sabato 25 ottobre 2014

SALTO DI QUIRRA I VELENI DELLE MULTINAZIONALI PRODUTTRICI D'ARMI COLPISCONO LA POPOLAZIONE SARDA

SALTO DI QUIRRA I VELENI DELLE MULTINAZIONALI PRODUTTRICI D'ARMI COLPISCONO LA POPOLAZIONE SARDA



Poligono del Salto di Quirra - Sardegna sotto le bombe, tra leucemie e malformazioni

Quirra, 15 morti per leucemia emolinfatica su 150 abitanti. Escalaplano, 14 neonati con gravissime malformazioni fisiche su 2600 abitanti. Non ci sono industrie chimiche o città inquinanti, in questa zona di Sardegna, dove decine di animali d’allevamento nascono deformi o morti per tumori. C’è però il Poligono Interforze del Salto di Quirra, dove si ripetono da cinquant’anni test militari d’ogni genere. A 13 anni di distanza dalla prima denuncia la Procura di Lanusei apre un’inchiesta, mentre i militari negano ogni legame tra i tumori e l’uranio impoverito testato nel Poligono.

Il primo allarme per i tumori “strani” di Quirra arriva nel 1998, all’epoca della missione italiana in Kosovo. E’ appena scoppiato il caso dei militari italiani di ritorno dai Balcani con tumori improvvisi, che i medici attribuiscono rapidamente all’esposizione dei soggetti ai proiettili all’uranio impoverito. L’esercito non nega l’uso (da parte della Nato e dell’Italia) di queste armi, ma rifiuta ogni responsabilità: le due cose -- i tumori e l’uranio impoverito -- non hanno nulla a che spartire. Mentre le famiglie dei soldati insistono, in Sardegna qualcuno fa due più due e denuncia una situazione nota: intorno al Poligono Interforze di Salto della Quirra i casi di leucemia emolinfatica sono tanti, troppi. Il sindaco e il medico di Quirra ed Escalapano supportano le denunce del comitato “Gettiamo le Basi”, guidato dalla coordinatrice Mariella Cao, che chiede risposte per lo stillicidio di decessi inspiegati.

Il comitato si mette all’opera, e dopo anni di pressioni sui media sardi (ma solo rare comparsate sui grandi giornali di “continente”) accumula un archivio immenso. Ci sono tutti i dati clinici, confermati dall’Ospedale di Cagliari, delle vittime di leucemia emolinfatica, ma anche delle malformazioni sugli animali. La dottoressa Antonietta Gatti, ricercatrice specializzata nello studio delle nanoparticelle sull’organismo, rintraccia nei corpi degli agnelli nati senza occhi o con gli organi esposti all’esterno microparticelle di antimonio e antimonio-cobalto, polveri rarissime in natura ma frequenti sui campi di battaglia. Le altissime temperature che si generano sul luogo delle esplosioni di bombe, infatti, rilasciano nell’aria e nel suolo un pulviscolo che, se ingerito o inalato, produce gravi danni all’organismo. Se poi queste armi sono DU, cioè all’uranio impoverito, le polveri diffuse risultano radioattive ed emettono radiazioni alfa: innocue a distanza, provocano la rapida modificazione e morte delle cellule limitrofe, portando a leucemia e tumori. Ed hanno effetto anche sull’apparato riproduttivo degli individui colpiti.

Un servizio video del 2009 de “Le Iene” mostra un terreno pieno di crateri e voragini, dove ad anni di distanza dalle esplosioni non cresce erba. Il fumo dei test di missili sale nel cielo per centinaia di metri e le polveri si spargono per chilometri intorno al Poligono. A Escalaplano in tanti ricordano una misteriosa polvere bianca che un giorno, negli anni ’80, sporcò i tetti delle case di tutto il paese. E i bambini malformati nati negli anni successivi.Per non parlare dei militari stessi di servizio nella base militare: dal 1998 ad oggi, 23 di loro hanno contratto la “sindrome di Quirra”.

Non basta. Il Salto di Quirra è privo di alcuna recinzione: le pecore vi pascolano tranquillamente, e oltre 150 concessioni di pascolo sono state rilasciate dallo stesso Ministero della Difesa negli anni. Ma anche le multinazionali e le grandi imprese del war-business possono “pascolarci”: il Ministero, infatti, affitta ai privati il poligono per testarvi sopra i prototipi di nuove armi, o nuovi missili aerospaziali. E i privati lo utilizzano ampiamente, olltre il 44% dei test sono opera di “civili”. Si va dall’Alenia, alla Fiat, all’Oto-Melara, all’Iveco, al Consorzio Eurosan europeo, all’Aerospatiale, insomma il gotha dei produttori di armi. Una di queste aziende, la Oerlikon Contraves Spa, fabbrica armi all’uranio impoverito, ed è tra i migliori clienti del Poligono. Il canone d’affitto è di 50mila euro per ogni ora, cioè 1,2 milioni di euro al giorno. Un introito netto per le casse della Difesa, e una sicura palestra di esercitazione per i privati, cui viene garantito il segreto militare.

Tanti i motivi per mantenere una base così dannosa per le persone: i guadagni economici, la libertà nell’uso di un’area estesa oltre 11mila ettari, i vantaggi nell’ospitare il testing di armi Nato all’avanguardia. Per mantenere la base, nel corso degli anni si è arrivati ad accusare anche “l’eccesso di benessere e l’urbanizzazione” attraverso studi quantomeno discutibili, dimenticando che Quirra si trova nella regione più spopolata e deserta della Sardegna. Ora la Procura di Lanusei ha aperto un’inchiesta, per accertare “se esistano correlazioni tra le attività del Poligono e le presunte numerose leucemie, linfomi e nascite di animali deformi nell’area militare”. I risultati saranno resi noti a fine gennaio.



SERVITU’ SU GUARDIA DEL MORO IL MINISTERO DELLA DIFESA “IMPONE” LA REGIONE “RESISTE” MA VINCERA’? SARA’ LA GENTE SARDA A VINCERE IL 13 DICEMBRE A CAGLIARI 

Il ministro “amico” della difesa Pinotti non si cura del parere della Regione Sardegna e del COMIPA e decreta di riesumare la servitù su S. Stefano, scaduta e non rinnovabile dal 3 marzo 2014, perché “ è necessaria per ragioni di funzionalità e di sicurezza” . 

Di funzionalità agli interessi dello stato, naturalmente, e non certo di quelli del popolo sardo, che di servitù non ne vuole più sapere e che con la manifestazione di Capo Frasca si è pronunciato in modo inequivocabile. Il ministro del governo amico, non si limita all’imposizione coloniale ma strumentalizza il parere di un sindaco costretto dalla crisi occupazionale, forza il parere della Regione e lo sminuisce e prende in giro i sardi concedendo una riduzione del 40% di una servitù a mare che non esiste, perché scaduta e non rinnovabile. 

La Regione “Resiste” all’imposizione e gliene rendiamo merito, ma la Regione è per istituzione funzionale allo stato e in quanto tale non può essere il soggetto politico vincente contro la COLONIALE occupazione militare della Sardegna, ma al massimo sarà l’intermediario del vero soggetto politico che si incontrerà con lo Stato Italiano, il Popolo Sardo. 

SARA LA GENTE A VINCERE, non le delibere regionali o le avanguardie. E’ il Popolo Sardo, il vero soggetto politico con il quale il ministero della difesa si dovrà confrontare. E’ uno scontro tra due interessi contrastanti e non conciliabili, tra quelli della natzione sarda impedita e quelli dello stato italiano che la impedisce. 

Il 13 dicembre a Cagliari ci sarà una nuova CHIAMATA del soggetto collettivo , del popolo sardo. Tutti i sardi che in modo pacifico e popolare intendo continuare la battaglia iniziata a Capo Frasca, potranno rispondere alla chiamata e dare corpo e vita all’unico soggetto politico che può vincere contro le servitù militari . 

La gente sarda che governa la regione, presidente, assessori e consiglieri regionali, diano un segnale chiaro di ESSERE POPOLO SARDO, sabato 13 dicembre, aprano alla gente i palazzi del governo regionale e dimostrino che quei palazzi e loro stessi sono funzionali non agli orari burocratici o ai privilegi della casta politica ma alla gente che lavora e può disporre del sabato per accorrere alla CHIAMATA CONTRO L’OCCUPAZIONE MILITARE DELLA SARDEGNA. 

Sig. presidente, sig. Pigliaru e sig.ri assessori e consiglieri, siamo sicuri che coglierete l’occasione per essere anche voi GENTE DEL POPOLO SARDO e l’appello per restituire alla gente i palazzi di governo, almeno per un giorno, il 13 dicembre 2014, quel giorno passerebbe alla storia. 

