lunedì 28 ottobre 2019

Quello strano accordo tra Governo Conte(M5S) e Servizi Segreti. Il calzino umido. Parte 1

Con Intervista all'ex dissidente Massimo Acciaro


Chris Barlati

Che i 5 Stelle puntassero ai Servizi Segreti, ne scrissi ampiamente parecchio tempo fa. Anzi, fui tra i primi ad avvisare le platee del mondo digitale e giornalistico di tale pericolosa ed andreottiana virata.

Al di là dei noti collegamenti tra Casaleggio e la finanza internazionale il pentapartito nutriva ancora una speranza per via della sua componente popolare. Grillo, pensavo, dopo tutto, è stato sempre un intimo amico di Fabrizio De Andre', nonché un personaggio che ha cantato pesta e corna di tutto e tutti. Ma, in men che non si dica, ecco la più profonda delusione: Beppe si è rimangiato ogni parola.

Dal 2016, come se non bastassero l'ipocrisia e l'inettitudine politica, le cose cambiano, e da male in peggio. L'attenzione dei grillini si indirizza nei riguardi degli ''Arcana'', servendosi di Angelo Tofano, che organizza convegni, presentazioni, ed approfondite tematiche sul tema ''Servizi''. Cosa alquanto anomala, ma da istituzione, pensandoci, essendo il M5S forza di Governo.

Nonostante le contraddizioni, la barca pentastellata va, se non fosse che il Movimento, o meglio Di Maio, si avvicini di soppiatto ad una fucina di impiegati di intelligence, formatisi presso l'università della vecchia volpe democristiana Scotti, la quale sembra proprio essere in profumo d'intelligence nazionale e di collegamenti oltre Atlantico ed Urali.

Servizi, politica, finanza. Insomma, i 5 stelle, trasformandosi da Movimento a Partito, decretano la definizione del nuovo corso pentastellato: la conquista del potere in ambito politico, economico e d'intelligence.

I 3 gradi del potere, e la trombata da parte della Lega
In molti, prima del climax del Movimento di Grillo, avevano avvertito del pericolo insito nel partito della ''democrazia diretta'', percependo in esso un ''fascismo 2.0'', uno spauracchio di democrazia, allo stesso modo che Syriza, il finto partito Comunista greco che ha condannato alla fame un'intera nazione, privatizzando ogni servizio e svendendo i mercati.
Insomma, quei famosi dissidenti, primi fra tutti i campani ''ostili'' a Roberto Fico(da tutti ritenuto un bamboccio manipolabile), avevano messo in guardia fin da subito i propri elettori: '' i 5 Stelle non sono altro che un'incubatrice di consensi, finalizzata alla sterilizzazione dei dissensi e delle rivendicazioni delle masse.'' Ho avuto il piacere di incontrare alcuni di loro, in particolare Massimo Acciaro, caro amico, di cui in seguito riporterò un'interessante intervista. Ma veniamo al dunque dell'articolo: questo amore unilaterale(e dico, sì, unilaterale) tra Governo e Servizi cosa ha provocato nell'attuale stato di crisi degli ultimi due governi Conte?

La politica è sangue e merda, ma anche peste e corna
Che tra 5 Stelle, Lega e Servizi ci fosse un poliamore, un triangolo amoroso, lo scrissi parecchio tempo fa. E' dal 2017, infatti, che Giggino Di Maio, detto faccia di bronzo, corteggia stranamente i Servizi, lodando la loro funzione di protezione e difesa, sia in campo nazionale che in materia di lotta al terrorismo. Dal quel lontano luglio 2017, quando ancora Aldo Giannuli rientrava tra le schiere dei consiglieri e simpatizzanti dei 5 Stelle, molte cose sono cambiate, ed i segnali della trasformazione si sono manifestati in tutta la loro funesta materializzazione. I Servizi Segreti, dalla chimera omicida che aveva condannato a morte Ilaria Alpi, eccoli miracolosamente diventare l'unico elemento in grado di difenderci dal male e dai musulmani cattivi nemici della democrazia(ma l'I.S.I.S non era finanziato da U.S.A., Israele e Turchia?Ah, scusate. Ora gli U.S.A. sono nostri alleati).

Si sono ''trombati'' Di Battista
Tutto è molto strano, eppure è così. I Servizi Segreti, in passato bersaglio delle ferocissime invettive di Grillo e dei suoi protetti, primo fra tutti del capopopolo Di Battista, sono evoluti: ora sono i poteri buoni, quelli ''necessari'' per la tutela dell'istituto democratico italiano e dei suoi ''interessi'' internazionali.

Povero Alessandro. Il quasi leader ''Dibba'', che non si è mai fatto problemi a ribadire come i nostri cari Servizi vendano e traffichino in armi, e all'occorrenza eliminino anche chi scopra i loro ''affari''(vedi la martire Alpi), è stato infine censurato e l'argomento Servizi dimenticato. Un tempo si parlava di Mafia, di 'Ndrangheta, di traffico di droga. E addirittura di riconoscere lo stato di Palestina. Giunti al Governo da maggioranza, nulla più di tutto questo. Le parole chiave adesso sono diventate: ''alleati atlantici, mercati, ripensamento delle politiche europee''. Fuffa per popolino, insomma.

