Dall'Uruguay a Firenze e Roma: Il pluripremiato maestro della novela negra incontra i lettori per presentare il suo romanzo più crudo, "Non è manco la fine del mondo".
FIRENZE | ROMA – L'Italia accoglie in due appuntamenti l'acclamato scrittore uruguaiano Pedro Peña, figura di spicco della letteratura sudamericana, celebrato in patria come un maestro della novela negra. Quest'anno, Peña arriva dopo aver ricevuto due prestigiosi premi letterari italiani per le sue opere, confermando il crescente interesse del pubblico nostrano per il suo stile crudo e incalzante.
Peña sarà affiancato dalla giornalista e scrittrice Geraldina Colotti, esperta di geopolitica e direttrice di Le Monde Diplomatique (ed. italiana), per un dialogo serrato su "Identità e resistenza tra Montevideo e Caracas".L'Evento Principale: Il Romanzo della Prigione
Al centro degli incontri c'è il nuovo romanzo di Pedro Peña, "Non è manco la fine del mondo" (edito in Italia da deiMerangoli), un'opera che abbandona le atmosfere rarefatte dei suoi noir precedenti per gettare uno sguardo diretto e scomodo sulla condizione carceraria in Uruguay, in particolare nel carcere di Libertad.
Nel romanzo, il giornalista-investigatore Agustín Flores accetta un incarico ben pagato per scrivere sulla prigionia. Ma il compito, apparentemente semplice, lo trascina in una spirale di atrocità, omicidi e trame occulte che coinvolgono direttamente la politica e la criminalità sistemica. Peña utilizza il genere noir non per offrire un lieto fine, ma come strumento affilato per esplorare questioni morali, sociali e la corruzione istituzionale che si nasconde dietro ogni indagine.
Gli incontri saranno l'occasione per analizzare come la narrativa possa denunciare il malaffare, la corruzione e la memoria storica.
In entrambe le presentazioni, l'attore Alessandro Pala Griesche darà voce ai personaggi dei romanzi, amplificando l'impatto emotivo delle storie.
Geraldina Colotti e "Lo Spazio dei Dinosauri"
Al fianco di Peña, Geraldina Colotti presenterà il suo romanzo, "Lo Spazio dei Dinosauri". Il suo lavoro offre un'altra chiave di lettura del Sudamerica, ma attraverso la lente della memoria collettiva e della Storia che non si può rimuovere.
Il suo romanzo mette in scena un intrigo internazionale tra Italia, Venezuela e Cuba, collegando le vicende degli ex guerriglieri e la memoria storica della lotta armata a fatti di cronaca che scuotono la coscienza del lettore, dimostrando come il passato, anche quello più controverso, continui a segnare il presente.
Un'occasione unica per confrontare due "mo(n)di" narrativi che, seppur diversi, lavorano instancabilmente per (ri)leggere il Sudamerica non solo come spazio geografico, ma come una costellazione di lotte e visioni politiche.
Patrizia Boi
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