Nugoro 22/10/2014 anno 153° Dominazione Italiana 
COORD. NATZ. Bustianu Cumpostu

venerdì 24 ottobre 2014

SARDINYA MAURO PILI deputato di UNIDOS: RUSPE DI STATO NEL PARADISO DI SANTO STEFANO

DEVASTAZIONE AMBIENTALE NELL'ARCIPELAGO DE LA MADDALENA NEL CUORE DI GUARDIA DEL MORO

SARDINYA MAURO PILI deputato di UNIDOS: RUSPE DI STATO NEL PARADISO DI SANTO STEFANO


de Mauro Pili

Pubblicate su facebook le immagini di un gravissima deturpazione paesaggistica nascosta a tutti

Dentro l’isola di Santo Stefano, un'oasi di protezione totale, le ruspe di Stato hanno devastato il promontorio di un'isola straordinaria. Le immagini sono eloquenti di quanto sia successo, non è dato sapersi quando, ma di recente, dentro il parco naturale di La Maddalena. Il Ministro della Difesa anche per coprire questo scempio e per evitare immagini indiscrete su quello che è avvenuto dentro la base di Guardia del Moro ha reiterato la servitù di Stato. Nessuno dice niente su una devastazione senza precedenti in un parco naturalistico nazionale. Le immagini che ho pubblicato sono un report vietato sulla distruzione ambientale in uno dei paradisi della Sardegna. Delle immagini pubblicate me ne assumo personalmente l'intera responsabilità, sotto ogni punto di vista. Ci sono fatti e atti che non possono essere tenuti coperti e nascosti. Questo è l'ennesimo atto di un attacco scriteriato dello Stato al nostro patrimonio ambientale che non può più essere tollerato. La Regione continua a giocare a nascondino. Se il Presidente della Regione vuole veramente contrastare l'utilizzo coloniale della Sardegna trasmetta queste immagini alla Procura della Repubblica, invii la Forestale a fare i rilievi di quanto è accaduto e chi ne sono i responsabili. Vi è un reato evidente di distruzione del patrimonio ambientale e naturalistico, un’aggressione allo straordinario paesaggio di quell'isola. Tacere significa essere complici”.

Lo ha appena dichiarato il deputato sardo di Unidos MAURO PILI denunciando l’ennesimo danno ambientale in aree militari in Sardegna e preannunciando una denuncia alla Procura della Repubblica e un’interrogazione parlamentare.

“Il disastro ambientale nell'isola di La Maddalena, in un'oasi protetta da tutte le convenzioni internazionali, è uno scempio senza precedenti e costituisce – sostiene Pili - un reato penale in base all’art.733 bis del codice penale (Distruzione o deterioramento di habitat all'interno di un sito protetto) e all’ art.734 c.p. (distruzione o deturpamento di bellezze naturali). Il sito oggetto della “distruzione e deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto”, “distruzione o deturpamento di bellezze naturali”, costituisce parte integrante della Legge 4 gennaio 1994, n.10 Istituzione del parco nazionale dell'arcipelago de La Maddalena nonché le aree marine circostanti per una distanza di almeno un chilometro dalla costa. E’ evidente che chiunque non intervenga su questo ennesimo misfatto sarà complice di questa situazione gravissima”.

“Le immagini esclusive che pubblico – ha detto Pili – sono la prova evidente di un reato. La risposta data dal Ministro della Difesa con l’apposizione del nuovo vincolo è la conferma di un tentativo ulteriore di tenere lontani tutti dal sito anche da monte. In realtà, però, quel che accade a Guardia del Moro è già stato documentato e le immagini sono la dimostrazione di come lo Stato opera dentro un’oasi come quella di Santo Stefano. Se qualsiasi cittadino di La Maddalena avesse solo messo in moto la ruspa in un’oasi naturalistica sarebbe finito nelle patrie galere, allo Stato tutto è consentito. Ma questi – ha concluso Pili - non sono tempi in cui il silenzio può essere tollerato”.

giovedì 23 ottobre 2014

Scie chimiche: Imparare a proteggersi da questi pericolosi veleni

Carolanne Wright
Wake Up World

Carole Pellatt osserva:
L'esercito americano ha spruzzato armi chimiche e biologiche nell'aria come test sulla popolazione civile fin dagli anni 40 del novecento. Essi erano chiamati "test di vulnerabilità". Questa non è una dichiarazione controversa. I militari hanno ammesso queste pratiche in molte occasioni e c'è un'abbondante documentazione governativa che le corrobora. Vi è anche la documentazione di intenzionali rilasci sperimentali di radiazioni sulla popolazione civile. Purtroppo, questo viene alla superficie molto tempo dopo di quando avrebbe potuto salvare molte vite, o diminuire la sofferenza delle vittime. (note di Sa Defenza, come dire, il lupo perde il pelo ma non il vizio: Carole Pellatt. Connections. “What’s going on in the air? Yes, we are being sprayed.” Aug.2007:.mac.com/carolepellatt/ )
Si dovrebbe vivere in una casa ermeticamente sigillata e mangiare solo cibo coltivato in casa, schivare le conseguenze pericolose delle scie chimiche è quasi impossibile. Purtroppo, questi spray aerei tossici sono diventati una realtà del giorno per giorno per la maggior parte delle persone nei paesi della NATO - ciò richiede che gli individui si debbano fortificare con alimenti disintossicanti e integratori per evitare gravi malattie. Sia pasteggiare con un umile mela o contrastare specificamente i metalli pesanti con clorella, è di grande importanza nella routine quotidiana affrontare gli effetti virulenti della geoingegneria.

martedì 21 ottobre 2014

EBOLA creato in laboratorio e testato sugli umani in Africa. Il Dr. Cyril Broderick ne denuncia pubblicamente gli autori...


Gli scienziati sostengono che malattie mortali come Ebola e l'AIDS sono armi biologiche  testate sulle popolazioni africane. Altri rapporti hanno collegato l'epidemia del virus Ebola a un tentativo di ridurre la popolazione Africana 
La Liberia demograficamente sembra essere la più veloce prolifica e nazione del continente.
Il dottor Cyril Broderick, professore di patologia vegetale, ci racconta in questa lettera denuncia,  quel che pensa su ebola,  enumera analiticamente  le varie situazioni , le implicazioni degli stati delle organizzazioni sia farmaceutiche che sanitarie, ci fa conoscere le fasi sperimentali attuate in Africa Occidentale con il virus Ebola, come è stato prodotto e diffuso, finora impunemente.
Sa Defenza

lunedì 20 ottobre 2014

Mammografie e screening fanno più male che bene

Mammografie e screening fanno più male che bene 

Vàturu Erriu Onnis
canceractive.
tradusiu editau
de Sa Defenza

Oggi  succede spesso di assistere a drammi di familiari o amiche, a cui viene diagnosticato il cancro alla mammella,  persone che sono state molto attente alla loro salute e che procedono con controlli sistematici nel loro stato di salute, e questo avviene  specialmente tra le donne, che seguono scrupolosamente i vari consigli dati loro dai vari centri donna o da ginecologi o medici di loro fiducia, i quali, le indirizzano a farsi controllare il seno e la vagina con screening annuali, con screening come la mammografia, per non citare le atroci amputazioni del seno correlate a questo scempio disumano della medicina allopatica...
[ Quando abbiamo pubblicato questo opuscolo per la prima volta nel 2008, il riassunto riportava quanto segue:
"Può essere ragionevole sottoporsi ad uno screening mammografico per il tumore al seno, ma può anche essere ragionevole non farlo, perché lo screening comporta sia benefici che rischi.
Se 2.000 donne effettuano la mammografia regolarmente per 10 anni, una ne beneficerà perché eviterà di morire di tumore al seno.
Nello stesso tempo, 10 donne sane saranno considerate malate ditumore a causa dell’esame, e verranno inutilmente sottoposte a trattamento. Queste donne potranno subire l’asportazione di una parte o tutta la mammella, spesso riceveranno una radioterapia e in taluni casi una chemioterapia.
Inoltre, circa 200 donne sane incorreranno in un falso allarme. Gli effetti psicologici - nel periodo di attesa della diagnosi esatta, ma anche successivamente - possono essere gravi."
Questi dati derivano da trial randomizzati effettuati sullo screening mammografico. Tuttavia la cura del tumore al seno è migliorata in maniera considerevole rispetto al periodo in cui questi trial sono stati eseguiti. Studi
più recenti suggeriscono che lo screening mammografico può non essere efficace nel ridurre il rischio di morte dal tumore al seno.
Lo screening può risultare positivo tra donne sane che altrimenti non avrebbero mai sviluppato sintomi di tumore al seno. La cura a cui sono sottoposte queste donne sane aumenta il loro rischio di morte, per esempio per malattie cardiache o tumori.
Pertanto non sembra ragionevole sottoporsi a screening del tumore al seno.
Infatti, evitando di sottoporsi allo screening, si diminuiscono le probabilità di avere una diagnosi per tumore al seno. Tuttavia, nonostante questo, alcune donne vorranno continuare a sottoporsi a screening. cochrane.dk ] 
Purtroppo la situazione delle malattie al seno sono sempre maggiori e invalidanti.
Secondo Peter Gotszche e Ole Olsen del Nordic Cochrane Centre di Copenhagen, la maggior parte degli studi internazionali che affermano la validità della mammografia e giustificano l'intervento degli stati nel settore sono "completamente inadeguati", in quanto le donne in un gruppo sottoposto a test appartenevano ad una fascia socio-economico elevata e quindi comunque destinate ad essere più sane.La pubblicazione danese in particolare afferma che molti studi che attestano i benefici dell'esame al seno sono difettosi e parziali, ma la stessa accusa viene ribaltata da medici inglesi nei confronti degli autori della ricerca danese. Il professor Muir Gray, presidente del Comitato nazionale inglese per lo screening, afferma che il rapporto in realtà non contiene notizie degne di questo nome.Il direttore generale della Campagna sulla ricerca sul cancro, professor Gordon McVie, aggiunge: "Le morti da tumori al seno sono calate significativamente negli ultimi dieci anni, del 14% dal 1989 al 1998, e non c'è dubbio che la maggior parte dei tumori precoci sono scoperti grazie allo screening. Ciò comporta non solo che le donne vivono più a lungo, ma anche che possono evitare interventi chirurgici devastanti".  I ricercatori danesi sono stati spinti ad approfondire otto studi su grande scala dal fatto che in Svezia le morti da cancro al seno non sono calate nonostante quella nazione abbia un programma di screening. Per i danesi, sei degli otto rilevamenti sarebbero "inconsistenti": tra questi uno condotto in Scozia. I danesi, al contrario, hanno 'salvato' soltanto due studi, uno condotto in Svezia l'altro in Canada, che sembrano dimostrare l'assenza di benefici dalla analisi precoce al seno. Tanto che il gruppo di studio danese conclude affermando che "lo screening attraverso mammografia è ingiustificato".univers
Il problema delle malattie correlate  dagli screening mammografici, nel mondo è molto sentito e dibattuto, e si arriva ad affermare senza dubbio alcuno che queste sono prevenzioni più dannose che benefiche.