Governo giallo verde e la vittoria dei Servizi. Sì, ma di quali?
Il Partito dell' ''Onestà'' e della ''Trasparenza'' si è disintegrato in pochi mesi, passando dall'inquisizione di ogni politico no M5S invischiato in strani affari, al goder del principale esponente di Governo, nonché Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, sotto lente del Copasir per presunti legami con i servizi americani neocon, i quali avrebbero preparato, con il favore onnipresente e lecchino degli Italiani, il falso scandalo dell'appoggio russo alla campagna presidenziale di Trump.

Ma davvero è tutto qui?
Chi di servizi ferisce di servizi perisce, e non a caso Conte è stato ''inquisito'' proprio come ''Salvini'', ma per ''peccati'' completamente diversi.
Conte, l'avvocato del popolino, viene accusato per un reato che non esiste e per colpe che nemmeno ha commesso. Essendo il Capo di un Governo ha il diritto di impartire direttive ad agenti del Servizio, seppur informalmente. La relazione tra capo di Governo ed agenti è, quanto meno, importante che avvenga per scopi di sicurezza Nazionale. Tutto qui, senza bisogno di chissà quale avallo o permesso in materia(o ci siamo dimenticati di quando Cossiga ed Andreotti erano Premier?).

Dunque, senza voler dare troppe ragioni a Massimo D'Alema, insegnante, guarda caso, della stessa Università Link, fucina dei nuovi dirigenti del Movimento e collega del proff. ''scomparso'', non vi è nulla di strano in quello che avrebbe fatto Conte.

In sintesi, perché Conte è ''innocente''
La vera accusa nei confronti di Conte è di nascondere il proff. Mifsud della Link University del volpone Scotti, proff. che, secondo le indiscrezione, bazzicava tra Cia/Fbi e Servizi Russi/Oligarchi filo putiniani.
Il proff., stando alle fonti ufficiali, avrebbe ricevuto soffiate riguardo l'esistenza di ''email imbarazzanti'', in possesso dei russi, che avrebbero potuto rovinare la Clinton. Sarebbe per questo entrato in contatto con l'intelligence statunitense, avvisando i relativi Servizi di sicurezza(ma a quale scopo?). Complotto o meno, il tutto sarebbe stato inutile, poiché l'esistenza di Wikileaks e la diffusione di interi archivi statunitensi attraverso il wiki dizionario dei segreti mondiali, diretto dall'oramai spacciato Julian Assange, aveva già fatto danni, e ne avrebbe fatto a seguire. Si potrebbe, dunque, interpretare il presunto gesto di Misfud anche como un avvicinamento alle posizioni multipolari di Trump, e non un aiuto per prevenire disastri all'oramai compromessa Clinton, se volessimo dubitar bene e pensar egregiamente male. Il tutto sta nel capire Misfud con quali sezioni dell'intelligence statunitense sia venuto in contatto.
Conte, per proteggere quindi il proff., lo avrebbe nascosto o per difendere il complotto organizzato da Renzi e dalla sinistra filo obamiana, o per offrire a Trump un regalo di distensione, visti i buoni rapporti che, nonostante la disinformazione, intercorrono tra i due.

Chi vuol fare i conti con Conte?
Sia per l'una che per l'altra, non sono gli U.S.A. che premono per le dimissioni di Conte. E' la sinistra finanziaria, neocon e obamiana che vuole eliminarlo. All'estero, poco o nulla si muove e se si muove è per direzionare i giochi in senso multipolare. Ergo, Conte o no Conte, Trump vuole che le cose vadano come dice lui e sicuro che tra un Conte o un Renzi preferisce un Conte, e non l'obamiano truffaldino di Firenze.

Il Movimento contro la Lega. Lo spauracchio dei Russi per arrivare ai servizi.
Dalla stipula dell'alleanza di governo ''giallo-verde'' sono stati in molti ad aver sentito puzza di teatrino, di ''manine'' o meglio di ''servizi''. Che questi Servizi dirigano le sorti del Paese, in direzioni ben determinate, lo dimostrarono gli omicidi dei giudici Falcone e Borsellino, nonché lo scandalo della terra dei fuochi e, in ultimo, del traffico di esseri umani(senza contare il Ponte Morandi e la perenne sottomissione agli acquisti degli F-35). Consiglio sempre la lettura degli ultimi capitolo di un libro edito da chi vi scrive, che potete scaricare gratuitamente al seguente link, per capire chi e cosa abbia ucciso Falcone e Borsellino, e chi diriga realmente le sorti del nostro Paese.

Intervista al protagonista
 Vi lascio ad un'interessante intervista che ho avuto il piacere di rivolgere a Massimo Acciaro, ''dissidente'' 5 Stelle, che, tra i primi, denunciò pubblicamente quanto stava accadendo nel Movimento, nonché della strana devianza di Roberto Fico, per temi quali la partecipazione del ''uno vale uno'' e della ''democrazia diretta''.


