sabato 10 giugno 2017

LUIGI MUSCAS: I GIGANTI VENUTI DAL CIELO, LA VERITA' SEPOLTA


Vaturu Erriu Onnis 
Sa Defenza


PAULI ARBAREI SARDINYA, UNA TERRA ANTICA E POTENTE 
ATLANTIDE!
"Io non sono uno scienziato!
La differenza tra me e uno scienziato è
che loro hanno studiato la Storia sui libri
scritti da altri scienziati.
Io invece ho visto e vissuto con i miei occhi,
questa Storia che nessuno vuole raccontare!
Luigi Muscas
Siamo andati a trovare nella ex-città di Atlantide una persona che ha il coraggio di parlare di Giganti e della città di Atlantide, Luigi Muscas, ha memoria storica, e ricordi dei racconti e delle vivide immagini viste personalmente in gioventù e anche tutte le storie attorno all'antica civiltà , raccontategli dai genitori,  nonni e pure dalla bisnonna,  della quale ha un bellissimo e caro ricordo, oltre che delle carezze e coccole che le dava, ma la cosa che più ha impresso nella sua memoria sono i racconti che amorevolmente gli quasi fiabeschi che premurosamente confidava al pronipote, racconti che esponeva con una vivacità di dettagli genuini e piacevole da ascoltarsi.

I racconti vertevano attorno alla gran città che si estendeva a qualche decina di metri da casa sua, la famosa città di Atlantide, e accanto un lago , quel che restava dell'antico lago e dei canali in tondo che ne facevano la gran città raccontata negli antichi testi greci, che Luigi cita, mentre ci racconta la sua meravigliosa storia , il lago si estendeva per 200 ettari e tutto attorno c'erano delle bitte a mo di maniglioni d'acciaio per l'attracco delle antiche navi della flotta  della città scomparsa, il lago è stato prosciugato e bonificato all'inizio del '900 .

I nonni hanno visto e vissuto vicino al lago mentre i bisnonni erano pescatori e ivi pescavano con i fassones  tant'è vero che vivevano della pesca frutto del bellissimo lago; da dire, lago che in antichità era navigabile si congiungeva al mare tramite una rete di fiumi navigabili che giungevano fino al mare nell'odierno golfo di Cagliari passando dalla laguna a nord-ovest dell'attuale capitale sarda; il lago fungeva da porto dell'antica città, ma, è stato prosciugato dal governo italico nel 1907 e bonificato,  dietro il lago vi erano altre enormi  costruzioni megalite, distrutte nel tempo dalla mano degli uomini e usate come materiale da costruzione, grazie all'incuria della soprintendenza archeologica, usato per la costruzione di case , chiese ed altro dalla "nuova" civiltà moderna.

Luigi Muscas 

Un luogo, Pauli Arbarei,  dove sono stati trovati e visti da decine e decine di persone scheletri di GIGANTI , che immancabilmente le varie istituzioni si premuravano di far scomparire, e vuoi per
omertà o per paura, la gente evita di parlarne e di testimoniare la verità che si cela dietro quella che vorrebbero far passare per leggenda, ma vi sono persone come Luigi Muscas,  che rompono questa omertà e raccontano quanto hanno visto e vedono in questo luogo benedetto della Sardinya.

Passiamo un intero pomeriggio e la sera con Luigi Muscas , ci fa presente che il luogo non solo è l'antica dimora dei Giganti , e della città perduta di Atlantide , ma è anche un portale che avvicina le stelle alla nostra terra, vi è un via vai di fenomeni di luci che attraversano i cieli sopra le antiche rovine, ma anche una sorta di miracolo che si rinnova di apparizioni di luci enormi a pochi metri da terra.

Ci racconta , di vari personaggi prima scettici , che alla visione di questi eventi straordinari cadevano in ginocchio con le lacrime agli occhi ...

Luigi, è una sorta di pioniere che racconta verità nascoste, cose che non si vuole rivelare, si vuole evitare che si divulghi all'opinione pubblica la verità sul luogo reale ove ha avuto 'inizio la civiltà in terra.