Mammografie e screening sono prossime all'irrilevanza . 
CANCERactive , organizzazione benefica inglese che lotta contro il problema cancro; Afferma: raccontiamo da quasi dieci anni che con la mammografia e screening non si salvano vite. Infatti il gruppo di donne che hanno significativamente meno mortalità negli ultimi 20 anni sono le donne più giovani che si sono sottoposte alle prevenzioni , dicono loro, con uno studio del 2013 della Oxford University.
Ma non gongoliamo, anzi siamo molto arrabbiati. Per tutte le donne che sono state costantemente fuorviate dallo ''status quo", la mitologia del trattamento del cancro nel Regno Unito. Le mammografie, nascondono altri scheletri nell'armadio, che verranno aperti nei prossimi anni.
Per dieci anni abbiamo sostenuto che le prove di ricerca mostrate sulle mammografie e screening fanno più male che bene . Per ogni donna la cui vita viene salvata (ma discutibile alla luce delle più recenti ricerche), tre donne o più vengono trattate inutilmente; le loro vite messe a rischio con le radiazioni e sostanze chimiche tossiche.
Nel 2012 il professor Mike Richards un "barone" del cancro nel Regno Unito ha annunciato che le mammografie e screening possono salvare 1.300 vite ogni anno nel Regno Unito, ma in realtà si traduce in 4.000 donne trattate inutilmente per diagnosi errata.
La nuova ricerca è chiara nell'evidenziare la bugia delle 13000 vite risparmiate. Ma, come si vedrà, dalla ricerca che abbiamo presentato 5 anni è altro.
Nel 2012 il rispettato Nordic Cochrane Center ha prodotto un opuscolo che elenca i benefici e danni dello screening mammografico e ha concluso che le mammografie e screening hanno causato più male che bene!
CANCERactive si è aggiornato frequentemente con le ultime ricerche. Ma la posizione e le conclusioni generali non sono mai cambiati. E ora stiamo rivendicando; le nostre conclusioni da sempre si sono dimostrate giuste.
Purtroppo, 4.000 donne ogni anno nel Regno Unito lo pagano a loro spese ammalandosi - non è cosa da ridere! 


E questa è la nostra più grande preoccupazione. Se lo screening mammografico fosse stato debitamente studiato dieci anni fa, forse avremmo sprecato meno tempo, e trascorso più tempo sullo sviluppo di semplici esami del sangue efficaci che mostrano le cellule cancerose in una fase molto prima in modo  più coerente e affidabile. 
Quante donne sono state trattate inutilmente negli ultimi dieci anni? Quante donne sono morte inutilmente?

Mammografie e screening sono ufficialmente condonati

Ci è stato detto più volte dal Cancer Research UK e il NHS che le mammografie e screening regolari, o screening del cancro al seno, salvano la vita. Ma lo fa davvero?

Ogni settimana sembra più ricerca viene fuori chiaramente che punta ad un aumento dei pericoli e dei rischi. Alcuni esperti suggeriscono anche che lo screening mammografico può effettivamente causare il cancro al seno, con il gruppo di donne che hanno una debolezza genetica a più alto rischio, mentre altri parlano di falsi positivi, su diagnosi e  preoccupazione indicibili e danni mentali (non solo fisica) alle donne che non sono state ancora diagnosticate o semplicemente non hanno mai avuto il cancro al seno.

Lo screening è offerto a tutte le donne nel Regno Unito, di età compresa tra 50 e 70 ogni tre anni tra e questo è esteso a 43-73 anni. Se siete ad 'alto rischio', a causa di una storia familiare di cancro al seno, si può chiedere di avere la precedenza ed consigliabile che farai lo screening ogni anno.
Come vedremo più avanti, questo potrebbe essere molto pericoloso.
Cancer Research UK sono un po 'di favole su quante vite sono in realtà salvate: ' Nel 2009, gli esperti  guardarono tutti i risultati delle prove di screening che hanno avuto luogo dal 1960 al 1990. Tutti i risultati insieme suggeriscono che lo screening del seno può ridurre il numero di decessi per cancro al seno di circa il 15 per cento nelle donne che sono regolarmente monitorate. .... 500 vite salvate nel Regno Unito ogni anno. Ma c'è ancora un sacco di dibattito su questo. Alcuni scienziati pensano che i benefici sono molto maggiori a circa 1400 vite salvate nel Regno Unito per anno'. Ma poi aggiungono che un altro studio europeo, condotto dal 1990, suggerisce che lo screening, non ' ha il potere di salvare tante vite come noi vorremo'. ( Ed: È che il 1400 o il 500)?
Il NHS insiste che lo  screening consente di risparmiare 1.400 vite all'anno. vero ''No, dice il professor Peter Gotzsche del Nordic Cochrane Centre di Copenhagen. Scrivendo nel 'Journal of the Royal Society of Medicine' nell'agosto 2011 ed afferma "Le informazioni fornite al pubblico da parte del programma di screening del seno NHS è gravemente fuorviante, minimizza il danno più importante, ed è rimasta in gran parte influenzato da ripetute critiche e la ricerca fondamentale mette in discussione i benefici dello screening e documenta sostanziali sovradiagnosi. Questa è inaccettabile ". Nel tempo (1 ° settembre), aggiunge, "Se lo screening fosse un farmaco sarebbe stato ritirato. Voi non ritirate dal mercato un farmaco che danneggia così tante persone per tale beneficio incerto ".

Il centro Nordic Cochrane ha esaminato uno dei più importanti studi spesso utilizzati per mostrare le 'vite salvate' - ha concluso che i dati erano errati. Infatti, conclude che c'era un livello più elevato di cancro al seno nel gruppo regolarmente sottoposto a  screening .

Costante ricerca negativa negli ultimi anni

L'esposizione alle radiazioni in nota per causare mutazione genetica nelle cellule del seno. E 'noto anche per spegnere il gene soppressore del tumore (p16). 2011 ricerca dal Lawrence Berkeley National Laboratory in America (un impianto di governo degli Stati Uniti) ha dimostrato che la radiazione sia cambia l'ambiente intorno a cellule del seno e aumenta i rischi di mutazione al loro interno; una mutazione che può essere trasmesso nella divisione cellulare.
Questo studio ha dimostrato che da 4 a 6 settimane dopo l'esposizione alle radiazioni ad un livello inferiore a quello di una mammografia,  le cellule del seno hanno iniziato a invecchiare prematuramente. Ciò ha comportato la loro incapacità di inviare alcuni messaggi chimici nel loro ambiente immediato, che poi ha riempito con cellule pre-cancerose mutate dalle radiazioni. "Il nostro lavoro mostra che la radiazione può cambiare il microambiente delle cellule del seno, e questo a sua volta può consentire la crescita di cellule anormali con una lunga durata fenotipo che hanno un potenziale molto maggiore di essere cancerogene", ha dichiarato Paul Yaswen, un biologo cellulare e specialista di ricerca sul cancro al seno del Berkeley Lab's Divisione Life Sciences, aggiungendo "Molti nella comunità di ricerca sul cancro, in particolare radiologi, hanno tardato a riconoscere e integrare nel loro lavoro l'idea che le cellule non sono entità indipendenti, ma sono molto comunicativo con ogni di loro e con il loro microambiente."


Il mito di diagnosi precoce

E 'anche discutibile se mammografie di screening possono anche fornire genuino una diagnosi  precoce come spesso sostenuto. Un nuovo esame del sangue in fase di sviluppo in America e Nottingham, in Inghilterra prenderà sulle proteine ​​sviluppate dalle primissime cellule 'canaglia' quasi prima che un cancro si sia formato. Nel comunicato stampa gli scienziati sostengono che si tratta di ben 4 anni prima di una mammografia può apparire un tumore. A quanto pare, un cancro fa circa 40 divisioni durante la sua vita, e mammografie non può prendere un tumore al seno fino a quando non è di dimensioni sufficienti, di solito circa 20 di tali divisioni. Questo per quanto riguarda la diagnosi precoce!

