venerdì 25 agosto 2017

NO AL DEPOSITO DI SCORIE NUCLEARI IN SARDINYA !

Vaturu Erriu Onnis

La Sardegna, già nel 2011, si espresse a larga maggioranza nel Referendum Regionale con una forte contrarietà alla costruzione di Centrali Nucleari e a depositi di Scorie nucleari e residuati .



Ora, dopo la pubblicazione del 15 Luglio 2017 con l'avviso, in Gazzetta Ufficiale è stata avviata la procedura di valutazione ambientale strategica (V.A.S.) relativa al Programma Nazionale per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi, ci viene comunicato dall'Associazione Ecologica Gruppo d'Intervento Giuridico onlus, e continuano : "La Regione autonoma della Sardegna finora non ha detto nulla. Al termine della procedura complessa prevista dal Governo in qualche parte del territorio sarà individuato il sito unico nazionale per le scorie radioattive, dove i 90 mila metri cubi di materiali radioattivi (residui del ciclo energetico delle centrali nucleari dismesse, rifiuti industriali, residui di attività mediche, ecc.) devono esser custoditi a lungo termine in estrema sicurezza."

Inoltre , Domenica 27 agosto 2017 a Oristano presso Hotel Mariano IV alle 16.30 si ricostituisce il Comitato NoNucleNoScorie, espressione trasversale delle varie sensibilità politiche e civili sul problema nucleare in Sardegna, già estensore del Referedum Regionale, ove si discuterà sulle iniziative da prendersi da qui al 13 settembre , inoltre vi sarà un momento di discussione assembleare partecipata , su un documento in via di preparazione , da inviare poi al Ministero dell'Ambiente, con l'intento di ribadire il NO già espresso come detto nel referendum passato, e ribadire l'opinione negativa di tutta la società civile sarda sul deposito di scorie nucleari in Sardegna.

Mauro Pili, oggi 25 agosto 2017, ha lanciato in diretta video su facebook la campagna del suo partito UNIDOS per dire "NO alle scorie nucleari in Sardegna" e soprattutto per scongiurare l'ipotesi che questo sito sia individuato proprio in Sardegna. "Decine di assemblee territoriali e uno schema di ricorso che ogni cittadino e ogni Comune potranno inviare al ministero dell'Ambiente per bocciare sul nascere la procedura di scelta del deposito unico di scorie radioattive", spiega Pili, ricordando che per opporsi c'è tempo fino al 13 settembre.

Il modulo nella foto sotto che il deputato sardo Mauro Pili consiglia a tutti i cittadini sardi di compilare, in opposizione al Programma Nazionale per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi al punto 23 è illustrata l’analisi di coerenza esterna condotta valutando quella dei criteri per la localizzazione del Deposito (di esclusione -approfondimento), di cui alla Guida Tecnica ISPRA n. 29 del 2014, con gli obiettivi delle diverse norme esaminate, e inviare all'indirizzo seguente:

Al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare - Direzione Generale per le Valutazioni e le Autorizzazioni Ambientali - Divisione II Sistemi di Valutazione Ambientale, Via Cristoforo Colombo 44, 00147 Roma;

FAX numero: 06.5722.3040;

DGSalvaguardia.Ambientale@PEC.minambiente.it.





Peraltro oggi, è sopraggiunta la visita del ministro dell'Ambiente italiano Gian Luca Galletti che ha cercato di smussare le polemiche sulla ventilata ipotesi che la Sardegna possa ospitare il deposito nazionale di scorie nucleari. "Non c'è nulla di vero", afferma il Ministro, intervenendo a Sassari alla sottoscrizione della RAS alla Carta di Partenariato "Pelagos" per la salvaguardia dei cetacei nei nostri mari.

Ovviamente da cittadino sardo mi auguro che quanto prefigurato, dal deputato Pili e dei vari Comitati spontanei che si raduneranno nel Coordinamento dei Comitati NoScorie domenica a Oristano, sulle intenzioni del governo italiano di trasferire queste mefitiche scorie non si adempia mai, vedremo quanto valgono le parole dette dal Ministro a Sassari, se son degne di fede oppure se sono solo parole gettate al vento, per imbonire noi sardi; è con questo pensiero che vi lascio e mi soggiunge il desiderio che si possa continuare a mantenere la nostra “terra pulita“, nonostante le già abbondanti invasive e inquinanti basi militari, perché le generazioni future possano usufruire di un territorio sano e vivibile in un mondo migliore, scevro da pericoli invasivi e duraturi, contrariamente a quello che prefigurerebbe invece un deposito di scorie nucleari.

A innantis!
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