E dice: "Voglio raccontare una storia affascinante e suggestiva, tramandatami dai mie antenati di generazione in generazione, narratami dai miei familiari, che a loro volta l'anno ascoltata dai loro avi. 
Una storia  che per certi aspetti ha dell'incredibile: storie di giganti, di stelle, della luna e del sole, di una donna con un bambino e di una civiltà venuta da cielo, una civiltà molto evoluta che possedeva la conoscenza della scrittura, di tutti i metalli e del vetro, e della navigazione; 
La prima volta che mi trovai faccia a faccia con lo scheletro di un gigante avevo 10 anni. Era il 1972, e, come ogni giorno dopo la scuola, ero solito portare al pascolo le pecore di mio nonno, nell'altopiano del paese; come tutti i bambini di quell'età non avevo l'accortezza di prestare attenzione al vestiario re non avevo portato con me vestiti pesanti, e così quel giorno mentre il gregge pascolava, improvvisamente si scatenò un violento temporale. 
Non avendo nulla con cui proteggermi dal freddo, intravidi nella collina una fessura nella roccia e decisi di rifugiarmi lì dentro e aspettare che smettesse di diluviare; Fu lì che con mia grande sorpresa vidi uno scheletro di gigante mummificato. 
Per nulla intimorito lo osservai attentamente, avevo da sempre sentito parlare dei giganti, ma fino ad allora non ne avevo visto uno; quando passò il temporale , riportai subito il gregge in paese, e corsi a raccontare tutto a mio nonno. 
Lui per niente stupito, iniziò a raccontarmi le leggende che si tramandavano con gli altri anziani del paese. -Questo posto- disse- 10000 anni fa, fu abitato da una grande civiltà, con 10 dame di corte, 12000 navi, e un grande esercito comandato da un saggio Re. 
Dopo montammo in sella al cavallo  bianco di nonno (nella foto a sx), e insieme visitammo tutti i luoghi dove secondo lui sarebbe stata edificata la città perduta, mostrandomi ancora visibili sul terreno le piste di atterraggio che delimitavano tutto il perimetro della città, dove sosteneva fosse atterrata  la civiltà venuta dal cielo.
Mi portò a vedere , la zona chiamata  Sa Contissa: anche lì ancora tracce visibili di queste grandi mura larghe quattro metri che delimitavano un rettangolo perfetto, all'ingresso di questo rettangolo c'era un sistema di entrate particolare, largo circa sei metri, composto da un grosso rullo di pietra, largo cinquanta centimetri, molto resistente che sembrava essere provvisto di ammortizzatori, un sistema geniale per quell'epoca, infatti, questo movimento meccanico del rullo si poteva notare quando passavano i camion carichi di grano, questi li schiacciavano giù per una ventina di centimetri .ma , una volta passato il camion, il rullo tornava della posizione originale. 
All'interno di questo rettangolo si poteva vedere una grotta fatta di pietre, dentro la quale si intravedeva la figura di una donna con bambino in grembo di pietra, la stessa figura che veniva adorata a Corte Baccasa, fino a quando nel 1974, vennero delle persone di Cagliari a prenderla. (operatori della Soprintendenza, chissà?)  
Circa duecento metri più avanti, vicino a dove sgorgava una sorgente di acqua calda, c'era ancora visibile una piramide  come quelle egiziane, con all'interno mummie e geroglifici; ricordo che con i miei cugini e amici, incuriositi avevamo intenzione di entrare nella piramide, ma questo non poté avvenire perché la sorgente di acqua calda era proprio all'ingresso ed era pieno di fango, e noi per paura di sprofondare, non ci avventurammo mai al suo interno. 
Quella zona inoltre, era caratterizzata dalla fitta presenza delle costruzioni note come "tombe dei Giganti" ; mio nonno mi raccontò che nel 1966 ne distrussero una lunga cinquanta metri, tre volte le dimensioni di quella ancora esistente a Siddi. 
Sempre in quella circostanza, mio nonno mi portò a Is Capellas, dove venivano celebrati i riti sacri e pagani tramandati dalla civiltà nuragica sino ai nostri giorni, riti celebrati fino agli anni cinquanta del novecento, in onore della luna e delle stelle. Con mio nonno continuammo a girare a cavallo; mi mostrò menhir e empli ancora in piedi, mi portò a vedere il tempio di Sirissi, "il Tempio del Sole" costruito con colonne squadrate e tonde, con pietre di colori diversi, bianche rosse e nere; questo stesso tipo di pietre , si narra fossero le stesse utilizzate per edificare la leggendaria Atlantide.   
Al centro del tempio c'era un foro: alle 7:45 del mattino, quando sorgeva il sole, la luce passava in questo foro e andava a riflettersi sui gradoni, dove mio nonno ed io andavamo a pregare; il rituale prevedeva l'imposizione delle mani sui gradoni nel luogo dove erano illuminati dove riflettevano i raggi del sole, così si recitavano le preghiere classiche della tradizione cristiana, in lingua sarda. 
Una volta chiesi a mio nonno com'era potuta sparire una civiltà così grande e potente; 
Mi rispose: -Questa civiltà volle diventare più forte dello stesso Dio che l'aveva creata, In un giorno e una notte Egli la distrusse inondandola con acqua e terremoti, seppellendo tutto.-
http://sadefenza.blogspot.it/2017/06/luigi-muscas-i-giganti-venuti-dal-cielo.html


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