sabato 28 febbraio 2026

NON FIDATEVI DI TELEGRAM: PAVEL DUROV, JEFFREY EPSTEIN, IAN OSBORNE E L’“EPSTEIN INSTITUTE”. LA “TEL AVIV/ROTHSCHILD CONNECTION” / PARTE II (CONCLUSIVA)

 

  Continua il nostro approfondimento su Pavel Durov e le connessioni con il mondo di Epstein, i fondi speculativi sionisti, le Big Tech occidentali legate alla pedofilia internazionale, e le follie euro-NATO-centriche. La domanda è sempre la stessa: possiamo fidarci di Durov e di Telegram? La risposta, per chi vi scrive, non cambia.

Spetta comunque al lettore decidere cosa fare, mentre a noi autori basta l’attenzione e la gratificazione che riceviamo da una semplice condivisione. Per consultare la prima parte dell’approfondimento, eccola qui: "NON FIDATEVI DI TELEGRAM: PAVEL DUROV, JEFFREY EPSTEIN, IAN OSBORNE E L’“EPSTEIN INSTITUTE”. LA “TEL AVIV/ROTHSCHILD CONNECTION” / PARTE I". E se invece cercate un’alternativa a Telegram, vi invitiamo a iscrivervi su Matrix e a seguirci sul rispettivo canale di SA DEFENZA (vi consigliamo altresì di approfondire leggendo il seguente articolo: Consigli di sopravvivenza digitale: basta Telegram, passate a MATRIX! ). Buona lettura! E a voi la seconda parte!

CHI È IAN OSBORNE?

L'intersezione tra finanza globale, tecnologia e potere ha trovato nei file Epstein una delle sue manifestazioni più inquietanti, denunciate in Italia, pubblicamente, dal 2011 attraverso le denunce e l’opera di informazione di Paolo Ferraro.

Al centro di questa summenzionata connessione tra Epstein e la tecnologia occidentale si colloca Ian Osborne, finanziere britannico fondatore di Hedosophia, un fondo di “venture capital” londinese che ha saputo attrarre capitali da alcuni dei nomi più potenti della finanza mondiale: Michael Bloomberg (membro della setta Bohemian Grove), Li Ka-shing e lo Stato tedesco attraverso la banca pubblica KfW.

I documenti desecretati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti rivelano che, tra il 2011 e il 2012, Osborne intrattenne un rapporto professionale continuativo con Jeffrey Epstein. Questo rapporto non fu superficiale: Osborne offrì a Epstein un piano di riabilitazione dell'immagine, gli sottopose le decisioni strategiche per Hedosophia chiedendo la sua approvazione, lo informò di viaggi per incontrare figure chiave della tecnologia globale come Pavel Durov e Daniel Ek (CEO di Spotify), e visitò la sua famigerata isola privata, Little St. James.

Hedosophia

Hedosophia è un fondo di “venture capital” con sede a Londra, fondato nel 2012 dal finanziere britannico Ian Osborne. Il nome deriva dall'unione di due parole di origine greca, ἡδονή ("piacere") e σοφία ("sapere"), e significa letteralmente "conoscenza del piacere". L'idea sottostante sembrerebbe essere quella del raggiungimento dell'espressione massima dell'edonismo come manifestazione ultima del sapere o come finalità della conoscenza. Si tratta di una concezione che richiama antiche correnti filosofiche greche, e in tempi più recenti l’edonismo britannico di Oscar Wilde o dell’ “edonismo estetizzante” del suo Dorian Gray; e che riecheggia in una certa misura nel Decadentismo italiano o nell’esoterico "prometeismo tecnologico"; tema che fu oggetto di riflessione di un'enciclica di Papa Benedetto XVI1.

Nel concreto, Hedosophia, ufficialmente un “investitore globale in società tecnologiche leader”, opera con una strategia di investimento precisa e mirata:

  • Investe tipicamente in “startup” promettenti due-quattro anni prima della loro quotazione in borsa, quando le aziende hanno già dimostrato la validità del loro modello di business, ma non sono ancora entrate nella fase di maturità che precede la quotazione;

  • Gli investimenti oscillano tra i 10 e i 30 milioni di dollari per operazione, posizionando Hedosophia come “investitore di crescita” (“growth capital”) piuttosto che come finanziatore;

  • Agisce con la massima discrezione, che impone addirittura per iscritto. La prima regola per chi riceve un investimento, appunto, è "non parlarne". I fondatori non possono menzionare pubblicamente il nome di Osborne in comunicati stampa o interviste.

Altre informazioni al riguardo sono che il fondo gestisce circa un miliardo di dollari in partecipazioni, come risulta dai documenti depositati presso la SEC statunitense, ed è composto da circa 30 persone2.

Il Rapporto con Jeffrey Epstein e l’ “aiutino” israeliano

I file desecretati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti rivelano un rapporto professionale continuativo tra Osborne ed Epstein nel periodo 2011-2012, ovvero dopo la condanna di Epstein per induzione alla prostituzione minorile (2008) ma prima del suo secondo arresto (2019).

Osborne, attraverso la sua società di consulenza Osborne and Partners (fondata nel 2009), offrì a Epstein un vero e proprio piano strategico di pubbliche relazioni con l'obiettivo di riabilitare la sua immagine pubblica. Le proposte includevano3:

  • Pulizia della reputazione online: Osborne promise a Epstein di poter "ripulire4" il suo profilo su Google, tentando di declassare la visibilità degli articoli di cronaca nera relativi alla sua condanna. In un passaggio significativo dei documenti, Osborne dichiara: "Abbiamo assunto un eccellente team di esperti israeliani per altri clienti. Non posso sottolineare abbastanza l'importanza di questo aspetto, perché per molte persone è la fonte iniziale di informazioni su di lei".

  • Strategia mediatica e relazioni con la stampa: Osborne suggerì di organizzare "incontri informali" con giornalisti di spicco di testate influenti come The Times, Financial Times e The Economist. L'obiettivo era ottenere una copertura stampa positiva e riposizionare Epstein in ambienti selezionati.

  • Nuovo posizionamento pubblico: La strategia prevedeva di "ripristinare costantemente il suo profilo in selezionati ambienti mediatici, politici e filantropici" e di "affermarla come sostenitore pionieristico della scienza e della tecnologia" (in altre parole, dell’eugenetica).

