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lunedì 16 febbraio 2026

IRAN / LOBBY DEL PETROLIO ED EBRAICA A TUTTA GUERRA, TRUMP OBBEDISCE

 

LA VOCE DELLE VOCI: 14 Febbraio 2026 di: PAOLO SPIGA

“L’accordo con l’Iran è molto difficile e il cambio di regime a Teheran sarebbe la cosa migliore”.

Non ha certo peli sulla lingua ancora una volta il capo della Casa Bianca, Donald Trump, nell’annunciare il suo piano che più guerrafondaio non si può. E fornisce anche non pochi dettagli operativi sulla ormai prossima operazione di conquista, soprattutto dell’oro nero.

La ‘Invincibile Armada’ sta posizionando gli ultimi tasselli strategici, con la ciliegina sulla torta della superportaerei nucleare USS Gerald R.Ford, la numero uno della flotta a stelle e strisce dal Medioriente ai Caraibi. L’hanno preceduta  8 cacciatorpediniere lanciamissili in grado di intercettare missili balistici iraniani, sistemi di difesa antimissile terrestre e sottomarini capaci di lanciare missili da crociera Tomawak contro obiettivi nemici, nonché of course l’altro pezzo da novanta della Marina Usa, la superportaerei sempre nucleare USS John F.Kennedy.

Il Pentagono sta definendo solo gli ultimi dettagli d’attacco: nel mirino il programma nucleare iraniano e le sue capacità di lanciare missili balistici.

Esulta ancora il Tycoon: “Abbiamo un’enorme potenza di fuoco sul posto e altri stanno arrivando”. “Da 47 anni gli iraniani fanno parole, parole, parole. E nel frattempo abbiamo perso molte vite”. “L’attacco dello scorso anno (giugno 2025, ndr) ha annientato i loro siti nucleari. Cosa c’è da colpire adesso? Qualunque cosa rimanga”. La solita logica di lasciarsi un deserto alle spalle, come fu con l’invasione irachena nel 2003.

L’ultima speranza che non si arrivi alla catastrofe è legata ad un filo sottilissimo. L’incontro di martedì prossimo tra alcune autorità di Teheran e la solita coppia Usa per le missioni mediorientali: l’inviato speciale della Casa Bianca Steven Witkoff e il genero del Tycoon, ossia il miliardario Jared Kushner. I quali metteranno sul tavolo un ultimatum: azzerare ogni operazione che riguardi l’arricchimento dell’uranio. Dal canto suo, l’Agenzia nucleare iraniana fa trapelare che è disposta al massimo a ‘diluire’ il suo uranio altamente arricchito, in cambio della revoca delle sanzioni economiche che da anni penalizzano il Paese.

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