Massimo Acciaro

Chi erano i ''dissidenti della prima ora''?
«Noi (i dissidenti) all'inizio eravamo utilizzati come manovalanza, ed onestamente, avendo già fatto politica, non credevo nell'uno vale uno. Credevo però nel concetto, ed era interessante, di democrazia partecipata dal basso.»

Cosa puoi dirmi di Fico in quel periodo?
«Fico gestiva in maniera quasi militare le ''agorà'' servendosi dei suoi strettissimi collaboratori, diventati dopo chi onorevoli, chi senatori, chi portaborse, chi invece addetto stampa.»

Cosa succedeva in queste ''agorà''?
«Che, automaticamente, impedivano di esprimere liberamente le nostre idee, quando queste potevano creare un dissenso critico e far sviluppar e un pensiero critico all'interno del Movimento.»

E nel Movimento?
«In maniera molto subdola manipolavano anche il corretto andamento della dialettica nel Movimento, tant'è vero che noi ricorremmo nel vederci su facebook, in un gruppo chiuso che chiamammo ''Napoli Libera'', per poter esprimere le nostre idee.»

E con Fico? Quando i primi diretti dissapori?
«Il primo dissapore con Fico diciamo si ebbe con l'espulsione di Rosa Capuozzo a Quarto, ma risalgono a qualche tempo prima, quando si doveva avere un incontro con Bersani. Noi auspicavano che ci fosse una dialettica con Bersani su alcuni punti ed una convergenza su alcuni argomenti che Bersani era disposto a delineare.
Il primo punto di crisi ci fu, come detto, con il caso di Rosa Capuozzo. Noi non vedevamo di buon occhio quell'espulsione, anche per il carattere irrispettoso dell'azione, ed anche in virtù di una ragione ben precisa: esiste la presunzione d'innocenza e non si possono effettuare espulsioni preventive.

Noi, ma in maniera molto naturale, eravamo una corrente di circa 36-37 persone che, spinte dal cameratismo locale di effettuare delle azioni sul territorio, sviluppammo delle affinità elettive, quindi un pensiero critico nei riguardi di quello che non andava all'interno del Movimento.

Vedemmo, col passare del tempo, che le candidature riguardavano personaggi che avevano il carisma di un calzino umido, e che venivano calate in buona sostanza dall'alto, violando quell'uno vale uno che ci era stato tanto propinato. Fu allora che decidemmo e maturammo di avallare delle candidature alle regionali ed alle comunali, ed in pubblico consesso. E fu proprio in quel momento che mettemmo in rete tale pensiero, su facebook, in quel gruppo chiuso chiamato ''Napoli Libera''.»

Nelle assemblee non avete potuto nulla?
«All'interno di queste assemblee, sistematicamente, gli adepti di Fico ci impedivano con qualsiasi strategia, con interventi, anche alle volte violenti, di esprimere in maniera compiuta i nostri pensieri.»

Perché non vi siete fin da subito organizzati?
«Dobbiamo dire che, mentre loro erano organizzati, noi assolutamente, all'inizio, non lo eravamo. Col tempo, man mano, avendone capito i meccanismi, ci organizzammo pure noi e creammo una vera e propria corrente. Nel momento in cui ci candidammo alle comunali, nel 2016, fummo raggiunti dalle espulsioni, perché avevamo creato questo gruppo su Facebook. Voce giunta da presunti soggetti, i cui nomi non sono attualmente noti, e su segnalazioni di persone non attiviste, i cui nomi anche sono sconosciuti.»

Come vi espulsarono?
«Ci inviarono queste espulsioni con una fredda email.»

Cosa vi scrissero?
«Ci dissero di formulare delle nostre contro deduzioni, ma le nostre espulsioni arrivarono comunque. Contattammo pure un avvocato, anch'esso espulso dal Movimento, Lorenzo Borrè, avvocato di Roma, il quale perorò le nostre posizioni. Date le nostre situazioni, avallammo una causa, ed avemmo come magistrato il giudice Graziano, giudice monocratico del tribunale di Napoli, il quale, alla fine, per mezzo di sentenza, sancì che le espulsioni erano illegittime e che il Movimento non doveva espellerci poiché aveva impedito ad una corrente di esprimersi; corrente che magari avrebbe fatto una differenza nella politica e nel panorama regionale, e che avrebbe cambiato magari le sorti del Movimento nazionale.»

E nei riguardi di Casaleggio?
«Noi maturavamo le intenzioni anche di mettere in discussione le piattaforme dati che venivano trattati dalla Casaleggio. Volevamo una piattaforma informatica dove votare, che fosse però ratificata da un ente terzo super partes. Oggi le votazioni vengono in buona sostanza effettuate su di una piattaforma, Rosseau, i cui dati passano per le mani della Casaleggio, e che vengono portati da un notaio che si limita semplicemente a ratificarli.»

Nessuna affidabilità terza, in sintesi?


«Non c'è un vero e proprio ente super partes che valuti la veridicità delle votazioni.»

Prossimo capitolo: Lega, 5Stelle e Servizi Segreti...


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