Il rapporto non era a senso unico. I file mostrano che Osborne sottoponeva abitualmente a Epstein le decisioni strategiche per Hedosophia, chiedendo il suo parere prima di procedere. Osborne inoltrava a Epstein bozze di accordi e strategie per il fondo. Chiedeva espressamente il suo consiglio su cosa incorporare e cosa respingere, cercando la sua approvazione prima di inoltrare i documenti a potenziali investitori di alto livello, come Solina Chau di Horizons Ventures. Questo livello di coinvolgimento suggerisce un rapporto di fiducia professionale molto stretto, in cui Epstein agiva di fatto come una sorta di decisore occulto per le attività di Hedosophia.

In ultimo, le fonti rivelano un dettaglio agghiacciante: Epstein propose a Osborne di discutere i dettagli di certi documenti quando fosse arrivato "sull'isola" (“the island”). Osborne rispose che Solina Chau aveva fissato una scadenza e non si poteva aspettare di arrivare sull'isola per discuterne, aggiungendo che i documenti necessitavano dell'approvazione di Epstein (“as approved by you5”).

Un portavoce di Osborne ha confermato che il finanziere visitò Little St. James, l'isola privata di Epstein nelle Isole Vergini Americane, una volta nel 2012 per offrire consulenza sugli investimenti. Il portavoce ha dichiarato che non vi erano legami finanziari tra i due, né conoscenza dei crimini del pedofilo (che poco informati che erano...).

Il silenzio è d’oro

Per la serie "si ride per non piangere", a seguito dell'emergere dei file Epstein, Osborne ha rilasciato una dichiarazione al Telegraph terrificante per la sua banalità (e meno male che voleva "ripulire" l’immagine di Epstein), a riprova dell'assenza di ogni acume mediatico comunicativo dell' “Epstein institute”.

La dichiarazione di Osborne, pertanto, è la seguente:

Mi pento profondamente di aver mai incontrato o avuto qualsiasi tipo di relazione con Epstein. Non ho mai assistito, né sono stato a conoscenza, del suo comportamento ripugnante e illegale. Sono profondamente dispiaciuto per tutte le persone che hanno sofferto a causa sua. È stato un grave errore di valutazione e me ne pento amaramente6 7”.

NOMI DA TENERE IN CONSIDERAZIONE

Hedosophia ha costruito una rete di investitori che tocca i vertici della finanza mondiale, combinando capitale privato americano, asiatico e pubblico europeo. Tra i suoi principali finanziatori figura Michael Bloomberg, il miliardario fondatore dell'omonima agenzia di informazioni finanziarie, ex sindaco di New York ed ex candidato alla presidenza degli Stati Uniti, il cui investimento non è diretto ma avviene tramite Willett Advisors, la società newyorkese che gestisce il suo patrimonio personale e le sue attività filantropiche: secondo fonti giornalistiche tedesche, Willett Advisors ha investito in Hedosophia per conto di Bloomberg, rendendolo uno dei principali sostenitori del fondo8.

Questo legame finanziario affonda le radici in una relazione professionale precedente, dato che Ian Osborne ha consigliato Bloomberg quando quest'ultimo era sindaco di New York: un'esperienza che ha permesso a Osborne di costruirsi una rete di contatti di altissimo livello che include anche Bill Gates e l'ex premier britannico David Cameron9.

Un altro pilastro finanziario di Hedosophia proviene dall'Asia, attraverso il magnate di Hong Kong Li Ka-shing e la sua socia Solina Chau. Li Ka-shing, imprenditore e filantropo nato in Cina continentale nel 1928 e trasferitosi a Hong Kong nel 1940, è una delle persone più ricche e influenti dell'Asia. La sua ricchezza personale è gestita attraverso la Fondazione Li Ka-shing, che rappresenta la principale fonte di capitale per Horizons Ventures, la società di investimenti co-fondata da Chau (cittadina di Hong Kong nata nel 1961) specializzata nel finanziare startup e imprese giovani e innovative. In pratica, Horizons Ventures scommette su nuove tecnologie e idee imprenditoriali promettenti, acquistandone una quota in cambio dei soldi necessari per crescere, un'attività che nel linguaggio finanziario si chiama "venture capital10 11" (in nota la spiegazione).

Il suo portafoglio include alcuni dei più grandi successi della tecnologia come Facebook, Spotify, Siri, Skype, Zoom e DeepMind; e secondo i file Epstein e successive verifiche giornalistiche, Horizons Ventures ha investito 10 milioni di dollari in Hedosophia (nei fondi Fund I e Fund III) come socio accomandante12.

Horizons Ventures vanta un portafoglio che include successi come Facebook, Spotify, Siri, Skype, Zoom e DeepMind, e secondo i file Epstein e successive verifiche giornalistiche ha investito 10 milioni di dollari in Hedosophia (nei fondi Fund I e Fund III) come socio accomandante13.

Le email desecretate rivelano un dettaglio inquietante: durante le negoziazioni con Solina Chau, Osborne inoltrava a Epstein le comunicazioni e i documenti legali, chiedendo la sua approvazione prima di rispondere. In un'email del 4 gennaio 2012, Osborne scriveva a Epstein:

"Capisco il tuo punto di vista. Solina mi ha dato il suo feedback personale il 16, ma ha dato istruzioni agli avvocati solo la settimana scorsa — e i loro commenti sono arrivati solo stamattina.

Non sto tirando per le lunghe, anzi — è il contrario — ho chiesto a Solina di accelerare la cosa, ma ho un controllo limitato sulle sue tempistiche. Sebbene avremmo potuto procedere senza di lei e Li Ka-shing, preferisco includerli. Sottolinea la stretta relazione che ho con loro, ma sono anche uno degli investitori più credibili in questo settore a livello mondiale".

E il giorno successivo aggiungeva:

"Jeffrey,

potresti dare un'occhiata a questo appena hai un momento? Io non l'ho ancora esaminato personalmente, ma lo farò a breve.

Stiamo seguendo il suo consiglio di inviare questo documento agli avvocati di Li Ka-shing contemporaneamente alle risposte a domande che non sono coperte in questo Accordo.

