sabato 3 gennaio 2026

STATI UNITI E ISRAELE. PIRATERIA E ATTENTATI. UCCISIONI E PROVOCAZIONI. UN DUO DI POTENZE CHE SPINGE IRRESPONSABILMENTE VERSO LA GUERRA PLANETARIA.

Antonello Boassa

La Siria "pacificata" di Trump. Nuovo attentato ad Aleppo da parte delle "Brigate dei sostenitori della Sunna", lo stesso gruppo che a Damasco aveva causato la morte di 25 fedeli presso una chiesa greco-ortodossa.1) 

Non solo Alawiti dunque. Un caos utile ad Israele che si è appropriato di fatto del sud della Siria, con il benestare di Trump. 

Gli spazi del Grande Israele e degli accordi di Abramo si allargano. Nel sud dello Yemen Israele ha consolidato, in concorso con gli Emiratini, il controllo territoriale.

Riconosciuto il Somaliland secessionista per avere uno sbocco sul golfo di Aden a ridosso dello stretto di Bab Al Mandab 2) mentre gli amici Emiratini finanziano i terroristi delle Rapid Support forces autori di crimini spaventosi, razzisti e stragisti, in Sudan contro il governo legittimo.

Dal canto suo, il Pacifista continua la sua litania sul dominus del Fentanyl e della cocaina Maduro con un blocco totale marittimo relativo alle navi sanzionate (ovviamente soprattutto cinesi). Con risultati finora soddisfacenti. Crollo verticale della produzione. Lo stoccaggio è saturo. 

L'export paralizzato 3). La valuta estera necessaria per gli alimenti, i medicinali, le infrastrutture...viene bloccata. Un Paese che ha nel greggio almeno il 90% delle sue esportazioni rischia il default e l'impoverimento assoluto. 

Scelta di soffocamento da parte del criminale Trump, consapevole della capacità di difesa militare del Venezuela (grazie alla Russia) con i suoi sistemi di difesa aerea, con i missili e i droni iraniani. Consapevole Trump anche dei rischi di un'invasione di terra. Milioni di venezuelani allertati. 

Tentare perciò una via più soft. Si tratta di mettere in galera lo sponsor principale dei morti per droga negli States e di facilitare un colpo di stato, giustificato appunto dalla presunta criminalità di Maduro e del gruppo dirigente.

Ma la Cina non demorde (troppo necessario il greggio pesante per le sue raffinerie) mentre la Russia fa arrivare a Caracas 5 aerei cargo ricchi di armamenti per scoraggiare un impeto militaresco di follia pura di Trump e di Marco Rubio.
 
Due petroliere cinesi non sanzionate si dirigono verso i porti del Venezuela, sfidando apertamente il blocco illegale degli States, tanto più che è emerso che le barche affondate, con esecuzioni extragiudiziali, trasportavano marijuana, legale in molti stati americani, il che renderebbe evidente le reali motivazioni che guidano l'arrembaggio piratesco della US Navy.
 
Pino Arlacchi ci ricorda inoltre alcuni elementi di geografia 4) che rendono arduo il progetto trumpiano. 2800 Km. di costa. Di stanza nella regione 11 navi militari. Ne occorrerebbero almeno il doppio per fermare le navi "fantasma" cinesi che possono evitare i controlli, come sempre hanno fatto negli anni precedenti, spegnendo i trasponder, navigando al buio, scaricando il greggio in alto mare da nave a nave. 

Pino Arlacchi ci ricorda che, in precedenza, in un mese, le navi della "dark fleet" hanno saputo superare i limiti della "sorveglianza", con almeno 130 visite nei Caraibi da parte di navi associate a Russia, Cina, Iran 5).

I colonialisti statunitensi rischiano grosso. Hanno aperto una partita che può finire molto male, 6) mi auguro non nel modo peggiore.

Che fare? Qualora il Presidente si faccia gabbare dalla Cina e presumibilmente anche dalla Russia, il prestigio degli States come deterrente contro il terrorismo, contro la tirannide, cadrebbe a pezzi. 

Se poi interviene militarmente contro le petroliere cinesi avvalorerebbe chi sostiene la tesi degli States come "poliziotto del mondo", e dato che la Cina non si farebbe mettere nel sacco, la risposta potrebbe essere terribile. 

Non credo armata ma da non escludere. Se sarà sul piano finanziario ed economico sarà tragica per gli States. Acquisti di buoni del tesoro se non azzerati, senz'altro abbassati, niente terre rare, niente minerali critici...

A livello planetario (e faccio riferimento soprattutto al Sud del mondo, ai BRICS) Trump precipita verso una sonora disfatta. Se si mostra debole, incerto, è una sconfitta, sua e dell'Impero. 

Se invece fa il bullo aggredendo contemporaneamente Cina e Venezuela, è una sconfitta sua e dell'Impero.

NOTE
1) Silvia Casadei " Siria. Gli attentati diventano..." Pagine Esteri 2/1/26
2) Redazione Pagine esteri "Perché Israele..." 28/12/25
3) Fabio Lugano " Venezuela. il blocco..." Scenari economici 1/1/26
4) Pino Arlacchi "USA e il boomerang... Il Fatto Quotidiano 27/12/25
5) Pino Arlacchi " USA e il..."Il Fatto Quotidiano 27/12/25
6) Pino Arlacchi nel suo pregevole articolo mette in evidenza che Caracas vive tranquillamente l'"emergenza". A suo dire "il governo sa che un attacco massiccio e un blocco navale completo sono impossibili"

Nessun commento:

► Potrebbe interessare anche: