illuminare il crepuscolo degli inizi del popolo albanese ed entrare nel tempo che si estende oltre l'evidenza storica.
Questo strumento è fornito dalla lingua albanese. "
I fonti:
http://www.njekomb.com/?p=69206
http://www.pashtriku.org/index.php?kat=45&shkrimi=1708
http://www.njekomb.com/?p=203179
http://www.njekomb.com/?p=203191
http://www.njekomb.com/?p=203195
https://www.youtube.com/watch?v=2Aeg51GP6V0

lunedì 20 novembre 2023
Archeologia in Sardegna. Anno Zero, il riscatto parte da qui.
domenica 26 febbraio 2023
La morte dell'archeologia etica in Sardegna: lo scandalo della necropoli di Villamar
Accendiamo un cero alla morte dell'archeologia etica in Sardegna.
La nostra isola è il museo a cielo aperto più importante di tutto il pianeta.
La nostra isola è il museo più importante di tutto il pianeta.
Ci si domanda dove vadano a finire i numerosissimi reperti che i nostri siti restituiscono nelle mani di tombaroli e archeologi italiani (o sarditaliani).
Accendiamo un cero in onore della dipartita dell'archeologia etica in Sardegna.
Probabilmente l'archeo-scandalo di Villamar ha dimensioni equiparabili a quell'altra devastazione avvenuta a Monte Prama.
Il sito della marmilla è stato scoperto alcune decine di anni fa, ha "subito" molte campagne di scavi, e nonostante la logica suggerisca il contrario non è mai stato aperto alla fruizione popolare, e ciliegina sulla classica torta avvelenata gli è stato attribuito il nome di "Necropoli Punica".
Il solo pensare che una necropoli in terra sarda possa essere denominata punica fa rivoltare sulla tomba sia i nostri antichi antenati che quella parte di popolo sardo che ha capito che dalla colonizzazione della propria terra da parte di uno stupido stato possono nascere solo menzogne.
Perchè scrivo che lo stato italiano è stupido?
Perchè dalle eccellenze archeologiche sparse sul suo territorio si possono ogni anno finanziare alcune finanziarie che allo stato attuale delle cose sopno a carico della gente.
Fino a quando la Sardegna resterà sotto dominazione di uno stato imbecille, la sua storia e la sua cultura saranno calpestate, sminuite, nascoste e avvilite.
Lo stato italiano ha paura della nostra cultura ancestrale, tanto e vero che ci serve in tutte le salse il concetto che gli antichi sardi non disponevano di scrittura, di scrittura autenticamente sardiana.
E chi si chiede (erroneamente) come mai la antica civiltà sarda ci abbia trasmesso così poche testimonianze di scrittura sardiana forse dovrebbe meditare sulla catastrofica presenza della premiata ditta bonifiche italiane in terra sarda, specializzata nel gioco a nascondino del patrimonio archeo-culturale dell'anticho popolo sardo.
Come scritto più volte il colonizzatore mai e poi mai ammetterà che la cultura e la storia del colonizzato è immensamente superiore alla sua.
Impegnamoci per ristabilire la verità sulle nostre nobili origini.
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