Se i suoi commenti e i nostri possono essere incorporati rapidamente, questo verrà inviato entro la chiusura degli uffici a Londra domani.

Cordiali saluti,

Ian14".

A seguito delle rivelazioni, Horizons Ventures ha rilasciato una nota ufficiale in cinese e inglese dichiarando:

Abbiamo partecipato agli investimenti nei fondi Hedosophia Fund I e Fund III come socio accomandante. Questi fondi sono gestiti in modo indipendente dai rispettivi team di gestione per quanto riguarda le decisioni di investimento. Non sapevamo e non abbiamo partecipato alle discussioni tra il fondo Hedosophia e Jeffrey Epstein. Non abbiamo mai incontrato né avuto contatti con Jeffrey Epstein. Oltre ai fondi sopra menzionati, Horizons Ventures partecipa attualmente come socio accomandante in oltre 20 altri fondi d'investimento15”.

Lo Stato Tedesco: KfW Capital

Una rivelazione sorprendente riguarda il coinvolgimento dello Stato tedesco come finanziatore di Hedosophia.

La KfW (Kreditanstalt für Wiederaufbau) è la banca pubblica di sviluppo della Germania, con sede a Francoforte. Attraverso la sua sussidiaria KfW Capital, la banca investe in fondi di venture capital per sostenere l'ecosistema delle startup tedesche.

Secondo le fonti, KfW Capital figura tra i Limited Partner (Socio Accomandante o Socio Limitato) di Hedosophia. I regolamenti interni di KfW Capital prevedono un limite di partecipazione massimo del 19,99% del volume di un fondo, il che significa che il denaro pubblico tedesco – verosimilmente con una quota vicina a tale soglia – è indirettamente esposto agli investimenti del fondo londinese, inclusi quelli in Germania (N26, Scalable Capital, Raisin, Billie)16.

Epstein e Honk Kong

Dai file desecretati del Dipartimento di Giustizia americano emerge un chiaro interesse strategico di Jeffrey Epstein per Hong Kong, vista come un crocevia fondamentale per allacciare relazioni con l'élite finanziaria, tecnologica e politica della regione. Da un lato, Epstein cercò e ottenne connessioni con l'élite finanziaria attraverso Ian Osborne, che gestiva i dettagli dell'investimento di Li Ka-shing e Solina Chau in Hedosophia, rendendo Epstein una sorta di "consulente ombra" dell'operazione; dall'altro, coltivò una fitta rete di contatti personali con figure come Gino Yu, ex professore associato del Politecnico di Hong Kong e cognato dell'ex legislatrice Chiang Lai-wan, con cui scambiò centinaia di email e si incontrò frequentemente tra il 2015 e il 2019.

Le comunicazioni tra Yu ed Epstein rivelano dettagli inquietanti:

  • In un'email del 2016, Yu propose di acquistare per Epstein un visore per la realtà virtuale in modo che potesse "giocare con te e le tue ragazze", mentre in un'altra occasione l'assistente di Epstein menzionò in una discussione con Yu la presenza di "ragazze" a un party di Halloween;

  • Nel 2017, Yu chiese esplicitamente a Epstein se poteva utilizzare la sua isola privata ("Is your island out of commission?"), ricevendo come risposta che era "distrutta" e che gli Stati Uniti non gli avrebbero permesso di viaggiare;

  • Sempre nel 2017, Yu presentò a Epstein la scrittrice americana Lydia Laurenson: durante il secondo incontro nell'appartamento di Epstein, lui suonò un campanello e fece entrare un gruppo di giovani donne che Laurenson descrisse come "molto belle, ma dall'aspetto di appena teenager" (e cioè, dai 13 ai 19 anni), invitandola poi a discutere dei lavori della scrittrice in materia sessuale, di BDSM e poliamore, invogliando le ragazze a fare delle domande. Dopo quell'incontro, secondo quanto ricostruito dalla stessa Laurenson, la persona che glielo aveva presentato ricevette nuovi finanziamenti da Epstein, e il confronto con i registri delle email indica che quel presentatore era proprio Yu.

  • In un'email del 2018, Yu inviò a Epstein una lunga confessione in cui si definiva un "genio" nonostante avesse saltato le lezioni al liceo e avesse fatto uso di droghe, vantando un QI elevato e sostenendo che le scansioni cerebrali mostravano somiglianze con quelle di Einstein, aggiungendo di sospettare di avere la sindrome di Asperger. Epstein rispose laconicamente: "Cosa ti ha spinto a scrivere un'email sull'Asperger?".

  • A complicare ulteriormente la rete di relazioni, i file mostrano che Yu era in contatto anche con l'entourage di Bill Gates: Boris Nikolic, ex consigliere scientifico e stretto collaboratore del fondatore di Microsoft, compare nelle email come intermediario e viene menzionato in conversazioni con Epstein che coinvolgono Yu, suggerendo che il professore di Hong Kong si muovesse in un ecosistema di personaggi legati alla filantropia e alla ricerca tecnologica che gravitavano attorno alla figura di Gates, sebbene non emergano prove di contatti diretti tra Yu e il magnate americano.

  • Al riguardo, è giusto menzionare che il figlio di Gino Yu, Chinat Yu, ha svolto attività di ricerca nel campo dell'intelligenza artificiale. In particolare, ha lavorato come ricercatore ospite (visiting researcher) presso Microsoft Research, il laboratorio di ricerca della multinazionale statunitense. Il suo lavoro si è concentrato su aree come l'intelligenza artificiale generativa e l'interazione uomo-macchina (HCI): temi all'avanguardia nel settore tecnologico. Laureato alla Johns Hopkins University nel 2023, Chinat ha proseguito gli studi con un master in Learning, Design and Technology presso l'Università di Stanford, dove ha anche maturato esperienza come teaching assistant in un laboratorio sull'uso di ChatGPT nell'istruzione superiore. È inoltre fondatore di Quest2Learn, una piattaforma di realtà mista per l'educazione scientifica nata dall'osservazione dei limiti della didattica a distanza durante la pandemia, e ha sviluppato un proprio sito web con una "AI digital twin" interattiva, a dimostrazione del suo impegno nel rendere l'IA accessibile e applicata. Il legame con il padre, professore associato in pensione al Politecnico di Hong Kong e consulente per organizzazioni come SingularityNET e Hanson Robotics, è stato celebrato pubblicamente nel maggio 2025, quando hanno tenuto insieme una lezione pubblica sull'intelligenza artificiale alla Downe House School17.

