| Elham Farah insegnante di musica cristiana |
Secondo quanto riferito da familiari e testimoni oculari, che descrivono l'incidente come un chiaro crimine di guerra, le forze israeliane hanno sparato a una gamba a Elham Farah, un'insegnante di musica cristiana di 84 anni, mentre usciva da un rifugio di una chiesa per controllare la sua casa, lasciandola poi sanguinante in strada per ore prima che un carro armato le passasse sopra il corpo.
Farah, pianista molto amata e insegnante di musica di lunga data che suonava per la congregazione battista di Gaza e proveniva da una delle più antiche famiglie cristiane del territorio, si trovava al riparo nel complesso della chiesa cattolica della Sacra Famiglia quando si è avventurata fuori.
Secondo i testimoni, un cecchino delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) ha aperto il fuoco senza preavviso, colpendola a una gamba a pochi metri dal suo appartamento nel quartiere di al-Rimal a Gaza City.
Impossibilitata a muoversi e urlando di dolore, Farah giaceva inerme mentre le truppe israeliane impedivano qualsiasi tentativo di soccorso sparando contro chiunque cercasse di raggiungerla.
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È rimasta in strada tutta la notte, e le sue ultime telefonate ai parenti testimoniano la sua sofferenza: "Non sento più le gambe... non riesco a muovermi".
La mattina seguente, era morta dissanguata. Secondo le testimonianze dei familiari e della gente del posto, un carro armato israeliano avrebbe poi deliberatamente schiacciato il suo cadavere, e alcuni parenti affermano che fosse ancora viva quando il veicolo l'ha investita.
Questa sequenza brutale – sparare a un'anziana civile disarmata, negarle assistenza medica e profanare il suo corpo con mezzi blindati – esemplifica il modello di violenza sproporzionata e indiscriminata che ha caratterizzato gran parte della campagna delle Forze di Difesa Israeliane a Gaza.
Critici, tra cui osservatori dei diritti umani e leader religiosi, hanno definito tali azioni potenziali crimini di guerra ai sensi del diritto internazionale umanitario, che vieta esplicitamente di prendere di mira i non combattenti, di non prestare soccorso ai feriti e di mutilare i cadaveri.
L'episodio ha suscitato la condanna del Papa, che ha definito "terrorismo" l'uccisione dei cristiani palestinesi a Gaza.
Tuttavia, l'esercito israeliano non ha fornito alcuna spiegazione dettagliata né ha assunto alcuna responsabilità per la morte di Farah, in linea con il suo più ampio rifiuto di indagare su numerosi casi simili che coinvolgono civili, operatori sanitari e luoghi di culto.
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