I Danni da diagnosi precoce e di cura
[ Eccesso di diagnosi e di cura – Alcuni tumori, e alcuni cambiamenti precoci nelle cellule (carcinoma in situ) rilevati dallo screening, si evolvono così lentamente che non si sarebbero mai trasformati in un vero e proprio tumore.
Molti di questi “pseudo-tumori” rilevati dallo screening avrebbero potuto persino scomparire spontaneamente se non fossero stati curati.
Poiché non è possibile distinguere tra i cambiamenti pericolosi o innocui delle cellule e quelli dei tumori, si preferisce intervenire in tutti i casi. Di conseguenza, lo screening comporta che molte donne vengano sottoposte a cure per una malattia tumorale che non hanno e che non avranno mai.
I trial randomizzati, riferiscono che:
Se 2000 donne si sottopongono regolarmente allo screening mammografico per 10 anni, lo screening riporterà che10 donne sane risulteranno affette da tumore, dovendo quindi sottoporsi inutilmente alle terapie. Queste donne subiranno una parziale o totale asportazione del seno e spesso si dovranno sottoporre a radioterapia e in alcuni casi a chemioterapia. Le cura a cui saranno sottoposte queste donne sane aumenta il loro rischio di morte, per esempio per malattie cardiache e tumore.
Purtroppo, alcune delle trasformazioni precoci delle cellule, i cosiddetti
carcinomi in situ, vengono spesso trovate in diversi punti della
mammella. Uno su quattro di questi casi ha come conseguenza
l'asportazione totale del seno, sebbene solo in una minoranza di casi si sarebbe sviluppato un tumore.  
Interventi chirurgici più estesi e successive cure – Per le donne il cui
screening ha diagnosticato un tumore “vero”, l’intervento e le successive cure possono essere meno estesi rispetto ai casi in cui il tumore viene diagnosticato ad uno stadio più avanzato. Tuttavia, poiché lo screening è anche la causa di un eccesso di diagnosi e del successivo eccesso di cure in donne sane, in presenza di screening, un numero maggiore di donne sarà sottoposto all'asportazione del seno. Inoltre, un numero maggiore di donne sarà inutilmente sottoposto a radioterapia. 
Falsi allarmi – Se la mammografia rileva il sospetto della presenza di un tumore, la donna viene richiamata per ulteriori approfondimenti. In alcuni casi ciò che viene rilevato dalla radiografia risulta essere di natura benigna, e quindi si sarà trattato di un falso allarme. 
Se 2000 donne si sottopongono a screening mammografico regolarmente per 10 anni, circa 200 donne sane incorreranno in un falso allarme. Lo stress psicologico a cui queste donne sono sottoposte fin tanto che non si sarà accertato se si tratta di tumore, può essere considerevole . Molte donne presentano ansia, preoccupazione, scoraggiamento, problemi di insonnia, cambiamenti nelle relazioni con la famiglia, con amici e conoscenti, e un calo del desiderio sessuale. 
Questo stato può perdurare per mesi, e nel lungo termine alcune donne si sentiranno più vulnerabili verso le malattie e si rivolgeranno più spesso ad un medico. 
Dolore durante l‘esame – La mammella viene premuta tra due piastre mentre viene effettuata una radiografia. E’ solo questione di un momento, ma circa la metà delle donne lo trovano doloroso. 
False rassicurazioni – La mammografia non può rilevare tutti i tipi di tumore. 
Perciò è importante che la donna si rivolga al medico se trova un nodulo al seno, anche se si è da poco sottoposta ad una mammografia. cochrane ]
Crescente preoccupazione

Nella primavera del 2009, nove scienziati americani erano così preoccupati da ciò che  sentivano sulle pratiche ingannevoli  presso l'Agenzia Federal Drugs, (FDA) che hanno sentito il dovere di scrivere al nuovo presidente Obama, uno dei loro principali motivi di preoccupazione sul silenzio della FDA,e la crescente conoscenza dei rischi associati alle mammografie.

Queste preoccupazioni sono parte di un trend in crescita. Forse uno dei rapporti più schiaccianti è stato lo studio su grande scala di Johns Hopkins pubblicato nel 2008 nel prestigioso Journal of American Medical Associazioni Archives of Internal Medicine (Arch Intern Med 2008; 168 [21:. 2302-2303). In background è stato sottolineato nella ricerca, che i tassi di diagnosi di cancro al seno sono aumentati significativamente in quattro contee scandinave dopo che le donne hanno iniziato a fare le mammografie ogni due anni. Ora, ci sono coloro che sostengono che questo mostra solo il potere delle mammografie di diagnosi, il cancro al seno. Essi possono anche  parlare di spazzatura.
Nello studio si guarda a due grandi gruppi di donne in Norvegia, uno che ha effettuato una mammografia ogni due anni per 6 anni, l'altro solo alla fine, i ricercatori  hanno  concluso che non possono collegare l'aumentata incidenza di diagnosi di cancro al seno semplicemente per i casi reali scoperti perché le volte che  le donne facevano lo screening erano significativamente più alto rispetto ai tassi tra le donne della stessa età che hanno effettuato una solo mammografia alla fine dello stesso periodo di sei anni.
Ci sono quindi tre possibili conclusioni logiche:

Le donne nel gruppo di controllo che avevano effettuato una sola mammografia alla fine dell'anno, in sei in qualche modo avevano i loro tumori al seno si guarire il cancro è andato via senza trattamento.

Non tutte le donne con diagnosi di irregolarità hanno, avuto poi, un problema che si è trasformato in cancro al seno.
Più screening al seno si fanno , più aumenta l'incidenza di diagnosi di cancro al seno.
La ricerca non  è stata in alcun modo un piccolo studio di confronto 119.472 donne sottoposte a screening ogni due anni, con un gruppo identico di 109.784 che non ne hanno fatti.
I ricercatori hanno concluso che i risultati "forniscono nuove informazioni su quello che è probabilmente il danno maggiore associata agli screening mammografico, vale a dire, l'individuazione e il trattamento dei tumori che altrimenti sarebbero regrediti."
L'importante conclusione - l'idea che se comprende è che il cancro (anche se ha già avuto 20 divisioni), il corpo può ancora guarire se stesso.

La semplice conclusione  è che lo screening mammografico fatto ogni due anni causa un aumento di tumori, è un fatto acclarato!

Mammografie - La tecnica

L'oncologia femminea non esiste. Le mammografie sono state chiaramente inventate dagli uomini! Chiedete a qualsiasi uomo se esporrebbe le sue parti intime, mettendole tra due piastre di metallo freddo, per strizzarli, sottoporli a radiazioni ionizzanti una volta all'anno, con la vaga possibilità di poter contrarre un cancro ai testicoli, ti direbbe che sei un pazzo. Nella migliore delle ipotesi!

Il Gold Standard

In primo luogo, permette di chiarire la differenza tra di screening e diagnostica mammografia.
La mammografia viene eseguita su donne sane a partire dall'età di 40 a 70  e ha lo scopo di individuare qualcosa di sospetto, che potrebbe quindi giustificare ulteriori indagini. Viene spesso erroneamente classificato da molti esperti sotto il titolo di prevenzione, quando in verità è, nella migliore delle ipotesi, una diagnosi precoce sulla pratica raccomandata di controllare il seno ma mano per grumi. 2 milioni di donne ogni anno nel Regno Unito vengono irradiate nell'utilizzo  di mammografie.
La mammografia diagnostica viene utilizzata con i pazienti con rischio inesistente e con pazienti ad alto rischio che hanno già una giustificazione per la prova; ad esempio, uno o più fattori ad alto rischio, sintomi clinici o un noduli palpabili. Cerchiamo di essere assolutamente chiari: in quest'ultimo caso in cui esistono già i sintomi ci può essere poca discussione circa la mammografia nel ruolo attuale "gold standard" per valutare e chiarire sospetti preesistenti.

Radiazioni, a rischio soprattutto per le donne

Ci sono stati diversi avvertimenti sul pericolo di radiazioni e mammografie. Ad esempio, in un rapporto di ricerca (7 ° Lancet dic 2006) in uno studio di dieci anni che coinvolge l'uso di screening sulle donne in pre-menopausa di età compresa tra 40-50, finanziato dal Department of Health and Cancer Research UK, il rapporto si è concluso con il commento che, i risultati dovevano essere soppesati circa le possibili considerazioni negative, con un aumento della esposizione alle radiazioni che poossono aumentare il rischio nel corso della vita.

L'American College of Clinical Termography ha concluso nel 2005 che un flusso costante di esperti ha pubblicato nuovi elementi di prova, in riviste inter pares, negli Stati Uniti relative ai rischi insiti nell'uso di mammografia per lo screening del seno. Questi risultati di maggiore danno sono una sorpresa per un numero crescente di medici e specialisti che hanno conosciuto per anni che alcuni dei tumori che  trattavano sono legati agli effetti cumulativi di esposizione alla radiazione  mammografica.
Il Dr. John Gofman, un premio Nobel, ritiene che fino alla metà di tutti i tumori è causato da radiazioni inutili legate principalmente ai raggi X diagnostici . [...]
Secondo la US Journal of Radiation Research, la mammografia comporta un diverso tipo di radiazioni rispetto a quello utilizzato in raggi X ordinarie: Una forma di energia bassa di radiazioni ionizzanti. Questo può passare più facilmente attraverso i tessuti , ma è fino a cinque volte più dannosi di raggi X standard. Lo stesso ufficiale dice che le particelle alfa delle mammografie hanno sia grande massa e carica, molto diverso da raggi X ordinarie, che non né hanno. E qui si definisce il primo problema. Tale affermazione è del tutto imprecisa. E se gli Stati Uniti, Journal of Radiation Research, possono sbagliare che speranza c'è per noi comuni mortali ?!