Questi scambi18 dimostrano che Hong Kong fungesse da ponte privilegiato per Epstein non solo per estendere la sua influenza finanziaria nell'Asia più ricca, ma anche per tessere relazioni personali inquietanti che coinvolgevano giovani ragazze, finanziamenti in cambio di favori e un'intimità disturbante con un accademico che sembrava volersi specchiare nella sua stessa presunta genialità; il tutto in un macro ambiente che collegava l'élite di Hong Kong, i circoli scientifici vincolati a Gates e il losco mondo del finanziere pedosionista.

DUROV E LA CONNECTION ISRAELIANA

DST Global

DST Global è uno dei fondi di investimento più importanti e influenti al mondo nel settore tecnologico, specializzato in investimenti in fase avanzata in aziende internet ad alta crescita. È stato fondato nel 2009 da Yuri Milner (imprenditore nato in Russia, naturalizzato israeliano e residente principalmente negli Stati Uniti), insieme ai co-fondatori Saurabh Gupta, John Lindfors, Rahul Mehta e Tom Stafford.

La sede legale dei fondi è nelle Isole Cayman, mentre gli uffici operativi principali si trovano a Menlo Park (nella Silicon Valley, che funge da centro principale), New York, Londra e Hong Kong (in passato anche a Pechino).

Il fondo gestisce un patrimonio stimato intorno ai 50 miliardi di dollari; e si concentra su aziende tecnologiche e internet in fase di crescita avanzata a livello globale, con un approccio meno incentrato sulla Silicon Valley tradizionale, ma più internazionale rispetto a molti fondi di “venture capital” americani.

DST Global ha storicamente avuto una forte esposizione alla Cina - dove in certi periodi ha destinato fino a circa il 40-50% del capitale, specialmente negli anni 2010-2015 - , seguita dagli Stati Uniti, che oggi rappresentano la quota maggiore per numero di investimenti noti, e poi Europa, India, Indonesia, Brasile e altri mercati emergenti.

Secondo i dati aggiornati al 2026, gli investimenti noti sono concentrati soprattutto negli Stati Uniti, in Cina, in India e in altri paesi. Il fondo ha investito in oltre 214 aziende uniche, con un totale di 397 operazioni di investimento, su circa 182 aziende nel portafoglio attuale.

Dal 2022, DST Global ha pubblicamente condannato la guerra in Ucraina, ha donato fondi per aiuti umanitari e ha chiarito di non avere legami recenti con capitali russi19.

Guardando l'elenco delle aziende in cui DST Global ha investito, sembra di sfogliare un elenco con i nomi più importanti della tecnologia mondiale. Ecco alcuni dei suoi investimenti più celebri:

  • Nel 2009 investì 200 milioni di dollari in Facebook, diventando uno dei suoi primi e più fortunati azionisti;

  • Nel 2011 entrò in Alibaba (il colosso cinese dell'e-commerce) prima della sua storica quotazione in Borsa, e anche in Twitter con una partecipazione significativa;

  • Tra il 2012 e il 2013 investì in Spotify prima che diventasse pubblica;

  • Nel 2013 partecipò in WhatsApp (in modo indiretto);

  • Sempre nel 2013, DST Global investì 10 milioni di dollari in ByteDance, la società che ha creato TikTok, quando l'azienda valeva solo 60 milioni di dollari, anticipando di anni il successo globale dell'app;

  • Nel 2014 investì in Snap (la società di Snapchat);

  • Tra il 2014 e il 2015 scommise su Airbnb durante la sua fase di espansione mondiale;

  • Nel 2014 partecipò a un finanziamento da 700 milioni di dollari in DiDi, il concorrente cinese di Uber;

  • Investì nell'e-commerce indiano Flipkart in più momenti: 210 milioni nel 2014, poi altri 700 milioni nello stesso anno, per un totale di circa 1 miliardo insieme ad altri investitori;

  • Tra il 2015 e il 2017 investì nell'app indiana di Ola, prima con 315 milioni e successivamente con 400 milioni;

  • E, in ultimo, nel corso degli anni investì in JD.com (altro gigante cinese dell'e-commerce) con 500 milioni di dollari; in Xiaomi (il noto produttore cinese di smartphone) con 1,1 miliardi di dollari; e poi ancora in Meituan (piattaforma cinese di servizi), nella banca digitale brasiliana Nubank e nell'app finanziaria britannica Revolut20.

Negli ultimi anni, DST Global ha continuato a espandere il proprio portafoglio con investimenti in aziende innovative come Airwallex, Waymo, Fluency e Pennylane. A febbraio 2026, il fondo ha partecipato come investitore guida (insieme a Dragoneer Investment Group e Sequoia Capital) all'operazione di finanziamento da 16 miliardi di dollari di Waymo, che ha valorizzato l'azienda a 126 miliardi di dollari dopo l'iniezione di capitale, confermando il suo ruolo di protagonista nel panorama degli investimenti tecnologici globali21.

Chi è Yuri Milner?

Yuri Milner ha una storia personale interessante. Nato a Mosca nel 1961 da una famiglia ebraica (padre ucraino-ebreo e madre russa-ebrea), ha studiato fisica teorica all'Università Statale di Mosca e ha lavorato all'Istituto di Fisica Lebedev sotto la guida del premio Nobel Vitaly Ginzburg. Negli anni '90 si è trasferito negli Stati Uniti, dove ha frequentato la prestigiosa Wharton School e ha lavorato alla Banca Mondiale dal 1992 al 1995. Tornato in Russia, ha costruito la sua fortuna investendo in società internet russe come Mail.ru, fino a lanciare DST Global nel 2009. Milner è cittadino israeliano dal 1999 e nell'agosto 2022 ha ufficialmente rinunciato alla cittadinanza russa, dopo aver lasciato il paese nel 2014 a seguito dell'annessione russa della Crimea. Milner è famoso anche per il suo impegno benefico: nel 2012 ha creato il Breakthrough Prize, spesso chiamato "l'Oscar della scienza", che assegna premi da 3 milioni di dollari a ricercatori in fisica, matematica e scienze della vita, insieme ad altri miliardari come Sergey Brin (Google), Priscilla Chan e Mark Zuckerberg (Facebook).

