giovedì 2 luglio 2026

LA VOCE DELLE VOCI: VENEZUELA / ANOMALIE & COINCIDENZE. C’E’ LA ‘MANINA’ USA?


Inchieste 28 Giugno 2026 di: Andrea Cinquegrani

Nella disperazione totale in cui si contano i morti in Venezuela per il terremoto più catastrofico degli ultimi suoi 126 anni, non c’è ancora spazio per porsi qualche grossa domanda.

Viste una serie di anomalie ‘scientifiche’ e alcuni fatti ‘strani’ dei giorni e settimane precedenti, nessuno ha ancora avuto ovviamente il tempo per affrontare qualche interrogativo non poco inquietante.

Tutto tragicamente chiaro e spiegabile? O non c’è stata qualche ‘interferenza’ esterna, qualche ‘manina’ che ha agevolato quella tremenda calamità ‘naturale’?

Reinette Senum. Sopra, il sisma che ha devastato il Venezuela

Unica voce che fino a questo momento si è letta nel web è quella di Reinette Senum, che via Substack a botta calda, il 26 giugno, ha messo in rete una lunga disamina dei fatti che suscita non pochi interrogativi ai quali va data assolutamente risposta.  “Il popolo del Venezuela merita la verità – sostiene con forza – hanno già perso tutto il resto”.

Ecco il titolo del lungo e articolato pezzo (Substack – Reinette Senum’s Foghorn Express), “Il Venezuela è stato solo colpito da una bomba tettonica?, Was Venezuela Just Hit by a Tectonic Weapon

La tragedia che ha colpito il popolo venezuelano, già alle prese con mille problemi, ce ne riporta alla mente un’altra, avvenuta quasi vent’anni fa, per la precisione il 26 dicembre 2004, un gigantesco tsunami nelle acque di Sumatra. La Voce vi dedicò una cover story che titolammo “ONDE USA – In esclusiva i segreti della base di Diego Garcia nell’area dello tsunami”. Il cataclisma poteva essere causato artificialmente?”. E ne scoprimmo delle belle a proposito di un sofisticato programma ideato dagli Usa, HAARP (High-frequence Activ Aural Research), in grado di provocare in modo artificiale, appunto, calamità d’ogni più tremendo tipo, dagli tsunami fino ai terremoti più devastanti.

NESSUNO SCIAME PRESISMICO…

Ricercatrice, Reinette Seum si è presentata come candidato indipendente per la carica di governatore della California nel 2022.

Ecco i passaggi salienti del suo articolato intervento.

Questa è una catastrofe di proporzioni bibliche. E richiede domande della stessa portata. E’ accaduta nel Giorno dell’Indipendenza per il Venezuela, per celebrare la vittoria nella battaglia di Caratobo del 24 giugno 1821 quando Simon Bolivar spezzò le catene del dominio coloniale spagnolo”.

Per potenza devastatrice somiglia al terremoto del 2011 a Tohuku che innescò il disastro nucleare di Fukushima. Ma in quel caso ci furono dei segnali, degli avvertimenti: vennero ignorati e sottovalutati, ma vi furono. In questo caso ci troviamo di fronte ad una totale assenza di avvertimenti, nessuno sciame presismico, silenzio solo silenzio. Poi la terribile scossa, seguita dalla seconda ancor più forte dopo 39 secondi. Che quel silenzio sia geologico o qualcosa di completamente diverso, è la domanda cui i sismologi non hanno ancora risposto”.

Poi afferma con decisione: “il contesto geopolitico che circonda questo terremoto rende queste domande non solo ragionevoli, ma renderebbe irresponsabile il non porle”.

Dopo il golpe del 3 gennaio 2026 il Venezuela è uno Stato sotto il controllo degli Stati Uniti. Che hanno nelle loro mani la produzione petrolifera e tutte le sue immense risorse, dal gas naturale alla bauxite, dal rame al nichel e a tutte le terre rare custodite nel suo ventre. Delcy Rodriguez è la presidente facente funzione; ricopre la carica ma non ha alcun controllo sul Paese. La Drug Enforcement Administration (DEA) ha un ampio dossier su di lei dal 2018, designandola come obiettivo prioritario”.

Marco Rubio

Una presidente, di tutta evidenza, sotto pesantissimo ricatto: la prima mossa che sbaglia, paga. E’ stato non poco chiaro il Segretario di Stato Marco Rubio: “Abbiamo a che fare con individui che nel nostro sistema non sarebbero accettabili a lungo termine”. E ha sottolineato lo stesso neo Imperatore del Mondo, Donald Trump, a proposito di tutte le risorse locali, che sarebbero andate “al popolo venezuelano, alle compagnie petrolifere americane e agli Stati Uniti”.

