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| Platone |
Platone (429?–347 a.C.) è, senza dubbio, uno degli scrittori più brillanti della tradizione letteraria occidentale e uno degli autori più penetranti, eclettici e influenti nella storia della filosofia. Cittadino ateniese di alto rango, nelle sue opere mostra il suo coinvolgimento negli eventi politici e nei movimenti intellettuali del suo tempo, ma le questioni che solleva sono così profonde e le strategie che usa per affrontarle così ricche di suggestioni e provocazioni che lettori colti di quasi ogni epoca sono stati in qualche modo influenzati da lui, e in praticamente ogni epoca ci sono stati filosofi che si sono considerati platonici per alcuni aspetti importanti. Non fu il primo pensatore o scrittore a cui si dovesse applicare il termine "filosofo". Ma era talmente consapevole di come la filosofia dovesse essere concepita, e quali fossero propriamente la sua portata e le sue ambizioni, e trasformò a tal punto le correnti intellettuali con cui si confrontava, che la disciplina filosofica, così come viene spesso concepita – un esame rigoroso e sistematico di questioni etiche, politiche, metafisiche ed epistemologiche, armato di un metodo distintivo – può essere considerata una sua invenzione. Pochi altri autori nella storia della filosofia occidentale gli si avvicinano per profondità e ampiezza di vedute: forse solo Aristotele (che studiò con lui), Tommaso d'Aquino e Kant sarebbero generalmente considerati allo stesso livello.