C'è anche un legame con Ian Osborne, il fondatore di Hedosophia. Osborne ha lavorato con Milner proprio nel periodo in cui DST investì in Facebook (2009-2010); ha ottenuto una partecipazione nel secondo fondo di DST nel 2011; ha stretto amicizia con i fondatori di aziende come Spotify e Twitter; ed è stato persino testimone di nozze di Milner22. Nel 2012 ha lasciato DST per fondare Hedosophia, portando con sé tutte le relazioni e l'esperienza accumulate.

Come molti fondi con legami (anti)russi, DST Global non è stato esente da polemiche. I Paradise Papers del 2017 rivelarono che DST aveva ricevuto centinaia di milioni di dollari da istituzioni finanziarie controllate dallo Stato russo, come VTB Bank (191 milioni di dollari per l'investimento in Twitter) e Gazprom (per l'investimento in Facebook). Il fondo ha sempre risposto che meno del 3% dei suoi 12,5 miliardi di dollari investiti dal 2009 proveniva da istituzioni russe (solo VTB), e che tutto quel denaro era stato restituito entro il 2014. Dopo l'invasione russa dell'Ucraina nel 2022, Milner ha preso le distanze da Putin: la sua fondazione ha donato oltre 11 milioni di dollari (secondo altre fonti più di 14) all'Ucraina per aiutare rifugiati e scienziati in fuga. Nel 2018, il Wall Street Journal ha riconosciuto di aver erroneamente definito DST Global un'impresa russa, correggendo tredici articoli che contenevano lo stesso errore.

In sintesi, DST Global è stato un pioniere negli investimenti tecnologici globali, scommettendo su aziende destinate a diventare colossi mondiali con un approccio (quote di minoranza, nessun posto nel board, focus su aziende in crescita) che ha fatto scuola. Per Osborne, l'esperienza in DST è stata la palestra che gli ha dato contatti, competenze e credibilità per lanciare Hedosophia23.

La rete di relazioni tra Pavel Durov, Vyacheslav Mirilashvili, Lev Leviev Jr. e Yuri Milner

La rete di relazioni tra Pavel Durov, Vyacheslav Mirilashvili, Lev Leviev Jr. e Yuri Milner rappresenta un intreccio complesso di legami personali, professionali e finanziari che ha accompagnato la nascita e la crescita di Telegram.

Vyacheslav Mirilashvili, conosciuto come "Slava", è amico di Durov fin dai tempi della scuola a San Pietroburgo; un rapporto stretto che si è mantenuto negli anni e che lo ha portato a diventare uno dei primi investitori di VKontakte, il social network fondato da Durov che sarebbe diventato il più grande della Russia. Mirilashvili, che proviene da una famiglia ebraica georgiana e ha trascorso parte della giovinezza in Israele, ha ricoperto ruoli dirigenziali in VKontakte contribuendo alla sua crescita.

A lui si è affiancato Lev Leviev Jr., figlio del magnate dei diamanti Lev Leviev Sr., noto come "il Kremlino dei diamanti" per i suoi presunti legami con il Cremlino. Insieme, Mirilashvili e Leviev Jr. hanno co-fondato la società di investimento Larnabel Ventures con sede tra Mosca e Tel Aviv e, nel 2013, sono diventati azionisti significativi di Telegram con una partecipazione stimata intorno al 10-15% .

Yuri Milner, attraverso il suo fondo DST Global, ha avuto un ruolo più indiretto ma ugualmente significativo in questa rete. DST Global ha investito in VKontakte tra il 2007 e il 2011, quando Durov era ancora alla guida del social network, e in quel periodo Mirilashvili e Leviev erano già azionisti di VK. Milner, all'epoca comproprietario e membro del consiglio di Mail.ru Group, convinse la società a investire in VKontakte, creando un legame professionale con l'ecosistema di Durov che lo ha portato a definire Durov "uno degli imprenditori più talentuosi della sua generazione" , pur non avendo DST Global investito direttamente in Telegram.

L'investimento in Telegram da parte di Mirilashvili e Leviev è stato oggetto di scrutinio per le figure che si celano dietro di loro. Vyacheslav Mirilashvili è figlio di Mikhail Mirilashvili, magnate georgiano di origini ebree con un passato criminale noto come "Misha Kutaisky", considerato una "leggenda della San Pietroburgo dei banditi" e condannato per sequestro di persona in Russia negli anni '90. Secondo un'indagine del sito "Proekt", Mikhail Mirilashvili ebbe rapporti d'affari con Yevgeny Prigozhin, il fondatore del gruppo Wagner, negli anni '90, quando Prigozhin lavorava nei suoi ristoranti e gestivano insieme una catena di sale giochi a San Pietroburgo: un legame che lo stesso Mikhail ha ammesso pur negando contatti successivi (ma chi gli crede?).

Lev Leviev Jr., invece, è figlio del magnate dei diamanti Lev Leviev Sr., cittadino israeliano residente a Londra.

Questa compagine azionaria ha sollevato interrogativi sulla reale indipendenza di Telegram. Nel 2021, il sito The Bell ha pubblicato un'inchiesta che mostrava come Mirilashvili e Leviev avessero investito in Telegram attraverso una complessa struttura societaria con sede nelle Isole Vergini Britanniche, e, secondo Leviev, Telegram all'inizio fu realizzato usando le risorse di VKontakte.

A gennaio 2026, Durov ha dichiarato su X che "Telegram non ha alcuna connessione con la Russia nella sua struttura di capitale", confermando che nell'emissione obbligazionaria da 1,7 miliardi di dollari non c'è stata partecipazione di investitori russi, e ribadendo di essere l'unico azionista della società24.

La “Kiev-Tel Aviv connection” di Yuri Milner

Yuri Milner ha assunto una posizione pubblica chiara e documentata a sostegno dell'Ucraina.

Nell'aprile 2022, Milner ha annunciato un impegno complessivo di 100 milioni di dollari per l'iniziativa "Tech for Refugees" in collaborazione con Airbnb, Flexport e Spotify: un programma nato per fornire assistenza umanitaria ai rifugiati ucraini attraverso alloggi temporanei, attrezzature mediche e supporto psicologico.