La ricercatrice di San Francisco fa notare i due viaggi intrapresi da Rodriguez poche settimane fa, ad inizio giugno, in Turchia e in India, evidentemente per cercare timidamente un appoggio da parte di quei d governi e abbozzare un accordo commerciale. La cosa non è certo passata inosservata al Dipartimento di Stato a stelle e strisce. Che vuole invece una ‘stretta’ sempre più soffocante nei confronti dell’esecutivo di Caracas e, d’altro canto, teme l’esito delle prossime presidenziali, che vuole rimandare il più possibile.

Arriviamo alla catastrofe del 24 giugno. Mette nero su bianco Reinette Senum: “Nel giro di poche ore dal terremoto, l’USS Fort Lauderdale e l’USS Billings sono state riposizionate verso il Venezuela. E sempre nel giro di pochissime ore, squadre d’elite di ricerca e soccorso urbano della Fairfax County, della Virginia e della Contea di Los Angeles erano già in volo”.

Guarda caso, “all’inizio di quella stessa settimana il team della Contea di Fairfax aveva condotto una esercitazione presso la base aerea di Dover specificamente progettata per ‘convalidare le procedure di carico delle scorte e migliorare l’efficienza del dispiegamento in caso di disastri improvvisi’”.

E, guarda ancora caso, “il mese precedente sia la squadra di Fairfax che quella di Los Angeles avevano condotto un’esercitazione congiunta simulando la risposta ad un terremoto urbano di vasta portata”.

Ancora. “Nelle ore successive al colossale disastro, gli Stati Uniti sono stati in grado di dispiegarsi ad una velocità e ad una precisione che somigliano poco all’improvvisazione e molto più ad una grande preparazione”.

Delcy Rodriguez

E Delcy Rodriguez, che fino a pochi mesi prima aveva pronunciato parole di fuoco contro il nemico Usa e il Tycoon, nelle stesse ore successive ha rivolto un calorosissimo ringraziamento a ‘The Donald’ per “il suo grande supporto e la sua grande solidarietà che il popolo venezuelano non potrà mai dimenticare”. Lo ha subito scritto via X in inglese, per mostrare una cortesia ancor maggiore.

Insomma, se la Terra si apre, si squarcia, il legame e la ‘stretta’ Usa si rafforzano.

Continua la radiografia firmata da Reinette Senum: “Me lo chiedo di nuovo. Il Venezuela possiede e gestisce le più grandi riserve petrolifere al mondo, 303 miliardi di barili, più di 5 volte quelle degli Stati Uniti. Usa che avevano già orchestrato un colpo di stato per sequestrarle. Stavano già gestendo il bilancio del paese. Avevano già annunciato una ‘seconda ondata’ se la conformità (ossia la sudditanza, ndr) fosse venuta meno”.

Ecco il rush finale: “Non so cosa abbia colpito il Venezuela il 24 giugno. SO già questo: il record sismico non mostra alcun significativo sciame di prescosse nella zona epicentrale prima che la catastrofe arrivasse. SO che le squadre americane di risposta ai disastri si erano addestrate esattamente per questo scenario giorni e settimane prima che accadesse. SO che un paese già sotto occupazione è appena stato colpito da un disastro che ha approfondito in modo incommensurabile la morsa di quell’occupazione. SO che la presidente ad interim che aveva trascorso le ultime due settimane cercando di affermare la propria indipendenza, ora sta pubblicamente ringraziando la sua nazione catturante, in inglese, per la sua generosità. E SO che la guerra di questa generazione è, per design, invisibile”.

Che sia stata la mano di Dio, lo sfregamento delle placche tettoniche, o qualcosa di molto più oscuro, il popolo venezuelano merita la verità. Hanno già perso tutto il resto”.

2005, ONDE CIA

Passiamo alla dirty story raccontata quasi 20 anni fa dalla Voce. Che puntava i riflettori su un altro cataclisma ‘naturale’, lo tsunami che devastò vaste aree intorno a Sumatra. Quella volta, sotto accusa i clamorosi e colpevoli ritardi nel segnalare un evento che – con alcune ore di anticipo e grazie alle tecnologie moderne – si poteva ampiamente prevedere. E sotto i riflettori anche la base Usa di Diego Garcia che può aver svolto un ruolo nel ‘suscitare’ quel cataclisma: ovviamente le autorità Usa nulla hanno mai scoperto, né con ogni probabilità hanno mai nemmeno cercato di scoprire qualcosa.

