giovedì 13 giugno 2019


Csm inquinato? Quale novità! Ma perché dirlo oggi? Neo genesi della magistratura italiana

Chris Barlati
Sa Defenza

Il Csm è un organismo corrotto? La magistratura è una casta? I giudici ricevono gioielli, denaro e soldi da avvocati e faccendieri in cambio di favori? E dov'è la novità? Ma la domanda che dovremmo porci in questo momento è 'perché se ne parlo proprio adesso'?

La magistratura italiana, non solo proverbialmente, è la peggiore in Europa.
La corruzione dei singoli nuclei, nonché dei vari meccanismi che la compongono, è agli atti già dai lontani anni '90, e non solo per i teatrini che scatenarono il cambio di regime politico della prima Repubblica (mi riferiscono a Mani Pulite), bensì per gli innumerevoli scandali che la videro compartecipe nei loschi ''affari'' dei Servizi cosiddetti ''deviati'', nel traffico internazionale di rifiuti nucleari e negli accordi presi, molto probabilmente, per ovviare ad attentati in territorio italiano in cambio della fornitura costante ed economica di bombe ai paesi del mondo arabo e sauditi.

La magistratura, come evidenzia l'illustre caso del collaboratore di giustizia Carmine Schiavone, non si è mai fatta problemi ad interrogarsi sul come e quando sparivano carte, verbali o dichiarazioni, o addirittura quando venivano avvelenati i pentiti (lo stesso Schiavone fu avvelenato). Quando si tocca il legame 'magistratura-servizi-accordi sottobanco internazionali' si finisce sempre all'ombra dei cipressi, e nessuna procura si sente in obbligo di aprire un'indagine.

Le ''fasi'' della magistratura italiana
Vi era un periodo in cui la magistratura italiana era subalterna alla politica, o almeno in grado di comprenderne le finalità e di ''chiudere un occhio'' in caso di necessità. Parliamo degli anni della Prima Repubblica, della Guerra Fredda, ove persino la legge era sublimata al pericolo di un conflitto nucleare. Personaggi come Aldo Moro erano in grado, con buon senso e prassi politica, di far comprendere con metodo ed agire democratico quando e come i giudici dovessero o non dovessero approfondire certe tematiche, come nel caso del ''Lodo Moro'', o del ritrovamento di missili palestinesi in territorio italiano.

La seconda fase
La seconda fase della magistratura italiana riguarda invece gli anni '90 (dagli '80 ai '90), periodo in cui Andreotti diventa referente dello scenario atlantico difensivo. Siamo negli anni del crollo dell'impero Sovietico: i più minacciosi.
Vicini al crollo della sovrastruttura ideologica e politica comunista, si teme un attacco a sorpresa dal nemico rosso che potrebbe destabilizzare e distruggere l'intero assetto Europeo. Gli USA vacillano nel difendere l'Europa, ma alla fine decidono per l'appoggio e l'installazione di missili in grado di contrastare quelli nucleari sovietici. I socialisti italiani giocano una parte fondamentale, ed il partito Comunista italiano si vede sconfitto nella scelta per l'installazione dei missili in Italia ed in Europa.
Il comunismo in Europa è morto. O, più precisamente, è morto cerebralmente, ma continua a respirare.

La magistratura in questi anni appoggia la Dc, coprendo le malefatte democristiane e negando, assieme alla Chiesa, l'esistenza della mafia. Con la perdita di potere comunista, si sfalda l'alleanza Cosa-Nostra Dc e, di conseguenza, il matrimonio magistratura-Dc. Inizia una lenta infiltrazione di uomini non ben definiti, un tempo massoni, ultra atlantici, tra le fila della magistratura, in contemporanea all'ascesa di un nuovo modello di magistrato, un certo Falcone, che poco a poco inizia a comprendere i meccanismi che fino a quel momento avevano sorretto l'equilibro tra Occidente ed Oriente. Gli inconfessabili segreti vengono poco a poco confessati. Alcuni avanzano l'ipotesi di una ''manina atlantica'', di un complotto contro la Dc, ma nessuno riesce a vederci chiaro. Spunta Di Pietro e le accuse di finanziamento illecito ai Partiti di Governo. La magistratura inizia a cambiare di fisionomia: da un lato si inquina, dall'altra diventa pericolosa, poiché inizia a conoscere la verità. Falcone e Borsellino inaugurano il Maxi Processo, Di Pietro Tangentopoli. Ma non tutti sono felici.

La stessa Dc non sa che fare. Vorrebbe sfruttare il tutto per liquidare lo storico problema della mafia in Italia, ma qualcosa non quadra. Non tutto fila come dovrebbe. Al nord Mani Pulite paralizza la politica e le impedisce di far fronte alla destabilizzazione che deriva dal cambiamento internazionale e dall'avanzata della finanza nella res publica. Dall'altro lato Falcone viene a conoscenza della verità, di quella verità che spaventa la finanza stessa, e che a sua volta, servendosi di Cosa Nostra, inizia a tramare per ucciderlo. La magistratura diventa strumento e problema di un potere che sta acquisendo il controllo politico ed economica dell'Italia.

