sabato 19 dicembre 2020




Ue muta su indennizzi e costi del vaccino. Mentre spingono su vaccini e D-Day (gergo militare usato da Conte) gli effetti collaterali si moltiplicano, la situazione è tutt’altro che normale e sicura , anche un ipervaccinista come il professore francese Christian Perronne, assolutamente a favore degli undici vaccini da iniettare ai bambini francesi, seguace di Pasteur, un vero provax, sul nuovo vaccino afferma:


“TUTTE QUESTE MISURE SONO FATTE IN MODO CHE I FRANCESI CHIEDANO UN VACCINO. QUAL È QUINDI IL VANTAGGIO DI UN VACCINO GENERALIZZATO PER UNA MALATTIA LA CUI MORTALITÀ È PROSSIMA ALLO 0,05%? QUESTA VACCINAZIONE DI MASSA NON È NECESSARIA. INOLTRE, I RISCHI DELLA VACCINAZIONE POSSONO ESSERE MAGGIORI DEI BENEFICI.
LA COSA PIÙ PREOCCUPANTE È CHE MOLTI PAESI, TRA CUI LA FRANCIA, SI DICONO PRONTI A VACCINARE NELLE PROSSIME SETTIMANE, MENTRE LO SVILUPPO E LA VALUTAZIONE DI QUESTI PRODOTTI SONO STATI AFFRETTATI E NESSUN RISULTATO L’EFFICACIA O LA PERICOLOSITÀ DI QUESTI VACCINI NON È STATA FINORA PUBBLICATA.
AVEVAMO DIRITTO SOLO AI COMUNICATI STAMPA DEI PRODUTTORI INDUSTRIALI, CONSENTENDO ALLE LORO AZIONI DI SALIRE SUL MERCATO AZIONARIO.
LA COSA PEGGIORE È CHE I PRIMI “VACCINI” CHE CI VENGONO OFFERTI NON SONO VACCINI, MA PRODOTTI DI TERAPIA GENICA.
INIETTEREMO ACIDI NUCLEICI CHE CAUSERANNO LA PRODUZIONE DI PARTI DEL VIRUS DA PARTE DELLE NOSTRE STESSE CELLULE.
NON CONOSCIAMO ASSOLUTAMENTE LE CONSEGUENZE DI QUESTA INIEZIONE, PERCHÉ È LA PRIMA NELL’UOMO. E SE LE CELLULE DI ALCUNI “VACCINATI” PRODUCESSERO TROPPI ELEMENTI VIRALI, PROVOCANDO REAZIONI INCONTROLLABILI NEL NOSTRO CORPO?
LE PRIME TERAPIE GENICHE SARANNO CON L’RNA, MA CI SONO PROGETTI CON IL DNA. NORMALMENTE, NELLE NOSTRE CELLULE, IL MESSAGGIO VIENE INVIATO DAL DNA ALL’RNA, MA IN DETERMINATE CIRCOSTANZE È POSSIBILE IL CONTRARIO, SOPRATTUTTO PERCHÉ LE NOSTRE CELLULE UMANE CONTENGONO SIN DALL’ALBA DEI TEMPI I COSIDDETTI RETROVIRUS “ENDOGENI” INTEGRATI NEL DNA DEI NOSTRI CROMOSOMI.
QUESTI RETROVIRUS “ADDOMESTICATI” CHE CI ABITANO SONO GENERALMENTE INNOCUI (A DIFFERENZA DELL’HIV, DEL RETROVIRUS DELL’AIDS AD ESEMPIO), MA POSSONO PRODURRE UN ENZIMA, LA TRASCRITTASI INVERSA, IN GRADO DI TRASCRIVERE ALL’INDIETRO, DALL’RNA AL DNA.
QUINDI UN RNA ESTRANEO AL NOSTRO CORPO E SOMMINISTRATO PER INIEZIONE POTREBBE CODIFICARE DNA, ALTRETTANTO ESTRANEO, CHE PUÒ QUINDI INTEGRARSI NEI NOSTRI CROMOSOMI.
C’È QUINDI UN RISCHIO REALE DI TRASFORMARE I NOSTRI GENI IN MODO PERMANENTE. C’È ANCHE LA POSSIBILITÀ, MODIFICANDO GLI ACIDI NUCLEICI DEGLI OVULI O DELLO SPERMA, DI TRASMETTERE QUESTE MODIFICAZIONI GENETICHE AI NOSTRI FIGLI.
LE PERSONE CHE PROMUOVONO QUESTE TERAPIE GENICHE, FALSAMENTE CHIAMATE “VACCINI” SONO APPRENDISTI STREGONI E PRENDONO I FRANCESI E ALTRI CITTADINI DEL MONDO, PER CAVIE.
NON VOGLIAMO DIVENTARE, COME I POMODORI O IL MAIS TRANSGENICO, OGM (ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI).
UN FUNZIONARIO MEDICO DI UNA DELLE AZIENDE PRODUTTRICI FARMACEUTICHE HA AFFERMATO POCHI GIORNI FA DI SPERARE IN UN EFFETTO DI PROTEZIONE PERSONALE, MA CHE NON SI DOVREBBE SPERARE TROPPO IN UN IMPATTO SULLA TRASMISSIONE DEL VIRUS, QUINDI SULLE DINAMICHE DELL’EPIDEMIA.
QUESTA È UN’AMMISSIONE MASCHERATA CHE NON È UN VACCINO. UNA VERGOGNA.
SONO ANCORA PIÙ INORRIDITO PERCHÉ SONO SEMPRE STATO A FAVORE DEI VACCINI E HO PRESIEDUTO PER ANNI GLI ORGANISMI CHE FORMULANO LA POLITICA SUI VACCINI.
OGGI DOBBIAMO DIRE BASTA A QUESTO PIANO ESTREMAMENTE PREOCCUPANTE. LOUIS PASTEUR SI STA RIVOLTANDO NELLA TOMBA.
LA SCIENZA, L’ETICA MEDICA E SOPRATTUTTO IL BUON SENSO DEVONO PRENDERE IL SOPRAVVENTO.

