sabato 2 giugno 2018

IMPRESSIONANTE MESSA IN SCENA IN UCRAINA: PAESE DEI MIRACOLI ,  LE PERSONE RISORGONO DALLA MORTE...

Dmitrij Sudakov  
PravdaReport 
SA DEFENZA 

I rappresentanti dei Servizi per la Sicurezza dell’Ucraina [SBU] hanno dichiarato che le informazioni sull’uccisione del giornalista d’opposizione russo Arkadij Babčenko [in inglese] a Kiev erano parte di un’operazione dei servizi speciali ucraini.

L’operazione, hanno detto i funzionari ucraini, ha aiutato a catturare la persona che ha dato il via all’imminente tentativo di assassinio.

Il 29 maggio, è stato reso noto che il giornalista Arkadij Babčenko era stato colpito alle spalle nel suo condominio. È stato riferito che Babčenko è morto prima di arrivare all’ospedale. Il 30 maggio, tuttavia, è apparso vivo in una conferenza stampa, in cui ha detto che l’operazione speciale era stata preparata con due mesi di anticipo.
 “Sono stato coinvolto un mese fa, e durante questo mese ho visto che i ragazzi stavano lavorando molto duramente, stavano faticando come bestie. Siamo rimasti in contatto per tutto il mese, pensavamo ed elaboravamo tutto. Risultato, è stata condotta l’operazione speciale”, ha detto Babčenko.

Come ha aggiunto, avrebbe dovuto essere ucciso prima della finale di Champions League a Kiev. Ha anche detto che il premio per il suo assassinio era stato fissato a 40.000 dollari.

La rappresentante ufficiale del Ministero degli Esteri russo, Marija Zacharova, ha affermato che la messa in scena dell’omicidio di Babčenko ha avuto un effetto propagandistico.

Il presidente dell’Associazione Internazionale dei Veterani dell’unità antiterrorismo Alfa, Sergej Gončarov, ha affermato che l’operazione dell’Ucraina è stata un “anacronismo”. Tuttavia, il membro del consiglio del Ministero degli Affari Interni dell’Ucraina, Anton Geraščenko, ritiene che le forze di sicurezza ucraine siano state guidate dai migliori modelli di comportamento delle loro azioni.

Il capo della Commissione del Consiglio per gli Affari internazionali del Consiglio della Federazione, Konstantin Kosačev, ha affermato che la messa in scena dell’assassinio del giornalista dovrebbe essere attribuita ad “una serie di azioni deliranti delle autorità ucraine contro la Russia”.

Il capo della ONG Reporter senza Frontiere, Christophe Deloir, ha definito la situazione parte della guerra mediatica, e ha espresso la sua più profonda indignazione in relazione alle manipolazioni condotte dai servizi segreti ucraini.

Le forze di sicurezza ucraine sostengono che dietro l’operazione per pianificare l’assassinio di Babčenko ci siano i servizi speciali russi. I rappresentanti dell’SBU non hanno fornito alcuna prova per dimostrare la loro tesi, ma hanno detto che l’organizzatore “stava parlando della necessità di eliminare 30 persone in Ucraina”. Nessun nome è stato specificato.

Molti hanno presunto che l’intera operazione per mettere in scena la morte del giornalista sia stata bizzarra. Secondo la versione dell’SBU, i servizi speciali ucraini sapevano chi era l’organizzatore (la “mano del Cremlino”sic..). Inoltre, l’assassino aveva ricevuto 40.000 dollari sul suo conto. Di conseguenza, l’SBU conosceva in anticipo l’identità dell’assassino. Si è anche detto che l’assassino aveva la foto del passaporto di Babčenko. Perché l’assassino aveva bisogno di una foto del genere, visto che è stata scattata quasi 20 anni fa? È ovvio che le persone possono sembrare molto diverse dalle foto dei passaporti. L’SBU afferma che poiché l’assassino aveva la foto del passaporto di Babčenko, questo significa che l’assassinio è stato organizzato dai servizi speciali russi. Tuttavia, non solo la Russia può avere accesso al passaporto di Babčenko. Il passaporto non è un questione di segreto di Stato. Babčenko, come ogni altro cittadino russo, dava molto spesso il suo passaporto ad organizzazioni commerciali, come banche, agenzie di viaggio, centri per i visti, ecc. Per coronare il tutto, Babčenko, a quanto pare, aveva ricevuto il permesso di soggiorno in Ucraina, il che significa che il governo ucraino ha una copia del suo passaporto.

La giornalista statunitense Jill Dougherty ha osservato che il fatto che Babčenko sia vivo è ovviamente una buona notizia, ma questo fatto ha anche danneggiato in modo enorme la reputazione dell’Ucraina, perché nessuno si fiderà mai più di quello che dicono gli ucraini.

Il silenzio del presidente ucraino Petro Porošenko all’incontro con il suo omologo tedesco Frank-Walter Steinmeier, è sembrato particolarmente degno di nota.

Così come lo è che un certo numero di leader occidentali abbia condannato “l’uccisione” del giornalista russo, e abbia insinuato nei loro commenti che la colpa sia stata di nuovo della Russia.

Il caso Skripal è stato architettato prima delle elezioni presidenziali in Russia: il caso Babčenko è stato architettato alla vigilia della Coppa del Mondo in Russia, ed è importante per loro interrompere tutti i processi politici e sviluppare il processo della russofobia”, ha dichiarato il senatore russo Franz Klincevič.

Come da tradizione, dopo l’annuncio della notizia dell’uccisione di Babčenko, sono stati annunciati immediatamente i responsabili- i servizi speciali russi. Per questi casi non è necessaria alcuna indagine – si limitano a puntare le dita contro la Russia e a dirlo. Lo scenario è stato utilizzato nel Regno Unito, quando Sergej e Julija Skripal hanno subito un’esposizione ad un veleno altamente tossico, dalla quale hanno recuperato miracolosamente la salute in un brevissimo periodo di tempo. Una storia simile è stata usata in Siria, quando l’Occidente ha inscenato l’attacco chimico nella Ghouta orientale. Un certo numero di vittime di quell’attacco resuscitò presto dalla morte e disse che l’attacco era stato organizzato.

La storia di Babčenko è davvero bizzarra. Il giornalista è vivo, e tutti quelli che hanno accusato la Russia del crimine sembrano aver fatto un errore. Finora, i leader occidentali non hanno rilasciato nuovi commenti sull’argomento.

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Traduzione  di Raffaele Ucci per SakerItalia.

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