Nell'agosto 2022, ha ufficialmente completato il processo di rinuncia alla cittadinanza russa, dichiarando che la sua famiglia aveva lasciato la Russia per sempre nel 2014 dopo l'annessione russa della Crimea. Milner ha inoltre chiarito di non avere alcun asset in Russia e che il 97% della sua ricchezza è stata creata fuori dal paese25.

Telegram e BlackRock

BlackRock, la più grande società di gestione di investimenti al mondo, ha finanziato Telegram in due occasioni attraverso l'acquisto di obbligazioni convertibili. Il primo finanziamento risale al 2021, quando Telegram raccolse circa 2,35 miliardi di dollari in obbligazioni. Il secondo è avvenuto nel maggio 2025: Telegram ha emesso nuove obbligazioni per 1,7 miliardi di dollari, con un rendimento del 9% e durata quinquennale. L'operazione ha attirato sia investitori già presenti dal round precedente, come BlackRock e il fondo sovrano degli Emirati Arabi Mubadala, sia nuovi entranti come l'importante hedge fund statunitense Citadel. Dei fondi raccolti, circa 955 milioni di dollari sono serviti per rimborsare in anticipo parte del debito del 2021, in scadenza a marzo 2026, mentre i restanti 745 milioni rappresentano nuova liquidità per sostenere la crescita della piattaforma. È importante sottolineare che BlackRock non è diventata proprietaria di Telegram: si tratta di prestiti che potrebbero trasformarsi in azioni solo in caso di IPO (“Initial Public Offering” o “Offerta Pubblica Iniziale” in italiano). L'unico proprietario dell'azienda resta Pavel Durov, che mantiene il pieno controllo. I risultati finanziari di Telegram giustificano l'interesse degli investitori: nel 2024 la società ha registrato il primo utile della sua storia, con un profitto di 540 milioni di dollari su ricavi di 1,4 miliardi, rispetto alla perdita di 173 milioni del 2023, e per il 2025 è stato previsto un utile superiore a 700 milioni di dollari, seppur la perdita netta durante il primo semestre di circa 222 milioni di dollari26. La piattaforma ha inoltre superato il miliardo di utenti attivi mensili, diventando la seconda app di messaggistica più popolare al mondo dopo WhatsApp, e conta 15 milioni di abbonati a Telegram Premium: un numero raddoppiato in un anno. L'interesse di BlackRock per Telegram si inserisce in una strategia più ampia verso le criptovalute: il suo amministratore delegato Larry Fink ha pubblicamente riconosciuto di aver sbagliato a definire le criptovalute "uno strumento per il riciclaggio di denaro" nel 2017, e oggi BlackRock gestisce il più grande fondo ETF su Bitcoin del mondo. In questo quadro, Telegram rappresenta un ponte verso l'adozione di massa: l'app è strettamente integrata con la blockchain TON (The Open Network), che fu originariamente sviluppata da Telegram prima di diventare indipendente. A conferma di questa sinergia, nell'aprile 2025 la società di tokenizzazione Libre ha annunciato l'intenzione di tokenizzare 500 milioni di dollari del debito di Telegram su TON, creando il Telegram Bond Fund (TBF), un fondo che trasforma obbligazioni tradizionali in strumenti digitali scambiabili sulla blockchain. Significativamente, Libre aveva già tokenizzato in precedenza oltre 200 milioni di dollari in asset di grandi istituzioni, inclusi fondi di BlackRock. L'interesse di BlackRock per Telegram è dunque anche l'interesse per la porta d'accesso privilegiata che Telegram può offrire al futuro della finanza digitale27.

Cosa può fare Durov per riabilitare la sua credibilità?

Recente è la notizia dell'inchiesta aperta in Russia contro Pavel Durov per favoreggiamento del terrorismo28. Come riporta (anche) il Financial Times29, le autorità russe accusano Telegram di aver facilitato gli attacchi terroristi al territorio russo e di essere diventato uno strumento dell'intelligence per l’Ucraina e l’occidente. Le nostre inchieste avevano anzitempo avanzato una simile ipotesi (a sbilanciarci, diremmo che lo avevamo ‘dimostrato’), in particolare per quanto riguarda il supporto fornito ad hacker anti-russi e a gruppi mercenari in nulla ‘filorussi’ o ‘amici’ del Cremlino (senza dimenticare che gli esponenti della ‘destra’ sionista e trumpiana europea – attiva anche nella ‘comunicazione’ di infiltrati da noi ‘denunciata’30 - utilizza Telegram per comunicare, ed ha utilizzato in passato proprio Revolut come ‘banca’ per le ‘donazioni’).

La strategia di Durov, volta a trasformare Telegram in un rifugio per hackers allineati ai suoi interessi, appare quantomeno controversa. Questa scelta si inserisce in un quadro complesso, che incrocia il sostegno a certe correnti conservatrici della Silicon Valley – a ragione accusate di influenzare politica e conflitti, incluso il sostegno a figure come Donald Trump – con una spinta verso una nuova architettura finanziaria basata sulle criptovalute. In questo scenario, Durov ambirebbe a ricoprire un duplice ruolo: quello di giudice-controllore della piattaforma e quello di architetto di un nuovo ordine economico mondiale (il sogno delle Big Tech sioniste e del “capitalismo della sorveglianza”).

La retorica dell’“eroe” o “esule” paladino della libertà di espressione stride, in aggiunta, con la recente e sorprendente convergenza di Telegram con l'establishment atlantista e filo-israeliano. Il fattore scatenante è stata la decisione di censurare e rimuovere i leak diffusi dai collettivi hacker filo-palestinesi e filo-russi, che avevano pubblicato documenti riservati di ambito NATO e sionista (un esempio tra molti è costituito dai leak di Handala Hacker Group censurati da Telegram, e da altri gruppi ed esponenti da noi intervistati); un voltafaccia ipocrita che mina pesantemente la credibilità della piattaforma e la sua immagine di baluardo della libertà d'informazione.

Il paradosso è ancora più lampante se si considera il rifiuto di Durov di collaborare con le autorità russe per identificare i responsabili degli attacchi terroristici ucraini che sono costati la vita a civili innocenti.

