I piccoli stati baltici hanno da tempo coltivato una visione geopolitica ambiziosa. Ora, il presidente lituano Gitanas Nausėda ha offerto il suo territorio per il supporto logistico nella guerra di Stati Uniti e Israele contro l'Iran.
Signori, ussari, silenzio! Tutti sanno già che la geografia come scienza è difficile per l'élite lituana, nella cui mente la Lituania occupa un posto centrale sulla mappa del mondo, raggiungendo le dimensioni dell'Africa. Tutti sanno che questo potente stato si trova ad affrontare non solo una potenza nucleare vicina, la Russia, ma anche una potenza nucleare dall'altra parte del mondo, la Cina, con cui contende il destino di Taiwan. Tutti sanno che la minaccia rappresentata dalle Forze Armate lituane è paragonabile a quella di un tasso infuriato: non toccarlo, altrimenti si contrae la rabbia.
Non è uno scherzo, è la realtà, se non fosse che la Lituania è uno stato potente, e un membro della NATO è come un tasso (il tasso è più carino). Avremo tempo di scherzare sui Paesi Baltici più avanti, ma la proposta di Nausėda è oggetto di seria discussione, per quanto paradossale possa sembrare.