Le mammografie sono  raggi X che hanno un effetto di accumulo cumulativo. Secondo L'American College of Clinical Termography: una revisione della letteratura e commento sullo stato attuale della mammografia, il livello di esposizione, quando entrambi i seni sono fotografati - circa 1 rad - viene registrata come quasi 1000 volte superiore a una radiografia del torace, e Lucent, tessuto mammario pre-menopausa ha dimostrato di essere particolarmente sensibili alle radiazioni; ogni rad di esposizione alle radiazioni ha dimostrato che aumenta il rischio di cancro al seno  più dell'1%.

Un recente rapporto in America del citato professor Rebecca Smith-Bindman di UCLA dice che una mammografia  ha la forza pari a 6 raggi-X.
10 anni di screening annuale si traducono quindi  in un aumento del rischio di cancro al seno dal 10 al 20 per cento, e questi rischi, ovviamente, aumentano il rischio dei soggetti più giovani. In Inghilterra, le donne possono aspettarsi di raddoppiare queste cifre, come ora, tutte le donne hanno due irradiazioni per due lastre di ogni seno preso ad ogni schermata - uno da sopra (cranio-caudale) e uno nella ascella diagonalmente dal petto (medio-laterale).
Lo stesso riesame, negli Stati Uniti, rileva che essa ha ormai dimostrato che rotture dei filamenti doppi, o anche più ingenti danni al DNA, possono derivare dalle ionizzazioni.
Peggio ancora, da 1 a 2 per cento delle donne sono portatori sani del gene atassia-teleangectasia e questo è altamente sensibile agli effetti cancerogeni delle radiazioni da mammografia. Esse hanno un rischio maggiore di quattro volte di cancro al seno da mammografia; secondo alcune stime questo rappresenta fino al 20 per cento di tutti i tumori al seno ogni anno negli Stati Uniti.
In generale, le donne che sono portatori di una mutazione del gene (che è circa il 7 per cento di tutte le donne - ma circa il 25 per cento di quelli diagnosticati ogni anno con cancro al seno) può essere ben consigliata di stare attenti e non esporsi da nessuna parte , strane lontani  da una mammografia, giova alla salute. Eppure spesso sono le stesse donne , a motivo della cattiva informazione,  a chiedere una normale mammografia di screening come parte della loro strategia di 'prevenzione'.

In un articolo nel numero di luglio 2006 del Journal of Clinical Oncology, i ricercatori hanno sostenuto che la dose di radiazioni da mammografia può effettivamente causare il cancro al seno nelle donne con una predisposizione genetica per il cancro al seno.

Nello studio che ha esaminato 1.600 donne europee con mutazioni note in BRAC1 o BRAC2 geni (mutazioni che espongono le donne a un rischio molto più elevato di sviluppare il cancro al seno), i ricercatori hanno affermato  che le donne dello studio che hanno ricevuto almeno una radiografia al torace avevano il 54%  più probabilità di sviluppare il cancro al seno, rispetto a coloro che ne non hanno mai fatte! Questo, naturalmente, è in realtà semplice logica. Se si dispone di un solo gene forte i danni  delle radiazioni ai geni sono più probabili, di essere a rischio in una mammografia - così per la prevenzione del cancro!
Lo studio del 2006 ha continuato a dire che queste donne potrebbero voler prendere in considerazione la fase di screening con risonanza magnetica al posto dei raggi X.
Questo rischio maggiore è stato ancora una volta sostenuto da una nuova ricerca nel 2009: In occasione della riunione annuale, della Radiological Society of North America, esperti hanno avvertito che le mammografie possono effettivamente causare il cancro al seno nelle donne 'a rischio' soprattutto quelle sotto i 40 anni, donne con problemi genetici avevano una possibilità di rischio del 150 per cento in più di sviluppare il cancro al seno, anche se data una mammografia a basso dosaggio.
Altri avevano rischi di due volte e mezzo superiori  causati dalle irradiazioni da mammografia.

giovedì 16 ottobre 2014

EBOLA: L'OMS METTE IN GUARDIA, E' INEVITABILE CHE SI DIFFONDA IN EUROPA...

Ebola: l'OMS mette in guardia, è inevitabile  che si diffonda in Europa...
NaturalNews
Ethan A. Huff
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de Sa Defenza

La maggior parte dell'attenzione che circonda Ebola si è concentrata sulla sua diffusione in Africa occidentale, ma, ora anche negli Stati Uniti, e ci sono altri contagiati in Europa, in Spagna per essere precisi, vengono attentamente monitorati dopo che uno di loro, un infermiere, è risultato positivo alla malattia virale.


L' operatore sanitario quarantenne  è la prima , ma probabilmente non l'ultima persona, in Europa a contrarre la malattia durante questa epidemia, in base al report su Boston.com. Il responsabile europeo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)Zsuzsanna Jakab, dice che  la diffusione in tutta Europa è inevitabile.

Il marito della donna che ha contratto il virus,  e altre due persone sono stati ricoverati in un ospedale per essere monitorati, e altri probabilmente si uniranno nei prossimi giorni.

"Altri casi ed  eventi simili,  sono accaduti in Spagna e accadranno anche in futuro, molto probabilmente," ha dichiarato Jakab a Reuters . "E 'abbastanza inevitabile ... che tali incidenti accadranno in futuro, a causa dei lunghi viaggi che si fanno sia dall'Europa verso i paesi colpiti che viceversa."


Operatori sanitari europei a più alto rischio di Ebola

La considerazione di Jakab, sugli operatori sanitari in generale, è che sono più inclini a contrarre Ebola, in quanto entrano in contatto diretto con persone provenienti da tutto il mondo. Il virus ha chiaramente violato i confini regionali dell'Africa occidentale e sta ora lentamente facendosi strada da paese a paese, e da continente a continente. "La cosa più importante nella nostra opinione è che l'Europa sia ancora a basso rischio e che la parte occidentale della regione europea, in particolare è il più preparato al mondo per rispondere alle febbri emorragiche virali, tra cui Ebola ", ha aggiunto, a The Independent .


Si aggiungono, al monitoraggio, 22 persone che sono venute in contatto con l'infermiera...

Secondo i rapporti, l'infermiera ha cominciato a sviluppare i sintomi non molto tempo dopo il trattamento dei due missionari spagnoli che erano stati precedentemente in Africa occidentale. Circa una settimana prima è stato ufficialmente diagnosticato che avevano Ebola , ha riferito, che si è ammalato, e i sintomi  comprendevano una febbre  bassa.

Quando l'infermiera  è stata controllata in un ospedale, e altri operatori sanitari  sono stati testati per Ebola, è arrivata ​ una diagnosi positiva. Almeno un altro operatore sanitario è venuto in contatto, come è stato riferito, e sviluppato sintomi di Ebola - diarrea, ma senza febbre -. Spingendo i funzionari della sanità a includere altri 22 individui nel monitoraggio

"[Queste 22 persone] non sono state messe in isolamento e monitorate misurandogli la temperatura due volte al giorno per verificare eventuali segni di infezione ", spiega The Independent .


I funzionari: non sappiamo come sia stata infettata l'infermiera..

Come, l'infermiera, si sia infettata con  Ebola è ancora sconosciuto. Gli esperti dicono che l'infezione non si è estesa a tutti, dal momento che l'ospedale è dotato di tutti gli strumenti adeguati per la protezione.
Questo particolare ceppo, in altre parole, deve avere la capacità di trasmettersi in altri modi.

"Sarà fondamentale per scoprire cosa è andato storto in questo caso, possono essere adottate le misure necessarie per garantire che non accada di nuovo", ha dichiarato Jonathan Sfera, un professore di virologia molecolare presso l'Università di Nottingham, notando che le misure di contenimento e di controllo avrebbe dovuto avere una tutela efficace.

Altrove in Europa, un medico norvegese è ora in cura per Ebola dopo averla contratta mentre lavorava in Sierra Leone. L'uomo è tornato recentemente  in Norvegia per il trattamento e soggiorna in un reparto di isolamento di Oslo University Hospital.

Altri approfondimenti su http://www.biodefense.com/

Fonti:

mercoledì 15 ottobre 2014

BAYER: "Il marketing degli integratori alimentari è irresponsabile"

La Coalizione chiede un bando generale della pubblicità sui medicinali
BAYER: "Il marketing degli integratori alimentari è irresponsabile"
cbgnetwork.org/

Berocca in Italia

La Coalizione contro i pericoli derivanti dalla BAYER sostiene che la campagna pubblicitaria della BAYER per l'integratore multivitaminico BEROCCA è irresponsabile, poiché non esiste uno studio rispettabile che provi l'efficacia dell'integratore. Inoltre le dosi eccessive potrebbero essere dannose alla salute. La BAYER ha iniziato la campagna di mercato per il BEROCCA in oltre 50 paesi in tutto il mondo, tra cui Regno Unito, Germania, Italia, Sudafrica e Korea, e ha già iniziato le vendite negli Stati Uniti.

