venerdì 18 settembre 2026

'Sono tornato' – Julian Assange

Il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, a una protesta pro-Palestina, Sydney, Australia, 3 agosto 2025. © Lisa Maree Williams / Getty Images
JULIAN ASSANGE: "Voglio essere assolutamente chiaro, non sono libero oggi perché il sistema ha funzionato. Sono libero oggi dopo anni di detenzione perché ho ammesso la colpa per giornalismo."


Il fondatore di WikiLeaks ha suggerito che tornerà alla vita pubblica due anni dopo aver raggiunto un accordo con gli Stati Uniti per la sua liberazione.


Il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, ha lasciato intendere che tornerà alla vita pubblica dopo una pausa successiva al suo rilascio dalla custodia britannica nel 2024. ▶ SaDefenza soffre l'algoritmo che usa la censura, obnubila il blog e lede il diritto all'informazione libera, AIUTACI nella nostra comune lotta per il giusto ed il vero, per il bene comune, mantieni la nostra voce libera, sostienila con una donazione. Grazie ◀

L'arretrato di 70.000 segnalazioni del VAERS è un'assurdità, ma un buon tentativo.

Almeno 150.000 segnalazioni sono state nascoste per sempre. Non dimentichiamo che V-Safe ha coperto gli altri 10 milioni di persone.

Fonte : https://icandecide.org/press-release/cdc-emails-vaers-backlog-70000-covid-vaccine-safety-signals-incomplete/​​

Ai miei lettori che continuano a seguirmi e a sostenermi finanziariamente, grazie, questo è per voi. Voglio che sappiate che ho aperto il mio canale Substack su questa storia del "arretrato VAERS" nel marzo del 2023. Nessuno ne sa più di me su questi dettagli! Né ICAN, né Del BigTree, né tantomeno Robert F. Kennedy Jr., che ne sa molto più di quanto BigTree e Siri ammetteranno mai, per ragioni che non capirò mai.
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L'UE sta militarizzando l'Artico. Ecco come intende farlo.

© Kay Nietfeld / picture alliance via Getty Images
Dalle navi rompighiaccio condivise alle infrastrutture pronte per la NATO, Bruxelles sta preparando l'Alto Nord al confronto.

A cura di Irina Strelnikova , direttrice del Centro per gli studi interdisciplinari sull'Artico presso la Scuola Superiore di Economia di Mosca.

La politica artica dell'UE sta assumendo un'importanza sempre maggiore nel contesto della competizione globale, alimentata sia dai cambiamenti climatici sia dal significato strategico della regione. Lo scioglimento dei ghiacci artici sta aprendo nuove rotte di trasporto marittimo, facilitando l'accesso alle abbondanti risorse naturali e creando le condizioni per un'espansione dell'attività economica. Di conseguenza, l'Artico sta diventando un'arena di rivalità tra le principali potenze mondiali. Per Bruxelles, l'Artico non riveste solo un'importanza regionale, ma rappresenta anche uno strumento per il raggiungimento di obiettivi di politica estera e geopolitica. ▶ SaDefenza soffre l'algoritmo che usa la censura, obnubila il blog e lede il diritto all'informazione libera, AIUTACI nella nostra comune lotta per il giusto ed il vero, per il bene comune, mantieni la nostra voce libera, sostienila con una donazione. Grazie ◀

giovedì 17 settembre 2026

ТОРГІВЦІ СМЕРТІ & ЧОМУ ВІЙНА. "РИМСЬКО-КИЇВСЬКИЙ ЗВ'ЯЗОК"

 

Chris Barlati

Скільки коштує сказати правду? Якщо війна — це обман, і її ведуть лише як необхідне зло або як інвестицію заради гарантованого майбутнього зиску, то — якщо той, хто її вирішує, має хоч трохи глузду — постає природне питання: скільки брехні треба сплести, щоб досягти бажаної мети? Від цього першого питання тягнеться низка інших, аж ніяк не другорядних, особливо у світі, подібному до нашого, де війна вже стала улюбленим інструментом приватних і недержавних гравців, здатних маніпулювати політиками, суддями та інституціями на власний розсуд. Саме вони пишуть і ухвалюють закони, заметують сліди розслідувань, закривають рота тим, хто наважується викрити їхні плани.

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I MERCANTI DELLA MORTE & IL PERCHÉ DELLA GUERRA. LA "ROMA-KIEV CONNECTION"

  

Chris Barlati

Quanto costa dire la verità? Se la guerra è inganno, e viene intrapresa solo come male necessario o come investimento in vista di un sicuro guadagno futuro, allora – sempre che chi la decide abbia un minimo di sale in zucca – sorge spontanea una domanda: quante menzogne occorre tessere per raggiungere il fine desiderato? Da questa prima domanda se ne dipanano altre, tutt’altro che secondarie, specialmente in un mondo come il nostro, dove la guerra è ormai lo strumento prediletto da attori privati e non statali, capaci di manovrare a piacimento politici, giudici e istituzioni. Sono loro a scrivere e approvare leggi, a insabbiare indagini, a chiudere la bocca a chi osa svelare i loro piani.

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Israele ha utilizzato l'intelligenza artificiale per uccidere migliaia di palestinesi a Gaza – documentario

prepareforchange.net
Fonti interne israeliane hanno descritto il prendere di mira e la profilazione dei palestinesi come "un videogioco" e "follemente divertente".

Un nuovo documentario  sostiene che Israele si sia avvalso di potenti strumenti di intelligenza artificiale per uccidere migliaia di persone a Gaza ha scosso la Mostra del Cinema di Venezia, con una delle persone intervistate che ha descritto la pianificazione degli attacchi aerei come "follemente divertente". Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno categoricamente respinto la versione dei fatti presentata nel film, insistendo sul fatto che le testimonianze degli informatori non sono verificabili.
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mercoledì 16 settembre 2026

Mosca ha approvato la proposta di Trump, ma con una precisazione.


Victoria Nikiforova
A giudicare dal comportamento agitato di Zelensky, la situazione per la cricca di Kiev è critica. Inizialmente, era sull'orlo dell'isteria, implorando un incontro con il presidente russo. Ora, questo sfortunato uomo ha una nuova idea: sta implorando una tregua energetica. Ovvero, una cessazione reciproca degli attacchi alle infrastrutture energetiche di Russia e Ucraina.

Anche il presidente degli Stati Uniti ha appoggiato la sua proposta, seppur a modo suo. Ha affermato che Russia e Ucraina avevano già raggiunto un accordo in materia, nonostante la realtà sul campo contraddicesse completamente tale affermazione. In altre parole, si trattava di una velata richiesta a entrambe le parti di fermarsi, poiché Trump aveva in gioco i propri interessi personali.
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