Christian Perronne
  • Malore per due infermieri Usa. L’Europa nasconde i contratti ma alcuni dati filtrano per sbaglio: l’Italia pagherà 1,5 miliardi

Nemmeno il tempo di partire che negli Stati Uniti la campagna di vaccinazione contro il Covid fa già segnare i primi effetti collaterali di una certa importanza. Due infermieri di un ospedale in Alaska, alle quali era stato somministrato il farmaco sviluppato dall’americana Pfizer e dalla tedesca Biontech, hanno riportato giovedì una forte reazione allergica. La prima infermiera ha mostrato i segni tipici dello shock anafilattico: prima la sensazione di arrossamento, poi il rush cutaneo sul viso e sul busto e infine la mancanza di respiro e il battito accelerato. Una volta ricoverata, i medici le hanno somministrato epinefrina e antistaminici, ma i sintomi si sono ripresentati, e a quel punto i dottori hanno deciso di darle degli steroidi. Secondo quanto si apprende dalle autorità sanitarie, la donna non ha mai sofferto di allergie in passato. Un elemento preoccupante, perché non esclude reazioni gravi anche a carico di soggetti con precedenti. Nonostante l’esperienza da dimenticare, l’infermiera ha detto di sentirsi bene e di essere ancora «entusiasta del vaccino». Più stoica di così – letteralmente – si muore.

Il secondo operatore è stato colpito da una reazione meno grave rispetto alla collega: occhi gonfi, sensazione di testa vuota e gola irritata appena dieci minuti dopo aver ricevuto la dose. È bastato somministrargli un antistaminico e nel giro di un’ora i sintomi sono spariti. Entrambi i casi sono stati inseriti nel database delle reazioni avverse del Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie.

Certo, viene spontaneo chiedersi come sarebbe andata a finire se una sintomatologia del genere avesse interessato, anziché soggetti giovani e in salute, una persona anziana e affetta da altre patologie. Uno dei target, cioè, di questa prima fase della campagna vaccinale. C’è poi il caso di Tiffany Dover, operatrice sanitaria al Chi memorial di Chattanooga (Tennessee), svenuta in diretta davanti alle telecamere pochi minuti dopo aver ricevuto il vaccino. Ma stavolta non è chiaro se a causare la reazione sia stata la puntura o l’eccessiva pressione psicologica.