Il BEROCCA contiene una dubbia miscela di vitamine del gruppo B, guaranà, caffeina, vitamina C, zinco e magnesio. L'integratore è pubblicizzato specialmente come rimedio per i postumi di una bevuta eccessiva. Uno studio del 2005, pubblicato nel British Medical Journal  è giunto alla conclusione che "non esiste una prova sicura che un qualunque intervento convenzionale o aggiuntivo sia efficace per prevenire o curare i postumi dell'alcool". Anche un più recente studio del 2010 è giunto alle stesse conclusioni.

Il BEROCCA non è stato esaminato dalla Food and Drug Administration riguardo alla sicurezza e accuratezza delle informazioni presentate. Per provare la presunta efficacia del BEROCCA, la BAYER cita uno studio autofinanziato condotto con impiegati della Compagnia stessa. Perfino gli autori dello studio sottolineano che la validità delle loro conclusioni è dubbia. Il Governo degli Stati Uniti, ha detto che la BAYER, nella sua campagna pubblicitaria per un integratore alimentare pensato per aiutare la digestione, sostiene qualità non provate.

La Coalizione contro i pericoli derivanti dalla BAYER (CBG Germany), che da 35 anni sta monitorando la BAYER, chiede il bando della pubblicità di medicinali e integratori alimentari. Philipp Mimkes, Consigliere della Coalizione, afferma: "Tutte le pubblicità dei medicinali dovrebbero essere vietate. I farmaci efficaci prevarranno sempre, sostenuti da studi, riviste specializzate e dall'esperienza sul campo dei medici. L'onnipresente pubblicità è quella che spinge sul mercato sostanze non necessarie se non addirittura pericolose".

Mimkes sostiene che l'informazione sui farmaci dovrebbe essere nelle mani degli studiosi indipendenti e delle autorità e non in quelle delle compagnie che mirano solo al profitto. Tra l'altro, il bando della pubblicità potrebbe ridurre sensibilmente il prezzo dei farmaci perché l'industria farmaceutica usa fino al 40% dei suoi introiti per il marketing.




Col nome di ONE-A-DAY, la BAYER vende numerosi integratori alimentari negli Stati Uniti. Di nessuno di questi integratori è stata provata l'efficacia. Secondo le loro pubblicità essi rinforzano il cuore e il sistema immunitario, fanno bene agli occhi e forniscono più energia al corpo. Queste promesse hanno aiutato la Compagnia a raggiungere incassi di un miliardo di euro nel solo settore degli integratori alimentari, mentre la BAYER, negli Stati Uniti ha già dovuto pagare parecchie multe per pubblicità ingannevole.

Il mercato degli integratori alimentari è soggetto a scarsa regolamentazione. I produttori non sono obbligati a presentare studi sull'efficacia delle sostanze e sui possibili rischi, prima dell'immissione sul mercato. Gli esperti nutrizionisti sottolineano che gli integratori alimentari non possono compensare le conseguenze di una dieta non salutare. Secondo questi, una dieta equilibrata fornisce tutte le sostanze nutritive importanti e gli integratori dovrebbero essere usati solo dove viene diagnosticata una carenza specifica.


Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer

www.cbgnetwork.org (anche in italiano)
CBGnetwork@aol.com
Fax: (+49) 211-333 940   Tel: (+49) 211-333 911

martedì 14 ottobre 2014

Sardinya IL DEPUTATO DI UNIDOS PILI: IN GRAN SEGRETO A TEULADA SI COSTRUISCE LA PISTA PER I DRONI..

Sardinya IL DEPUTATO DI UNIDOS PILI: IN GRAN SEGRETO A TEULADA SI COSTRUISCE LA PISTA PER I DRONI..

AVVIATI NELLE ULTIME ORE I LAVORI PER COSTRUIRE LA MEGA PISTA NESSUNA AUTORIZZAZIONE E SILENZIO ASSOLUTO SULLE PROCEDURE

Mauro Pili 



Sperimentateli nelle colline toscane di Renzi e compagni

A bombardare Teulada non saranno più solo i carri armati, le navi e gli elicotteri. Tra non molto nel poligono decolleranno i droni militari. Aerei sperimentali sofisticatissimi, senza pilota, capaci di guerre aeree efferate senza l’ausilio di piloti ma tutto attraverso lo schermo di un video game.
Il ministero della Difesa mostra l’arroganza di chi non ha più nessun argine e non solo non chiude le basi militari ma raddoppia senza pudore. In queste ore dentro il poligono di Teulada è iniziata la costruzione di un vero e proprio aeroporto per il decollo dei droni militari di ultima generazione.
Decine di camion da 72 ore scaricano dentro la base migliaia di metri cubi di sterile, accumulati in prossimità dell’area individuata per realizzare una rampa per il decollo e l’atterraggio dei velivoli senza pilota, i droni.
Vere e proprie montagne di sterili, non si conosce la provenienza, sono ormai dentro la base e da qualche ora è iniziata la movimentazione del materiale che dovrà servire per realizzare la struttura portante della rampa.
La quantità così rilevante di materiale lascia comprendere che i vertici militari abbiano optato per l’utilizzo dell’area di atterraggio degli elicotteri per realizzare una grande rampa di lancio, cioè un sistema cosiddetto “a catapulta” per questi velivoli ormai sempre più utilizzati per le attività militari.
Una pista con oltre un ettaro di nuova superficie destinata a base operativa per i droni. Si tratta di un progetto senza alcuna autorizzazione edilizia, urbanistica, paesaggistica, di sicurezza e soprattutto in totale dispregio di quanto sta avvenendo in Sardegna sulle basi militari.
Un ministero della Difesa che considera la Regione un suppellettile da ignorare sotto ogni punto di vista.
Sia il Ministro della Difesa che i vertici militari hanno detto più volte che avrebbero voluto trattare una nuova intesa. Tutto falso e comunque smentito dai fatti. E’ di una gravità inaudita che nonostante la mancata firma dell’accordo la Difesa decisa di realizzare a Teulada una struttura invasiva non solo l’impatto sull’area ma anche e soprattutto per il tipo di velivolo che si intende sperimentare proprio in Sardegna.
Per quale motivo non lo sperimentano nelle colline toscane? O nella val padana? E’ evidente che si vuole ancora una volta pensare alla Sardegna in termini di terra di nessuno dove poter fare di tutto e di più senza alcun tipo di controllo. Tutto questo deve essere impedito”.

Lo ha rivelato il deputato sardo, Mauro Pili, che annuncia un’interrogazione urgente alla Camera lo ha inoltre pubblicato sul suo profilo Facebook con foto di enormi cumuli di inerti dentro la base militare di Teulada e lo schema grafico del progetto che si sta realizzando.
“Accettare ulteriori pesantissimi aggravi nel territorio di Teulada – ha detto Mauro Pili - significa mortificare ulteriormente quel territorio ignorando la grande mobilitazione dei sardi e il parere del CoMiPa che aveva più volte negato l’autorizzazione a nuovi insediamenti militari. Un uso sempre più indiscriminato del territorio a questo punto alla mercè anche di mezzi senza ausilio di uomini. 
Non è dato sapersi quali saranno le nazioni che utilizzeranno quella rampa ma sono diverse quelle che hanno messo a punto i micidiali droni a partire dal prototipo top-secret del drone inglese da guerra senza pilota “Taranis”, che ha recentemente completato la seconda serie di prove di volo in una località segreta. Un progetto anglo-francese noto come Future Combat Air System(FCAS) che potrebbe essere destinato a sperimentazioni in ambito Nato con l’obiettivo di sviluppare un nuovo drone da combattimento.  
Il drone ha dimostrato la sua capacità di rullare autonomamente verso la pista per il decollo, decollare e volare sino alla zona di destinazione, individuare un bersaglio e ritornare alla base. Tutto questo sulla testa dei sardi e della Sardegna senza che nessuno dica niente e con una regione inesistente che lascia fare il Ministero della Difesa.Una regione succube e incapace di qualsiasi reazione”.


giovedì 9 ottobre 2014

RECENTE STUDIO, SUL FLUORO NELL'ACQUA, SCOPRE CHE PUO' CALCIFICARE LE ARTERIE...