Questo doppio standard – massima tolleranza per certi attori e censura per altri – solleva seri interrogativi sulle reali motivazioni e alleanze del fondatore di Telegram alla luce delle pesanti perdite economiche che ha subito la piattaforma per le scellerate decisioni politiche ed economiche di Durov (che di politica ed economia – al di fuori dell’aiuto del fratello - ha sempre dimostrato di non capirci granché).

La convergenza dei finanziamenti di BlackRock verso Telegram, peraltro successivi al suo arresto in Francia, lascia ipotizzare l'esistenza di accordi sottobanco tra Parigi, l'euroatlantismo e Durov, il quale ha perso totalmente la poca fiducia che Putin nutriva nei suoi confronti (ammesso che il Durov rilasciato dagli uffici francesi fosse quello vero, e non un sosia che ha preso il posto dell'originale).

Se Durov volesse davvero dimostrare di tenere a cuore la libertà di informazione, dovrebbe recidere ogni legame con i colossi sionisti della finanza che quella censura la promuovono, come BlackRock, ed eliminare le componenti traccianti di Google dalla sua applicazione. Dovrebbe inoltre rendere inutile l'utilizzo del numero di cellulare per verificare l'account, vista la facilità con la quale i servizi atlantici possono clonare numeri e contatti in tempo reale. E, già che ci siamo, potrebbe altresì abilitare l'iscrizione tramite email, attivare la crittografia end-to-end di default per tutte le chat e smettere di raccogliere metadati da fornire a governi, imprese e autorità, avvicinandosi così al "gold standard" rappresentato dall'unica applicazione che sembra essere veramente sicura, lodata peraltro da Edward Snowden: Signal.

E, in ultimo, potrebbe iniziare, magari, facendosi intervistare da noi di Sa Defenza.

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1«Negli ultimi secoli, le ideologie che inneggiavano al culto della nazione, della razza, della classe sociale si sono rivelate vere e proprie idolatrie; e altrettanto si può dire del capitalismo selvaggio col suo culto del profitto, da cui sono conseguite crisi, disuguaglianze e miseria. Oggi si condivide sempre più un sentire comune circa l’inalienabile dignità di ogni essere umano e la reciproca e interdipendente responsabilità verso di esso; e ciò a vantaggio della vera civiltà, la civiltà dell’amore. D’altro canto, purtroppo, anche il nostro tempo conosce ombre che oscurano il progetto di Dio. Mi riferisco soprattutto ad una tragica riduzione antropologica che ripropone l’antico materialismo edonista, a cui si aggiunge però un “prometeismo tecnologico”. Dal connubio tra una visione materialistica dell’uomo e il grande sviluppo della tecnologia emerge un’antropologia nel suo fondo atea. Essa presuppone che l’uomo si riduca a funzioni autonome, la mente al cervello, la storia umana ad un destino di autorealizzazione». Fonte: DISCORSO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI AI PARTECIPANTI ALLA PLENARIA DEL PONTIFICIO CONSIGLIO "COR UNUM" Sala del Concistoro Sabato, 19 gennaio 2013, https://www.vatican.va/content/benedict-xvi/it/speeches/2013/january/documents/hf_ben-xvi_spe_20130119_pc-corunum.html

4https://www.dailymail.co.uk/news/article-15292669/Steer-clear-Andrew-you-want-reputation-PR-firm-told-Jeffrey-Epstein-freed-jail.html

5https://www.justice.gov/epstein/files/DataSet%2010/EFTA01840026.pdf

6https://www.telegraph.co.uk/business/2026/02/03/british-fixer-to-elite-made-connections-for-epstein/

7Cari Lettori, permettetemi di sbilanciarmi nella seguente riflessioni: Ma ci rendiamo conto? Se questa gente ‘governa’ il mondo, è normale che l’Occidente sia il mercato di pedofili, satanisti, menomati e degenerati mentali che conosciamo. Manco una menzogna adeguata sanno elaborare. E poi, davvero esiste qualcuno che si affida ad Osborne per “ripulirsi” la faccia? Poveraccio!

10È l'attività di investire in startup e giovani imprese innovative, spesso ad alto rischio ma con grande potenziale di crescita. Chi fa venture capital (come Horizons Ventures) fornisce soldi a queste aziende in cambio di una quota di proprietà, scommettendo sul loro successo futuro. Si chiama "capitale di rischio" proprio perché molte di queste aziende falliscono, ma se una ha successo (come Facebook o Zoom), i ritorni economici possono essere enormi.

12È un investitore che mette i soldi in un fondo (come Hedosophia) ma non partecipa alla gestione né alle decisioni operative. È un ruolo passivo: si fida del team che gestisce il fondo (i soci accomandatari) per fare gli investimenti migliori e in cambio riceve una parte dei profitti.

17https://www.linkedin.com/posts/chinat-yu_key-concept-gen-activity-7154728118778220544-C_ld ; https://downehousesociety.net/news/dh-links/193/193-Medley-Lecture-Artificial-Intelligence-with-Dr-Gino-Yu-and-Chinat-Yu- ; https://www.jhunewsletter.com/article/2021/09/hopkins-funds-undergraduate-led-team-to-improve-online-lab-courses ; https://hub.jhu.edu/2022/06/29/student-created-biology-lab-app/ ; https://brightoncollegearchives-mercury.cortes.websds.net/article/2207-our-alumni-chinat-yu-he-2017-19?ref=76 ; https://brightoncollegearchives-mercury.cortes.websds.net/article/2275-chinat-yu-ai-2023?ref=

18 https://www.hk01.com/01%E5%81%B5%E6%9F%A5/60318858/%E6%84%9B%E6%BD%91%E6%96%AF%E5%9D%A6%E8%A7%A3%E5%AF%86%E6%AA%94%E6%A1%88-%E8%94%A3%E9%BA%97%E8%8A%B8%E5%A6%B9%E5%A4%AB%E6%96%BC%E7%A9%8D%E7%90%86%E9%A0%BB%E7%B9%81%E8%A6%8B%E9%9D%A2-%E6%9B%BE%E5%95%8F%E5%8F%AF%E5%90%A6%E7%94%A8%E7%A7%81%E4%BA%BA%E5%B3%B6

