sabato 4 febbraio 2023

Lavrov: "I piani degli Stati Uniti includono la soppressione economica dell'Europa"

© Sputnik . Russian Foreign Ministry Press Service / Accedi all'archivio media
di Chris Barlatti                                                                                                                                           Nella sua intervista a Sputnik il ministro degli Esteri Sergey Lavrov parla dell'incoerenza delle azioni delle autorità ucraine e dei loro "curatori" occidentali, ma anche degli obiettivi dell'operazione speciale russa e delle relazioni di Mosca con i suoi alleati. 
Il ministro degli Esteri Sergey Lavrov ha rilasciato una lunga intervista nel corso della quale ha toccato svariati temi dell'agenda diplomatica russa, in primis la situazione in Ucraina e l'operazione speciale russa.
Con l'occasione il ministro ha rilasciato numerose dichiarazioni circa il ruolo dell'Occidente e i tentativi di utilizzare l'Ucraina come "cuneo" in chiave anti-russa.
Ma anche sull'evidente piano di parte volto a riprodurre la situazione che vediamo oggi a Kiev in futuro in Moldavia, sempre per colpire la Russia.
Il ministro ha riportato l'attenzione sul fatto che non è vero che la Russia si rifiuti di negoziare, piuttosto la mancanza di dialogo è dettata, parafrasando, da parte degli alleati occidentali del regime di Kiev.
Di seguito le più importanti dichiarazioni rilasciate nel corso della giornata:

Sui negoziati

Circa un presunto rifiuto da parte della diplomazia russa di negoziare con le controparti, Lavrov sottolinea che si tratta di pura falsità:
"Nessuno [in Occidente] sta cercando di convincere Kiev della necessità di tornare ai negoziati con Mosca: Loro (i "colleghi occidentali", n.d.r) si sono rifiutati di negoziare, e hanno costretto il regime di Kiev a ritirarsi dal processo negoziale. E proprio nel momento in cui verso la fine, come sapete, c'era l'opportunità di 'finirla politicamente'. Ma a Kiev non è stato permesso. Da allora, nessuno ha nemmeno provato a convincere il regime di Kiev della necessità di negoziare".
"La diplomazia russa continuerà a promuovere attivamente la sua linea e chiarire la verità nell'arena internazionale".

"La nostra diplomazia ha cose da fare: spiegare costantemente e quotidianamente cosa sta succedendo, sfatare le bugie, in particolare le bugie che si sentono ora sul nostro rifiuto di negoziare".

"Nessuno negli Stati Uniti e in Europa cerca nemmeno di chiedersi se loro stessi hanno commesso degli errori": 

 "Putin ha spiegato in dettaglio gli obiettivi, le ragioni e l'inevitabilità della nostra operazione militare speciale. E lo ha fatto non solo all'improvviso, ma dopo 8 lunghi anni, anche più di 8 anni, a cominciare dal discorso di Monaco del 2007, tanti lunghi anni di spiegazioni all'Occidente sul fatto che stavano andando nella direzione sbagliata e minano tutto ciò che loro stessi si sono impegnati a realizzare, inclusa l'indivisibilità della sicurezza in Europa, la stessa natura della sicurezza in Europa, l'inaccettabilità di qualsiasi Paese di rafforzare la propria sicurezza a scapito della sicurezza di un altro Paese".

"Sono assolutamente per la pace. Sono per la pace. Non ricordo chi ha detto: 'Se vuoi la pace, preparati alla guerra'. Non condivido questa filosofia. Condivido un'idea che formulerei così: Se vuoi la pace, sii sempre pronto a difenderti".

Lavrov ha inoltre con l'occasione respinto ogni accusa circa sue presunte dichiarazioni sull'Olocausto in chiave riduttiva:

"Onoriamo sempre queste vittime e organizziamo eventi speciali. E invitiamo tutti coloro che in un modo o nell'altro sono stati coinvolti in quegli eventi storici", ha ricordato il ministro. 

A settembre 2022, in una conferenza stampa a Mosca, Lavrov ha dichiarato che, proprio come Napoleone e Hitler, gli Stati Uniti avevano messo insieme una coalizione anti-russa e "per mezzo dell'Ucraina, per procura, stanno facendo la guerra contro il nostro Paese con la stessa compito - la soluzione finale della 'questione russa', così come Hitler voleva risolvere finalmente la questione ebraica". 

Sull'operazione speciale e le operazioni sul campo

Parlando dei militari e del duro lavoro sul campo, il ministro ha detto:
"Il compito dei militari è fare il proprio lavoro, ridurre al minimo le perdite e non pensare a quando tutto finirà", sottolineando che gli stessi "sono spinti dal desiderio di svolgere il proprio lavoro in modo chiaro, rapido e senza perdite, o meglio, minimizzando le perdite".
Circa le tempistiche dell'operazione speciale, il ministro ha dichiarato che ciò che conta sono i risultati, la difesa dei cittadini che si sentono di fare parte della cultura russa, parafrasando, più che il fattore tempo, come traspare dalle stesse parole del ministro:
“Vogliamo tutti che tutto questo finisca, ma non è il fattore tempo che conta qui, qui è importante il fattore essenza, il fattore della qualità dei risultati che forniamo alla nostra gente, a quelle persone che vogliono rimanere parte della cultura Russia", aggiungendo che "tutti vogliono la fine della crisi in ucraina".
"La Russia sta cercando di spingere le forze armate ucraine a una distanza di sicurezza", ha dichiarato il ministro.

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