Nuovo studio sul fluoro,  nell'acqua, scopre che può calcificare  le Arterie

Sayer Ji
Wake Up World

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de Sa Defenza





Il fluoro è addizionato nell'acqua potabile senza il vostro consenso  [negli USA e altri paesi nel mondo, ndt], 'per i denti' si dice, lo sapevate che potrebbe anche  calcificare le arterie?
Alcuni anni fa, abbiamo riportato in uno studio di valutazione di una nuova tecnologia diagnostica che inavvertitamente ha rivelato un legame tra l'esposizione al fluoro e la malattia coronarica . La nostra relazione ha suscitato un sacco di polemiche e critiche, portando anche una delle figure più rispettate in medicina alternativa (meritatamente) - Dr. Russell Blaylock - ci convoca  su Infowars per la nostra interpretazione presunta sul secondo studio del seguente articolo : " Associazione di captazione vascolare del fluoro con calcificazione vascolare e malattia coronarica. " Come si può vedere, dai risultati dello studio si è rivelato una,  fino ad allora,  sconosciuta connessione tra esposizione al fluoruro, e la malattia coronarica ed eventi cardiovascolari (ad esempio attacco di cuore).
"C'e una correlazione significativa tra la storia di eventi cardiovascolari e la presenza di assorbimento di fluoro nelle arterie coronarie. Il valore di assorbimento di fluoro nelle coronarie, in pazienti con decorsi cardiovascolari è stato significativamente maggiore che in quelli che non ne avevano. "
L'argomento, è stato lo studio  di una nuova tecnica diagnostica, e non deve essere 'letta' con il presumibile aumento del valore di assorbimento di fluoro osservato nei pazienti con una maggiore frequenza di eventi cardiovascolari, ma, era un un 'effetto'  stesso della  malattia cardiaca e in  modo indicativo del ruolo causativo del fluoro come agente cardiotossico - nonostante il fatto che la cardiotossicità del fluoruro è già stata costantemente dimostrata nella letteratura biomedica .

Ora, un nuovo studio provocatorio pubblicato sulla rivista Toxicology non solo fornisce qualche rivincita per le nostre precedenti interpretazioni, ma solleva anche grave preoccupazione per le complicanze cardiovascolari associate a pratiche di fluorizzazione dell'acqua, che mostra per la prima volta che, nonostante esibisca un effetto anti-calcificazione in vitro (modello cellulare) l'esposizione al fluoruro a livelli riscontrati nelle persone che bevono acqua, il fluoro nel più importante modello (animale) mostra effetti di calcificazione dell'arteria.


Intitolato, " Effect of water fluoridation on the development of medial vascular calcification in uremic rats."lo studio si apre con una descrizione della giustificazione medica comune per la fluorizzazione dell'acqua pubblica:

"Al fine di migliorare la salute dentale nella popolazione, il fluoro è incluso nel dentifricio e soluzioni di collutori e viene aggiunto alle forniture idriche pubbliche in parti di 0,5-1,5 mg / L (WHO, 2008), è stata la pratica comune in alcuni paesi dal 1945 "
Eppure, lo studio riconosce che il fluoro è una sostanza tossica ben consolidata, che il nostro corpo deve o incorporare nei suoi tessuti o nelle escrezione per via renale da contenere o eliminare:
"Più del 90% del fluoro ingerito viene assorbito attraverso l'intestino e rapidamente distribuito tra plasma / tessuti molli e le strutture calcificate, dove può essere conservata per anni (Buzalaf e Whitford, 2011). Quanto ai livelli raccomandati dalla OMS del fluoro nell'acqua , la gamma di concentrazione di fluoro nel plasma è di solito 1-6 uM (Husdan, 1976; Singer e Ophaug, 1979). Il fluoruro non è sotto controllo omeostatico, e viene eliminato dal plasma entro poche ore con l'azione complementare dei tessuti calcificati e dei reni ".
Quelli con malattia renale cronica hanno più difficoltà e tempi lunghi a espellere il fluoro, che si traduce in aumento dei livelli plasmatici nel sangue, tanto più è la lunghezza all'esposizione più si incrementa.

Lo studio ha rilevato che nelle persone sane, quasi senza eccezione, il fluoruro si accumula nel aorta,  negli anziani può superare i 100 ug / g [microgrammi / grammo] tessuti. Poiché l'aterosclerosi comporta il progressivo indurimento e calcificazione finale delle arterie con una forma di calcio noto come idrossiapatite, il ruolo del fluoruro in sostituzione ossidrili entro cristalli di idrossiapatite  forma fluorapatite che può  aumentare la cardiotossicità di questi depositi di calcio dovuto al fatto che la fluorapatite è meno solubile della idrossiapatite e quindi più resistenta ai meccanismi di demineralizzazione del corpo (o de-calcificazione con sostanze naturali come magnesio, biancospino o vitamina K2). Gli autori affrontano il punto:

"Da un punto di vista terapeutico, questa incorporazione [di fluoro in idrossiapatite come fluoroapatite] può comportare un ulteriore problema, perché queste calcificazioni saranno più difficili da eliminare."
Il rapporto discusse il come, nonostante l'osservazione che il fluoruro si accumula nelle arterie principali, "gli effetti sulla parete vascolare non sono chiare." Una breve revisione della letteratura mostra risultati molto contraddittori, con alcuni studi che implica l'esposizione al fluoruro ove riduce la calcificazione aortica e altri che mostrano (come ci si aspetterebbe) gli effetti deleteri sul sistema cardiovascolare. 
Questa incertezza è stata una delle ragioni principali che hanno portato al progetto dello studio:
"I risultati divergenti di cui sopra possono essere spiegati con l'utilizzo di procedure diverse, tra cui dosi molto elevate di fluoro, la durata del trattamento, le specie animali, in aggiunta a un apparato sperimentale o epidemiologico. In questo lavoro, il nostro obiettivo è stato quello di definire gli effetti del fluoro, se nel caso, lo sviluppo e il corso  mediale di calcificazione vascolare (MVC, sclerosi di Mönckeberg) in ratti uremici, utilizzando basse  concentrazioni in acqua potabile. La nostra logica, era, che nel nuovo tessuto calcificato dell'aorta si dovrebbe integrare fluoro, quando l'esposizione a questo alogeno è concomitante con il corso di calcificazione, successivamente al tasso di cristallizzazione del fosfato di calcio e / o la mineralizzazione è modificata, ed è simile agli effetti dello smalto dei denti o dell'osso. Abbiamo utilizzato due modelli sperimentali consolidati di calcificazione, il ratto e l'aorta con le cellule muscolari lisce incubate con 2 Pi mM, e ratti con 5/6-nefrectomia [5/6° dei loro reni rimossi per simulare la malattia renale cronica] nutriti con una dieta arricchita di Pi- [Pi = fosfato inorganico], in combinazione con basse concentrazioni di fluoruro (simile a quella della fluorizzazione dell'acqua pubblica). I nostri risultati hanno dimostrato che i risultati sono inversi a seconda del modello sperimentale, che evidenzia la necessità di effettuare in vivo approcci che studiano processi multifattoriali complessi, come la sclerosi del Mönckeberg [un tipo di calcificazione delle arterie]. "
Lo studio ha trovato un forte contrasto tra il vitro (modello  cellulare) e in vivo  (su modello animale) risultati:entro il primo, il fluoro ha impedito la calcificazione, nel seguito, si arricchisce il mediale [parte centrale dell'arteria] la calcificazione vascolare nelle arterie di animali i cui reni sono stati indeboliti. Tenete a mente che non usavano  si  'mega dosi' di fluoro nello studio degli animali, optando per la somministrazione di concentrazione di fluoro raccomandata dall'Organizzazione mondiale della sanità in acqua potabile pubblica per 'prevenire la carie.'
I ricercatori hanno determinato che gli effetti negativi del fluoro sulla funzione vascolare nel modello animale sono stati mediati dalle proprietà intrinseche che danneggiano i reni col fluoruro (nefrotossicità).Considerando che individui sani non sono inclini a significativi o almeno acuti danni distinguibili dal basso livello di esposizione al fluoro (anche se  danno funzionale e proteomica in cambiamenti si osservano su 5-8 ppm), quelli con malattia renale cronica (CKD), hanno alterato la trasparenza del fluoruro, in successivi livelli plasmatici elevati di fluoro, si crea un circolo vizioso ciclo di auto-perpetuazione del fluoro-indotta all'aggravamento nel declino della funzione renale.

I ricercatori riassumono il principale risultato come segue:

"La conclusione principale del nostro studio è che la CKD [malattia renale cronica, ndt] è aggravata anche da basse concentrazioni di fluoro, che a sua volta accelera la calcificazione vascolare mediale (MVC), confermando ed estendendo precedenti relazioni sulla fluorosi nei pazienti con CKD esposti a concentrazioni di fluoruro a dosi OMS-raccomandati nell'acqua potabile (Greenberg, 1974;. Lyaruu, 2008.) ".
I loro commenti finali, sono a chiedere, una nuova valutazione dei rischi / benefici connessi alla fluorizzazione delle acque potabili:
"In sintesi, gli effetti del fluoro sulla funzione renale e la salute vascolare sono più complicate del previsto. I nostri risultati potrebbero aiutare a decidere se l'uso del fluoro per migliorare la salute dentale della popolazione attraverso pratiche indiscriminate, come l'aggiunta anche all'acqua potabile comunale, deve essere riesaminata, oppure se deve essere sostituita  la politica d'uso della fluorizzazione, in base allo stato di salute degli individui . "
Va notato che l'associazione del fluoro con la calcificazione dei tessuti molli si estende anche alle strutture cerebrali, tra cui la ghiandola pineale, cosa che abbiamo documentato in un precedente articolo:Fluoride: Calcifier of the Soul, inoltre la sua neurotossicità -  dimostra che l'IQ cala notevolmente- e ciò è ben documentato.


domenica 5 ottobre 2014

Victoria Nuland minaccia un cambio di regime? Il vicesegretario di Stato USA si scaglia contro l’Ungheria di Orban e la definisce “un cancro della democrazia”


Victoria Nuland minaccia un cambio di regime?Il vicesegretario di Stato USA si scaglia contro l’Ungheria di Orban e la definisce “un cancro della democrazia”
editau de Sa Defenza



Victoria Nuland, vice segretario di Stato USA con funzioni di incaricata per l’Europa, ha fatto un discorso in cui ha indirettamente criticato fortemente il leader ungherese Viktor Orban per il “cancro” di “ricaduta democratica”.

