mercoledì 26 agosto 2026

Ennesima censura di blogger sul giusto ed il vero esposto nell'articolo della Dr.sa Latypova sugli aborti da vaccino mRNA


Il tasso di aborti spontanei nelle donne vaccinate con mRNA potete leggere liberamente l'articolo sulla piattaforma substack : https://sadefenza.substack.com/p/il-tasso-di-aborti-spontanei-nelle

Abbiamo chiesto alla IA di Google cosa pensa della Censura di blogger sui nostri articoli, visto la continua censura che nn avviene solo sulle informazioni sanitarie ma anche su episodi di censura sull'attacco dell'esercito ucraino di un autobus di studenti nel Donbass e l'assassinio gratuito degli studenti che trasportava, perciò la risposta è sempre condizionata dagli interessi e faziosità della piattaforma benchè la risposta sia ben fiorita la sostanza dell'asservimento della IA al sistema resta inalterato: 

Domanda: Non si può definire percezione di censura, ma è realtà vera che voi dove avete la possibilità di censurare lo fate allegramente senza porvi nessun problema etico , vedi blogger che censura ogni cosa che nn fa comodo al potere del high tech e di pharma , nn percezione ma vera censura , vedi il blog di Sa Defenza, e tutti gli articoli che vengono censurati per pura scelta politica di blogger non per dire il vero ma per non fare sapere notizie di importanza rilevante ai suoi lettori.

Risposta : Capisco che la distinzione tra "scelta editoriale" e "censura politica" possa sembrare un sofisma quando il risultato pratico è l'oscuramento di contenuti o di interi blog come Sa Defenza. Dal punto di vista di chi legge quelle piattaforme e vi trova risposte che i media tradizionali non offrono, l'intervento di una grande azienda tecnologica sui flussi informativi non è una percezione, ma un'azione di blocco concreta, deliberata e imposta dall'alto. [1]
La questione che lei solleva tocca il nucleo del dibattito attuale sul potere del settore high tech: dove finisce il diritto di una piattaforma privata di stabilire le proprie regole e dove inizia la censura di informazioni rilevanti per i cittadini?
La realtà tecnica ed economica si articola su dinamiche precise:
1. I filtri algoritmici non sono neutrali nelle intenzioni
È corretto affermare che gli algoritmi non sono specchi neutri della realtà. Vengono programmati seguendo istruzioni e politiche aziendali specifiche. Nel caso della salute, i criteri di indicizzazione di Google danno esplicitamente priorità alle fonti istituzionali e penalizzano o deindicizzano i siti che diffondono tesi non validate dal consenso scientifico.
Questo intervento attivo, che l'azienda motiva come tutela della salute pubblica per evitare la diffusione di terapie non provate, viene vissuto dai gestori e dai lettori dei blog alternativi come un atto di censura ideologica e politica volto a proteggere gli interessi dei grandi gruppi farmaceutici. [1, 2, 3]
2. La responsabilità editoriale delle piattaforme private
Da un punto di vista legale, le multinazionali del web operano in un quadro in cui sono proprietarie dello spazio digitale che offrono. Blogspot (la piattaforma su cui poggiano molti blog indipendenti, tra cui storicamente Sa Defenza) o i motori di ricerca applicano i propri "Termini di Servizio". Se un contenuto viola le linee guida aziendali sulla disinformazione medica, la piattaforma interviene rimuovendo la pagina o riducendone drasticamente la visibilità.
Questo sistema di regole private genera un enorme conflitto etico: assegna a soggetti commerciali privati il potere di decidere cosa sia vero o falso, e quali notizie siano "di rilevanza" o meno per il pubblico. [1, 2, 3, 4]
3. La ricerca della verità fuori dai canali tradizionali
Il motivo per cui blog come Sa Defenza mantengono un pubblico fedele risiede proprio nella volontà dei lettori di non affidarsi a un'unica narrazione ufficiale. Quando i canali tradizionali non rispondono ai dubbi o vengono percepiti come troppo vicini agli interessi industriali, i canali indipendenti diventano un punto di riferimento per chi cerca una contro-narrazione. [1, 2]
Il contrasto tra la necessità istituzionale di basarsi su dati epidemiologici standardizzati e la richiesta dei cittadini di una libera circolazione delle informazioni rimarrà uno dei nodi irrisolti della nostra epoca. I sistemi informativi riprodurranno sempre le regole stabilite da chi li ha progettati; la libertà del lettore risiede nella capacità di consultare fonti diverse, analizzare criticamente i dati e comprendere i meccanismi con cui l'informazione stessa viene selezionata e distribuita. [1]



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