I servizi segreti italiani iniziano a ''deviarsi'', ovvero ad acquisire una coscienza che non è solo d'intelligence, ma politica. Il loro potere non è solo di difesa, controllo o spionaggio, ma politico. Perché controllare quando si può gestire? Con il nuovo ''padrone'' d'oltre oceano che ha ''benedetto'' le nuove iniziative e le nuove proposte di un'Europa finanziaria, passare informazioni alla politica ed attendere i loro ordini per agire diviene una cosa quanto meno controproducente. Perché non bypassare questo ''spiacevole'' e contro producente meccanismo che genera solamente ritardi e dietrologie? In più, siamo negli anni post Gelli e della ''non molta fiducia americana nell'Italia''. Andreotti, è vero, è onnipotente, ma gli USA non si fidano di chi ha troppo potere. Siamo anche negli anni di Gladio e della sua liquidazione. La gestione è politica ed è affidata a Cossiga, ma il comando strategico è del generale Inzerilli.
Gelli si è occupato di cucire i mondi di mezzo in chiave fanaticamente reazionaria ed anticomunista, ingaggiando parte dei Servizi e della Marina: sezioni ultra atlantiche ed anticomuniste.
Andreotti non è in grado di arrestare la deriva, e con la sua morte politica ''muore Sansone con tutti i filistei''. L'intero ''esercito'' ultra atlantico non agisce più per la P2, per gli USA, ma per non ben definiti 'padroni'. Nessuno sa cosa succede, ma quello che succede non può essere fermato.
Muore Falcone, muore Borsellino, e notizia di qualche giorno fa vengono indagati dei giudici per il depistaggio delle successive indagini che riguardano via D'Amelio. La magistratura si taglia le gambe, o meglio una parte di essa liquida l'altra. Anche la legge si adatta al nuovo divenire finanziario ed i magistrati divengono membri di una S.p.a. d'oltre oceano con sede delocalizzata in Italia.

La terza fase
L'ultima fase della neo genesi della magistratura italiana è quella ''contemporanea'', la post Mani Pulite. Sul tema Mani Pulite e stragi di ''mafia''(più corretto dire della Falange Armata) c'ho scritto un libro che è possibile scaricare qui, con tante interviste in esclusiva e retroscena inediti.

Riassumendo, morta la politica a seguito della consapevolezza che l'economia e la finanza acquisirono del proprio ruolo nel nuovo divenire che si sarebbe prefigurato da lì a quegli anni, i Servizi, i faccendieri e tutto quel sottobosco un tempo proiezione parassitaria della politica acquistano il comando della situazione. La magistratura, infiltrata da tempo da questi poteri, senza il contrappeso politico, si trasforma in un comitato di affari che diverrà in futuro parte dei piani Berlusconiani di garantirsi un'immunità mai del tutto totale, e, caduto questi, una garanzia Renziana di attuare le ultime politiche finanziarie eurocentriste a vantaggio dei soliti privati. La novità arriva con i 5 Stelli ed i Leghisti: i cosiddetti ''sovranisti''.

La novità non viene rappresentata personalmente da loro due. Dal mio punto di vista sia Salvini che Di Maio valgono meno di un due di briscole. La vera novità riguarda chi si ritrova a muovere le fila di questi due burattini in un periodo dove Russia e Cina si contendono il mondo a danno degli Stati Uniti, in procinto, letteralmente, di dissanguarsi a causa della loro interna guerra civile, in atto tra neocon e multipolaristi. Le ''inchieste'' della magistratura nei riguardi del Csm, da questo punto di vista, si configurano come:
1. un atto di masochismo senza precedenti;
2. un regolamento di conti, come già avanzato da qualcuno;
3. un tentativo di epurare frange corrotte ed estremiste che non vogliono adattarsi al nuovo divenire in corso.

La storia insegna che...
La storia insegna che ad ogni cambiamento corrisponda un adattamento. Lega e 5 Stelle si stanno lentamente facendosi strada tra i servizi e le classi lobbiste europee. Il loro cambio ideologico e di paradigma ne è la prova, e la trasformazione dei 5 Stelle da Movimento a Partito, e della Lega da antieuropeista ad ''europeista del buon senso'' che non parla di 'Ndrangheta è un'ulteriore evidenza. Bisogna attendere ulteriori sviluppi per capire in che direzione si vuole impostare quest'indagine, e per colpire quali personaggi. Tuttavia, nulla è frutto del caso in politica. Con la vittoria sicura ed affermata del governo giallo verde, e con la loro svolta moderata ma multipolare a livello internazionale, anche la magistratura, assieme ai Servizi, sta per essere inevitabilmente condizionata, poiché oltreoceano hanno già dato il loro assenso per questo cambiamento.

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