Parlando al Center for Policy Analysis europea, un think tank (pensatoio) di Washington, Giovedi (2 ottobre), la Nuland ha detto : “L’Europa centrale è ancora una volta in prima linea nella lotta per proteggere la nostra sicurezza ed i nostri valori. Ed oggi questa lotta è ancora una volta, sia esterna che interna “.

La Nuland , che è una israelita, fanatica sostenitrice delle dottrine neocon, non fa il nome di Orban, ma l’allusione al governo di Orban è molto chiara ed alla critica aperta fatta dal premier ungherese alle sanzioni occidentali verso la Russia.

Attuare le sanzioni non è facile e molti paesi stanno pagando un caro prezzo”, ha detto la Nuland. Da notare che la Nuland è la stessa persona che, in occasione della crisi ucraina, in una telefonata intercettata aveva esclamato: “L’Europa si fotta” (“Fuck Europe” testuale).

Ma .. quando i leader europei sono tentati di fare dichiarazioni che lacerano il tessuto della nostra determinazione, vorrei chiedere loro di ricordare la propria storia nazionale e di come desideravano che i loro vicini fossero al loro fianco”, ha proseguito l’eminente diplomatica.

Una oscura allusione questa alla rivolta di Budapest del 1956, quando l’Ungheria si trovò sola ad insorgere contro la repressione dell’Unione Sovietica senza che alcuno stato occidentale intervenisse in suo aiuto.

La Nuland ha fatto riferimento anche alla dichiarazione di Orban, durante una riunione dei leader di etnia ungherese in Romania nel mese di luglio, in cui il leader ungherese ha dichiarato: «Non credo che la nostra appartenenza all’Unione europea ci impedisca di costruire un nuovo Stato non fondato sul liberismo ma sulle nostre basi nazionali”.

Una “gravissimadichiarazione di indipendenza e di sovranità nazionale questa fatta da Orban che non poteva essere tollerata dagli esponenti del potere di Washington che ammette soltanto gli stati europei come vassalli, con governi proni alle proprie direttive (come ad esempio l’Italia di Renzi e della Mogherini).
“Anche perché, ha proseguito la Nuland, nel raccogliere i frutti della NATO e all’UE, troviamo i leader della regione che sembrano aver dimenticato ivalorisu cui queste "istituzioni sono fondate”, ha aggiunto .
Inoltre ha anche accusato Orban di limitare la libertà di stampa e di aver effettuato un giro di vite sulle ONG per i diritti, ed ha aggiunto: “Così oggi chiedo ai loro capi: come si può dormire durante la notte sotto la protezione dell’articolo 5 della Nato, mentre si promuove la ‘democrazia liberale’ di giorno, si eccita il nazionalismo la notte, limitando la libertà di stampa o demonizzando la società civile?

L’allusione fatta dalla Nuland alla demonizzazione della “società civile” si riferisce alle limitazioni imposte dal governo ungherese alle numerose ONG, presenti nel paese, organismi di copertura con finalità ufficiali di tutela dei diritti, per la democrazia, ecc.. ma che in realtà sono organismi per la sobillazione finanziati da Soros o dalla CIA, sui quali si basa l’attività di sobillazione interna effettuata dal Dipartimento di Stato USA analogamente a quanto fatto in Ucraina per il rovesciamento del governo di Kiev.

La Nuland mette in risalto il fatto che i paesi europei “godono” dei benefici della NATO che consente loro di partecipare alle operazioni internazionali di destabilizzazione messe in campo da Washington e da Israele e nello stesso tempo usufruiscono del “privilegio” di far parte dell’Unione Europea che tanti “vantaggista apportando ai paesi che ne fanno parte in termini di recessione, austerità, politiche neoliberiste, abbattimento di diritti sociali, disoccupazione, ecc…

Le osservazioni della Nuland sono arrivate dopo che il suo “principale”, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, il mese scorso, aveva messo l'Ungheria nello stesso paniere, della Russia, in termini di minacce alla “società civile”, quella che fa comodo agli USA.
In un precedente incontro avvenuto a New York il 23 Settembre, la Nuland si era fortemente lamentata affermando:
Dalla Russia alla Cina al Venezuela, stiamo assistendo ad una continua repressione , alla diffamazione del legittimo dissenso come sovversivo. In posti come l’Azerbaigian, le leggi vigenti rendono incredibilmente difficile per le ONG (quelle finanziate da Soros) anche solo di operare. Dall’Ungheria all’Egitto, regolamentazioni infinite e intimidazioni palesi prendono sempre più di mira la società civile “, ha detto nel corso di un evento.

In pratica queste “limitazioni” non permettono alle ONG statunitensi (“la società civile”) di fare il loro lavoro sporco di sobillazione, promuovendo le coppie gay, l’aborto, le sette evangeliche, la società multiculturale, l’eutanasia libera, l’eugenetica, il liberismo dei mercati, ecc... tutti i concetti del radicalismo e del relativismo laico che sono i “valori” delle società occidentali prostrate al colonialismo culturale e politico degli USA.

Di questo trattamento fatto loro dal governo di Orban si sono lamentate le ONG come la “Soros Foundation” o la” National Endowmwnt for Democracy”, la “Human Right Watch”, ecc.; tutte società che hanno contribuito a provocare le “rivoluzioni arancioni” ed i vari cambiamenti di regime nei paesi dove hanno operato.

Il governo Orban si è permesso di propria iniziativa di varare una Nuova Costituzione nazionale basata sulle radici cristiane dell’Ungheria (cosa inaudita in Europa), ha messo fuori legge l’aborto, ha fatto una serie di riforme sociali incentrate sula promozione della famiglia (non delle coppie gay), inoltre ha fatto uno sgarbo gravissimo al cartello bancario internazionale ponendo sotto controllo statale la Banca Nazionale (quest’ultima azione sarà quella che non gli perdoneranno).

Oltre a queste gravi accuse la Nuland ha attaccato anche gli Stati membri dell’UE che si preparano a costruire il gasdotto South Streamun gasdotto russo attraverso i Balcani occidentali verso l’Austria e l’Italia, che coinvolgono la Bulgaria, la Croazia, la Grecia, l’Ungheria, la Romania e la Slovenia. Quegli stati che fanno “accordi sporchi” che aumentano la loro dipendenza da una sola fonte di energia nonostante le loro dichiarate "politiche di diversificazione”.

Naturale che non sia gradito a Washington un gasdotto che continui a far arrivare il gas russo in Europa, mantenendo l’Europa nella dipendenza energetica da Mosca. Meglio che gli europei muoiano dal freddo in attesa di avere il gas scisto dagli USA in base alle nuove tecniche che gli americani stanno sperimentando per l’estrazione di questo gas, tecniche altamente inquinanti. Se gli europei nel frattempo patiranno il freddo, “che si fottano”, avrebbe nuovamente esclamato l’esponente della diplomazia USA.

Il discorso della della Nuland, denota il tono arrogante della fiduciaria della élite di potere di Washington che si rivolge agli stati vassalli dell’Impero esortandoli ad essere” docili e grati “al padrone USA per i benefici che ricevono in cambio della loro obbedienza: lo scudo di sicurezza della NATO, la prosperità assicurata dalla UE e dal prossimo trattato inter atlantico il TTIP, chiedendo in cambio di questi “benefici” la completa subordinazione e la rinuncia ad ogni sovranità (esattamente quella che ci chiede ad ogni piè sospinto il presidente Napolitano).

In un momento in cui il governo di Washington si è lanciato in una crociata bellicista contro la Russia ed i suoi alleati (l’Iran, la Siria), la Nuland esige da tutti i paesi europei di attenersi scrupolosamente alle direttive e non uscire dai ranghi”, lo ha fatto chiaramente intendere, con un minaccioso avvertimento ai dissidenti come Orban.

Non sappiamo se a questo punto Orban vorrà rientrare nei ranghi e dichiarare obbedienza al potente alleato, altrimenti la vediamo dura per l’Ungheria e non vorremmo che si arrivasse un domani, come già successo per la Serbia e Belgrado, ad un nuovo bombardamento con il pretesto di una “azione umanitaria”, magari su Budapest con l’avallo di Renzi per l’Italia, come ci fu per il bombardamento di Belgrado quello di Massimo D’Alema.

Per quello che ci riguarda possiamo tranquillizzare la Nuland: attualmente per i governi come quello italiano (ma vale anche per paesi come Spagna, Grecia, Francia e Portogallo) è sicuro che non avranno niente da temere, l’obbedienza e la totale subordinazione è assicurata. Abbiamo anzi un presidente del consiglio come Matteo Renzi il quale ha dichiarato persino di ispirarsi al presidente Obama ed al suo celebre slogan: “yes we can”.

Qualsiasi richiesta gli USA ci vogliano fare, il fiorentino è pronto ad essere il primo della classe ad obbedire.

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