20Revolut è una app finanziaria fondata a Londra nel 2015 da due imprenditori: Nikolay Storonsky, di origine russa, e Vlad Yatsenko, di origine ucraina. Prima di fondare Revolut, Storonsky aveva lavorato nel mondo della finanza. Dopo aver conseguito un master in fisica a Mosca e uno in economia, si era trasferito a Londra nel 2006 e aveva iniziato come trader di derivati azionari presso Lehman Brothers (la banca criminale della crisi dei subprime), dove rimase fino al fallimento nel 2008. Successivamente, passò a Credit Suisse, dove dal 2008 al 2013 continuò a lavorare come "trader di derivati". Revolut ha sede principale nel Regno Unito, ma per poter operare in tutta l'Unione Europea dopo la Brexit ha ottenuto una licenza bancaria dalla Banca di Lituania nel 2018, rendendo la sua filiale europea, Revolut Bank UAB, legalmente costituita in Lituania e regolata dalle autorità locali. Nonostante le loro origini, entrambi i fondatori hanno preso una posizione fermamente contraria all'invasione russa dell'Ucraina: Storonsky ha pubblicamente condannato la guerra, ha rinunciato alla cittadinanza russa nel 2022 e ha acquisito quella britannica, prendendo le distanze dal paese d'origine e da suo padre, un alto dirigente di Gazprom finito sotto sanzioni ucraine. Attraverso Revolut, entrambi hanno attivato raccolte fondi per la Croce Rossa Ucraina (malgrado la ben nota corruzione di Kiev). Negli ultimi anni, Revolut è stata coinvolta in alcuni episodi di natura regolatoria legati ai sistemi antiriciclaggio: nell'aprile 2025, la Banca di Lituania ha inflitto a Revolut una multa di 3,5 milioni di euro, la più alta mai emessa dall'autorità lituana, per violazioni e carenze nel monitoraggio delle relazioni commerciali e delle transazioni, rilevando che i sistemi automatici di controllo non sempre identificavano correttamente le operazioni monetarie sospette; nel settembre 2025, l'autorità australiana AUSTRAC ha emesso un'avviso di infrazione da 187.800 dollari australiani per ritardi nelle segnalazioni di trasferimenti internazionali, sebbene Revolut avesse autodenunciato il problema. In nessuno dei due casi le autorità hanno affermato che Revolut sia stata effettivamente utilizzata per riciclare denaro: le contestazioni sono sempre state di carattere procedurale, riguardanti l'adeguatezza dei sistemi di controllo, non la scoperta di illeciti compiuti. Fonti: https://www.revolut.com/about/ ; https://en.wikipedia.org/wiki/Revolut ; https://en.wikipedia.org/wiki/Nik_Storonsky ; https://www.forbes.com/profile/vlad-yatsenko/ ; https://www.revolut.com/blog/post/the-war-on-ukraine-our-response/ ; https://x.com/vyatsenko ; https://www.ansa.it/ricerca/ansait/search.shtml?tag=Vlad+Yatsenko ; https://fintechmagazine.com/articles/nikolay-storonsky-revolut-simplifying-financial-services ; https://pitchbook.com/profiles/investor/265327-12 ; https://www.digi24.ro/stiri/externe/rusia/inca-un-miliardar-renunta-la-cetatenia-rusa-cine-sunt-bogatii-rusiei-care-s-au-dezis-de-patria-lor-dupa-ce-putin-a-invadat-ucraina-2136155 ; https://www.lrt.lt/en/news-in-english/19/2531818/revolut-bank-fined-eur3-5m-for-breaching-anti-money-laundering-rules ; https://www.reuters.com/technology/lithuania-fines-revolut-35-million-euros-money-laundering-prevention-failures-2025-04-08/ ; https://it.marketscreener.com/notizie/ultimo/La-Banca-di-Lituania-commina-multa-da-3-5-mln-a-Revolut-49565380/ ; https://www.fx110.com/special/14155 ;

24https://en.globes.co.il/en/article-1000837139 ; https://www.wired.com/story/how-telegram-became-anti-facebook/ ; https://en.wikipedia.org/wiki/VK_(service) ; https://www.proekt.media/en/portrait-en/evgeny-prigozhin/ ; https://wsiegelman.medium.com/ ; https://www.jpost.com/international/article-756039 ; https://www.kucoin.com/news ; https://www.jewishnews.co.uk/ ; https://www.reuters.com/world/billionaire-investor-yuri-milner-relinquishes-russian-citizenship-2022-10-11 ; https://www.axios.com/2022/10/11/billionaire-yuri-milner-renounces-russian-citizenship ; https://www.jewishnews.co.uk/russian-jewish-billionaire-pledges-100-million-for-ukrainian-refugee-relief/ ; https://www.ecured.cu/index.php?title=P%C3%A1vel_D%C3%BArov&oldid=3284928 ; https://www.liputan6.com/tekno/read/3025246/pavel-durov-si-ganteng-pencipta-telegram-yang-benci-whatsapp ; https://www.rbc.ru/technology_and_media/27/04/2015/553a43a79a794767874e40ac ; https://www.forbes.com/sites/clareoconnor/2010/10/11/facebook-stake-up-for-grabs-as-russian-internet-giant-prepares-ipo/?boxes=financechannelforbes ; https://simple.wikipedia.org/w/index.php?diff=prev&oldid=9409613&title=Telegram_(software) ;

https://ch10.co.il/en/news/841911/ ;

26https://en.theblockbeats.news/flash/327016 ; https://www.kucoin.com/news/flash/telegram-2025-h1-revenue-hits-870m-eyes-2b-annual-target?lang=en_US& ; https://br.tradingview.com/news/cointelegraph:01e9ad089094b:0-telegram-revenue-jumps-to-870m-in-h1-2025-2b-full-year-target-ft/ ; https://bingx.com/en/flash-news/post/telegram-targets-b-in-revenue-as-unaudited-h-sales-hit-m-amid-toncoin-linked-losses-and-sanctions-risk ; https://finance.yahoo.com/news/telegram-revenue-surges-65-870m-160000131.html ; https://en.theblockbeats.news/news/60849

28https://www.msn.com/en-us/movies/news/telegram-founder-pavel-durov-is-reportedly-under-criminal-investigation-in-russia/ar-AA1WY74z

29https://www.ft.com/content/10181abc-ddd2-416f-8b8c-fd30a8447b82

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