«Ci aspettavamo che effetti collaterali di questo tipo potessero verificarsi, specie dopo le segnalazioni inviate in Inghilterra a seguito della somministrazione del vaccino Pfizer», ha spiegato il direttore medico dell’Alaska Anne Zink. Come chiarito dal capo dell’autorità regolatrice britannica June Raine, «chiunque abbia sperimentato in passato una reazione anafilattica a un vaccino, un farmaco o un alimento non dovrebbe assumere il vaccino Pfizer-Biontech». Una linea confermata anche dal professor Guido Forni, accademico dei Lincei e docente di immunologia all’università di Torino il quale, intervistato ieri dalla Stampa, ha spiegato che «nel caso di persone allergiche le reazioni possono essere più intense», e dunque questi soggetti «in rari casi possono provare fastidi maggiori».

Secondo il dottor Paul Offit, pediatra e membro del comitato consultivo sui vaccini della Food and drug administration, la probabilità che si verifichi una reazione allergica grave è una su un milione. Molto rara, dunque, ma non impossibile. Considerando che nel lungo periodo gran parte della popolazione mondiale si vaccinerà contro il Covid, dovremmo aspettarci che a essere colpiti siano alcune migliaia di individui. Come spiega sempre il professor Forni, il vaccino Pfizer-Biontech «è molto reattogenico, cioè induce reazioni più forti dei vaccini soliti: la metà delle persone, in particolare giovani, prova mal di testa, febbre e brividi, che però si risolvono in 24 ore». L’uso su larga scala del vaccino potrebbe, come ammesso dal comitato di esperti della stessa Fda, poi rivelare effetti collaterali nuovi e potenzialmente più gravi rispetto a quelli emersi nel corso dei test.

Big pharma ha già messo le mani avanti: nel caso di danni causati dal vaccino anti Covid a pagare dovranno essere i governi. E così, dopo aver ricevuto miliardi di euro di finanziamenti per la ricerca, le case farmaceutiche in futuro non dovranno sobbarcarsi nemmeno il rischio di elargire risarcimenti. Consci dei reali seppur remoti pericoli sulla popolazione, Regno Unito e Stati Uniti hanno scelto la linea della trasparenza. Se a margine dell’autorizzazione del vaccino Pfizer-Biontech rilasciata ai primi di dicembre Londra ha annunciato che i danneggiati sarebbero rientrati nel piano nazionale di risarcimenti (120.000 sterline a persona, circa 130.000 euro), sull’altra sponda dell’Atlantico il Prep act ha chiarito che a farsi carico delle spese sarà il governo americano.

Nulla è dato sapere, invece, sul versante dell’Unione europea. I contratti siglati tra le case farmaceutiche e Bruxelles sono secretati, perciò non è dato sapere se a monte sia prevista o meno una clausola che esenti Big pharma dalla responsabilità civile. La legislazione italiana prevede un indennizzo solo nel caso di vaccinazioni obbligatorie, e sembra proprio che quella contro il Covid-19 non lo sarà. Si alza il velo su un altro aspetto tenuto top secret, e cioè il costo sostenuto dall’Ue per l’acquisto dei vaccini. Con un incauto tweet, il ministro del Bilancio belga Eva De Bleeker ha pubblicato una tabella con i prezzi per dose, frutto di un misterioso negoziato e mai rivelati dalla Commissione europea. Manco a farlo apposta, i due vaccini più cari sono quelli in procinto di essere autorizzati: 12 euro a dose per Pfizer-Biontech e 18 euro per Moderna. Complessivamente, l’esborso per 202 milioni di dosi spettanti all’Italia sarebbe di 1,53 miliardi di euro. Il tweet è stato poi cancellato dalla De Bleeker, ma la sensazione di aver preso una bella fregatura rimane. https://www.laverita.info/ue-muta-su-indennizzi-e-costi-del-vaccino-e-gli-effetti-collaterali-si-moltiplicano-2649548796.html


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