La copertina della Voce di gennaio 2005

In quella occasione riportammo il parere di alcuni noti politici dell’epoca e di alcuni ricercatori ‘indipendenti’, per quanto possibile, dalle sempre pesanti e pressanti interferenze Usa.

Eccone alcuni, in rapida carrellata.

Partimmo, all’epoca, dal celebre ex Segretario di Stato per la Casa Bianca, Zbigniew  Brzezinski, che nel suo libro ‘Tra due epoche’ scriveva: “La tecnologia renderà disponibile, per i leader della maggiori nazioni, tecniche per condurre una guerra segreta, per la quale sarà necessario considerare solo una minima parte delle forze speciali. Tecniche di modificazione del clima potrebbero essere impiegate per causare prolungati periodi di siccità o ti tempeste”. Nel migliore dei casi…

Ad aprile 1997, il Segretario Usa per il Dipartimento della Difesa (oggi ‘giustamente’ ribattezzato da Trump ‘Dipartimento della Guerra’), William Cohen, affermava: “Esistono delle forme di ecoterrorismo: è possibile alterare il clima, provocare terremoti o eruzioni vulcaniche, attraverso l’uso di onde elettromagnetiche”, come con ogni probabilità è avvenuto con lo tsunami del 2004.

Lo scienziato Nicholas Begich è il primo a puntare i riflettori sul diabolico programma HAARP, allora praticamente sconosciuto e che nel corso degli anni seguenti avrà certo fatto ‘progressi’: “Nasce come programma addirittura ecologista – afferma – invece è capace di provocare immani disastri ambientali.

Gestito dalla Marina e dall’Aviazione Usa, quartier generale in una località (Gokoma) nascosta tra gli immensi ghiacciai dell’Alaska, HAARP è passato ai raggi x dall’economista e docente all’Università di Toronto Michel Chussudowsky, che lo bolla come una vera e propria arma di guerra in tempo di pace.

L’apertura dell’inchiesta

Ecco le sue infuocate parole dell’epoca: “Recenti prove scientifiche suggeriscono che HAARP ha la capacità di provocare inondazioni, siccità, uragani e terremoti. Si tratta di una vera arma di distruzione di massa, per di più non sottoposta ad alcuna regola o normativa internazionale”. Incredibile ma vero.

Potenzialmente costituisce uno strumento di conquista in grado di destabilizzare selettivamente sistemi agricoli ed ecologici di intere regioni. Documenti militari Usa evidenziano che il suo principale obiettivo è di sfruttare la ionosfera per i propositi del Dipartimento della Difesa. Intere economie nazionali possono essere destabilizzate attraverso manipolazioni climatiche decise dalle alte sfere degli Usa”.

Ancora: “Il sistema HAARP può essere utilizzato dai militari statunitensi per modificare il clima di una nazione ‘non amica’ e di uno ‘stato canaglia’ con il preciso obiettivo di destabilizzarne l’economia. Le manipolazioni climatiche realizzate attraverso il programma peggioreranno inevitabilmente questi cambiamenti, colpendo le economie nazionali, distruggendo infrastrutture e provocando potenzialmente la bancarotta di interi paesi”.

Tenete sempre presente che le analisi e le considerazioni che avete appena letto risalgono a quasi 20 anni fa. Nel frattempo i ‘progressi’ della ricerca scientifica e tecnologica pro war hanno fatto passi da gigante. Figurarsi, oggi, cosa è possibile combinare con tutti i satelliti che sono a zonzo per lo spazio e quali eventi ‘naturali’ (sic) possono provocare con un solo ‘clic’, o pigiando da remoto un solo tasto, come nel mitico ‘Dottor Stranamore’. Tsunami, carestie, terremoti, non resta che l’imbarazzo della  scelta, proprio come negli horror movie.

E stiamo parlando solo di una faccia della terrificante medaglia. Perché sono pronte e a disposizione anche le più potenti armi biologiche, come ha documentato e certificato la Covid story e soprattutto quella sulle sue origini artificiali nei laboratori dell’Istituto di Virologia a Wuhan, grazie alle ricerche sul ‘gain of function’ finanziate illegalmente dagli Usa, grazie all’impegno di Anthony Fauci. Pensate, basta immettere nelle condotte idriche di una grande città un potente virus per creare distruzione, morte & caos.

Facile come bere un bicchier d’acqua…

 

Fonte articolo: https://www.lavocedellevoci.it/2026/06/28/venezuela-anomalie-coincidenze-ce-la-manina-usa/

Fonte approfondimento del 2005: https://www.lavocedellevoci.it/wp-content/uploads/2026/06/interno-voce-gennio-05.png


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